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Regione Campania Il Commissario ad Acta per l`attuazione

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Regione Campania Il Commissario ad Acta per l`attuazione
n. 17 del 14 Marzo 2016
Regione Campania
Il Commissario ad Acta
per l'attuazione del piano di rientro dai disavanzi
del settore sanitario della Regione Campania
Delibera del Consiglio dei Ministri dell’11.12.2015
DECRETO
N.
7 DEL 11.02.2016
OGGETTO : Linee di indirizzo per la determinazione dei fondi contrattuali dall’anno 2015 e seguenti
e sulla corretta applicazione di alcuni istituti contrattuali aventi rilevanza sui costi del personale.
PREMESSO :
a) che la legge 30 dicembre 2004 , n. 311 recante “ Disposizioni per la formazione del bilancio
annuale e pluriennale dello Stato ( legge finanziaria 2005) e, in particolare, l’art. 1, comma
180, che ha previsto per le regioni interessate l’obbligo di procedere, in presenza di
situazioni di squilibrio economico finanziario, ad una ricognizione delle cause ed alla
conseguente elaborazione di un programma operativo di riorganizzazione, di riqualificazione
o di potenziamento del Servizio sanitario regionale, di durata non superiore ad un triennio;
b) che la Giunta regionale della Campania con deliberazione n. 460 del 20/03/2007 ha
approvato il Piano di Rientro dal disavanzo e di riqualificazione e razionalizzazione del
Servizio sanitario Regionale ai fini della sottoscrizione dell’Accordo tra Stato e Regione
Campania ai sensi dell’art. 1, comma 180, della legge n. 311/2004”;
c) che con deliberazione del Consiglio dei Ministri in data 23 luglio 2009 il Governo ha
proceduto alla nomina del Presidente pro tempore della regione Campania quale
Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario ai sensi
dell’art. 4, comma 2, del DL 1 ottobre 2007, n. 159, convertito con modificazioni dalla L. 29
novembre 2007, n. 222;
d) che con deliberazione del Consiglio dei Ministri in data 24 aprile 2010 il Presidente pro
tempore della Regione Campania è stato nominato Commissario ad acta per il Piano di
rientro con il compito di proseguire nell’attuazione del Piano stesso, secondo Programmi
Operativi di cui all’art. 1, comma 88 della legge n.191 del 2009;
e) che con le deliberazioni del Consiglio dei Ministri in data 15 ottobre 2009, 3 marzo 2011, 20
marzo 2012, 29 ottobre 2013 con le quali è stato disposto l’avvicendamento nelle funzioni di
sub-commissario ad acta con il compito di affiancare il Commissario ad acta della Regione
Campania;
VISTI gli esiti delle elezioni amministrative regionali dello scorso 31 maggio 2015 ;
VISTI i commi nn.569 e 570 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 “Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015)” con cui – in
recepimento delle disposizioni di cui all’art. 12 del Patto per la Salute 2014 – 2016 – è stato previsto
che “ La nomina a commissario ad acta per la predisposizione, l'adozione o l'attuazione del
piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario, effettuata ai sensi dell'articolo 2, commi 79,
83 e 84, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni, e' incompatibile
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con l'affidamento o la prosecuzione di qualsiasi incarico istituzionale presso la regione soggetta
a commissariamento” ;
VISTA la delibera del Consiglio dei Ministri dell’11 dicembre 2015, notificata in data 8 gennaio
2016, con la quale il dott. Joseph Polimeni è stato nominato Commissario ad acta per l’attuazione
del vigente Piano di Rientro dai disavanzi del S.S.R campano ;
VISTO l’incarico prioritario del Commissario ad acta “di adottare ed attuare i Programmi operativi
2016 – 2018 e gli interventi necessari a garantire, in maniera uniforme sul territorio regionale,
l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizioni di efficienza, appropriatezza, sicurezza e
qualità, nei termini indicati dai Tavoli tecnici di verifica, nell’ambito della cornice normativa vigente” ;
VISTO l’acta prioritario n. ix, riportato nella citata delibera del Consiglio dei Ministri del 11.12.2015
di “razionalizzazione e riqualificazione della spesa per il personale in coerenza con l’effettivo
fabbisogno e ai volumi appropriati di attività erogata”;
CONSIDERATO
che ai fini della riduzione del costo del personale la Regione Campania ha già adottato
provvedimenti giuntali e commissariali con i quali ha inciso sul costo del personale dipendente,
disponendone il blocco del turn – over, la rideterminazione dei fondi per la contrattazione integrativa
aziendale e la diminuzione delle posizioni organizzative e di coordinamento;
che con decreto n. 63 del 22.10.2010 sono state approvate le linee regionali di indirizzo per la
rideterminazione dei fondi contrattuali per le aziende sanitarie della Campania;
che con decreto n. 72 del 2.12.2010 è stato costituito l’organismo regionale per l’esatta esecuzione
del decreto n. 63 del 22.10.2010;
che con decreto n. 6 del 30.01.2012 sono state disposte misure per il contenimento della spesa per
il personale del SSR - Gestione dei fondi della contrattazione integrativa per il triennio 2011-2013;
che con decreto n. 23 del 15.03.2013 sono state disposte le linee di indirizzo per la determinazione
dei fondi contrattuali dall’anno 2013 e sulla corretta applicazione di alcuni istituti contrattuali aventi
rilevanza sui costi del personale;
che con decreto n. 106 del 1.10.2014 sono state disposte le linee di indirizzo per la determinazione
dei fondi contrattuali dall’anno 2014 e sulla corretta applicazione di alcuni istituti contrattuali aventi
rilevanza sui costi del personale;
VISTE
le disposizioni impartite in materia di personale dall’art. 9 del D.L. del 31.5.2010, n.78 convertito,
con modificazioni, nella L. n. 122 del 30.7.2010, relative al contenimento dei trattamenti economici
dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, aventi una finalità di contenimento della spesa, ivi
compreso il trattamento accessorio dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, che, per gli
anni 2011, 2012 e 2013, non deve superare “il trattamento ordinariamente spettante per l’anno
2010”;
la circolare n. 12 del 15/4/2011 del Ministero dell’Economia che, tra l’altro, prevede che il limite
stabilito nel primo comma dell’articolo 9 ha una valenza di carattere generale e di cornice in
relazione alle puntuali misure di contenimento contenute nel medesimo articolo finalizzate a
garantire l’invarianza dei trattamenti retributivi nel triennio di riferimento (2011-2012-2013);
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la ulteriore disposizione della medesima circolare n. 12 del 15/4/2011 del Ministero dell’Economia,
secondo la quale in sede di utilizzo delle risorse per il trattamento accessorio per ciascuno degli
anni 2011-2012-2013, qualora le amministrazioni intendano programmare – sia pure solo ai fini
giuridici stante il blocco degli effetti economici disposto dal comma 21 dello stesso art. 9 –
progressioni economiche all’interno delle aree professionali, le stesse dovranno quantificare i relativi
oneri finanziari rendendo indisponibili le necessarie risorse certe e stabili fino a tutto il 2013, e che
soltanto a decorrere dal 1° gennaio 2014 le progres sioni potranno produrre anche gli effetti
economici, beninteso senza il beneficio della retroattività;
il comma 456, dell’articolo 1 della legge 147/2013 che prevede che “All'articolo 9, comma 2-bis, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
122, le parole: «e sino al 31 dicembre 2013» sono sostituite dalle seguenti: «e sino al 31
dicembre 2014». Al medesimo comma è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «A decorrere dal
1º gennaio 2015, le risorse destinate annualmente al trattamento economico accessorio sono
decurtate di un importo pari alle riduzioni operate per effetto del precedente periodo».
L’art. 9 quinquies del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78 coordinato con la legge di conversione 6
agosto 2015, n. 125 recante: «Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali. Disposizioni per
garantire la continuità dei dispositivi di sicurezza e di controllo del territorio. Razionalizzazione delle
spese del Servizio sanitario nazionale nonché norme in materia di rifiuti e di emissioni industriali.»
ad oggetto Rideterminazione dei fondi per la contrattazione integrativa del personale dipendente
del Servizio sanitario nazionale che prevede che “A decorrere dal 1º gennaio 2015, in presenza di
riorganizzazioni finalizzate al rispetto degli standard ospedalieri, l'ammontare complessivo delle
risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale è permanentemente ridotto
di un importo diminuzione delle strutture operata in attuazione di detti processi di riorganizzazione.”
Il comma 236 dell’art. 1 della legge di stabilità per l’anno 2016 n. 206 del 28/12/2015 che prevede,
che ”A decorrere dal 1° gennaio 2016, l'ammontare comple ssivo delle risorse destinate
annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, di ciascuna delle
amministrazioni pubbliche non potrà superare il corrispondente importo determinato per l’anno 2015
ed sarà, comunque, automaticamente ridotto in misura proporzionale alla riduzione del personale in
servizio, tenendo conto del personale assumibile ai sensi della normativa vigente.”.
RICHIAMATO
il principio generale secondo il quale l’attribuzione di trattamenti economici può avvenire
esclusivamente secondo gli istituti contrattuali previsti dai contratti collettivi alle condizioni
prestabilite, mediante contratti individuali ai sensi del D.Lgs. 165/2001, sancendo
conseguentemente il divieto di attribuire compensi diversi da quelli previsti dai cc.cc.nn.ll. ed il
divieto della distribuzione in maniera indifferenziata o sulla base di automatismi degli incentivi e dei
premi collegati alla performance in carenza delle verifiche e delle attestazioni sui sistemi di
misurazione e valutazione previsti dal decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (art. 18, co. 2);
le linee di indirizzo regionali per il controllo ed il contenimento della spesa gravante sui fondi per il
disagio emanate con nota n. 6985 del 9.11.2011 con le quali, nell’ambito del monitoraggio, controllo
ed indirizzo nei confronti delle aziende sanitarie campane, sono state impartite disposizioni tese al
contenimento dello straordinario, il cui rispetto costituisce adempimento e specifico obiettivo per i
Direttori Generali e Commissari Straordinari delle AA.SS.LL., AA.OO., AA.OO.UU., IRCCS
regionali;
il generale divieto, previsto dalle vigenti disposizioni e recepito nei decreti commissariali n. 4 del
30/9/2009 e n. 63 del 22/10/2010, di attribuzione di risorse al personale dipendente in misura
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superiore ai fondi deliberati, il quale costituisce obbligo ineludibile e specifico obiettivo per i Direttori
Generali;
le disposizioni del Decreto Commissariale n. 6/2012:
•
che per il divieto di alimentazione automatica dei fondi per il triennio 2011-2013 stabilite dal
predetto D.L. n. 78/2010 e per il raggiungimento degli obiettivi del piano di rientro
l’eventuale ammontare del fondo residuo per il triennio 2011-2013 che finanzia le fasce
retributive, l’indennità di funzione ex art. 36 CCNL/99, il valore comune delle ex indennità di
qualificazione professionale, l’indennità professionale specifica, l’indennità di coordinamento
parti fissa e variabile, non può essere utilizzato in alcun modo per incrementare il fondo
della produttività, costituisce economia di spesa e non deve essere contabilizzato tra i costi
dell’esercizio di riferimento;
•
che per le stesse finalità di cui sopra l’eventuale residuo sui fondi che finanziano la
retribuzione di posizione del personale dirigente non può transitare nel fondo di risultato per
il triennio 2011-2013 per un importo superiore rispetto a quello transitato nell’anno 2010, per
cui l’eventuale differenza costituisce economia di spesa e non deve essere contabilizzata
tra i costi dell’esercizio di riferimento;
le disposizioni del Decreto Commissariale n. 23/2013:
di approvazione delle linee regionali di indirizzo per la determinazione dei fondi contrattuali per le
aziende sanitarie della Campania per l’anno 2013 e di indicazione dei seguenti indirizzi:
1. Misure organizzative finalizzate in particolare a che di norma:
• le indennità di pronta disponibilità erogate al personale del Comparto devono rispettare
il limite di 6 turni mensili;
• le indennità di pronta disponibilità erogate al personale Dirigente devono rispettare il
limite di 10 turni mensili;
• i due turni di pronta disponibilità possono essere previsti solo in giornata festiva.
2. Utilizzo di prestazioni aggiuntive o convenzioni con altre aziende solo in casi eccezionali e
temporanei, per particolari esigenze, quali temporanee carenze di organico, necessità di
ridurre le liste di attesa per le discipline tese a garantire i LEA; in ogni caso le prestazioni
aggiuntive, ai sensi dell'art. 55 CCNL/2000 integrato dagli artt. 14 commi 6 e 18 del
CCNL/2005 nonché le prestazioni in convenzione con altre aziende sanitarie ed ospedaliere
regionali, devono essere effettuate dopo aver completato l’orario di servizio dovuto ed aver
utilizzato l'istituto contrattuale del lavoro straordinario, nei limiti previsti dalla vigente
normativa, con la precisazione che qualora non sia stato soddisfatto il normale debito orario,
le attività aggiuntive sono da ritenersi prestate in regime ordinario;
3. Divieto di superamento per il convenzionamento interno e per quello con altre aziende
regionali dell’importo dei costi 2012, ridotti del 10%, ai sensi del D.L. 95/2012 convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 13 e così come integrato dall’art. 1, comma 131,
della legge n. 228 del 24/12/2012 di stabilità per l’anno 2013;
4. Remunerazione delle attività di docenza e tutoraggio aziendale secondo l’importo fissato dai
vigenti CC.NN.LL ivi incluse gli incarichi affidati dalla stessa azienda per gli insegnamenti per
i corsi di laurea universitari delle professioni sanitarie;
5. Predisposizione di un regolamento per la disciplina dell’orario di lavoro del personale
dipendente che preveda le seguenti indicazioni:
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a) La rilevazione della presenza in servizio di tutto il personale dipendente, senza
alcuna esclusione, deve avvenire unicamente a mezzo dell’apposito sistema
informatizzato che prevede l’uso del badge e dei relativi lettori;
b) Le modalità di recupero del debito orario va effettuata, di norma, nel mese successivo
di riferimento, le eccedenze orarie dell’anno sono da azzerarsi, di norma, entro e non
oltre il 28 febbraio dell’anno successivo;
c) Le modalità di prestazione del lavoro straordinario sono da eseguirsi nel rispetto delle
disponibilità presenti nel relativo fondo contrattuale e del budget assegnato alla
struttura di appartenenza e disciplina della banca ore con le modalità di fruizione dei
riposi compensativi, da riconoscersi in ogni caso qualora vengano superati i predetti
limiti. Per il personale della dirigenza eventuali ore rese in eccedenza devono essere
finalizzate al raggiungimento degli obiettivi senza dar luogo a remunerazione;
d) La previsione obbligatoria, ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. n. 66/2003 e s.m.i., di un
intervallo di pausa, non inferiore a 10 minuti, dall’esecuzione della prestazione
lavorativa quando la stessa ecceda le 6 ore. Il periodo di pausa deve essere fruito
consecutivamente e non va computato come lavoro;
e) La disciplina del passaggio di consegne tra il personale del comparto al cambio di
turno che non può essere superiore complessivamente a 10 minuti, come già previsto
dal Decreto commissariale n. 21 del 24.03.2010;
f)
La disciplina delle modalità di servizio della mensa aziendale o del diritto al buono
pasto previsto solo a completamento dell’orario di lavoro e dopo aver effettuato un
intervallo di pausa mensa non inferiore a 30 minuti. Non possono per lo stesso turno
di servizio essere riconosciuti più di un buono pasto, incluse le prestazioni rese in
orario notturno.
le disposizioni del Decreto Commissariale n. 106/2014:
di approvazione delle linee regionali di indirizzo per la determinazione dei fondi contrattuali per le
aziende sanitarie della Campania per l’anno 2014 e seguenti che, allegate al presente atto, ne
costituiscono parte Integrante e sostanziale;
a. di disposizione dei seguenti indirizzi:
1. Le Aziende predispongono e trasmettono alla Struttura Commissariale entro il 30 novembre
2014 il piano delle reperibilità per l’anno 2015, da elaborarsi in ottemperanza alle vigenti
disposizioni contrattuali, e che, fermo restando la garanzia dei livelli essenziali di assistenza,
dovrà essere ispirato ai seguenti criteri:
•
il servizio di Pronta Disponibilità, da realizzarsi solo in orario notturno e festivo, deve
avere la finalità di razionalizzare l’utilizzo delle risorse umane, realizzare un sistema
assistenziale continuo, efficace ed efficiente, affrontare situazioni di emergenza in
relazione alla dotazione organica ed ai profili organizzativi;
•
il servizio di pronta disponibilità dovrà essere organizzato su base dipartimentale; per
i dipartimenti operanti sul territorio, il servizio dovrà essere organizzato a livello
interdistrettuale;
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•
Il Piano delle reperibilità dovrà indicare i criteri di riferimento per la chiamata in
servizio del dipendente reperibile, al fine di eliminare margini di discrezionalità degli
operatori coinvolti.
2. Le Aziende devono procedere all’utilizzo di prestazioni aggiuntive o convenzioni con altre
aziende solo in casi eccezionali e temporanei, per particolari esigenze, quali necessità di
ridurre le liste di attesa per le discipline tese a garantire i LEA; in ogni caso le prestazioni
aggiuntive, ai sensi dell'art. 55 CCNL/2000 integrato dagli artt. 14 commi. 6 e 18 del
CCNL/2005 nonché le prestazioni in convenzione con altre aziende sanitarie ed ospedaliere,
devono essere effettuate dopo aver completato l’orario di servizio dovuto ed aver utilizzato
l'istituto contrattuale del lavoro straordinario nei limiti previsti dalla vigente normativa, con la
precisazione che qualora non sia stato soddisfatto il normale debito orario, le attività
aggiuntive sono da ritenersi prestate in regime ordinario. Le Aziende, in ogni caso, non
possono superare nel 2014 l’importo dei costi 2013, ridotti del 10% e per l’anno 2015
l’importo dei costi del 2014 ridotti di un ulteriore 10% in ottemperanza agli obiettivi previsti
dal programma operativo triennale;
3. La rilevazione della presenza in servizio di tutto il personale dipendente, senza alcuna
esclusione, deve avvenire unicamente a mezzo dell’apposito sistema informatizzato che
prevede l’uso del badge e dei relativi lettori;
4. Le modalità di recupero del debito orario va effettuata, di norma, nel mese successivo e le
eccedenze orarie dell’anno sono da azzerarsi entro e non oltre il 28 febbraio dell’anno
successivo;
5. Le modalità di prestazione del lavoro straordinario devono informarsi al rispetto delle
disponibilità presenti nel relativo fondo contrattuale e del budget assegnato alla struttura di
appartenenza. Per il personale della dirigenza eventuali ore rese in eccedenza debbano
prevedersi finalizzate al raggiungimento degli obiettivi senza dar luogo a remunerazione;
6. La previsione obbligatoria ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. n. 66/2003 e s.m.i., ad un intervallo di
pausa, non inferiore a 10 minuti, dall’esecuzione della prestazione lavorativa quando la
stessa ecceda le 6 ore. Il periodo di pausa deve essere fruito consecutivamente e non va
computato come orario di lavoro;
7. La disciplina del passaggio di consegne tra il personale del comparto al cambio di turno, ivi
comprese le operazioni di vestizione e svestizione, non può essere superiore
complessivamente a 10 minuti, come già previsto dai Decreti commissariali n. 21/2010 e n.
23/2013;
8. La modalità di servizio della mensa aziendale o del diritto al buono pasto deve prevedere il
completamento dell’orario di lavoro, non inferiore a 6 ore. L’intervallo della pausa mensa non
può essere inferiore a 30 minuti. Non possono per lo stesso turno di servizio essere
riconosciuti più di un buono pasto, anche per le prestazioni rese in orario notturno.
b. di ribadire le seguenti indicazioni:
il divieto di alimentazione automatica dei fondi stabilito dal D.L. n. 78/2010 e DPR. n. 122/2013
l’eventuale ammontare del fondo residuo che finanzia le fasce retributive, l’indennità di funzione ex
art. 36 CCNL/99, il valore comune delle ex indennità di qualificazione professionale, l’indennità
professionale specifica, l’indennità di coordinamento parti fissa e variabile, anche per l’anno 2014
non può essere utilizzato in alcun modo per incrementare il fondo della produttività, costituisce
economia di spesa e non deve essere contabilizzato tra i costi dell’esercizio di riferimento;
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che, anche per l’anno 2014, l’eventuale residuo sui fondi che finanziano la retribuzione di posizione
del personale dirigente non può transitare nel fondo di risultato per un importo superiore rispetto a
quello transitato nell’anno 2010, per cui l’eventuale differenza costituisce economia di spesa e non
deve essere contabilizzata tra i costi dell’esercizio di riferimento;
che, in ogni caso, non possono essere attribuite risorse al personale dipendente in misura superiore
all’ammontare complessivo dei fondi deliberati.
VISTO
Il parere del Ministero della Salute di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze prot.
Campania -150-02/10/2014- 0000253-A sul Decreto Commissariale n. 106/2014;
RITENUTO
di doversi adeguare al parere espresso per la determinazione dei fondi della contrattazione
integrativa aziendale per l’anno 2015 ed in ordine alla corretta applicazione di alcuni istituti
contrattuali;
VISTI
il D.C.A. n. 18 del 21.03.2014, che, adeguando i programmi operativi 2013/2015 agli indirizzi
ministeriali a modifica ed integrazione di quelli approvati con decreto commissariale n. 82 del
05.07.2013, tra l’altro, ha previsto che:
Le Aziende sanitarie devono svolgere un’attività di monitoraggio delle prestazioni aggiuntive volta a:
• verificare che le attività devono essere espletate al di fuori dell’orario di servizio;
• implementare nel sistema informativo un processo di rilevazione automatico delle
presenze mediante codici di identificazione del ruolo, profilo e unità
operative/dipartimentali del personale;
• procedere ad una progressiva riduzione di tale voce di costo in presenza di attivate
procedure di reclutamento di nuovo personale.
E’ disposto a livello regionale un progressivo abbattimento delle prestazioni aggiuntive nella misura
del 30% del costo sostenuto nel 2012, da realizzarsi entro il 2015, al fine di ottenere la copertura
totale del costo sostenuto per le ore erogate in regime di prestazioni in auto convenzionamento.
Alla luce di una percentuale riduzione del blocco del turn over ed al fine di avviare processi di
ridimensionamento del fenomeno dello sforamento dello straordinario sarà richiamata la
responsabilità del Direttore Generale alla verifica dell’appropriatezza delle componenti che
determinano la corretta costituzione del Fondo di Disagio e al rigoroso controllo dell’andamento del
Fondo medesimo nel corso dell’anno.
il Decreto del Presidente della Repubblica 4 settembre 2013, n. 122 ad oggetto “Regolamento in
materia di proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici
dipendenti, a norma dell'articolo 16, commi 1, 2 e 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111” che all’art. 1, comma a, ha, tra
l’altro, prorogato fino al 31 dicembre 2014 le disposizioni recate dall'articolo 9, commi 1, 2 nella
parte vigente, 2-bis e 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122;
la Legge n. 147/2013, non abrogata dalla Legge di Stabilità n. 190 del 23 dicembre 2014, che al
comma 456 dell’art. 1 ha modificato il comma 2-bis dell’art. 9 del decreto-legge n. 78 del 2010,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122/2010, aggiungendo il seguente periodo: “A
decorrere dal 1° gennaio 2015, le risorse destinate annualmente al trattamento economico
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accessorio sono decurtate di un importo pari alle riduzioni operate per effetto del precedente
periodo”;
la Legge di Stabilità 2015 n. 190 del 23 dicembre 2014 comma 254 enuncia che “all'articolo 9,
comma 17, secondo periodo, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, le parole: «negli anni 2013 e 2014»
sono sostituite dalle seguenti: «negli anni 2013, 2014 e 2015».
la Legge di Stabilità 2015 n. 190 del 23 dicembre 2014 comma 255 prevede che “all'articolo 1,
comma 452, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, le parole: «Per gli anni 2015-2017» sono
sostituite dalle seguenti: «Per gli anni 2015-2018».
la Legge di Stabilità 2015 n. 190 del 23 dicembre 2014 comma 256 precisa che “Le disposizioni
recate dall'articolo 9, comma 21, primo e secondo periodo, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, come prorogate fino al 31 dicembre
2014 dall'articolo 1, comma 1, lettera a), del regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 4 settembre 2013, n. 122, sono ulteriormente prorogate fino al 31 dicembre 2015. Resta
ferma l'inapplicabilità delle disposizioni di cui al citato articolo 9, comma 21, primo e secondo
periodo, del decreto-legge n. 78 del 2010, al personale di cui alla legge 19 febbraio 1981, n. 27.”
RICHIAMATI
L’art. 9 del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge m. 122 del 2010 :
comma 1: “Per gli anni 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli
dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio, previsto dai
rispettivi ordinamenti delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della
pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del
comma 3 dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, non può superare, in ogni caso, il
trattamento (( ordinariamente spettante per l'anno 2010, al netto degli effetti derivanti da eventi
straordinari della dinamica retributiva, ivi incluse le variazioni dipendenti da eventuali arretrati,
conseguimento di funzioni diverse in corso d'anno, fermo in ogni caso quanto previsto dal comma
21, terzo e quarto periodo, per le progressioni di carriera comunque denominate, maternità, malattia,
missioni svolte all'estero, effettiva presenza in servizio, fatto salvo quanto previsto dal comma 17,
secondo periodo, e dall'articolo 8, comma 14.”;
comma 2, ultimo periodo, “A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e sino al
31 dicembre 2013, nell'ambito delle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modifiche e integrazioni, i trattamenti economici
complessivi spettanti ai titolari degli incarichi dirigenziali, anche di livello generale, non possono
essere stabiliti in misura superiore a quella indicata nel contratto stipulato dal precedente titolare
ovvero, in caso di rinnovo, dal medesimo titolare, ferma restando la riduzione prevista nel presente
comma.”;
comma 2 bis “A decorrere dal 1° gennaio 2011 e sino al 31 dicem bre 2013 l'ammontare
complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di
livello dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non può superare il corrispondente importo dell'anno 2010 ed è,
comunque, automaticamente ridotto in misura proporzionale alla riduzione del personale in
servizio.”;
comma 21 “I meccanismi di adeguamento retributivo per il personale non contrattualizzato di cui
all'articolo 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, così come previsti dall'articolo 24 della
legge 23 dicembre 1998, n. 448, non si applicano per gli anni 2011, 2012 e 2013 ancorché a titolo di
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acconto, e non danno comunque luogo a successivi recuperi.. Per le categorie di personale di cui
all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, che fruiscono
di un meccanismo di progressione automatica degli stipendi, gli anni 2011, 2012 e 2013 non sono
utili ai fini della maturazione delle classi e degli scatti di stipendio previsti dai rispettivi ordinamenti.
Per il personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni le progressioni di carriera comunque denominate eventualmente disposte negli anni
2011, 2012 e 2013 hanno effetto, per i predetti anni, ai fini esclusivamente giuridici. Per il personale
contrattualizzato le progressioni di carriera comunque denominate ed i passaggi tra le aree
eventualmente disposte negli anni 2011, 2012 e 2013 hanno effetto, per i predetti anni, ai fini
esclusivamente giuridici.”;
CONSIDERATO
che la Legge di Stabilità 2015 n. 190 del 23 dicembre 2014, non proroga ulteriormente gli interventi
di cui sopra dei commi 1, 2 ultimo periodo, 2 bis e 21 ultimo periodo dell’art. 9 del decreto-legge n.
78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge m. 122 del 2010;
VISTI
I Decreti Commissariali n. 29 e 30 del 13/3/2015 ad oggetto misure per il contenimento della spesa
per il personale del SSR e procedure di reclutamento per il personale cessato negli anni 2011,
2012, 2013 e 2014;
VISTE
le linee guida per l’applicazione degli effetti della legge di stabilità 2015 in materia di trattamento
economico dei dipendenti del sistema regioni – servizio sanitario nazionale della Conferenza delle
Regioni e delle Province autonome in ordine all’applicazione della Legge 190 del 2014 del
23/4/2015 n. 15/42/CR05/C1 che specificano: Con riferimento alla mancata riproposizione per il
2015 dell’articolo 9 comma 1 del D. L. 78/2010 convertito in L. 122/10, non è più operante il limite
del trattamento economico individuale nella misura pari a quella in godimento per l’anno 2010. In
particolare, per il SSN, sono conseguentemente ripristinate per la Dirigenza medica, veterinaria e
del ruolo sanitario tutte le possibilità di progressione dell’indennità di esclusività contrattualmente
previste, nonché le forme di equiparazione al raggiungimento dei 5 anni di attività per gli
appartenenti alle Aree della Dirigenza. Con riferimento alla mancata riproposizione per il 2015
dell’art. 9 comma 2 bis del D.L. 78/2010 convertito in Legge 122/10, non essendo più operante il
limite alla determinazione delle risorse destinate alle contrattazioni integrative, e il loro
riproporzionamento all’andamento della dotazione organica vengono conseguentemente ripristinate,
per il comparto e per la dirigenza, le consistenze dei fondi contrattuali al 31.12.2014, così come
peraltro richiamato dall’art. 1 comma 456 della Legge 147/2013. In virtù di tale ultima disposizione,
la situazione al 31.12.2014 assume pertanto valore di consolidamento storico dei fondi contrattuali,
al netto delle poste che non hanno carattere di stabilità e ricorrenza. Assumendo come riferimento
la situazione al 31.12.2014, non risultano invece possibili eventuali alimentazioni dei fondi
contrattuali con risorse provenienti dai bilanci aziendali, per eventi occorsi nel periodo di vigenza
della Legge 122/10. Dal 2015, e con esclusivo riferimento al gettito dello stesso anno, vengono
ripristinati gli incrementi dei fondi del personale del comparto e della dirigenza con le risorse
derivanti dalla Retribuzione Individuale di Anzianità del personale che cessa nell’anno con
conseguente produzione degli effetti incrementali sulla consistenza dei fondi a partire dal 2016.
Pertanto dovranno essere riconsiderate le altre voci di rivalutazione economica automatica dei fondi
previste dai diversi CCNL. Con riferimento alla mancata riproposizione dell’art. 9 comma 21 - 3° e 4°
periodo, non essendo più operante il limite all’effettuazione delle progressioni orizzontali ai soli fini
giuridici, viene ripristinata, per il personale del comparto, la possibilità di realizzare, ai fini giuridici ed
economici, i passaggi di fascia/progressioni orizzontali all’interno delle categorie contrattuali. Tutte
le misure sopra riportate hanno effetto dal 1° genn aio 2015, senza alcuna possibilità di recupero di
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arretrati per il periodo 2010-2014, durante il quale hanno operato i vincoli disposti dall’art. 9 della L.
122/10.
PRECISATO
che la situazione al 31.12.2014 assume pertanto valore di consolidamento storico dei fondi
contrattuali, debba intendersi al netto degli importi da decurtare derivanti dalle cessazioni dal
servizio avvenute nel corso del 2014 ed al lordo delle assunzioni programmate con i Decreti
Commissariali n. 29 e 30 del 13/3/2015 relative alle quote del turn over sui cessati degli anni
2011/2014 non ancora assunte in servizio al 31/12/2014;
che dal 2015 non si effettuano più decurtazioni e ci si deve riferire alle conseguenze delle
cessazioni che decorrono dall'1.1.2015 e che producono decurtazioni a valere sul 2016 anche alla
luce della Circolare della stessa Conferenza delle Regioni del 10 febbraio 2011 che al paragrafo 6,
nel dettare le modalità operative della riduzione, afferma testualmente: “questa non potrà che
essere conteggiata a saldo comparando l'entità del personale al 31 dicembre rispetto alla
consistenza del medesimo al 1° gennaio”.
VISTI
gli art. 40 e 40 bis del D.Lgs. n. 165 del 30/03/2001 e successive modificazioni ed integrazioni;
RITENUTO
che è possibile attribuire benefici economici, anche se derivanti da riconoscimenti giuridici pregressi,
gravanti sui fondi destinati alla contrattazione integrativa aziendale solo in presenza delle relative
disponibilità sul corrispondente fondo e qualora, nell’anno precedente, non siano stati corrisposti
emolumenti in misura superiore all’ammontare complessivo dei fondi deliberati della relativa area
contrattuale, fatto salvo i recuperi effettuati nell'ambito della sessione negoziale successiva ai sensi
dell’art. 40 del D.Lgs. n. 165/2001 e s.m i.;
che le linee guida approvate con il Decreto Commissariale n. 106/2014 per la determinazione dei
fondi contrattuali per l’anno 2015 e seguenti debbano essere ribadite ed aggiornate alla nuove
norme di riferimento e alla luce di alcune criticità emerse nel monitoraggio dei costi del personale;
che si rende, altresì, necessario ribadire e fornire ulteriori indicazioni per la corretta applicazioni di
alcuni istituti contrattuali collegati ai costi delle competenze accessorie del personale in sintonia al
programma operativo 2013-2015;
PRESO ATTO
che la fruizione del ticket mensa non costituisce un benefit per il dipendente ma è strettamente
legata all’esercizio del diritto al servizio sostitutivo di mensa e pertanto strettamente legato alla
fruizione della necessaria pausa;
VISTA
la nota n. 717096 del 28/10/2014 del dirigente del Settore Gestione Ruolo del Personale del
Servizio Sanitario Regionale Procedure Concorsuali Rapporti con le OO.S.S. di individuazione dei
requisiti minimi per ’individuazione dei lavoratori in categoria A) per la corresponsione dell’indennità
di rischio radiologico;
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RAVVISATA
la necessità di fornire alle Aziende sanitarie ed ospedaliere, all’IRCSS ed alle AOU della Regione i
seguenti ulteriori indirizzi:
1. Le Aziende predispongono e trasmettono alla Struttura Commissariale, annualmente, entro il
31 gennaio dell’anno di riferimento il piano delle reperibilità, da elaborarsi in ottemperanza
alle vigenti disposizioni contrattuali, e che, fermo restando la garanzia dei livelli essenziali di
assistenza, dovrà essere ispirato ai seguenti criteri:
•
il servizio di Pronta Disponibilità, da realizzarsi solo in orario notturno e festivo, deve
avere la finalità di razionalizzare l’utilizzo delle risorse umane, realizzare un sistema
assistenziale continuo, efficace ed efficiente, affrontare situazioni di emergenza in
relazione alla dotazione organica ed ai profili organizzativi;
•
il servizio di pronta disponibilità dovrà essere organizzato su base dipartimentale; per
i dipartimenti operanti sul territorio, il servizio dovrà essere organizzato a livello
interdistrettuale;
•
nel rispetto dell’art. 7 del CCNL 20/9/2001 integrativo del CCNL 7/4/1999 con
particolare riferimento al rispetto dei comma 11, 12, 13 per la definizione delle figure
ammesse all’istituto;
•
l’istituzione di apposito registro delle chiamate in pronta disponibilità c/o le Unità
Operative interessate dall’istituto;
•
Il Piano delle reperibilità dovrà indicare i criteri di riferimento per la chiamata in
servizio del dipendente reperibile, al fine di eliminare margini di discrezionalità degli
operatori coinvolti;
•
Obbligo di registrazione ai badge aziendali per le chiamate in pronta disponibilità
salvo casi adeguatamente motivati..
2. Le Aziende devono procedere all’utilizzo di prestazioni aggiuntive o convenzioni con altre
aziende solo in casi eccezionali e temporanei, per particolari esigenze, quali necessità di
ridurre le liste di attesa per le discipline tese a garantire i LEA; in ogni caso le prestazioni
aggiuntive, ai sensi dell'art. 55 CCNL/2000 integrato dagli artt. 14 commi. 6 e 18 del
CCNL/2005 nonché le prestazioni in convenzione con altre aziende sanitarie ed ospedaliere,
devono essere effettuate dopo aver completato l’orario di servizio dovuto ed aver utilizzato
l'istituto contrattuale del lavoro straordinario nei limiti previsti dalla vigente normativa, con la
precisazione che qualora non sia stato soddisfatto il normale debito orario, le attività
aggiuntive sono da ritenersi prestate in regime ordinario. Le Aziende, in ogni caso, non
possono superare nell’anno 2015 e ss. l’importo dei costi del 2012 ridotti del 30% in
ottemperanza agli obiettivi previsti dal programma operativo triennale. Ulteriori riduzioni
dovranno essere commisurate alle eventuali assunzioni del personale afferenti ai profili
professionali che l’azienda utilizza per tale istituto;
3. La rilevazione della presenza in servizio di tutto il personale dipendente, senza alcuna
esclusione, deve avvenire, in entrata ed in uscita, unicamente a mezzo dell’apposito sistema
informatizzato che prevede l’uso del badge e dei relativi lettori. Per i Direttori di Struttura
Complessa la rilevazione della presenza in servizio, in entrata ed in uscita, pur non avendo
finalità di controllo del debito orario deve comunque consentire l'applicazione di istituti
contrattuali (aspettative, malattie, ferie permessi ecc.) e la verifica di eventuali responsabilità
ovvero garantire al dirigente le tutele medico-legali, previdenziali, assicurative ed
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infortunistiche, nonché la distinzione dell'orario istituzionale da quella professionale
intramuraria;
4. Le modalità di recupero del debito orario va effettuata, di norma, nel mese successivo e le
eccedenze orarie dell’anno sono da azzerarsi entro e non oltre il 28 febbraio dell’anno
successivo;
5. Le modalità di prestazione del lavoro straordinario devono informarsi al rispetto delle
disponibilità presenti nel relativo fondo contrattuale e del budget assegnato alla struttura di
appartenenza. Per il personale della dirigenza PTA eventuali ore rese in eccedenza rispetto
all’orario contrattuale di lavoro devono prevedersi finalizzate al raggiungimento degli obiettivi
senza dar luogo a remunerazione e recupero orario. Analogamente per il personale della
dirigenza medica e sanitaria, non apicale, eventuali ore rese in eccedenza, per le quali non
sia stato dato luogo ad autorizzazione in straordinario, devono prevedersi finalizzate al
raggiungimento degli obiettivi senza dar luogo a remunerazione e recupero orario;
6. La previsione obbligatoria ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. n. 66/2003 e s.m.i., di un intervallo di
pausa, non inferiore a 10 minuti, dall’esecuzione della prestazione lavorativa quando la
stessa ecceda le 6 ore. Il periodo di pausa deve essere fruito consecutivamente e non va
computato come orario di lavoro;
7. La disciplina del passaggio di consegne tra il personale del comparto al cambio di turno, ivi
comprese le operazioni di vestizione e svestizione, non può essere superiore
complessivamente a 10 minuti, come già previsto dai Decreti commissariali n. 21/2010 e n.
23/2013 e 106/2014;
8. La modalità di servizio della mensa aziendale o del diritto al buono pasto deve prevedere il
completamento dell’orario di lavoro, non inferiore a 6 ore. L’intervallo della pausa mensa al
fine di omogenizzare il suo utilizzo in tutte le aziende del SSR non può essere inferiore a 20
minuti né superiore a 30 minuti. Non possono per lo stesso turno di servizio essere
riconosciuti più di un buono pasto, anche per le prestazioni rese in orario notturno. La pausa
mensa è da rilevare con i sistemi di rilevazione informatizzati della presenza;
9. Definire i seguenti criteri minimi congiunti in materia per lavoratore, comunque classificato
dall’esperto qualificato in categoria A, ai fini dell’attribuzione dell’indennità di rischio
radiologico denominata indennità professionale specifica prevista dall’art. 5 del CCNL
2000/2001 del personale di comparto e dell’art. 29 del CCNL del 10/2/2004 delle dirigenza
medica e dell’art. 16 del CCNL integrativo del 6/5/2010 della dirigenza:
•
almeno 40 settimane di presenze documentate annue del lavoratore che attestino
l’abitualità di presenza in zona controllata;
•
almeno 7 minuti settimanali oppure 10 minuti su 10 giorni o altra equivalente
determinazione temporale di esposizione documentata del lavoratore necessari per
raggiungere i 6 mSv annui di dose efficace, non riducibili, previsti dall’allegato IV dal
D.Lgs. n° 230/1995 e ss.mm.ii., che si allega alla presente comunicazione.
Per tutto quanto esposto in premessa, e che qui si intende integralmente riportato:
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DECRETA
di APPROVARE le linee regionali di indirizzo per la determinazione dei fondi contrattuali per le
aziende sanitarie della Campania per l’anno 2015 e seguenti che, allegate al presente atto, ne
costituiscono parte integrante e sostanziale;
di FORNIRE alle Aziende sanitarie ed ospedaliere, all’IRCSS ed alle AA.OO.UU. della Campania i
seguenti indirizzi:
1. Le Aziende predispongono e trasmettono alla Struttura Commissariale, annualmente, entro il
31 gennaio dell’anno di riferimento il piano delle reperibilità, da elaborarsi in ottemperanza
alle vigenti disposizioni contrattuali, e che, fermo restando la garanzia dei livelli essenziali di
assistenza, dovrà essere ispirato ai seguenti criteri:
•
il servizio di Pronta Disponibilità, da realizzarsi solo in orario notturno e festivo, deve
avere la finalità di razionalizzare l’utilizzo delle risorse umane, realizzare un sistema
assistenziale continuo, efficace ed efficiente, affrontare situazioni di emergenza in
relazione alla dotazione organica ed ai profili organizzativi;
•
il servizio di pronta disponibilità dovrà essere organizzato su base dipartimentale; per
i dipartimenti operanti sul territorio, il servizio dovrà essere organizzato a livello
interdistrettuale;
•
nel rispetto dell’art. 7 del CCNL 20/9/2001 integrativo del CCNL 7/4/1999 con
particolare riferimento al rispetto dei comma 11, 12, 13 per la definizione delle figure
ammesse all’istituto;
•
l’istituzione di apposito registro delle chiamate in pronta disponibilità c/o le Unità
Operative interessate dall’istituto;
•
Il Piano delle reperibilità dovrà indicare i criteri di riferimento per la chiamata in
servizio del dipendente reperibile, al fine di eliminare margini di discrezionalità degli
operatori coinvolti;
•
Obbligo di registrazione ai badge aziendali per le chiamate in pronta disponibilità
salvo casi adeguatamente motivati..
2. Le Aziende devono procedere all’utilizzo di prestazioni aggiuntive o convenzioni con altre
aziende solo in casi eccezionali e temporanei, per particolari esigenze, quali necessità di
ridurre le liste di attesa per le discipline tese a garantire i LEA; in ogni caso le prestazioni
aggiuntive, ai sensi dell'art. 55 CCNL/2000 integrato dagli artt. 14 commi. 6 e 18 del
CCNL/2005 nonché le prestazioni in convenzione con altre aziende sanitarie ed ospedaliere,
devono essere effettuate dopo aver completato l’orario di servizio dovuto ed aver utilizzato
l'istituto contrattuale del lavoro straordinario nei limiti previsti dalla vigente normativa, con la
precisazione che qualora non sia stato soddisfatto il normale debito orario, le attività
aggiuntive sono da ritenersi prestate in regime ordinario. Le Aziende, in ogni caso, non
possono superare nell’anno 2015 e ss. l’importo dei costi del 2012 ridotti del 30% in
ottemperanza agli obiettivi previsti dal programma operativo triennale. Ulteriori riduzioni
dovranno essere commisurate alle eventuali assunzioni del personale afferenti ai profili
professionali che l’azienda utilizza per tale istituto.
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3. La rilevazione della presenza in servizio di tutto il personale dipendente, senza alcuna
esclusione, deve avvenire, in entrata ed in uscita, unicamente a mezzo dell’apposito sistema
informatizzato che prevede l’uso del badge e dei relativi lettori. Per i Direttori di Struttura
Complessa la rilevazione della presenza in servizio, in entrata ed in uscita, pur non avendo
finalità di controllo del debito orario deve comunque consentire l'applicazione di istituti
contrattuali (aspettative, malattie, ferie permessi ecc.) e la verifica di eventuali responsabilità
ovvero garantire al dirigente le tutele medico-legali, previdenziali, assicurative ed
infortunistiche, nonché la distinzione dell'orario istituzionale da quella professionale
intramuraria.
4. Le modalità di recupero del debito orario va effettuata, di norma, nel mese successivo e le
eccedenze orarie dell’anno sono da azzerarsi entro e non oltre il 28 febbraio dell’anno
successivo;
5. Le modalità di prestazione del lavoro straordinario devono informarsi al rispetto delle
disponibilità presenti nel relativo fondo contrattuale e del budget assegnato alla struttura di
appartenenza. Per il personale della dirigenza PTA eventuali ore rese in eccedenza rispetto
all’orario contrattuale di lavoro devono prevedersi finalizzate al raggiungimento degli obiettivi
senza dar luogo a remunerazione e recupero orario. Analogamente per il personale della
dirigenza medica e sanitaria, non apicale, eventuali ore rese in eccedenza, per le quali non
sia stato dato luogo ad autorizzazione in straordinario, devono prevedersi finalizzate al
raggiungimento degli obiettivi senza dar luogo a remunerazione e recupero orario;
6. La previsione obbligatoria ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. n. 66/2003 e s.m.i., di un intervallo di
pausa, non inferiore a 10 minuti, dall’esecuzione della prestazione lavorativa quando la
stessa ecceda le 6 ore. Il periodo di pausa deve essere fruito consecutivamente e non va
computato come orario di lavoro;
7. La disciplina del passaggio di consegne tra il personale del comparto al cambio di turno, ivi
comprese le operazioni di vestizione e svestizione, non può essere superiore
complessivamente a 10 minuti, come già previsto dai Decreti commissariali n. 21/2010 e n.
23/2013 e 106/2014;
8. La modalità di servizio della mensa aziendale o del diritto al buono pasto deve prevedere il
completamento dell’orario di lavoro, non inferiore a 6 ore. L’intervallo della pausa mensa al
fine di omogeneizzare il suo utilizzo in tutte le aziende del SSR non può essere inferiore a 20
minuti né superiore a 30 minuti. Non possono per lo stesso turno di servizio essere
riconosciuti più di un buono pasto, anche per le prestazioni rese in orario notturno. La pausa
mensa è da rilevare con i sistemi di rilevazione informatizzati della presenza.
9. Definire i seguenti criteri minimi congiunti in materia per lavoratore, comunque classificato
dall’esperto qualificato in categoria A, ai fini dell’attribuzione dell’indennità di rischio
radiologico denominata indennità professionale specifica prevista dall’art. 5 del CCNL
2000/2001 del personale di comparto e dell’art. 29 del CCNL del 10/2/2004 delle dirigenza
medica e dell’art. 16 del CCNL integrativo del 6/5/2010 della dirigenza:
•
almeno 40 settimane di presenze documentate annue del lavoratore che attestino
l’abitualità di presenza in zona controllata;
•
almeno 7 minuti settimanali oppure 10 minuti su 10 giorni o altra equivalente
determinazione temporale di esposizione documentata del lavoratore necessari per
raggiungere i 6 mSv annui di dose efficace, non riducibili, previsti dall’allegato IV dal
D.Lgs. n° 230/1995 e ss.mm.ii., che si allega alla presente comunicazione.
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di STABILIRE:
che è possibile attribuire benefici economici, anche se derivanti da riconoscimenti giuridici pregressi,
gravanti sui fondi destinati alla contrattazione integrativa aziendale solo in presenza delle relative
disponibilità sul corrispondente fondo e qualora, nell’anno precedente, non siano stati corrisposti
emolumenti in misura superiore all’ammontare complessivo dei fondi deliberati della relativa area
contrattuale, fatto salvo i recuperi effettuati nell'ambito della sessione negoziale successiva ai sensi
dell’art. 40 del D.Lgs. n. 165/2001 e s.m.ed i..
di RIBADIRE:
che, dall’anno 2015, gli eventuali residui positivi dei fondi di posizione dell’area della dirigenza e del
fondo delle fasce dell’area del comparto possono transitare sui rispettivi fondi di risultato e di
produttività, secondo le rispettive previsioni contrattuali, solo in assenza di disavanzi sull’ammontare
complessivi dei fondi delle rispettive aree contrattuali o per la quota eccedente.
che, in ogni caso, non possono essere attribuite risorse al personale dipendente in misura superiore
all’ammontare complessivo dei fondi deliberati.
Gli atti, adottati in violazione dei punti sopra decretati sono nulli, configurano precisa responsabilità
contabile del Direttore Generale, e del dirigente di struttura responsabile e potranno determinare,
previo procedimento in contraddittorio, la decadenza del Direttore Generale.
di TRASMETTERE
il presente provvedimento, attraverso la procedura SIVEAS al Tavolo di Verifica per la valutazione
di competenza, approvandolo con riserva di recepimento di eventuali indicazioni o prescrizioni
formulate dai Ministeri vigilanti;
di TRASMETTERE il presente provvedimento, per quanto di competenza, alle aziende sanitarie
regionali, al Capo Gabinetto del Presidente della Giunta regionale, al Capo Dipartimento della
Salute e risorse naturali, al Direttore Generale della Direzione Generale Tutela della salute e
Coord.to del S.S.R. ed al BURC per la pubblicazione.
Il Dirigente di Staff della Direzione Generale
per la Tutela della Salute e il Coordinamento
del Sist. San. Reg.le ad Interim
della U.O.D. 52.04.13
Avv. Antonio Postiglione
Il Direttore Generale della Direzione Generale
per la Tutela della Salute e il Coordinamento
del Sist. San. Reg.le 52.04.00
Dott. Mario Vasco
Il Sub Commissario ad Acta
Dott. Claudio D’Amario
Il Commissario ad Acta
Prof. Joseph Polimeni
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