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Regolamento Pesca 2016

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Regolamento Pesca 2016
REGOLAMENTO PER L'ESERCIZIO
DELLA PESCA NELLE ACQUE INTERNE
DELLA PROVINCIA DI TREVISO
Ai sensi dell’art. 4
Legge Regionale 28 aprile 1998, n.19
Approvato con delibera del Consiglio Provinciale
n. 40/135978 del 22/12/2014
“Treviso città d’acque” è un efficace emblema per un intero territorio provinciale dove
la risorsa idrica assume un ruolo ed una valenza unica, in termini ambientali, storici, culturali ed
identitari e dove l’attività di pesca, assieme ad altre forme di fruizione del bene “fiume”, deve
essere in grado di coniugare la tutela e la valorizzazione ambientale con gli usi, le tradizioni ed il
quotidiano impegno responsabile di tanti appassionati.
La sfida che ci aspetta è la capacità di gestire questa risorsa nella maniera più efficace e secondo
criteri di sostenibilità.
Per questo, all’interno del Piano Strategico della Provincia di Treviso e con la fattiva collaborazione
di tutte le associazioni legate alla passione ed alla pratica alieutica, abbiamo avviato da tempo
un percorso operativo per adeguare e migliorare i diversi strumenti gestionali, e tra questi, il
Regolamento Provinciale per la Pesca.
L’Assessore Provinciale alla Caccia e Pesca
Mirco Lorenzon
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1
Suddivisione delle acque interne
1. La Provincia di Treviso, ai fini dell’esercizio della pesca, è suddivisa, come stabilito dall’art. 5,
comma 2, della Legge Regionale 28 aprile 1998, n. 19 ed in conformità alla carta ittica, nelle
seguenti zone:
a) Zona salmonicola (zona “A”): comprende le acque situate nel territorio a nord della linea
di demarcazione che si identifica con il tratto dell’incrocio tra la SS. N. 307, fra Loreggia e
Resana ed il confine con la provincia di Padova e, lungo il confine stesso, fino all’incrocio
con la strada Levada-Badoere; da questo punto con la strada Badoere-Le Ongarie-Via Costa
Mala, fino all’incrocio con la Noalese e quindi per Canizzano-Sant’Angelo fino all’incrocio,
a Treviso, con la linea ferroviaria Treviso-Castelfranco; da qui seguendo la linea ferroviaria
Treviso-Oderzo, fino ad Oderzo, proseguendo poi in direzione di Motta di Livenza lungo la
S.S. n. 53, fino al confine con la provincia di Venezia, con esclusione dei laghi di Lago e Santa
Maria e canale Stret, canale Malgher e fiume Fiume nel comune di Meduna di Livenza, che
vanno inclusi nella zona “B”. Vengono classificati come zona B i corsi d’acqua utilizzati come
campi gara fissi del fiume Monticano, dalla circonvallazione ovest di Oderzo (S.P. 49) verso
sud, e del canale Giavera, dal ponte di via Centa al ponte di via Giavera a Fontane di Villorba.
4 - regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso
b) Zona ciprinicola (zona “B”): comprende tutte le acque esistenti a valle della zona “A”,
nonché le acque sopraindicate.
2. Nelle acque confinanti con altre Province e quindi soggette a varie regolamentazioni, gli eventuali aggiornamenti potranno essere ratificati da apposito decreto del Presidente della Provincia
di Treviso.
TITOLO II
NORME PER L’ESERCIZIO DELLA PESCA
Art. 2
Misurazione della maglia delle reti
1. La larghezza della maglia delle reti si effettua misurando la lunghezza di 11 nodi consecutivi
della rete diviso 10.
Art. 3
Zone di divieto di pesca
1. è vietato l’esercizio della pesca con qualsiasi attrezzo a una distanza inferiore a metri 20, sia a
monte che a valle, da qualsiasi opera traversa (ponti, dighe, cascate, graticci, passaggi per pesci
ecc), segnalata da apposita tabellazione. La distanza da rispettare riguarda sia la posizione in cui
si trova il pescatore, sia quella dell’esca o dell’attrezzo in atto di pesca.
2. è vietato l’esercizio della pesca da sopra e sotto tutti i ponti.
regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso -
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Art. 4
Uso di esche e pasture
1. è consentito usare per la pesca esche naturali e artificiali, escluse le uova di pesce o loro imitazioni,
il sangue e i suoi derivati, nonché le interiora di animali (es: milza, cuore, polmoni, budella ecc.).
è consentita la pesca con le interiora, solo con la canna privata dell’amo, esclusivamente per la
cattura delle specie di gamberi alloctone (es. gambero della Luisiana, gambero americano etc).
2.In zona “A” è vietato l’uso del pesciolino vivo, mentre è consentito l’uso di quello morto. In
zona “B” è consentito l’uso del pesciolino vivo o morto. In entrambi i casi si possono utilizzare
esclusivamente le seguenti specie: alborella, sanguinerola, scardola, lasca, triotto, scazzone,
ghiozzo, cobite e vairone.
3. è concessa la cattura di un numero massimo di 100 pesciolini da utilizzare come esca. La cattura
può essere effettuata con bottiglie in vetro o materiale plastico, bilancia e bilancino con maglia
minima da 6 mm.
4. Nelle acque della zona A è vietata ogni forma di pasturazione, è altresì vietata la pesca e la pasturazione con larve di mosca carnaria. Nelle acque della zona B, comprese quelle citate all’art. 1,
comma 1, lettera “a” è consentito l’uso delle larve di mosca carnaria (bigattino).
Per i campi gara fissi, l’uso del bigattino come esca o pastura è consentito solo per le gare a pesce
bianco (ciprinidi) e normato da apposita regolamentazione dei campi gara fissi.Ogni pescatore
può detenere ed usare per giornata, non più di Kg. 1 di larva di mosca carnaria.
5. è vietata ogni forma di pasturazione col sangue, con miscele contenenti sangue, con interiora di
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animali (es: milza, cuore, polmoni, budella ecc.), ovvero con qualsiasi sostanza atta a stordire i pesci.
6.Eventuali deroghe all’uso di tipi di esche o modalità specifiche di pesca, potranno essere stabilite
dal Dirigente con apposito atto, per particolari situazioni atte al contenimento di specie alloctone,
a tutela del patrimonio ittico autoctono.
7. è vietato abbandonare sulle rive o gettare in acqua le esche non utilizzate, i loro contenitori, i
rifiuti, nonché abbandonare pesci in prossimità del luogo di pesca. è vietato, inoltre, provocare
danni e dissesto agli argini e alle sponde.
Art. 5
Quantità di catture consentite al pescatore dilettante-sportivo
1.Al pescatore dilettante-sportivo è consentita la cattura giornaliera di non più di Kg. 5 di pesce,
salvo il caso in cui tale limite venga superato dall’ultimo capo catturato.
2. Le specie alloctone (esclusa la trota iridea) non concorrono alla formazione del quantitativo di
cui al primo comma. è altresì vietato reimmettere nell’ambiente acquatico esemplari di specie
alloctone (vedi elenco allegato).
Art. 6
Occupazione del posto di pesca
1.Ogni pescatore dilettante-sportivo non può occupare uno spazio acqueo con fronte di sponda
superiore a 20 metri.
regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso -
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2.Il posto di pesca spetta al primo occupante. Eventuali altri pescatori sopraggiunti, qualora richiesto dal primo occupante dovranno collocare i propri attrezzi di pesca ad una distanza di rispetto
di almeno 15 metri, calcolati in linea d’aria, di fronte, a monte e a valle da uno dei galleggianti,
o altri strumenti di pesca consentiti, già in acqua.
3. Le disposizioni di cui al secondo comma valgono anche per la pesca da barca o natante e per la
gittata dell’esca in caso di pesca in movimento (pesca a spinning, a mosca e con qualsiasi altra
tecnica che preveda spostamenti dal punto di inizio dell’attività di pesca).
4. La distanza minima di rispetto tra due barche o natanti, qualora richiesta dal primo occupante lo
spazio acqueo, è fissata in metri 50.
Art. 7
Uso degli attrezzi
1. Gli attrezzi da pesca devono essere usati secondo le modalità contenute nel presente Regolamento.
Qualora ciò non avvenga, gli attrezzi possono essere sequestrati e successivamente confiscati,
con apposito provvedimento, ai sensi della Legge 24 novembre 1981, n. 689.
- Possono costituire oggetto di sequestro e confisca gli attrezzi da pesca, trovati in possesso di
persone in zone in cui detti attrezzi non sono consentiti;
- non conformi a quelli stabiliti nel presente regolamento;
- non previsti dal tipo di licenza.
8 - regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso
2. Il soffermarsi lungo corsi o bacini d’acqua in possesso di attrezzi da pesca pronti per l’uso, è
considerato attività di pesca.
3. L’uso del guadino è consentito esclusivamente quale attrezzo ausiliario per il recupero del pesce
già allamato.
4.Il Presidente della Provincia, per ragioni di tutela e salvaguardia del patrimonio ittico o dell’ambiente, può vietare o limitare l’uso degli attrezzi previsti sia per la pesca di professione che
dilettantistico-sportiva.
5. è vietato l’esercizio della pesca con canne in fibra di carbonio o altro materiale conduttore di
energia elettrica a distanza inferiore a m. 30 da linee elettriche aeree. Tali attrezzi devono essere
smontati durante gli spostamenti da un luogo all’altro di pesca.
Art. 8
Modalità di pesca
1. è sempre vietata la pesca subacquea e a strappo, con le mani e con l’impiego di fonti luminose
quando queste ultime siano adoperate per attirare i pesci, con materiale esplosivo, tossico, inquinante, stordente, nonché la corrente elettrica come mezzo di uccisione o stordimento dei pesci.
2. è vietato l’esercizio della pesca durante l’asciutta completa o incompleta dei bacini o corsi
d’acqua.
regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso -
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TITOLO III
ESERCIZIO DELLA PESCA
DILETTANTISTICO-SPORTIVA E PROFESSIONALE IN ZONA “A”
Art. 9
Pesca dilettantistico-sportiva in zona “A”
1.Il pescatore dilettante-sportivo deve essere munito della licenza di pesca ai sensi degli artt. 9 e 10
della Legge Regionale 28 aprile 1998, n. 19 e del tesserino regionale di pesca, approvato dalla
Giunta Regionale Veneta che ha validità annuale. Il tesserino deve essere conservato integro e
restituito alla Provincia direttamente o tramite le Associazioni di pesca e i Comuni convenzionati, entro il 30 novembre dell’anno del rilascio.
2. Per ogni giornata di pesca deve essere compilato un foglio del tesserino di pesca. Il pescatore,
preventivamente all’attività di pesca, deve segnare nel tesserino con un punto indelebile: mese,
giorno, mattina o pomeriggio dell’uscita, zona di pesca. Nel caso che venga attuata la scelta di
pesca No Kill, questa deve essere annotata sul tesserino regionale. Il pescatore deve registrare,
appena avvenute, le catture nel medesimo modo, con un punto indelebile negli spazi indicati per
le specie riportate nella scheda oppure nei settori previsti in “altri pesci”. Raggiunto il numero
massimo di catture consentite per ogni giornata, dovrà immediatamente cessare l’azione di
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pesca. Nel caso il pescatore, dopo aver sospeso la pesca e trasferito altrove il pescato, riprenda
l’attività di pesca nella stessa giornata, deve compilare una nuova scheda, con le limitazioni nel
numero dei capi e del peso imposte dal regolamento per ogni giornata di pesca.
3. L’esercizio della pesca è consentito con i seguenti attrezzi ed alle seguenti condizioni:
a) una sola canna con o senza mulinello ed un solo amo, che può terminare con uno o più
dardi o ardiglioni;
b) camolera con un massimo di tre mosche radenti il fondo. L’uso di tale attrezzo è vietato nei
fiumi Piave e Livenza. Nel lago Morto, per la pesca al coregone, è consentito l’utilizzo di
camolera con lenza con un massimo di 5 mosche artificiali imitazioni di Chironomidi.
c) moschera con un massimo di tre ami esclusivamente a galla.
d) coda di topo con un massimo di tre mosche.
e) bilancino. L’uso è consentito solo nel fiume Piave dal ponte dell’autostrada, in Comune di
Spresiano e per il restante tratto fino al termine della zona “A”. Il lato massimo della rete
non deve superare m. 1,50 e la maglia non deve essere inferiore a mm. 10. L’attrezzo non può
essere abbinato né usato da opposte rive (a teleferica). La distanza tra due bilancini contigui
non può essere inferiore a m. 20.
4. L’uso degli attrezzi è vietato da un’ora dopo il tramonto, ad un’ora prima della levata del sole e
dall’ultimo lunedì di settembre al primo sabato di marzo.
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5. La pesca può essere esercitata nei giorni di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica; è
sempre vietata nei giorni di martedì e venerdì, esclusi i festivi. Esclusivamente nelle zone no
kill, con le modalità di pesca previste negli specifici regolamenti, è consentito esercitare la pesca
anche il venerdì. Per le zone no kill ricadenti in acque in concessione di pesca sportiva, è facoltà
del concessionario vietare la pesca in tale giornata.
5.bisPer le zone no kill autorizzate e individuate dalla Provincia, nelle quali la pesca si eserciti solo
con esche artificiali, munite di amo singolo e senza ardiglione, è consentita la pesca anche nel
mese di ottobre. è vietata la pesca nel mese di ottobre nelle zone no Kill istituite nel Fiume
Piave, Livenza e Meschio fino allo sbarramento di Serravalle.
6. La pesca notturna alle anguille è consentita fino alle ore 3.00, con l’uso di due canne, ciascuna
armata di un solo amo, della mazzacchera o boccon. Resta inteso che nei giorni di lunedì e giovedì l’attività di pesca termina alle ore 24.00.
7.In zona “A” è vietato l’esercizio della pesca da natante. Solo nei laghi ed i bacini artificiali è
consentito l’utilizzo del natante a remi e del ciambellone. è altresì consentito l’utilizzo di natante
a remi o del ciambellone per l’attività di pesca nel tratto del fiume Sile a valle della SS. Noalese
in comune di Quinto di Treviso fino ai mulini di Canizzano.
8. è consentita la cattura di un solo capo di temolo, trota marmorata/ibridi, che devono essere
computati ai fini della determinazione del limite previsto nel successivo comma, per la specie
“salmonide”. Nel fiume Sile è vietato catturare esemplari di temolo e trota marmorata in applicazione delle norme previste dall’Ente Parco del fiume Sile.
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9.Sempre nel rispetto dei limiti di peso indicati all’art. 5, ogni pescatore può - nelle acque libere
e per giornata di pesca - catturare fino ad un massimo di 5 capi tra salmonidi (compresa la trota
iridea), timallidi e coregonidi. In acque in concessione, sempre nel rispetto dei limiti di peso
indicati all’art. 5, il limite massimo di salmonidi catturabili è stabilito dal concessionario e non
può comunque superare i 5 esemplari.
10.Nel caso di cattura di salmonidi, timallidi e coregonidi sotto misura il pescatore è tenuto a
tagliare la lenza senza strappare l’amo, qualora il medesimo sia innescato con esche naturali con
ardiglione.
11.Sono vietati la pesca a strappo e il rilascio di salmonidi di misura catturati con esche naturali.
12.è consentito il rilascio di salmonidi o timallidi di misura, purchè allamati con ami sprovvisti di
ardiglione, sia con esche artificiali che naturali.
13. (Comma soppresso ai sensi dell’art. 9 comma 1 bis della L.R. 19/1998 mod. 2015)
Per i pescatori con licenza RESIDENTI in provincia di Treviso, l’esercizio della pesca in acque
libere, in zona “A” (salmonicola), è subordinato al pagamento di un contributo annuale di Euro
10,00 comprensivo del costo del tesserino regionale. Il contributo non è dovuto dai pescatori
minori di 14 anni ed ultrasettantenni.
Per i pescatori con licenza NON RESIDENTI IN PROVINCIA DI TREVISO, l’esercizio della
pesca in acque libere, in zona “A” (salmonicola), è subordinato al pagamento di un contributo
annuale pari a Euro 40,00.
I pescatori, RESIDENTI E NON RESIDENTI in provincia di Treviso, iscritti come soci annuali
o temporanei ad una associazione concessionaria delle acque a scopo di pesca sportiva, non
regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso -
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dovranno pagare alcun contributo, né sarà obbligatorio l’uso del tesserino regionale, purchè la
pesca venga esercitata esclusivamente nelle acque in concessione.
La norma suddetta vale anche per le zone No Kill/Trofeo date in gestione dalla Provincia, che
sono equiparate alle concessioni di pesca.
Le modalità di pagamento sono stabilite con provvedimento del Dirigente competente.
La Giunta Provinciale è autorizzata a modificare gli importi suddetti con Deliberazione da assumere entro il 31 dicembre dell’anno anteriore all’inizio della stagione ittica.
Art. 9-bis
Permessi temporanei di pesca
1.Il permesso temporaneo di pesca di cui all’art. 9 comma 10, della L.R. n. 19/1998, viene rilasciato dalla Provincia, anche per il tramite di altri soggetti delegati, e ha validità nelle sole
acque interne incluse nel territorio della Provincia di Treviso. Tale permesso sostituisce temporaneamente la licenza di pesca dilettantistico-sportiva e il tesserino regionale per la zona “A”
salmonicola, ove necessario, purchè in esso siano chiaramente indicati il nominativo, la data e il
luogo di nascita e di residenza dell’utilizzatore, nonché la data di inizio del periodo di validità del
permesso e il numero di catture di salmonidi effettuate in acque libere, che non potrà superare i
quantitativi massimi previsti dal vigente Regolamento.
2.Il permesso temporaneo di cui al comma 1, con validità giornaliera o settimanale, verrà rilasciato
a fronte del pagamento di un importo avente valore pari a Euro 8,00 per una giornata e di Euro
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20,00 per una settimana. Tali importi sono introitati dalla Provincia e sono destinati agli interventi in materia di pesca che competono alla stessa ai sensi della L.R. n. 19/1998. La Giunta
Provinciale è autorizzata a modificare gli importi di cui sopra con apposito atto.
3. Per pescare nelle acque in concessione a scopo di pesca sportiva, oltre al permesso temporaneo
provinciale, è necessario essere muniti di permesso del concessionario, rilasciato dai soggetti
titolari di concessione, anche a titolo oneroso, integrativo rispetto al permesso provinciale.
Art. 10
Pesca di professione in zona “A”
1. Il pescatore di professione, nei casi consentiti dalla legge, può esercitare la pesca in zona “A”
con le modalità, gli attrezzi e nei limiti di cui all’art. 9 e con i seguenti altri attrezzi:
a) bertovello. Il diametro massimo della bocca non deve superare m. 1,50, la lunghezza della
rete m. 2,50 e la maglia non deve essere inferiore a mm. 10.
2.Ai sensi dell’articolo 29 della L.R. n. 27 del 13/09/2001, SOLO i pescatori di professione già
operanti in forma stabile, continuata ed esclusiva nella zona “A”, prima dell’entrata in vigore
della L.R. n. 19/1998, possono continuare ad esercitare l’attività di pesca professionale in zona
“A”, fino al raggiungimento dell’età pensionabile, previo consenso del concessionario nelle
acque in concessione.
3. Tutti gli attrezzi devono essere dotati di apposito contrassegno rilasciato dalla Provincia.
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TITOLO IV
ESERCIZIO DELLA PESCA
DILETTANTISTICO-SPORTIVA E PROFESSIONALE IN “ZONA B”
Art. 11
Pesca dilettantistico-sportiva in “zona B”
1.Il pescatore dilettante sportivo, munito di licenza di pesca, ai sensi degli artt. 9 e 10 della Legge
Regionale 28 aprile 1998, n. 19, può esercitare la pesca in zona ciprinicola con i seguenti attrezzi
ed alle seguenti condizioni:
a) canna con o senza mulinello. è consentito l’uso di un massimo di tre canne, con non più di
tre ami per ciascuna canna;.
b) bilancino. Il lato massimo della rete non deve superare m. 1,50 e la maglia non deve essere
inferiore a mm. 10. L’attrezzo non può essere abbinato né usato da opposte rive (a teleferica).
La distanza tra due bilancini contigui non può essere inferiore a m. 20. L’uso dell’attrezzo è
consentito nei corsi d’acqua di larghezza superiore a m. 5. L’uso del bilancino è vietato dal
1° maggio al 30 giugno;
c) tirlindana con non più di tre esche;
d) coda di topo con non più di tre mosche artificiali;
e) moschera o camolera con non più di tre ami;
f) boccon o mazzacchera per la pesca alle anguille.
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2. L’esercizio della pesca dilettantistico-sportiva è consentito durante tutto l’arco dell’anno senza
limitazioni di orario, salve le eccezioni di cui all’art. 14.
In zona B si applicano le limitazioni di cui all’art. 9, commi 8, 9, 10 e 11.
3. (Comma soppresso ai sensi dell’art. 9 comma 1 bis della L.R. 19/1998 mod. 2015)
L’esercizio della pesca in acque libere, in zona “B” (ciprinicola), è subordinato al pagamento
di un contributo annuale di Euro 40,00 per i pescatori con licenza NON RESIDENTI NELLA
REGIONE VENETO. Tale contributo non è dovuto per pescare nelle zone No Kill/Trofeo date in
gestione dalla Provincia, purchè in possesso di apposito permesso di pesca specifico per la zona.
Le modalità di pagamento sono stabilite con provvedimento del Dirigente competente.
La Giunta Provinciale è autorizzata a modificare gli importi suddetti con Deliberazione da assumere entro il 31 dicembre dell’anno anteriore all’inizio della stagione ittica.
Art. 11-bis
Permessi temporanei di pesca
1.Il permesso temporaneo di pesca di cui all’art. 9 bis del presente regolamento ha validità anche
per esercitare la pesca nelle acque della zona “B” ciprinicola, con le modalità già citate.
regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso -
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Art. 12
Pesca di professione in “zona B”
1.Il pescatore di professione, previo consenso del concessionario nelle acque in concessione, può
esercitare la pesca nelle acque della zona “B”, con i seguenti attrezzi ed alle seguenti condizioni:
a) tutti gli attrezzi, come specificati dal precedente art. 11;
b) bertovello. Il diametro massimo della bocca non deve superare m. 1,50, la lunghezza della
rete m. 2,50 e la maglia non deve essere inferiore a mm. 10.
2. Tutti gli attrezzi devono essere dotati di apposito contrassegno rilasciato dalla Provincia.
3. La pesca di professione è consentita durante tutto l’arco dell’anno senza limitazione di orari,
salve le eccezioni di cui all’art. 14.
Art. 13
Modi di pesca
1. La Provincia può istituire zone a regolamento specifico, in relazione alle nuove tendenze di
pesca ed agli aggiornamenti della carta ittica.
18 - regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso
TITOLO V
NORME DI TUTELA E SALVAGUARDIA DELLA FAUNA ITTICA
Art. 14
Lunghezze minime di cattura ed epoca di proibizione di pesca
1. Lunghezze minime dei pesci catturabili:
Trota marmorata (Salmo trutta marmoratus) e i suoi ibridi: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Trota fario (Salmo trutta trutta): . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Trota fario nei fiumi Piave e Livenza: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Temolo (Thymallus thymallus): . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Coregone (Coregonus lavaretus): . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Persico reale (Perca fluviatilis): . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Persico reale (Perca fluviatilis), nei laghi e bacini artificiali: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Tinca (Tinca tinca): . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Carpa (Cyprinus carpio): . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Barbo (Barbus plebejus): . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Cavedano (Leuciscus cephalus): . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Savetta (Chondrostoma soetta): . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pigo (Rutilus pigus): . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Luccio (Esox lucius): . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Anguilla (Anguilla anguilla): . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . cm 50
cm 22
cm 25
cm 35
cm 30
cm 20
cm 12
cm 25
cm 30
cm 20
cm 20
cm 20
cm 20
cm 70
cm 40
regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso -
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2. Le misure sopraindicate devono essere rispettate anche per la compravendita, la detenzione e lo
smercio nei pubblici esercizi.
3. Le lunghezze minime totali dei pesci sono misurate dall’apice del muso all’estremità della pinna
caudale.
4. Periodi di divieto
Per le specie sottoindicate la pesca è proibita nei seguenti periodi:
Salmonidi e coregone:dall’ultimo lunedì di settembre al primo sabato di marzo, ad esclusione
della trota iridea e salmerino americano;
Temolo: dall’ultimo lunedì di settembre al 15 maggio;
Persico reale: dal 1° aprile al 31 maggio;
Tinca: dal 15 maggio al 30 giugno;
Carpa: dal 15 maggio al 30 giugno;
Luccio: dal 1° gennaio al 15 aprile;
Gambero di fiume: (Astropotamobius pallipes spp.): dal 1° gennaio al 31 dicembre;
Scazzone: dal 1° marzo al 30 aprile;
Storione: (Tutte le specie) dal 1° gennaio al 31 dicembre;
Lampreda padana: (Lampetra zanandreai) dal 1° gennaio al 31 dicembre.
5.Il Presidente della Provincia, per ragioni di tutela e salvaguardia del patrimonio ittico, può adottare provvedimenti più restrittivi rispetto alle misure minime ed ai periodi di proibizione della
pesca, di cui ai commi 1 e 4.
20 - regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso
TITOLO VI
SEMINE ITTICHE E COLTIVAZIONE DELLE ACQUE
Art. 15
Semine ittiche
1.Ogni immissione di fauna ittica deve avvenire nel rispetto di quanto disposto dalle vigenti
normative in materia sanitaria e deve essere accompagnata da idonea documentazione sanitaria
attestante la conformità del materiale ittico all’immissione in acque pubbliche. Detta certificazione sanitaria deve essere redatta al momento della partenza del materiale dall’impianto di
provenienza, e comunque, non potrà essere datata oltre le 24 ore precedenti la semina.
2.Ai sensi dell’art. 7 della Legge Regionale 28 aprile 1998, n. 19, nelle acque interne della provincia di Treviso, è consentita l’immissione delle seguenti specie ittiche:
- trota fario
- trota iridea
- temolo
- coregone
- trota marmorata
- persico reale
- tinca
- carpa
- luccio
- anguilla
- cobite
- barbo
- lasca
- pigo
- cavedano
- savetta
- triotto
- alborella
- sanguinerola
- scazzone
- scardola
- ghiozzo
- storione cobice
regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso -
21
Art. 16
Protezione del patrimonio ittico
1. La protezione del patrimonio ittico si attua in conformità alle direttive della Regione Veneto ed
alle indicazioni della carta ittica e suoi aggiornamenti.
TITOLO VII
ATTIVITÀ DI ACQUACOLTURA E PISCICOLTURA
Art. 17
Acquacoltura e piscicoltura
1. Le richieste di concessione, previste dall’art. 22 della L.R. 19/98, devono essere prodotte alla
Provincia, corredate dalla seguente documentazione:
a) copia della planimetria quotata dell’impianto;
b) breve relazione tecnica-illustrativa dell’impianto;
22 - regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso
c)certificato d’analisi rilasciato dall’ARPAV competente per territorio o da altri laboratori
autorizzati;
d) elenco delle specie ittiche oggetto allevamento;
e) dichiarazione autentica attestante:
- l’assenza di discariche entro il bacino e nelle immediate vicinanze;
- l’assenza di immissioni di acque luride e bianche provenienti da scarichi civili e industriali;
- il numero dell’autorizzazione rilasciata dal Magistrato alle Acque e/o del Genio Civile per
il prelievo dell’acqua necessaria all’intervento;
- il numero dell’autorizzazione allo scarico delle acque reflue dell’impianto;
- il consenso scritto del proprietario del fondo, ove diverso dal richiedente:
f) I risultati delle analisi chimico-fisiche richieste dalla Provincia.
2. La durata della concessione è di anni CINQUE, con possibilità di successivi rinnovi a favore del
beneficiario.
3.La concessione viene rilasciata previo accertamento e verifica di tutti i requisiti di cui al
comma1.
4.I requisiti di cui sopra devono permanere per tutta la durata della concessione stessa.
5.Il rilascio della concessione è subordinato all’esistenza di tutti i requisiti sopra previsti. Il venir
meno dei suddetti requisiti comporterà la revoca della concessione.
regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso -
23
6. La Provincia, una volta accertata la regolarità della documentazione, emana il decreto di concessione, nel quale possono essere inserite specifiche disposizioni da osservare attinenti la salvaguardia ambientale ed igienico/sanitaria del bacino, riservandosi di porre ulteriori restrizioni in
base a sopravvenute esigenze di tutela della fauna autoctona. La Provincia, qualora le acque del
bacino siano in diretta comunicazione con altre acque pubbliche, stabilisce anche l’allocazione e
il tipo di sbarramento per la divisione delle acque del bacino dalle altre; in questi casi l’immissione di fauna ittica di specie autoctona deve essere specificatamente indicata nel provvedimento
autorizzativo.
7. Nei bacini autorizzati l’attività di piscicoltura si rivolge unicamente a specie allevate in cattività,
indenni da malattia, di comprovata provenienza, immesse ad opera del titolare della concessione,
il quale deve conservare i certificati sanitari attestanti lo stato di idoneità del pesce, anche ai fini
del consumo alimentare.
8.Il titolare della concessione è responsabile della gestione dell’impianto di acquacoltura.
9. è obbligatoria la costruzione di apposite vasche di decantazione.
10. La Provincia può, in ogni caso, per esigenze di carattere faunistico, richiedere l’elenco delle
specie allevate anche in caso di attività di acquacoltura e piscicoltura poste in aree all’interno
di proprietà privata.
24 - regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso
Art. 18
Pesca all’interno di proprietà privata
1. Le autorizzazioni per la gestione di impianti di pesca sportiva a pagamento all’interno di proprietà privata sono rilasciate, ai sensi dell’art. 29 della Legge Regionale 28 aprile 1998, n. 19, dalla
Provincia.
2.Al fine di ottenere l’autorizzazione di cui al punto 1, alla domanda dovranno essere allegati i
seguenti documenti:
a) rilievo grafico planimetrico quotato dalle sponde del bacino;
b) analisi chimico-fisica dell’acqua del bacino,
c) elenco delle specie di cui si chiede l’immissione;
d) metodo di approvvigionamento idrico dell’impianto;
e) copertura assicurativa.
3. Le autorizzazioni, di cui al primo comma, stabiliscono:
f) le specie ittiche di cui si autorizza l’immissione;
g) le condizioni da osservare per il mantenimento dei requisiti igienico-sanitari;
h) le forme prescritte per dimostrare la provenienza del pesce pescato;
i) gli accorgimenti tecnici di separazione delle acque dell’impianto da altre acque comunicanti;
j) la durata dell’autorizzazione.
regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso -
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4. La durata dell’autorizzazione è di anni CINQUE, con possibilità di successivi rinnovi a favore
del titolare.
5.L’esercizio della pesca dilettantistico sportiva, nei laghetti, cave o specchi d’acqua esistenti
all’interno di proprietà privata, che siano comunicanti con acque pubbliche, in entrata o in uscita,
è soggetto alle disposizioni di cui al presente regolamento.
TITOLO VIII
ATTIVITà VARIE
Art. 19
Concessioni di pesca
1. Le concessioni di acque pubbliche per l’esercizio della pesca sportiva e dilettantistica, previste
dall’art. 30 della Legge Regionale 28 aprile 1998, n. 19, sono rilasciate dalla Provincia a Enti
pubblici, ad Associazioni e/o Federazioni di pescatori sportivi e dilettanti, nonché alla federazione del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) non aventi fini di lucro, per zone
omogenee individuate dalla Carta Ittica.
2. Le singole concessioni sono regolamentate da apposito disciplinare emanato dalla Provincia.
26 - regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso
Art. 20
Gare e manifestazioni di pesca sportiva
1. Si definiscono gare di pesca le competizioni agonistiche indette dalla Federazione Italiana
Pesca Sportiva e Attività Subacquee, organo del CONI, e dalle altre Associazioni dallo stesso
riconosciute, operanti a livello nazionale e riservate ai rispettivi soci. Si definiscono manifestazioni di pesca sportiva le attività aventi finalità ricreative e di aggregazione sociale indette da
Associazioni di pescatori sportivi e/o dilettanti locali.
2. Per lo svolgimento di gare o manifestazioni di pesca sportiva è necessario essere in possesso
di autorizzazione rilasciata dalla Provincia. Le domande devono pervenire entro il 31 gennaio
dell’anno in cui si svolgono le gare o manifestazioni, con il parere favorevole del concessionario,
qualora le acque siano in concessione.
Lo svolgimento delle gare o manifestazioni di pesca è autorizzato in ambienti compatibili e, per
corsi d’acqua compresi in aree Natura 2000 è assoggettato alle prescrizioni dettate da apposita
valutazione di incidenza.
3.Il tratto d’acqua dove si svolge la gara o la manifestazione, se compreso nella zona “A” dovrà
essere chiuso alla libera pesca, su entrambe le sponde, a partire dall’effettuazione della semina
e fino ad un’ora dopo il termine della gara o manifestazione.
Le medesime disposizioni valgono anche per gare o manifestazioni in zona B, nel caso di gare
a salmonidi che prevedono l’immissione di fauna ittica.
regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso -
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Per le altre gare o manifestazioni in zona B (pesca al colpo), il tratto di campo gara è comunque
precluso alla libera pesca, su entrambe le sponde, dalle ore 5.00 del giorno di svolgimento della
gara o manifestazione e fino al termine della stessa.
Sono escluse dagli obblighi di cui al presente comma, le gare autorizzate nei laghi del tipo “spinning da barca”.
Quanto sopra, può essere modificato, in casi particolari, con specifico provvedimento del
Dirigente competente.
4.Durante le gare e manifestazioni (in zona A) è consentita la pesca in deroga ai limiti di quantitativo di cattura, fatti salvi il temolo, la trota marmorata e il barbo, che devono essere sempre
liberati vivi, immediatamente dopo la cattura. Inoltre, qualora il pesce catturato sia di specie
diversa da quella immessa per la gara, dovrà essere rilasciato, provvedendo al taglio della lenza
qualora l’amo non sporga dalla bocca del pesce.
5. Gli Organizzatori delle gare o manifestazioni devono delimitare i tratti idrici loro concessi con
tabelle recanti la scritta: “Gara di pesca autorizzata”, ovvero, “Manifestazione di pesca sportiva
autorizzata”.
6. Gli Organizzatori delle gare o manifestazioni di pesca a salmonidi, almeno 12 ore prima dell’effettuazione delle stesse, devono provvedere, d’intesa con l’Amministrazione Provinciale,
all’immissione di un quantitativo di fauna ittica indicata nell’autorizzazione provinciale. Qualità
e stato del materiale ittico dovranno essere certificati dall’Autorità Sanitaria competente e non
dovranno comunque essere di misura inferiore a cm 22.
28 - regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso
7.Durante lo svolgimento delle gare o manifestazioni di pesca sportiva, gli organizzatori sono
responsabili dei danni provocati a terzi. Essi dovranno altresì provvedere affinché i tratti autorizzati siano lasciati puliti da ogni tipo di rifiuto.
8. Il tratto di campo gara effettivamente occupato non può essere superiore a m. 20 per concorrente.
9. Non vengono autorizzate gare e manifestazioni nel tratto salmonicolo del fiume Piave e nell’ambito del Parco del fiume Sile, in applicazione delle norme previste dall’Ente Parco del fiume
Sile.
10.Il pesce pescato durante le gare o manifestazioni in zona “B” (pesca al colpo), deve essere mantenuto in vita e, fatta eccezione per gli esemplari alloctoni, deve essere reimmesso nell’ambiente
acquatico da dove è stato prelevato.
11.I campi gara fissi istituiti dalla Provincia sono regolamentati da apposita normativa.
12.Nei campi gara fissi ricadenti in zona A, è consentito lo svolgimento di manifestazioni agonistiche nonché la pesca sportiva, anche nel periodo invernale.
Le modalità di svolgimento delle gare o manifestazioni e della pesca sportiva, saranno stabilite
da apposito regolamento dei campi gara fissi, approvato dalla Provincia.
Lo svolgimento delle gare e manifestazioni dovrà essere comunicato alla Provincia, che si
riserva eventuali disposizioni specifiche del caso.
13.Per la partecipazione alle gare o manifestazioni di pesca è necessario essere muniti di licenza di
pesca o, in alternativa del permesso temporaneo di pesca di cui all’art. 9 bis.
regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso -
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Art. 20-bis
Manifestazioni di pesca sportiva riservate a particolari categorie
1.Il Dirigente può autorizzare manifestazioni di pesca finalizzate alla promozione dell’attività di
pesca sportiva e di conoscenza dell’ambiente acquatico, anche in deroga alle giornate di divieto
settimanale di cui all’art 9 comma 5, a scolaresche, gruppi di minorenni, portatori di handicap,
anche non in possesso dei documenti di pesca di cui all’art 9 e 10 della L.R. n. 19/1998.
Art. 21
Attività promozionali
1. La Provincia, ai sensi dell’art. 35, comma terzo, della Legge Regionale 28 aprile 1998, n. 19,
riserva una quota, fino al 10 per cento, degli introiti prevedibili derivanti dai rilasci e rinnovi
delle licenze di pesca, per lo svolgimento di iniziative promozionali in favore della pesca e della
valorizzazione dell’ambiente acquatico.
2.Ai fondi riservati di cui al primo comma, possono accedere anche Associazioni o Federazioni di
pescatori, operanti nel territorio provinciale, sulla base di iniziative approvate dalla Provincia.
30 - regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso
Art. 21-bis
Vigilanza ittica volontaria
1.In attuazione di quanto previsto all’art. 15 della L.R. 28 aprile 1998, n° 19, la Provincia di
Treviso organizza corsi di preparazione e di aggiornamento della vigilanza ittica volontaria. Su
apposita delibera verranno stabilite le modalità e i contenuti dei corsi.
2. Le strutture provinciali delle Associazioni o Federazioni di pescatori operanti nel territorio, possono presentare domanda alla Giunta Provinciale per l’organizzazione di corsi di preparazione
e di aggiornamento delle guardie volontarie. La partecipazione ai corsi e il superamento della
prova finale sono necessari al fine di conseguire il decreto di guardia volontaria.
3. Per quanto non previsto dal presente articolo, si rinvia, ove applicabile, alle disposizioni riportate
nel Regolamento di Servizio delle guardie giurate volontarie faunistico-venatorie della Provincia
di Treviso (delibera Consiglio Provinciale n. 80/76175 dell’11 dicembre 2002 - n. 51/70368 del
29 settembre 2003 e successive modificazioni).
Art. 22
Autorizzazioni temporanee per l’esercizio della pesca scientifica
1. Le autorizzazioni per l’esercizio della pesca scientifica sono rilasciate dalla Provincia.
2.I titolari delle autorizzazioni, al termine delle indagini eseguite, devono presentare alla Provincia
una relazione tecnico scientifica sull’attività svolta.
regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso -
31
Art. 23
Asciutte
1.Chiunque ponga in asciutta corsi o bacini d’acqua deve darne avviso alla Provincia e, per le
acque in concessione, anche al concessionario, trenta giorni prima dell’evento, ai sensi dell’art.
16 della Legge Regionale 28 aprile 1998, n. 19.
2.I tempi di cui al primo comma sono riducibili a dieci giorni, qualora motivati da urgenti e gravi
necessità di pubblico generale interesse.
3. La Provincia, nel caso di mancato rispetto dei termini, valuta i motivi di urgenza che l’hanno
determinato, pena la richiesta di risarcimento dei danni arrecati al patrimonio ittico. Ai fini della
tutela della fauna ittica e dell’ambiente acquatico, la Provincia può apporre diniego alla messa
in asciutta dei corsi d’acqua.
4. La Provincia consente l’utilizzo della corrente elettrica per il recupero degli animali acquatici
in caso di asciutte complete o incomplete di bacini o corsi d’acqua; detto recupero può essere
effettuato esclusivamente dagli agenti di polizia provinciale, da personale all’uopo incaricato o
da personale del concessionario di acque pubbliche, limitatamente alle acque in concessione,
appositamente autorizzato e che abbia frequentato un idoneo corso di formazione all’uso di
apparecchiature elettriche, previa comunicazione alla Provincia della data e del luogo del
recupero.
32 - regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso
5.Ai sensi dell’art. 16 comma 3 bis della L.R. n. 19/1998, il richiedente l’intervento di messa in
asciutta di un corso d’acqua o bacino, è soggetto al pagamento degli oneri derivanti dalle operazioni di recupero ittico assicurate dalla Provincia o dagli eventuali concessionari a scopo di
pesca sportiva. I costi delle operazioni di recupero ittico sono stabiliti dalla Giunta Provinciale
su indicazione della DGR del Veneto n. 2757 del 16 novembre 2010.
Art. 24
Infrazioni
1. Le infrazioni al presente regolamento, sono sanzionate ai sensi dell’art. 33 della Legge Regionale
28 aprile 1998, n. 19.
2. Le infrazioni riguardanti i regolamenti delle zone in concessione di pesca sportiva sono regolate
dai rispettivi regolamenti interni.
Art. 25
Modifiche al Regolamento
1.Il presente regolamento può essere variato, su norme di carattere tecnico, dalla Giunta
Provinciale, sentita la Commissione Consiliare.
regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso -
33
ELENCO SPECIE ALLOCTONE (allegato A)
Abramide (Abramis brama)
Acerina (Gymnochephalus cernuus)
Carassio (Carassius auratus)
Gambusia (Gambusia holbrooki)
Lucioperca (Sandra) (Stizostedion lucioperca)
Persico sole (Lepomis gibbosus)
Persico trota (Micropterus salmoides)
Pesce gatto (Ictalurus melas)
Pseudorasbora (Pseudorasbora parva)
Rodeo amaro (Rodeus sericeus)
Rutilo (Gardon) (Rutilus rutilus)
Siluro (Silurus glanis)
Salmerino americano (Salvelinus fontinalis)
Trota iridea (Oncorhynchus mykiss)
Gambero della Luisiana (Procambarus clarkii)
Gambero americano (Orconectes limosus)
Il presente elenco riporta le principali specie alloctone e rappresenta un elenco esemplificativo
e non esaustivo. Il rinvenimento di nuove specie verrà opportunamente segnalato e andrà ad
integrare il presente elenco.
34 - regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso
Si ricorda che è in vigore
il Decreto del Presidente della Regione Veneto
n. 91 del 18 maggio 2012
che stabilisce i seguenti divieti per la specie Anguilla anguilla
divieto di pesca dal 1 gennaio al 31 marzo
divieto di utilizzo dell’anguilla come esca
regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso -
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sos
torione
In caso di cattura di esemplari di storioni,
mantenere l’esemplare in vita e contattare:
Comandante Polizia Provinciale Ittico Venatoria
Piermaria Mongini 329/2605704
Fiume Sile
FIPSAS TV - Dotto Bruno 380/2025467
Fiume Piave
FIPSAS VE 338/2190358
Fiume Livenza
Buriola Giuseppe 338/7231820
36 - regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso
Settore Protezione Civile
Caccia · pesca · Agricoltura
info
Edificio 10 - Via Cal di Breda, 116
31100 - Treviso
martedì e giovedì
dalle ore 9.00 alle ore 11.00
mercoledì
dalle ore 15.00 alle ore 16.00
Tel. 0422/656251- 254 Fax 0422/656178
[email protected]
[email protected]
regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso -
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DISPOSIZIONI TECNICHE DEI CAMPI GARA FISSI
I campi gara fissi gara individuati in provincia di Treviso sono:
1) Torrente Giavera: dal ponte di via Centa al ponte di via Giavera in località Fontane in comune di
Villorba. (concessione FIPSAS)
2) Canale Malgher: per tutto il tratto scorrente in provincia di Treviso, ricadente nei comuni di Motta
di Livenza e Meduna di Livenza. (concessione FIPSAS)
3) Fiume Monticano: dal ponte della circonvallazione ovest (SP 49), alla passerella in località Fratta,
in comune di Oderzo.
4) Fiume Piave: dall’immissione del canale Zensonat, verso valle, per circa 1000 metri, sponda destra,
fino ai silos dell’azienda agricola sita in via Argine S. Marco, in comune di Zenson di Piave.
5) Fiume Monticano: dalla cascata in prossimità della circonvallazione di Conegliano, fino alla cascata a monte della confluenza del torrente Crevada, in località Tre Acque, in comune di Conegliano.
Quest’ultimo campo gara è individuato anche come zona No Kill.
Ai sensi dell’art. 31 comma 5 della L.R. 28 aprile 1998 n. 19 nei campi di gara fissi la Provincia autorizza le manifestazioni agonistiche e l’esercizio della pesca sportiva, anche in periodi di proibizione
della pesca, adottando la seguente regolamentazione.
Di seguito si riportano le norme per l’attività di pesca sia durante lo svolgimento delle gare e manifestazioni, per ogni campo gara e per tipologia di gara, sia durante la libera pesca.
Tali norme valgono anche per le gare e per la pesca in periodo invernale.
38 - regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso
1 - TORRENTE GIAVERA
Tipologia di gara: in tutto il campo gara del torrente Giavera sono consentite solo gare di pesca alla
trota durante tutto l’anno, ad eccezione dei periodi di asciutta parziale o totale.
Le immissioni di salmonidi per le gare devono essere effettuate con trota fario di misura superiore a 22
cm. nel periodo da marzo a settembre, e con trota iridea nel periodo da ottobre a febbraio (dipendentemente dalle date di apertura e chiusura della pesca per la zona A).
Esche: sono consentite solo le esche previste dal vigente Regolamento Provinciale della Pesca per la
pesca in zona “A” salmonicola.
Pasture: è vietata ogni forma di pasturazione.
è consentita la pesca durante tutto l’anno se in possesso di tesserino di concessione della FIPSAS, con
le modalità suddette, con quelle previste dal vigente Regolamento Provinciale della Pesca per la pesca
in zona “A” e con quelle del Regolamento del concessionario.
2 - CANALE MALGHER
Tratto 1 - Tipologia di gara: dal confine provinciale alla passerella in località Lorenzaga di Motta di
Livenza, sono consentite gare di pesca alla trota durante la stagione di pesca prevista per la zona A e
gare di pesca al colpo.
Le immissioni per le gare di pesca alla trota dovranno essere effettuate con la specie trota fario di misura
superiore a 22 cm.
Esche e pasture: sono consentite le esche e le pasture previste dal vigente Regolamento Provinciale
della Pesca per la pesca in zona “B” ad esclusione delle gare di pesca alla trota per le quali si applica
il regolamento di gara e il Regolamento Provinciale della Pesca per la pesca in zona “A”.
regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso -
39
è consentita la pesca durante tutto l’anno se in possesso di tesserino di concessione della FIPSAS, con
le modalità suddette, con quelle previste dal vigente Regolamento Provinciale della Pesca per la pesca
in zona “B” e con quelle del Regolamento del concessionario.
Tratto 2 - Tipologia di gara: dalla passerella in località Lorenzaga di Motta di Livenza a fine Provincia
(fine concessione FIPSAS) sono consentite le gare di pesca al colpo e la pesca invernale con le modalità stabilite dal regolamento provinciale per la zona B ciprinicola e dal regolamento della concessione
FIPSAS. Durante le gare di pesca al colpo è consentito trattenere il pescato in vita fino al termine della
gara, e, alla fine della stessa dovrà essere reimmesso nell’ambiente acquatico dove è stato prelevato,
fatto salvo per gli esemplari alloctoni che devono sempre essere trattenuti.
Esche e Pasture: sono consentite le esche e le pasture previste dal vigente Regolamento Provinciale
della Pesca per la pesca in zona “B” ciprinicola”.
è consentita la pesca durante tutto l’anno se in possesso di tesserino di concessione della FIPSAS, con
le modalità suddette, con quelle previste dal vigente Regolamento Provinciale della Pesca per la pesca
in zona “B” e con quelle del Regolamento del concessionario.
3 - FIUME MONTICANO A ODERZO
Tratto 1 - Tipologia di gara: dalla circonvallazione ovest di Oderzo (SP 49) al ponte sulla SS Postumia
sono consentite sia gare di pesca alla trota sia gare a pesce bianco (pesca al colpo).
Le immissioni di salmonidi per le gare di pesca alla trota dovranno essere effettuate con la specie trota
40 - regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso
fario di misura superiore a 22 cm nel periodo da marzo a settembre, e con trota iridea nel periodo da
ottobre a febbraio (dipendentemente dalle date di apertura e chiusura della pesca per la zona A).
Esche: sono consentite solo le esche previste dal vigente Regolamento Provinciale della Pesca per la
pesca in zona “A” salmonicola. L’uso del bigattino è consentito solo durante le gare di pesca al colpo e
ai possessori di tessera agonistica rilasciata dalla Federazione anche durante gli allenamenti effettuati
nella settimana antecedente la gara e con l’obbligo di rilascio del pescato.
Pasture: la pasturazione è consentita solo durante le gare di pesca al colpo.
è consentita la libera pesca durante tutto l’anno con le modalità suddette.
Tratto 2 - Tipologia di gara: nel tratto a valle della SS Postumia fino alla località Fratta di Oderzo sono
consentite le gare di pesca al colpo con le modalità consentite dal vigente Regolamento Provinciale
della Pesca per la pesca in zona “B” ciprinicola”. Durante le gare di pesca al colpo è consentito trattenere il pescato in vita fino al termine della gara, e, alla fine della stessa dovrà essere reimmesso
nell’ambiente acquatico dove è stato prelevato, fatto salvo per gli esemplari alloctoni che devono
sempre essere trattenuti.
Nell’eventualità che le gare organizzate nel Tratto 1 prevedano un numero di partecipanti elevato, è
consentito lo svolgimento delle gare alla trota anche in parte del Tratto 2.
Esche e pasture: sono consentite le esche e le pasture previste dal vigente Regolamento Provinciale
della Pesca per la pesca in zona “B” ciprinicola”.
è consentita la libera pesca durante tutto l’anno con le modalità suddette.
regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso -
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4 - FIUME PIAVE A ZENSON DI PIAVE
Tipologia di gara: nel tratto di fiume Piave sono consentite solo le gare di pesca al colpo con le modalità
stabilite dal vigente Regolamento Provinciale della Pesca per la pesca in zona “B” ciprinicola”.
Nel Piave non sono consentite gare di pesca alla trota ne immissioni di alcuna specie ittica per le gare.
Esche e Pasture: sono consentite le esche e le pasture previste dal vigente Regolamento Provinciale
della Pesca per la pesca in zona “B” ciprinicola.
è consentita la libera pesca durante tutto l’anno con le modalità suddette.
5 - FIUME MONTICANO A CONEGLIANO
Tipologia di gara: sono consentite solo gare di pesca alla trota con esche artificiali e con rilascio del
pesce catturato (modalità No Kill).
Le immissioni per le gare di pesca alla trota dovranno essere effettuate con la specie trota fario di misura
superiore a 22 cm.
è consentita la libera pesca durante tutto l’anno se in possesso del permesso dell’ APS Giorgio Sport
Spinning Club con le modalità suddette, con quelle previste dal vigente Regolamento Provinciale della
Pesca per la pesca in zona “A” e con quelle del Regolamento della zona No Kill affidata in gestione
all’Associazione.
42 - regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso
AREA NO KILL FIUMI MONTICANO, LIA E BORNIOLA
Disposizioni tecniche per area DI PESCA NO KILL al luccio
(Det. Dir. Prot. 885/39018 del 29/03/13)
In quest’area non è consentita la pesca nel mese di ottobre
Con Decreto del Presidente della Provincia prot. 19256/2013 è stata istituita un’area di pesca No Kill a
tutela del luccio (Esox lucius).
I tratti di fiume interessati per la salvaguardia di questa specie ittica sono:
Fiume Monticano: dal ponte di Via Bornia in comune di Fontanelle alla circonvallazione ovest (SP 49),
in comune di Oderzo;
Fiume Lia: dal ponte di via Calstorta alla confluenza nel fiume Monticano, in comune di Oderzo;
Rio Borniola: dall’allevamento ittico Bonaldo alla confluenza con il rio Piavesella, in comune di Fontanelle.
Nelle zone di pesca No Kill dei fiumi Monticano, Lia e Borniola è consentita la libera pesca, con una sola
canna e con i seguenti obblighi:
a) uso di esche naturali e artificiali, con un solo amo o una sola ancoretta, privati dell’ardiglione o con
ardiglione schiacciato;
b) divieto di uso come esca del pesciolino vivo o morto;
c) liberazione immediata, possibilmente con l’utilizzo del guadino, del pesce appartenente alla specie
autoctona oggetto di tutela (il luccio);
d) divieto di pesca al luccio dal 1° gennaio al 15 aprile;
e) divieto di pesca nelle giornate di martedì e venerdì, esclusi i festivi.
Per quanto non previsto sopra valgono le norme del vigente Regolamento Provinciale della pesca.
regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne della provincia di treviso -
43
G
L
OSSARIO
Tirlindana
lunga lenza fornita di piombi usata soprattutto nei laghi e bacini artificiali
Moschera
lenza armata di esche artificiali a galla
Camolera
lenza armata di esche artificiali radenti il fondo
Coda di topo
lenza a forma di frusta con esche artificiali
Bertovello
attrezzo formato da vari coni di rete uno dentro l’altro, posato sul fondo
Stamperia della Provincia di Treviso
Febbraio 2016
Fly UP