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APPROCCIO E TRATTAMENTO IN FASE PREOSPEDALIERA E

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APPROCCIO E TRATTAMENTO IN FASE PREOSPEDALIERA E
DIPARTIMENTO
DI EMERGENZAEMERGENZA-ACCETTAZIONE
Struttura Complessa
di Pronto Soccorso-Accettazione
Responsabile: Dott
Dott. A
A. Manfrini
APPROCCIO E TRATTAMENTO
IN FASE PREOSPEDALIERA
E
NELLA I FASE INTRAOSPEDALIERA
DEL PAZIENTE USTIONATO
Dottor Gaetano Pepe
Dirigente Medico di Pronto Soccorso
di C.S.S. di San Giovanni Rotondo
Dottor L.Marasco
Direttore Centro G.U. Brindisi
dott.ssa L.Pupo
Dirigente Medico G.U. Brindisi
INTRODUZIONE
Nonostante la migliore prevenzione le
ustioni restano una causa maggiore di
danno traumatico che interessa, nel
mondo, tutte le età. Ciò nonostante, la
sopravvivenza
i
d
dopo
ustioni
ti i estese
t
è
migliorata sostanzialmente negli ultimi 30
anni.
Questo è dovuto a molti fattori che
comprendono:
• la terapia prepre-ospedaliera immediata,
immediata
• il precoce trattamento dello shock e
d ll
della
potenziale
t
i l disfunzione
di f
i
polmonare postpost-ustione,
• la
migliore
comprensione
dei
meccanismi fisiopatologici coinvolti
nello shock da ustione
ustione,,
• la terapia antibiotica adeguata,
adeguata
• i progressi ottenuti nell’approccio
chirurgico..
chirurgico
PROTOCOLLO
DI PRIMO SOCCORSO
AL
PAZIENTE
USTIONATO
PROTOCOLLO DI PRIMO
SOCCORSO AL PAZIENTE
USTIONATO
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
ENSURE SAFETY
PRIMARY SURVEY
AIRWAY AND CERVICAL SPINE
BREATHING
CIRCULATION
DISABILITY
EXPOSURE
REMOVE/NEUTRALIZE THE FIRE
COOL THE BURN
SECONDARY SURVEY
ENSURE SAFETY
•
•
•
•
SHOUT Grida o chiama aiuto
SHOUT:
ASSESS: Valuta la scena
ASSESS
FREE FROM DANCER
EVALUATE: Valuta il paziente
EVALUATE
PRIMARY SURVEY
•
•
•
•
•
A: airway and cervical spine
B: breathing.
C: circulation.
D: disability.
E: exposure
AIRWAY AND
CERVICAL SPINE
• VALUTA LE VIE AEREE
• SOSPETTA LESIONI DA
INALAZIONE
• ESCLUDI OSTRUZIONE
COMPLETA VIE AEREE
• SE NECESSARIO INTUBA
• PROTEGGI IL RACHIDE
CERVICALE
SEGNI DI SOSPETTA
LESIONE
SO
DA INALAZIONE
O
• Storia di ustione da “fiammata” o
ustione in ambiente
chiuso/confinato
hi
/
fi t
• Ustioni a pieno spessore o
dermiche profonde coinvolgenti
faccia, collo o torace superiore
• Vibrisse nasali bruciate
p
carbonaceo o p
particelle
• Sputo
carbonacee/fuliggine
carbonacee
/fuliggine in orofaringe
• Eritema o edema dell’orofaringe
all’esplorazione
all esplorazione diretta (es.
laringoscopia)
• Raucedine, tosse stizzosa,
stridore inspiratorio
inspiratorio, dispnea o
tachipnea
INDICAZIONI
ALL’INTUBAZIONE
• Ustioni estese e profonde di faccia e
collo + lesioni da inalazione
• Eritema o edema dell’orofaringe
all’esplorazione
p
diretta (es.
(
laringoscopia)
• Modifiche del tono di voce con
raucedine e tosse stizzosa
• Stridore, dispnea o tachipnea
• Inadeguata clearance di secrezioni
con atelettasie
• Ipossia
I
i progressiva
i e persistente
i t t
• Broncospasmo e broncorrea
persistenti
BREATHING
• SOMMINISTRA O2 AD ALTE
CONCENTRAZIONI
• VALUTA LESIONI TORACICHE
ASSOCIATE
- Ferite penetranti
- Contusioni polmonari
- pneumotorace
• SOSPETTA INTOSSICAZIONE
DA OSSIDO DI CARBONIO
CIRCULATION
• INCANNULA UNA VENA DI
GROSSO CALIBRO
• REINTEGRA LA VOLEMIA
CON LA FORMULA DI
PARKLAND :
• Quantità
Q
tità da
d infondere
i f d
liquidi tot. 24h =
4ml x (% superficie ustionata)
x (peso Kg)
• Tempi di infusione
- 50% nelle prime 8 ore
- 50% nelle restanti 16h
- Ev.
Ev integr
integr. con fluidi di manmantenimento secondo età.
DISABILITY
• VALUTARE LA FUNZIONE
NEUROLOGICA
• ESCLUDERE LA PRESENZA DI
UNA LESIONE CRANICA
TRAUMATICA
• VALUTARE LA PRESENZA DI
ARITMIE CARDIACHE
DEFIBRILLABILI (uso del DAE)
EXPOSURE
• RIMUOVERE TUTTI GLI
INDUMENTI DEL PAZIENTE
• ESPORRE TUTTA LA
SUPERFICIE CORPOREA
• EFFETTUARE UN PRIMO
ESAME OBIETTIVO
COMPLETO
REMOVE/NEUTRALIZE
THE FIRE
COOL THE BURN
• ALLONTANARE IL PAZIENTE
DALLA FONTE DI CALORE
• NUTRALIZZARE
L’EVENTUALE
L
EVENTUALE PRESENZA DI
UN AGENTE CHIMICO
• RAFFREDDARE LE AREE
USTIONATE
- Abbondante acqua o soluzione
fisiologica fresca (evitare l’uso di
ghiaccio)
• PROTEGGERE IL PAZIENTE
(raffreddare l’ustione ma riscaldare il
paziente, coprendolo con la metallina)
SECONDARY
SURVEY
• CONOSCERE LA DINAMICA
DELL’INCIDENTE
-
tempo intercorso dall’ustione
Meccanismo che lo ha provocata (fiamma,
energia elettrica,
elettrica agenti chimici)
Se l’ustione è avvenuta in spazi chiusi o aperti
• ANAMNESI REMOTA E
PROSSIMA
- Età del paziente, presenza di malattie
concomitanti.
• ESAME TESTATESTA-PIEDI
- Esame obiettivo completo secondo le
linee guida del PTC
TRIAGE
• CODICE VERDE
Ustioni di I grado inferiori del 10%
del TBSA
• CODICE GIALLO
Ustioni di II grado tra il 10% e il
25% del TBSA
• CODICE ROSSO
Ustioni di II e III g
grado superiori
p
al
25%
25
% del TBSA in condizioni
particolari
e
con
patologie
associate
TRIAGE
EXTRAOSPEDALIERO
CON PIU’ USTIONATI
(SULLA ZONA DELL’EVENTO)
SI SOCCORRONO PRIMA
• Pazienti con ustioni
comprese tra il 25% e il 40%
del TBSA
• Pazienti con ustioni
superiori al 40% del TBSA
• Pazienti con ustioni inferiori
al 25% del TBSA
LINEE GUIDA DEL
TRATTAMENTO
NELLA I FASE DEL
PAZIENTE
USTIONATO
CLASSIFICAZIONE DELLE
USTIONI
La classificazione clinica delle ustioni in
tre gradi, stabilita da Boyer
Boyer,, resta da oltre
un secolo e mezzo di quotidiano utilizzo.
Nella pratica clinica viene adottata una
classificazione che identifica con maggior
precisione le strutture anatomiche
interessate dal trauma e consente di
esprimere un più attendibile giudizio
prognostico sulla capacità di guarigione.
Si
usa
distinguere
tra
ustioni
superficiali,, che riepitelizzano con cure
superficiali
locali in meno di tre settimane,
settimane e ustioni
profonde,, che necessitano di copertura
profonde
cutanea.
Primo grado
Secondo grado
superficiale
Secondo grado
profondo
Terzo grado
Tipo di
ustione
Strati
danneggiati
Guarigione
I grado
Epidermide
2-5 giorni
Epidermide,
derma papillare
II grado
((sino alla
superficiale
fi i l
giunzione col
derma reticolare)
5-20 g
giorni
II grado
profondo
Epidermide, derma
papillare, derma
reticolare (sino al
fondo degli annessi
cutanei)
21-35 giorni
III g
grado
Epidermide,
derma, sottocute,
strutture profonde
(muscoli, ossa)
Molti mesi o
mai (in
assenza di
terapia
chirurgica)
USTIONI SUPERFICIALI
Alterano
superficialmente
l’epidermide
p
rispettando
p
le cellule
staminali dello strato germinativo,
consentendo la cicatrizzazione
epiteliale.
• Il primo grado corrisponde alla
lesione degli strati epidermici
superficiali e si manifesta con un
eritema doloroso che evolve
favorevolmente in pochi giorni.
giorni
Ustioni epidermiche o
di 1°
1° grado
d
USTIONI SUPERFICIALI
Il secondo grado superficiale colpisce
lo strato granuloso ma rispetta la quasi
totalità dello strato germinativo.
germinativo Il suo
tipico segno clinico è rappresentato dalle
flittene.. La cicatrizzazione è ottenuta in
flittene
una decina di giorni, e ha come unica
sequela una discromia transitoria di
alcune settimane o mesi. Le ustioni
superficiali non determinano mai esiti
cicatriziali ipertrofici.
ipertrofici
L’evoluzione delle ustioni superficiali
dipende da cure locali ben prestate, che
favoriscano e pilotino la riepitelizzazione.
Ustioni dermiche
superficiali o di 2
2°°
grado superficiale
USTIONI INTERMEDIE
Corrispondono al classico secondo
grado profondo e distruggono più o
meno gravemente lo strato germinativo e
la membrana basale. Sono spesso difficili
da riconoscere nell
nell’immediato
immediato a causa
dell’assenza di lesioni caratteristiche.
Quando preserva in parte le creste
epiteliali, l’ustione è definita intermedia
intermedia-superficiale e la cicatrizzazione è
possibile in meno di 21 giorni.
Ustioni dermiche
profonde o di 2
2°°
grado profondo
USTIONI INTERMEDIE
Quando invece distrugge profondamente
la giunzione dermo-epidermica, l’ustione
è definita intermedio
intermedio--profonda
profonda..
La riepitelizzazione rimane teoricamente
possibile a partire dagli annessi
epidermici del derma profondo.
Tali
ustioni
stioni
intermedie
possono
approfondirsi per effetto di fattori
sfavorevoli, sia locali che generali, come
l’ipossia
l’
ipossia,, l’ipovolemia
l’ipovolemia o l’infezione
l’infezione che
possono convertire
ti l’ustione
l’ ti
i t
intermedia
di in
i
ustione profonda. In assenza di fattori
aggravanti, al contrario, le lesioni si
stabilizzano, evolvendo verso una
cicatrizzazione
i ti
i
ottenibile
tt ibil
i
in
alcune
l
settimane.
USTIONI INTERMEDIE
Il caso delle ustioni intermedie è il più
difficile
da
gestire
poiché
la
cicatrizzazione è aleatoria, Dipende tanto
dall’età dell’ustionato quanto dalla qualità
delle
cure.
Sembra
ragionevole
prevedere un innesto cutaneo quando
l cicatrizzazione
la
i ti
i
non è ottenuta
tt
t dopo
d
la terza settimana di evoluzione (o
dopo la quinta settimana per ustioni del
glutei,, tempi
p condizionati
dorso e dei g
dallo spessore cutaneo a questo livello).
USTIONI PROFONDE
Distruggono la totalità dell’epidermide e
del derma e talvolta anche i tessuti
sottostanti. Sono le ustioni di terzo
grado,, la cui lesione clinica tipica è
grado
rappresentata dall
dall’’escara cutanea che,
in linea di massima, non può guarire
spontaneamente.
Soltanto le ustioni profonde interessanti
superfici
molto
limitate
possono
cicatrizzare senza trapianto, a partire dai
margini sani.
Ustioni a tutto
spessore o di 3°
3° grado
d
Valutazione della
profondità
f dità d
delle
ll ustioni
ti i
USTIONI
USTIONI SUPERFICIALI
USTIONI DI 1°GRADO
USTIONI DI 2°GRADO
SUPERFICIALE
USTIONI PROFONDE
USTIONI DI 2° GRADO
PROFONDO
USTIONI DI 3° GRADO
Superficiali
Classificaz Clinica
ione
Istologia ed
evoluzione
Epidermiche Eritema
o 1
1°
° grado
Edema e distruzione
degli strati più
superficiali
dell’epidermide.
Guarigione spontanea in
4-7 giorni
Iperalge
sia
USTIONI
Profonde
Dermiche
superficiali
o di
2°grado
superficiale
Bolle ,
superficie
rossa o
rosea
umida
umida.
Iperalgesi
a
Dermiche
profonde o
di 2
2°
° grado
profondo
Superfici
e
purpurea
/biancas
tra,
petecchi
e
Ipostesia
A tutto
spessore o
di 3°
3°grado
Superfici
e
grigia,br
una
,dura.
dura
Analgesi
a
Distruzione
dell’epidermide e del
derma papillare.
Guarigione
g
spontanea
p
in
9 –14 giorni
Distruzione epidermide,
derma papillare e parte
del reticolare.
Guarigione spontanea in
16 –25 giorni con
cicatrici
Necrosi completa della
cute e del sottocute.
Formazione di tessuto di
granulazione, guarigione
per cicatrizzazione e
proliferazione dei
margini
VALUTAZIONE
PROGNOSTICA
La valutazione clinica del paziente
ustionato,
ed
il
corretto
inquadramento prognostico,
prognostico deve
essere fatta sulla base dei seguenti
parametri:
•
•
•
•
•
•
•
estensione, p
estensione,
profondità e sede anatomica delle
lesioni;;
lesioni
età del paziente;
paziente;
traumatismi associati all’ustione;
all’ustione;
patologie preesistenti al trauma
trauma;;
dinamica dell’incidente (gli incendi in luogo
chiuso hanno un’alta probabilità di causare
lesioni da inalazione);
inalazione);
agente ustionante (le folgorazioni,
folgorazioni
in
particolare, comportano un elevato rischio di
lesioni neurologiche e cardiovascolari)
cardiovascolari);;
tempo intercorso dal momento del trauma
all’avvio
all avvio della terapia rianimatoria infusionale
infusionale..
CALCOLO DELLA
PERCENTUALE DI USTIONE
USTIONE.
Esistono
numerose
tabelle
p
per
determinare l’estensione della cute
ustionata in percentuale della superficie
corporea totale (TBSA
TBSA)).
Il metodo più semplice e schematico è “la
regola del 9” di Wallace (schema). E’
semplice e di rapido utilizzo, soprattutto
per una prima classificazione sul luogo
dell’incidente
dell
incidente. Non può essere adottata
per il bambino, nel quale testa e arti
rappresentano le superfici più estese.
Calcolo dell’estensione della
superficie corporea ustionata
Regola del nove di Wallace
CALCOLO DELLA
SUPERFICE DI USTIONE
USTIONE.
Dopo l’ospedalizzazione, si utilizzano tabelle
più complesse che tengono conto delle
percentuali esatte rappresentate da ogni
segmento corporeo a seconda dell’età. La più
utilizzata è la tabella di Lund e Browder
(schema). Utilizzate al momento del ricovero
presso
i
Centri
Grandi
Ustionati,
permettono la mappatura precisa delle lesioni
su moduli prestampati, con un codice
cromatico per le diverse profondità.
Un utile aggiunta al calcolo della dimensione
delle aree cutanee parzialmente ustionate è il
palmo della mano comprese le dita del
paziente, che rappresenta l’1% della TBSA.
Calcolo dell’estensione della
superficie corporea ustionata
Diagramma di Lund-Browder
Compilazione Cartella
Clinica
CALCOLO DELLA
PERCENTUALE DI USTIONE
USTIONE.
Per l’iniziale valutazione d’emergenza,
g
, la
classificazione dovrebbe solo distinguere
fra gradi di ustione profonda e
superficiale.
Qualsiasi
danno
da
ustione che induca più di un eritema
cutaneo dovrebbe essere considerato
un’ustione profonda per gli scopi della
terapia intensiva iniziale.
“Tutti i pazienti con ustioni profonde
superiori
al
10%
10%
della
TBSA
richiedono un rimpiazzo volemico ed il
t
trasferimento
f i
t
i
in
un Centro
C t
G
Grandi
di
Ustionati.”
Ustionati
Ustioni
lievi
l
Ustioni
moderate
Estensione < al 10% S.C. con aree
profonde < del 2% S.C.
Ospedalizzazione per bambini ed
pazienti con ustioni in aree critiche
Estensione tra il 10 ed 25% S.C.
con aree p
profonde < del 9% S.C. o
di aree critiche* od in presenza
di malattie sistemiche gravi
Ricovero in C. Ustioni e trattamento
infusivo sempre nei bambini - negli
adulti con ustioni > del 15%
Ustioni
gravi
Estensione > 25%S.C. o Ustioni
profonde > del 10% S.
S C
C. , ustioni
profonde aree critiche* , ustioni
chimiche, ustioni elettriche ,
associate ad inalazione
Ricovero in C. Ustioni e trattamento
rianimatorio infusivo
*
Aree critiche: volto, mani , perineo, piedi.
CLASSIFICAZIONE DEL
PAZIENTE USTIONATO
In base ai parametri descritti prima, è possibile
p
per ciascun ustionato una
p
esprimere
valutazione clinica e adottare i trattamenti più
idonei.
Si possono distinguere schematicamente due
ti i di situazione:
tipi
it
i
l’ ti
l’ustionato
t lieve
li
e il grande
d
ustionato;
Ustionato lieve
Paziente ambulatoriale:
• ustioni < 10% TBSA nell’adulto, o <5% nel
bambino e nell’anziano;
• senza interessamento di volto,
volto mani o perineo;
• senza fattori di gravità associati;
• pazienti in grado di presentarsi regolarmente
in ambulatorio p
per le medicazioni.
GRANDE USTIONATO
Si tratta di una ustione che
necessita di assistenza medica sul
luogo stesso dell’incidente.
P
Presuppone
l’
l’associazione
i i
d ll
delle
seguenti condizioni:
•
•
•
•
•
•
•
ustioni >20% TBSA nell’adulto, o >10% nel bambino;
ustioni profonde >10% della TBSA;
ustioni del distretto cervicofacciale, delle mani o del
perineo, o ustioni profonde circolari di un arto;
scompenso emodinamico o respiratorio;
presenza di lesioni associate (politraumatismo o
lesioni da scoppio);
lesione elettrica ad alto voltaggio o ustioni chimiche;
ustioni in pazienti con gravi patologie mediche
preesistenti
Le ustioni maggiori dei pazienti adulti vengono definite
come lesioni che giustificano un trattamento di terapia
intensiva per almeno 3 giorni dopo il danno.
Ricovero del paziente
p
sulla base dei seguenti
criteri:
• ustioni >10% TBSA nell’adulto, o >5% nel
bambino e nell’anziano;
• ustioni profonde >1%TBSA;
• ustioni del distretto cervicofacciale, delle
mani o del perineo, o ustioni profonde
circolari di un arto;
• scompenso emodinamico o respiratorio;
• presenza di lesioni associate
(politraumatismo);
• ustioni elettriche o chimiche;
• condizioni sociali precarie.
FISIOPATOLOGIA DELLA
MALATTIA DA USTIONE
Il danno da ustione, di profondità e
percentuale significativa, >20
20%
%
nell’adulto
nell
adulto e >10
10%
% nel bambino
sopra i quattro anni di età,
determina la cosiddetta malattia da
ustione,, che non costituisce solo
ustione
un problema locale, ma coinvolge
tutto l’organismo.
MALATTIA USTIONE
Paura
della morte
Perdita
dell’autonomia
dell
autonomia
Alterazione della
propria
immagine
VARIAZIONI
FISIOPATOLOGICHE
DOPO USTIONI ESTESE
L’ustione
contribuisce
sia
all’infiammazione
ll’iinfiammazione
i fi
i
l
locale
l che
h
a quella
ll
sistemica. Nella fase precoce del periodo
post-ustione, sotto il tessuto necrotico è
presente una zona di ischemia;
p
ischemia; q
questa
zona è stata danneggiata dal calore ma non
distrutta e la sua struttura vascolare
compromessa.
Questo
tessuto
marginalmente vitale si può modificare
rapidamente in tessuto non-vitale per
successiva ipoperfusione, edema esteso,
ipossia o infezione.
infezione. Nel periodo di
rianimazione,
la
prevenzione
della
trasformazione della ferita da vitale a nonvitale è di estrema importanza prognostica
nella maggioranza dei pazienti gravemente
ustionati.
VARIAZIONI FISIOPATOLOGICHE
DOPO USTIONI ESTESE
La zona di ischemia è circondata da tessuto
infiammatorio. Diversi mediatori chimici
dell’infiammazione
(citokine,
kinine,
istamina, tromboxano , radicali liberi,
interleuchina--1,
interleuchina
interleuchinainterleuchina-8
e
interleuchina--6) vengono prodotti e
interleuchina
rilasciati
nella
sede
dell’ustione
aumentando la permeabilità capillare
localmente e, quando le ustioni sono
estese, negli organi danneggiati a distanza .
VARIAZIONI
FISIOPATOLOGICHE
DOPO USTIONI ESTESE
Nelle ustioni maggiori il danno locale,
locale che
stimola
il
rilascio
dei
mediatori
dell’infiammazione circolanti, induce una
Risposta
Infiammatoria
Sistemica
responsabile della riduzione del volume
circolante per perdita di liquidi sia per la
loro uscita attraverso la superficie
cutanea lesa, sia per il loro riversarsi nei
tessuti vicini e distanti.
distanti Il meccanismo
principale di questo passaggio di liquidi è
l’aumento
di
permeabilità
del
microcircolo.. L’ipovolemia è l’iniziale
microcircolo
conseguenza
obbligatoria
degli
spostamenti di liquidi che si verificano
dopo il danno esteso da ustione.. Se la
perdita è copiosa si ha l’instaurarsi di
uno shock ipovolemico
ipovolemico..
VARIAZIONI
FISIOPATOLOGICHE
DOPO USTIONI ESTESE
L’organismo risponde alla ipovolemia con
una serie di risposte a catena che sono:
• una vasocostrizione sistemica
• ipossia tissutale la quale comporta un
aumento
t della
d ll permeabilità
bilità capillare
ill
che richiama così un’ulteriore quantità di
liquidi nei tessuti aggravando così
l’ipovolemia.
p
• Se l’
l’ipovolemia
ipovolemia non viene corretta in
maniera idonea e tempestiva si passa da
una fase di shock reversibile ad uno
i
irreversibile
ibil
VARIAZIONI FISIOPATOLOGICHE
DOPO USTIONI ESTESE
D’altra
parte,
se
corretto
aggressivamente,
gg
,
il
problema
p
dell’ipovolemia viene rimpiazzato da
quello dell’edema generalizzato da
ustione. Questo, di per sé, può indurre un
serio danno attraverso un aumento della
pressione del tessuto ed una riduzione
della pressione parziale di ossigeno
tissutale, che induce un ulteriore danno
ischemico alle cellule g
già danneggiate.
gg
L’ipoproteinemia
ipoproteinemia,
che
caratteristicamente si verifica per la
perdita di proteine dai capillari del tessuto
ustionato,,
può
p
accentuare
ulteriormente la formazione di edema
nei tessuti non ustionati e negli organi a
distanza.
PERIODO DI EMERGENZA
Il periodo di emergenza,
emergenza che copre le
prime 48
48--72 ore dall’incidente, è uno dei
più critici per il paziente ustionato.
ustionato La
qualità della prognosi a breve e lungo
termine dipende molto dal trattamento a
cui il paziente è stato sottoposto proprio
i
in
questa prima
i
f
fase
d l decorso.
del
d
Ritardare la correzione dell’ipovolemia,
mediante un’adeguata terapia infusionale
reidratante, può dare luogo a lesioni di
organi vitali con drastico peggioramento
prognostico.
TERAPIA PREPRE-OSPEDALIERA
(FIRST
FIRST-- AID
AID)
La
a qua
qualità
à de
della
a cu
cura
a p
pre-ospedaliera
e ospeda e a
(first
first--aid
aid) è di importanza primaria nel
ridurre gli effetti sia locali che sistemici
dopo il danno da ustione. Un paziente
con ustioni estese,
estese a causa delle
perdite idroidro-elettrolitiche e proteiche,
può andare incontro a shock
ipovolemico.
ipovolemico
p
Il rimpiazzo volemico ed il trattamento
delle vie aeree dovrebbe essere iniziato
precocemente e prima di un trasporto
sicuro in un ospedale generale,
generale e poi ad
un centro per ustionati
IMMEDIATO RIMPIAZZO
VOLEMICO
E’ indispensabile incannulare subito
una vena di buon calibro per iniziare la
terapia rianimatoria infusionale
infusionale.
•
Si dovrebbe prelevare rapidamente
un campione di sangue per misurare il
livello di carbossiemoglobina
g
prima di
p
trattare il paziente con ossigeno.
•
Il rimpiazzo volemico deve
essere
iniziato con la somministrazione di
cristalloidi
i t ll idi come Ringer
Ri
L tt t
Lattato.
Lattato
Seguendo la formula di Parkland
(modificata)::
(modificata)
• la quantità iniziale di somministrazione
dei liquidi dovrebbe essere 3-4ml/Kg/
ml/Kg/%
%
di TBSA,
TBSA la metà dei quali infuso durante
le prime 8 ore post-danno.
INIZIALE RIMPIAZZO
VOLEMICO
La velocità del carico deve essere il più
costante possibile; importanti riduzioni
della velocità del flusso possono indurre
collasso e, paradossalmente, aumento
dell’edema da ustione.
•
In assenza di una accurata valutazione
dell’estensione del danno da ustione si
raccomanda un carico di liquidi iniziale di
20ml/Kg
20
ml/Kg con cristalloidi infusi nella
prima ora post-danno.
•
Per l’alterazione della permeabilità
capillare si ritiene che i colloidi non
siano generalmente indicati nelle
prime 8 ore post
post--danno
danno..
Tipo di fluidi da
somministrare
Cristalloi
di
soluzioni
idroelettroliti
che
Non
dare
colloidi
nelle
prime
24 h
TRATTAMENTO DELLE VIE
AEREE
•
•
•
•
•
•
La seconda priorità sulla scena del
trauma è garantire una protezione
adeguata
delle
vie
aeree
e
somministrare ossigeno mediante
maschera facciale
facciale.
Quando si verifica il danno da ustione
in uno spazio chiuso, si deve sempre
sospettare
l’intossicazione
da
monossido di carbonio.
carbonio
L’intubazione endotracheale e la
ventilazione meccanica sono indicate in
caso di evidenza clinica di insufficienza
respiratoria e, solitamente, nei casi di:
danno maggiore da inalazione;
inalazione;
massivo edema facciale
facciale;;
incoscienza..
incoscienza
CRITERI PER IL
TRASFERIMENTO IN UN
CENTRO GRANDI USTIONATI
• Ustioni di II grado> del 10
10%
% del TBSA in
paz.. con età < 10 aa o > di 50 aa
paz
• Ustioni di II grado > del 20%
20% del TBSA in
paz.. In età tra 10 aa e 50 aa
paz
• Ustioni
U ti i di III grado
d > del
d l 5% del
d l TBSA in
i
ogni età
• Folgorazioni
• Ustioni chimiche
• Ustioni da inalazione
• Ustioni in paz
paz.. con patologie preesistenti
che potrebbero influenzare la gravità
(
(cardiache,
di h
respiratorie,
i t i
i
immunoimmuno
soppressorie, gravidanza)
• Ustioni
con
lesioni
traumatiche
concomitanti
• Ustioni in pazienti che richiedono
particolare supporto sociale o emotivo
TERAPIA INTENSIVA
NELLE PRIME 72 ORE
Questo periodo iniziale postustione
è
caratterizzato
dall’instabilità
cardiovascolare
che può indurre ipoperfusione
tissutale dannosa.
Dopo il ricovero in Terapia
Intensiva un paziente con ustioni
estese e profonde necessita dei
seguenti presidi:
• Ossigeno
Ossigeno:
dovrebbe
essere
erogato con maschera facciale ad
elevato flusso, o mediante
• Ventilazione meccanica se i
criteri precedentemente descritti
vengono soddisfatti.
CONTROLLO DELLE INFEZIONI
L’infezione e’ la causa principale di
morte dei pazienti che sopravvivono alla
fase acuta.
Si
verifica
una
immunodeficienza
secondaria che interessa sia la
componente cellulare che umorale.
Ciò spiega la facilità di comparsa di
complicanze infettive, sia in sede di
lesione, che a distanza.
I presidi terapeutici da adottare sono:
- isolamento del paziente,
- medicazioni frequenti,
- balneoterapia,
- monitoraggio dell’infezione mediante
tamponi delle zone ustionate,
- emoculture, urinoculture, broncoaspirati,
- esami culturali dei CVC e dei CV,
- terapia antibiotica mirata.
NURSYNG DEL PAZIENTE
USTIONATO
All’arrivo del paziente in Pronto soccorso:
- procedere all’exoposure;
exoposure;
- raffreddare e lavare le ustioni con
soluzione fisiologica;
- eseguire balneoterapia nei centri provvisti
di vasca di balneazione;
- disinfettare con blandi antisettici locali, per
non irritare ulteriormente la cute;
- ricoprire con abbondante garza grassa,
coperta con garze sterili e successivo
bendaggio
gg occlusivo;;
- eseguire prima medicazione dopo due
giorni.
TRATTAMENTO ACUTO IN TERAPIA
INTENSIVA IN UN CENTRO GRANDI
USTIONATI
•
•
•
•
•
Accesso endovenoso
endovenoso: se è interessata
più del 40% della TBSA la via
preferenziale è l’inserzione di un catetere
venoso centrale a doppio lume per la
somministrazione di liquidi (lume distale)
e per le
l infusioni
i f i i di farmaci
f
i (lume
(l
prossimale).
Monitoraggio
elettrocardiografico
continuo.
continuo
Ossimetria: per il monitoraggio continuo
Ossimetria
dell’ossigenazione arteriosa.
Catetere urinario
urinario: per il monitoraggio
orario della diuresi.
diuresi
Monitoraggio
continuo
della
temperatura corporea
corporea.
Sondino naso
naso--gastrico a doppio lume.
INIZIALE RIMPIAZZO
VOLEMICO
• Tutti i pazienti con ustioni maggiori
devono essere sottoposti ad infusione di
liquidi.
• La perdita di plasma può superare i
4ml/kg/h e la perdita di sodio i 0.5
mEq/kg/%
mEq/kg/
% TBSA
TBSA. Queste perdite
possono p
p
portare a shock ipovolemico
p
un
adulto con ustioni del 15
15%
%TBSA e un
bambino con ustioni del 5%TBSA se
neonato. Per prevenire lo shock è
necessario rimpiazzare
p
sia il sodio che i
liquidi durante le prime 24 ore.
INIZIALE RIMPIAZZO
VOLEMICO
La formula di Parkland (modificata) si
basa sulla q
quantità di liquidi
q
necessari p
per
rimpiazzare il sodio perso. Essa è
diventata il metodo standard per la
rianimazione del paziente ustionato ed è
quella utilizzata nella nostra pratica clinica.
clinica
La quantità necessaria di Ringer Lattato
dipende, in parte, dai parametri usati per
monitorare la rianimazione. Se si
considera una diuresi di 0,5ml/Kg/h come
indicativa di una perfusione adeguata,
circa 3ml/Kg/%
ml/Kg/%TBSA saranno necessari
nelle prime 24 ore
ore. Se si considera
necessaria
una diuresi di 1 ml/Kg/h,
saranno per forza necessari più liquidi e
quindi si formerà un edema maggiore.
Quantità di fluidi da somministrare
nelle 24 h
1/2 prime 8 h 1/2 nelle
successive 16 h
Adulti
Parkland : Ringer Lattato 3-4ml X
Kg
g X % ustione
Bambini
> Necessità di liquidi
x maggior rapporto S
S.C./peso(
C /peso( 0,07-00,2)e
0 07-00 2)e
maggiore quantità di acqua corporea in rapporto
al peso (75%- 50/60%)
1/2 prime 8 h - 2/3 nelle
successive 16 h. Aggiungere
albumina alla 16 h
Ringer
R
nger Lattato 4ml
ml X Kg X % ust
ustione
one +
1500 mL/m2 S.C. totale
Il calcolo va fatto dall’ora in cui è avvenuta l’ustione
I bambini hanno una maggiore necessità
di sodio e di liquidi e sono più sensibili ad
una
somministrazione
di
fluidi
insufficiente o eccessiva. Un ritardo di
infusione >2 ore dal momento del
trauma causa un incremento di
mortalità nel bambino ustionato.
ustionato
E’ bene precisare che le formule di
infusione sono soltanto delle guide,
guide e che
la fluidoterapia deve essere corretta in
base alla risposta clinica del paziente.
paziente.
La somministrazione eccessiva di liquidi,
soprattutto in presenza di ipoproteinemia,
ipoproteinemia
aggrava l’edema tissutale, aumenta la
pressione
interstiziale,
riduce
la
perfusione dei tessuti, aumenta la
profondità delle lesioni ed aumenta il
rischio di una sindrome compartimentale
e/o di edema polmonare.
Dalle 24 alle 48 ore successive viene
usata la metà del volume di liquidi
calcolato con la formula di Parkland,
associato alla somministrazione di
colloidi.
colloidi
I colloidi sono efficaci nel mantenere il
volume plasmatici e nel ridurre l’edema
tissutale soltanto se la permeabilità di
membrana
è
integra
integra.
Con
una
rianimazione adeguata la permeabilità è
restaurata entro 24 ore.
I bambini e gli anziani tollerano meno gli
effetti dell
dell’edema
edema tissutale rispetto ai
pazienti adulti, per cui è possibile iniziare
l’infusione di colloidi 8-12 ore dopo il
trauma per ridurre la quantità totale
necessaria di liquidi.
Dalle 48 alle 72 ore l’obiettivo è il
mantenimento dell’equilibrio volemico.
volemico.
Mantenimento della stabilità emodinamica
Ustione
Alterata ppermeabilità capillare:
p
Nelle aree ustionate
A distanza
Perdita di liquidi e proteine
ALBUMINA e Na
Ipovolemia, ipoproteinemia,emoconcentrazione,alterazioni
idroelettrolitiche e dell’equilibrio acidoacido-base
Edema diffuso
< volume circolante
SHOCK IPOVOLEMICO
TRATTAMENTO DELLE
LESIONI
DA INALAZIONE
•
•
Le lesioni delle alte e delle basse vie
aeree possono essere dovute a:
danno termico diretto
diretto;
danno chimico per inalazione di
prodotti tossici.
tossici Q
Questi ultimi
fumo e p
possono causare anche danni sistemici
in seguito al loro riassorbimento.
La causa principale di morte durante la
fase acuta dell’ustione è legata alle
lesioni da inalazione. Oltre il 50
50%
% dei
decessi per ustione è dovuto ai
danni da inalazione
inalazione..
TRATTAMENTO DELLE
LESIONI
DA INALAZIONE
Il danno termico da gas surriscaldati
colpisce la laringe, la trachea, i
bronchi e gli alveoli causando edema,
distacco di mucose e ulcerazioni
ulcerazioni.
L’edema della laringe può verificarsi
precocemente
e
trasformarsi
rapidamente
id
t
i
in
ostruzione
t i
d ll
delle
vie
i
aeree.
L’uso di steroidi non riduce la
formazione dell’edema
dell edema ed aumenta il
rischio di infezioni.
infezioni.
TRATTAMENTO DELLE
LESIONI
DA INALAZIONE
•
•
•
•
•
•
L’edema delle vie aeree può facilmente
peggiorare durante le prime 24 ore:
l’indicazione all’intubazione si basa sulle
condizioni generali del paziente e sulla
situazione anatomica delle vie aeree
valutata
l t t mediante
di t laringoscopia
l i
i diretta
di tt
e include:
Edema o flittene dell’orofaringe.
dell’orofaringe.
Stridore,,
sibili,,
voce
rauca
o
broncorrea..
broncorrea
Distress respiratorio
respiratorio..
PaO2
PaO
2<60 o PaCO”>55
PaCO”>55mmHg
mmHg..
Ustioni profonde del volto o del collo.
collo.
Modifica dello stato mentale o
instabilità emodinamica.
emodinamica.
Valutazione iniziale e trattamento
lesioni da inalazione
grave dispnea inspiratoria con stridore, presenza
di Distress Respiratorio e ustioni profonde
testa-collo
Se presenti
Consulenza
Rianimator
e
Intubare !!
Trasferime
nto
SAR
Se assenti
‰ Ricercare segni di lesioni da
inalazione
- Eritema orofarigeo
- Raucedine
- Espettorato di colorito scuro
‰ Porre il paziente in posizione
semiseduta
i d
‰ Somministrare ossigeno
umidificato al 100%
‰ Aspirare secrezioni
‰ Terapia di supporto
supporto:
broncodilatatori , aereosol etc...
‰ Richiedere consulenza ORL per
laringo bronco- fibroscopia
‰ Se presente edema eventuale
terapia con CPAP
‰SE NON
RISOLUZIONE
Lesioni da inalazione
Segni clinici
‰ Incidente in
ambiente chiuso
‰ Sensorio
obnubilato
(possibile
avvelenamento da
CO)
‰ Vibrisse annerite
o bruciate
‰ Ustioni volto e
collo
‰ Edema
Ed
faringe,
f i
laringe epiglottide
‰ Raucedine o tosse
insistente
‰ Espettorato di
colorito fuliginoso
‰ Ronchi,rantoli
sibili
‰ Dispnea
p
inspiratoria
Indagini e dati di
laboratorio
‰ Emogas
Emogas:
pO2 < 60
pCO2 >55
mmHg
‰ Carbossiemoglobinemi
a(>
a(
(>7%)
‰ Rx Torace
‰ Laringo
Laringo-broncoscopia
TERAPIA COMPLEMENTARE
Nel trattamento in terapia intensiva sono
importanti altre componenti:
C
Controllo
ll del
d l dolore
d l
• E’ necessario mantenere un elevato
livello di temperatura dell’ambiente per
prevenire l’ipotermia
p
p
e p
preservare il
benessere del paziente, in particolare
durante la medicazione.
• La gestione del dolore si dovrebbe
basare sulla comprensione dei tipi di
dolore da ustione (dolore associato alla
procedura o dolore di base). Le
necessità
analgesiche
vengono
spesso sottostimate
sottostimate. Sono necessarie
elevate dosi di oppioidi per trattare il
dolore delle ustioni maggiori, sia per via
orale che endovenosa, la morfina è
attualmente il farmaco più diffuso.
diffuso
Sedazione
Dolore “basale”
OPPIACEI
NON OPPIACEI
Az.centrale
Az centrale
Possono provocare depressione
respiratoria
Stretto monitoraggio
Controindicazione in caso di
lesioni da inalazione
morfina solo
e.v. in
somministraz
i
ione
continua
ti
(20 mg (2ff)
in 500 di S.F.
/20--50ml/h
/20
Az.
Az Periferica
Più maneggevoli
Paracetamolo
(15 mg/Kg
ogni 4/6 ore,
disponibile
p
per tutte le
vie di
somministrazi
one), il
K t
Ketorolak
l k (0.2
(0 2
mg/Kg. Ogni
4/6 ore, ev o
per os).
NUTRIZIONE
Pazienti con ustioni gravi presentano
un metabolismo superiore del 100100150%
150
% rispetto al loro metabolismo
b
basale.
basale
l
P
Per
prevenire
i
l’immunodepressione e i ritardi di
guarigione delle lesioni, si raccomanda la
nutrizione enterale p
precoce,, entro le
prime
24
ore
post-ustione,
in
associazione
ad
una
nutrizione
parenterale bilanciata. E’ stato dimostrato
che questa è la migliore profilassi
dell’ulcera da stress, così come il metodo
migliore per mantenere l’integrità della
mucosa intestinale e modulare la risposta
infiammatoria. Nel periodo successivo
all’ustione è necessario raggiungere
quanto prima un bilancio positivo
dell’azoto
dell
azoto, soprattutto nel paziente con
ustioni superiori al 20
20%
%TBSA
TBSA.
TRATTAMENTO DELLE
FERITE
La gestione delle ferite da ustione estesa
inizialmente
non
è
importante,
contrariamente agli aspetti della terapia
intensiva medica. L’unica emergenza
chirurgica non discutibile sono le
escarotomie
di
decompressione.
decompressione
Queste sono indicate in tutte le ustioni a
tutto spessore circonferenziali e che
costringono il tronco e le estremità,
comprese le dita, ed indipendentemente
dalla validità del polso.
INCISIONI
ESCAROTOMICHE
ES
O OM HE
TRATTAMENTO CHIRURGICO
Le indicazioni chirurgiche vengono poste
in funzione della profondità
profondità, della
superficie e della localizzazione delle
ustioni..
ustioni
L’escarotomie vengono effettuate in
ustioni di III grado e a volte anche in
quelle di II grado molto diffuse, che
possono determinare condizioni cliniche
particolari, tipo l’impossibilità della
respirazione
i i
per costrizione
ti i
cervicale
i l e
toracica o la presenza di situazioni
ischemiche pericolose agli arti e alle dita,
oltre che in base alle condizioni cliniche
generali del paziente.
Il trattamento chirurgico degli esiti
da ustione
stione
•
In che modo avviene la
guarigione delle ustioni?
•
La specie umana NON
guarisce attraverso un
processo di rigenerazione
p
g
tissutale…
•
…bensì
bensì attraverso la
cicatrizzazione
CONCLUSIONI
•
Qual è al giorno d’oggi l’obiettivo globale
della terapia delle ustioni?
–
Ottenere il reinserimento ottimale del paziente
nella propria vita quotidiana (lavorativa, di
relazione, affettiva)
•
Nelle grandi ustioni questo traguardo, ove sia
realizzabile, richiede una lunga serie di trattamenti
coordinati, fra i quali hanno grande importanza gli
interventi chirurgici, spesso ripetuti, per il trattamento
degli
g esiti cicatriziali.
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GRAZIE
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