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la venuta intermedia di gesú - it.la-parusia
1
www.it.la-parusia-viene.com.ar
LA VENUTA INTERMEDIA
DI GESÚ
Gianfranco Benedetto
Studio di questa dot
dottrina e paragone con il nostro
sviluppo della Seconda Venuta di Gesucristo
2
INDICE DELL'ARTICOLO: LA VENUTA INTERMEDIA DI GESU
A) La dottrina della "Parusia Intermedia"
Página
3
1) Libro "Gesù Risorto sta per tornare" di A. Norrito e G. Vinci
4
2) Libro "Parusia Intermedia" di Johannes De Parvulis
6
B) Paragone col Nostro sviluppo dottrinale
1) Punti principali del nostro sviluppo dottrinale
12
12
a) Distinzione tra la Gerusalemme terrena e la Gerusalemme celestiale
12
b) "Elevazione" o "Rapimento" dei santi eletti
12
c) Giudizio dei vivi e dei morti
12
d) Apparizione di Gesù in forma visibile nel cielo nella Parusia e
13
instaurazione del Regno di Dio Terreno
e) Governo di Gesù e dei santi resucitati
13
f) Fine del mondo e sussistenza eterna della Gerusalemme celestiale
13
2) Paragone con la dottrina della "Parusia Intermedia"
C) Conclusioni finali
14
16
3
LA VENUTA INTERMEDIA DI GESÚ
Meno di due anni fa, quando avevo già quasi finito la redazione del mio libro "Il Regno di Dio
si instaura con la seconda Venuta di Gesù Cristo", che come spiego nel Prologo dello stesso fu
studiato e scritto durante nove anni, presi conoscenza della dottrina che sostiene la cosidetta
"Venuta Intermedia" di Gesù Cristo alla terra.
Dato che praticamente tutti gli autori che sviluppano questo tema sono italiani, ed i suoi libri
sono scritti in questa lingua, mi trovai in Internet con questi articoli, quando ero impegnato
nella traduzione al italiano del mio libro "La piena vita cristiana", pubblicato nel Sito Web
www.it.contempladores.com.ar.
Mi interessò molto il tema, perché aveva diretta relazione con tutta l'esegesi e lo sviluppo
dottrinale che realizzai nel libro menzionato in primo termine, per quello che studiai tutto il
materiale che potei trovare, ed ora presento in questo articolo una sintesi di quello che ho
trovato su questa dottrina, facendo anche un paragone con il sviluppo esegetico del mio
proprio lavoro.
A) La dottrina della "Parusía Intermedia"
Negli ultimi decenni sono apparsi alcuni teologi e studiosi della Bibbia che cominciarono a
sviluppare quello che denominarono la "Venuta Intermedia di Gesù" o "Parusía Intermedia",
secondo l'accezione coniata per il sacerdote italiano P. Martino Penasa attorno all'anno 1990.
Questi studi apparvero come risposta alle rivelazioni che sorgono da molte delle apparizioni
della Madonna, o a locuzioni interne che la Madre ha dato, per esempio tra altre, al P. Stefano
Gobbi, originando il Movimento Sacerdotale Mariano. Si conoscono anche numerosi messaggi
fatti agli cosidetti "carismatici", tanto attribuiti alla Madonna come a Gesù, considerati come
rivelazioni private che hanno ricevuto differenti persone.
In questi messaggi si parla non solo della vicinanza della Parusia, bensì soprattutto
dell'instaurazione del Regno di Dio in questa terra, in un periodo che si è denominato "Millennio
felice", secondo l'interpretazione letterale del passaggio di Apocalisse 20,1-4.
Nel nostro articolo edito in questa Pagina, "Il millenarismo: concetto e portata", sviluppiamo
la storia del milenarismo nella vita della Chiesa, e come a partire da Sant’Agostino si accetta la
dottrina "allegorica" relativa al Capitolo 20 dell'Apocalisse, facendo cominciare il millennio con
l'incarnazione di Gesù Cristo, e fissando il suo termine con la "fine del mondo”.
Questo aspetto spicca molto specialmente nella dottrina della "Parusía intermedia", dove si
afferma che Gesù tornerà alla terra per instaurare il "millennio felice", molto tempo prima (il
periodo simbolico di mille anni) che si produca la sua seconda Venuta per il giudizio Finale.
Dato che quasi la totalità della bibliografia riferita alla Venuta Intermedia di Gesù è di autori
italiani, e si trova in lingua italiana, offriamo ai lettori che parlano spagnuolo una sintesi di testi
dove si sviluppa questa dottrina.
4
Per motivo che non ho potuto leggere le opere dei primi autori, i Padri Aldo Gregori e Martino
Penasa, citerò due dei lavori più conosciuti attualmente, dove ci sono molti riferimenti a questi
pionieri della Venuta Intermedia.
1) Libro "Gesù rísorto sta per tornare", di Antonio Norrito e Girolamo Vinci.
L'autore Antonio Norrito spiega questo tema:
“Precisiamo, però, che il biblista Martino Penasa, nel sostenere la Parusia intermedia non entra
in contraddizione con la dottrina della Parusia finale, come qualcuno ha pensato, ma mette in
luce l’esistenza di un ‘vuoto dogmatico’ nella Sacra Dottrina che la sola dottrina della
Parusia finale non riesce a colmare. In breve, manca una parusia, la cosiddetta Parusia
intermedia accennata in Apocalisse 20. Quindi è bene sottolineare che non è in discussione il
dogma della Parusia finale, fin qui siamo tutti d’accordo, ma bensì si vuole riflettere sulla
mancata definizione di una parusia intermedia, riconosciuta unanimemente dai primi cristiani,
studiata dai Padri della Chiesa e cancellata successivamente dall’interpretazione allegorica di
Origene, Agostino e Girolamo. Ribadiamo ancora che senza la parusia intermedia non si
comprendono bene molti passi biblici e la relativa storia della salvezza dove tutto ha un ordine
secondo il divino progetto. E vedremo in seguito che il non credere alla venuta intermedia di
Cristo può essere molto grave per chi coltiva le virtù teologali, perché si sottrae ai fedeli la
possibilità di credere di sperare di amare in modo perfetto alla Signoria di Cristo anche in
questo mondo e nel nostro tempo.”
Lo stesso autore sviluppa in che cosa consisterà questa Venuta Intermedia di Gesù:
“Che vuol dire ritorno? Cristo è in Paradiso, ritorna perchè è già venuto nella natura umana,
ritorna in modo relativo, perchè Gesù con la Sua Divinità è già presente nell’Eucaristia, ritorna
in quanto si manifesterà in maniera gloriosa a questo mondo e porterà il Suo Regno qui su
questo mondo. E allora questa Sua Venuta rappresenterà l’unione di questi tre o più elementi:
a) Finalmente sarà compiuta la Preghiera che Gesù ci fa fare nel Padre Nostro: venga il Tuo
Regno. Da tutte le creature sarà compiuta in maniera perfetta la Divina Volontà, per cui verrà
su questa terra il Regno del Divino Volere;
b) Coinciderà con la seconda Pentecoste;
c) Sarà il più grande miracolo della Divina Misericordia e il Trionfo dell’Amore Misericordioso di
Gesù, che aprirà il mondo ad una Nuova Era, ad una nuova civiltà, a conoscere finalmente la
civiltà dell’amore;
d) Ma soprattutto il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria e il ritorno di Gesù nella Gloria
coincideranno con l’Avvento del Regno Eucaristico di Gesù”.
Si prospetta in questo lavoro che in definitiva esiste una Triplice Venuta di Gesù:
“E’ necessario chiarire subito i termini del discorso dicendo che esiste una Triplice Venuta di
Gesù: la prima è la sua nascita da Maria Vergine a Betlemme, circa 2000 anni fa, per redimere
l’umanità; la seconda, chiamata ‘Venuta Intermedia’ è il ritorno di Gesù con Potenza e Gloria
su questo mondo per regnare ed è molto vicina; la terza sarà
alla fine della storia
dell’umanità, alla fine del mondo, per il Giudizio Universale e che è molto lontana.”
Una sintesi dei argomenti teologici di questo autore è la seguente:
*Gesù, nella sua Venuta Intermedia, stabilirà il suo Regno terreno, conosciuto come "il
millennio felice."
*In questo millennio Satana sarà "Legato", cioè, non potrà sviluppare la sua azione tentatrice
tra gli uomini.
*È certo che ancora le conseguenze del peccato originale si faranno sentire, e rimarrà la
debolezza della natura umana, ma essendo stato relegato il diavolo all'inferno e distrutte le
opere del male, tutto favorirà il bene e la santità.
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*Con la Venuta Intermedia di Gesù si parla della "fine dei tempi attuali", e non della "fine del
mondo”.
*Gesù, nella sua Venuta Intermedia, sarà visto per tutti venendo tra le nuvole dal cielo con
gran potenza e gloria.
*Questo regno terreno non sarà ancora lo stadio finale del Regno di Dio, poiché lo stadio finale
è il Paradiso.
*Sarà preceduta dall’Anticristo, che sta per manifestarsi. Prima della manifestazione
dell’Anticristo, secondo S. Paolo ( 2 Ts 2, 3) avverrà la Grande Apostasia, cioè la perdita
della fede nella maggioranza dei cristiani e questa Apostasia è già in atto.
*Vi è dunque la prima risurrezione per i santi e i beati, e una necessaria trasfigurazione per i
superstiti vivi ad opera dello Spirito Santo. La trasfigurazione (come per Gesù in Lc 9, 28-36) è
un anticipo della risurrezione (Ap 20, 4-6). I vivi trasfigurati non subiranno la seconda morte,
quella spirituale, che è la perdita della grazia, ma subiranno la prima morte, che è la morte
fisica, per trovarsi nella risurrezione generale alla fine del tempo.
* Inoltre all’inizio del millennio compare la Gerusalemme messianica. La città scenderà dal
cielo e si poserà in un punto sulla terra (a Dozulé, secondo un messaggio celeste). La Trinità vi
prenderà stabile dimora (Ap 20, 9-27. 22, 1-5). Tuttavia, secondo il libro dell’Apocalisse, vi
sono <le foglie dell’albero> che servono a guarire le nazioni, perché è ancora un tempo, quello
dei mille anni, della misericordia di Dio attraverso i sacramenti e la mediazione della Chiesa.
Questo autore si riferisce anche all’interessante argomento della differenza tra la doctrina
cattolica della “Parusia Intermedia” e quella della “Fine del mondo” creduta dai cristiani
protestanti:
“Spesso alcuni lettori in modo superficiale hanno accostato il concetto di “Venuta Intermedia di
Cristo” all’ idea della fine del mondo annunciata da molti gruppi cristiani protestanti, come ad
esempio quella degli avventisti, dei Santi degli ultimi giorni, e in modo più insistente dei
Testimoni di Geova. Facilmente i due concetti possono essere assimilati da chi non è
competente in materia, accusando ingiustamente i cattolici che credono alla Venuta Intermedia
di eresia o tutto al più di esprimersi come i Testimoni di Geova. In realtà i due concetti
escatologici, pur avendo delle affinità, sono sostanzialmente differenti, perchè:
1)
a livello temporale la Venuta Intermedia di Cristo non corrisponde alla fine del mondo,
ma “alla fine dei tempi”, cioè a questi nostri giorni: mentre sta tramontando un’epoca,
il Signore sta preparando una nuova era, che sarà inaugurata dalla Venuta Intermedia
di Gesù.
2) a livello confessionale la Venuta intermedia di Cristo riguarda tutti gli uomini di ogni
religione. Tutti sono chiamati in un estremo atto di fede durante il”giudizio
interiore”(Grande Avvertimento), a riconoscere Cristo come Dio e Signore dell’universo.
3) a livello teologico la Venuta Intermedia di Gesù pur purificando il mondo attuale con la
seconda Pentecoste non muta la realtà dei sacramenti, anzi i messaggi carismatici
annunciano una maggiore glorificazione dell’Eucaristia e quindi della Chiesa gerarchica,
custode e dispensatrice dei Sacramenti, mentre per i gruppi protestanti con questa
Venuta gloriosa, Cristo comanderebbe direttamente sui fedeli , senza più strutture
ecclesiali e mezzi sacramentali.
Pertanto i cattolici che credono alla Venuta Intermedia di Cristo si distinguono anche da tutti gli
altri cattolici che, confusi della interpretazione di S. Agostino circa il “millennio felice”, non
credono che Cristo un giorno verrà sulla terra come Dio e come Re dell’Universo, ed inoltre si
distinguono da quei cristiani di altre confessioni che pur credendo alla Venuta di Cristo sulla
terra, negano di fatto quella cattolicità così evidentemente proclamata dal Vangelo e dalle
profezie attuali. In realtà quando Cristo verrà nella Venuta intermedia il concetto di cattolicità
si esprimerà in tutto il suo significato, quello appunto dell’universalità delle fede in Cristo
annunciato dagli Apostoli e dai loro validi successori.”
6
2) Libro "Parusia Intermedia" di Johannes Di Parvulis.
Un altro autore che scrive sulla Parusía Intermedia è Johannes Di Parvulis, nel suo libro
"Parusía Intermedia”. Sviluppa in primo luogo i diversi concetti del messianismo, dopo espone
sul millenarismo, tanto nei Padri della Chiesa, come nell'equivoco di Sant’Agostino, e
puntualizza le distinte forme del millenarismo corrotto.
Quindi entra direttamente nel tema della Parusia Intermedia, facendo un'analisi del testo
biblico di Apocalisse 20,4 -7:
“Questa profezia non è l’unica, ma è la più rappresentativa fra tutte quelle che nella Bibbia
annunziano il “Regno di Dio in Terra” come conseguenza della Parusia intermedia. Vi si assume
che il potere mondiale di Satana – tutti sanno che Satana è l’attuale “Principe di questo
mondo” – sarà rimpiazzato dal potere mondiale di Cristo. A partire da quel momento Gesù
Cristo sarà considerato Re dell’umanità, e questa sua regalità effettiva durerà un millennio. Se
alle parole bibliche appena riportate viene dato un senso letterale, che è quanto la Chiesa
raccomanda ogniqualvolta la cosa è possibile, un millennio sono mille anni, ovvero dieci secoli.
Se invece viene dato loro un senso simbolico, i mille anni sono un periodo indeterminato.
Il ragionamento che segue ha una certa sua importanza. Che significano le parole “riprendere
vita e regnare con Cristo per mille anni”, presenti nel testo appena citato? S. Giovanni specifica
che in questo “riprendere vita” consiste la prima risurrezione. Se Giovanni sente il bisogno di
parlare di prima risurrezione, segno è che di risurrezioni ce ne possono essere più di una.
Noi diciamo che ce ne possono essere due. E se questa è la prima, qual’è la seconda? Quella
della Fine del mondo? Certo! Se tutto ciò è vero, ne deriva che le Parusie sono tre, non due, e
che la Parusia intermedia di cui noi parliamo continuamente nella rivista PROFETI DI DIO è
quella di cui Gesù si servirà per instaurare il suo Regno temporale, il Regno messianico. S.
Giovanni prosegue esclamando:
«Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione! La seconda morte
non avrà potere su di loro! Saranno sacerdoti di Dio e del Cristo! Regneranno con lui
per mille anni! »
In questa piccola serie di frasi esclamative S. Giovanni usa l’espressione seconda morte.
Questo ci fa pensare che anche le morti da prendere in considerazione siano due, e se questa è
qualificata di “seconda”, dov’è la prima? Che morte è la prima morte nel pensiero di S.
Giovanni? A nostro avviso non è possibile che S. Giovanni pensi a due morti fisiche (la cosa
non avrebbe senso), ma è possibile che egli pensi a due morti, una fisica e una spirituale. Già
si sa che la prima morte, quella fisica, è obbligatoria per tutti. E la seconda? Chi sono coloro
che saranno esonerati dalla seconda morte, quella spirituale, eterna? Di chi sarà questo
insigne privilegio?
Prevenendo questo nostro interrogativo S. Giovanni afferma in anticipo che coloro che non
morranno della seconda morte (quella eterna) sono i risuscitati della prima risurrezione, cioè
coloro che si saranno lasciati decapitare (tagliare la testa) pur di non abiurare la loro fede in
Cristo. Se Gesù intende affidare a queste persone il governo della Terra rigenerata, ciò
significa che per esse non sarà possibile perdere i vantaggi spirituali già acquisiti con il martirio
appena subìto. Esse avranno già guadagnato il premio eterno, e sarà per questo che Gesù le
sceglierà per “regnare con lui” nel sacerdozio millenario. La ricompensa che questi esseri
umani riceverebbero da Dio “regnando con Cristo per mille anni” significherebbe che Cristo li
avrà giudicati degni di vita beata iniziando già dalla terra, perché questa terra sarà divenuta
come un nuovo Paradiso terrestre.
Che cos’è la terra resa degna di diventare un nuovo Paradiso terrestre? È il Millennio felice
descritto da S. Giovanni nel testo sopra citato, il Regno di Dio in Terra. È il Regno
messianico, quello che il mondo cristiano invoca da due mila anni con la preghiera del Padre
Nostro.”
Di seguito l'autore fa un’analisi molto completa delle "voci mistiche che annunciano un mondo
nuovo", citando molte rivelazioni private su questo tema.
In un'ultima Appendice cita e commenta i passi biblici principali che parlano della Parusia
Intermedia e del Millennio felice:
7
“Padre Martino Penasa, esegeta di spicco, e Mgr Aldo Gregori si sono preoccupati di raccogliere
i passi biblici che parlano della Parusia intermedia e del Millennio felice. Ambedue hanno poi
pubblicato il loro lavoro.
Lo scopo delle pagine seguenti, dodici in tutto, è di offrire al lettore di questo libro la
quintessenza di questi due lavori, e qualche piccola testimonianza personale, come quella
relativa al passo biblico n. 1, che qui segue.
Passo biblico n. 1:
-Matteo 6,9-10. Nella preghiera del “Padre Nostro” noi diciamo: “Sia santificato il tuo Nome,
venga il tuo Regno; sia fatta la tua Volontà come in cielo così in terra”.
Un giorno la Provvidenza mi ha permesso di udire un vescovo cattolico dire ad un suo
confratello: « Non è possibile che le parole del Padre Nostro si riferiscano alla Venuta finale di
Gesù, quella del Giudizio universale, perché in quel momento la storia della terra sarà già
conclusa. » Ne ho dedotto che le espressioni della preghiera del Padre Nostro ci rivelano che
prima di attuarsi nell’eternità il Regno di Dio si attuerà sulla terra. (Johannes De Parvulis).
Passo biblico n. 2:
-Matteo 24, 21-22: “Vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall’inizio del
mondo fino ad ora, nè mai più ci sarà; e se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente
si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati”.
Commentando questo passo Mgr Gregori scrive: «È impossibile che questo testo si riferisca alla
distruzione di Gerusalemme, quella del 70 dopo Cristo ad opera dei Romani, della quale si
parla nei versetti precedenti (Mt 24, 15-20). La tribolazione grande di cui parla il testo si
riferisce sicuramente a qualcosa che riguarda il mondo intero. … Inoltre, nei versetti seguenti
(Mt 24, 23-41) si parla di un periodo di tribolazioni che “per amore degli eletti sarà
abbreviato”. Ne si deduce che la storia dell’umanità dovrà continuare anche dopo tale periodo.
Si dice infatti: “nè mai più ci sarà”. Da questo “nè mai più ci sarà” si capisce che la suddetta
tribolazione riguarda tutta l’umanità, e che non va collocata alla Fine del mondo, ma molto
prima. (Gregori op. cit. p. 15):
Passo biblico n. 3:
– Matteo 24, 37-39. « Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti,
come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e
marito, fino a quando Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e
inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo. »
Commentando questo passo, Mgr Gregori scrive: «Non avrebbe senso riferire queste righe alla
rovina del Tempio e a quella di Gerusalemme; tanto meno è possibile riferirle alla Fine del
mondo. … L’esempio del Diluvio lo fa escludere, perché dopo il Diluvio la vita sulla terra ha
continuato con Noè. Quindi la venuta del Figlio dell’uomo alla quale si fa riferimento è un’altra
da quella finale. » (Gregori, op. cit., p. 13).
Passo biblico n. 4:
– Luca 19, 11-14: «Essi [i discepoli di Gesù, ndr] credevano che il regno di Dio dovesse
manifestarsi da un momento all’altro. Allora Gesù disse: "Un uomo di nobile stirpe partì per un
paese lontano allo scopo di ricevere il titolo di re, e poi ritornare. … Quando fu di ritorno, dopo
aver ottenuto il titolo di re, fece chiamare i servi... »
Padre Penasa scrive: «Con l’Ascensione Gesù parte. E il ritorno come avverrà? Avverrà “allo
stesso modo…”, e questo suppone una Parusia che sia intermedia (gli angeli la predicono in At
1, 11). La partenza di Gesù è per prendere il titolo di “Re”, e il suo ritorno avverrà quando sarà
l’ora di prendere possesso effettivo del “Regno”. » (Penasa, op. cit., p. 31).
Passo biblico n. 5:
– Luca 21, 28 : “Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo,
perché la vostra liberazione è vicina".
Mgr Gregori commenta: «È evidente che si tratta di una liberazione che deve avvenire su
questa terra, durante la nostra vita terrena. La nostra terra sarà liberata dalla malvagità di
Satana, che sarà neutralizzato per mille anni. » (Gregori, op. cit., p. 86-98).
8
Passo biblico n. 6:
– Luca 22, 17-18: «Preso un calice, rese grazie dicendo: “Prendetelo e distribuitelo tra voi,
poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il
Regno di Dio”. »
Mgr Gregori scrive: «È evidente che questo passo fa riferimento ad un Regno di Dio che
esisterà in questo mondo, come anticipo di quello che poi dovrà esistere nell’eternità. »
(Gregori, op. cit., p. 86-98).
Passo biblico n. 7:
– Atti 3, 19-21 ss.: «Pentitevi dunque e convertitevi, affinché vi siano rimessi i peccati, e così
possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore, ed egli mandi quello che vi
aveva destinato come Messia, cioè Gesù. Per ora è necessario che egli rimanga in Cielo fino al
tempo della restaurazione di tutte le cose, come ha detto Dio fin dall’antichità, per bocca dei
suoi santi profeti. Mosè..., e tutti i profeti, da Samuele in poi. »
Padre Penasa commenta questo passo nel modo seguente: «L’apostolo Pietro constata la
risurrezione di Gesù, e assiste poi all’Ascensione. Le parole di Gesù prima dell’Ascensione, e
quelle dell'angelo dopo l'Ascensione, gli fanno capire che la nuova Gerusalemme non si
realizzerà nell’immediato futuro, ma in un futuro remoto. Capisce pure che questa grandiosa
“restaurazione” inizierà con una “Ascensione” identica a quella alla quale ha già assistito, ma in
senso inverso: in “discesa” anziché in “salita”. Spiega alle folle che le promesse fatte da Dio al
suo Popolo parlano di una restaurazione attuabile in questo mondo. La nuova Gerusalemme,
secondo lui, prima ancora di realizzarsi nel mondo futuro (quello eterno) dovrà realizzarsi nel
mondo presente. » (Penasa: op. cit., p. 45).
È normale che la nuova Gerusalemme abbia inizio con una Parusia, alla quale si dovrà dare un
nome. Padre Penasa la chiama: “Parusia intermedia”.
Passo biblico n. 8:
– Atti 1, 11. «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù che è stato di tra
voi assunto al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo. »
Commentando questo passo biblico Mgr Gregori scrive: «Il Regno di Dio verrà instaurato il
giorno in cui Gesù ritornerà sulla terra “allo stesso modo in cui è partito”. Chi dice che il ritorno
prossimo di Gesù si deve intendere come una venuta invisibile e tutta spirituale (o magari
come una specie di apparizione carismatica, o di esperienza mistica) non si accorge di mettersi
in stridente contrasto col Vangelo. Gli angeli dicono ai discepoli: “Quel Gesù che avete visto
salire… ritornerà allo stesso modo…”. Le parole degli angeli appaiono come una prova della
Venuta intermedia di Gesù. » (Gregori: op. cit., p. 25).
Passo biblico n. 9:
– Ebrei 9, 28 «Cristo, essendo stato offerto una volta per togliere i peccati di molti, apparirà
una seconda volta senza rapporto al peccato, a salvezza di coloro che l'aspettano. »
Mgr Gregori commenta: «Gesù dovrà apparire una seconda volta. Quando? Alla Fine del
mondo? In questo brano non troviamo alcun accenno alla Fine del mondo, nè alla risurrezione
dei morti, nè alla glorificazione degli eletti. Quando Cristo tornerà da noi per la seconda volta,
non sarà più per redimerci dal peccato (per la sua opera redentrice il peccato è già stato
debellato) ma per salvare “coloro che l'aspettano”. Chi sono “coloro che lo aspettano”? Non
certo i beati del Cielo che già lo posseggono, ma coloro che debbono essere salvati, cioè coloro
che si trovano ancora nel combattimento di questa vita. » (Gregori, op. cit., p. 86-98).
Conclusione: Il secondo ritorno di Gesù è un ritorno che non chiuderà la storia, ma libererà
definitivamente coloro che combattono le insidie del Maligno, al quale Gesù si è già riferito una
volta definendolo: “Il principe di questo mondo”.
Passi biblici n. 10 e n. 11
– 1 Ts 5, 2-4: «II giorno del Signore viene come un ladro nella notte. E quando diranno “Pace
e sicurezza”, allora improvvisamente la rovina si abbatterà su di essi come i dolori del parto
sulla donna incinta, e non sfuggiranno. Ma voi, o fratelli, non siete nelle tenebre, perché questo
giorno vi sorprenda come un ladro. »
– 2 Ts 2, 1-10: «Per quanto riguarda la venuta di nostro Signore Gesù Cristo e il nostro
adunarci con Lui, vi preghiamo, o fratelli, di non lasciarvi turbare così presto ... come se il
giorno del Signore fosse imminente. Che nessuno vi illuda in alcun modo. È necessario che
9
prima si verifichi l'apostasia, si manifesti l'iniquo, … colui che si esalta al di sopra di tutto ciò
che porta il nome di Dio o è oggetto di culto, fino a insidiarsi nel tempio di Dio e a proclamarsi
Dio. ...
Voi già conoscete l'impedimento attuale, per cui l'avversario non può manifestarsi che nel
momento assegnatogli. Il mistero d'iniquità infatti già esercita la sua azione nefasta; solo c'è
chi per ora lo trattiene, fino a che non venga tolto di mezzo. Allora l'iniquo si manifesterà, ma
Gesù lo distruggerà col soffio della sua bocca, l'annienterà con lo splendore della sua venuta.
La manifestazione dell'empio, per l'azione di Satana, sarà accompagnata da ogni sorte di
portenti … »
Mgr Gregori dice che qui S. Paolo descrive i prodromi del grandioso ritorno di Gesù. Aggiunge
che il pensiero di S. Paolo non è fisso all'ultima Parusia, ma ad una Parusia destinata ad
avverarsi in un futuro più vicino nel tempo, una Parusia che teoricamente potrebbe cogliere di
sorpresa anche i suoi contemporanei.
Noi diciamo che si tratta della Parusia intermedia. Il motivo che ci spinge ad affermare questo
è che l'annientamento dell'Anticristo di cui S. Paolo ci parla non è collocabile alla Fine del
mondo. Alla Fine del mondo si parlerà di Satana, non dell'Anticristo.
I segni precursori del ritorno di Gesù, quelli di cui S. Paolo fa menzione, oggi sono già presenti
in mezzo a noi: incredulità, abbandono delle pratiche religiose, apostasia, disorientamento
teologico e morale. È riconoscibile anche l’ “impedimento” che trattiene l’Anticristo. Benché
esso sia volutamente ignorato dagli esegeti, noi diciamo che tale “impedimento” è il Papato. Il
Papato è l'unica fonte di verità e di giustizia che riesca ancora a trattenere la generale
catastrofe. Questo baluardo di verità e di giustizia verrà purtroppo abbattuto. Allora apparirà
l'Anticristo, e non solo come movimento, ma come persona fisica. Malgrado questa durissima
prova, Dio concederà alla sua Chiesa il privilegio di rinascere dalle sue ceneri in vista del
Millennio felice.
Se è vero che le porte dell’Inferno non prevalsero contro Cristo, perché risuscitò glorioso, esse
non prevarranno nemmeno contro il suo Corpo mistico, la Chiesa. Il destino di questa è di
camminare sulle tracce del suo Fondatore: da Betlemme al Calvario, e dal Calvario alla
Risurrezione pasquale.
Passo biblico n. 12
– 1 Ts 1, 9-10: «Tutti raccontano ... come vi siete convertiti a Dio allontanandovi dagli idoli ...
per attendere dai cieli Gesù, suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti affinché ci liberi dall'ira
ventura. »
«Gli esegeti non vanno d'accordo sul significato da dare a queste parole. L'ira che si
approssima è per loro imbarazzante, e qualcuno tra essi pensa alla distruzione di Gerusalemme. Ma S. Paolo non pensa alla distruzione di Gerusalemme. Pensa invece a Gesù che deve
ritornare sulla terra scendendo dal cielo. Ciò appare dal v. 13 del cap. 3 della stessa lettera. »
(Gregori, op. cit., p. 86-98).
Passo biblico n. 13
– Rom 13, 11-12: «È ora che vi scuotiate dal sonno, essendo la nostra salvezza ormai più
vicina di quando abbracciammo la fede. La notte è avanzata e si avvicina il giorno.»
«L'accenno di S. Paolo alla salvezza che ormai è più vicina di quanto non lo fosse al momento
della loro conversione [quella dei fedeli ai quali S. Paolo sta parlando, ndr] non può essere una
salvezza personale, quella già ottenuta col battesimo. Si tratta invece della salvezza completa,
suprema, che dovrà venire il giorno della Parusia intermedia. » (Gregori, op. cit., p. 86-98).
«Quando spunterà questo giorno, esso porterà con sè la “luce universale”, quella che Dio ha
concepito per scacciare la “notte universale”. » (J. De Parvulis).
Passo biblico n. 14:
– II Tim 3, 1-5: «Sappi che negli ultimi giorni sopraggiungeranno tempi difficili. Infatti gli
uomini saranno pieni d'amor proprio, amanti del danaro, millantatori, orgogliosi, diffamatori,
ribelli ai genitori, ingrati, empi, senza cuore e senza pietà, calunniatori, incontinenti, spietati,
senz'amore per il bene, delatori, temerari, gonfi, amanti del piacere più che amanti di Dio,
simulanti una pietà la cui forza disprezzano. Anche da costoro allontanati. »
A proposito dell’espressione "negli ultimi giorni" che qui è usata, Mgr Gregori dice che non è
possibile che si tratti dei giorni della Fine del mondo, altrimenti non avrebbe senso la
raccomandazione dell'Apostolo al suo discepolo: "anche da costoro allontanati".
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Dato che l’espressione "negli ultimi giorni" viene spesso usata dai profeti antichi per indicare
l'Era messianica, noi diciamo che qui si tratta di un futuro indeterminato (un futuro che
teoricamente potrebbe riguardare anche lo stesso Timoteo). Questi “ultimi giorni” noi ora li
stiamo vivendo. Sembra che S. Paolo li descriva per noi, uomini d’oggi. La descrizione è
applicabile al mondo attuale. (Gregori, op. cit., p. 86-98).
Passo biblico n. 15:
Apocalisse 19, 11-20: “Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava
si chiamava "Fedele e Verace": egli giudica e combatte con giustizia. I suoi occhi sono come
una fiamma di fuoco, ha sul suo capo molti diademi; porta scritto un nome che nessuno
conosce all’infuori di lui. E’ avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è Verbo di
Dio. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro. Dalla bocca
gli esce una spada affilata per colpire con essa le genti. Egli le governerà con scettro di ferro e
pigerà nel tino il vino dell’ira furiosa del Dio onnipotente. Un nome porta scritto sul mantello e
sul femore: Re dei re, e Signore dei signori. … Vidi allora la bestia e i re della terra con i loro
eserciti radunati per muover guerra contro colui che era seduto sul cavallo e contro il suo
esercito. Ma la bestia fu catturata e con essa il falso profeta che alla sua presenza aveva
operato quei portenti con i quali aveva sedotto quanti avevano ricevuto il marchio della bestia
e ne avevano adorato la statua. Ambedue furono gettati vivi nello stagno di fuoco, ardente di
zolfo.
Padre Penasa dice che in questo passo è descritta la Parusia intermedia al completo. (Penasa:
op. cit., p. 25).
Passo biblico n. 16:
– Ap 20, 1-8: «Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell’Abisso e una gran
catena in mano. Afferrò il dragone, il serpente antico cioè il diavolo, satana e lo incatenò per
mille anni; lo gettò nell’Abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui, perché non
seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto
per un po’ di tempo. Poi vidi alcuni troni, e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di
giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola
di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il
marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli
altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima
risurrezione. Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha
potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per
mille anni”. Quando i mille anni saranno compiuti, satana verrà liberato dal suo carcere e
uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Gog e Magog, per adunarli per la
guerra… »
Padre Penasa afferma che questo passo descrive il Millennio felice, e precisa: «Il particolare dei
mille anni posteriori a detta Parusia è ripetuto sei volte, questo affinché a nessuno venga in
mente di dubitarne. » (Penasa, op. cit., p. 25).
Mgr Gregori, dal canto suo, dice che il dramma umano è destinato a svolgersi intieramente su
questa terra. Siccome il Millennio felice fa parte integrante di questo dramma, è evidente che
esso corrisponde a quel Regno che Dio vuole avere anche sulla terra, e con diritto. Detto
Regno va dunque inserito nella storia dell’uomo presente sulla terra. Non è possibile pensarlo
altrimenti.
Per Mgr Gregori le conclusioni sono tre: 1) Il Regno di Dio non può essere collocato nel Vecchio
Testamento perché esso avviene dopo l'immolazione dell'Agnello. 2) Il Regno di Dio non può
essere collocato subito dopo la Redenzione perché il libro dei sette sigilli verrà aperto molto
tempo dopo, e parla di guerre, di calamità, e di castighi che presuppongono l’esistenza di
precedenti infedeltà umane. 3) Il Regno di Dio non può essere collocato nell’eternità celeste
perché sta scritto che i giusti regneranno sulla terra. Si tratta dunque di un Regno di Dio, ma
di un regno terrestre, di un regno che dovrà avvenire dopo gli sconvolgimenti conseguenti
all'apertura dei sette sigilli, e dopo l'imprigionamento di Satana. (Gregori, op. cit., p. 86-98).
Passo biblico n. 17:
– Apocalisse 20 4-6 : «Poi vidi alcuni troni, e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di
giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola
di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il
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marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli
altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima
risurrezione. Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha
potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per
mille anni. »
Secondo Mgr Gregori, le anime di “quanti ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni”,
sono anime sopra le quali la seconda morte (la dannazione) non ha potere. Ciò significa che a
loro è già stata resa giustizia. Sono anime che già godono della ricompensa eterna.
Che senso hanno le parole: “Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni” ? Mgr
Gregori dice che si tratta di una risurrezione corporale, come corporale è la risurrezione dei
morti alla fine del mondo. Tale risurrezione è riservata a pochi. Sono i martiri e i santi della
Grande Tribolazione. Se la seconda morte – la dannazione – non ha potere su di loro, è perché
davanti al nemico di Dio, l’Anticristo, essi hanno preferito lasciarsi decapitare piuttosto che
tradire la loro fede in Cristo.
Passo biblico n. 18:
– I Timotteo 6, 14: “Custodisci il tuo mandato immacolato, irreprensibile, fino alla
manifestazione del Signore Nostro Gesù Cristo”.
Senza commento.
Passo biblico n. 19:
– Fillipesi 4, 5: “Gioite nel Signore, sempre! Di nuovo ve lo dico: gioite! La vostra clemenza
divenga manifesta a tutti gli uomini. Il Signore è vicino".
Senza commento.
Passo biblico n. 20:
– I Corinzi 1, 7-8: “Non manca dono alcuno di grazia a voi mentre siete in attesa della
manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. Sarà lui, appunto, che vi renderà saldi fino alla
fine, affinché siate irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo".
Senza commento.
Passo biblico n. 21:
– II Pt 3, 8-10. "Una cosa però non dimenticate, o carissimi, che un giorno solo presso il
Signore è come mille anni e mille anni sono come un solo giorno. Il Signore non ritarda il
compimento della promessa. Egli porta pazienza verso di noi, non volendo che alcuno di noi
perisca, ma che tutti si volgano a penitenza. Verrà però il giorno del Signore, come un ladro".
Senza commento.
N.B. In modo velato anche il Vecchio Testamento parla della Parusia intermedia.
Cf. per esempio:
Isaia: 2, 1-5; 9, 5-6; 11, 4-9; 14, 9 ss.; 65, 17-25; 66, 14 ss.
Daniele: 7, 9-14; 7, 23-27.
Ezechiele: 37.
Nelle Conclusioni finali l’autore stabilisce le sue considerazioni a modo di sintesi del suo
lavoro:
“I testi biblici ci permettono di affermare che la Venuta intermedia di Gesù avrà per scopo di
inaugurare il Millennio felice. Durante questo Millennio gli uomini della terra vivranno per dare
gloria a Dio, in pace con i fratelli. Si compiranno le parole profetiche del Padre Nostro: “Venga
il Tuo Regno, sia fatta la Tua Volontà, come in Cielo e così in terra”.
Il Millennio felice non ha nulla a che vedere col Millenarismo, che è un concetto eretico,
condannato dalla Chiesa. Il Millennio felice fa parte del meraviglioso Piano che Dio ha concepito
per l’uomo vivente sulla Terra. S. Giovanni evangelista predica a tutti e fa capire a tutti – a
tutti gli interessati – che il Regno di Dio non è una realtà riservata esclusivamente al mondo
eterno, quello che verrà dopo la morte, ma è un Regno che dovrà venire anche sulla terra.
Anzi, sulla terra prima, e in Cielo subito dopo. La durata di questo Regno terrestre è
indeterminata (S. Giovanni, nella Bibbia, usa l’espressione “mille anni”).
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Con la Venuta intermedia di Gesù e l’inaugurazione dell’Era nuova si attuerà un’altra profezia
di Gesù: “Ho altre pecorelle che non sono di questo ovile; anche queste io devo condurre;
ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, sotto un solo pastore”. Dopo la
Venuta intermedia di Gesù ci sarà dunque “Un solo ovile, sotto un solo pastore”. Non si tratta
di un “sogno”, come ha detto un qualcuno di recente, ma di una realtà. Lo Spirito Santo farà
l’unità. Tutti formeranno un’unica Chiesa, con a capo Pietro (Mt 16, 18).
Prima della Venuta intermedia di Gesù, Dio manderà tanti segni in cielo, sulla terra, e nelle
coscienze. Questi segni avranno per scopo di far capire a tutti che Cristo è l’unico Salvatore del
mondo. Ognuno di noi sceglierà liberamente il campo che più lo interessa: o con Gesù o
contro. Chi sceglierà di essere contro Gesù, andrà col demonio. È evidente che chi sceglierà il
demonio non entrerà nell’Era nuova.
Pochi teologi hanno saputo finora approfondire i testi biblici che parlano della Parusia
intermedia (la Venuta intermedia di Gesù). La maggioranza dei teologi odierni non si interessa
ai messaggi che il Cielo manda alla Terra tramite i Profeti cristiani contemporanei, che sono
persone dotate di carismi straordinari. In mancanza di questo aiuto essi finiscono per fare lo
stesso errore che i Capi del Sinedrio giudaico hanno fatto alla prima Venuta di Gesù. Detti
“Capi” hanno respinto Gesù, non lo hanno accolto, non hanno voluto saperne di cambiare
pensiero in favore di un’interpretazione più spiritualistica delle antiche profezie.
Questa loro mentalità materialistica li ha allora resi schiavi − e altrettanto schiavi li rende oggi
− di un’utopia letale, quella che li spinge a concepire il “Regno di Israele” (il Regno messianico,
diremmo noi oggi) come un Governo mondiale fatto di potere politico.
Secondo il Vangelo, questa contestazione di idee è segno che la Venuta intermedia di Gesù è
imminente.”
Ci sono ovviamente altri autori che seguono questi principi dottrinali, ma con questi due
esempi abbiamo i punti basilari di questa dottrina, specialmente i riferiti ai Padri Penasa e
Gregori, pionieri in questa materia.
Abbiamo così un panorama riassunto della dottrina della Parusía Intermedia, a partire dal
quale tenteremo di fare la sua valutazione e paragone col nostro sviluppo esegetico.
B) Paragone col nostro sviluppo dottrinale.
1) Punti principali del nostro sviluppo dottrinale.
Nello sviluppo dottrinale che facciamo nel libro "Il Regno di Dio si instaura con la Seconda
Venuta di Cristo" abbiamo sei premesse fondamentali:
a) Distinzione tra la Gerusalemme Terrena e la Gerusalemme Celestiale:
Facciamo una distinzione chiara tra la "Gerusalemme Terrena" o "Gerusalemme Messianica",
descritta in Apocalisse 21,9-27 che identifichiamo con la Chiesa Terrena, e la "Gerusalemme
Celestiale", definita nelle visioni di Apocalisse 21,1-8 e 22,1-5, che simbolizza la Chiesa
Celestiale, dimora di Dio, degli angeli e dei santi.
b) "Elevazione" o "Rapimento" dei santi eletti:
I santi vivi al tempo della Parusia, che sono i "vincitori" secondo le esigenze esposte nelle
Lettere alle sette Chiese di Apocalisse 2 e 3, saranno preservati della tribolazione finale nella
terra, essendo "rapiti" al cielo all'incontro col Signore, dove vivranno la Seconda Pentecoste e
le Nozze dell'Agnello (assieme alla Chiesa celestiale o santi risuscitati nella prima
resurrezione), e dopo ritorneranno alla terra insieme a Gesù Cristo nella sua Parusía
(raffigurati per la Gerusalemme messianica che scende dal cielo) per formare e dirigere la
nuova Chiesa santificata e purificata che governerà ed evangelizzerà al mondo superstite del
giudizio dei vivi.
c) Giudizio dei vivi e dei morti:
Gesù, con la Parusia, come recitiamo nel Credo, verrà alla terra a Giudicare ai vivi ed i morti.
Nel giudizio ai vivi, deciderà da un lato chi saranno gli eletti ai quali sollevará alla sua
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presenza, e d'altra parte chi formeranno parte del Regno di Dio Terreno dei vivi o Millennio
felice che sarà instaurato, in modo che non moriranno nella Gran Tribolazione.
I santi morti prenderanno parte per questo giudizio alla Prima resurrezione, e dopo regneranno
insieme a Cristo sul Regno di Dio terreno, dalla Gerusalemme Celestiale.
d) Apparizione di Gesù in forma visibile nel cielo nella Parusía ed instaurazione del Regno di
Dio terreno:
Cristo apparirà nella sua Parusia in forma gloriosa e visibile per tutto il mondo nel cielo,
"presentando" all'umanità a sua Sposa Terrena, la Chiesa, formata per i santi rapiti, purificata
e santificata per la Seconda Pentecoste, chi si distingueranno dal resto dei mortali per l'aureola
di luce che li illuminerà. Si instaurerà di questa maniera il Regno di Dio terreno, dando fine
all'epoca o "eone" attuale, ed iniziando la Nuova Era di pace, giustizia e santità conosciuta
come il "Millennio felice", con la durata simbolizzata per "mille anni."
e) Governo di Gesù e dei santi risuscitati:
Quindi il Signore "ritornerà" alla Gerusalemme Celestiale, da dove governerà e giudicherà non
solo i santi risuscitati che l'accompagneranno, ma anche al Regno di Dio terreno durante tutto
il periodo del Millennio, mediante questi strumenti:
*L'effusione dello Spirito Santo sull'umanità a partire dall'azione di evangelizzazione dei santi
che vissero la Seconda Pentecoste.
*La "Comunione dei santi” forte e rinnovata, che si manifesterà come una comunicazione tra i
santi del cielo e gli uomini aperti ad essa per l'effusione dello Spirito Santo.
*La presenza Eucaristica di Gesù nella terra, che si convertirà nel centro e culmine della vita
cristiana, di una forma mai vissuta prima nella Chiesa.
Inoltre, non esisterà oramai sugli uomini la tentazione di Satana, "incatenato" nell'abisso, da
dove non sarà liberato fino alla fine del mondo.
f) Fine del mondo e sussistenza eterna della "Gerusalemme Celestiale":
Alla fine del periodo della storia umana che denominiamo "il Millennio", Satana sarà liberato
nuovamente e dirigerà contro la Chiesa l'ultimo attacco, ed allora sarà annichilito per il fuoco
che scenderà da Dio. Terminerà allora la storia umana ed avvenerá il Giudizio Finale e la
Resurrezione Universale dei morti, ed i beati risuscitati vivranno eternamente in presenza di
Dio alla Gerusalemme Celestiale.
Sviluppiamo ovviamente anche l'esegesi dettagliata dagli avvenimenti che accompagnano
questi grandi eventi, come per esempio:
*I segni precursori del tempo della fine.
*L'apparizione della "Gran Babilonia", l'umanità "occidentale e cristiana" degli ultimi tempi.
*La proclamazione del "Vangelo del Fine” a tutto il Mondo.
*La distruzione di questa "Babilonia" e la nascita dell'Anticristo.
*La materia del Giudizio di Dio ai santi.
*La Nuova Pentecoste e le Nozze dell'Agnello con la Chiesa.
*La "Trasformazione" dei vivi.
*La distruzione del Regno dell'Anticristo.
*La conversione del popolo ebreo.
*Il governo del Regno di Dio terreno.
*Il senso del Regno di Dio terreno.
*Il compimento delle profezie messianiche dell'Antico Testamento.
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2) Paragone con la dottrina della "Parusía Intermedia."
In primo luogo analizziamo la realtà della "Venuta Intermedia" di Gesù secondo il nostro
sviluppo dottrinale generale:
La caratteristica della "Venuta Intermedia" è che se la differenzia dalla "Seconda Venuta" di
Gesù, lasciando questa ultima denominazione per il momento che si produrrà la "Fine del
mondo” o "Fine dei tempi”, e quella di "Venuta Intermedia" per il momento in che Gesù Cristo
instauri il suo Regno Terreno (tempo della fine dell'attuale epoca dell'umanità) come una
nuova era di giustizia, pace e santità. Il lasso di tempo che media tra le due venute
(Intermedia e Seconda), riceve il nome di "Millennio felice", per l'interpretazione letterale del
passo di Apocalisse 20,1-6.
Nel nostro studio siamo totalmente di accordo con l'esistenza del "Millennio felice" e la
circostanza della sua instaurazione (Venuta di Gesù), benché la chiamiamo "Seconda Venuta" o
"Parusia", perché sosteniamo che è la seconda ed ultima venuta del Signore, che si estenderà
per tutta la durata simbolica dei mille anni, cioè, abbraccerà la totalità del tempo del Regno di
Dio terreno.
Non c’e una Venuta posteriore, ma gli avvenimenti della fine del mondo non sono più che il
culmine del regno di Dio terreno, dove terminerà la missione di Gesù di giudicare e regnare,
che avrà cominciato nel primo momento della sua Parusia. Questo aspetto non rimane chiaro
nello sviluppo dottrinale della "Parusía Intermedia", dove sembra che Gesù venga alla terra in
quell'occasione, ma non si stabilisce in che forma "va via" e dopo "ritorna" finalmente alla fine
dei tempi nella "Seconda Venuta."
Cioè, la differenza che esponiamo tra la "Venuta Intermedia" e nostra "Seconda Venuta"
sembrerebbe essere quasi un problema semantico, benché nello sviluppo esegetico che
proponiamo quando avverà la "Fine del mondo”, secondo lo troviamo esposto in Apocalisse
20,7-10, non c'è nessuna nuova Venuta di Gesù, poiché questo passo non lascia dubbi al
riguardo, Lì si dice che Satana, che è stato liberato, ed i suoi seguaci Gog e Magog, uomini
sedotti nuovamente per la sua tentazione, "saranno divorati per il fuoco che scenderà dal
cielo." È la fine del giudizio dei vivi a cura di Gesù Cristo, che cominciò quando fu instaurato il
Regno milleniale, e ha la sua consumazione con l'annichilazione del mondo materiale, come lo
descrive 2 Pietro 3,10.
Ora vedremo in più dettaglio gli aspetti particolari della dottrina della "Parusía Intermedia”.
Molti dei nostri sviluppi dottrinali visti nel punto B.1 li troviamo abbozzati di maniera più o
meno esplicita nella dottrina della "Parusía Intermedia".
a) Non si fa in forma chiara la distinzione tra la "Gerusalemme Terrena" e la "Gerusalemme
Celestiale", entrambe come descrizioni, simbolizzate per una città, della Chiesa, nei suoi stati
terreno e celestiale. Si mantiene l'errata tesi che la "Gerusalemme Terrena" è realmente una
città che scenderà dal cielo, dandosi anche l'ubicazione possibile di questa discesa. Appare qui
una tesi antica, sostenuta per esempio per il gesuita cileno Manuel Lacunza nella sua Opera
"La venuta del Messia in gloria e maestà", che non trova maggiore sostegno nella scrittura.
b) Nel libro di Johannes De Parvulis citato nel punto anteriore si sviluppa il tema del
"Rapimento" degli eletti:
“Abbiamo già visto che la Parusia intermedia, la Prima risurrezione, e il Sollevamento degli
eletti in cielo sono temi presenti nella dottrina di S. Paolo. S. Paolo ha detto:
«Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li
radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi
che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su
quelli che sono morti, perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono
della tromba di Dio, discenderà dal cielo. Prima, risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, i
vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore
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nell’aria, e così saremo sempre con il Signore. Confortatevi dunque a vicenda con queste
parole. »
In base a queste parole, i morti in Cristo risusciteranno, e i superstiti ancora vivi si uniranno ad
essi per essere “trasportati” in cielo. Chi sono i morti che risusciteranno per “andare incontro al
Signore nell’aria” assieme ai superstiti? E chi sono i superstiti, coloro che S. Paolo identifica
come: “noi, i vivi, i superstiti” ? S. Giovanni dice che coloro che si uniranno ai superstiti vivi
per andare incontro al Signore nell’aria sono i risorti della “Prima Risurrezione”. I superstiti
ancora vivi, all’evidenza, sono coloro ai quali la sorte ha permesso di sfuggire alla terribile
persecuzione dell’Anticristo.
Secondo l’Apocalisse di Giovanni, la “Nuova Gerusalemme” discenderà dal cielo e si poserà
sulla terra, in un punto prescelto da Dio. Io qui mi chiedo: questa “Nuova Gerusalemme”… ce
la potremmo noi immaginare come composta da quelle persone che in precedenza sono state
rapite “nell’aria”, e che ora stanno per ridiscendere in terra assieme a Cristo? L’idea mi sembra
plausibile, ma preferisco lasciare al lettore la risposta finale. Sappiamo che gli angeli
raduneranno numerosi cristiani, e che li trasporteranno fuori dal mondo, in una sezione
dell’atmosfera. Sappiamo che le persone “trasportate” vivranno questa esperienza singolare
non solo in senso spirituale (con la loro anima) ma anche in senso materiale (con il loro corpo).
In tal modo essi saranno preservati dalla Tribolazione in atto sulla terra. Alla fine, cioè dopo la
purificazione dell’umanità, essi dovranno tornare sulla Terra, che non sarà più la Terra di
prima, ma un pianeta Terra completamente rinnovato.”
Noi, nel nostro dettagliato sviluppo esegetico sul tema del "Rapimento", abbiamo già trovato
la risposta che sta lasciando aperta questo autore.
c) Il Giudizio dei vivi si trova abbozzato nella dottrina della Venuta Intermedia, tanto nel
"rapimento" dei santi vivi come nella permanenza di un umanità sopravvissuta che farà parte
del Regno di Dio terreno o "Millennio felice”. Nel nostro lavoro sviluppiamo abbondanti e
dettagliate precisioni su questo tema, includendo un studio della materia del giudizio di Cristo
ai vivi.
d) L'apparizione di Cristo nella sua Parusia in forma visibile anche è menzionata, benché
rimanga nell'ambiguità il tema capitale della sua permanenza o non nella terra. Nel libro di
Antonio Norrito "Gesù risorto sta per tornare" menziona che la Trinità abiterà alla
Gerusalemme che scenderà dal cielo e si poserà probabilmente in Dozulé, senza ulteriori
precisioni.
Noi sosteniamo e dimostriamo con la nostra esegesi che Gesù non rimarrà nella terra in
forma visibile, eliminandosi così di radice tutte le obiezioni che si fanno al cosidetto
"millenarismo" nei casi che si sostiene questa tesi.
e) Anche alcuni aspetti che sostentano il governo di Gesù sul Regno di Dio terreno si
espongono più o meno esplicitamente nella dottrina della Venuta Intermedia, come la Seconda
Pentecoste e la sua influenza nel Regno di Dio terreno, e l'importanza della presenza
Eucaristica di Gesù nella terra, in una rinnovata influenza nella vita della Chiesa.
Vediamo quello che menziona il libro "Gesù risorto sta per tornare" prima menzionato:
“La Potenza di Cristo Eucaristico è impedita a manifestarsi a causa degli ostacoli che noi
poniamo e l’ostacolo è il peccato, peccato personale, peccato sociale, peccato eretto a norma
dell’agire. Tutto questo peccato è un rifiuto che noi opponiamo, una barriera che noi mettiamo,
per cui Cristo Eucaristico non può manifestare la Sua Divina Potenza. Ma quando satana sarà
cacciato all’inferno, la porta dell’abisso sarà chiusa, il potere di satana sarà distrutto, questi
ostacoli saranno rimossi. E allora Gesù nell’Eucaristia esploderà, si manifesterà in tutta la Sua
Potenza, al di là della specie noi lo vedremo, noi lo sentiremo, perchè opererà in noi, in
maniera fortissima come Dio, poichè nell’Eucaristia Gesù è nella pienezza della Divinità, in
mezzo a noi. E come Dio arriverà a trasformare i nostri cuori, arriverà a trasformare le anime,
le famiglie, le nazioni…farà la pacificazione universale, creerà l’unità della Chiesa, finalmente,
dopo tanti anni di disunione e tanti sforzi quasi inutili di ecumenismo, sarà fatta l’unità della
Chiesa.
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Avremo veramente il Regno di Gesù Eucaristico in noi, per cui, vorrei dire, Gesù che ritorna e
si manifesta nella Gloria, si unisce al Gesù che è presente nell’Eucaristia e quasi spalancherà le
porte di queste specie che ancora ce lo veleranno, poichè si possa trasformare, con la Sua
Potenza, tutto e fare finalmente i Cieli nuovi e la nuova terra, per cui il Ritorno di Gesù nella
Gloria coinciderà anche con il più grande Trionfo del Regno Eucaristico di Gesù…”
f) In quanto alla "Fine del mondo” è totale la coincidenza rispetto a che sarà posteriore
all'ultima azione di Satana, quando sia "scatenato" della sua prigione, benché puntualizziamo
già che noi non consideriamo che in questa opportunità si produrrà una nuova Venuta del
Signore, che la dottrina della Parusía intermedia denomina propriamente "Seconda Venuta".
C) Conclusioni finali.
Non c'è nessun dubbio che la nozione della Parusía Intermedia si basa su una considerazione
e studio della Rivelazione della Scrittura completamente azzeccata. L'instaurazione del Regno
di Dio nella terra come conseguenza del ritorno del Signore è un fatto che ha molti e chiari
fondamenti nella Sacra Scrittura che risulta quasi incredibile pensare che questa rivelazione di
Dio dall'Antico Testamento sia stata seppellita e dimenticata nella dottrina della Chiesa durante
praticamente 16 secoli, dal gran equivoco propugnato per Sant’Agostino fino ai nostri giorni.
Le osservazioni generali su questa dottrina li feci nel punto anteriore, essendo la principale
quella che si riferisce allo stabilimento di tre parusie (l'Incarnazione come prima, l'Intermedia
come seconda e la Seconda Venuta alla fine del mondo come ultima), poiché nel mio lavoro
sostengo che ci sono solo due, facendo coincidere l'Intermedia con quella che considero
Seconda ed ultima.
Quello che credo è che alla nozione generale della Parusía Intermedia gli manca un'esegesi
più dettagliata, per generare una dottrina con basi ferme e con maggiori possibilità di essere
difesa contro quelli che subito mettono il grido nel cielo ricorrendo al fantasma del
"millenarismo" condannato per la Chiesa.
Umilmente penso che nel lavoro esegetico che offro nel libro "Il Regno di Dio si instaura con
la Seconda Venuta di Gesù Cristo" si riempie realmente in una buona misura il vuoto dottrinale
che presenta oggi il concetto di "Parusia Intermedia", e cosí ho la speranza che questo studio
permetta, a chi siano interessati in approfondire veramente questo tema, l'opportunità di
avanzare molto più nella comprensione di questa verità tanto fondamentale per la fede
cristiana.
Condivido totalmente tutto quello sostenuto per la maggioranza degli autori che trattano il
tema del Regno di Dio terreno, in quanto all'enorme importanza che ha per la Chiesa ed i fedeli
cattolici. Per riaffermare questo, voglio finire trascrivendo quello che esprimo alla fine del
Prologo del mio libro:
“È necessario oggi, più che in altre epoche, parlare, insegnare, predicare e gridare a grande
voce, se fosse necessario, le verità di Dio sui tempi della fine di questa età presente, di questa
"età malvaggia” (Galati 1,3-5), per alimentare la speranza di quelli che ne hanno bisogno per
continuare ad avanzare nelle sue convinzioni cristiane, a dispetto di tutto ed a tutti, sapendo
che non è in vano, e che santificandosi essi ed aiutando a santificarsi ad altri, non soltanto
aspetteranno in pace il ritorno di Cristo nella sua Parusía, ma "affretteranno la venuta del
Giorno di Dio", (2 Pietro 3,12), essendo strumenti affinché arrivi più presto possibile
l'instaurazione del Regno glorioso di Cristo in questo mondo”.
Gianfranco Benedetto
Buenos Aires – Argentina
Maggio 2011
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