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4) Le medicazioni avanzate per il trattamento delle ferite acute e
Commissione Regionale Dispositivi Medici
(Delibera Giunta Regionale n. 1523/2008)
Le medicazioni avanzate
per il trattamento delle ferite
acute e croniche
Dalle evidenze della letteratura alla pratica
quotidiana
Febbraio 2012
1
2
Commissione Regionale Dispositivi Medici
(Delibera Giunta Regionale n. 1523/2008)
Le medicazioni avanzate
per il trattamento delle ferite
acute e croniche
Dalle evidenze della letteratura alla pratica
quotidiana
Febbraio 2012
3
© Regione Emilia Romagna 2012
Tutti i diritti riservati
La riproduzione in parte o totale, o la traduzione di questo documento, non sono
consentite.
Il presente documento è stato prodotto da un gruppo multidisciplinare di esperti, su
mandato della Commissione Regionale Dispositivi Medici (CRDM), che opera in seno alla
Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna.
Impaginazione e veste grafica Elisa Sangiorgi
Copia del documento in formato elettronico può essere richiesta alla Segreteria del Servizio
Politica del Farmaco, Viale Aldo Moro 21, 40127 Bologna, tel. 051 5277291 fax 051
5277061 email: [email protected]
oppure può essere scaricata dal sito internet al link:
http://www.saluter.it/ssr/aree-dellassistenza/assistenzafarmaceutica/dispositivi-medici
4
Autori
Angela Peghetti Servizio Infermieristico-tecnico-riabilitativo Centro Studi EBHC
Azienda Ospedaliero Universitaria Sant’Orsola Malpighi, componente della CRDM
Matilde Mantovani Coordinatore assistenziale Chirurgia della mano, Azienda Ospedaliero
Universitaria di Modena
Giuliana Canova Direzione Infermieristica AUSL di Rimini, componente della CRDM
Loretta Ferri Coordinatore assistenziale Sala Operatoria Generale Ospedale
Maggiore,Azienda USL Bologna, ex componente della CRDM
Hanno collaborato per la ricerca della letteratura: P. Paganelli, L. Gattafoni, A. Facchetti,
studenti del Master in Evidence based practice e metodologia della ricerca clinico
assistenziale – Università di Bologna
••••••••••••
Coordinamento della CRDM: Direzione Generale Sanità e Politiche
Sociale della Regione Emilia Romagna
Daniela Carati, Mauro Mazzolani (Servizio Politica del Farmaco), Giampiero Pirini (Gruppo
Regionale Tecnologie Sanitarie), Rossana De Palma (Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale),
Bruna Baldassarri (Servizio Presidi Ospedalieri).
Componenti della CRDM
Paola Antonioli, Luciana Ballini, Giuliana Canova, Mara Cavana, Paolo Cenni, Silvia Galassi,
Massimo Garagnani, Cinzia Gentile, Giulio Monti, Angela Peghetti, Monica Rasi, Elisabetta
Sanvito.
Dichiarazione di conflitto di interessi
Gli Autori dichiarano di non ricevere benefici o danni dalla pubblicazione del presente
report. Nessuno degli Autori detiene o deteneva azioni, prestato consulenza o avuto
rapporti personali con alcuno dei produttori dei dispositivi valutati nel presente documento.
Ringraziamenti
Un particolare ringraziamento è indirizzato ai Responsabili dei Servizi coinvolti delle Aziende
Sanitarie e della Regione Emilia-Romagna, che hanno messo a disposizione i professionisti
per redigere il presente documento.
5
Indice
Introduzione
pag. 7
Obiettivo del documento
pag. 7
Definizione
pag. 8
Principali tipologie di ferite acute e croniche
pag. 8
La riparazione tessutale
pag. 10
Ostacoli alla riparazione tessutale
pag. 12
Classificazione delle ferite
pag. 14
Il corretto approccio al trattamento delle ferite acute e delle lesioni croniche: la
guarigione in ambiente umido
pag. 16
Il trattamento topico
pag. 17
Le principali tipologie di medicazioni
pag. 19
Protocollo di utilizzo delle medicazioni avanzate
pag. 60
Evidenze a sostegno dell’utilizzo delle principali categorie di medicazioni
pag. 65
Sommario del GRADE profile
pag. 101
Bibliografia
pag. 111
Sitografia
pag. 111
Allegato 1 Le scale di valutazione delle lesioni cutanee
pag. 112
6
Introduzione
Il presente documento è scaturito dall’interesse che la Commissione Regionale Dispositivi
Medici ha ritenuto rivolgere al tema della cura delle lesioni e delle ferite acute e croniche,
nonchè ai dispositivi medici correlati. Tali prodotti costituiscono un’area di grande sviluppo
dove le innumerevoli medicazioni commercializzate assorbono rilevanti risorse economiche
delle Aziende sanitarie e possono rendere difficili le scelte dei dispositivi più appropriati
rispetto al setting assistenziale e alle condizioni cliniche del paziente.
Obiettivo del documento
Il presente documento, partendo dalla descrizione delle principali tipologie di ferite acute e
croniche, si propone di indicare il corretto approccio al trattamento di tali tipi di lesione,
analizzare le caratteristiche, indicazioni, controindicazioni e interazioni delle principali
medicazioni impiegate nella pratica assistenziale regionale e operare un esame
approfondito delle evidenze scientifiche, derivate dall’analisi della letteratura. A tale
proposito sono riportate due diverse sezioni che sintetizzano, in un caso, le caratteristiche
dei diversi studi clinici e revisioni sistematiche e, nell’altro, i risultati rispetto alla qualità
delle evidenze.
Tale analisi della letteratura ha permesso di stilare i protocolli di utilizzo delle medicazioni
avanzate, in relazione alle tipologie di lesioni e alla loro gravità, che vengono illustrati in
una sezione specifica del documento.
Le scale di valutazione delle lesioni cutanee maggiormente utilizzate a livello internazionale
nella pratica assistenziale sono riportate nell’allegato 1.
Inoltre, poiché questi dispositivi medici sono acquisiti mediante procedure centralizzate
tramite l’Agenzia Regionale per lo sviluppo dei mercati telematici Intercent-ER, il presente
documento costituisce uno strumento di riferimento per supportare la definizione dei
capitolati tecnici e la scelta dei dispositivi medici in fase di gara.
7
Definizione
Una ferita è una soluzione di continuo di uno o più tessuti del corpo, viene definita in base
alla modalità con cui si determina e ai tempi di guarigione. Le principali tipologie di ferite,
classificate in base al tempo di guarigione, sono le ferite acute e le ferite croniche: le ferite
acute che il professionista sanitario deve più frequentemente trattare sono le ferite
chirurgiche; le lesioni cutanee croniche sono rappresentate da tutte le lesioni cutanee che
non raggiungono lo stato di riparazione tissutale entro 8/10 settimane dalla loro
insorgenza.
Principali tipologie di ferite acute e croniche
Le lesioni da pressione sono aree di danno tessutale della cute e/o dei tessuti sottostanti
causate principalmente da pressione, stiramento o frizione. Questo tipo di danno (definito
anche ulcera da pressione, piaga, ulcera o lesione da decubito), benché largamente
prevenibile, costituisce un fenomeno importante nei reparti di ricovero ospedaliero e sul
territorio, sia per il numero di pazienti coinvolti, sia per i tempi e le risorse necessarie per il
trattamento del problema.
Se nei pazienti ospedalizzati le lesioni da pressione si sviluppano con una prevalenza che va
dal 18% al 29% (A.I.S.Le.C. 2010), nella popolazione assistita a domicilio difficilmente si
reperiscono studi di grandi proporzioni e ben condotti.
Il trattamento ottimale delle lesioni da pressione si sviluppa principalmente in 3 aree:
1. rimozione della causa (pressione) attraverso il riposizionamento del paziente e
l’utilizzo di superfici/ausili antidecubito;
2. trattamento topico attraverso la medicazione della lesione;
3. trattamento delle comorbilità che possono interferire con il normale processo di
guarigione quali ad esempio malnutrizione, infezione ecc.
Le lesioni vascolari degli arti inferiori vengono definite come quelle ferite cutanee ad
eziologia vascolare venosa, arteriosa e/o mista, che si localizzano al di sotto del ginocchio
fino al piede e che si manifestano con durata uguale o superiore alle otto/dieci settimane.
Le ulcere croniche alle gambe rappresentano una patologia molto frequente nel mondo
occidentale, che colpisce principalmente gli anziani, determinando, di conseguenza, un alto
costo sociale.
I dati di prevalenza delle lesioni vascolari si collocano in un range che va da 1,8 a 3,05 per
mille, con una prevalenza crescente all’aumentare dell’età. Nei paesi occidentali è stato
calcolato che il 10 per mille della popolazione adulta è stata affetta almeno una volta nella
sua vita da un’ulcera agli arti inferiori1,2.
1
Margolis DJ, Bilker W, Santanna J, Baumgarten M. Venous leg ulcer: incidence and prevalence in the elderly. J
Am Acad Dermatol. 2002 Mar;46(3):381-6.
2
Margolis DJ, Bilker W, Santanna J, Baumgarten M. Venous leg ulcer: incidence and prevalence in the elderly. J
Am Acad Dermatol. 2002 Mar;46(3):381-6.
8
Il trattamento ottimale delle lesioni vascolari venose è rappresentato in prima istanza dal
bendaggio elastocompressivo associato ad un approccio ottimale al trattamento topico della
ferita.
Le lesioni da piede diabetico si instaurano quando la neuropatia diabetica o l’arteriopatia
degli arti inferiori compromettono la funzione o la struttura del piede. I due quadri, definiti
anche come piede neuropatico o piede ischemico, sono profondamente diversi tra loro:
tuttavia nella gran parte dei soggetti, soprattutto di età avanzata, coesistono entrambe
dando luogo al cosiddetto piede neuroischemico.
Un grave rischio di complicazione di un piede diabetico, in presenza di un’ulcera aperta, è la
probabile insorgenza di infezione; questa infatti costituisce spesso la vera causa che ne
determina l'amputazione. Le previsioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno
stimato che il numero di diabetici nel 2025 sarà di oltre 300 milioni rispetto ai 120 milioni
calcolati nel 1996, da ciò si può facilmente intuire la dimensione assunta da questo
problema. Le stime di questa patologia riportano infatti che circa il 15% dei diabetici andrà
incontro nella vita a un’ulcera del piede che richiederà cure mediche. Oltre all’impatto
rilevante in termini di frequenza, si sottolinea che l’ulcera del piede nei diabetici è gravata
da un alto rischio di amputazione maggiore, ossia effettuata sopra la caviglia; pur
rappresentando la popolazione diabetica all’incirca il 3% della popolazione generale, più del
50% di tutte le amputazioni maggiori riguardano proprio i diabetici3.
Il trattamento ottimale delle lesioni da piede diabetico si esplica attraverso:
o
la cura locale della lesione mediante medicazione;
o
il trattamento di eventuali infezioni;
o
lo scarico della lesione ulcerativa (cioè evitare che questa sia gravata dal peso del
corpo durante la deambulazione);
o
l’eventuale rivascolarizzazione.
La ferita chirurgica è una soluzione di continuità dei tessuti prodotta da un agente
meccanico. Nella pratica clinica è possibile incorrere in 2 principali tipologie di ferite
chirurgiche:
o
ferite che guariscono per prima intenzione in cui i lembi sono stati accostati tramite
l’applicazione di una sutura. Riparano rapidamente sviluppando generalmente una
cicatrice lineare spesso poco visibile;
o
ferite che guariscono per seconda intenzione in cui i lembi non sono accostati spesso
a causa di una infezione. La guarigione è lenta e la cicatrice che si forma può
assumere dimensioni variabili.
La deiscenza della ferita chirurgica indica una complicanza post-operatoria rappresentata
dalla riapertura spontanea di una ferita precedentemente suturata. Può essere parziale e
quindi interessare uno o più punti di sutura o completa. Una forma molto grave, è quella
che riguarda le ferite laparotomiche, nella quale l'apertura completa di tutti gli strati della
parete comporta la fuoruscita dei visceri mobili all'esterno della cavità addominale o
eviscerazione.
Il trattamento ottimale delle ferite chirurgiche si esplica attraverso una corretta
preparazione della cute e del paziente all’intervento e alla cura locale della ferita attraverso
la medicazione.
3
http://www.iwgdf.org/
9
La riparazione tessutale
La guarigione delle ferite rappresenta la capacità dell’organismo di riparare un tessuto leso:
quando un tessuto riceve un insulto che ne lede l’integrità, se il paziente non è affetto da
una patologia ingravescente e se viene rimosso l’agente che ha causato la lesione/ferita,
l’istinto dei tessuti e dell’organismo è comunque quello di evolvere verso il processo
riparativo. Questo si può verificare attraverso due meccanismi: o per rigenerazione quando
i tessuti danneggiati vengono rimpiazzati con cellule dello stesso tipo oppure per
sostituzione dei tessuti danneggiati con tessuto connettivo (fibrosi).
Le ferite possono andare incontro a guarigione con tre modalità differenti:
Per prima intenzione: è il caso per esempio delle ferite da taglio rappresentate
tipicamente dalle ferite chirurgiche lineari, a margini netti, non complicate da ematomi,
necrosi o infezioni. Questo tipo di guarigione é favorito dall'accostamento e sutura dei lembi
cutanei. Lo spazio interposto tra i margini della ferita viene così ridotto e può essere
occupato più rapidamente dal tessuto cicatriziale.
Per seconda intenzione come nel caso delle ferite:
o
da ustioni,
o
con grosse perdite di sostanza come nelle cavità ascessuali residue, con ampie
exeresi chirurgiche,
o
lacero-contuse a margini irregolari, frastagliati con presenza di aree necrotiche, di
ecchimosi o di grossi ematomi,
o
inquinate o infette.
Sono situazioni caratterizzate dalla difficoltà di accostare i margini e/o dalla presenza di
infezioni potenziali (tessuti mortificati o necrotici) o già in atto (cavità ascessuali residue)
che ne impediscono la chiusura. In questi casi il tessuto di granulazione necessario alla
guarigione comincerà a formarsi sul fondo della ferita procedendo progressivamente verso
l'alto fino a raggiungere la superficie. Rispetto alla guarigione per prima intenzione, la
guarigione per seconda intenzione è un processo lungo e fastidioso ma più sicuro; è spesso
responsabile di inestetismi anche gravi.
Per terza intenzione: accade non di rado che alcune ferite chirurgiche suturate
normalmente possano andare incontro ad una infezione nell'immediato decorso postoperatorio. Il trattamento consiste nella riapertura della ferita che viene detersa, liberata
dai residui organici e dalle aree necrotiche e regolata nei margini. Nei casi più favorevoli si
può procedere ad una nuova sutura immediata dei lembi. Il tipo di guarigione che seguirà è
detto per terza intenzione. Nei casi ritenuti più a rischio, invece, la ferita verrà lasciata
aperta in modo da permettere una guarigione per seconda intenzione.
Guarigione delle lesioni4 (fasi):
La risposta di guarigione delle ferite può essere suddivisa in fasi distinte che tuttavia si
sovrappongono fra loro:
EMOSTASI: protegge il corpo da un’eccessiva perdita di sangue e da un’aumentata
esposizione alla contaminazione batterica. Si contraddistingue per:
4
Royal College of Nursing and National Institute for Health and Clinical Excellence The management of pressure
ulcers in primary and secondary care: A Clinical Practice Guideline. www.rcn.org.uk/ Final Version June 2005
10
o
Vasocostrizione (controlla la perdita di sangue).
o
Vasodilatazione e aumentata permeabilità capillare per leucociti e piastrine.
o
Formazione del coagulo.
In questa fase la perdita di sostanza viene sostituita da un coagulo ematico costituito da
una rete di fibrina nella quale sono contenuti globuli rossi, globuli bianchi, piastrine ed altri
componenti del sangue.
INFIAMMAZIONE: prepara il letto della lesione per la guarigione mediante il meccanismo
fisiologico dell’autolisi. È caratterizzata dalla disintegrazione o liquefazione dei tessuti o
cellule per azione dei leucociti e degli enzimi. In questa fase compaiono macrofagi e cellule
mononucleate dotate di capacità fagocitica e quindi attive nel “ripulire” la ferita/lesione
dalla fibrina e dai residui cellulari e dai detriti eventualmente depositati.
PROLIFERAZIONE: riempimento e chiusura del letto della ferita. È caratterizzata da:
o
Neoangiogenesi che consiste nella creazione di una rete di capillari e arteriole.
o
Granulazione che consiste nella produzione di tessuto connettivo.
o
Contrazione de margini della lesione che si contraggono, tendendosi l’uno verso
l’altro [per diminuire le dimensioni della lesione stessa].
Dopo le prime 24 - 48 ore compare un tessuto detto di granulazione costituito da alcuni
elementi cellulari, i fibroblasti che originatisi dal connettivo penetrano nella ferita lungo i
filamenti che costituiscono la rete di fibrina, sostituendoli con fibre dotate di elevata
capacità contrattile, le miofibrille. Contemporaneamente sui margini della lesione inizia la
produzione di abbozzi vascolari e successivamente linfatici che si allungano
progressivamente verso il centro fino ad incontrare gli abbozzi provenienti dal lato opposto.
Avvenuta l’anastomosi dei monconi, si avvia un processo di canalizzazione per cui i cordoni
cellulari diventano vasi e formano una nuova rete vascolare. I fibroblasti hanno inoltre la
capacità di secernere l'acido ialuronico, componente attivo nella formazione delle fibre di
collagene e del processo di guarigione. In questa fase la ferita appare tumefatta e arrossata
per la ricchezza di tessuto vascolare neoformato.
RIEPITELIZZAZIONE: consiste nella copertura della lesione di neo-epitelio e nella chiusura
della lesione stessa. Col passare del tempo diminuisce il numero e l'attività dei fibroblasti, i
capillari sanguigni si riducono e contemporaneamente aumentano le fibre collagene.
Avviene così la trasformazione del tessuto di granulazione in tessuto cicatriziale le cui
caratteristiche sono la scarsa elasticità, la irrorazione ed innervazione ridotta, la modesta
epitelizzazione, l'assenza di annessi cutanei. L’epitelio prolifera per scorrimento dai bordi
fino a ricoprire la superficie della lesione.
RIMODELLAMENTO: maturazione della ferita. Questo processo porta alla formazione di una
cicatrice solida in circa due settimane. In questo arco di tempo essa si contrae
progressivamente per l'azione delle miofibrille. Successivamente intervengono ulteriori
trasformazioni che la porteranno, nel giro di alcuni mesi, ad appiattirsi e a modificare il suo
colore assumendo l'aspetto definitivo: la resistenza alla trazione del tessuto cicatriziale
ripristina, fino ad un massimo dell’80% nelle persone più giovani, la resistenza originaria;
comunque la resistenza tissutale alla trazione è inferiore rispetto a quella dei tessuti non
lesionati.
11
Fattori che influenzano la guarigione
Numerosi fattori sistemici e locali influenzano la guarigione delle ferite:
o
stato nutrizionale (per es. la carenza di vitamina C che notoriamente riduce la
sintesi di collagene);
o
la presenza di dismetabolismi (per es. il diabete mellito che è noto provocare un
ritardo nella guarigione);
o
deficit circolatori dovuti ad aterosclerosi o stasi venosa;
o
disendocrinie (per es. gli ormoni glucocorticoidi hanno un ben documentato effetto
inibitorio sull'infiammazione e sulla sintesi del collagene).
Il sito della lesione è anche un importante fattore influenzante la guarigione: ferite in aree
riccamente vascolarizzate tendono a guarire più rapidamente di quelle in aree poco
vascolarizzate. La presenza di eventuali corpi estranei di norma impediscono una normale
guarigione, ma la singola più importante causa di ritardo è sicuramente l'infezione della
ferita.
Ostacoli alla riparazione tessutale
FATTORI GENERALI E SISTEMICI
Sono direttamente mediati dallo stato di salute generale in cui si trova il paziente. Si
manifestano in modo molto diverso anche in relazione all’eziologia e alle modalità di
insorgenza della ferita. Alcuni “fattori” sono la causa stessa che provoca l’instaurarsi della
lesione:
o
Età del paziente (i disturbi di guarigione possono essere una conseguenza della
multi morbilità dovuta all’età, stato immunitario debole, aumento delle patologie
croniche, degenerative ed invalidanti, ecc.).
o
Stato nutrizionale (sia in eccesso sia in difetto).
o
Stato immunitario.
o
Malattie di base: soprattutto diabete, malattie vascolari, malattie immunologiche,
collagenopatie, insufficienza ventricolare sinistra, insufficienza respiratoria ecc.
o
Complicanze post-operatorie: trombosi, tromboembolie ecc.
o
Conseguenze da traumi acuti/shock (anche in seguito ad interventi con circolazione
extracorporea).
o
Farmaci (per es. corticosteroidi).
o
Situazione psico-sociale del paziente.
FATTORI LOCALI
I fattori locali che possono influenzare e rallentare la riparazione tessutale sono:
o
Macerazione della cute perilesionale dovuta a eccesso di fuoriuscita di fluidi della
lesione o da incontinenza del paziente.
12
o
Traumi ricorrenti (soprattutto se la ferita si trova in una posizione soggetta a
sfregamenti o a traumatismi).
o
Presenza di tessuto necrotico.
o
Insufficiente apporto ematico.
o
Pressione sulla ferita.
o
Infezione locale.
DISTURBI NELLA GUARIGIONE DELLE FERITE
In seguito all’effetto di alcuni o di molti degli ostacoli alla riparazione tessutale
precedentemente citati si possono verificare disturbi della guarigione delle ferite quali ad
esempio:
o
Sieromi: raccolte di essudato sieroso nella cavità delle ferite che si possono infettare
e formare ascessi.
o
Ematomi (soprattutto nelle lesioni chiuse).
o
Necrosi delle parti molli.
o
Deiscenze.
o
Formazione di cicatrice ipertrofica.
o
Cheloidi: il tessuto di granulazione si sviluppa estendendosi oltre i confini della ferita
e non mostrano alcuna tendenza alla regressione.
13
Classificazione delle ferite
Nell’elaborazione di questo documento abbiamo scelto la strada della classificazione in base
al colore in quanto questo tipo di identificazione delle caratteristiche di una ferita acuta e/o
di una lesione cronica è applicabile nella maggior parte di queste, stante che le lesioni
cutanee croniche possono essere valutate con specifici indici quali ad esempio le scale
EPUAP/NPUAP5 , PUSH TOOL (Pressure Ulcer Scale)6 e PSST (Pressure Sore Status Tool)
detto anche Bates-Jensen Wound Assessment Tool - BWAT7 per le lesioni da pressione, le
scale TEXAS8 e WAGNER9 per il piede diabetico, la scala ASEPSIS10 per le ferite chirurgiche
con infezione (vedi allegato 1).
5
European Pressure Ulcer Advisory Panel and National Pressure Ulcer Advisory Panel. Treatment of pressure
ulcers: Quick Reference Guide. Washington DC: National Pressure Ulcer Advisory Panel; 2009.
http://www.epuap.org/grading.html
6
Thomas DR, Rodeheaver GT, Bartolucci AA, Franz RA, Sussman C, Ferrell BA, Cuddigan J, Stotts NA, Maklebust
J. Pressure ulcer scale for healing: derivation and validation of the PUSH tool. The PUSH Task Force. Adv Wound
Care. 1997 Sep;10(5):96-101.
7
Bates-Jensen BM, Vredevoe DL, Brecht ML. Validity and reliability of the Pressure Sore Status Tool. Decubitus.
1992 Nov;5(6):20-8.
8
Armstrong DG, Lavery LA, Harkless LB. Validation of a diabetic wound classification system. The contribution of
depth, infection, and ischemia to risk of amputation. Diabetes Care. 1998 May;21(5):855-9.
9
Wagner F.W., The Dysvascular foot. A system for diagnosis and treatment, Foot and Ankle 1981; 2: 64-122.
10
SIChER Sorveglianza delle Infezioni del Sito Chirurgico Emilia-Romagna Versione 1.1 Aprile 2006
14
Classificazione in base al colore11,12,13
Lesione gialla: indica la presenza di slough.
Il tessuto devitalizzato può presentarsi sotto forma di slough, un
materiale che aderisce al letto della lesione in filamenti o in ammassi
ispessiti o che è mucillaginoso. Nella lesione gialla il letto dell’ulcera
appare di color giallo, beige o biancastro a seconda della variabilità
della combinazione dei componenti dello slough, un mix di tessuti
devitalizzati, materiale cellulare di sfaldamento, essudato, leucociti, e
batteri. Se è presente una gran quantità di globuli bianchi, lo slough
tende ad assumere un aspetto cremoso, di colore giallo.
Lesione verde: indica la presenza di infezione.
Le lesioni possono complicarsi con infezioni che possono diffondersi ai
tessuti profondi causando celluliti, fasciti necrotizzanti, osteomieliti,
batteriemie associate a rischio di mortalità. Le manifestazioni cliniche
delle infezioni delle lesioni da pressione possono essere estremamente
variabili e vanno dal ritardo nella cicatrizzazione alla presenza di
intenso eritema, calore, tensione locale con crepitio dei tessuti
sottostanti, secrezione purulenta, cattivo odore, ai segni sistemici
della sepsi e dello shock settico.
Lesione rossa: indica il tessuto di granulazione.
Il letto della lesione appare di colore rosso grazie alla presenza di
tessuto di granulazione. Il tessuto di granulazione “sano” ha un
aspetto umido, a bottoncini; essendo molto vascolarizzato assume un
colore rosso vivo o rosa profondo, stante ad indicare che la
cicatrizzazione sta progredendo normalmente.
Lesione nera: indica la necrosi secca.
Quando un’area di tessuto è deprivata di un adeguato apporto di
ossigeno o nutrienti diviene non vitale. Il tessuto devitalizzato ha la
tendenza a disidratarsi, e via via che perde umidità forma uno strato
ispessito, per lo più duro, coriaceo, di color marrone o nero, che
aderisce saldamente al letto della lesione o ai margini dell’ulcera. Il
tessuto disidratandosi si contrae, mettendo in tensione i tessuti
circostanti e causando dolore.
Lesione rosa: indica la riepitelizzazione.
In questa fase, è possibile osservare aree di riepitelizzazione di color
rosa traslucido al di sopra del tessuto di granulazione, costituite da
cellule epiteliali migranti dai bordi dell’ulcera che avanzano in modo
concentrico fino a unirsi. Il neo epitelio, nelle lesioni a spessore
parziale, si sviluppa anche sotto forma di isole all’interno della
superficie della lesione.
11
Keast DH, et al. MEASURE: a proposed assessment framework for developing best practice recommendations
for wound assessment. Wound Repair Regen 2004;12(3 suppl):S1-17.
12
Benbow M. Diagnosing and assessing wounds. J. of Community Nurs. 2007;21(8):26-34.
13
Sussman C, Bates-Jensen B (2007) Wound Care: A Collaborative Practice Manual for Health Professionals.
Lippincott, Williams & Wilkins. Third Edition
15
Il corretto approccio al trattamento delle ferite
acute e delle lesioni croniche: la guarigione in
ambiente umido.
L’ambiente della ferita può essere inteso come quel particolare microcosmo che si realizza
nell’interfaccia tra una zona del corpo priva della funzione di barriera della cute e la
medicazione sovrastante14.
La rigenerazione cellulare, nella guarigione per seconda intenzione avviene per migrazione
delle cellule dermiche dai bordi e dal fondo della lesione verso il centro della stessa per un
meccanismo definito “salto di rana”. Le cellule neo formate scivolano le une sulle altre per
riempire lo spazio lasciato vuoto dalla perdita di tessuto: questo meccanismo viene
rallentato dalla presenza di slough, tessuto necrotico e detriti.
In ambiente asciutto infatti, l’epitelio migra fra il derma essiccato e il tessuto adiposo
sottocutaneo, scollando i tessuti intermedi: ciò avviene lentamente.
In ambiente umido la migrazione avviene tra la giusta quantità di essudato ed il derma e
può quindi procedere molto più velocemente15.
La teoria del Moist Wound Healing (guarigione in ambiente umido) è stata sviluppata nel
1962 da George Winter, del dipartimento di ingegneria biomedica del Royal Orthopeadic
Hospital a Stanmore (Middlesex). Egli eseguì uno studio che evidenziò i principi ripartivi
precedentemente descritti16,17.
Dall’esperienza di questo lavoro, Winter concluse che “… coprire una ferita con pellicola
impermeabile al vapore acqueo ha profondamente mutato lo schema di guarigione,
orientando la migrazione dell’epidermide sulla ferita invece che attraverso il derma,
accelerando la rigenerazione epidermica…”.
Winter osservò che la formazione di croste e l’essicamento dei tessuti rendono difficile e
particolarmente dispendiosa sul piano metabolico, la migrazione cellulare per la riparazione
delle lesioni.
Successivamente sono stati condotti numerosi studi sull’ambiente di guarigione delle ferite
che hanno permesso lo sviluppo di una serie di prodotti (“dressing revolution”) che
garantiscono le giuste condizioni di umidità, definiti “medicazioni avanzate”.
“Con il termine di medicazione avanzata si definisce quel materiale di copertura che abbia
caratteristiche di biocompatibilità … e che garantisca la creazione di un ambiente umido
nell’interfaccia tra lesione e medicazione18.”
Le condizioni che creano le medicazioni avanzate per una veloce riparazione tissutale sono
le seguenti:
14
Schultz GS, et al. Wound bed preparation: a systematic approach to wound management. Wound Repair Regen.
2003 Mar;11 Suppl 1:S1-28.
15
Chaby G, et al.Dressings for acute and chronic wounds: a systematic review. Arch Dermatol. 2007
Oct;143(10):1297-304.
16
Winter G. “Formation of scab and rate of epithelialization of superficial wound in the skin of the young domestic
pig” Nature, 1962
17
Jones J. Winter's concept of moist wound healing: a review of the evidence and impact on clinical practice. J
Wound Care. 2005 Jun;14(6):273-6.
18
Centro Studi Assobiomedica a cura di F. Gellona, A. Guglieri Medicazioni Avanzate, secondo aggiornamento.
numero 17 - marzo 2003
www.assobiomedica.it
16
Occlusività: evita l’eccessiva evaporazione dell’essudato, garantisce isolamento termico,
assicura stabilità termica e garantisce isolamento batterico dalle fonti esterne.
Ipossia: stimola la proliferazione dei capillari mediata da macrofagi, favorisce la crescita
dei cheratinociti, dei fibroblasti e la liberazione dei fattori di crescita da parte dei macrofagi.
Autolisi della necrosi: l’essudato prodotto dalla ferita è ricco di leucociti polimorfonucleati
e macrofagi che unitamente alla flora batterica residente liberano granuli lisosomiali
contenenti enzimi. Questi enzimi hanno attività proteolitica e favoriscono la degradazione di
proteine, mucopolisaccaridi, glicoproteine, glicolipidi. L’autolisi avviene senza dolore.
Angiogenesi: dagli studi condotti in questo ambito, è emerso che la neoangiogenesi è più
marcata rispetto le ferite medicate con semplice garza, in tutti gli spessori indagati. Lo
sviluppo di nuovi vasi é più ordinato e questi sono di diametro maggiore.
Dolore: il controllo del dolore è legato al fatto che nell’interfaccia tra medicazione avanzata
e ferita si determina una situazione di ipossia. Questa è necessaria ai macrofagi per la
produzione di acido arachidonico e dei suoi metaboliti, che sembrano modulare/ridurre la
sintomatologia dolorosa. Inoltre, il controllo del dolore è correlato al fatto che durante il
cambio di medicazione si evita di asportare gli strati più superficiali delle cellule in quanto le
stesse non rimangono imbrigliate nelle trame della medicazione.
Costi: ridotti per la prolungata permanenza in sede della medicazione con riduzione degli
accessi e ottimizzazione dell’impiego di personale.
Formazione della cicatrice: Una lesione che richieda più di tre o quattro settimane per la
riparazione è maggiormente esposta alla formazione di cicatrici ipertrofiche. L’ambiente
umido permette un miglior modellamento del collagene nella formazione della cicatrice. Il
ruolo dell’ambiente umido è importante anche nella fase di contrazione che avviene a
lesione ormai chiusa e prosegue nel tempo. L’ambiente umido ha inoltre evidenziato buoni
risultati (in termini di rossore, spessore, durezza, prurito, sensibilità e dolore) nella cura di
cicatrici ipertrofiche quando confrontato con l’utilizzo di una semplice crema.
Infezione: Le medicazioni occlusive agiscono con un effetto barriera nei confronti dei
microrganismi presenti nell’ambiente esterno. La realizzazione di un ambiente umido
attraverso una medicazione occlusiva può modificare la flora batterica della lesione senza
predisporre all’infezione.
Il trattamento topico
Le ferite, sia che riparino per prima che per seconda intenzione, devono essere deterse
prima di qualsiasi trattamento topico: la detersione favorisce una corretta valutazione,
permette la rimozione dei detriti e dei residui della medicazione precedente eventualmente
presenti e diluisce la carica batterica. La detersione deve essere effettuata utilizzando una
tecnica sterile con abbondante soluzione salina sterile nel caso delle ferite chirurgiche (nelle
prime 48 ore). Nelle lesioni cutanee croniche che riparano per seconda intenzione non
infette si può utilizzare acqua del rubinetto potabile anche se nel contesto ospedaliero
questa pratica dovrebbe essere effettuata con molta attenzione al fine di prevenire infezioni
della ferita ed infezioni crociate.
Se presente infezione dopo la detersione è opportuno prendere in considerazione
l’esecuzione dall’antisepsi. Gli antisettici raccomandati dal MEMO della Regione Emilia
17
Romagna19, sono la clorexidina (applicata in concentrazioni compatibili con la cute lesa), lo
iodiopovidone e le soluzioni contenenti biguanidi. L’antisettico dopo l’applicazione sulla
ferita deve essere lasciato asciugare per permettere l’esplicazione dell’azione antisettica. Al
termine di questa operazione, lo stesso va rimosso con soluzione fisiologica al fine di
evitare interazioni con le medicazioni applicate successivamente, insorgenza di resistenze
batteriche e sensibilizzazioni cutanee.
È opportuno ricordare che non devono essere utilizzate le soluzioni colorate come ad
esempio il mercurio cromo, la fuxina, il violetto di genziana, la tintura rubra di Castellani in
quanto questi prodotti esplicano una ridotta azione antisettica, non permettono la
valutazione della ferita per es. favorendo l’occultamento di arrossamenti e sono sconsigliati
dalle principali linee guida internazionali.
Anche gli antibiotici topici in tutte forme non devono essere applicati in quanto provocano la
formazione di ceppi batterici resistenti, possono essere allergizzanti e sono sconsigliati dalle
principali linee guida. Uno studio recente che ha valutato l’efficacia della gentamicina nella
prevenzione delle infezioni del sito chirurgico non ha evidenziato una riduzione dei tassi di
infezione quando comparata con le medicazioni standard: se necessario instaurare una
terapia antibiotica sistemica mirata impostata sulla base dell’esecuzione di un
antibiogramma, ricordando che il tampone della ferita non deve essere utilizzato di routine
in quanto la diagnosi di infezione della ferita è clinica.
In caso di infezione potrebbe essere utile applicare medicazioni antisettiche contenenti
argento, miele (non commercializzate in Italia20), biguanidi, soluzioni ipertoniche come ad
esempio il sodio cloruro al 20%, medicazioni captanti e medicazioni a lento rilascio di
antisettici (cadexomero iodico, iodiopovidone e clorexidina).
Nel trattamento delle ferite infette va tenuto conto che a causa della presenza di tessuto
necrotico o per lo scarso apporto di sangue gli antibiotici sistemici a dosaggio terapeutico
possono non penetrare nel tessuto infetto ischemico, in questo caso è necessario
provvedere ad un controllo della carica batterica locale attraverso l’utilizzo di medicazioni
antisettiche (per esempio a base di argento) dopo aver provveduto alla rimozione del
tessuto necrotico e ad una abbondante detersione.
Le medicazioni dovrebbero restare in sede il più a lungo possibile, in base alle condizioni
cliniche e in accordo con le raccomandazioni del produttore.
Evitare il più possibile qualsiasi sostituzione inutile: è stato dimostrato che medicazioni non
isolanti o ad alta frequenza di cambio portano ad un raffreddamento della superficie della
lesione, con rallentamento della guarigione. La proliferazione cellulare raggiunge la
massima velocità di replicazione ad una temperatura compresa fra 35°C e 37°C.
Inoltre, la prematura o troppo frequente rimozione di medicazioni adesive può danneggiare
sia la cute perilesionale (stripping delle cellule epiteliali) sia il letto della lesione stessa.
La medicazione dove essere sostituita precocemente:
- nel momento in cui non è più in grado di gestire il materiale assorbito (es. la medicazione
è satura e la sua capacità assorbente è esaurita, o si verifica leakage21),
19
MEMO Antisepsi e disinfezione in ambito sanitario e socio-sanitario Guida a cura di Maria Mongardi et al.
Agenzia Sanitaria e Sociale della Regione Emilia Romagna Bologna, aprile 2011
20
Si specifica questa evidenza in quanto in alcuni setting assistenziali il miele viene utilizzato erroneamente
prelevandolo dai vasetti venduti nei supermercati: le medicazioni a base di miele testate nei trials clinici, sono
state specificamente prodotte.
21
Perdita di fluidi dalla medicazione
18
- quando si mostri frammentata (es. fissaggio staccato), poiché così viene a mancare
l’effetto-barriera contro le contaminazioni esterne. Se ciò accade di frequente, rivalutare la
scelta della medicazione.
Per garantire l’assorbimento dell’essudato e il controllo della carica batterica ed evitare la
formazione di ascessi, la medicazione dovrebbe riempire le eventuali cavità conformandosi
alla ferita e restando in contatto con il letto della stessa.
È sconsigliato un riempimento eccessivo per prevenire un danno al tessuto di granulazione
neoformato (compressione) con conseguente ritardo nella guarigione.
L’utilizzo delle medicazioni avanzate è sconsigliato in caso di:
o
Sanguinamento,
o
presenza di tratti fistolosi non esplorati,
o
allergia ai componenti della medicazione,
o
tumori cutanei,
o
gangrena umida.
Le principali tipologie di medicazioni
Le medicazioni sono generalmente utilizzate per favorire la guarigione delle ferite e
prevenirne la contaminazione: l’utilità della medicazione può essere vanificata dal fatto che
in alcuni tipi di ferite l’approccio locale al trattamento della lesione deve essere preceduto
dalla rimozione della causa che ha provocato la lesione stessa (come ad esempio nel caso
delle lesioni da pressione è indispensabile rimuovere la pressione attraverso il
riposizionamento del paziente e l’applicazione di idonee superfici antidecubito).
Le medicazioni vengono definite primarie quando il materiale di medicazione viene posto a
diretto contatto con i tessuti lesi, secondarie quando il materiale di medicazione serve per
riempire ulteriormente una cavità o svolge la funzione di fissaggio della medicazione
primaria. Quando si seleziona la medicazione è necessario conoscere il tipo di materiale che
entra in contatto diretto con il letto della ferita, in quanto la selezione stessa deve tener
conto di una serie di fattori che definiscono la medicazione “ideale” per i diversi tipi di
ferita.
Questi fattori rendono la medicazione in grado di:
o
consentire l’assorbimento dell’eccesso di essudato,
o
fornire un microambiente umido,
o
essere sterile/pulita,
o
non disperdere residui nella ferita,
o
ridurre il dolore,
o
essere di facile utilizzo,
o
non essere allergenica,
o
non provocare traumi alla rimozione,
o
essere impermeabile ai microrganismi,
o
fornire un isolamento termico.
19
In passato le principali tipologie di medicazione utilizzate erano costituite da tamponi, oggi
definiti medicazioni tradizionali, questo gruppo di medicazioni include sia le medicazioni in
viscosa (ad esempio le medicazioni non aderenti) che le garze. Di solito sono in forma di
dischetti o rettangoli di tessuto di cotone che vengono applicati direttamente alla superficie
della ferita.
La scelta di una medicazione appropriata deve tener conto di una serie di fattori quali
tipologia di ferita, sede, dimensioni, presenza di infezione, tipologia e quantità di essudato,
obiettivi assistenziali.
20
Le principali tipologie di medicazione22
Per tutte i prodotti di medicazioni di seguito indicati valgono i seguenti principi: devono essere utilizzati esclusivamente se le confezioni sono
integre e dopo aver controllato la data di scadenza, tutti i prodotti indicati (ad esclusione di alcuni di cui è stata data specifica indicazione)
sono ad esclusivo uso esterno per cui non devono essere ingeriti ed applicati con cautela in prossimità degli occhi. Prima dell’utilizzo leggere
attentamente le modalità di applicazione e di sostituzione, in ogni caso è necessario lavare le ferite prima di ogni applicazione al fine
di evitare interazioni con eventuali azioni precedenti.
Modalità della ricerca bibliografica
La bibliografia riportata per i singoli prodotti riguarda esclusivamente trials randomizzati e controllati, le linee guida e le revisioni
sistematiche 23: non sono stati riportati studi osservazionali, studi in vitro e case report. Si è scelto di selezionare per ogni singolo prodotto
lo studio che fornisce a sostegno le evidenze più forti riportando solo questa citazione bibliografica. La ricerca bibliografica è stata effettuata
consultando le principali banche dati biomediche: PUBMED per gli studi primari, COCHRANE per le revisioni sistematiche, CLEARINGHOUSE
per le linee guida.
Medicazioni a contenuto salino puro
Nome
commerciale
Composizione
Indicazioni
Controindicazioni
Interazioni
Studi
CURASALT
SUPER SPUGNA KERLIX
imbevuta di soluzione
salina al 20%
Ferite che
presentano iper
essudazione e/o
infezione
Ferite asciutte e/o ferite pulite che
presentano granulazione
Interazioni non note
§
MESALT
Tessuto non tessuto
(viscosa/poliestere)
impregnato di cloruro di
sodio
Ferite essudanti
e/o infette
Mesalt non deve essere utilizzato
su pazienti con allergia alla
medicazione o ai suoi componenti.
Non deve essere usato su ferite
asciutte o poco essudanti. Mesalt
non deve venire a contatto con
ossa o tendini esposti.
Interazioni non note
§
Registered Nurses Association of
Ontario Risk Assessment and
Management of Pressure Ulcers.
Originally Published: 2002
Revised: 2011
da Costa Santos CM, de Mattos
Pimenta CA, Nobre MR. A
systematic review of topical
treatments to control the odor
of malignant fungating wounds.
J Pain Symptom Manage. 2010
Jun;39(6):1065-76.
22
Le diverse tipologie di medicazioni sono state classificate utilizzando quanto stabilito nel repertorio nazionale dei dispositivi medici alla voce MEDICAZIONI PER FERITE,
PIAGHE E ULCERE identificate dal codice ramo CND M0404.
https://nsis.sanita.it/ACCN/accessportalnsis/
23
Gli studi con il livello di evidenza più alto.
21
Medicazione in alginato puro
Nome
commerciale
ALGISITE M
Composizione
Indicazioni
Controindicazioni
Interazioni
Studi
Medicazione composta
da fibre di alginato di
calcio.
Lesioni a spessore parziale e
totale, con essudato da
moderato a elevato, anche
tendenti a sanguinamenti
minori, quali: ulcere da
decubito, ulcere degli arti
inferiori, ferite chirurgiche,
ulcere diabetiche, lesioni
oncologiche, ustioni.
Allergia
nota
alle
medicazioni
a
base
di
alginato.
Emostasi
in
ferite
che
sanguinano copiosamente.
Interazioni non note
//
ALGOSTERIL
Medicazione composta
da fibre di alginato di
calcio.
Controindicazioni non note
Interazioni non note
Dumville JC, Deshpande S, O’Meara
S, Speak K. Foam dressings for
healing diabetic foot ulcers.
Cochrane Database of Systematic
Reviews 2011
CURASORB
Medicazione di
alginato di calcio.
Ustioni di III grado, lesioni
fortemente sanguinanti
Interazioni non note
Registered Nurses Association of
Ontario Risk Assessment and
Management of Pressure Ulcers.
Originally Published: 2002
Revised: 2011
KALTOSTAT
Medicazione in tessuto
non tessuto composta
da fibre di alginato di
calcio.
Ipersensibilità
nota
alla
medicazione
o
ai
suoi
componenti. Ustioni di III
grado, lesioni fortemente
sanguinanti. Lesioni poco
essudanti.
Interazioni non note
Dumville JC, Deshpande S, O’Meara
S, Speak K. Foam dressings for
healing diabetic foot ulcers.
Cochrane Database of Systematic
Reviews 2011
MELGISORB
Medicazione in
alginato di calcio e
sodio.
Ferite con quantità medio/alto
di essudato: ferite croniche
(ulcere alle gambe, piaghe da
decubito, piede diabetico),
ferite profonde, ferite
sanguinanti, siti donatori,
ferite infette e desquamanti.
Ulcere da venostasi, ulcere da
decubito, ulcere arteriose,
ulcere diabetche, siti di
donazione, lacerazioni,
abrasioni, incisioni chirurgiche,
ustioni di II grado ed altre
ferite esterne che presentano
essudato moderato. Lesioni
infette se sostituite almeno
una volta al giorno.
Ferite essudanti quali: Ulcere
diabetiche - Ulcere da stasi
venosa – Ulcere venose Piaghe da decubito - Zone di
prelievo cutaneo per trapianti
- Ferite superficiali ed
abrasioni - Ustioni superficiali
– ferite oncologiche - Lesioni
emorragiche.
Ferite moderatamente o molto
essudanti, infette e non,
come: piaghe da decubito,
ulcere arteriose o venose,
ulcere diabetiche, donor sites,
Usare con cautela su ferite
asciutte e ustioni di terzo
grado o innesti cutanei.
Controindicazioni
assolute
non note
Interazioni non note
//
22
SEASORB
Medicazione composta
da alginato di sodio e
calcio, ed idrocolloide
(sodiocarbossilmetilcellulosa).
SUPRASORB A
Fibre di alginato di
calcio, composte per
circa il 60% di acido
mannuronico e per
circa il 40%di acido
guluronico.
Medicazione in tessuto
non tessuto composta
da fibre di alginato di
calcio.
TEGADERM
ALGINATE
ferite post-operatorie, lesioni
della cute ed altre ferite
esterne traumatiche.
Lesioni da moderatamente ad
altamente essudanti, anche
cavitarie e per l’ottenimento di
un effetto emostatico locale.
Gestione di sanguinamenti
ingenti o prolungati che non
si arrestino tramite mezzi
fisiologici o intervento
chirurgico. Ulcere secche o
poco essudanti.
Interazioni non note
Steenfos HH, Agren MS A fibre-free
alginate dressing in the
treatment of split thickness skin
graft donor sites. J Eur Acad
Dermatol Venereol. 1998
Nov;11(3):252-6.
Lesioni con elevata
essudazione.
Non si conoscono episodi di
incompatibilità del prodotto.
Il prodotto viene ritenuto
completamente sicuro se
utilizzato nei modi indicati.
Interazioni non note
//
Gestione delle ferite a
spessore parziale o totale con
essudato da moderato ad
abbondante. Può essere
utilizzato nel controllo delle
emorragie minori.
Impianti chirurgici, ustioni
di III°, escara, essudato
modesto.
Interazioni non note
Terrill PJ, Goh RC, Bailey MJ. Splitthickness skin graft donor sites:
a comparative study of two
absorbent dressings. J Wound
Care. 2007 Nov;16(10):433-8.
Medicazioni in alginato composto
Nome
commerciale
ASKINA SORB
CURASORB ZN
Composizione
Alginato di calcio e
idrocolloidi
(Carbossimetilcellulosa o
CMC).
Medicazione di alginato di
calcio-zinco.
Indicazioni
Controindicazioni
Interazioni
Studi
Lesioni da
moderatamente a
fortemente essudanti,
anche in presenza di
infezioni.
lesioni quali: Piaghe da
decubito, Ulcere
arteriose, Ulcere venose,
Ulcere diabetiche,
Trapianti cutanei, Ferite
acute, Lesioni del derma
Ferite esterne es. ulcere
da stasi, da pressione,
ulcere arteriose, ulcere
diabetiche, o lesioni
simili che si manifestano
con soluzione di continuo
a carico del derma solo
con intento secondario.
Impianti chirurgici o per
ustioni di III grado.
Trattamenti topici
con antibiotici o
antisettici.
In presenza di
infezione sostenuta
da anaerobi, non
applicare una
medicazione
secondaria occlusiva.
Dumville JC, Deshpande S, O’Meara
S, Speak K. Foam dressings for
healing diabetic foot ulcers.
Cochrane Database of Systematic
Reviews 2011
Ustioni di III grado, lesioni
fortemente sanguinanti
Interazioni non note
Dumville JC, Deshpande S, O’Meara
S, Speak K. Foam dressings for
healing diabetic foot ulcers.
Cochrane Database of Systematic
Reviews 2011
23
FARMACTIVE
ALGINATO
HYALOGRAN
Alginato di calcio con
carbossimetilcellulosa.
Non disponibile.
Alginato di sodio e Hyaff, un
estere dell'acido ialuronico.
SORBALGON
SORBALGON T
Medicazione in alginato di
calcio e Polisorbato.
SUPRASORB
A+AG
Medicazione di alginato
calcio e argento.
URGOSORB
Medicazione di alginato di
calcio e idrocolloidi
(sodiocarbossimetilcellulosa).
Ulcere croniche agli arti
inferiori,ferite
chirurgiche o posttraumatiche e ulcere da
decubito,
particolarmente quelle
ricoperte da tessuto
necrotico o in zone
difficili da trattare.
Ferite secernenti o
sanguinanti quali: piaghe
da decubito, ulcere
venose degli arti
inferiori, lesioni e
bruciature gravi, ferite
difficili postoperatorie,
operazioni di fimosi,
estrazioni dentali,
ustioni, lacerazioni,
tessuti ad
ipergranulazione e
macerazione
interdigitale.
Lesioni infette e
criticamente colonizzate,
lesioni ad elevata
essudazione, superficiali
o profonde come p.e.
ulcere venose, ulcere da
pressione, ferite postoperatorie.
Usare per un periodo
massimo di 4 settimane.
Ferite moderatamente o
fortemente essudative,
durante la fase di
detersione e in quella di
granulazione.
Non disponibile.
Non disponibile.
//
di
Ipersensibilità individuale
al prodotto.
In presenza di segni clinici
di infezione le ferite la
medicazione dovrebbe
essere cambiata
giornalmente.
Interazioni non note
//
Nessuna controindicazione.
Interazioni non note
//
Ipersensibilità individuale
al prodotto.
Evitare il contatto
con gel conduttivi o
elettrodi durante le
misurazioni
elettroniche, es.
ECG, EEG ecc. non
utilizzare nei pazienti
sottoposti a
Risonanza Magnetica.
//
Come tampone nasale.
Usare con cautela su ferite
scarsamente essudanti,
ustioni di terzo grado. Nelle
ulcere alle gambe causate
da stasi venosa non
rimpiazza l’eventuale
bisogno di un trattamento
elastocompressivo.
Interazioni non note
Belmin J, et al. Investigators of the
Sequential Treatment of the Elderly
with Pressure Sores (STEPS) Trial.
Sequential treatment with
calcium alginate dressings and
hydrocolloid dressings
accelerates pressure ulcer
healing in older subjects: a
multicenter randomized trial of
sequential versus non sequential
treatment with hydrocolloid
dressings alone. J Am Geriatr Soc.
2002 Feb;50(2):269-74.
24
Medicazioni in idrocolloidi puri
Nome
commerciale
ALGOPLAQUE
Composizione
Indicazioni
Controindicazioni
Interazioni
Studi
Belmin J, Meaume S, Rabus MT, Bohbot S;
Investigators of the Sequential Treatment of
the Elderly with Pressure Sores (STEPS) Trial.
Sequential treatment with calcium
alginate dressings and hydrocolloid
dressings accelerates pressure ulcer
healing in older subjects: a multicenter
randomized trial of sequential versus
nonsequential treatment with
hydrocolloid dressings alone. J Am Geriatr
Soc. 2002 Feb;50(2):269-74.
Registered Nurses Association of Ontario Risk
Assessment and Management of
Pressure Ulcers. Originally Published: 2002
Revised: 2011
Particelle di
carbossimetilcellulosa
inserite in una rete
elastomerica ed applicate
su un film di poliuretano
protettivo semi-permeabile.
Ulcere crurali e di
escare.
Lesioni infette.
Interazioni non note
COMFEEL
Sodio
carbossimetilcellulosa, e
film di poliuretano.
Non note.
Trattamenti di
radioterapia
(rimuovere prima)
DUODERM
Pellicola di
Poliuretano e strato
idrocolloidale.
Lesioni cutanee
acute e croniche, da
scarsamente a
mediamente
essudanti.
Lesioni cutanee
croniche asciutte o
leggermente
essudanti. Ferite
acute e chirurgiche,
abrasioni minori.
Lesioni da psoriasi
anche in associazioni
con trattamenti
steroidei.
Ferite che
necessitano di
occlusione,
protezione dei lembi
lesionali, barriera
antibatterica
Ferite in fase di
riepitelizzazione o
granulazione con una
produzione di
essudato da lieve a
moderato;
Per il debridment
tessuti necrotici in
ferite con presenza
di fibrina;
Prevenzione di
Ipersensibilità
individuale al prodotto.
Interazioni non note
IDROCOLLOIDE
S 16920 PER
WOUNDBAG
Idrocolloidi
NU-DERM
Idrocolloidi puri
In associazione ai
farmaci steroidei in
caso di
controindicazione
all’occlusione della
ferita.
Meaume S, Ourabah Z, Cartier H, GranelBrocard F, Combemale P, Bressieux JM,
Bohbot S. Evaluation of a lipidocolloid
wound dressing in the local management
of leg ulcers. J Wound Care. 2005
Jul;14(7):329-34.
Non dichiarate
Non dichiarate
//
Ulcere che implicano
muscoli, tendini o
esposizione ossea,
ustioni di terzo e ferite
clinicamente infette.
Interazioni non note
//
Utilizzare con cautela e
sotto il controllo del
medico nelle lesioni da
tubercolosi,
sifilide, funghi, cancro
25
REPLICARE
ULTRA
Matrice idrocolloidale e
pellicola di poliuretano
SUPRASORB H
Supporto di poliuretano,
strato idrocolloidale in CMC.
SURESKINN II
ULTEC PRO
Idrocolloidi puri
Idrocolloidi con di Alginato
di Calcio.
lesioni da pressione.
e ferite ad alto rischio di
infezione
Lesioni a spessore
parziale o totale con
produzione di
essudato da scarso a
moderato.
Ulcere da decubito,
ulcere arteriose e
venose, ulcere
diabetiche, sedi di
prelievo di innesti
cutanei, ferite
traumatiche e altre
lesioni del derma.
Ulcere da pressione
- ulcere arteriose ulcere venose ulcere da piede
diabetico - prelievi
cutanei quando
queste sono: - con
debole essudato superficiali
Non dichiarate
Ustioni a tutto
spessore, lesioni
Lesioni nfette, pazienti
con allergia accertata
alle medicazioni
idrocolloidali.
Interazioni non note
Registered Nurses Association of Ontario Risk
Assessment and Management of
Pressure Ulcers. Originally Published: 2002
Revised: 2011
Lesioni infette.
Interazioni non note
//
Non dichiarate
Non dichiarate
//
Lesioni a spessore
parziale o a tutto
spessore altamente
essudanti.
Non note.
Interazioni non note
//
26
Medicazioni in idrocolloidi associati ad altre sostanze
Nome commerciale
ASKINA
Composizione
Idrocolloide e strato
sottile di schiuma di
poliuretano.
Indicazioni
Controindicazioni
Interazioni
Ferite da
moderatamente a
fortemente essudanti, e
per ferite parziali e
profonde quali ulcere
degli arti inferiori.
ulcere arteriose, ulcere
da pressione, ustioni di
1° e 2° stadio, siti di
prelievo (donor sites),
abrasioni.
Lesioni cutanee acute e
croniche, da
scarsamente a
mediamente essudanti.
Ferite molto secche o
necrotiche, ulcere
causate da infezioni
croniche (tubercolosi,
profonde infezioni
micotiche, sifilide...),
arteriopatie allo stadio
4, morsi e ustioni di 3°
stadio.
Interazioni non note
Ulcere profonde, sotto
minate e quando ci sia
il rischio che i bordi
collassino
Trattamenti di
radioterapia
(rimuovere prima)
Studi
//
COMFEEL
Idrocolloide, alginato di
calcio, film di
poliuretano.
Registered Nurses Association of
Ontario Risk Assessment and
Management of Pressure Ulcers.
Originally Published: 2002
Revised: 2011
//
CUTIMED SORBACT
HYDROACTIVE
Matrice idropolimerica
strato in garza Sorbact
(in acetato impregnato
con
dialchilcarbamoilcloruro
- DACC) e film
(esterno) di
poliuretano
semipermeabile.
Ferite contaminate,
colonizzate o infette con
livello di essudato da
basso ad elevato, quali
ferite croniche (ulcere
venose e arteriose,
ulcere diabetiche e
lesioni da pressione),
ferite post-operatorie
deiscenti e ferite da
trauma.
Ferite asciutte o ferite
cavitarie.
Ipersensibilità
individuale al prodotto.
Il prodotto non deve
essere utilizzato
tagliato.
Interazioni non note
DUODERM CGF
Film di poliuretano,
schiuma di poliuretano
idrocolloidale.
Lesioni cutanee
croniche ed acute,
quali: ulcere degli arti
inferiori, piaghe da
decubito, ustioni di 1° e
2° grado, incisioni
cutanee, ferite
chirurgiche (postoperatorie, aree di
prelievo cutaneo), ferite
traumatiche (abrasioni
minori, lacerazioni).
Non note.
Interazioni non note
Dumville JC, Deshpande S, O’Meara S,
Speak K. Foam dressings for
healing diabetic foot ulcers.
Cochrane Database of Systematic
Reviews 2011
HYDROCOLL
Medicazione
idrocolloidale.
Ferite da scarsamente a
moderatamente
essudanti, ferite
croniche, a guarigione
Presenza di tessuto
osseo scoperto, tessuto
muscolare o tendineo.
Presenza di
Interazioni non note
//
27
lenta, ulcere degli arti
inferiori o piaghe da
decubito.
micosi o ustioni di 3°.
Hydrocolloid
Tegaderm™
Hydrocolloid
Carbossimetilcellulosa
di sodio priva di
gelatina animale e film
di poliuretano semipermeabile.
Ferite con medio /
moderato essudato, tra
cui: abrasioni, ulcere
degli arti inferiori,
ustioni di I e II grado,
siti di prelievo cutaneo.
Non note.
Soluzioni antisettiche.
HYDROTUL
Poliestere, pomata
base di trigliceridi
CMC.
Gel idrocolloide
Lesioni superficiali e
croniche, abrasioni e
ustioni sino al II grado.
Lesioni da ecubito,
dermatiti da
pannolino, arrossamenti
cutanei in genere,
abrasioni,
macerazioni, ragadi,
screpolature.
Non note.
Interazioni non note
//
Ipersensibilità
individuale al prodotto.
Interazioni non note
//
Non dichiarata
Non dichiarate
Non dichiarate
Non dichiarate
//
Idrocolloide,
Hydrofiber®,
poliuretano.
Ferite di lieve entità:
piccoli tagli, lacerazioni,
scottature ed ustioni.
Ferite croniche: ulcere
venose da stasi, ulcere
arteriose ed ulcere degli
arti inferiori ed eziologia
mista, ulcere
diabetiche, ulcere da
pressione a spessore
parziale e a tutto
spessore. Ferite acute:
ferite lasciate guarire
per seconda intenzione,
ustioni di secondo
grado, ferite
traumatiche.
Ipersensibilità
individuale al prodotto.
In caso di infezione
utilizzare con cautela.
//
KATOGEL
MEDICAZIONE
ALL'IDROCOLLOIDE
FARMACTIVE
HYDRO
VERSIVA
a
e
Dumville JC, Deshpande S, O’Meara S,
Speak K. Foam dressings for
healing diabetic foot ulcers.
Cochrane Database of Systematic
Reviews 2011
Interazioni non note
28
Medicazioni in carbossimetilcellulosa
Nome
commerciale
ASKINA
BIOFILM
PASTE
Composizione
Indicazioni
Controindicazioni
Interazioni
Studi
Pasta idrocolloidale.
Lesioni croniche da scarsamente a
moderatamente
essudanti, lesioni croniche a bordi
irregolari o lesioni profonde.
Non note.
Interazioni non
note
AQUACEL
Tecnologia Hydrofiber®,
composta da
carbossimetilcellulosa sodica
(NaCMC) pura.
Ferite essudanti quali:
Ulcere degli arti inferiori - Piaghe da
decubito
Ustioni di 1° e 2° grado - Zone di
prelievo cutaneo per trapianti
Ferite superficiali ed abrasioni
Ferite chirurgiche o traumatiche che
riparano per seconda intenzione.
Ipersensibilità
individuale al prodotto.
Interazioni non
note
Dumville JC, Deshpande S, O’Meara
S, Speak K. Foam dressings for
healing diabetic foot ulcers.
Cochrane Database of Systematic
Reviews 2011
COMBIDERM
Strato idrocolloidale
extrasottile, film di
poliuretano, cellulosa e da
particelle di Salsorb 90
(poliestere di poliacrilato).
Ferite croniche essudanti come: Ulcere
da compressione – Ulcere degli arti
inferiori – Ulcere diabetiche.
Ferite acute come:
Abrasioni – Lacerazioni – Ferite
chirurgiche suturate – Ferite che
riparano per seconda intenzione
Ipersensibilità
individuale al prodotto.
Interazioni non
note
Registered Nurses Association of
Ontario Risk Assessment and
Management of Pressure Ulcers.
Originally Published: 2002
Revised: 2011
URGOTUL
Particelle idrocolloidi
(carbossimetilcellulosa) e da
particelle lipidiche disperse in
un reticolo polimerico
Lesioni acute (ustioni, dermoabrasioni,
lesioni traumatiche) e croniche (ulcere
della gamba, ulcere da pressione) in
stadio di granulazione e di
epitelizzazione. Ulcere da epidermolisi
bollosa congenita.
Lesioni infette.
Interazioni non
note
Meaume S, Ourabah Z, Cartier H,
Granel-Brocard F, Combemale P,
Bressieux JM, Bohbot S. Evaluation
of a lipidocolloid wound dressing
in the local management of leg
ulcers. J Wound Care. 2005
Jul;14(7):329-34.
Matrice polimerica-particelle
di carbossimetilcellulosa e
lipidi, schiuma di poliuretano,
un supporto protettivo in
poliuretano.
Lesioni essudative croniche (lesioni da
decubito, ulcerazioni), lesioni acute
(ustioni di 2° grado, dermoabrasioni,
lesioni traumatiche, lesioni
postoperatorie, ecc.), lesioni cancerose.
Non note.
URGOCELL
Può aderire ai
guanti chirurgici
in lattice. Si
consiglia di
inumidire i
guanti con
soluzione
fisiologica per
maneggiare più
semplicemente.
Il prodotto.
Interazioni non
note
//
//
29
Medicazioni in gel idrofilo
Nome commerciale
CUTIMED GEL
Composizione
Indicazioni
Controindicazioni
Carbomer 940, acqua
depurata, glicerina,
idrossido di sodio, sodio
EDTA.
Ferite secche anche in
stadi più avanzati di
guarigione. Ferite
croniche quali ulcere
venose, gangrene
diabetiche e piaghe da
decubito.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
CUTIMED
SORBACT GEL
Tessuto in acetato
rivestito di DACC
(dialchilcarbamoilcloruro)
con un idrogel amorfo.
TEGADERM
HYDROGEL
Sodio Tetraborato, Acqua,
Glicole propilenico,
Gomma di Guar.
Ferite infette poco
essudanti quali: ferite post
operatorie, ferite
traumatiche, ferite dopo
escissioni di fistole e
ascessi, ferite croniche
anche infette quali ulcere
venose, arteriose,
diabetiche, da decubito
Ulcere dermiche secche o
minimamente essudanti:
piaghe da decubito, ulcere
venose, arteriose e
diabetiche, ustioni
superficiali, lacerazioni e
abrasioni cutanee, fistole
e lesioni sottominate.
Ferite con escara.
Interazioni
Studi
Interazioni non note
//
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Pomate o creme dato che
interferiscono con l’attività
antimicrobica della
medicazione.
//
Limitazioni
infette.
Interazioni non note
//
Limitazioni
infette.
d’uso:
d’uso:
ferite
ferite
30
Medicazioni in gel idrofilo puro
Nome
commerciale
AQUAFLO
Composizione
Idrogeli idrofili
poliuretano.
a
base
Indicazioni
di
Controindicazioni
Lesioni da pressione,
ulcere da stasi, ulcere
diabetiche, ustioni di
primo e secondo grado,
tagli, abrasioni, siti di
prelievo cutaneo,
incisioni, procedure
dermatologiche.
Lesioni
infette.
profonde.
Rimozione del tessuto
necrotico e della fibrina
in ferite aperte profonde
o
superficiali
come
lesioni
da
pressione,
ulcere agli arti inferiori,
ferite chirurgiche e ferite
traumatiche.
Lesioni da pressione,
ulcere da stasi, ustioni di
primo e secondo grado,
tagli, abrasioni e lievi
irritazioni.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Ustioni di 3° grado.
Interazioni non note
Lesioni
infette.
profonde.
Ustioni
Interazioni non note
Lesioni
Interazioni non note
ASKINA GEL
Idrogel amorfo
CURAFIL
Garza impregnata con idrogel
CURAGEL
Idrogel amorfo
Ferite superficiali o
profonde, ulcere da
decubito da Stadio I a
Stadio IV, ustioni di
primo e di secondo
grado
Lesioni
infette.
molto essudanti.
ELASTOGEL
Idrogel amorfo
Prevenzione e
trattamento delle lesioni
da pressione, ferite
chirurgiche, ustioni,
piede diabetico.
Protezione della cute
Non note.
Ustioni
Interazioni
Interazioni non note
Interazioni non note
Studi
Palfreyman S, Nelson EA,
Michaels JA. Dressings
for venous leg ulcers:
systematic review and
meta-analysis. BMJ.
2007 Aug
4;335(7613):244. Epub
2007 Jul 13. Review.
Erratum in: BMJ. 2007
Sep 1;335(7617):0.
//
Palfreyman S, Nelson EA,
Michaels JA. Dressings
for venous leg ulcers:
systematic review and
meta-analysis. BMJ.
2007 Aug
4;335(7613):244. Epub
2007 Jul 13. Review.
Erratum in: BMJ. 2007
Sep 1;335(7617):0.
Registered Nurses
Association of Ontario
Risk Assessment and
Management of
Pressure Ulcers.
Originally Published: 2002
Revised: 2011
//
31
HYPERGEL
Acqua purificata, cloruro di sodio
al 20%, gomma xantana.
INTRASITE
GEL
Idrogel amorfo contenente un
polimero non saturo
(carbossimetilcellulosa), glicole
propilenico e acqua.
NORMLGEL
Acqua, gomma xantana, cloruro
di sodio allo 0,9%.
SUPRASORB
G
Acqua,glicole
propilenico,
carbossimetilcellulosa
sodica,
citrato di sodio.
sensibile.
Necrosi asciutte dalle
ferite quali, ulcere
venose ed arteriose,
ulcere diabetiche, ulcere
traumatiche e ferite
chirurgiche.
Preparazione
all’escarectomia
chirurgica.
Ferite aperte, come
piaghe da decubito,
ferite chirurgiche che
riparano per seconda
intenzione,ulcere
neoplastiche, ferite
superficiali,escoriazioni,
ustioni dovute a terapia
radiante.
Fistole profonde o in
cavità del corpo dove non
sia poi possibile la
completa rimozione e
ferite con tessuti
granuleggianti. Non deve
essere usato per più di 30
giorni consecutivi.
Interazioni non note
Registered Nurses
Association of Ontario
Risk Assessment and
Management of
Pressure Ulcers.
Originally Published: 2002
Revised: 2011
Ragadi del capezzolo.
Utilizzare con cautela in
prossimità degli occhi.
Interazioni non note
Ferite asciutte in fase di
granulazione quali:
ulcere da pressione,
ulcere di origine venosa
e arteriosa degli arti
inferiori, ustioni
superficiali, ferite
chirurgiche. Ferite con
fibrina asciutta.
Non note.
Interazioni non note
Gethin G, Cowman S.
Manuka honey vs.
hydrogel—a
prospective, open label,
multicentre,
randomised controlled
trial to compare
desloughing efficacy
and healing outcomes
in venous ulcers. J Clin
Nurs. 2009
Feb;18(3):466-74. Epub
2008 Aug 23.
Palfreyman S, Nelson EA,
Michaels JA. Dressings
for venous leg ulcers:
systematic review and
meta-analysis. BMJ.
2007 Aug
4;335(7613):244. Epub
2007 Jul 13. Review.
Erratum in: BMJ. 2007
Sep 1;335(7617):0.
Lesioni necrotiche o
lesioni con bassa
essudazione.
Non note.
Interazioni non note
Palfreyman S, Nelson EA,
Michaels JA. Dressings
for venous leg ulcers:
systematic review and
meta-analysis. BMJ.
2007 Aug
4;335(7613):244. Epub
2007 Jul 13. Review.
Erratum in: BMJ. 2007
Sep 1;335(7617):0.
32
Medicazioni in gel idrofilo associato ad altre sostanze
Nome
commerciale
DUODERM
IDROGEL
Composizione
Indicazioni
Controindicazioni
Interazioni
Studi
Idrocolloidi naturali
(pectina,
carbossimetilcellulosa
sodica) glicole propilenico e
acqua.
Lesioni cutanee (ad es.:
piaghe da decubito e
ulcere degli arti inferiori
etc.) necrotiche o con
manicotti fibrinici.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Ustioni di 3° grado, ferite
infette.
Interazioni non note
FARMACTIVE GEL
FARMACTIVE GEL
ALOE E PROPOLI
HYDROSORB
Non dichiarata
Non dichiarate
Non dichiarate
Interazioni non note
Palfreyman S, Nelson EA,
Michaels JA. Dressings
for venous leg ulcers:
systematic review and
meta-analysis. BMJ.
2007 Aug
4;335(7613):244. Epub
2007 Jul 13. Review.
Erratum in: BMJ. 2007
Sep 1;335(7617):0.
//
Non dichiarata
Non dichiarate
Non dichiarate
Interazioni non note
//
Gel poliuretanico.
Prevenzione di lesioni da
pressione, cute arrossata.
Abrasioni, innesti cutanei
dopo arresto di
sanguinamento. Ustioni
sino al III°, ferite con
necrosi dura o slough di
fibrina.
Ferite infette.
Interazioni non note
NU-GEL
Idrogel amorfo, alginato di
sodio, acqua, Polipropilene
glicole e Carbossimetil
Cellulosa (CMC)
Ustioni di primo e secondo
grado, Ferite a spessore
parziale, Ulcere
diabetiche, Sedi di
espianto cutaneo, Ustioni
solari, Piaghe superficiali
o lesioni essudanti,
Lacerazioni superficiali,
tagli e abrasioni, Incisioni,
Reazioni dermatologiche a
procedure oncologiche,
Dermoabrasioni e altre
procedure
dermatologiche, Lifting
facciale o altre procedure
Ferite a tutto spessore o
infette e ustioni di terzo
grado.
Interazioni non note
Palfreyman S, Nelson EA,
Michaels JA. Dressings
for venous leg ulcers:
systematic review and
meta-analysis. BMJ.
2007 Aug
4;335(7613):244. Epub
2007 Jul 13. Review.
Erratum in: BMJ. 2007
Sep 1;335(7617):0.
Dumville JC, Deshpande
S, O’Meara S, Speak K.
Foam dressings for
healing diabetic foot
ulcers. Cochrane
Database of Systematic
Reviews 2011
Ipersensibilità individuale al
Tensioattivi anionici, altri
di chirurgia plastica.
PRONTOSAN
Acqua purificata, glicerolo,
Lesioni traumatiche,
Valenzuela AR, Perucho
33
WOUND-GEL
PURILON GEL
VULNAMIN GEL
idrossietilcellulosa, undecilamido-propil-betaina,
poliaminopropil biguanide
(poliesanide).
lesioni post-operatorie,
lesioni croniche
(specialmente lesioni con
scollamento e di difficile
accesso) incluse ulcere
arteriose e venose,
ulcere diabetiche, ulcere
da decubito, lesioni
termiche, (ustioni di I e II
grado, lesioni da
congelamento), lesioni
chimiche e radio indotte.
prodotto.
Ferite del SNC, delle
meningi, dell’orecchio
medio o interno, degli
occhi, della cartilagine
ialina, interventi asettici alle
articolazioni. Ustioni di 3°
grado.
Polimeri idrofili in gel,
acqua purificata e alginato
di calcio.
Ulcere necrotiche e
fibrinose (ulcere alle
gambe e ulcere da
compressione). Ustioni di
primo o secondo grado.
Ustioni di 3° grado.
Acqua, Sodio jaluronato,
Glicina, L-Prolina, LLeucina, L-Lisina HCl,
Metilparaidrossobenzoato,
Propileparaidrossobenzoato,
Glicole propilenico,
Carbopol 974 PNF, Sodio
idrossido.
Ferite chirurgiche, ferite
lacero contuse, ferite che
guariscono per seconda
intenzione.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
detergenti per lesioni,
pomate, enzimatiche,
Trattamenti di
radioterapia (rimuovere
prima)
NS. The effectiveness
of a 0.1% polyhexanide
gel. Rev Enferm. 2008
Apr;31(4):7-12.
Trattamenti di
radioterapia (rimuovere
prima)
Edwards J, Stapley S.
Debridement of
diabetic foot ulcers.
Cochrane Database Syst
Rev. 2010 Jan
20;(1):CD003556.
Interazioni non note
Abbruzzese L, Rizzo L,
Fanelli G, Tedeschi A,
Scatena A, Goretti C,
Macchiarini S, Piaggesi A.
Effectiveness and
safety of a novel gel
dressing in the
management of
neuropathic leg ulcers
in diabetic patients: a
prospective doubleblind randomized trial.
Int J Low Extrem Wounds.
2009 Sep;8(3):134-40.
Limitazioni d’uso:
Gravidanza e allattamento,
neonati e bambini.
Limitazioni d’uso: lesioni
infette (sotto il controllo dei
sanitari).
34
Medicazioni (film) in poliuretano puro
Nome commerciale
BIOCLUSIVE
PROTECT FILM
MEPORE
Composizione
Indicazioni
Controindicazioni
Interazioni
Pellicola in poliuretano,
adesivo acrilico
Lesioni post-operatorie
non sanguinanti. lesioni
superficiali asciutte o
umide.
Medicazione secondaria di
fissaggio.
Non note.
Interazioni non note
Non disponibile.
Non disponibile.
Non disponibile.
Non disponibile.
Film in poliuretano,
poliacrilato.
Ferite in fase di
granulazione quali, ustioni
superficiali, siti di
inserzione di cateteri,
abrasioni, lacerazioni,
donor site, ulcere da
pressione superficiali,
ferite chirurgiche chiuse e
può contribuire come
prevenzione per ferite da
sfregamento, frizione,
macerazione.
Medicazione secondaria di
fissaggio.
Lesioni superficiali, con
essudato debole.
Medicazione secondaria di
fissaggio.
Prevenzione delle ulcere
da decubito, protezione di
ulcere di 1° grado e di 2°
grado, non essudanti.
Medicazione secondaria di
fissaggio.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Interazioni non note
SUPRASORB F
Pellicola in poliuretano,
adesivo poliacrilico,
poliestere, polietilene.
TEGADERM
Pellicola in poliuretano
semi-permeabile.
Ferite profonde che
coinvolgono muscoli,
tendini, ossa o su ustioni di
terzo grado.
Lesioni infette.
Interazioni non note
Non note.
Interazioni non note
Studi
Hien NT, Prawer SE, Katz
HI. Facilitated wound
healing using
transparent film
dressing following
Mohs micrographic
surgery. Arch Dermatol.
1988 Jun;124(6):903-6.
//
Dumville JC, Walter CJ,
Sharp CA, Page T.
Dressings for the
prevention of surgical
site infection. Cochrane
Database Syst Rev. 2011
Jul 6;(7):CD003091
//
Dumville JC, Walter CJ,
Sharp CA, Page T.
Dressings for the
prevention of surgical
site infection. Cochrane
Database Syst Rev. 2011
Jul 6;(7):CD003091
35
Medicazioni (schiume) in poliuretano puro
Nome commerciale
ALLEVYN
Composizione
Indicazioni
Controindicazioni
Interazioni
Studi
Schiuma di poliuretano,
film di poliuretano
Ferite cavitarie quali
piaghe da decubito, seni
pilonidali, escissioni e
incisioni chirurgiche.
Non note.
Agenti ossidanti come
acqua ossigenata ed
ipocloriti.
Dumville JC, Deshpande
S, O’Meara S, Speak K.
Foam dressings for
healing diabetic foot
ulcers. Cochrane
Database of Systematic
Reviews 2011
ASKINA FOAM
Schiuma di poliuretano,
film di poliuretano
Ulcere risultanti da infezioni,
come tubercolosi, sifilide, o
profonde infezioni fungine.
Morsicature o ustioni di
terzo grado.
Infezioni con evidenti segni
di infiammazione.
Interazioni non note
BIATAIN
Schiuma di poliuretano,
film semipermeabile in
poliestere-ammide
(Pebax), idrocolloide.
Lesioni sia superficiali che
profonde, con essudato da
lieve ad abbondante,
come: ulcere da decubito,
ulcere venose e arteriose
delle gambe, ulcere del
piede di origine diabetica,
ustioni di primo e secondo
grado.
Prevenzione delle
ulcerazioni della cute.
Lesioni cutanee acute e
croniche, da mediamente
ad altamente essudanti.
Limitazioni d’uso:
radioterapia (rimuovere
prima).
Agenti ossidanti come
acqua ossigenata ed
ipocloriti.
COPAFOAM
Schiuma di poliuretano.
Ustioni a tutto spessore.
Interazioni non note
//
CUTIMED
Schiuma di poliuretano.
Per incisioni post
chirugiche, piaghe da
decubito, ulcere da stasi
venosa, ulcere diabetiche,
aree di prelievi, abrasioni,
lacerazioni, ustioni
superficiali, ferite da
traumi.
Ferite profonde con livello
di essudato medio
abbondante: lesioni da
decubito, ulcere
venose/arteriose degli arti
inferiori, lesioni cavitarie,
ulcere diabetiche, ferite
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Ferite secche, tramiti
fistolosi con lume di
ingresso molto piccolo
Agenti ossidanti come
acqua ossigenata ed
ipocloriti.
//
//
Lo SF, Hayter M, Chang
CJ, Hu WY, Lee LL. A
systematic review of
silver-releasing
dressings in the
management of
infected chronic
wounds. J Clin Nurs.
2008 Aug;17(15):197385.
36
CUTINOVA HIDRO
Gel di poliuretano,
poliacrilato.
FARMACTIVE
SCHIUMA IN
POLIURETANO
FOAM DRESSING
Non disponibile.
LIGASANO
PUR, Poliuretano espanso.
LYOFOAM MAX
Schiuma di poliuretano,
film di poliuretano.
SUPRASORB P
TEGADERM FOAM
acute da trauma e ferite
chirurgiche post
operatorie.
Ferite superficiali con
essudato da moderato ad
elevato, quali:
ulcere degli arti inferiori,
ustioni di 2° grado, ulcere
superficiali da
decubito.
Non disponibile.
Lesioni con esposizione di
tendini od ossa in cui esiste
il rischio di essiccazione.
Ferite in cui la cute
perilesionale sia
danneggiata o molto
sensibile.
Non disponibile.
Agenti ossidanti come
acqua ossigenata ed
ipocloriti.
Ferite croniche e acute, a
spessore totale, parziale o
superficiali,
granuleggianti, essudanti,
quali: lesioni pressorie,
infette, del piede
diabetico, neoplastiche,
chirurgiche, ustioni di
1° e 2° grado, siti
donatori, ulcere
oncologiche
iperproliferanti.
Ferite acute e croniche,
anche con colonizzazione
critica.
Lesioni da moderatamente
ad abbondantemente
essudanti.
Non note.
Agenti ossidanti come
acqua ossigenata ed
ipocloriti.
Non note.
Interazioni non note
Non note.
Agenti ossidanti come
acqua ossigenata ed
ipocloriti.
Schiuma di poliuretano,
reticolato Hot Melt,
copolimero di poliestere.
Ferite superficiali, non
infette e con media
essudazione, es. ulcere e
decubiti. Medicazione
secondaria.
Lesioni infette.
Interazioni non note
Schiuma di poliuretano,
rayon, film di poliuretano.
Ulcere dermiche a
profondità parziale o
totale da minimamente ad
altamente essudanti tra
cui: Piaghe da decubito,
Limitazioni d’uso: lesioni
infette (sotto il controllo dei
sanitari).
Agenti ossidanti come
acqua ossigenata ed
ipocloriti.
Schiuma di poliuretano,
film di poliuretano.
Non disponibile.
Dumville JC, Deshpande
S, O'Meara S, Speak K.
Foam dressings for
healing diabetic foot
ulcers. Cochrane
Database Syst Rev. 2011
Sep 7;9:CD009111.
//
Dumville JC, Deshpande
S, O’Meara S, Speak K.
Foam dressings for
healing diabetic foot
ulcers. Cochrane
Database of Systematic
Reviews 2011
//
Registered Nurses
Association of Ontario
Risk Assessment and
Management of
Pressure Ulcers.
Originally Published: 2002
Revised: 2011
Andriessen A, Polignano R,
Abel M. Monitoring the
microcirculation to
evaluate dressing
performance in patients
with venous leg ulcers.
J Wound Care. 2009
Apr;18(4):145-50.
Dumville JC, Deshpande
S, O’Meara S, Speak K.
Foam dressings for
healing diabetic foot
ulcers. Cochrane
37
TIELLE PACKING
Gel idropolimerico di
poliuretano, Polimero
acrilico.
Ulcere venose, Ulcere
arteriose, Lacerazioni della
cute, Ulcere neuropatiche,
Abrasioni, Siti di prelievo
per trapianti cutanei,
Ustioni di primo e secondo
grado
Ferite essudanti croniche e
profonde, cute
perilesionale molto fragile.
Database of Systematic
Reviews 2011
Ustioni di terzo grado,
lesioni con vasculiti attive.
Interazioni non note
Dumville JC, Deshpande
S, O’Meara S, Speak K.
Foam dressings for
healing diabetic foot
ulcers. Cochrane
Database of Systematic
Reviews 2011
38
Medicazioni (schiume) in poliuretano associato ad altre sostanze
Nome commerciale
CELLOSORB
Composizione
Matrice lipido-colloidale
TLC (vaselina + CMC),
polimeri microaderenti,
schiuma di poliuretano,
Film di poliuretano semi
permeabile.
Indicazioni
Lesioni essudanti croniche
quali lesioni da pressione,
lesioni vascolari, lesioni
diabetiche, e acute quali
ustioni di II° grado,
dermoabrasioni, lesioni
traumatiche, lesioni
operatorie. Cute
perilesionale fragile.
Ferite da lievemente a
moderatamente essudanti
che guariscono per
seconda intenzione:
Ulcere venose degli arti
inferiori, Ulcere arteriose
degli arti inferiori,
Gangrene diabetiche,
Ulcere da decubito, Innesti
cutanei.
Ferite in fase di
granulazione e di
epitelizzazione con
secrezione da ridotta a
modesta.
Controindicazioni
Interazioni
Studi
//
Lesioni infette.
Interazioni non note
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Agenti ossidanti come
soluzioni di ipoclorito o
acqua ossigenata.
//
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Limitazioni d’uso: lesioni
infette, nell’area di ossa e
tendini esposti, ustioni di
grado 2b e 3, (sotto il
controllo dei sanitari).
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Lesioni infette.
Agenti ossidanti come
soluzioni di ipoclorito o
acqua ossigenata.
//
Agenti ossidanti come
soluzioni di ipoclorito o
acqua ossigenata.
Registered Nurses
Association of Ontario
Risk Assessment and
Management of
Pressure Ulcers.
Originally Published: 2002
Revised: 2011
Registered Nurses
Association of Ontario
Risk Assessment and
Management of
Pressure Ulcers.
Originally Published: 2002
Revised: 2011
CUTIMED SILTEC
Schiuma di poliuretano,
silicone.
HYDROTAC
Schiuma di poliuretano,
film di poliuretano.
LYOFOAM
Schiuma di poliuretano
E49
Ferite croniche con
essudato da scarso a
moderato.
MEPILEX
Schiuma di poliuretano,
tecnologia Safetac®.
Ferite da poco a molto
secernenti, quali ulcere da
pressione e ferite
traumatiche.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Limitazioni d’uso: lesioni
infette (sotto il controllo dei
sanitari).
Agenti ossidanti come
soluzioni di ipoclorito o
acqua ossigenata.
PERMAFOAM
Schiuma di poliuretano.
Ferite non infette
moderatamente o
fortemente essudanti,
Non note.
Interazioni non note
//
39
TIELLE
Schiuma di poliuretano,
gel poliuretanico
eudermico, Etil-MetilAcrilato (EMA), polimero
acrilico.
URGOTUL
ABSORBENT
Schiuma di poliuretano,
film di poliuretano.
VERSIVA XC
Schiuma di poliuretano,
Tecnologia Hydrofiber®.
lesioni croniche difficili,
lesione da pressione o
ulcere, ustioni fino al 2º
grado.
Ferite acute e croniche,
superficiali o profonde con
essudato medio o
abbondante in relazione al
tipo di medicazione.
Lesioni essudative
croniche (lesioni da
pressione, lesioni
vascolari, piede diabetico)
e acute (ustioni di
secondo grado,
dermoabrasioni, lesioni
traumatiche, lesioni
operatorie) e lesioni
cancerose.
Piccole abrasioni, Piccoli
tagli, Lacerazioni, Piccole
scottature e ustioni.
Lesioni infette, ustioni di
terzo grado, lesioni con
vasculiti attive.
Interazioni non note
Dumville JC, Deshpande
S, O’Meara S, Speak K.
Foam dressings for
healing diabetic foot
ulcers. Cochrane
Database of Systematic
Reviews 2011
Limitazioni d’uso: lesioni
infette (sotto il controllo dei
sanitari).
Interazioni non note
//
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Limitazioni d’uso: Ulcere
agli arti inferiori, Ulcere da
pressione, Ulcere
diabetiche, Ferite
chirurgiche, Ustioni di
secondo grado, Ferite
traumatiche, (sotto il
controllo dei sanitari).
Interazioni non note
//
40
Medicazioni in silicone puro
Nome commerciale
CICA-CARE
Composizione
Indicazioni
Controindicazioni
Interazioni
Gel di silicone
Prevenzione di
cicatrici ipertrofiche e
cheloidi.
Ferite aperte.
Interazioni non note
MEPIFORM
Film semipermeabile in
poliuretano, TNT di
viscosa, strato in
Tecnologia Safetac®.
Trattamento, gestione e
prevenzione di cicatrici
ipertrofiche e cheloidi sia
di nuova che di vecchia
formazione, protezione dai
raggi solari, trattamento
post chirurgico di ferite
chirurgiche rimarginate.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Ferite aperte.
Interazioni non note
SILIMED MEDGEL
Gel di silicone
Prevenzione di
cicatrici ipertrofiche e
cheloidi.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Ferite aperte, su tessuto
che non sia sano, regioni
infette.
Interazioni non note
Studi
Li-Tsang CW, Lau JC, Choi
J, Chan CC, Jianan L. A
prospective randomized
clinical trial to
investigate the effect of
silicone gel sheeting
(Cica-Care) on posttraumatic hypertrophic
scar among the Chinese
population. Burns. 2006
Sep;32(6):678-83. Epub
2006 Jul 11.
Harte D, Gordon J, Shaw
M, Stinson M, PorterArmstrong A. The use of
pressure and silicone in
hypertrophic scar
management in burns
patients: a pilot
randomized controlled
trial. J Burn Care Res.
2009 Jul-Aug;30(4):63242.
//
41
Medicazioni in silicone associato ad altre sostanze
Nome commerciale
ADAPTIC TOUCH
Composizione
Acetato di cellulosa,
silicone.
ASKINA DRESSIL
Schiuma idrofila, silicone,
film di poliuretano.
ASKINA SILNET
TNT, silicone.
Indicazioni
Lesioni croniche da
asciutte a fortemente
essudanti, superficiali o
profonde es.: ulcere
venose, decubiti, ulcere
diabetiche, traumi e ferite
chirurgiche, siti di
prelievo, ustioni di 1° e 2°
grado.
Lesioni a spessore sia
parziale che totale
moderatamente essudanti,
es.: ulcere da decubito,
ulcere venose e arteriose
degli arti inferiori, ulcere
del piede diabetico, ustioni
di primo e secondo grado,
siti di espianto, lacerazioni
cutanee, prevenzione
dell'ulcerazione della cute.
Lesioni a spessore sia
parziale che totale es.:
ustioni di secondo grado,
siti di espianto, innesti
cutanei, ulcere da
decubito, ulcere venose e
arteriose degli arti
inferiori, ulcere del piede
diabetico, lacerazioni
cutanee, lesioni post
operatorie.
Controindicazioni
Interazioni
Studi
Non note.
Interazioni non note
Dumville JC, Deshpande
S, O’Meara S, Speak K.
Foam dressings for
healing diabetic foot
ulcers. Cochrane
Database of Systematic
Reviews 2011
Ulcere derivanti da
tubercolosi, sifilide o
infezioni micotiche
profonde, ustioni di terzo
grado.
Agenti ossidanti come
soluzioni di ipoclorito o
acqua ossigenata.
//
Ulcere derivanti da
tubercolosi, sifilide o
infezioni micotiche
profonde, ustioni di terzo
grado.
Interazioni non note
//
42
Medicazioni in argento puro
Nome commerciale
ACTICOAT
Composizione
Indicazioni
Controindicazioni
Rayon/poliestere, argento
nano cristalli.
Ferite superficiali e
profonde quali ulcere
da pressione, ulcere
venose, ulcere diabetiche,
ustioni, siti di
prelievo e di innesto
cutaneo, lesioni cavitarie.
Lesioni infette.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Esecuzione di RMN
Limitazioni d’uso:
Radioterapia (deve essere
rimossa prima).
Neonati prematuri (al di
sotto delle 37 settimane di
gestazione sotto il controllo
dei sanitari).
ASKINA
CALGITROL
ARGENTO
Poliuretano, alginato di
calcio, argento ionico.
Lesioni a spessore parziale
o totale infette o non
infette lesioni da pressione
stadio II-IV ulcere venose,
ustioni di II° grado e
donor sites.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Lesioni infette con eziologia
da TBC, sifilide, micosi.
Ustioni di III° grado.
BIATAIN AG
Argento, schiuma di
poliuretano.
Lesioni cutanee acute e
croniche con carica
batterica elevata.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Ferite asciutte.
Interazioni
Prodotti a base di
petrolato.
Antimicrobici topici.
Agenti ossidanti come
soluzioni di ipoclorito o
acqua ossigenata.
Evitare il contatto con gel
conduttivi o elettrodi
durante le misurazioni
elettroniche, es. ECG, EEG
ecc.
Tutte le situazioni in cui
non devono essere
utilizzati metalli.
Agenti ossidanti come
soluzioni di ipoclorito o
acqua ossigenata.
Limitazioni d’uso:
Radioterapia (deve essere
rimossa prima).
PHYSIOTULLE AG
Poliestere, Petrolato, CMC,
sulfadiazina di argento
(SSD).
Lesioni colonizzate,
criticamente colonizzate,
da scarsamente ad
altamente essudanti (in
base alla medicazione
secondaria utilizzata).
Ustioni superficiali e
abrasioni cutanee, siti di
prelievo cutaneo e ferite
chirurgiche criticamente
colonizzate. Ulcere
croniche degli arti
inferiori, lesioni da
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Limitazioni d’uso:
Radioterapia (deve essere
rimossa prima).
Interazioni non note
Studi
Lo SF, Hayter M, Chang
CJ, Hu WY, Lee LL. A
systematic review of
silver-releasing
dressings in the
management of
infected chronic
wounds. J Clin Nurs.
2008 Aug;17(15):197385.
Trial C, Darbas H, Lavigne
JP, Sotto A, Simoneau G,
Tillet Y, Téot L.
Assessment of the
antimicrobial
effectiveness of a new
silver alginate wound
dressing: a RCT. J
Wound Care. 2010
Jan;19(1):20-6.
Lo SF, Hayter M, Chang
CJ, Hu WY, Lee LL. A
systematic review of
silver-releasing
dressings in the
management of
infected chronic
wounds. J Clin Nurs.
2008 Aug;17(15):1973-85
Lo SF, Hayter M, Chang
CJ, Hu WY, Lee LL. A
systematic review of
silver-releasing
dressings in the
management of
infected chronic
wounds. J Clin Nurs.
2008 Aug;17(15):197385.
43
SEASORB AG
SILVERCEL
Alginato di calcio, CMC,
complesso (AlphaSan®).
Fibre di alginato di calcio e
carbossimetilcellulosa,
fibre di argento.
pressione e lesione del
piede diabetico
criticamente colonizzate.
Lesioni altamente
essudanti criticamente
colonizzate, con infezione
locale o a rischio di
infezione.
Lesioni infette o
fortemente colonizzate,
superficiali o cavitarie, con
una quantità di essudato
elevata.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Ferite asciutte.
Limitazioni
d’uso:
Radioterapia (deve essere
rimossa prima).
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Impianti chirurgici.
Interazioni non note
Interazioni non note
//
Lo SF, Hayter M, Chang
CJ, Hu WY, Lee LL. A
systematic review of
silver-releasing
dressings in the
management of
infected chronic
wounds. J Clin Nurs.
2008 Aug;17(15):197385.
44
Medicazioni in argento associato ad altre sostanze
Nome commerciale
ALLEVYN AG
Composizione
Schiuma di poliuretano,
sulfadiazina di argento
(SSD).
AQUACEL® AG
Hydrofiber®, argento
ionico, fibra di cellulosa
rigenerata.
ATRAUMAN AG
Argento, poliammide.
CELLOSORB AG
Vaselina + CMC), Solfato
d'Argento, Schiuma di
Indicazioni
Controindicazioni
Lesioni croniche e acute a
spessore parziale e totale
o granuleggianti
superficiali, essudanti,
come ulcere da pressione,
ulcere venose, ulcere
diabetiche, ustioni, siti
donatori, lesioni
patologicamente
iperproliferanti,
deiscenze chirurgiche.
Ferite infette.
Ferite con infezione in atto
o che presentano un
aumentato rischio di
Infezione, ustioni a
spessore parziale
(secondo grado), ulcere
del piede diabetico, ulcere
alle gambe (ulcere da
stasi venosa, ulcere
arteriose ed ulcere alle
gambe di eziologia mista),
ulcere/lesioni da
pressione, ferite
chirurgiche, ferite da
trauma, ferite soggette a
sanguinamento, per es.
ferite sottoposte
a sbrigliamento meccanico
oppure chirurgico, lesioni
oncologiche con essudato.
Lesioni infette o con
un’alta carica batterica.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Pazienti prossime al parto o
in allattamento oppure nei
neonati prematuri o nei
primi mesi di vita.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Interazioni non note
Lesioni essudanti croniche
quali lesioni da pressione,
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Evitare il contatto con gel
conduttivi o elettrodi
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Interazioni
Prodotti a base di
petrolato.
Antimicrobici topici.
Agenti ossidanti come
soluzioni di ipoclorito o
acqua ossigenata.
Evitare il contatto con gel
conduttivi o elettrodi
durante le misurazioni
elettroniche, es. ECG, EEG
ecc.
Interazioni non note
Studi
Lo SF, Hayter M, Chang
CJ, Hu WY, Lee LL. A
systematic review of
silver-releasing
dressings in the
management of
infected chronic
wounds. J Clin Nurs.
2008 Aug;17(15):1973-85
Lo SF, Hayter M, Chang
CJ, Hu WY, Lee LL. A
systematic review of
silver-releasing
dressings in the
management of
infected chronic
wounds. J Clin Nurs.
2008 Aug;17(15):197385.
Lo SF, Hayter M, Chang
CJ, Hu WY, Lee LL. A
systematic review of
silver-releasing
dressings in the
management of
infected chronic
wounds. J Clin Nurs.
2008 Aug;17(15):197385.
//
45
poliuretano, film di
poliuretano.
HYALOSILVER
Acido ialuronico, argento
colloidale,
biossido
di
silicio, caolino, n-butano.
MELGISORB AG
Alginato di calcio,
Carbossimetilcellulosa
(CMC) complesso ionico
d'argento (argento sodio
idrogeno zirconio fosfato).
MEPILEX AG
Tecnologia Safetac®,
schiuma di poliuretano +
solfato d’argento, carbone
attivo, film di poliuretano.
lesioni vascolari, lesioni
diabetiche, e acute quali
ustioni di II° grado,
dermoabrasioni, lesioni
traumatiche, lesioni
operatorie criticamente
colonizzate o localmente
infette.
Lesioni criticamente
colonizzate o localmente
infette che presentano
cute perilesionale fragile.
Lesioni cutanee non
infette (es. abrasioni,
escoriazioni, fissurazioni,
tagli, piccole ferite
chirurgiche, scottature
localizzate di primo e
secondo grado).
Ferite moderatamente o
molto essudanti, a
spessore parziale o totale,
quali: ferite postoperatorie, ferite da
trauma (lesioni dermiche,
lesioni da trauma o tagli),
ulcere venose, ulcere da
pressione, ulcere
diabetiche, innesti cutanei
e donor site, ferite
cavitarie, ustioni
superficiali e a spessore
parziale. Ferite infette o
ferite a rischio di infezione
(sotto il controllo di
personale sanitario
qualificato).
Ferite scarsamente e/o
essudanti, quali ulcere
degli arti inferiori e del
piede, ulcere da pressione
e ustioni di profondità
parziale (secondo grado),
ferite infette.
Limitazioni d’uso:
Risonanza Magnetica
Nucleare (deve essere
rimossa prima).
durante le misurazioni
elettroniche, es. ECG, EEG
ecc.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Interazioni non note
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Ferite asciutte o
scarsamente essudanti,
contenimento di
sanguinamenti abbondanti,
trapianto chirurgico.
Pomate a base di
petrolato.
Evitare il contatto con gel
conduttivi o elettrodi
durante le misurazioni
elettroniche, es. ECG, EEG
ecc.
Limitazioni d’uso:
Risonanza Magnetica
Nucleare (deve essere
rimossa prima).
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Limitazioni d’uso:
Radioterapia o indagini
quali, raggi X, ultrasuoni,
diatermia, risonanza
magnetica. (deve essere
rimossa prima).
Agenti ossidanti come
soluzioni di ipoclorito o
acqua ossigenata.
Lo SF, Hayter M, Chang
CJ, Hu WY, Lee LL. A
systematic review of
silver-releasing
dressings in the
management of
infected chronic
wounds. J Clin Nurs.
2008 Aug;17(15):197385.
Lo SF, Hayter M, Chang
CJ, Hu WY, Lee LL. A
systematic review of
silver-releasing
dressings in the
management of
infected chronic
wounds. J Clin Nurs.
2008 Aug;17(15):197385.
Lo SF, Hayter M, Chang
CJ, Hu WY, Lee LL. A
systematic review of
silver-releasing
dressings in the
management of
infected chronic
wounds. J Clin Nurs.
2008 Aug;17(15):1973-85.
46
SEASORB AG
SILVERCEL
ADHERENT
SOFARGEN
TEGADERM
ALGINATE AG
URGOSORB
SILVER
NON
Fibre di alginato di calcio,
CMC, complesso
(AlphaSan®).
Lesioni altamente
essudanti criticamente
colonizzate, con infezione
locale o a rischio di
infezione.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Ulcere secche o poco
essudanti.
Limitazioni d’uso:
radioterapia (deve essere
rimossa prima).
Interazioni non note
Idroalginato, argento, film
non aderente in Etil-MetilAcrilato, Fibre di alginato
di calcio,
Carbossilmetilcellulosa
(CMC), Fibre ricoperte di
argento, Etil-Metil-Acrilato
(EMA)
Lesioni infette o
fortemente colonizzate,
superficiali o cavitarie, da
moderamente ad
altamente essudanti..
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Impianti chirurgici. donne in
gravidanza o che allattano
in assenza di dati specifici
Interazioni non note
§
Caolino leggero e argento
sulfadiazina.
Lesioni cutanee di piccole
dimensioni quali:
abrasioni, escoriazioni,
tagli, ferite superficiali ed
affezioni dermatologiche
in genere.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Interazioni non note
Bishop JB, Phillips LG,
Mustoe TA, VanderZee AJ,
Wiersema L, Roach DE,
Heggers JP, Hill DP Jr,
Taylor EL, Robson MC. A
prospective randomized
evaluator-blinded trial
of two potential wound
healing agents for the
treatment of venous
stasis ulcers. J Vasc
Surg. 1992
Aug;16(2):251-7.
Ulcere con moderato / alto
grado di essudato, a
spessore parziale o totale
tra cui: Piaghe da
decubito, Ulcere venose,
Ulcere diabetiche, Siti di
prelievo per trapianti
cutanei, Lesioni
traumatiche, Lesioni postchirurgiche, Lesioni
cavitarie.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Ulcere asciutte o con
moderato essudato, Per
bloccare forti
sanguinamenti, Impianti
chirurgici.
Alginato di calcio, CMC,
Silver Sodium Hydrogen
Zirconium Phosphate.
Alginato di calcio, CMC, di
argento complessato.
Lesioni croniche
superficiali e profonde, da
Limitazioni d’uso:
donne in gravidanza e prima
infanzia (sotto il controllo
dei sanitari).
Limitazioni d’uso:
lesioni infette (sotto il
controllo dei sanitari).
Risonanza Magnetica
Nucleare (deve essere
rimossa prima).
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
//
Lo SF, Hayter M, Chang
CJ, Hu WY, Lee LL. A
systematic review of
silver-releasing
dressings in the
management of
infected chronic
wounds. J Clin Nurs.
2008
Aug;17(15):1973-85.
Preparati a base di
petrolati.
//
Interazioni non note
//
47
moderatamente ad
abbondantemente
essudanti quali lesioni da
pressione, lesioni
vascolari, lesioni
diabetiche, lesioni acute
quali ustioni di II° grado,
dermoabrasioni, lesioni
traumatiche, lesioni
operatorie criticamente
colonizzate o localmente
infette in presenza di
slough o tessuto
necrotico.
Lesioni scarsamente
essudanti o asciutte,
abbondante sanguinamento
e trapianti chirurgici.
48
Medicazioni in carbone attivo puro
Nome commerciale
CARBONET
LYOFOAM C
VLIWAKTIV
Composizione
Indicazioni
Viscosa di rayon, cotone,
poliacrilonitrile, carbone
attivo, TNT in poliestere e
polietilene.
Ferite essudative, infette e
maleodoranti quali: ulcere
venose delle gambe, micosi
fungoidi, fistole fecali, ferite
chirurgiche infette.
Ferite croniche con essudato
da scarso a moderato.
Ferite maleodoranti.
Schiuma di poliuretano
TNT, carbone attivo.
TNT in cellulosa /
poliammide, carbone
attivo con viscosa,
cellulosa, TNT in
polipropilene.
Ferite infette e purulente
che emanano sgradevoli
odori, per es. ulcere,
decubiti, fistole fecali,
carcinomi e ferite
superficiali purulente
(lacerazioni, morsicature,
abrasioni, etc.).
Controindicazioni
Interazioni
Interazioni non note
Ipersensibilità individuale
al prodotto.
Limitazioni d’uso: lesioni
infette (sotto il controllo
dei sanitari).
Non note.
Agenti ossidanti quali
soluzioni di ipoclorito o
perossido di idrogeno.
Studi
da Costa Santos CM, de
Mattos Pimenta CA, Nobre
MR. A systematic
review of topical
treatments to control
the odor of malignant
fungating wounds. J
Pain Symptom Manage.
2010 Jun;39(6):1065-76.
Interazioni non note
Medicazioni in carbone attivo associato ad altre sostanze
Nome commerciale
ACTISORB SILVER
Composizione
Carbone vegetale puro,
argento elementare, TNT.
CARBOFLEX
Alginato, idrofibra,
carbone attivo, acrilato di
metil-etilene.
VLIWAKTIV AG
TNT in poliestere /
polietilene, carbone attivo
impregnato di sale
d’argento.
Indicazioni
Controindicazioni
Interazioni
Lesioni infette o
colonizzate, maleodoranti,
superficiali o cavitarie.
Ferite acute e croniche
maleodoranti.
Non note.
Interazioni non note
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Interazioni non note
Lesioni infette,
criticamente colonizzate,
ad elevato rischio di
infezioni, presenza di
essudato abbondante.
Non note.
Interazioni non note
Studi
da Costa Santos CM, de
Mattos Pimenta CA, Nobre
MR. A systematic
review of topical
treatments to control
the odor of malignant
fungating wounds. J
Pain Symptom Manage.
2010 Jun;39(6):1065-76.
49
Medicazioni in collagene di origine animale
Nome commerciale
PROMOGRAN
Composizione
Collagene di origine
bovina, cellulosa ossidata
rigenerata.
Indicazioni
Lesioni croniche, acute,
post operatorie, prive di
necrosi e/o segni clinici di
infezione di ogni
profondità e grado di
essudato.
Controindicazioni
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Interazioni
Interazioni non note
Studi
Dumville JC, Deshpande
S, O’Meara S, Speak K.
Foam dressings for
healing diabetic foot
ulcers. Cochrane
Database of Systematic
Reviews 2011
Medicazioni in collagene di origine animale puro
Nome commerciale
CONDRESS
BIOPAD
GELFIX
SUPRASORB C
Composizione
Collagene nativo di tipo I
da tendine equino.
Collagene puro di origine
bovina (derma di vitello).
Indicazioni
Lesioni da decubito, ulcere
venose, lesioni diabetiche.
Lesioni in tutte le fasi del
processo di guarigione:
con essudato da debole a
medio, superficiali o
profonde, non infette.
Controindicazioni
Malattie autoimmunitarie,
reazioni anafilattiche o
ipersensibilità verso il
collagene sia topico che
iniettabile o in soggetti
sottoposti a terapia di
desensibilizzazione a
prodotti a base
di carne.
Limitazioni d’uso: lesioni
infette (sotto il controllo dei
sanitari).
Lesioni infette.
Interazioni
Interazioni non note
Antisettici che rilasciano
cloro, sostanze che
danneggiano le proteine
(es. nitrato d'Ag),
sostanze caustiche (es.
tintura di jodio),
disinfettanti o prodotti
contenenti tannino.
Studi
//
Andriessen A, Polignano R,
Abel M. Monitoring the
microcirculation
to
evaluate
dressing
performance in patients
with venous leg ulcers.
J Wound Care. 2009
Apr;18(4):145-50.
50
Medicazioni in collagene di origine animale associato ad altre sostanze
Nome commerciale
Composizione
EZ DERM
Collagene di origine
porcina
PROMOGRAN PLUS
Collagene di origine
bovina, cellulosa ossidata
rigenerata, argento-ORC.
Indicazioni
Controindicazioni
Lesioni vascolari, da
pressione di 1° o 2°
grado, ustioni di 1° o 2°
grado, abrasioni, siti di
donazione.
Lesioni che guariscono per
seconda intenzione e prive
di necrosi, quali: Ulcere
diabetiche, Ulcere venose,
Ulcere da decubito, Ulcere
causate da eziologie
vascolari miste, Ferite da
traumi e chirurgiche.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Lesioni con tessuto
necrotico.
Interazioni non note
Interazioni
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Lesioni estese.
Interazioni non note
Studi
//
Dumville JC, Deshpande
S, O’Meara S, Speak K.
Foam dressings for
healing diabetic foot
ulcers. Cochrane
Database of Systematic
Reviews 2011
Medicazioni a base di antisettici
Nome commerciale
INADINE
BACTIGRAS
Composizione
Rayon-viscosa, Iodio
Povidone al 10%,
polietilene, acqua
purificata
Garza, vaselina bianca,
clorexidina acetato allo
0.5%.
Indicazioni
Controindicazioni
Lesioni superficiali infette,
acute o croniche,
indipendentemente
dall'eziopatogenesi.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Prima e dopo l'utilizzo di
iodio radioattivo, insuff.
renale, donne in stato di
gravidanza o allattamento,
dermatite erpetiforme di
Duhring.
Ferite che interessano non
più del 10% della
superficie corporea:
Ustioni minori
Ustioni da liquidi e vapori
Lacerazioni, abrasioni e
ferite con perdita di
sostanza
Limitazioni d’uso:
con malattie della tiroide,
neonati e bambini fino a 6
mesi di età, ulcere venose
profonde, ustioni o ferite
estese (sotto il controllo dei
sanitari).
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Interazioni
Interazioni non note
Interazioni non note
Studi
Jeffcoate WJ, Price PE,
Phillips CJ, Game FL,
Mudge E, Davies S, Amery
CM, Edmonds ME, Gibby
OM, Johnson AB, Jones
GR, Masson E, Patmore
JE, Price D, Rayman G,
Harding KG. Randomised
controlled trial of the
use of three dressing
preparations in the
management of chronic
ulceration of the foot in
diabetes. Health Technol
Assess. 2009
Nov;13(54):1-86, iii-iv.
Wasiak J, Cleland H,
Campbell F. Dressings
for superficial and
partial thickness burns.
Cochrane Database Syst
Rev. 2008 Oct
8;(4):CD002106
51
Aree di prelievo e innesto
cutaneo
Ulcere dell’arto inferiore
MASTER-AID
TNT, clorexidina
digluconato 0,5%
Ferite che hanno leso il
derma e che possono
cicatrizzare solo per
seconda intenzione.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Saponi ed altre sostanze
anioniche, perossido di
idrogeno, ioduri, agenti
emulsionanti, borati,
bicarbonati, carbonati,
cloruri, citrati, nitrati,
fosfati e solfati forma
sali poco solubili.
//
52
Medicazioni interattive
Nome
commerciale
Composizione
Indicazioni
Controindicazioni
Interazioni
Soluzioni ossidanti
quali ipoclorito ed
acqua ossigenata.
Trattamenti di
radioterapia
(rimuovere prima)
Interazioni non
note
Studi
BIATAIN IBU
Schiuma idrofila in
poliuretano, film
semipermeabile in
poliestere-ammide
(Pebax), ibuprofene.
Lesioni essudanti di diversa
eziologia con dolore derivato da
danno tissutale, lesioni con
persistente stato infiammatorio.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Prelievo di cute per innesto
cutaneo.
Dumville JC, Deshpande S,
O’Meara S, Speak K. Foam
dressings for healing diabetic
foot ulcers. Cochrane Database
of Systematic Reviews 2011
HYALOFILL
HYAFF®, estere dell'acido
ialuronico.
Ferite essudanti acute e croniche
quali: ulcere venose, siti donatori,
ulcere da decubito (Stadio II - IV),
ferite chirurgiche, ferite
traumatiche.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
HYALOMATRIX
HYAFF®, estere dell'acido
ialuronico, elastomero
sintetico di silicone.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Lesioni infette.
Interazioni non
note
JALOSKIN
Puro HYAFF®, estere
dell’acido ialuronico.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Interazioni non
note
//
TEGADERM
MATRIX
Acetato, unguento a base
di PHI.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Interazioni non
note
//
XELMA
Amelogenina (biologica e
degradabile), Alginato di
glicolpropilene (PGA),
acqua.
Escissioni chirurgiche e preinnesto, ustioni profonde, ferite,
post-traumatiche o post
chirurgiche, con
rimozione parziale o totale dello
strato dermico, lesioni croniche
quali ulcere vascolari e diabetiche.
Ferite moderatamente essudanti,
ferite chirurgiche superficiali,
ustioni di I grado e di II grado
superficiale.
Ferite acute quali ustioni, ferite
chirurgiche, ferite da trauma.
Ferite croniche quali : ulcere agli
arti inferiori, ulcere diabetiche,
ulcere da decubito.
Lesioni di difficile guarigione es.
ulcere venose, lesioni da piede
diabetico, lesioni da pressione.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Lesioni infette. Ulcere
particolarmente essudanti,
con presenza di tessuto
necrotico o fibrina.
Interazioni non
note
P. Vowden, M. Romanelli,P. Price
Effect of amelogenin
extracellularmatrix protein
and compressionon hard-toheal venous leg ulcers. Journal
of Wound Care Vol. 16 n. 5 may
2007
Harding K, Cutting K, Price P.
The cost-effectiveness of
wound management protocols
of care. Br J Nurs. 2000
Oct;9(19 Suppl):S6, S8, S10
passim.
Gravante G, Delogu D, Giordan N,
Morano G, Montone A, Esposito
G. The use of Hyalomatrix PA
in the treatment of deep
partial-thickness burns. J Burn
Care Res. 2007 MarApr;28(2):269-74
53
Medicazioni per ferite, piaghe, ulcere – altre
Nome commerciale
ATRAUMAN
BIONECT START
Composizione
Garza grassa, paraffina.
(trigliceride caprilico,
caprico, isostearico,
adipico).
Acido ialuronico sale
sodico, collagenasi,
paraffina liquida, vaselina
bianca.
Indicazioni
Controindicazioni
Interazioni
Studi
//
Ferite in tutte le fasi del
processo di guarigione per
es. escoriazioni,
lacerazioni, lesioni, ulcus
cruris, ulcera da decubito,
ustioni, scottature,
causticazioni, lesioni da
radiazioni, ascessi,
foruncoli, carbonchi,
paterecci, ferite in
via di granulazione e di
epitelizzazione, zone di
prelievo di trapianto
cutaneo, estrazioni
ungueali, fimosi, ecc.
Ulcere croniche con
tessuto necrotico o
fibrinoso (cioè piaghe da
decubito, ulcere vascolari
delle gambe, ulcere
diabetiche.
Non note.
Interazioni non note
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
//
Limitazioni d’uso:
Gravidanza.
Saponi/detergenti,
disinfettanti a base di sali
di ammonio quaternario,
argento e altri metalli
pesanti,
CUTIMED
SORBACT
Garza di acetato o cotone,
derivato degli acidi grassi
DACC
(dialchilcarbamoilcloruro)
Ferite sporche, infette o
contaminate con essudato
da moderato ad elevato,
indipendente
dall’eziologia, come:
Ferite superficiali, Ferite
traumatiche, Ferite post
operatorie, Deiescenze,
Ferite da escissioni di
fistole o ascessi cavitari,
Ulcere (venose, arteriose,
diabetiche, da decubito,
ecc.), Prevenzione e
trattamento di ferite
infette chirurgiche.
Non note.
Interazioni non note
//
DERMACYN®
WOUND CARE
Acqua ossidata, ipoclorito
di sodio, acido ipocloroso,
perossido di idrogeno,
ozono, diossido di cloro,
idrossido di sodio,
carbonato di sodio, cloruro
di sodio.
Ferite acute e croniche,
ulcere, tagli, abrasioni e
ustioni.
Non note.
Interazioni non note
Piaggesi A, Goretti C,
Mazzurco S, Tascini C,
Leonildi A, Rizzo L,
Tedeschi A, Gemignani G,
Menichetti F, Del Prato S.
A randomized
controlled trial to
examine the efficacy
54
and safety of a new
super-oxidized solution
for the management of
wide postsurgical
lesions of the diabetic
foot. Int J Low Extrem
Wounds. 2010
Mar;9(1):10-5.
DURAFIBER
TNT, fibre di cellulosa
etilsolfonata.
HYDROSORB GEL
Gel viscoso a base di
glicerina e soluzione di
Ringer.
KENDALL AMD
Idrocloruro di
poliesanetilene
biguanide (PHMB).
KERLIX AMD
Poliesanetilene
biguanide (PHMB).
Lesioni croniche e acute, a
spessore totale, parziale o
superficiale, essudanti
e granuleggianti. Per es.:
ulcere agli arti inferiori;
ulcere da pressione;
ulcere diabetiche; ferite
chirurgiche, ferite che
cicatrizzano per seconda
intenzione; siti di prelievo
cutaneo; ferite
tunnelizzate e fistole;
ustioni a spessore
parziale; lesioni
traumatiche; e lesioni
tendenti al sanguinamento
quali ferite sbrigliate
chirurgicamente o
meccanicamente.
Ferite superficiali o
profonde con scarso
essudato (ad esempio
ulcere delle gambe, ulcere
da pressione e ustioni di
ll°).
Incisioni post-chirurgiche,
lesioni da decubito, ulcere
da stasi venose, ulcere
diabetiche, aree di
prelievo, abrasioni,
lacerazioni, ustioni di
primo e secondo
grado, disturbi
dermatologici, ferite da
traumi, gestione di
cateteri, drenaggi e
cannule.
Ustioni di primo e secondo
grado, ferite chirurgiche,
ferite essudanti..
Non note.
Interazioni non note
//
Lesioni infette.
Interazioni non note
//
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Interazioni non note
//
Interazioni non note
//
Ustioni totali di terzo grado
Lesioni infette.
55
MEPILEX
TRANSFER
Schiuma di poliuretano,
tecnologia Safetac®.
Ferite da poco a molto
secernenti, quali ulcere da
pressione e ferite
traumatiche.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Limitazioni d’uso: lesioni
infette (sotto il controllo dei
sanitari).
Agenti ossidanti come
soluzioni di ipoclorito o
acqua ossigenata.
MEPITAC
Maglia flessibile,
Tecnologia Safetac®, Film
di poliuretano
Indicato per il fissaggio di
dispositivi medici quali
tubi, elettrodi, cannule
periferiche e altre
medicazioni.
Medicazione di pazienti
che richiedono ripetute
applicazioni e rimozioni
del cerotto nella stessa
area
Presenza di umidità.
Fissaggio di cateteri
arteriosi o venosi centrali.
Interazioni non note
Ferite dolorose, cute
perilesionale fragile,
ustioni (a spessore
parziale), lacerazioni
cutanee, altre ferite acute
di natura traumatica,
amputazioni, ferite
chirurgiche, ferite croniche
ad es. ulcere degli arti
inferiori e del piede,
lesioni neoplastiche,
innesti cutanei, gestione
di patologie cutanee
congenite, epidermolisi
bollosa, lesioni da
radioterapia.
Lesioni dolorose,
lacerazioni, abrasioni,
incisioni chirurgiche,
ustioni a spessore
parziale, ferite da trauma,
vescicole, graft spessore
parziale e totale, lesioni
da radioterapia, ulcere del
piede diabetico e degli arti
inferiori, cute fragile,
ferite non essudanti.
Ferite superficiali (come
piaghe da decubito
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Interazioni non note
Wasiak J, Cleland H,
Campbell F. Dressings
for superficial and
partial thickness burns.
Cochrane Database Syst
Rev. 2008 Oct
8;(4):CD002106
Non note.
Interazioni non note
//
Limitazioni d’uso: lesioni
infette (sotto il controllo dei
Interazioni non note
MEPITEL
Poliammide, Strato in
Tecnologia Safetac®.
MEPITEL ONE
Film in poliuretano, Strato
in Tecnologia Safetac®.
OPSITE
Pellicola trasparente in
poliuretano, adesivo
Limitazioni d’uso:
nelle incubatrici o se
utilizzato su pazienti con
intensa sudorazione o
febbre.
Registered Nurses
Association of Ontario
Risk Assessment and
Management of
Pressure Ulcers.
Originally Published: 2002
Revised: 2011
Maume S, Van De
Looverbosch D, Heyman
H, Romanelli M,
Ciangherotti A, Charpin S.
A study to compare a
new self-adherent soft
silicone dressing with a
self-adherent polymer
dressing in stage II
pressure ulcers.
Ostomy Wound Manage.
2003 Sep;49(9):44-51.
Dumville JC, Walter CJ,
Sharp CA, Page T.
56
acrilico.
PHYSIOTULLE
Poliestere, Petrolato, CMC.
PRONTOSAN
SOLUZIONE
Acqua purificata, glicerolo,
idrossietilcellulosa,
undecil-amido-propilbetaina, poliaminopropil
biguanide
(poliesanide).
SINEDEC
Olio ossigenato
aromatizzato.
SUPRASORB X
Cellulosa, acqua,
clorexidina gluconato.
superficiali, lievi ustioni,
scottature, abrasioni,
lacerazioni e ulcere delle
gambe in fase di
cicatrizzazione).
Protezione della cute
dall’attrito e dalla
contaminazione esterna.
Prevenzione delle piaghe
da decubito.
Medicazione secondaria di
fissaggio.
Lesioni colonizzate da
scarsamente ad altamente
essudanti (in base alla
medicazione secondaria
utilizzata). Ulcere croniche
degli arti inferiori, lesioni
da pressione e lesione del
piede diabetico. Ustioni
superficiali e abrasioni
cutanee, siti di prelievo
cutaneo e ferite
chirurgiche.
sanitari). Cute fragile.
Dressings for the
prevention of surgical
site infection. Cochrane
Database Syst Rev. 2011
Jul 6;(7):CD003091
Non note.
Trattamenti di
radioterapia (rimuovere
prima).
//
Lesioni traumatiche,
lesioni post-operatorie,
lesioni croniche
(specialmente lesioni con
scollamento e di difficile
accesso) incluse ulcere
arteriose e venose,
ulcere diabetiche, ulcere
da decubito, lesioni
termiche, (ustioni di I e II
grado, lesioni da
congelamento), lesioni
chimiche e radio indotte.
Ipersensibilità individuale al
prodotto.
Ferite
del
SNC,
delle
meningi, dell’orecchio medio
o interno, degli occhi, della
cartilagine ialina, interventi
asettici alle articolazioni.
Ustioni di 3° grado.
Tensioattivi anionici, altri
detergenti
per
lesioni,
pomate, enzimatiche,
//
Prevenzione e trattamento
ulcere da decubito di
grado I
Lesioni con bassa – media
essudazione, superficiali o
profonde, p.e. ulcere
venose o arteriose, lesioni
da piede diabetico, ulcere
da decubito, ustioni di II.
grado, lesioni postchirurgiche, prelievi e
Non note.
Interazioni non note
//
Non note.
Interazioni non note
//
Limitazioni d’uso:
Gravidanza e allattamento,
neonati e bambini.
57
SUPRASORB
PHMB
X
+
Cellulosa, acqua,
poliesametilene biguanide
(PHMB).
innesti cutanei, abrasioni
e lacerazioni, zone
anatomiche difficili da
medicare.
Lesioni criticamente
colonizzate o infette con
bassa – media
essudazione, superficiali o
profonde, p.e. ulcere
venose o arteriose, lesioni
da piede diabetico, ulcere
da decubito, ustioni
superficiali di II° grado,
lesioni post-chirurgiche,
prelievi e innesti cutanei,
abrasioni e lacerazioni.
Non note.
Interazioni non note
Ulcere del derma parziali o
di grande spessore,
ulcere da compressione,
ferite, abrasioni,
bruciature di primo e
secondo grado, siti
donatore. Prevenzione
della cute sana da lesioni
dovute ad attrito o tagli.
Non note.
Interazioni non note
Piaghe da decubito, Ulcere
venose, Lacerazioni della
pelle, Ulcere neuropatiche
(diabetiche), Abrasioni,
Siti di prelievo per
trapianti cutanei, Ustioni
di primo e secondo grado,
Lesioni neoplastiche
Non note.
TEGADERM
ABSORBENT
Tampone acrilico,
pellicola trasparente.
TEGADERM
CONTACT
Poliammide.
TENDERWET
Acrilati
Cellulosa vegetale
Ferite con difficoltà di
guarigione, ferite infette
acute e croniche con forti
essudati. Lesioni cavitarie
o tragitti fistolosi.
VULNAMIN
Sodium hyaluronate,
Glycine, L-Lysine HCl, LLeucine.
Ferite ulcerose croniche,
ustioni gravi, piaghe da
decubito.
Limitazioni d’uso:
ferite infette (sotto il
controllo dei sanitari).
Piatkowski A, Drummer N,
Andriessen A, Ulrich D,
Pallua N. Randomized
controlled single center
study comparing a
polyhexanide
containing bio-cellulose
dressing with silver
sulfadiazine cream in
partial-thickness
dermal burns. Burns.
2011 Aug;37(5):800-4.
Epub 2011 Feb 23.
Terrill PJ, Goh RC, Bailey
MJ. Split-thickness skin
graft donor sites: a
comparative study of
two absorbent
dressings. J Wound Care.
2007 Nov;16(10):433-8.
Interazioni non note
Registered Nurses
Association of Ontario
Risk Assessment and
Management of
Pressure Ulcers.
Originally Published: 2002
Revised: 2011
Non note.
Interazioni non note
Non note.
Interazioni non note
König M, Vanscheidt W,
Augustin M, Kapp H.
Enzymatic versus
autolytic debridement
of chronic leg ulcers: a
prospective randomised
trial. J Wound Care. 2005
Jul;14(7):320-3.
Maggio G, Armenio A,
Ruccia F, Giglietto D,
Pascone M, Ribatti D. A
new protocol for the
treatment of the
chronic venous ulcers
Limitazioni d’uso:
ferite infette (sotto il
controllo dei sanitari).
58
of the lower limb. Clin
Exp Med. 2011 May 11.
[Epub ahead of print]
ZETUVIT PLUS
Cellulosa, polimeri idrofili,
TNT.
Ferite superficiali, molto
secernenti, acute e
croniche (come piaghe da
decubito, ulcus cruris,
tumori esulceranti, ecc.)
Ferite asciutte, ossa,
muscoli e tendini esposti.
Interazioni non note
//
59
Protocollo di utilizzo delle medicazioni avanzate
La scelta della medicazione deve essere effettuata sulla base della valutazione globale del
paziente e della lesione e in relazione agli obiettivi assistenziali definiti conseguentemente:
la guarigione non sempre è l’obiettivo prefissato (es. nei pazienti terminali è molto più
importante applicare un trattamento sintomatologico per la gestione di eventuale dolore,
male odore ecc.).
I tempi di sostituzione della medicazione indicati nel protocollo sono solo esemplificativi in
quanto correlati alla tipologia di ferita ed ai tempi di saturazione della medicazione stessa.
(si raccomanda di leggere attentamente le indicazioni delle ditte produttrici nella scelta
della medicazione più appropriata, al fine di evitare sprechi per esempio relativamente ai
tempi di permanenza in situ, al rischio di macerazione, al rischio di adesione al tessuto di
granulazione, al rischio di infezione ecc.).
Cute a rischio di ulcere da pressione
Obiettivo: ripristinare la vascolarizzazione nella zona interessata attraverso il corretto
posizionamento del paziente (fase reversibile) per prevenire l’insorgenza di lesioni.
Proteggere la 1. Detersione:detergere la cute delicatamente; asciugare tamponando.
cute con
2. Medicazione:
prodotti
• creme ad azione idratante (se la cute è secca) creme ad azione
adeguati allo
protettiva (se la cute è macerata)
stato della
• pellicole di poliuretano
cute
• idrocolloidi sottili come protezione alle lesioni da stiramento/attrito
3. Cambio medicazione:
Ogni 5 – 7 gg. in caso di utilizzo di idrocolloidi sottili o pellicole di
poliuretano
Ulcera in fase di riepitelizzazione
Lesione rosa: indica la riepitelizzazione.
In questa fase, è possibile osservare aree di riepitelizzazione di colore rosa traslucido al di
sopra del tessuto di granulazione, costituite da cellule epiteliali migranti dai bordi dell’ulcera
che avanzano in modo concentrico fino a unirsi. Il neoepitelio, nelle lesioni a spessore
parziale, si sviluppa anche sotto forma di isole all’interno della superficie della lesione.
Obiettivo: Favorire la ricostruzione tessutale proteggere la cute neoformata, fragile e
sottile. Promuovere un buon trofismo cutaneo
1. Detersione: Detersione con soluzione fisiologica/ringer/acqua sterile
2. Medicazione:
• Schiuma di Poliuretano (medio/alto essudato)
• Idrocolloide, schiuma di poliuretano sottile (basso essudato)
3. Cambio medicazione:
Ogni 2 – 3 gg in caso di utilizzo di schiuma di poliuretano o idrocolloidi.
60
Ulcera granuleggiante (detersa, basso essudato)
Lesione rossa: indica il tessuto di granulazione.
Il letto della lesione appare di colore rosso grazie alla presenza di tessuto di granulazione. Il
tessuto di granulazione “sano” ha un aspetto umido a bottoncini; essendo molto
vascolarizzato assume un colore rosso vivo o rosa intenso, stante ad indicare che la
cicatrizzazione sta progredendo normalmente.
Obiettivo: ridurre la quantità di essudato presente sul letto della ferita; prevenire
l’eccessivo essiccamento della lesione; prevenire la macerazione della cute perilesionale,
favorire la ricostruzione tessutale
1. Detersione: Detersione con soluzione fisiologica/ringer/acqua sterile; asciugare
tamponando;
2. Medicazione:
• Idrocolloidi, schiume sottili, collagene.
Se cavitarie:
• Idrocolloidi in pasta o schiume di poliuretano cavitarie, collagne.
• Pellicola di poliuretano come medicazione secondaria.
3. Cambio medicazione: 3-5 gg.
Ulcera granuleggiante (detersa medio–alto essudato)
Lesione rossa: indica il tessuto di granulazione.
Il letto della lesione appare di colore rosso grazie alla presenza di tessuto di granulazione. Il
tessuto di granulazione “sano” ha un aspetto umido a bottoncini; essendo molto
vascolarizzato assume un colore rosso vivo o rosa intenso, stante ad indicare che la
cicatrizzazione sta progredendo normalmente.
Obiettivo: ridurre la quantità di essudato presente sul letto della ferita; prevenire
l’eccessivo essiccamento della lesione; prevenire la macerazione della cute perilesionale,
favorire la ricostruzione tessutale
4. Detersione: Detersione con soluzione fisiologica/ringer/acqua sterile; asciugare
tamponando;
5. Medicazione:
• Idrocolloidi, schiume, alginati, idrofibra, collagene.
Se cavitarie:
• Idrocolloidi in pasta o schiume di poliuretano cavitarie, alginati, idrofibra, collagne.
• Pellicola di poliuretano come medicazione secondaria.
6. Cambio medicazione: Max 3 gg.
61
Lesione necrotica
essudato)
(nera,
asciutta,
a
basso
–
medio
Lesione nera: indica la necrosi secca.
Quando un’area di tessuto è deprivata di un adeguato apporto di ossigeno o nutrienti
diviene non vitale. Il tessuto devitalizzato ha la tendenza a disidratarsi, e via via che perde
umidità forma uno strato ispessito, per lo più duro, coriaceo, di color marrone o nero, che
aderisce saldamente al letto della lesione o ai margini dell’ulcera. Il tessuto disidratandosi si
contrae, mettendo in tensione i tessuti circostanti e causando dolore.
Obiettivo: rimozione del tessuto necrotico, non vitale (debridment).
1. Detersione: soluzione fisiologica/ringer/acqua sterile; asciugare tamponando;
2. Medicazione:
§
Idrogel coperto con film di poliuretano o idrocolloide.
§
Prodotti a base di collagenasi + medicazione secondaria con garze, da cambiare
ogni giorno
§
Rimozione chirurgica parziale o totale
Si ricorda che la necrosi del tallone è l’unica che non deve essere rimossa, a meno che non
ci sia fluttuazione, infiltrazione, edema o fuoriuscita di liquido dalla stessa.
Lesione asciutta (fondo pallido, arancione)
Manca la presenza di essudato.
Obiettivo: Promuovere un ambiente umido del letto della ferita
Detersione: : Detersione con soluzione fisiologica/ringer/acqua sterile; asciugare
tamponando;
1. Medicazione:
• Idrogeli + medicazione secondaria di schiuma di poliuretano sottile o idrocolloide sottile
• Idrocolloidi
2. Cambio medicazione:
Max 2 gg in caso di utilizzo degli idrogeli, a seconda del grado di idratazione del letto della
lesione; controllare la macerazione della cute perilesionale.
Max 5 gg, in caso di utilizzo degli idrocolloidi.
Lesione necrotica fibrinosa (a medio – alto essudato)
Indica la presenza di slough.
Il tessuto devitalizzato può presentarsi anche sotto forma di slough, un materiale che
aderisce al letto della lesione in filamenti o in ammassi ispessiti o mucillaginoso. Nella
lesione gialla il letto dell’ulcera appare di colore giallo, beige o biancastro a seconda della
variabilità nella combinazione dei componenti dello slough, un mix di tessuti devitalizzati,
materiale cellulare di sfaldamento, essudato, leucociti, e batteri. Se è presente una gran
quantità di globuli bianchi, lo slough tende ad assumere un aspetto cremoso, di colore
62
giallo.
Obiettivo: Rimozione del tessuto necrotico e conseguente ripristino del tessuto cutaneo e
sottocutaneo con controllo del processo infettivo.
Detersione: Detersione con soluzione fisiologica/ringer/acqua sterile ; asciugare
tamponando;
1. Medicazione:
Essudato moderato
• Medicazioni a contenuto salino
• Prodotti a base di collagenasi + medicazione secondaria con garze
• Idrogeli + medicazione secondaria in schiuma di poliuretano
• Idrocolloidi
Essudato abbondante
• Medicazioni a contenuto salino + medicazione secondaria in schiuma di poliuretano
• Alginato di Calcio (o Calcio/Sodio) + medicazione secondaria in schiuma di poliuretano
2. Cambio medicazione:
Max 2 gg, in caso di utilizzo degli idrogeli.
Max 3 gg, in caso di utilizzo degli idrocolloidi.
Giornalmente per tutte le altre tipologie di medicazione
Lesione infetta (a medio – alto essudato)
Lesione verde: indica la presenza di infezione/colonizzazione batterica
critica.
Le lesioni possono complicarsi con infezioni che diffondendosi ai tessuti profondi possono
causare celluliti, fasciti necrotizzanti, osteomieliti e batteriemie associate a rischio di
mortalità. Le manifestazioni cliniche delle infezioni delle lesioni da pressione possono essere
estremamente variabili e vanno dal ritardo nella cicatrizzazione alla presenza di intenso
eritema, calore, tensione locale con crepitio dei tessuti sottostanti, secrezione purulenta,
cattivo odore, ai segni sistemici della sepsi e dello shock settico.
Obiettivo: Abbattere la carica batterica
Detersione: Detersione giornaliera con soluzione fisiologica/ringer/acqua sterile,
asciugare tamponando
1. Medicazione:
• Fase di sbrigliamento con medicazioni a contenuto salino, alcune tipologie di idrogel
(solo se di tipo non occlusivo) e copertura con garze sterile
• Fase di medicazione con:
• Medicazioni a base di argento
• Antisettici/antibatterici topici
NON VANNO APPLICATE MEDICAZIONI OCCLUSIVE NELLE ULCERE CON
INFEZIONI CLINICAMENTE PROVATE (poliuretani, idrocolloidi, idrogeli su supporto
poliuretanico).
SCONSIGLIATO L’UTILIZZO DELLA GARZA IODOFORMICA, specie se in presenza
di grandi lesioni, perché provoca una cessione continua di iodio, citotossica.
3. Cambio medicazione:
Ogni 24 ore. In caso di medicazioni all’argento secondo le indicazioni del produttore.
63
Lesione sanguinante
(post – escarectomia o traumatica)
Obiettivo: Arrestare il sanguinamento
1. Detersione: giornaliera con soluzione fisiologica/ringer/acqua sterile, asciugare
tamponando.
2. Medicazione:
Sanguinamento modesto
• Alginati
Sanguinamento Abbondante
• Consultare il medico per la terapia del caso
Sanguinamento post–chirurgico
• Secondo le indicazioni del chirurgo
Dopo aver ottenuto l’emostasi, procedere secondo quanto precedentemente descritto.
3. Cambio medicazione:
Gli alginati vanno rimossi quando termina l’azione emostatica.
Seguire le indicazioni del chirurgo nel decorso post escarectomia (di solito le medicazioni post
chirurgiche sono rinnovate giornalmente).
Lesione riepitelizzata
Obiettivo: proteggere la cute neoformata, fragile e sottile. Promuovere un buon trofismo
cutaneo
1. Detersione: non necessaria
Ispezione quotidiana della cute, attenzione alle recidive
Cura della cute: creme ad azione barriera in caso di macerazione, creme idratanti in caso
di secchezza, utilizzo di idrocolloidi sottili come prevenzione
2. Cambio medicazione:
Giornaliera in caso di utilizzo di creme;
Ogni 3-4 gg in caso di utilizzo di idrocolloidi o pellicole di poliuretano.
64
Evidenze a sostegno dell’utilizzo delle principali categorie di medicazioni
Caratteristiche degli studi inclusi: medicazioni a contenuto salino
Autore
CM da Costa Santos
2010
Systematic review
Tipo di
lesione
Lesioni
oncologiche
(Upright 1994)
Popolazione
Setting
Periodo di
follow up
Intervento
Confronto
Outcomes
6 pazienti nel
gruppo
sperimentale
5 pazienti nel
gruppo di
controllo
6 pazienti nel
gruppo
sperimentale
5 pazienti nel
gruppo di
controllo
48 pazienti
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazione con
contenuto salino
(Mesalt Molnlyke)
Lavaggio frequente
con soluzione
fisiologica
Dolore
Odore
Ospedale
Non
dichiarato
Metronidazolo 0.8%
+ placebo
Metronidazolo 0.75%
Odore
Ospedale
14 giorni
Metronidazolo 0.75%
//
Dolore
Odore
16 pazienti
Ospedale
Non
dichiarato
Metronidazolo 0.75%
//
Odore
Lesioni
oncologiche
(Kuttan 1987)
111 pazienti
Ospedale
Non
dichiarato
Pomata a base di
curcuma
//
Odore
Lesioni
oncologiche
(Lund-Nielsen
2005)
12 pazienti
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazioni a base di
carbone
//
Odore
Lesioni
oncologiche
(Kuge 1996)
8 pazienti
Ospedale
Non
dichiarato
Metronidazolo 0.8%
//
Odore
Lesioni
oncologiche
(Bower 1992)
Lesioni
oncologiche
(Finlay 1996)
Lesioni
oncologiche
(Kalinski 2005)
65
Caratteristiche degli studi inclusi: medicazioni in alginato
Autore
Belmin J 2002
RCT
Palfreyman SSJ 2006
Systematic Review
Tipo di
lesione
Lesioni da
pressione di
grado III o IV
secondo la
class.ne Yarkony
con una
superficie in fase
di granulazione
>50%
Lesioni vascolari
venose
(Limova 2003)
Lesioni vascolari
venose con
indice ABI >0.8
e superficie <10
cm2
(Moffat 1992a)
Lesioni vascolari
venose
(Scurr)
Lesioni vascolari
venose
(Stacey 1997)
Vermulen H 2004
Systematic Review
Steenfos HH 1998
RCT
Ferita chirurgica
da escissione di
sinus pilonidale
(Guillotreau
1996)
Sito di espianto
di cute (donor
site)
Popolazione
Setting
Periodo di
follow up
Intervento
Confronto
57 pazienti nel
gruppo
sperimentale
53 pazienti nel
gruppo di
controllo
Ospedale
8 settimane
Alginato di calcio
(Urgosorb Urgo)
Per le prime 4 sett.ne
Idrocolloide
(Algoplaque Urgo)
Per le seconde 4
sett.ne
Idrocolloide
(Duoderm Convatec)
Per 8 sett.ne
19 pazienti
10 gruppo
sperimentale
9 gruppo di
controllo
60 pazienti
30 gruppo
sperimentale
30 gruppo di
controllo
Territorio
6 settimane
Alginato
(Tegagen HG)
Alginato
(Sorbsan)
Territorio
12 settimane
Alginato
(Tegagel)
Medicazione in
viscosa
40 pazienti
20 gruppo
sperimentale
20 gruppo di
controllo
133 pazienti
43 gruppo
sperimentale
44 gruppo di
controllo A
46 gruppo di
controllo B
70 pazienti
Territorio
6 settimane
Alginato di calcio
(Sorbsan)
Idrocolloidi
(DuoDerm)
Territorio
Non
dichiarato
Alginato
(Kaltosalt)
A – Ossido di Zn
Viscopasta
Ospedale
Non
dichiarato
Alginato di calcio
Garze impregnata di
iodiopovidone
17 pazienti
Ospedale
6 giorni
Alginato di calcio
(Comfeel SeaSorb)
Garza impregnata di
paraffina
(Jelonet)
Outcomes
Riduzione
dell’area
dell’ulcera,
facilità di
rimozione della
medicazione,
tolleranza da
parte dei
pazienti
Guarigione
dell’ulcera
Riduzione
dell’area
dell’ulcera
Guarigione
dell’ulcera
Guarigione
dell’ulcera
Riduzione
dell’area
dell’ulcera
Guarigione
dell’ulcera
B - Ossido di Zn
acoband
guarigione della
ferita
dolore
soddisfazione del
paziente
guarigione della
ferita
66
Caratteristiche degli studi inclusi: medicazioni in idrocolloidi
Autore
Meaume S 2005
RCT
Smeets R 2008
Brown- Etris M 2008
Nelson EA 2007
Heyneman A 2007
Systematic Review
Tipo di
lesione
Popolazione
Setting
Periodo di
follow up
Intervento
Confronto
Outcomes
Lesioni vascolari
venose ad
eziologia mista
con tessuto di
granulazione
superiore al 50%
dell’area della
lesione
Lesioni vascolari
venose
47 pazienti nel
gruppo
sperimentale
44 pazienti nel
gruppo di
controllo
Multicentrico
ospedale/territorio
8 settimane
Idrocolloide
(Urgotul Urgo)
Idrocolloide
(Duoderm Convatec)
Guarigione,
facilità alla
rimozione della
medicazione
27 pazienti:
∗ 17 gruppo
sperimentale
∗ 10 gruppo di
controllo
Non dichiarato
Non
dichiarato
Matrice di
collagene/cellulosa
ossigenata e
rigenerata
Idrocolloidi
Lesioni da
pressione stadio
II e III (non
dichiarata la
scala di
valutazione delle
lesioni da
pressione) con
essudato
moderato
Lesioni vascolari
venose di
almeno 1 cm e
presenti da >8
sett. Con indice
ABI >0.8
72 pazienti:
∗ 35 – gruppo
sperimentale
∗ 37 – gruppo di
controllo
5 centri:
∗ assistenza
domiciliare
∗ nursing home
∗ wound care
clinic
8 settimane
Medicazione acrilica
assorbente
(TAAD 3M Company)
Idrocolloidi
(Duoderm CGF
ConvaTec)
Concentrazione
delle
metalloproteasi
nell’essudato
Tasso di
guarigione
Guarigione delle
ferite
Riduzione
dell’area delle
ferite
Facilità di
applicazione
Comfort del
paziente
245 pazienti
2 centri di
assistenza di
comunità
40 mesi
Detersione con acqua
di rubinetto e
idratazione cutanea
con olio di arachidi o
di oliva +
Pentoxyfillina/placebo
Knitted viscose
Detersione con acqua
di rubinetto e
idratazione cutanea
con olio di arachidi o
di oliva +
Pentoxyfillina/placebo
Idrocolloidi
(Duoderm CGF
ConvaTec)
Guarigione delle
ferite
Eventi avversi/
complicanze
Lesioni da
pressione
(Alm 1989)
Randomizzati 50
pazienti non
definito lo stadio
della lesione
Ospedale
3 mesi
Idrocolloidi
Garze impregnate di
soluzione salina
Lesioni da
pressione
(Neill 1989)
Randomizzati 65
pazienti con
lesioni di grado
Ospedale –
Nursing Home
2 mesi
Idrocolloidi
Garze impregnate di
soluzione salina
Riduzione
dell’area
dell’ulcera
Tempo di
guarigione
Tempo di
guarigione
Complicanze
67
II – III secondo
la classificazione
SHEA
Lesioni da
pressione
(Xakellis 1992)
Lesioni da
pressione
(Colwell 1993)
Lesioni da
pressione
(Chang 1998)
Lesioni da
pressione
(Bale 1997)
Lesioni da
pressione
(Thomas 1998)
Lesioni da
pressione
(Bale 1998)
Lesioni da
pressione
(Seeley 1999)
Lesioni da
pressione
(Day 1995)
Lesioni da
pressione
Randomizzati 39
pazienti con
lesioni di grado
II – III secondo
la classificazione
SHEA
Randomizzati 70
pazienti non
definito lo stadio
della lesione
Randomizzati 34
pazienti non
definito lo stadio
della lesione
Randomizzati 60
pazienti con
lesioni di grado
II – III secondo
la classificazione
Stirling
Randomizzati 99
pazienti con
lesioni di grado
II – III secondo
la classificazione
Stirling
Randomizzati 32
pazienti con
lesioni di grado
II – III secondo
la classificazione
NPUAP
Randomizzati 39
pazienti con
lesioni di grado
II – III secondo
la classificazione
NPUAP
Randomizzati 96
pazienti con
lesioni di grado
II – III secondo
la classificazione
NPUAP
Randomizzati 61
pazienti non
Nursing Home
10 settimane
Idrocolloidi
Garze impregnate di
soluzione salina
Non dichiarati
Ospedale
2 mesi
Idrocolloidi
Garze impregnate di
soluzione salina
Non dichiarati
Ospedale
2 mesi
Idrocolloidi
Garze impregnate di
soluzione salina
Capacità di
assorbimento
Dolore
Ospedale
1 mese
Idrocolloidi
Schiuma di
poliuretano
Capacità di
assorbimento
Facilità di
applicazione
Ospedale
2 mesi
Idrocolloidi
Schiuma di
poliuretano
Non dichiarati
Home care
1 mese
Idrocolloidi
Schiuma di
poliuretano
Non dichiarati
Wound clinic
2 mesi
Idrocolloidi
Schiuma di
poliuretano
Tempo di
medicazione
Ospedale
Non
dichiarato
Idrocolloidi
Idrocolloidi
Guarigione
dell’ulcera
Facilità di
aplicazione
Ospedale
2 mesi
Idrocolloidi
Idrocolloidi
Non dichiarati
68
(Routkovsky
1996)
Lesioni da
pressione
(Seaman 2000)
Lesioni da
pressione
(Banks 1998a)
Lesioni da
pressione
(Banks 1998b)
Lesioni da
pressione
(van Leen 1999)
Lesioni da
pressione
(Kim 1996)
Lesioni da
pressione
(Hondè 1994)
Lesioni da
pressione
(Thomas 2005)
Lesioni da
pressione
(Belmin 2002)
dichiarato il
grado della
lesione
Randomizzati 35
pazienti con
lesioni di grado
II secondo la
classificazione
NPUAP
Randomizzati 34
pazienti non
dichiarato il
grado della
lesione
Randomizzati 22
pazienti non
dichiarato il
grado della
lesione
Randomizzati 23
pazienti non
dichiarato il
grado della
lesione
Randomizzati 44
pazienti con
lesioni di grado I
– II secondo la
classificazione
NPUAP
Randomizzati
168 pazienti con
lesioni di grado
II – III – IV
secondo la
classificazione
SHEA
Randomizzati 41
pazienti non
dichiarato il
grado della
lesione
classificazione
Randomizzati
110 pazienti con
lesioni di grado
III – IV secondo
la classificazione
Home care
Nursing Home
Non
dichiarato
Idrocolloidi
Idrocolloidi
Guarigione
dell’ulcera
Tasso di
riduzione
dell’area
dell’ulcera
Facilità di
applicazione
della
medicazione
Home care
6 settimane
Idrocolloidi
Medicazione
tradizionale
Ospedale
6 settimane
Idrocolloidi
Medicazione
tradizionale
Ospedale
16 settimane
Idrocolloidi
Enzimi proteolitici
Clinica di
riabilitazione
Non
dichiarato
Idrocolloidi
Garza +
iodiopovdone
Tempo di
applicazione
della
medicazione
Ospedale
8 settimane
Idrocolloidi
Medicazione
biosintetica
Tempo di
guarigione
dell’ulcera
Nursing home,
wound clinic,
clinica di
riabilitazione
12 settimane
Idrocolloidi
Radioterapia
Non dichiarati
Ospedale
8 settimane
Idrocolloidi
Alginato
Riduzione
dell’area
dell’ulcera
∗ Dolore
Facilità di
applicazione
della
medicazione
Dolore
Guarigione
dell’ulcera
69
Lesioni da
pressione
(Hollisaz 2004)
Lesioni da
pressione
(Mulder 1993)
Yarkony
Randomizzati 83
pazienti con
lesioni di grado I
– II secondo la
classificazione
SHEA o NPUAP
Randomizzati 67
pazienti non
dichiarato il
grado della
lesione
classificazione
Nursing home
Home care
8 settimane
Idrocolloidi
Phenytoin o garza
imbevuta di soluzione
salina
Guarigione
dell’ulcera
Ospedale wound
clinic
8 settimane
Idrocolloidi
Idrogel o garza
imbevuta di soluzione
salina
Non dichiarati
guarigione della
ferita
dolore
complicanze
costi
soddisfazione del
paziente
Guarigione
dell’ulcera
Riduzione
dell’area
dell’ulcera
tempo di
guarigione
dolore
Guarigione
dell’ulcera
Vermulen 2004
Systematic Review
Ferita chirurgica
da escissione di
sinus pilonidale
(Viciano 2000)
38 pazienti
operati in
elezione
Ospedale
Non
dichiarato
Idrocolloidi
(Comfeel)
Garza imbevuta di
iodiopovidone
Palfreyman SSJ 2006
Systematic Review
Lesioni vascolari
venose
(Arnold 1994)
70 pazienti
35 gruppo
sperimentale
35 gruppo di
controllo
Territorio
10 settimane
Idrocolloidi
(Duoderm)
Trattamento
standard
(garze impregnate di
Betadine)
Lesioni vascolari
venose
(Backhouse
1987)
56 pazienti
28 gruppo
sperimentale
28 gruppo di
controllo
100 pazienti 50
gruppo
sperimentale 50
gruppo di
controllo
80 pazienti
Home care +
territorio
12 settimane
Idrocolloidi
(Granuflex)
+ bendaggio
elastocompressivo
Trattamento
standard +
bendaggio
elastocompressivo
Wound clinics
13 settimane
Idrocolloidi
(Granuflex)
Schiuma di
poliuretano
(Tielle)
Territorio
12 settimane
Idrocolloidi
(Granuflex)
Schiuma di
poliuretano
(Lyofoam)
Guarigione
dell’ulcera
Riduzione
dell’area
dell’ulcera
Guarigione
dell’ulcera
Facilità di
rimozione
Comfort dei
pazienti
Dolore alla
rimozione
75 pazienti
Studio
6 settimane
∗ Riduzione dell’area
A - Idrocolloidi
Guarigione
Lesioni vascolari
venose con
indice ABI >0.8
(Banks 1996)
Lesioni vascolari
venose con
indice ABI >0.8
(Bowszyc 1995)
Lesioni vascolari
70
venose
(Freak 1992)
25 gruppo
sperimentale
25 gruppo di
controllo A
25 gruppo di
controllo B
110 pazienti
55 gruppo
sperimentale
55 gruppo di
controllo
72 pazienti
36 gruppo
sperimentale
36 gruppo di
controllo
153 pazienti
56 gruppo
sperimentale
48 gruppo di
controllo A
49 gruppo di
controllo B
31 pazienti
17 gruppo
sperimentale
14 gruppo di
controllo
multicentrico
Wound clinics
8 settimane
Idrocolloidi
(Tegasorb)
Idrocolloidi
(DuoDerm)
Guarigione
dell’ulcera
Riduzione
dell’area
dell’ulcera
Lesioni vascolari
venose
(Lindholm 1994)
28 pazienti
Territorio
6 settimane
Idrocolloidi
Sostituiti 1 volta
/settimana
Garze
Sostituite tutti i
giorni
Lesioni vascolari
venose
(Meredith 1988)
50 pazienti
25 gruppo
sperimentale
25 gruppo di
controllo
Territorio
6 settimane
Idrocolloidi
(Granuflex)
Garze impregnate di
paraffina
(Jelonet)
Lesioni vascolari
venose con
indice ABI >0.8
(Moffat 1992b)
60 pazienti
30 gruppo
sperimentale
30 gruppo di
controllo
200 pazienti
98 gruppo
sperimentale
102 gruppo di
controllo
Wound clinics
12 settimane
Idrocolloidi
(Comfeel)
Medicazione in
viscosa
Riduzione
dell’area
dell’ulcera
Dolore
Guarigione
dell’ulcera
Riduzione
dell’area
dell’ulcera
Costi delle
medicazioni
Guarigione
dell’ulcera
Tassi di
guarigione
Wound clinics
24 settimane
Idrocolloidi
(Granuflex)
Medicazione in
viscosa
Lesioni vascolari
venose
(Greguric 1994)
Lesioni vascolari
venose
(Groemwald
1984)
Lesioni vascolari
venose
(Hansson 1998)
Lesioni vascolari
venose
(Limova 2002)
Lesioni vascolari
venose con
indice ABI >0.8
(Nelson 1995)
dell’ulcera
(Comfeel)
B -Medicazioni non
aderenti
Territorio
Non
dichiarato
Idrocolloidi
(Varesive)
Medicazioni non
aderenti
Territorio
8 settimane
Trattamento standard
Non descritto
Idrocolloidi
Territorio
12 settimane
Cadexomero iodico
A - Idrocolloidi
B -Medicazioni non
aderenti in paraffina
dell’ulcera
Riduzione
dell’area
dell’ulcera
Guarigione
dell’ulcera
Riduzione
dell’area
dell’ulcera
Riduzione
dell’area
dell’ulcera
Guarigione
dell’ulcera
Riduzione
dell’area
dell’ulcera
Guarigione
dell’ulcera
71
Lesioni vascolari
venose
(Smith 1992)
Lesioni vascolari
venose
(Smith 1994)
Lesioni vascolari
venose
con indice ABI
>0.9
(Veraart 1994)
Lesioni vascolari
venose
(Vincent)
200 pazienti
99 gruppo
sperimentale
101 gruppo di
controllo
40 pazienti
22 gruppo
sperimentale
18 gruppo di
controllo
Wound clinics
4 mesi
Idrocolloidi
(Biofilm)
Garze impregnate di
paraffina
(Jelonet)
Guarigione
dell’ulcera
Costi delle
medicazioni
Territorio
6 settimane
Idrocolloidi
(Granuflex)
Alginati
38 pazienti
19 gruppo
sperimentale
19 gruppo di
controllo
29 pazienti
16 gruppo
sperimentale
13 gruppo di
controllo
Territorio
8 settimane
Idrocolloidi
(Comfeel)
Idrocolloidi
(Granuflex)
Guarigione
dell’ulcera
Riduzione
dell’area
dell’ulcera
Costi delle
medicazioni
Guarigione
dell’ulcera
Territorio
6 settimane
Idrocolloidi
(DuoDerm)
Idrocolloidi
(Comfeel)
Riduzione
dell’area
dell’ulcera
72
Caratteristiche degli studi inclusi: medicazioni in carbossimetilcellulosa
Autore
Dumville JC 2011
Systematic Review
Tipo di
lesione
Ferite
chirurgiche
ginocchio ed
anca (Cosker
2005)
Ferite
chirurgiche per
intervento neuro
o
cardiovascolare
(De Win 1998)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
generale
(Gardezi 1983)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia spinale,
ortopedica,
addominale
(Hewlett 1996)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
addominale
>5cm
(Holm 1998)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
ernia inguinale
(Law 1987)
Popolazione
Setting
100 pazienti nel
gruppo
sperimentale
100 pazienti nel
gruppo di
controllo A
100 pazienti nel
gruppo di
controllo B
6 pazienti nel
gruppo
sperimentale
8 pazienti nel
gruppo di
controllo
50 pazienti nel
gruppo
sperimentale
50 pazienti nel
gruppo di
controllo
39 pazienti nel
gruppo
sperimentale
37 pazienti nel
gruppo di
controllo
Ospedale
Periodo di
follow up
10 giorni
Intervento
Medicazione
assorbente standard
(Primapore; Smith &
Nephew).
Confronto
Controllo A
Film di PU
(Tegaderm 3M)
Outcomes
Infezione del sito
chirurgico
Controllo B
Film di PU
(Opsite Smith &
Nephew)
Ospedale
10 giorni
Medicazione
assorbente (Mepore;
Mölnlycke Health
Care)
Film di PU
(Tegaderm 3M)
Infezione del sito
chirurgico, costi,
dolore
Ospedale
Non definito
Medicazione
assorbente
Film di PU
Infezione del sito
chirurgico,
dolore
Ospedale
10 giorni
Medicazione
assorbente (Mepore;
Mölnlycke Health
Care)
Film di PU
(Opsite Smith &
Nephew)
Infezione del sito
chirurgico,
dolore, costi
37 pazienti nel
gruppo
sperimentale
36 pazienti nel
gruppo di
controllo
Ospedale
3 mesi
Medicazione
assorbente (Mepore;
Mölnlycke Health
Care)
Idrocolloidi
(Comfeel Coloplast)
Infezione del sito
chirurgico,
dolore, numero
cambi di
medicazione
59 pazienti nel
gruppo
sperimentale
54 pazienti nel
gruppo di
controllo A
53 pazienti nel
Ospedale
Non definito
Garza
Controllo A
Film di PU
(Opsite Smith &
Nephew)
Infezione del sito
chirurgico, costi
Controllo B
Ferita scoperta
73
gruppo di
controllo B
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
ortopedica
(Lawrentschuk
2002)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia plastica
ricostruttiva
(Michie 1994)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
toracica
(Moshakis 1984)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
addominale
(Persson 1995)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
oncologica al
collo
(Phan 1993)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
addominale
(Rohde 1979)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
addominale
(Shinohara
2008)
Ferite
chirurgiche per
(veniva applicata la
garza in caso di
secrezioni)
Garza impregnata di
paraffina
(Jelonet)
25 pazienti nel
gruppo
sperimentale
25 pazienti nel
gruppo di
controllo
Ospedale
5 giorni
Medicazione
assorbente non
aderente
(Interpose)
28 pazienti nel
gruppo
sperimentale
28 pazienti nel
gruppo di
controllo
59 pazienti nel
gruppo
sperimentale
61 pazienti nel
gruppo di
controllo
30 pazienti nel
gruppo
sperimentale
31 pazienti nel
gruppo di
controllo
86 pazienti nel
gruppo
sperimentale
93 pazienti nel
gruppo di
controllo
Ospedale
7 mesi
Garza
Idrocolloide
(DuoDerm Convatec)
Ospedale
8 giorni
Garza
Film di PU
(Tegaderm 3M)
Ospedale
Fino alla
dimissione
Ferita scoperta dal
giorno successivo
all’intervento
Film di PU
(Opsite Smith &
Nephew)
Ospedale
20 giorni
Garza
Veselina pura
(Qualifar)
46 pazienti nel
gruppo
sperimentale
44 pazienti nel
gruppo di
controllo
71 pazienti nel
gruppo
sperimentale
63 pazienti nel
gruppo di
controllo
Ospedale
Non definito
Garza
Film di PU
(Opsite Smith &
Nephew)
Ospedale
3 mesi
Garza
Idrocolloide
(Karayahesive,
Alcare)
80 pazienti nel
gruppo
Ospedale
6 settimane
Medicazione
assorbente (Mepore;
Medicazione in
carbossimetilcellulosa
Infezione del sito
chirurgico
Infezione del sito
chirurgico,
dolore,
accettazione da
parte del
paziente
Dolore,
accettazione da
parte del
paziente
Infezione del sito
chirurgico, costi,
dolore,
accettazione da
parte del
paziente
Infezione del sito
chirurgico
Infezione del sito
chirurgico, costi,
dolore,
accettazione da
parte del
paziente
Infezione del sito
chirurgico
Infezione del sito
chirurgico
74
interventi di
chirurgia
vascolare
(Vogt 2007)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
cardiochirurgia
(Wikblad 1995)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
cardiochirurgia
(Wynne 2004)
sperimentale
80 pazienti nel
gruppo di
controllo
92 pazienti nel
gruppo
sperimentale
77 pazienti nel
gruppo di
controllo
243 pazienti nel
gruppo
sperimentale
267 pazienti nel
gruppo di
controllo A
227 pazienti nel
gruppo di
controllo B
Mölnlycke Health
Care)
(Aquacel; ConvaTec)
rimozione
Ospedale
5 giorni
Medicazione
assorbente
Idrocolloide
(DuoDerm Convatec)
Infezione del sito
chirurgico,
dolore, facilità di
rimozione
Ospedale
4 settimane
Medicazione
assorbente
(Primapore; Smith &
Nephew)
Controllo A
Idrocolloide
(DuoDerm Convatec
Infezione del sito
chirurgico, costi,
facilità di
rimozione
Controllo B
Film di PU
(Opsite Smith &
Nephew)
75
Caratteristiche degli studi inclusi: medicazioni in gel idrofilo
Autore
Dumville JC, 2011Syst
Rev.
Tipo di
lesione
Lesioni al piede
diabetico
(D’Hemecourt
1998)
Lesioni al piede
diabetico
(Jensen 1998)
Lesioni al piede
diabetico
(Markevich
2000)
Lesioni al piede
diabetico
(Vandeputte
1997)
Lesioni al piede
diabetico
(Whalley 2001)
Edwards J 2010
Systematic Review
Lesioni al piede
diabetico
(D’Hemecourt
1998)
Popolazione
Setting
Periodo di
follow up
20 settimane
Intervento
Idrogel (NaCMC
hydrogel) associato al
miglior wond care
secondo la best
practice locale.
Confronto
Controllo A
miglior wond care
secondo la best
practice locale.
Outcomes
70 pazienti nel
gruppo
sperimentale
68 pazienti nel
gruppo di
controllo A
34 pazienti nel
gruppo di
controllo B
Multicentrico
ospedale/territorio
14 pazienti nel
gruppo
sperimentale
17 pazienti nel
gruppo di
controllo
70 pazienti nel
gruppo
sperimentale
70 pazienti nel
gruppo di
controllo
15 pazienti nel
gruppo
sperimentale
14 pazienti nel
gruppo di
controllo
32 pazienti nel
gruppo
sperimentale
34 pazienti nel
gruppo di
controllo
68 pazienti nel
gruppo
sperimentale
70 pazienti nel
gruppo di
controllo A
34 pazienti nel
Territorio
16 settimane
Idrogel (Carrington
Laboratories, Inc)
Territorio
10 giorni
Idrogel
Larve di Lucilia
sericata
Guarigione,
riduzione
dell’area
dell’ulcera
Territorio
12 settimane
Detersione dell’ulcera
con soluzione salina e
idrogel (Elasto gel)
Garza impregnata di
clorexidina.
Guarigione
dell’ulcera,
eventi avversi,
costi, qualità di
vita, amputazioni
Territorio
10 settimane
Idrogel
(Purilon gel
(Coloplast)
Idrogel
(IntraSite gel Smith
& Nephew)
Guarigione
dell’ulcera,
eventi avversi,
costi, qualità di
vita, amputazioni
Multicentrico
ospedale/territorio
20 settimane
Idrogel (NaCMC
hydrogel) associato al
miglior wond care
secondo la best
practice locale.
Controllo A
miglior wond care
secondo la best
practice locale.
Guarigione
dell’ulcera,
eventi avversi,
costi, qualità di
vita, amputazioni
Controllo B
miglior wond care
secondo la best
practice locale. +
becaplermin gel (100
•g/g).
Garza impregnata di
soluzione salina
Guarigione
dell’ulcera,
eventi avversi,
costi, qualità di
vita, amputazioni
Guarigione
dell’ulcera,
eventi avversi,
costi, ,
amputazioni
Controllo B
miglior wond care
76
gruppo di
controllo B
Lesioni al piede
diabetico
(Jensen 1998)
Lesioni al piede
diabetico
(Markevich
2000)
Lesioni al piede
diabetico
(Piaggesi 1998)
Lesioni al piede
diabetico
(Vandeputte
1997)
Lesioni al piede
diabetico
(Whalley 2001)
Dumville JC 2009
Armstrong DG 2009
Lesioni
vascolari:
§ Lesioni
vascolari
venose
§ Lesioni
vascolari
arteriose
§ Lesioni
vascolari
miste
§ Dimensioni <
5 cm2
§ ABPI > 0.6
Lesioni vascolari
venose:
secondo la best
practice locale. +
becaplermin gel (100
•g/g).
Garza impregnata di
soluzione salina
14 pazienti nel
gruppo
sperimentale
17 pazienti nel
gruppo di
controllo
70 pazienti nel
gruppo
sperimentale
70 pazienti nel
gruppo di
controllo
20 pazienti nel
gruppo
sperimentale
21 pazienti nel
gruppo di
controllo
15 pazienti nel
gruppo
sperimentale
14 pazienti nel
gruppo di
controllo
32 pazienti nel
gruppo
sperimentale
34 pazienti nel
gruppo di
controllo
Randomizzati
267 pazienti di
cui:
94 – braccio A
86 – braccio B
87 – braccio C
Territorio
16 settimane
Idrogel (Carrington
Laboratories, Inc)
Guarigione
dell’ulcera,
eventi avversi,
costi, ,
amputazioni
Territorio
10 giorni
Idrogel
Larve di Lucilia
sericata
Guarigione,
riduzione
dell’area
dell’ulcera
Ospedale
Non
specificato
Debridement
chirurgico
Trattamento
conservativo con
controllo della
pressione
Guarigione,
infezione,
reulcerazioni
Territorio
12 settimane
Detersione dell’ulcera
con soluzione salina e
idrogel (Elasto gel)
Garza impregnata di
clorexidina.
Guarigione
dell’ulcera,
eventi avversi,
costi, qualità di
vita, amputazioni
Territorio
10 settimane
Idrogel
(Purilon gel
(Coloplast)
Idrogel
(IntraSite gel Smith
& Nephew)
Guarigione
dell’ulcera,
eventi avversi,
costi, qualità di
vita, amputazioni
Studio
multicentrico
(18 centri)
∗ Nursing Home
∗ Hospital
∗ Ass. Domiciliare
Condotto da
luglio 2004 a
maggio 2007
a) Larve “libere”
(Zoobiotic Bridgent –
Galles)
b) Larve
“Insaccate”
(Biomonde Barsbuttel
– Germania)
c) Idrogel
(Purilon Coloplast Danemark)
Guarigione
Tempo di
debridement
Qualità di vita
Carica batterica
Dolore
Randomizzati
108 pazienti (54
Studio
multicentrico
12 settimane
Detersione con acqua
del rubinetto.
Detersione con acqua
del rubinetto.
Rimozione dello
slough (a 4
77
∗ dimensioni <
100 cm2
∗ > 50%
dell’ulcera
ricoperata di
slough
per braccio)
Gethin G 2009
Lesioni vascolari
venose:
∗ 50%
dell’ulcera
ricoperata di
slough
∗ ABPI > 0.8
Randomizzati
156 pazienti (78
x braccio dello
studio)
Studio
multicentrico
Febbraio 2003
– gennaio
2006
Gethin G 2007
Lesioni vascolari
venose:
∗ 50%
dell’ulcera
ricoperata di
slough
∗ area
dell’ulcera
<100 cm2
Lesioni miste
con almeno il
50% dell’area
ricoperta di
slough e con
area dell’ulcera
<100 cm2
Lesioni piede
diabetico
neuropatico con
necrosi
(Jensen 1998)
Randomizzati
108 pazienti (54
x braccio dello
studio)
Studio
multicentrico
Condotto in
ospedale e
comunità
4 settimane
Randomizzati 87
pazienti:
40 gruppo
sperimentale
42 gruppo di
controllo
Assistenza di
comunità
Randomizzati 31
pazienti: 14
gruppo
sperimentale
17 gruppo di
controllo
Randomizzati
140 pazienti:
70per braccio
74 pazienti:
38 gruppo
sperimentale
36 gruppo di
Ingle 2006
Edwards 2009
Systematic review
Palfreyman S 2007
Systematic review
Lesioni piede
diabetico di
almeno 1 cm con
necrosi
(Markevich
2000)
Lesioni vascolari
(Skog 1983)
∗ Ambulatori per
la cura delle
ulcere vascolari
∗ Ospedali per
acuti di
comunità
∗ Cliniche per la
cura delle
ulcere vascolari
Applicazione di miele
di Manuka 5 gr/20
cm2
Applicazione di
idrogel 3 gr/20 cm2
settimane)
Medicazione
secondaria schiuma
di poliuretano
(Allevyn) +
bendaggio
elastocompressivo
Detersione con acqua
del rubinetto tiepida.
Applicazione di
medicazione al miele
(Woundcare 18+
Comvita New Zeland)
5 gr/20 cm2
1 volta/settimana
Miele di Manuka +
bendaggio
elastocompressivo
Medicazione
secondaria schiuma
di poliuretano
(Allevyn) +
bendaggio
elastocompressivo
Detersione con acqua
del rubinetto tiepida.
Applicazione di
idrogel (IntraSite gel
Smith & Nephew) 3
gr/20 cm2
1 volta/settimana
Idrogel
(Intrasite) +
bendaggio
elastocompressivo
Guarigione
dell’ulcera
Fino alla
completa
guarigione
Miele + aloe vera
(Monofloral)
Idrogel
Intrasite)
Tempo di
guarigione
Studio
monocentrico
12 – 20
settimane
Idrogel
Garze bagnata con
soluzione salina
Studio
multicentrico
30 mesi
Larve
Idrogel
Guarigione delle
ulcere
Riduzione della
superficie
dell’ulcera > al
50%
Incidenza di
nuove lesioni
Eventi avversi /
complicanze
Studio
multicentrico e
multinazionale
6 mesi
Idrogel
Trattamento
standard
Guarigione della
ferita (a 12
settimane)
Tasso di
guarigione dopo
12 settimane di
trattamento
Guarigione delle
ulcere
Tassi di
guarigione
78
Lesioni vascolari
(Eriksson 1984)
10 mesi
a.
Detersione con
soluzione salina
+ Idrogel
(Debrisan pasta)
b. Cute porcina +
foglio di allminio
Idrogel A
(Clinagel)
c.
Bendaggio
all’ossido di zinco
Tassi di
guarigione
Idrogel B
(Debrisan pasta)
Mediana della
riduzione
dell’ulcera
148 partecipanti:
73 braccio
sperimentale
75 braccio di
controllo
Studio
monocentrico
4 settimane
Lesioni vascolari
(Tarvainen
1988)
27 pazienti:
19 braccio
sperimentale
13 braccio di
controllo
63 partecipanti:
39 braccio
sperimentale
24 braccio di
controllo
153 partecipanti:
56 braccio A
sperimentale
48 braccio di
controllo B
49 braccio di
controllo C
78 braccio
sperimentale
64 braccio di
controllo
Studio
monocentrico
8 settimane
Idrogel A
Idrogel B
Tassi di
guarigione
Studio
monocentrico
28 giorni
Idrogel
Idrocolloidi
Riduzione
dell’area delle
ulcere
Studio
multicentrico e
multinazionale
12 settimane
a.
b.
c.
Riduzione
dell’area delle
ulcere
Studio
multicentrico e
multinazionale
2 settimane
Gel idrofilo associato
ad altre sostanze
(Prontosan® Wound
Gel)
Idrogel
15 braccio
sperimentale
15 braccio di
controllo
Ospedale
3 mesi
Gel idrofilo associato
ad altre sostanze
(Vulnamin gel
Errekappa)
Idrogel
Lesioni vascolari
(Hansson 1998)
Abbruzzese L, 2008
RCT
Studio
monocentrico
Lesioni vascolari
(Hornemann
1987)
Lesioni vascolari
(Grothewohl
1994)
Valenzuela AR, 2008
RCT
controllo
53 pazienti:
20 braccio a.
20 braccio b.
13 braccio c.
Lesioni da
pressione e
lesioni croniche
con
colonizzazione
critica
Lesioni
neuropatiche agli
arti inferiori
Idrogel
Idrocolloidi
Medicazioni a
bassa aderenza
Riduzione
dell’area delle
ulcere, carica
batterica, dolore,
tessuto di
granulazione
Riduzione
dell’area delle
ulcere
79
Caratteristiche degli studi inclusi: medicazioni in film di poliuretano
Autore
Tipo di
lesione
Terrill PJ 2007
RCT
Lesioni da
espianto cutaneo
(Donor site)
Dumville JC 2011
Systematic Review
Ferite
chirurgiche
ginocchio ed
anca (Cosker
2005)
Ferite
chirurgiche per
intervento neuro
o
cardiovascolare
(De Win 1998)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
generale
(Gardezi 1983)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia spinale,
ortopedica,
addominale
(Hewlett 1996)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
addominale
>5cm
(Holm 1998)
Ferite
Popolazione
Setting
Periodo di
follow up
Intervento
Confronto
Outcomes
Guarigione,
dolore,
deiscenza,
accettazione da
parte del
paziente.
Infezione del sito
chirurgico
22 pazienti nel
gruppo
sperimentale
18 pazienti nel
gruppo di
controllo
100 pazienti nel
gruppo
sperimentale
100 pazienti nel
gruppo di
controllo A
100 pazienti nel
gruppo di
controllo B
6 pazienti nel
gruppo
sperimentale
8 pazienti nel
gruppo di
controllo
50 pazienti nel
gruppo
sperimentale
50 pazienti nel
gruppo di
controllo
39 pazienti nel
gruppo
sperimentale
37 pazienti nel
gruppo di
controllo
Ospedale
4 settimane
Film di poliuretano
(Tegaderm
Absorbent, 3M)
Alginato
(Kaltostat, ConvaTec)
Ospedale
10 giorni
Medicazione
assorbente standard
(Primapore; Smith &
Nephew).
Controllo A
Film di PU
(Tegaderm 3M)
Controllo B
Film di PU
(Opsite Smith &
Nephew)
Ospedale
10 giorni
Medicazione
assorbente (Mepore;
Mölnlycke Health
Care)
Film di PU
(Tegaderm 3M)
Infezione del sito
chirurgico, costi,
dolore
Ospedale
Non definito
Medicazione
assorbente
Film di PU
Infezione del sito
chirurgico,
dolore
Ospedale
10 giorni
Medicazione
assorbente (Mepore;
Mölnlycke Health
Care)
Film di PU
(Opsite Smith &
Nephew)
Infezione del sito
chirurgico,
dolore, costi
37 pazienti nel
gruppo
sperimentale
36 pazienti nel
gruppo di
controllo
Ospedale
3 mesi
Medicazione
assorbente (Mepore;
Mölnlycke Health
Care)
Idrocolloidi
(Comfeel Coloplast)
Infezione del sito
chirurgico,
dolore, numero
cambi di
medicazione
59 pazienti nel
Ospedale
Non definito
Garza
Controllo A
Infezione del sito
80
chirurgiche per
interventi di
ernia inguinale
(Law 1987)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
ortopedica
(Lawrentschuk
2002)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia plastica
ricostruttiva
(Michie 1994)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
toracica
(Moshakis 1984)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
addominale
(Persson 1995)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
oncologica al
collo
(Phan 1993)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
addominale
(Rohde 1979)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
gruppo
sperimentale
54 pazienti nel
gruppo di
controllo A
53 pazienti nel
gruppo di
controllo B
Film di PU
(Opsite Smith &
Nephew)
Controllo B
Ferita scoperta
(veniva applicata la
garza in caso di
secrezioni)
Garza impregnata di
paraffina
(Jelonet)
25 pazienti nel
gruppo
sperimentale
25 pazienti nel
gruppo di
controllo
Ospedale
5 giorni
Medicazione
assorbente non
aderente
(Interpose)
28 pazienti nel
gruppo
sperimentale
28 pazienti nel
gruppo di
controllo
59 pazienti nel
gruppo
sperimentale
61 pazienti nel
gruppo di
controllo
30 pazienti nel
gruppo
sperimentale
31 pazienti nel
gruppo di
controllo
86 pazienti nel
gruppo
sperimentale
93 pazienti nel
gruppo di
controllo
Ospedale
7 mesi
Garza
Idrocolloide
(DuoDerm Convatec)
Ospedale
8 giorni
Garza
Film di PU
(Tegaderm 3M)
Ospedale
Fino alla
dimissione
Ferita scoperta dal
giorno successivo
all’intervento
Film di PU
(Opsite Smith &
Nephew)
Ospedale
20 giorni
Garza
Veselina pura
(Qualifar)
46 pazienti nel
gruppo
sperimentale
44 pazienti nel
gruppo di
controllo
71 pazienti nel
gruppo
sperimentale
Ospedale
Non definito
Garza
Film di PU
(Opsite Smith &
Nephew)
Ospedale
3 mesi
Garza
Idrocolloide
(Karayahesive,
Alcare)
chirurgico, costi
Infezione del sito
chirurgico
Infezione del sito
chirurgico,
dolore,
accettazione da
parte del
paziente
Dolore,
accettazione da
parte del
paziente
Infezione del sito
chirurgico, costi,
dolore,
accettazione da
parte del
paziente
Infezione del sito
chirurgico
Infezione del sito
chirurgico, costi,
dolore,
accettazione da
parte del
paziente
Infezione del sito
chirurgico
81
chirurgia
addominale
(Shinohara
2008)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
vascolare
(Vogt 2007)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
cardiochirurgia
(Wikblad 1995)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
cardiochirurgia
(Wynne 2004)
63 pazienti nel
gruppo di
controllo
80 pazienti nel
gruppo
sperimentale
80 pazienti nel
gruppo di
controllo
92 pazienti nel
gruppo
sperimentale
77 pazienti nel
gruppo di
controllo
243 pazienti nel
gruppo
sperimentale
267 pazienti nel
gruppo di
controllo A
227 pazienti nel
gruppo di
controllo B
Ospedale
6 settimane
Medicazione
assorbente (Mepore;
Mölnlycke Health
Care)
Medicazione in
carbossimetilcellulosa
(Aquacel; ConvaTec)
Infezione del sito
chirurgico
rimozione
Ospedale
5 giorni
Medicazione
assorbente
Idrocolloide
(DuoDerm Convatec)
Infezione del sito
chirurgico,
dolore, facilità di
rimozione
Ospedale
4 settimane
Medicazione
assorbente
(Primapore; Smith &
Nephew)
Controllo A
Idrocolloide
(DuoDerm Convatec
Infezione del sito
chirurgico, costi,
facilità di
rimozione
Controllo B
Film di PU
(Opsite Smith &
Nephew)
82
Caratteristiche degli studi inclusi: medicazioni in silicone
Autore
Tipo di
lesione
Li-Tsang CW, 2011
RCT
Lesioni
traumatiche con
cicatrici
ipertrofiche
Harte D, 2009
RCT pilota
Lesioni
traumatiche con
cicatrici
ipertrofiche
Popolazione
22 pazienti nel
gruppo
sperimentale
23 pazienti nel
gruppo di
controllo
11 pazienti nel
gruppo
sperimentale
11 pazienti nel
gruppo di
controllo
Setting
Territorio
Territorio
Periodo di
follow up
6 mesi
Intervento
Confronto
Outcomes
Medicazione in gel di
silicone applicato in
maniera continuativa
x 6 mesi
(Cica-Care)
Massaggio di 15
minuti al giorno con
prodotto idratante
Riduzione
dell’ipertrofia
Medicazione in
silicone
(Mepiforma)
+ indumenti elastici
per esercitare la
pressione sulle
cicatrici
Indumenti elastici per
esercitare la
pressione sulle
cicatrici
Riduzione
dell’ipertrofia
83
Caratteristiche degli studi inclusi: medicazioni in schiuma di poliuretano
Autore
Tipo di
lesione
Andriessen A, 2009
RCT
Lesioni vascolari
Dumville JC, 2011 Syst
Rev.
Lesioni al piede
diabetico
(Baker 1993)
Lesioni al piede
diabetico
(Blackman
1994)
Lesioni al piede
diabetico
(Clever 1995)
Lesioni al piede
diabetico
(Foster 1994)
Lesioni al piede
diabetico
(Mazzone 1993)
Lesioni al piede
diabetico
(Roberts 2001)
Popolazione
20 pazienti nel
gruppo
sperimentale
20 pazienti nel
gruppo di
controllo
11 pazienti nel
gruppo
sperimentale
7 pazienti nel
gruppo di
controllo
20 pazienti nel
gruppo
sperimentale
20 pazienti nel
gruppo di
controllo
15 pazienti nel
gruppo
sperimentale
15 pazienti nel
gruppo di
controllo
11 pazienti nel
gruppo
sperimentale
8 pazienti nel
gruppo di
controllo
14 pazienti nel
gruppo
sperimentale
16 pazienti nel
gruppo di
controllo
Setting
Periodo di
follow up
Territorio
4 settimane
Territorio
12 settimane
Territorio
2 mesi
Intervento
Confronto
Outcomes
Collagene di origine
animale (Suprasorb C
Lohmann &
Rauscher)
+ garza di paraffina o
schiuma di PU
Schiuma di PU
(Allevyn, Smith &
Nephew).
Schiuma di PU
(Suprasorb P
Lohmann &
Rauscher)
Misurazione della
TcPO2, riduzione
dell’area
dell’ulcera
Alginato (Sorbsan,
Aspen Medical).
Guarigione
dell’ulcera
Schiuma di PU
Garza impregnata di
soluzione salina
Guarigione
dell’ulcera
(PolyMem, Ferris)
Territorio
16 settimane
Schiuma di PU
(Allevyn, Smith &
Nephew).
Idrocolloide
(Cutinova
Hydro, Smith &
Nephew,
Guarigione
dell’ulcera,
eventi avversi,
costi, qualità di
vita, amputazioni
Territorio
8 settimane
Schiuma di PU
(Allevyn, Smith &
Nephew).
Alginato
(Kaltostat,
ConvaTec).
Guarigione
dell’ulcera,
eventi avversi,
costi, qualità di
vita, amputazioni
Territorio
8 settimane
Schiuma di PU
(PolyMem, Ferris)
Garza impregnata di
soluzione salina
Guarigione
dell’ulcera,,
riduzione
dell’area
dell’ulcera
Territorio
13 settimane
Schiuma di PU
(Allevyn, Smith &
Nephew).
Garza impregnata di
soluzione salina a
bassa aserenza
(Tricotex, Smith
& Nephew).
Guarigione
dell’ulcera,
riduzione
dell’area
dell’ulcera
84
Gottrup F 2008
Lesioni vascolari
venose
Franks PJ 2007
Lesioni vascolari
venose con
indice ABI >0.8
Vermulen H 2004
Systematic Review
Palfreyman SSJ 2006
Systematic Review
122 pazienti
62 gruppo
sperimentale
60 gruppo di
controllo
159 pazienti
81 gruppo
sperimentale
75 gruppo di
controllo
Trial multicentrico
e multi nazionale
Settembre
2005 – aprile
2006
Schiuma di
poliuretano +
ibuprofene
(Biatain IBU –
Coloplast)
Detersione con acqua
di rubinetto
applicazione di crema
emolliente sulla cute
perilesionale Schiuma
di poliuretano
(Allevyn – Smith &
Nephew)
Schiuma di
poliuretano
(Allevyn cavity )
Schiuma di
poliuretano
(Biatain – Coloplast)
Trial multicentrico
condotto in 12
cliniche
24 settimane
Ferita chirurgica
da escissione di
sinus pilonidale
(Berry 1996)
20 pazienti
operati in
elezione
Ospedale
Ferita chirurgica
da escissione di
sinus pilonidale
(Eldrup 1985)
36 pazienti
operati in
elezione
Ospedale
Schiuma di
poliuretano
(Silastic)
Garze impregnate di
antisettico
Ferita chirurgica
da laparatomia
addominale
(Macfie 1980)
Ferita chirurgica
da escissione di
sinus pilonidale e
da escissione di
ascesso
(Walker 1991)
Ferita chirurgica
da escissione di
sinus pilonidale
(Williams 1981)
50 pazienti
Ospedale
Schiuma di
poliuretano
(Cutinova)
Garza di cotone
75 pazienti
Ospedale
Schiuma di
poliuretano
(Silastic)
Garze impregnate di
antisettico
(Eusol)
guarigione della
ferita
80 pazienti
Ospedale
Schiuma di
poliuretano
(Silastic)
Garze impregnate di
antisettico
50 pazienti
Ospedale
Destranomero
(Debrisan)
Schiuma di
poliuretano
(Silastic)
guarigione della
ferita
tempo
infermieristico
ospedalizzazione
soddisfazione del
paziente
guarigione della
ferita
dolore
complicanze
Ferita chirurgica
Deiescenze da
chirurgia
generale
(Young 1982)
Lesioni vascolari
venose con
indice ABI >0.8
<9x9 cm
(Andersen 2002)
99 pazienti
53 gruppo
sperimentale
46 gruppo di
controllo
Territorio
Schiuma di
poliuretano
(Biatain) + terapia
compressiva
Schiuma di
poliuretano
(Allevyn) + terapia
compressiva
14 giorni
8 settimane
Detersione con acqua
di rubinetto
applicazione di crema
emolliente sulla cute
perilesionale Schiuma
di poliuretano
(Mepilex – Molnlycke
Healt Care)
Alginato di calcio
(Kaltosalt)
dolore
riduzione
dell’area
dell’ulcera
eventi avversi
guarigione
dell’ulcera
dolore
guarigione della
ferita
essudato
soddisfazione del
paziente
guarigione della
ferita
Costi
soddisfazione del
paziente
guarigione della
ferita
dolore
Guarigione della
lesione
Tempo di
guarigione
Riduzione
85
Lesioni vascolari
venose
(Banerjee 1990)
Lesioni vascolari
venose
(Charles 2002)
Lesioni vascolari
venose
(Franks 2003)
Lesioni vascolari
venose
(Mulder 1995)
Lesioni vascolari
venose
(Pessenhoffer
1992)
Lesioni vascolari
venose con
indice ABI >0.8
(Weiss 1996)
Lesioni vascolari
venose con
indice ABI >0.8
(Zuccarelli 1992)
dell’area
dell’ulcera
Numeri di cambi
di medicazione
Numero di ulcere
guarite
71 pazienti
36 gruppo
sperimentale
35 gruppo di
controllo
91 pazienti
31 gruppo
sperimentale
31 gruppo di
controllo A
29 gruppo di
controllo B
156 pazienti
75 gruppo
sperimentale
81 gruppo di
controllo
40 pazienti
19 gruppo
sperimentale
20 gruppo di
controllo
48 pazienti
25 gruppo
sperimentale
23 gruppo di
controllo
18 pazienti
10 gruppo
sperimentale
8 gruppo di
controllo
Territorio
17 settimane
Schiuma di
poliuretano
(Syntaderm)
Medicazione in
paraffina
(Paratulle)
Territorio
12 settimane
Schiuma di
poliuretano
(Cutinova)
Idrocolloidi
(Granuflex)
Numero di ulcere
guarite
Idrocolloidi
(Comfeel)
Tempo di
guarigione
38 pazienti
19 gruppo
sperimentale
19 gruppo di
controllo
Territorio
Studio
multicentrico
internazionale
24 settimane
Schiuma di
poliuretano
(Mepilex)
Schiuma di
poliuretano (Allevyn)
Numero di ulcere
guarite
Territorio
16 settimane
Schiuma di
poliuretano
(Allevyn)
Alginato
(Kaltosalt)
Numero di ulcere
guarite
Wound clinic
40 settimane
Schiuma di
poliuretano
(Lyomouse)
Garza sterile
Riduzione
dell’ulcera
Territorio
16 settimane
Schiuma di
poliuretano
(Cutinova)
Schiuma di
poliuretano
(Allevyn)
Numero di ulcere
guarite
Tempo di
guarigione
12 settimane
Schiuma di
poliuretano
(Allevyn)
Idrocolloidi
(Granuflex)
Numero di ulcere
guarite
86
Caratteristiche degli studi inclusi: medicazioni in argento
Autore
Trial C 2010
RCT
SF Lo 2008 Systematic
Review
Tipo di
lesione
Lesioni da
pressione,
lesioni vascolari
venose ad
eziologia mista,
lesioni da piede
diabetico, ferite
acute
Lesioni vascolari
venose, miste ed
arteriose
(lJorgensen
2005)
Ulcere diabetiche
al piede infette
(Jude 2007)
Lesioni da
pressione,
lesioni vascolari
venose ad
eziologia mista,
lesioni da piede
diabetico, con
colonizzazione
critica o
infezione Munter
2006
Lesioni da
pressione infette
(Verdu Soriano
2004)
Lesioni da
pressione,
lesioni vascolari
venose ad
eziologia mista,
Popolazione
Setting
Periodo di
follow up
Intervento
Confronto
Outcomes
20 pazienti nel
gruppo
sperimentale
22 pazienti nel
gruppo di
controllo
Territorio
15 giorni
Alginato a base di
argento
(Askina Calgitrol Ag
BBraun)
Alginato
(Algosteril)
Infezione, carica
batterica
65 pazienti nel
gruppo
sperimentale
64 pazienti nel
gruppo di
controllo
67 pazienti nel
gruppo
sperimentale
67 pazienti nel
gruppo di
controllo
326 pazienti nel
gruppo
sperimentale
293 pazienti nel
gruppo di
controllo
Multicentrico
territorio
4 settimane
Schiuma di PU
(Contreet Foam
Coloplast)
Schiuma di PU
(Allevyn, Smith &
Nephew).
Riduzione area
ulcera, odore,
macerazione
Multicentrico
territorio
8 settimane
Carbossimetilcellulosa
(AQUACEL Ag)
Alginato di calcio
(Algosteril)
Guarigione,
riduzione area
ulcera, infezione,
sicurezza
Multicentrico
territorio
4 settimane
Schiuma di PU
(Contreet Foam
Coloplast)
Best practice locale
Guarigione,
riduzione area
ulcera, odore,
dolore
67 pazienti nel
gruppo
sperimentale
58 pazienti nel
gruppo di
controllo
51 pazienti nel
gruppo
sperimentale
48 pazienti nel
gruppo di
Multicentrico
ospedale
6 settimane
Medicazione al
carbone attivo
(Actisorb Plus)
Schiuma di PU
(Tielle)
Carica batterica
Multicentrico
ospedale,
territorio
4 settimane
Alginato di calcio
(Silvercel)
Alginato di calcio
(Algosteril)
Guarigione,
riduzione area
ulcera, infezione
87
lesioni da piede
diabetico, con
colonizzazione
critica
(Meaume
2005)
controllo
88
Caratteristiche degli studi inclusi: medicazioni in carbone
Autore
CM da Costa Santos
2010
Systematic review
Tipo di
lesione
Lesioni
oncologiche
(Upright 1994)
Lesioni
oncologiche
(Bower 1992)
Lesioni
oncologiche
(Finlay 1996)
Lesioni
oncologiche
(Kalinski 2005)
Lesioni
oncologiche
(Kuttan 1987)
Lesioni
oncologiche
(Lund-Nielsen
2005)
Lesioni
oncologiche
(Kuge 1996)
Popolazione
Setting
Periodo di
follow up
Intervento
Confronto
Outcomes
6 pazienti nel
gruppo
sperimentale
5 pazienti nel
gruppo di
controllo
6 pazienti nel
gruppo
sperimentale
5 pazienti nel
gruppo di
controllo
48 pazienti
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazione con
contenuto salino
(Mesalt Molnlyke)
Lavaggio frequente
con soluzione
fisiologica
Dolore
Odore
Ospedale
Non
dichiarato
Metronidazolo 0.8%
+ placebo
Metronidazolo 0.75%
Odore
Ospedale
14 giorni
Metronidazolo 0.75%
//
Dolore
Odore
16 pazienti
Ospedale
Non
dichiarato
Metronidazolo 0.75%
//
Odore
111 pazienti
Ospedale
Non
dichiarato
Pomata a base di
curcuma
//
Odore
12 pazienti
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazioni a base di
carbone
//
Odore
8 pazienti
Ospedale
Non
dichiarato
Metronidazolo 0.8%
//
Odore
89
Caratteristiche degli studi inclusi: medicazioni a base di antisettici
Autore
Tipo di
lesione
Jeffcoate WJ, 2009
HTA
Ulcere al piede
diabetico
Wasiak J, 2008
Systematic Review
Ustioni a
spessore
parziale
(Afilalo 1992)
Ustioni a
spessore
parziale
(Barret 2000)
Ustioni a
spessore
parziale
(Bugmann 1998)
Ustioni a
spessore
parziale
(Caruso 2006)
Ustioni a
spessore
parziale
(Cassidy 2005)
Ustioni a
spessore
parziale
(Costagliola
Popolazione
106 pazienti nel
gruppo
sperimentale
108 pazienti nel
gruppo di
controllo A
103 Gruppo di
controllo B
15 pazienti nel
gruppo
sperimentale
15 pazienti nel
gruppo di
controllo
15 pazienti nel
gruppo
sperimentale
15 pazienti nel
gruppo di
controllo
37 pazienti nel
gruppo
sperimentale
39 pazienti nel
gruppo di
controllo
42 pazienti nel
gruppo
sperimentale
46 pazienti nel
gruppo di
controllo
15 pazienti nel
gruppo
sperimentale
17 pazienti nel
gruppo di
controllo
25 pazienti nel
gruppo
sperimentale
24 pazienti nel
Setting
Periodo di
follow up
Intervento
Confronto
Outcomes
Studio
multicentrico
ospedale/territorio
24 settimane
Garza non aderente
in viscosa
A - Garza non
aderente impregnata
di iodiopovidone
(Inadine)
B – medicazione in
carbossimetilcellulosa
(Aquacel)
Guarigione
amputazioni
Ospedale
Non
dichiarato
Idrocolloide
(DuoDerm ConvaTec)
Garza impregnate di
clorexidina
(Bactigras, Smith and
Nephew)
Guarigione,
dolore
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazione
biosintetica
(Biobrane)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
dolore, eventi
avversi
Ospedale
2 settimane
Medicazione in
silicone
(Mepitel, Molnlycke)
Sulfadiazina
d’argento
(Flamazine, Smith
and Nephew)
Guarigione,
infezione
Ospedale
3 settimane
Medicazione in
carbossimetilcellulosa
(Hydrofiber
ConvaTec)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
infezione
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazione
biosintetica
(Biobrane)
Medicazione in
idrocolloide
Guarigione,
dolore
Ospedale
Non
dichiarato
Alginato di calcio
(Algosteril, Smith and
Nephew)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
dolore
90
2002)
Ustioni a
spessore
parziale
(Curreri 1980)
Ustioni a
spessore
parziale
(Fang 1987)
Ustioni a
spessore
parziale
(Gerding 1988)
Ustioni a
spessore
parziale
(Gerding 1990)
Ustioni a
spessore
parziale
(Gotschall 1998)
Ustioni a
spessore
parziale
(Guilbaud 1992)
Ustioni a
spessore
parziale
(Guilbaud 1993)
Ustioni a
spessore
parziale
(Husain 1983)
gruppo di
controllo
9 pazienti nel
gruppo
sperimentale
9 pazienti nel
gruppo di
controllo
12 pazienti nel
gruppo
sperimentale
15 pazienti nel
gruppo di
controllo
25 pazienti nel
gruppo
sperimentale
25 pazienti nel
gruppo di
controllo
32 pazienti nel
gruppo
sperimentale
32 pazienti nel
gruppo di
controllo
32 pazienti nel
gruppo
sperimentale
34 pazienti nel
gruppo di
controllo
32 pazienti nel
gruppo
sperimentale
30 pazienti nel
gruppo di
controllo
48 pazienti nel
gruppo
sperimentale
45 pazienti nel
gruppo di
controllo
25 pazienti nel
gruppo
sperimentale
25 pazienti nel
gruppo di
controllo
Ospedale
12 giorni
Medicazione
biosintetica
(Hydron)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
soddisfazione del
paziente
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazione
biosintetica
(Hydron)
Sulfadiazina
d’argento
Infezione
Ospedale
15 giorni
Medicazione
biosintetica
(Biobrane)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
infezione
Ospedale
15 giorni
Medicazione
biosintetica
(Biobrane)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
infezione
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazione in
silicone
(Mepitel, Molnlycke)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
infezione, dolore,
eventi avversi
Ospedale
Non
dichiarato
Idrogel
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
dolore, eventi
avversi
Ospedale
Non
dichiarato
Idrogel
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
dolore
Ospedale
15 giorni
Medicazione
biosintetica
(Hydron)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
dolore
91
Ustioni a
spessore
parziale
(Kumar 2004)
Ustioni a
spessore
parziale
(Lal 1999)
Ustioni a
spessore
parziale
(Li 2006)
Ustioni a
spessore
parziale
(Muangman
2006)
Ustioni a
spessore
parziale
(Neal 1981)
Ustioni a
spessore
parziale
(Noordenbos
1999)
Ustioni a
spessore
parziale
(Phipps 1988)
Ustioni a
spessore
parziale
(Poulsen 1991)
Ustioni a
spessore
18 pazienti nel
gruppo
sperimentale
15 pazienti nel
gruppo di
controllo
25 pazienti nel
gruppo
sperimentale
25 pazienti nel
gruppo di
controllo
48 pazienti nel
gruppo
sperimentale
50 pazienti nel
gruppo di
controllo
26 pazienti nel
gruppo
sperimentale
24 pazienti nel
gruppo di
controllo
26 pazienti nel
gruppo
sperimentale
25 pazienti nel
gruppo di
controllo
7 pazienti nel
gruppo
sperimentale
7 pazienti nel
gruppo di
controllo
97 pazienti nel
gruppo
sperimentale
99 pazienti nel
gruppo di
controllo
27 pazienti nel
gruppo
sperimentale
28 pazienti nel
gruppo di
controllo
15 pazienti nel
gruppo
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazione
biosintetica
(Biobrane)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
dolore, eventi
avversi
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazione
biosintetica
(Biobrane)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
infezione,
ospedalizzazione
Ospedale
20 giorni
Medicazione
all’argento
(Acticoat, Smith &
Nephew)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
infezione
Ospedale
3 settimane
Medicazione
all’argento
(Acticoat, Smith &
Nephew)
Sulfadiazina
d’argento
Dolore, infezione
Ospedale
20 giorni
Pellicola di
poliuretano
(Opsite, Smith and
Nephew)
Garza impregnate di
clorexidina
(Bactigras, Smith and
Nephew)
Guarigione,
infezione, dolore
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazione
biosintetica
(TransCyte)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
eventi avversi
Ospedale
3 settimane
Medicazioni in
idrocolloide
(Granuflex, Squibb)
Garza impregnate di
clorexidina
(Bactigras, Smith and
Nephew)
Guarigione,
infezione
Ospedale
3 settimane
Pellicola di
poliuretano
(Opsite, Smith and
Nephew)
Garza in paraffina
(Jelonet, Smith and
Nephew)
Guarigione,
dolore, infezione,
eventi avversi
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazioni in
idrocolloide
Gruppo di controllo A
Medicazioni in
Guarigione,
dolore, infezione
92
parziale
(Thomas 1995)
Ustioni a
spessore
parziale
(Varas 2005)
Ustioni a
spessore
parziale
(Wright 1993)
Ustioni a
spessore
parziale
(Wyatt 1990)
sperimentale
18 pazienti nel
gruppo di
controllo A
17 pazienti nel
gruppo di
controllo B
7 pazienti nel
gruppo
sperimentale
7 pazienti nel
gruppo di
controllo
51 pazienti nel
gruppo
sperimentale
47 pazienti nel
gruppo di
controllo
26 pazienti nel
gruppo
sperimentale
24 pazienti nel
gruppo di
controllo
idrocolloide +
Sulfadiazina
d’argento
Gruppo di controllo B
Garza impregnate di
clorexidina
Sulfadiazina
d’argento
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazione
all’argento
(Acticoat, Smith &
Nephew)
Dolore, infezione
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazioni in
idrocolloide
(Granuflex,
Convatec)
Garza impregnate di
clorexidina
(Bactigras, Smith and
Nephew)
Guarigione,
dolore, infezione
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazioni in
idrocolloide
(DuoDerm, Convatec)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
dolore
93
Caratteristiche degli studi inclusi: medicazioni in collagene
Autore
Andriessen A, 2009
RCT
Tipo di
lesione
Lesioni vascolari
Popolazione
Non specificato
Setting
Territorio
Periodo di
follow up
4 settimane
Intervento
Confronto
Collagene di origine
animale (Suprasorb C
Lohmann &
Rauscher)
+ garza di paraffina o
schiuma di PU
Schiuma di PU
(Suprasorb P
Lohmann &
Rauscher)
Outcomes
Misurazione della
TcPO2, riduzione
dell’area
dell’ulcera
Caratteristiche degli studi inclusi: medicazioni interattive
Autore
P. Vowden 2007
RCT
Gravante G, 2007
RCT
Tipo di
lesione
Lesioni vascolari
venose presenti
da almeno 6
mesi, di
dimensioni
comprese tra
10–30cm2 senza
segni di
infezione e
senza presenza
di eccessivo
essudato.
Ustioni
pediatriche a
spessore
parziale
Popolazione
Setting
Periodo di
follow up
Intervento
Confronto
Outcomes
42 pazienti nel
gruppo
sperimentale
41 pazienti nel
gruppo di
controllo
Territorio
12 settimane
Terapia compressiva
+ amelogenina
(Xelma Mölnlycke
Health Care)
Terapia compressiva
Riduzione
dell’area
dell’ulcera
150 pazienti nel
gruppo
sperimentale
150 pazienti nel
gruppo di cotrollo
Ospedale
21 giorni
Medicazione all’acido
ialuronico +
dermoabrasione
(Hyalomatrix PA Fidia
Advanced)
Escarectomia
Guarigione delle
ferite
94
Caratteristiche degli studi inclusi: altre medicazioni
Autore
Tipo di
lesione
Popolazione
Setting
Periodo di
follow up
Intervento
Outcomes
Piatkowski A, 2011
RCT
Ustioni a
spessore
parziale
34 pazienti nel
gruppo
sperimentale
38 pazienti nel
gruppo di controllo
Ospedale
14 giorni
Dumville JC 2011
Systematic Review
Ferite
chirurgiche
ginocchio ed
anca (Cosker
2005)
100 pazienti nel
gruppo
sperimentale
100 pazienti nel
gruppo di controllo
A
100 pazienti nel
gruppo di controllo
B
6 pazienti nel
gruppo
sperimentale
8 pazienti nel
gruppo di controllo
Ospedale
10 giorni
Ospedale
10 giorni
Medicazione
assorbente (Mepore;
Mölnlycke Health
Care)
Film di PU
(Tegaderm 3M)
Infezione del sito
chirurgico, costi,
dolore
50 pazienti nel
gruppo
sperimentale
50 pazienti nel
gruppo di controllo
Ospedale
Non definito
Medicazione
assorbente
Film di PU
Infezione del sito
chirurgico,
dolore
39 pazienti nel
gruppo
sperimentale
37 pazienti nel
gruppo di controllo
Ospedale
10 giorni
Medicazione
assorbente (Mepore;
Mölnlycke Health
Care)
Film di PU
(Opsite Smith &
Nephew)
Infezione del sito
chirurgico,
dolore, costi
37 pazienti nel
gruppo
sperimentale
36 pazienti nel
gruppo di controllo
Ospedale
3 mesi
Medicazione
assorbente (Mepore;
Mölnlycke Health
Care)
Idrocolloidi
(Comfeel Coloplast)
Infezione del sito
chirurgico,
dolore, numero
cambi di
medicazione
59 pazienti nel
Ospedale
Non definito
Garza
Controllo A
Infezione del sito
Ferite
chirurgiche per
intervento neuro
o
cardiovascolare
(De Win 1998)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
generale
(Gardezi 1983)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia spinale,
ortopedica,
addominale
(Hewlett 1996)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
addominale
>5cm
(Holm 1998)
Ferite
Medicazione in
cellulosa +
Poliexanide
(Suprasorb X +
PHMB, Lohmann &
Rauscher)
Medicazione
assorbente standard
(Primapore; Smith &
Nephew).
Confronto
Crema a base di
sulfadiazine
d’argento
(Flammazine1
Solvay)
Guarigione,
dolore,
frequenza dei
cambi di
medicazione
Controllo A
Film di PU
(Tegaderm 3M)
Infezione del sito
chirurgico
Controllo B
Film di PU
(Opsite Smith &
Nephew)
95
chirurgiche per
interventi di
ernia inguinale
(Law 1987)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
ortopedica
(Lawrentschuk
2002)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia plastica
ricostruttiva
(Michie 1994)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
toracica
(Moshakis 1984)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
addominale
(Persson 1995)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
oncologica al
collo
(Phan 1993)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
addominale
(Rohde 1979)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
gruppo
sperimentale
54 pazienti nel
gruppo di controllo
A
53 pazienti nel
gruppo di controllo
B
Film di PU
(Opsite Smith &
Nephew)
Controllo B
Ferita scoperta
(veniva applicata la
garza in caso di
secrezioni)
Garza impregnata di
paraffina
(Jelonet)
25 pazienti nel
gruppo
sperimentale
25 pazienti nel
gruppo di controllo
Ospedale
5 giorni
Medicazione
assorbente non
aderente
(Interpose)
28 pazienti nel
gruppo
sperimentale
28 pazienti nel
gruppo di controllo
Ospedale
7 mesi
Garza
Idrocolloide
(DuoDerm Convatec)
59 pazienti nel
gruppo
sperimentale
61 pazienti nel
gruppo di controllo
Ospedale
8 giorni
Garza
Film di PU
(Tegaderm 3M)
30 pazienti nel
gruppo
sperimentale
31 pazienti nel
gruppo di controllo
Ospedale
Fino alla
dimissione
Ferita scoperta dal
giorno successivo
all’intervento
Film di PU
(Opsite Smith &
Nephew)
86 pazienti nel
gruppo
sperimentale
93 pazienti nel
gruppo di controllo
Ospedale
20 giorni
Garza
Veselina pura
(Qualifar)
46 pazienti nel
gruppo
sperimentale
44 pazienti nel
gruppo di controllo
Ospedale
Non definito
Garza
Film di PU
(Opsite Smith &
Nephew)
71 pazienti nel
gruppo
sperimentale
Ospedale
3 mesi
Garza
Idrocolloide
(Karayahesive,
Alcare)
chirurgico, costi
Infezione del sito
chirurgico
Infezione del sito
chirurgico,
dolore,
accettazione da
parte del
paziente
Dolore,
accettazione da
parte del
paziente
Infezione del sito
chirurgico, costi,
dolore,
accettazione da
parte del
paziente
Infezione del sito
chirurgico
Infezione del sito
chirurgico, costi,
dolore,
accettazione da
parte del
paziente
Infezione del sito
chirurgico
96
chirurgia
addominale
(Shinohara
2008)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
chirurgia
vascolare
(Vogt 2007)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
cardiochirurgia
(Wikblad 1995)
Ferite
chirurgiche per
interventi di
cardiochirurgia
(Wynne 2004)
63 pazienti nel
gruppo di controllo
Piaggesi A, 2010
RCT
Lesioni post
operatorie
infette al piede
diabetico
König M, 2005
RCT
Lesioni croniche
agli arti inferiori
Maggio G, 2011
RCT
Lesioni vascolari
venose
Wasiak J, 2008
Systematic Review
Ustioni a
spessore
parziale
(Afilalo 1992)
Ustioni a
spessore
parziale
(Barret 2000)
80 pazienti nel
gruppo
sperimentale
80 pazienti nel
gruppo di controllo
Ospedale
6 settimane
Medicazione
assorbente (Mepore;
Mölnlycke Health
Care)
Medicazione in
carbossimetilcellulosa
(Aquacel; ConvaTec)
Infezione del sito
chirurgico
rimozione
92 pazienti nel
gruppo
sperimentale
77 pazienti nel
gruppo di controllo
243 pazienti nel
gruppo
sperimentale
267 pazienti nel
gruppo di controllo
A
227 pazienti nel
gruppo di controllo
B
Ospedale
5 giorni
Medicazione
assorbente
Idrocolloide
(DuoDerm Convatec)
Infezione del sito
chirurgico,
dolore, facilità di
rimozione
Ospedale
4 settimane
Medicazione
assorbente
(Primapore; Smith &
Nephew)
Controllo A
Idrocolloide
(DuoDerm Convatec)
Infezione del sito
chirurgico, costi,
facilità di
rimozione
22 pazienti nel
gruppo
sperimentale
18 pazienti nel
gruppo di controllo
24 pazienti nel
gruppo
sperimentale
18 pazienti nel
gruppo di controllo
26 pazienti nel
gruppo
sperimentale
26 pazienti nel
gruppo di controllo
15 pazienti nel
gruppo
sperimentale
15 pazienti nel
gruppo di controllo
15 pazienti nel
gruppo
sperimentale
15 pazienti nel
gruppo di controllo
Ospedale
6 mesi
Soluzione antisettica
(Dermacyn)
Soluzione a base di
iodiopovidone
Territorio
3 settimane
Debridement
autolitico
(TenderWet)
Debridement
enzimatico
(Iruxol)
Territorio
70 giorni
Alginato di calcio
Guarigione
Riduzione
dell’area
dell’ulcera
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazione a base di
aminoacidi e acido
ialuronico
(Vulnamin ® gel) +
alginato di calcio
Idrocolloide
(DuoDerm ConvaTec)
Garza impregnate di
clorexidina
(Bactigras, Smith and
Nephew)
Guarigione,
dolore
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazione
biosintetica
(Biobrane)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
dolore, eventi
avversi
Controllo B
Film di PU
(Opsite Smith &
Nephew)
Guarigione,
tempi di
guarigione,
reinterbventi,
eventi avversi
Guarigione
97
Ustioni a
spessore
parziale
(Bugmann 1998)
Ustioni a
spessore
parziale
(Caruso 2006)
Ustioni a
spessore
parziale
(Cassidy 2005)
Ustioni a
spessore
parziale
(Costagliola
2002)
Ustioni a
spessore
parziale
(Curreri 1980)
Ustioni a
spessore
parziale
(Fang 1987)
Ustioni a
spessore
parziale
(Gerding 1988)
Ustioni a
spessore
parziale
(Gerding 1990)
Ustioni a
spessore
parziale
(Gotschall 1998)
Ustioni a
spessore
parziale
(Guilbaud 1992)
37 pazienti nel
gruppo
sperimentale
39 pazienti nel
gruppo di controllo
42 pazienti nel
gruppo
sperimentale
46 pazienti nel
gruppo di controllo
15 pazienti nel
gruppo
sperimentale
17 pazienti nel
gruppo di controllo
25 pazienti nel
gruppo
sperimentale
24 pazienti nel
gruppo di controllo
Ospedale
2 settimane
Medicazione in
silicone
(Mepitel, Molnlycke)
Sulfadiazina
d’argento
(Flamazine, Smith
and Nephew)
Guarigione,
infezione
Ospedale
3 settimane
Medicazione in
carbossimetilcellulosa
(Hydrofiber
ConvaTec)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
infezione
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazione
biosintetica
(Biobrane)
Medicazione in
idrocolloide
Guarigione,
dolore
Ospedale
Non
dichiarato
Alginato di calcio
(Algosteril, Smith and
Nephew)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
dolore
9 pazienti nel
gruppo
sperimentale
9 pazienti nel
gruppo di controllo
12 pazienti nel
gruppo
sperimentale
15 pazienti nel
gruppo di controllo
25 pazienti nel
gruppo
sperimentale
25 pazienti nel
gruppo di controllo
32 pazienti nel
gruppo
sperimentale
32 pazienti nel
gruppo di controllo
32 pazienti nel
gruppo
sperimentale
34 pazienti nel
gruppo di controllo
32 pazienti nel
gruppo
sperimentale
30 pazienti nel
Ospedale
12 giorni
Medicazione
biosintetica
(Hydron)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
soddisfazione del
paziente
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazione
biosintetica
(Hydron)
Sulfadiazina
d’argento
Infezione
Ospedale
15 giorni
Medicazione
biosintetica
(Biobrane)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
infezione
Ospedale
15 giorni
Medicazione
biosintetica
(Biobrane)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
infezione
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazione in
silicone
(Mepitel, Molnlycke)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
infezione, dolore,
eventi avversi
Ospedale
Non
dichiarato
Idrogel
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
dolore, eventi
avversi
98
Ustioni a
spessore
parziale
(Guilbaud 1993)
Ustioni a
spessore
parziale
(Husain 1983)
Ustioni a
spessore
parziale
(Kumar 2004)
Ustioni a
spessore
parziale
(Lal 1999)
Ustioni a
spessore
parziale
(Li 2006)
Ustioni a
spessore
parziale
(Muangman
2006)
Ustioni a
spessore
parziale
(Neal 1981)
Ustioni a
spessore
parziale
(Noordenbos
1999)
Ustioni a
spessore
parziale
(Phipps 1988)
Ustioni a
spessore
gruppo di controllo
48 pazienti nel
gruppo
sperimentale
45 pazienti nel
gruppo di controllo
25 pazienti nel
gruppo
sperimentale
25 pazienti nel
gruppo di controllo
18 pazienti nel
gruppo
sperimentale
15 pazienti nel
gruppo di controllo
25 pazienti nel
gruppo
sperimentale
25 pazienti nel
gruppo di controllo
48 pazienti nel
gruppo
sperimentale
50 pazienti nel
gruppo di controllo
26 pazienti nel
gruppo
sperimentale
24 pazienti nel
gruppo di controllo
Ospedale
Non
dichiarato
Idrogel
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
dolore
Ospedale
15 giorni
Medicazione
biosintetica
(Hydron)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
dolore
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazione
biosintetica
(Biobrane)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
dolore, eventi
avversi
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazione
biosintetica
(Biobrane)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
infezione,
ospedalizzazione
Ospedale
20 giorni
Medicazione
all’argento
(Acticoat, Smith &
Nephew)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
infezione
Ospedale
3 settimane
Medicazione
all’argento
(Acticoat, Smith &
Nephew)
Sulfadiazina
d’argento
Dolore, infezione
26 pazienti nel
gruppo
sperimentale
25 pazienti nel
gruppo di controllo
7 pazienti nel
gruppo
sperimentale
7 pazienti nel
gruppo di controllo
Ospedale
20 giorni
Pellicola di
poliuretano
(Opsite, Smith and
Nephew)
Garza impregnate di
clorexidina
(Bactigras, Smith and
Nephew)
Guarigione,
infezione, dolore
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazione
biosintetica
(TransCyte)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
eventi avversi
97 pazienti nel
gruppo
sperimentale
99 pazienti nel
gruppo di controllo
27 pazienti nel
gruppo
Ospedale
3 settimane
Medicazioni in
idrocolloide
(Granuflex, Squibb)
Garza impregnate di
clorexidina
(Bactigras, Smith and
Nephew)
Guarigione,
infezione
Ospedale
3 settimane
Pellicola di
poliuretano
Garza in paraffina
(Jelonet, Smith and
Guarigione,
dolore, infezione,
99
parziale
(Poulsen 1991)
sperimentale
28 pazienti nel
gruppo di controllo
Ustioni a
spessore
parziale
(Thomas 1995)
15 pazienti nel
gruppo
sperimentale
18 pazienti nel
gruppo di controllo
A
17 pazienti nel
gruppo di controllo
B
7 pazienti nel
gruppo
sperimentale
7 pazienti nel
gruppo di controllo
51 pazienti nel
gruppo
sperimentale
47 pazienti nel
gruppo di controllo
26 pazienti nel
gruppo
sperimentale
24 pazienti nel
gruppo di controllo
Ustioni a
spessore
parziale
(Varas 2005)
Ustioni a
spessore
parziale
(Wright 1993)
Ustioni a
spessore
parziale
(Wyatt 1990)
Ospedale
Non
dichiarato
(Opsite, Smith and
Nephew)
Nephew)
eventi avversi
Medicazioni in
idrocolloide
Gruppo di controllo A
Medicazioni in
idrocolloide +
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
dolore, infezione
Gruppo di controllo B
Garza impregnate di
clorexidina
Sulfadiazina
d’argento
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazione
all’argento
(Acticoat, Smith &
Nephew)
Dolore, infezione
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazioni in
idrocolloide
(Granuflex,
Convatec)
Garza impregnate di
clorexidina
(Bactigras, Smith and
Nephew)
Guarigione,
dolore, infezione
Ospedale
Non
dichiarato
Medicazioni in
idrocolloide
(DuoDerm, Convatec)
Sulfadiazina
d’argento
Guarigione,
dolore
100
Sommario del GRADE profile
Medicazioni a contenuto salino
AUTORE
CM da Costa Santos
2010
DISEGNO DELLO
STUDIO
Revisione sistematica
INTERVENTO
Medicazioni a
contenuto, salino a
base carbone,
Metronidazolo
CONTROLLO
RELATIVE RISK/NNT (95%IC)
Non sempre presente
(Data la particolarità
di questo tipo di
lesioni questo aspetto
è accettato)
Odore e dolore:
le medicazioni individuate nel trattamento
hanno avuto un effetto benefico nella
maggior parte dei pazienti anche se non è
possibile effettuare analisi statistiche x
low size study
CONTROLLO
RELATIVE RISK/NNT (95%IC)
GRADE QUALITY
High-
Medicazioni in alginato
AUTORE
Belmin J 2002
DISEGNO DELLO
STUDIO
RCT
Palfreyman SSJ 2006
INTERVENTO
GRADE QUALITY
Idrocolloide
(Duoderm Convatec)
Per 8 sett.ne
Riduzione dell’area dell’ulcera:
P< .0001
Tolleranza della medicazione:
risultato sovrapponibile nei 2 gruppi
High--
Revisione sistematica
Alginato di calcio
(Urgosorb Urgo)
Per le prime 4 sett.ne
Idrocolloide
(Algoplaque Urgo)
Per le seconde 4
sett.ne
Alginati
Idrocolloidi, schiume
di poliuretano, best
practice locale
High -
Vermulen H 2004
Revisione sistematica
Alginati
Idrocolloidi, schiume
di poliuretano, best
practice locale
Steenfos HH 1998
RCT
Alginato di calcio
(Comfeel SeaSorb)
Garza impregnata di
paraffina
(Jelonet)
Non vengono riportati risultati statistici
ma solo dichiarata l’efficacia a favore degli
alginati quando comparati con la
medicazione in garza
Non vengono riportati risultati statistici
ma solo dichiarata l’efficacia a favore degli
alginati quando comparati con la
medicazione in garza
Guarigione: P = 0.46
Hontrollo del sanguinamento: P <0.05
High -
High--
101
Medicazioni in idrocolloidi
AUTORE
Meaume S 2005
DISEGNO DELLO STUDIO
RCT
INTERVENTO
Idrocolloide
(Urgotul Urgo)
CONTROLLO
Idrocolloide
(Duoderm Convatec)
RELATIVE RISK/NNT (95%IC)
Riduzione dell’area dell’ulcera:
risultato sovrapponibile nei 2 gruppi
GRADE QUALITY
High--
INTERVENTO
Film di poliuretano
CONTROLLO
Idrocolloidi, garze,
carbossimetilcellulosa,
ferita scoperta
RELATIVE RISK/NNT (95%IC)
Infezione:
medicazioni in garza vs ferita scoperta
RR 0.75 IC95% [ 0.46, 1.22 ]
medicazioni in garza vs film in poliuretano
RR 0.84 IC95% [ 0.58, 1.24 ]
Idrocolloidi vs medicazioni in garza
RR 0.70 IC95% [ 0.34, 1.44 ]
Per le altre associazioni non è possibile
aggregare i dati a causa della
disomogeneità degli studi o x low size
study
L’uso delle medicazioni avanzate
comunque migliora gli outcome come
dolore e tempi di cambio delle
medicazioni
GRADE QUALITY
High-
RELATIVE RISK/NNT (95%IC)
Guarigione:
idrogel vs garze a bassa aderenza – RR
1.80
IC 95% [1.27, 2.56]
Per gli altri trattamenti non è possibile
effettuare analisi statistiche x low size
study
Guarigione:
idrogel vs garze e miglior wound care
locale – RR 1.84 IC 95% [1.30, 2.61]
non sono state evidenziate differenze
statisticamente significative tra i tassi di
guarigione nei pazienti trattati con
debridement chirurgico o con larve e
GRADE QUALITY
High-
Medicazioni in carbossimetilcellulosa
AUTORE
Dumville JC, 2011
DISEGNO DELLO STUDIO
Revisione sistematica
Medicazioni in gel idrofilo
AUTORE
Dumville JC, 2011
DISEGNO DELLO STUDIO
Revisione sistematica
INTERVENTO
Idrogel
CONTROLLO
Garza impregata di
soluzione salina,
garza impregnata di
clorexidina, larve di
lucilia sericata
Edwards J 2010
Revisione sistematica
Idrogel
Garza impregata di
soluzione salina, larve
di lucilia sericata,
debridement
chirurgico, scarico
della pressione
High-
102
Dumville JC 2009
RCT con randomizzazione a
blocchi
a)
b)
Larve “libere”
Larve
“Insaccate”
c)
Idrogel
pazienti sottoposti a debridement con
idrogel.
Per gli altri trattamenti non è possibile
effettuare analisi statistiche x low size
study
Guarigione : i dati riportati non
permettono di eseguire il calcolo, è
riportata solo la P =0,62
Very Low
Persi al follow up >40%
Tempo di debridement
a) 95% IC (10-17)
b) 95% IC (13-55)
c) 95% IC (56-131)
P= <0.001
Qualità di vita
Non ci sono differenze significative nei tre
gruppi P=0.95
Carica batterica
Riportato solo il dato complessivo che non
evidenzia alcuna differenza nei tre gruppi:
P=0,63
Dolore
Riportata solo la valutazione iniziale
Armstrong DG 2009
RCT con al location
concealed
Manuka Honey
Idrogel
RR 1.26 (-0,3 to 319)
NNT 7,3
Low
La riduzione dello slough
è da considerarsi un end
point secondario: gli
autori non hanno
considerato la guarigione
a 4 settimane
Low
Persi al follow up 24%
Gethin G 2009
RCT (studio pilota)
Idrogel (IntraSite gel
Smith
RR 1.38
95%IC (-29,2-0,89)
Gethin G 2007
RCT con al location
concealed
Medicazione al miele
(Woundcare 18+
Comvita New Zeland)
Miele di Manuka +
bendaggio
elastocompressivo
Guarigione dell’ulcera:
RR 1.33 95% IC (0.8 – 2.1)
High --
Ingle 2006
RCT in doppio cieco
Miele + aloe vera
(Monofloral)
Idrogel
(Intrasite) +
bendaggio
elastocompressivo
Idrogel
Intrasite)
Tempo di guarigione11.3):
miele – 16,48 gg. (SD 8.4)
idrogel – 16.8 gg. (SD
High -- --
Edwards 2009
RCT
(Markevich 2000)
Larve
Idrogel
∗ Guarigione delle ulcere
RR 2,5 95%IC (0.5 – 12.5)
Low
∗ Riduzione della superficie dell’ulcera >
103
RCT
(Jensen 1998)
Idrogel
Garze bagnata con
soluzione salina
al 50%
RR 1.89 95%IC (1.21 – 2.96)
∗ Incidenza di nuove lesioni
Eventi avversi / complicanze
∗ Guarigione delle ulcere
RR 2.43 95%IC (1.23 – 4.79)
∗ Riduzione della superficie dell’ulcera
Riportate solo media e mediana
∗ Incidenza di nuove lesioni
Palfreyman S 2007
RCT
(Skog 1983)
Idrogel
Trattamento standard
RCT
(Eriksson 1984)
a.
Detersione con
soluzione salina
e Idrogel
b. Cute porcina +
foglio di allminio
Idrogel A
c.
RCT
(Tarvainen 1988)
Idrogel A
Idrogel B
RCT
(Grothewohl 1994)
Idrogel
Idrocolloidi
RCT
(Hansson 1998)
a.
b.
c.
Valenzuela AR, 2008
RCT
Gel idrofilo associato
ad altre sostanze
(Prontosan® Wound
Gel)
Idrogel
Abbruzzese L, 2008
RCT
Gel idrofilo associato
ad altre sostanze
(Vulnamin gel
Errekappa)
Idrogel
RCT
(Hornemann 1987)
Idrogel
Idrocolloidi
Bendaggio
all’ossido di zinco
Idrogel B
Medicazioni a
bassa aderenza
Low
Anche se il risultato è
significativo, una
percentuale di pazienti
(22.2%) ha presentato
delle complicanze nel
gruppo sperimentale.
Riduzione dell’area delle ulcere del 34%
gruppo sperimentale vs un increment del
5% nel gruppo di controllo
Tassi di guarigione:
Gruppo a – 70%
Gruppo b – 10%
Gruppo c – 80%
Low
Mediana della riduzione dell’ulcera:
50% – idrocolloide A
20% – idrocolloide B
Tassi di guarigione
Sono riportate esclusivamente le
percentuali di ulcere non guarite
7/14 (50%) – idrocolloide A
5/13 (39%) – idrocolloide B
∗ Riduzione dell’area delle ulcere:
riportate solo le percentuali
idrogel -44,6%
idrocolloidi 33,3%
Riduzione dell’area delle ulcere riportate
solo le percentuali
idrogel 86%
idrocolloidi 90%
medicazioni a bassa aderenza 86%
Riduzione dell’area dell’ulcera:
p = 0.013
carica batterica: p = 0.004
dolore: p = 0.049
tessuto di granulazione: p = 0.001
Riduzione dell’area delle ulcere: P <
0.05
Very low
Very low
Very low
Low
Low
High --
High --
104
Medicazioni in film di poliuretano
AUTORE
Terrill PJ, 2007
DISEGNO DELLO
STUDIO
RCT
Dumville JC, 2011
Revisione sistematica
INTERVENTO
CONTROLLO
RELATIVE RISK/NNT (95%IC)
Film di poliuretano
(Tegaderm
Absorbent, 3M)
Alginato
(Kaltostat, ConvaTec)
Film di poliuretano
Idrocolloidi, garze,
carbossimetilcellulosa,
ferita scoperta
Tempi di guarigione:
p<0.001
Dolore:
p<0.001, NNT=2
Infezione:
medicazioni in garza vs ferita scoperta
RR 0.75 IC95% [ 0.46, 1.22 ]
medicazioni in garza vs film in poliuretano
RR 0.84 IC95% [ 0.58, 1.24 ]
Idrocolloidi vs medicazioni in garza
RR 0.70 IC95% [ 0.34, 1.44 ]
Per le altre associazioni non è possibile
aggregare i dati a causa della
disomogeneità degli studi o x low size
study
L’uso delle medicazioni avanzate
comunque migliora gli outcome come
dolore e tempi di cambio delle
medicazioni
GRADE QUALITY
High-
High-
Medicazioni in schiuma di poliuretano
AUTORE
Dumville JC, 2011
DISEGNO DELLO
STUDIO
Revisione sistematica
Andriessen A, 2009
RCT
Smeets R 2008
RCT in aperto
Non dichiarato il metodo
di randomizzazione
Brown- Etris M 2008
RCT in aperto
INTERVENTO
CONTROLLO
Schiume di
poliuretano
Alginati, Garza
impregnata di
soluzione salina,
idrocolloidii.
Collagene di origine
animale + Schiuma
di poliuretano o
garza con paraffina
Matrice di
collagene/cellulosa
ossigenata e
rigenerata
Medicazione acrilica
Schiuma di
poliuretano
RELATIVE RISK/NNT (95%IC)
Guarigione:
schiuma vs garze a bassa aderenza – RR
2.03
IC 95% [0.91, 4.55]
Schiuma vs alginato
– RR 1,5
IC 95% [0.92, 2,44]
Schiume vs idrocolloidi non calcolabile
Misurazione TcPO2: p<0.003
Riduzione area dell’ulcera:
p<0.002
GRADE QUALITY
High
High--
Idrocolloidi
Non desumibile
Gli autori dichiarano che non ci sono
differenze significative tra i 2 gruppi
Very low
Idrocolloidi
RR 1.01 % IC (0.6-1.4)
Low
105
multicentrico
Nelson EA 2007
RCT in cieco la
somministrazione del
farmaco, in aperto il
trattamento topico
multicentrico
assorbente
(TAAD 3M Company)
Detersione con acqua
di rubinetto e
idratazione cutanea
con olio di arachidi o
di oliva +
Pentoxyfillina/placebo
Knitted viscose
Heyneman A 2007
Revisione sistematica
Idrocolloidi
Best practice locale
Vermulen 2004
Revisione sistematica
Idrocolloidi
Schiume, alginate,
best practice locale
Palfreyman SSJ 2006
Revisione sistematica
Idrocolloidi
Schiume, alginate,
best practice locale
Gottrup F 2008
RCT in doppio cieco
(Pazienti e prestatori di
cura)
Analisi secondo intention
to treat
Schiuma di
poliuretano +
ibuprofene
(Biatain IBU –
Coloplast)
Schiuma di
poliuretano
(Biatain – Coloplast)
Franks PJ 2007
Vermulen H 2004
RCT in aperto
Analisi secondo intention
to treat
Revisione sistematica
Detersione con acqua
di rubinetto
applicazione di crema
emolliente sulla cute
perilesionale Schiuma
di poliuretano
(Allevyn – Smith &
Nephew)
Schiume di
poliuretano
(Duoderm CGF
ConvaTec)
Detersione con acqua
di rubinetto e
idratazione cutanea
con olio di arachidi o
di oliva +
Pentoxyfillina/placebo
Idrocolloidi
(Duoderm)
RR 1.1 95% IC (0.8-1.6)
P=0,56
Low
Essendo uno studio a 4
bracci notevoli I fattori di
confondimento.
Non vengono riportati risultati statistici
ma solo dichiarata l’efficacia a favore
dell’idrocolloide quando comparato con la
medicazione in garza
Non vengono riportati risultati statistici
ma solo dichiarata l’efficacia a favore
dell’idrocolloide quando comparato con la
medicazione in garza
Non vengono riportati risultati statistici
ma solo dichiarata l’efficacia a favore
dell’idrocolloide quando comparato con la
medicazione in garza
Dolore: dichiarata solo la percentuale di
riduzione del dolore e riportata la P – dai
dati non è possibile calcolare il RR e l’IC
Low
Riduzione dell’area dell’ulcera: non ci
sono differenze tra i 2 gruppi
Detersione con acqua
di rubinetto
applicazione di crema
emolliente sulla cute
perilesionale Schiuma
di poliuretano
(Mepilex – Molnlycke
Healt Care)
Idrocolloidi, alginati,
best practice locale
Eventi avversi: dichiarati 13 casi
correlati all’utilizzo di medicazione
all’Ibuprofene.
Guarigione dell’ulcera
RR 0,93 95%IC (0,7-1.1)
High -
High -
Low
Malgrado lo studio sia
ben disegnato e ben
condotto, non è possible
estrapolare I dati
statistici
Very low
Persi al follow up 29%
dei pazienti
Dolore: vengono riportate solo le
percentuali, non è possibile effettuare la
stima precisa degli eventi
Non vengono riportati risultati statistici
ma solo dichiarata l’efficacia a favore della
schiuma di poliuretano quando comparata
con la medicazione in garza
High -
106
Medicazioni in silicone
AUTORE
Li-Tsang CW, 2011
DISEGNO DELLO
STUDIO
RCT
Harte D, 2009
RCT pilota
INTERVENTO
Medicazione in gel di
silicone applicato in
maniera continuativa
x 6 mesi
(Cica-Care)
Medicazione in
silicone
(Mepiforma)
+ indumenti elastici
per esercitare la
pressione sulle
cicatrici
(Jobskin)
CONTROLLO
RELATIVE RISK/NNT (95%IC)
GRADE QUALITY
Massaggio di 15
minuti al giorno con
prodotto idratante
Riduzione dell’ipertrofia: p<0.001
High-
Indumenti elastici per
esercitare la
pressione sulle
cicatrici
Riduzione dell’ipertrofia: non è
possibile effettuare una valutazione dato il
low size dello studio
High--
CONTROLLO
RELATIVE RISK/NNT (95%IC)
Medicazioni in argento
AUTORE
Trial C 2010
DISEGNO DELLO
STUDIO
RCT
SF Lo 2008
Revisione sistematica
INTERVENTO
Alginato a base di
argento
(Askina Calgitrol Ag
BBraun)
Medicazioni a base di
argento
Alginato
(Algosteril)
Miglior pratica locale
Infezione:
nessuna differenza significativa (entrambe
le medicazioni sono in grado di gestire il
problema)
Infezione:
nessuna differenza significativa tra le
medicazioni a base di argento quando
paragonate tra di loro (le medicazioni
sono in grado di gestire il problema)
GRADE QUALITY
High--
High--
Medicazioni in carbone
AUTORE
CM da Costa Santos
2010
DISEGNO DELLO
STUDIO
Revisione sistematica
INTERVENTO
Medicazioni a
contenuto, salino a
base carbone,
Metronidazolo
CONTROLLO
RELATIVE RISK/NNT (95%IC)
Non sempre presente
(Data la particolarità
di questo tipo di
lesioni questo aspetto
è accettato)
Odore e dolore:
le medicazioni individuate nel trattamento
hanno avuto un effetto benefico nella
maggior parte dei pazienti anche se non è
possibile effettuare analisi statistiche x
low size study
GRADE QUALITY
High-
107
Medicazioni in collagene
AUTORE
Andriessen A, 2009
DISEGNO DELLO
STUDIO
RCT
INTERVENTO
Collagene di origine
animale + Schiuma
di poliuretano o
garza con paraffina
CONTROLLO
Schiuma di
poliuretano
RELATIVE RISK/NNT (95%IC)
Misurazione TcPO2: p<0.003
Riduzione area dell’ulcera:
p<0.002
GRADE QUALITY
High--
Medicazioni interattive
AUTORE
P. Vowden 2007
DISEGNO DELLO
STUDIO
RCT
Gravante G, 2007
RCT
INTERVENTO
Terapia compressiva
+ amelogenina
(Xelma Mölnlycke
Health Care)
Medicazione all’acido
ialuronico +
dermoabrasione
(Hyalomatrix PA Fidia
Advanced)
CONTROLLO
RELATIVE RISK/NNT (95%IC)
GRADE QUALITY
Terapia compressiva
Riduzione dell’area dell’ulcera: p=0.03
IC 95%(-43.08, -1.01%)
High--
Escarectomia
Guarigione delle ferite:
i risultati descritti non permettono
l’elaborazione dei risultati statistici.
High--
Medicazioni a base di antisettici
AUTORE
Jeffcoate WJ, 2009
DISEGNO DELLO
STUDIO
HTA
Wasiak J, 2008
Systematic Review
INTERVENTO
Garza non aderente
in viscosa
Sulfadiazina
d’argento (SSI)
CONTROLLO
RELATIVE RISK/NNT (95%IC)
GRADE QUALITY
A - Garza non
aderente impregnata
di iodiopovidone
(Inadine)
B – medicazione in
carbossimetilcellulosa
(Aquacel)
Idrocolloidi, garze,
carbossimetilcellulosa,
garze impregnate di
clorexidina,
medicazioni al
silicone,
Film di poliuretano,
idrogel, cure standard
Guarigione, Amputazioni:
i risultati sono sovrapponibili per i 3 tipi di
medicazione.
High
Guarigione:
non evidenziate differenze statisticamente
significative x low size study
High--
Infezione:
Idrocolloidi vs garze + clorexidina non
differenze significative
Film di poliuretano vs garze + clorexidina
108
non differenze significative
medic. Biosintetiche vs SSI non differenze
significative
Dolore:
idrogel vs cure standard RR -1.31 95%IC
[-2.37, -0.25]
medic. Biosintetiche vs SSI RR -1.63 95%
IC [-2.20, -1.06]
medicazioni all’argento vs SSI RR -2.66
95%IC [-6.27, 0.94]
idrocolloidi vs SSI RR -1.19
95%IC [-1.82, -0.56]
Altre medicazioni
AUTORE
Piatkowski A, 2011
DISEGNO DELLO
STUDIO
RCT
Dumville JC, 2011
Revisione sistematica
Piaggesi A, 2010
INTERVENTO
CONTROLLO
RELATIVE RISK/NNT (95%IC)
GRADE QUALITY
Medicazione in
cellulosa +
Poliexanide
(Suprasorb X +
PHMB, Lohmann &
Rauscher)
Film di poliuretano
Crema a base di
sulfadiazine d’argento
(Flammazine1 Solvay)
Tempi di guarigione:
no differenze significative
Dolore:
p < 0.01
High--
Idrocolloidi, garze,
carbossimetilcellulosa,
ferita scoperta
High-
RCT
Soluzione antisettica
(Dermacyn)
Soluzione a base di
iodiopovidone
König M, 2005
RCT
Maggio G, 2011
RCT
Debridement
autolitico
(TenderWet)
Medicazione a base di
aminoacidi e acido
Debridement
enzimatico
(Iruxol)
Alginato di calcio
Infezione:
medicazioni in garza vs ferita scoperta
RR 0.75 IC95% [ 0.46, 1.22 ]
medicazioni in garza vs film in poliuretano
RR 0.84 IC95% [ 0.58, 1.24 ]
Idrocolloidi vs medicazioni in garza
RR 0.70 IC95% [ 0.34, 1.44 ]
Per le altre associazioni non è possibile
aggregare i dati a causa della
disomogeneità degli studi o x low size
study
L’uso delle medicazioni avanzate
comunque migliora gli outcome come
dolore e tempi di cambio delle
medicazioni
Guarigione: P < 0.01
Reinterventi: P < 0.05
Eventi avversi: P < 0.01
Guarigione: non ci sono evidenze
significative tra i 2 gruppi
Guarigione: nessuna differenza
significativa
High--
High--
High--
109
Wasiak J, 2008
Systematic Review
ialuronico
(Vulnamin ® gel) +
alginato di calcio
Sulfadiazina
d’argento (SSI)
Riduzione dell’area dell’ulcera:
P <0.05
Idrocolloidi, garze,
carbossimetilcellulosa,
garze impregnate di
clorexidina,
medicazioni al
silicone,
Film di poliuretano,
idrogel, cure standard
Guarigione:
non evidenziate differenze statisticamente
significative x low size study
High--
Infezione:
Idrocolloidi vs garze + clorexidina non
differenze significative
Film di poliuretano vs garze + clorexidina
non differenze significative
medic. Biosintetiche vs SSI non differenze
significative
Dolore:
idrogel vs cure standard RR -1.31 95%IC
[-2.37, -0.25]
medic. Biosintetiche vs SSI RR -1.63 95%
IC [-2.20, -1.06]
medicazioni all’argento vs SSI RR -2.66
95%IC [-6.27, 0.94]
idrocolloidi vs SSI RR -1.19
95%IC [-1.82, -0.56]
110
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prevalence in the elderly. J Am Acad Dermatol. 2002 Mar;46(3):381-6.
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secondo aggiornamento. numero 17 - marzo 2003
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Maria Mongardi et al. Agenzia Sanitaria e Sociale della Regione Emilia Romagna
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https://nsis.sanita.it/ACCN/accessportalnsis/
http://asr.regione.emilia-romagna.it/asr/
111
Allegato 1
Le scale di valutazione delle lesioni cutanee
Scala EPUAP
GRADO I: Eritema non sbiancante
Cute intatta con eritema non sbiancante di un’area localizzata generalmente in
corrispondenza di una prominenza ossea. Nella cute di pelle scura lo sbiancamento
potrebbe non essere osservabile; il suo colore può differire dall’area circostante.
L’area può essere dolente, dura, molle, più calda o più fredda in confronto al tessuto
adiacente. È possibile che nelle persone di pelle scura la Categoria I sia difficile da
individuare. Può segnalare una persona “a rischio”.
GRADO II: Spessore parziale
Perdita di spessore parziale del derma che si presenta come un’ulcera aperta superficiale
con un letto di ferita rosa, senza slough. Può anche presentarsi come vescicola intatta o
perta/rotta ripiena di siero o di siero e sangue.
Si presenta come un’ulcera lucida o asciutta, priva di slough o ematoma*. Questa categoria
non dovrebbe essere usata per descrivere skin tears (lacerazioni cutanee da
strappamento), ustioni da cerotto, dermatiti associate all’incontinenza, macerazione o
escoriazione. L’ematoma indica danno tessutale profondo.
GRADO III: Perdita di cute a tutto spessore
Perdita di cute a tutto spessore. Il tessuto adiposo sottocutaneo può essere visibile, ma
l’osso, il tendine o il muscolo non sono esposti. Può essere presente slough, ma senza
nascondere la profondità della perdita tessutale. Può includere tratti sottominati e
tunnellizzazione.
La profondità di un’ulcera da pressione di Categoria/Stadio III varia a seconda della
posizione anatomica. Le narici del naso, l’orecchio, l’occipite e il malleolo non sono dotati di
tessuto sottocutaneo (adipe) e le ulcere di Categoria/Stadio III possono essere superficiali.
Al contrario, aree con significativa adiposità possono sviluppare ulcere da pressione di
Categoria/Stadio III molto profonde.
Osso/tendine non sono visibili o direttamente palpabili.
GRADO IV: Perdita tessutale a tutto spessore
Perdita di tessuto a tutto spessore con esposizione di osso, tendine o muscolo. Potrebbero
essere presenti slough o escara. Spesso include sottominatura e tunnelizzazione. La
profondità di un’ulcera da pressione di Categoria/Stadio IV varia a seconda della regione
anatomica. Le narici del naso, l’orecchio, l’occipite e i malleoli non hanno tessuto (adiposo)
sottocutaneo, e queste ulcere possono essere superficiali. Le ulcere da pressione di
Categoria/Stadio IV possono estendersi a muscoli e\o strutture di supporto (es., fascia,
tendine o capsula articolare) rendendo probabile l’osteomielite o l’osteite. Ossa \tendine
sono esposti, visibili o direttamente palpabili.
112
Oltre ai precedenti, per gli usa si aggiungono i seguenti gradi
(scala NPUAP)
Non Stadiabile\ Non Classificabile: Perdita a tutto spessore di cute o tessuto –
profondità ignota
Perdita di tessuto a tutto spessore in cui l’effettiva profondità dell’ulcera è completamente
nascosta da slough (di color giallo, beige, grigiastro, verde o marrone) e\o escara (di color
beige, marrone o nero) presenti sul letto della lesione. Fino a quando lo slough e\o l’escara
non vengono rimossi in modo tale da esporre la base dell’ulcera, non è possibile
determinare la reale profondità; ciò nondimeno l’ulcera sarà di Categoria/Stadio III oppure
IV. Un’escara stabile (secca, adesa, integra, senza eritema o fluttuazione) localizzata sui
talloni ha la funzione di “naturale (biologica) copertura del corpo” e non dovrebbe essere
rimossa.
Sospetto Danno dei Tessuti Profondi – profondità ignota
Area localizzata di color porpora o marron rossastro di cute integra, oppure vescica a
contenuto ematico, secondaria al danno dei tessuti molli sottostanti dovuto a pressione e\o
forze di stiramento. L’area potrebbe essere preceduta da tessuto che appare dolente, duro,
molliccio, cedevole, più caldo o più freddo rispetto al tessuto adiacente. Il danno dei tessuti
profondi potrebbe essere difficile da individuare nelle persone di pelle scura. L’evoluzione
potrebbe includere una sottile vescica su un letto di lesione di colore scuro. La lesione
potrebbe evolvere ulteriormente ricoprendosi con un’escara sottile. L’evoluzione potrebbe
esporre in tempi rapidi ulteriori strati di tessuto anche applicando un trattamento ottimale.
Pressure Sore Status Tool (PSST detto anche Bates-Jensen
Wound Assessment Tool – BWAT)
INDICAZIONI GENERALI
Compilare il modulo allegato per valutare lo stato della lesione dopo aver letto le definizioni
e le modalità di valutazione descritte a seguire. Valutare una volta alla settimana e ogni
qual volta vi sia un cambiamento nella lesione. Classificare tramite l’assegnazione di un
punteggio a ciascun item selezionando la risposta che meglio descrive la lesione e
inserendo il risultato nella colonna apposita, previo datazione.
Quando si è classificata la lesione in tutte le categorie, calcolare il punteggio totale
sommando i parziali dei 13 items. Più alto è il punteggio finale, più grave è lo stato della
lesione.
Riportare il punteggio totale sul Pressure Sore Status Continuum per determinare
l’andamento della lesione.
ISTRUZIONI SPECIFICHE
1- DIMENSIONI: Usare il righello per misurare in cm la massima lunghezza e la massima
larghezza della lesione, quindi moltiplicare tra loro tali valori.
2- PROFONDITÀ: Riportare la profondità e lo spessore più appropriati alla lesione
utilizzando queste descrizioni:
1. Danno tessutale, ma nessuna perdita di continuità nella superficie cutanea.
113
2. Abrasione superficiale abrasione, vescica o cratere superficiale. Allo stesso livello della
superficie della cute, e\o in rilievo ( es., iperplasia)
3. Cratere profondo con o senza sottominatura dei tessuti adiacenti.
4.Visualizzazione di strati di tessuto impedita dalla presenza di necrosi.
5. Le strutture di supporto includono tendini e capsule articolari.
3- BORDI: Usare questa guida:
Indistinti, diffusi = non è possibile distinguere chiaramente il contorno della lesione.
Attaccati = allo stesso livello o rasenti alla base della lesione, nessun lato o parete
presente; piatti.
Non attaccati = sono presenti lati o pareti; la base o pavimento è più profondo dei bordi.
Arrotolati, ispessiti = da morbidi a duri e flessibili al tatto.
Ipercheratosici = formazione di tessuto calloso intorno alla lesioni e ai bordi.
Fibrotici, cicatriziali = duri e rigidi da toccare.
4- SOTTOMINATURE: Valutare inserendo un applicatore con la punta di cotone sotto il
bordo della lesione; procedere senza forzare finché avanza; sollevare la punta
dell’applicatore affinché possa essere sentita o vista sulla superficie della pelle;
contrassegnare con un pennarello tale punto; misurare la distanza fra il segno e il bordo
della lesione. Continuare la rilevazione intorno alla lesione. Utilizzare una guida di
misurazione metrica trasparente a cerchi concentrici divisi in 4 quadranti (25%) per
determinare la % di lesione coinvolta.
5- TIPO DI TESSUTO NECROTICO: Riportare il tipo di tessuto necrotico predominante
nella lesione in base a colore, consistenza e aderenza usando questa guida:
Tessuto non vitale bianco\grigio = può apparire prima che la lesione si apra, la superficie
cutanea è bianca o grigia.
Slough giallo non aderente = sostanza mucillaginosa poco compatta; sparsa in tutto il letto
della lesione; facilmente separabile dal tessuto della lesione.
Slough giallo, moderatamente aderente = spesso, fibroso, agglutinato di detriti; attaccato
al tessuto della lesione.
Escara nera aderente, soffice = tessuto umido, saldamente adeso al tessuto nel centro o
alla base della lesione
Escara nera\dura, saldamente aderente = tessuto duro e crostoso; saldamente adesa alla
base della lesione e ai bordi (simile a una crosta dura).
6- QUANTITÀ DI TESSUTO NECROTICO: Utilizzare una guida di misurazione metrica
trasparente a cerchi concentrici divisi in 4 quadranti (25%) per determinare la % di lesione
coinvolta.
7- TIPO DI ESSUDATO: Alcune medicazioni interagiscono con l’essudato producendo un
gel o intrappolando i liquidi. Prima di valutare il tipo di essudato, detergere delicatamente
la lesione con soluzione fisiologica o acqua. Riportare il tipo di essudato predominante
secondo il colore e consistenza usando questa guida:
Sanguigno = fluido, rosso brillante.
Sierosanguigno = fluido, acquoso, da rosso pallido a rosa.
114
Sieroso = fluido, acquoso, chiaro.
Purulento = fluido o denso, opaco, da marrone chiaro a giallo.
Purulento maleodorante = denso, opaco, da giallo a verde con odore sgradevole.
8- QUANTITÀ DI ESSUDATO: Utilizzare una guida di misurazione metrica trasparente a
cerchi concentrici divisi in 4 quadranti (25%) per determinare la % di medicazione
impregnata di essudato. Usare questa guida:
Nessuno = tessuti della lesione asciutti.
Scarsa = tessuti della lesione umidi, essudato non misurabile.
Poca = tessuti della lesione umidi; umidità distribuita uniformemente nella lesione;
l’essudato coinvolge • del 25% della medicazione.
Moderata = tessuti della lesione saturi; l’umidità può o meno essere uniformemente
distribuita nella lesione; l’essudato coinvolge più del 25% e • del 75% della medicazione.
Abbondante = tessuti della lesione imbibiti di essudato; l’essudato è rilasciato liberamente;
può o meno essere distribuito uniformemente; l’essudato coinvolge più del 75% della
medicazione.
9- COLORE DELLA CUTE PERILESIONALE: Valutare i tessuti nel raggio di 4 cm dai
bordi. Le persone di colore mostrano i colori “rosso brillante” e “rosso scuro” come
un’accentuazione del normale colore etnico della cute o color porpora. Quando le persone di
colore guariscono, il neo-epitelio è di color rosa e può non scurire più.
10- EDEMA DEI TESSUTI PERIFERICI: Valutare i tessuti nel raggio di 4 cm dai bordi.
L’edema senza fovea appare come pelle lucida e tesa. Identificare l’edema con fovea
premendo con fermezza un dito sui tessuti per 5 secondi, dopo aver tolto il dito i tessuti
non riescono a riprendere la posizione precedente e appare un avvallamento. Il crepitus è
un accumulo di aria o gas nei tessuti. Utilizzare una guida di misurazione metrica
trasparente per determinare l’estensione dell’edema dai bordi della lesione.
11- INDURIMENTO DEI TESSUTI PERIFERICI: Valutare i tessuti nel raggio di 4 cm dai
bordi. L’indurimento consiste in un’anomala indeformabilità dei tessuti. Valutarlo pizzicando
leggermente i tessuti. L’indurimento è confermato dall’impossibilità di pizzicare i tessuti.
Utilizzare una guida di misurazione metrica trasparente a cerchi concentrici divisi in 4
quadranti (25%) per determinare la % della lesione coinvolta.
12- TESSUTO DI GRANULAZIONE: Il tessuto di granulazione rappresenta la crescita di
piccoli vasi sanguigni e tessuto connettivale che riempiono le lesioni a tutto spessore. Il
tessuto è sano quando appare lucido, di color rosso vivo, a bottoncini con un aspetto
vellutato. Lo scarso apporto vascolare si rivela con un rosa pallido o biancastro, rosso
scuro.
13- EPITELIZZAZIONE: È il processo di ristrutturazione dell’epidermide in cui compare
una pelle di color da rosa a rosso. Nelle lesioni a spessore parziale può avvenire attraverso
il letto della ferita come anche dai bordi. Nelle lesioni a tutto spessore può avvenire solo dai
bordi. Utilizzare una guida di misurazione metrica trasparente a cerchi concentrici divisi in 4
quadranti (25%) per determinare la % di lesione coinvolta e misurare la distanza a cui il
tessuto epiteliale si estende lesione.
115
Completare il modulo per valutare lo stato della lesione. Valutare ogni item scegliendo la
risposta che meglio descrive la lesione e segnando il punteggio nell’apposita colonna
corrispondente alla data.
Localizzazione: Sede anatomica. Contrassegnare, distinguendo destra (D) o sinistra (S),e
usare una “X” per indicare la sede sul diagramma:
116
117
118
Scala PUSH TOOL 3.0 (Pressure Ulcer Scale)
Istruzioni:
Classificare l’ulcera relativamente ad area di estensione, essudato, e tipo di tessuto
presente. Annotare il punteggio parziale per ciascuna delle caratteristiche dell’ulcera.
Sommare i punteggi parziali per ottenere il totale. La comparazione dei punteggi totali
rilevati nel corso del tempo fornirà un’indicazione del miglioramento o del peggioramento
nella guarigione dell’ulcera da pressione.
Lunghezza x larghezza: Misurare la massima lunghezza (direzione dalla testa ai piedi) e
la massima larghezza (direzione da fianco a fianco) mediante un righello. Moltiplicare i due
valori (lunghezza x larghezza) per ottenere una stima dell’area di estensione in centimetri
quadrati (cm²). AVVERTIMENTO: non approssimare! Utilizzare sempre lo stesso righello e
lo stesso metodo ogni volta che la lesione viene misurata.
Quantità di essudato: Stimare la quantità di essudato (drenaggio) presente dopo aver
rimosso la medicazione e prima di applicare qualsiasi agente topico sulla lesione. Valutare
l’essudato come: assente, scarso, moderato, e abbondante.
Tipo di tessuto: Si riferisce ai tipi di tessuto che sono presenti nel letto della lesione
(ulcera). Assegnare un punteggio pari a “4” se è presente un qualsiasi tipo di tessuto
necrotico. Assegnare un punteggio pari a “3” se è presente una qualsiasi quantità di slough
e se è assente tessuto necrotico. Assegnare un punteggio pari a “2” se la lesione è detersa
e contiene tessuto di granulazione. Ad una lesione superficiale che sta riepitelizzando, deve
essere assegnato un punteggio pari a “1”. Quando la lesione è chiusa, deve essere
assegnato un punteggio pari a “0”.
4. Tessuto Necrotico (Escara): tessuto di colore nero, marrone o marrone chiaro
che aderisce saldamente al letto o ai margini dell’ulcera e potrebbe essere di
consistenza più dura o più molle della cute perilesionale.
3. Slough: tessuto di colore giallo o biancastro che aderisce al letto della lesione in
filamenti o in ammassi ispessiti o che è mucillaginoso.
2. Tessuto di Granulazione: tessuto di colore rosso intenso o rosa, dall’aspetto
lucido, umido e a ‘bottoncini’.
1. Tessuto Epiteliale: nelle lesioni superficiali, è il neo-tessuto di color rosa o
smaltato che si sviluppa dai margini della lesione o sottoforma di isole all’interno
della superficie della lesione.
0. Chiusa: una lesione che è completamente coperta di neo-epitelio (nuova pelle).
119
Istruzioni
Osservare e misurare l’ulcera da pressione ad intervalli regolari usando il PUSH Tool.
Annotare i punteggi parziali e totali, e relativa data, sul Pressure Ulcer Healing Record.
120
Inserire i punteggi totali del PUSH sul Pressure Ulcer Healing Graph.
121
Scala TEXAS
Scala WAGNER
122
Scala ASEPSIS
Dal punteggio globale ASESPIS possono derivare le seguenti categorie:
0- 10 = Guarigione soddisfacente
11- 20 = Disturbo di guarigione
21- 30 = Infezione minore della ferita
31- 40 = Infezione moderata della ferita
> 40 = Infezione severa della ferita
123
124
125
126
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