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Trattamento e cura delle ferite delle piante

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Trattamento e cura delle ferite delle piante
l’equipaggiamento di base. Per
tagliare bene, un utensile deve
avere una lama ben affilata. Una
cesoia smussata schiaccia e un
coltello non affilato provoca ferite
sfilacciate. Solo cesoie e coltelli
taglienti effettuano un taglio
netto e sono più maneggevoli. Per
l’affilatura sono necessari una cote
grezza e per arrotare (successiva
levigatura) una cote più fine.
Viene sostanzialmente affilato
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Trattamento e
cura delle ferite
delle piante
solo il lato esterno; per le cesoie il
lato della lama a volta e per il coltello il lato con l’intaccatura da
ribaltare. Sulla cerniera delle cesoie bisogna occasionalmente apporre una goccia d’olio. Se necessario,
la cerniera va stretta ulteriormente in modo che risultino più facili
da azionare, ma che taglino ancora con esattezza. Per i rami grossi
si raccomanda una sega con lama
regolabile, che può all’occorrenza
essere sostituita. Oltre a questi
utensili per il taglio, soprattutto
se si possiedono molti alberi, è
inoltre utile disporre di forbici
troncarami con lunghi manici e di
una roncola. Questo speciale coltello con lama ricurva è particolarmente utile per la cura delle ferite.
Per riporre le cesoie si addice
molto bene un astuccio da fissare
alla cintura: in tal modo le forbici
sono sempre a portata di mano e
non disturbano. Quale complemento agli utensili per il taglio
occorre disporre di un vaso con
mastice cicatrizzante e un pennello adatto. A dipendenza della
quantità di arbusti sono eventualmente necessari altri utensili e
ausili, quali ad es. sega telescopica, coltello da innesto, sostanza
bianca per il tronco le piante,
anelli di protezione del tronco,
stuoie antigelo e simili.
Favorire il risanamento
Gli interventi necessari con le cesoie, ma anche il gelo, la tempesta o i parassiti causano spesso ferite che danneggiano le piante e costano energia. Dovrebbero essere trattate immediatamente. Il trattamento delle ferite
favorisce una cicatrizzazione naturale più rapida, impedisce l’essiccazione e tiene lontani gli agenti patogeni.
lberi e arbusti solitamente
riescono a sopportare bene
le ferite, provocate anche da
animali, tempeste o altri fenomeni
naturali; il risanamento delle ferite
è una parte naturale della crescita.
Il sostegno è molto propizio
soprattutto per le grandi ferite.
Innanzitutto bisogna rifilare le
ferite, se sono da ricondurre ad una
rottura o a un taglio con la sega. Le
ferite lisce guariscono più velocemente di quelle screpolate che
hanno una superficie nettamente
più piccola. Le ferite screpolate sul
tronco o sui rami causate da macchine (ad es. falciatrici) o dalla selvaggina vengono ritoccate con un
coltello affilato.
acqua e sostanze nutritive verso
l’alto e assimilati (glucosio prodotto) verso il basso. Con la linfa vengono trasportate anche cellule
sugherose, che in autunno separano le foglie dalla linfa e provocano la caduta delle foglie, ma che
chiudono anche le ferite. Nel nodo
del legno non vi sono vasi legnosi,
per cui non vi è alcun flusso di
linfa. I danni al legno sotto la corteccia non possono pertanto essere risanati. La putrefazione dovuta
al ristagno di acqua o ai funghi
distrugge il legno e con il tempo
incava il ramo o il tronco. Occorre
pertanto chiudere le ferite in modo
che l’acqua e i funghi non possano
penetrare nel legno.
Solo la corteccia è viva
Impedire la putrefazione
Le ferite cicatrizzano meglio se
hanno una forma ovale perché,
grazie al flusso della linfa, sono
rifornite in modo ottimale di tessuti cicatriziali e chiuse rapidamente.
E le piante presentano tessuti feriti solo nella corteccia. La corteccia
ricopre il cilindro di legno, costituito da cellule morte. Solo nella corteccia le linfe vegetali fluiscono
nei vasi legnosi e trasportano
Sono pericolose sopratutto le spore
dei funghi con cappello attorno
all’albero, nonché il fungo rosso
(Nectria cinnabarina) e altri parassiti che si propagano con il vento e
che, dopo l’infestazione delle ferite, spingono un intreccio di funghi
(ife) fino al legno sano. Accanto
alle ferite dovute al taglio di rami,
i punti infestati possono essere
anche le screpolature della cortec-
A
cia causate dal gelo o le ferite dovute alla selvaggina. Nella fase di risanamento una chiusura artificiale
della ferita protegge le ferite dalle
infezioni con un apposito mastice
(ad es. "corteccia sintetica"). Il
prodotto per chiudere la ferita non
deve tuttavia essere applicato sul
legno malato, altrimenti non protegge la pianta ma i parassiti e
favorisce la putrefazione!
Non lasciare alcun moncone
Se la ferita si chiude in modo naturale e liberamente, la superficie del
taglio o la ferita viene completamente ricoperta dal tessuto della
ferita. Ovviamente nulla deve
impedire questo processo. Se
necessario, i rami vengono perciò
sempre separati nel punto di crescita, in modo che non si possano
formare monconi. Questi ostacolerebbero infatti il risanamento
della ferita! Sui rami i monconi
senza germogli o rami sono comunque dannosi. Non vengono più
riforniti dal flusso della linfa e seccano. Il legno secco rappresenta
però un terreno ideale per la penetrazione di malattie crittogamiche.
Il cosiddetto anello del ramo è
molto utile per orientarsi per il
taglio. Questo anello si vede chiaramente in molti arbusti. Circonda
i rami nel punto della crescita. Se
un ramo viene tagliato sull’anello,
la ferita produce più tessuto cicatrizzante che ricopre rapidamente
la superficie del taglio. L’anello del
ramo non deve tuttavia essere ferito! Non tagliate pertanto un segmento troppo piccolo e non lasciate neppure monconi! Quando
effettuate il taglio è importante
appoggiare correttamente l’utensile, soprattutto se utilizzate le
cesoie. Le forbici vanno appoggiate con il lato esterno della lama
vicino all’anello del ramo, senza
schiacciare il legno. Per gli arbusti
senza un anello ben visibile (ad es.
il carpino) i rami vengono separati
in modo uniforme molto vicino al
punto di crescita, senza lasciare
monconi.
Strumenti e ausili
Per la cura occorrono utensili e
ausili adatti. Anche per pochi
alberi sono necessari almeno una
sega, un troncarami e un coltello
da innesto. Occorre inoltre una
scala, che fa comunque parte del-
Pezzo di ramo secco causato da un taglio errato
I monconi di ramo devono essere tagliati
direttamente nel punto di crescita sul tronco.
Altrimenti seccano e creano vie di penetrazioni
infettive.
Segare il ramo lungo il tronco
I rami che disturbano devono essere tagliati
direttamente nel punto di crescita. Con un seghetto serramanico si possono raggiungere bene anche
biforcazioni ripide.
Taglio netto della ferita
Le ferite provocate dalla sega sono screpolate
e fanno fatica a chiudersi; il successivo taglio
con un coltello ben affilato aiuta la cicatrizzazione della ferita.
Applicare un mastice per ferite
L’applicazione di un apposito mastice per ferite
impedisce l’asciugarsi del legno e l’infestazione
da funghi.
Ferita trattata
Dopo il trattamento la pianta può chiudere la
ferita in tutta calma.
Segare un ramo secco
Le conifere non hanno un anello visibile. In
questo caso i rami secchi devono essere tagliati
direttamente a filo del tronco.
Tagliare il legno
marcio
Qui il mastice
cicatrizzante è stato
applicato sul legno
malato; in tal modo
il fungo responsabile
della putrefazione ha
potuto proliferare.
Taglio sull’anello del
ramo
Il taglio dovrebbe
sempre essere effettuato
sull’anello del ramo. Si
tratta un rigonfiamento
più o meno spesso, che
circonda il ramo nel
punto della crescita.
Marciume nella
ferita
Le piante chiudono
da sole le ferite.
Spesso ci vogliono
tuttavia anni finché
il callo della ferita
ricopre completamente la ferita.
Fungo nella ferita
Anche in questo caso
una fenditura nella
corteccia non è stato
ripulita in modo
accurato. L’intreccio di
funghi penetra spesso
profondamente nel
legno e deve essere
rimosso completamente.
Chiusura della ferita
dopo il trattamento
Il mastice cicatrizzante protegge la ferita
da taglio dall’umidità,
dall’essiccazione e
dall’infestazione da
funghi durante il
processo di cicatrizzazione.
Callo della ferita
di un ciliegio
Nelle ferite da
taglio non trattate
si formano delle
fessure nelle quali
possono penetrare
facilmente le spore
dei funghi!
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