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Ci è piaciuto perché… Il regalonero

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Ci è piaciuto perché… Il regalonero
Ci è piaciuto perché…
A cura di Marika Vincenzi
Il regalo nero
Autore: Dolf Verroen
Traduzione: Dafna Fiano
Copertina di Wolf Erlbruch
Casa editrice: Beisler, 2010
N° pagine: 66
Target: Fine primaria e scuola secondaria
(Marzo 2015)
Il romanzo è ambientato in Suriname (Sud America) nel Settecento, dove il colore della
pelle marchiava a vita il destino di un uomo. Maria, la protagonista, è una ragazzina che
appartiene a una ricca famiglia che possiede piantagioni di cotone e tabacco. A partire dal
suo dodicesimo compleanno avrà al suo seguito Koko, un piccolo schiavo di colore di cui
potrà disporre a suo piacimento. Nascerà un’amicizia o entrambi rimarranno schiavi del
loro tempo?
Maria è la voce narrante e, attraverso il suo sguardo infantile e la sua mentalità intrisi
della cultura in cui vive, saprà tratteggiare una storia intensa sul grande tema della
schiavitù.
Ai ragazzi è piaciuto perché …
Ho proposto questa lettura ai miei ragazzi di classe quinta in quanto hanno espresso il
bisogno e la voglia di conoscere altri tipi di storie, diverse dalle solite di sola fantasia.
Chiedevano qualcosa di vero, qualcosa che parlasse dell’uomo: la verità su chi siamo e da
dove veniamo. L’ho letto ad alta voce in modo espressivo-letterario, cercando di far sentire
emozioni, stati d’animo e sentimenti sottintesi e impliciti, nel rispetto di un testo
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essenziale al tempo stesso profondo. In seguito, i ragazzi hanno sentito il bisogno di
avviare una conversazione intorno all’opera spinti dall’esigenza di capire e trovare un
senso a ciò che senso non ha. È innegabile, certi romanzi interpellano il pensiero e la
coscienza in modo inusuale, non divertono, anzi. Eppure sanno conquistare e provocare
intense riflessioni nei giovani lettori.
Oltre alle vicende narrate, ha incuriosito lo stile sincopato del romanzo. I ragazzi hanno
notato e apprezzato la brevità delle frasi perché hanno capito che «dentro c’è un mondo!»
E hanno ragione. Alcune frasi composte da una, due o tre parole sembrano dei veri e propri
haiku: poche parole, lapidarie ma dense, capaci di descrivere un mondo sotterraneo.
I ragazzi hanno detto…
N: lei (Maria la protagonista) si definisce di un bel bianco rispetto ai neri … qui si capisce
che […] i bambini capivano già la malizia dei grandi, cioè imparavano dalle
idee dei genitori e crescevano con le stesse idee.
S: è scritto in paragrafi (capitoli) brevi e frasi brevissime …
F: (in risposta a S): .. ma c’è dentro un mondo!
A: Bello quando dice che “ricama case di lacrime e cieli di tristezza”…
M: Scusa maestra, ma io questi primi capitoli che hai letto li paragonerei a Pinocchio
perché quando è diventato un asino che è dovuto andare nel circo, anche se era un animale
era uno schiavo lo stesso! Io non vado mai al circo perché non sopporto vedere gli animali
trattati come schiavi … figurati se posso pensare che lo stesso trattamento sia riservato per
delle persone.
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