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Raggiunto e superato l`obiettivo minimo di raccolta per F2i

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Raggiunto e superato l`obiettivo minimo di raccolta per F2i
NOTA STAMPA
Milano, 19 dicembre 2007. Raggiunto e superato l’obiettivo minimo di raccolta di 1,5
miliardi di euro per F2i.
Dopo solo 4 mesi dall’autorizzazione del Regolamento del Fondo, da parte della Banca
d’Italia, F2i si appresta a completare l’avvio del primo fondo italiano dedicato agli
investimenti nelle infrastrutture.
E’ quanto emerso oggi nel corso della riunione del Consiglio di Amministrazione,
convocato dal Presidente Salvatore Rebecchini, in cui l’Amministratore Delegato, Vito
Gamberale, ha illustrato nel dettaglio l’iter procedurale che ha portato alla raccolta delle
quote per complessivi 1,550 miliardi di euro tramite il collocamento sui mercati finanziari,
raggiungendo il cosiddetto First Closing che da inizio all’attività d’investimento.
In particolare - ha ricordato l’Amministratore Delegato nella sua esposizione - la
regolamentazione concede, per il completamento della raccolta di fondi chiusi mobiliari, 18
mesi dall’approvazione del Regolamento da parte della Banca d’Italia.
Nel caso di F2i, tale approvazione è pervenuta a fine agosto 2007 e una volta realizzato il
First Closing, da ancora tempo fino a febbraio 2009 per completare la raccolta.
Il First Closing è stato per il momento riservato principalmente al mercato italiano, mentre
è previsto nel 2008 un successivo Closing dedicato alla raccolta sui mercati internazionali
nonché il completamento del collocamento domestico.
Attraverso questa successiva raccolta di capitali, F2i si propone di conseguire il suo livello
target di 2 miliardi di euro.
Hanno investito in F2i sia i soci della SGR (c.d. Sponsor) che altri investitori individuati sul
mercato (Limited Partner).
I primi, hanno sottoscritto circa 1 miliardo di euro ed includono, con una partecipazione
paritaria di circa il 10% del Fondo, le 2 principali banche Italiane, Unicredit e Intesa San
Paolo; la Cassa Depositi e Prestiti nonché 2 primarie banche estere tradizionalmente
molto attive in Italia, come Lehman Brothers e Merrill Lynch.
Si aggiungono con quote minori, ma sempre come Sponsor, 7 Fondazioni bancarie
(Cariplo, MPS, CRT, Bologna, Cuneo, Forlì e Padova) che insieme rappresentano oltre il
15% del Fondo, e 2 Casse di Previdenza (Inarcassa e la Cassa dei Geometri) con quasi il
4% della del Fondo.
Accanto ai soci della SGR, hanno sottoscritto quote di F2i circa 30 investitori, di cui 5
hanno assunto il ruolo di Core Investor (attribuito a chi ha investito almeno 60 milioni di
euro).
I 5 Core Investor costuiscono nel complesso circa il 20% del Fondo e partecipano al
Comitato Consultivo, mentre tutti gli altri sottoscrittori partecipano alla governance
dell’iniziativa nell’ambito dell’Assemblea del Fondo.
Tra i nomi degli investitori sono incluse fondazioni ex bancarie con circa il 9% del Fondo,
comprese, tra le altre, la Fondazione Banco di Sardegna (Core Investor), la Fondazione
Cassa di Risparmio di Firenze, la Fondazione Cassa di Risparmio di Parma.
Inoltre, hanno aderito casse di previdenza e fondi pensione con oltre il 6% della raccolta
complessiva, che comprendono, tra le altre, la Cassa di Previdenza e Assistenza Forense
(Core Investor), altre casse come ENPAPI, ENPACL e la Cassa del Notariato.
Anche il settore assicurativo ha aderito in misura significativa, con la sottoscrizione di
quote di F2i per oltre il 5% della del totale.
Infine, la partecipazione di istituti di credito tra i Limited Partner ha superato l’8% della
raccolta totale grazie all’ingresso della Banca Popolare di Milano e di Calyon, del gruppo
Credit Agricole (ambedue Core Investor).
Nel complesso, la natura dei sottoscrittori è particolarmente coerente con le caratteristiche
connesse agli investimenti di lunga durata del Fondo in comparti regolamentati.
Già a questo livello di raccolta, F2i è il più grande fondo Italiano ed uno dei maggiori, a
livello europeo, focalizzati nel comparto delle infrastrutture.
Si ricorda che F2i è un fondo che ha come oggetto esclusivo l’investimento in società
italiane che gestiscono infrastrutture esistenti (che vanno dall’energia ai trasporti; dalle
telecomunicazioni alle fiere, parcheggi, aeroporti e così via), con flussi di cassa già
consolidati, ma al tempo stesso con potenzialità di intervento nella gestione industriale di
lungo periodo per la creazione di valore ed efficienza delle attività.
Per il 20% il Fondo può essere destinato anche a nuove infrastrutture. Per un altro 20%
può essere destinato a cogliere opportunità di business anche fuori dal nostro Paese.
In entrambi i casi, però, le eventuali iniziative di F2i saranno prevalentemente connesse ad
infrastrutture italiane già esistenti ed operanti.
F2i garantisce ai propri investitori un’elevata diversificazione del rischio avendo il limite
massimo di investimento in un unico asset pari al 15% del patrimonio complessivo del
Fondo.
Opera nell’ottica di acquisire la maggioranza delle società target, ovvero una minoranza
qualificata con specifici diritti di governance. Infatti, l’obiettivo del Fondo è quello di
contribuire alla gestione industriale delle società acquisite, per aumentarne l’efficienza e
per favorire nuovi servizi nel medio e lungo periodo.
Da sottolineare, inoltre, come la maggior parte di asset infrastrutturali, che rappresentano
un target d’investimento, sia caratterizzata da tariffe regolamentate, con evoluzione legata
a specifici parametri quali il recupero di efficienza e l’inflazione.
Il Fondo farà un ricorso contenuto alla leva finanziaria nelle acquisizioni delle società
partecipate, avendo come primario obiettivo lo sviluppo del business nel lungo periodo.
Per le relazioni con la stampa:
RETI SpA
Account di F2i:
RICCARDO TESSARI
Tel.: 06675451
Cell.: 333.5994143
[email protected]
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