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Puntinate e… Colla fresca

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Puntinate e… Colla fresca
Claudio Rossini
Puntinate e…
Colla fresca
Edito dall’autore
Dedico questo libro a mia moglie
M. Angela e a mia figlia Simona.
Con tantissimo Amore
PREMESSA DELL’AUTORE
Sono nato a Genova il 30 Maggio del 1964 e dal 1993 mi sono
dedicato, anima e corpo, al tennistavolo. Dopo circa tredici
anni di pratica sportiva, impegnato in diversi ruoli, da
giocatore, da tecnico e da dirigente, mi sono reso conto di aver
vissuto così intensamente questo periodo che, a furia di dire
“Potrei scrivere un libro…”, me ne sono convinto. Ho deciso
quindi di farlo. Voglio raccontare le mie esperienze, i
personaggi che ho conosciuto, alcuni dei quali amici fraterni e
mi piacerebbe che da questo libro trapelasse come si vive una
passione sportiva e farmi capire quando affermo che un vero
pongista, o meglio ancora un vero giocatore di tennistavolo, è
tale quando vive il suo sport 24 ore su 24. Si, anche di notte,
quando riposa deve farlo meglio che può, perché l’indomani
deve giocare.
A volte, lasciandomi volutamente prendere la mano, dico che
gli esseri umani si dividono in due categorie: Pongisti e non
pongisti, volendo evidenziare quanto sia particolare il nostro
universo, composto da personaggi incredibili, ma attribuendo
al primo gruppo una intelligenza media superiore. Esagero,
chiedo scusa ai membri del secondo, ma i pongisti, nel loro
apparentemente ristretto mondo, che esteriormente si presenta
con un tavolo da gioco, una pallina e due omini con la
racchetta in mano, in realtà sono degli studiosi e devono per
forza di cose avere una intelligenza media elevata… Studiano
come fare a prevalere sull’avversario, ad arrivare prima a 11, a
vincere per primi tre set. La cosa non è affatto semplice, c’è
talmente tanto da studiare, tecnica, tattica, strategia, variante
avversario, ecc., ed ogni singola voce apre una infinità di
capitoli da approfondire, che ecco che i pongisti sviluppano
delle sinapsi che gli altri esseri umani non sviluppano…
A loro volta i pongisti si suddividono poi in due categorie: I
pongisti da spiaggia, (o pongisti della Domenica…) e i
giocatori di tennistavolo.
I primi amano giocare occasionalmente oppure con regolarità
ma senza sbattersi più di tanto, senza pretendere molto da se
stessi e dalla loro attività. Ne conosco molti che hanno uno
spirito buono, ma dico la verità, faccio fatica a tollerarli quando
si vogliono mischiare con i giocatori di tennistavolo. I
rappresentanti di questa categoria dei quali mi onoro di far
parte (forse ne sono il più scarso rappresentante vivente sulla
terra, ma attenzione a chi si scontra con me, perché la mia
umiltà è la mia forza…), sono quelli che studiano i particolari
della tecnica, studiano continuamente e approfondiscono le
conoscenze usando Internet, seguono l’attività agonistica
internazionale sui DVD, conoscono quasi a memoria le
classifiche F.I.Te.T. e I.T.T.F….Conoscono molto bene il
variegato mondo dei materiali, puntinate, gomme, ecc.
E’ con questa mia strampalata semiseria teoria che introduco i
lettori nel mio mondo presentandolo e cercando, perché no?, di
strappare qua e la qualche sorriso.
Il mio fine ultimo è, in verità, quello di far conoscere a tutti,
anche ai non addetti ai lavori, una sorta di “dietro le quinte” del
nostro sport.
Un ennesimo atto d’amore per questa bellissima, intrigante e
troppo poco praticata (in Italia) disciplina sportiva.
Claudio Rossini
P.S.: Spero con questo mio scritto di dare un contributo utile ad una
maggiore diffusione del tennistavolo; anche per chi lo conosce ma solo
superficialmente, a tale scopo metto a disposizione, in fondo al volume, una
sorta di Terminologia pongistica.
Claudio Rossini
I MIEI INIZI
In principio era un divertimento saltuario. Da ragazzo qualche
volta marinavo la scuola per andare ai parchi di Nervi, immerso
completamente nella mia beata gioventù….In alternativa, insieme
ai compagni di avventure, andavo a giocare qualche volta a
biliardo e spesso a ping pong. Frequentavamo varie sale giochi,
in Galleria Mazzini, in Porta d’Archi, in Via di Francia, oppure
andavamo all’Acquasola (dove erano posti dei tavoli in marmo).
Soltanto a trent’anni, con un po’ di pancetta, sposato con Simona
piccola, ho realizzato che dovevo fare sport con continuità,
recuperando quello che da bambino e da ragazzo, avevo potuto
fare solo in modo marginale. Parlando di questo mio desiderio
con un amico collega di lavoro, Massimo, persona saggia, ormai
vicina alla pensione, mi disse: “Perché non giochi seriamente e
con continuità a ping pong, visto che ti piace così tanto? Male
non ti farebbe e quantomeno dimagriresti un pochino”. Ho così
cercato sull’elenco telefonico l’indirizzo della Federazione Italiana
Tennistavolo, il cui Comitato Regionale aveva sede in Via
Assarotti e lì mi sono informato sulle società, chiedendo indirizzi
e notizie di eventuali corsi per principianti.
Agli inizi degli anni 90, prima ancora che nascesse il Centro di Via
Spataro a Sampierdarena, Genova pongistica svolgeva la sua
attività in Via Robino, nella sede dell’A.C.L.I. Marassi, 5 aree di
gioco abbastanza strette ma complessivamente discrete
condizioni di gioco. Fu lì che feci il mio primo corso di
tennistavolo, primo istruttore il simpatico Flavio Striseo. Mi sono
reso subito conto che passare dal mio status di giocatore
occasionale di ping pong ad atleta agonista, il passo era lungo.
Tuttavia, pur essendo stato tecnicamente poco dotato, sono
tenace e mi sono applicato con costanza, per cercare di ottenere il
mio scopo. Ho ultimato così il corso prendendo poi qualche
lezione individuale con Stefano Drago, anche lui come Flavio
bravissimo ragazzo ma anche ottimo giocatore.
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Puntinate e...Colla fresca
Per fare i miei primi tornei, mi sono tesserato per la Cormar
Libertas di Giuseppe Borsani. Dopo pochi giorni dal
tesseramento, sono stato chiamato per “tappare un buco” nel
Campionato a squadre di D1 al quale era iscritta quella società. Si
giocava a La Spezia, in un locale nei fondi di una chiesa. Ricordo
il livello di gioco, davvero basso, e il fatto che essendo un po’
scarso anche il mio avversario, riuscii ad avere un match-point,
che fu però vanificato dall’apertura di una porta e dall’ingresso
nella sala di un tizio, capitato lì per caso, un personaggio che non
avrebbe dovuto significare nulla per me. Quell’ episodio, fu
invece sufficiente per farmi perdere la concentrazione e ..la
partita. Sarebbe stato l’inizio di tragicomici approcci con il mondo
agonistico del tennistavolo ligure, conditi da sonanti sconfitte in
campionato e nei tornei individuali.
Nonostante il mio impegno, ho impiegato anni a gestire l’ansia
della vigilia dei momenti agonistici ufficiali. Praticamente non
dormivo per niente la notte prima della gara, quando invece le
energie psico-fisiche e la capacità di concentrazione dovevano
essere ottimali. Pagavo il fatto di aver praticato poco sport da
ragazzo e di conseguenza dovevo imparare a conoscere le mie
reazioni a determinate situazioni. Essendo poi molto emotivo,
tutto era ancora più maledettamente complicato.
Soltanto ora, a distanza di anni, posso dire di avere superato il
problema (non quello dell’emotività con cui devo tuttora fare i
conti..), avendo imparato a gestire la vigilia trovo infatti, in
qualche modo, la maniera per distrarmi senza pensare troppo
all’evento. Devo dire però che adesso non dormo la notte
….seguente alla gara. Smaltisco infatti l’adrenalina un giorno o
due dopo, praticamente dopo il primo allenamento, quando mi
sfogo sull’andamento delle mie performances agonistiche con i
malcapitati compagni d’allenamento. Quella prima seduta postgara è dedicata alle recriminazioni del tipo: “…Se non avesse
preso la retina ai vantaggi…”, “Quella pallina aveva toccato lo
spigolo ma non mi hanno dato il punto”, ecc.
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Claudio Rossini
Devo dire con onestà che i miei primi anni ero veramente, ma
dico veramente, una “Pippa” mostruosa ! Mi limitavo a buttare la
palla al di là della rete (dìcesi PALLETTARO…) aspettando
l’errore dell’avversario. Naturalmente con quel gioco limitato
arrivava prima il mio errore che non il suo…
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Puntinate e...Colla fresca
“L’INCAROGNIMENTO”
Il mio inserimento nel circuito pongistico ligure è proseguito poi,
chiusa la Palestra di Via Robino, frequentando quella di Via
Spataro. Per il tennistavolo un posto per giocare importante, con
dieci tavoli per allenamento (e il problema di dove praticare il
nostro sport è sempre stato fondamentale a Genova) e le
opportunità per migliorare, e accrescere la nostra cultura
pongistica, sono diventate molto più concrete. Nel corso degli
anni avremmo conosciuto, frequentato, assistito ad allenamenti di
tecnici capaci e avremmo visto costruire ed allenare giocatori
importanti. Tra i primi ricordo con grande piacere i passaggi dei
vari Bobocica, Negrila, Lian Bin, Surin, con Alessandro Quaglia
sempre presente tra i maestri; tra i secondi cito Bobocica il figlio,
Tommasi, Casaschi, e tanti altri di ottimo livello. E’ proprio
guardando giocare da vicino giocatori di valore, seguirne gli
allenamenti, ecc., che ti prende la “Scimmia” di giocare e la voglia
di apprendere sempre di più i segreti del tennistavolo.
Ricordo una mia partita di campionato contro Bobocica figlio,
che aveva 10 o 11 anni, ma di cui si intravedeva un talento
incredibile. Io, adulto agli inizi, lui un bambino, eppure da sotto
16-19 in bella, si arrivava ancora ai 21, riuscì, con il papà seduto
in panchina che gli ha sussurrato qualcosa per me
incomprensibile in Rumeno, a fregarmi impietosamente, 21-19
risultato finale. Il ragazzino è ora un under 21 prima categoria,
gioca in Nazionale assoluta e ha alle spalle esperienze importanti
fatte in Germania. Ne sentiremo sicuramente parlare, speriamo
per successi sportivi internazionali prestigiosi. Tornando alla mia
miserevole sconfitta devo dire che è stata una bella molla, che
non mi ha affatto abbattuto… Ci voleva ben altro.
In quel periodo giocavo nei Campionati a squadre, alcuni in D1
altri in C2, e gareggiavo nei tornei regionali sempre, a livello
personale, sotto il profilo dei risultati, con poche soddisfazioni.
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Claudio Rossini
Nel frattempo continuavo a sbirciare gli allenamenti
“professionalissimi” di Mr. Bobocica e prendevo lezioni a volte
con Alessandro Quaglia, altre con Catalin Negrila. Il primo ti
trasmetteva l’entusiasmo del gioco e ti faceva “sentire” la palla. Il
secondo, solidissimo anch’egli nei fondamentali, ti inculcava la
potenza dei colpi e la cultura dell’allenamento. E il mio
incarognimento, la mia voglia matta continuava a crescere…Nel
frattempo cambiavano anche le situazioni societarie e essendo
chiusa definitivamente Via Robino, dalla Cormar Libertas che
stava cessando l’attività sono passato a giocare nella Libertas
Genoa di Via Spataro.
Un anno veramente particolare l’ho vissuto giocando al fianco di
Gianni Chiella e Sandro Banchero e devo dire che a parte i miei
disastrosi risultati in campionato mi sono divertito tantissimo,
soprattutto esorcizzando le frequenti sconfitte di squadra, in una
complessivamente mediocre C2, nei post-partita in pizzeria.
Essendo i miei amici dei buongustai, frequentavamo alcune
pizzerie rigorosamente con forno a legna, che cucinavano in
maniera speciale. Insomma, tanto per essere chiari, mozzarella di
bufala, peperoni e melanzane rigorosamente grigliate…,
bruschette varie e fragranze mediterranee, in quel periodo, la
facevano da padrone, insieme a una ottima compagnia e momenti
piacevoli. Però l’agonista che c’era in me, in quel periodo soffriva.
Perché? Non vincevo… E più non vincevo e più mi incarognivo. In
quel periodo le ho provate tutte. Ho persino provato a giocare
con una puntinata lunga e facendo il difensore lontano dal tavolo,
con risultati disastrosi, con il mitico Sandro che, schierandosi
come primo della squadra, giocava sempre contro l’avversario più
debole e gli capitava a volte di vincere una partita. Nel ritorno
verso casa in macchina, sentivo spesso dire: “Che bravo che
sono, non mi alleno mai eppure ho vinto una partita !” Per me
che mi allenavo spesso, (e schierato come terza scelta giocavo
sempre con l’avversario più forte…Ed erano mazzate), era
veramente frustante!!
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Puntinate e...Colla fresca
L’INFORTUNIO
A coronamento di quel periodo, ciliegina sulla torta di un annata
da incorniciare, proprio in quell’ anno, mi procurai un serio
incidente alla spalla destra, che mi tenne lontano dai tavoli da
gioco per circa sei mesi. Eravamo a Vado Ligure, nel covo dell’
“Amatori T.T. Savona”. Volli provare a raggiungere una pallina
impossibile da prendere, di rovescio, lontano dal tavolo. Nella
foga del momento agonistico feci una errata valutazione e …
Patatrac. Caddi rovinosamente su mano e braccio destro. Mi
procurai così una brutta distorsione. Con la prima Risonanza
Magnetica mi diagnosticarono una parziale rottura del tendine
sovraspinato. Subii un intervento in artroscopia, al risveglio un
male cane veramente indimenticabile, poi tanta fisioterapia.
Ricordo le mie ultime sedute di ginnastica passiva per recuperare
completamente l’uso della spalla fatte con l’aiuto di mia moglie,
sul tavolo della cucina. Il mio desiderio più grande era
naturalmente riprendere a giocare e lentamente, con tanta
pazienza, sono guarito.
Alla ripresa non avevo ambizioni se non quella di rientrare a
pieno ritmo a fare i miei allenamenti, i miei tornei ecc. Cambiai
nuovamente allestimento, passando ad una gomma cinese
combinata ad una puntinata corta e quel cambiamento mi fece
bene. Con la cinese tiravo su qualche punticino sfruttando
maggiormente le rotazioni e con la puntinata corta rendevo
falloso l’avversario. Qualche punto di qua e qualcuno di la, mi
sono ritrovato oltre che ristabilito, un po’ più competitivo. E
avevo ancora tanta voglia di giocare, di migliorare il mio gioco e
le mie prestazioni. Così tanta, che ne avrei potuto vendere un
po’…
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Claudio Rossini
I TORNEI AD HANDICAP
In quel periodo, il tennistavolo ligure era alla ricerca di un assetto
organizzativo e l’attività agonistica era poca. Così, insieme agli
altri giocatori più incalliti ci inventammo, tutti i giovedì sera, con
una regolarità conosciuta in Italia solo con il Campionato di
calcio, con inizio rigorosamente alle ore 20, i mitici Tornei ad
handicap. L’handicap, variabile, consisteva nel punteggio di
partenza, dato dalla classifica. Chi vinceva il torneo la settimana
dopo era ulteriormente penalizzato, mentre chi non vinceva era
depenalizzato. Con questo sistema ad elastico tutti, anche i più
scarsi se non in quella settimana forse quella successiva potevano
vincere e anche i più forti potevano perdere.
Il risultato finale di questo periodo, fu che riuscimmo a dare vita
ad una serie di tornei, alcuni memorabili, con molte presenze, e a
dare un bello scossone all’ambiente, tanto da riuscire a
coinvolgere da un lato giocatori molto bravi e dall’altro si dava la
possibilità ai novizi di inserirsi nel giro, cosa non sempre facile, e
di giocare con gente molto più forte.
Davvero una bella trovata, dovrebbero assegnare d’ufficio a me e
a Gianni, gli ideatori, non dico una pensione vitalizia, ma almeno
un premio Oscar per lo sport, a imperitura memoria.
Tornando a me, e alle mie performances, di quei tornei ne vinsi
un paio e altre volte arrivai secondo.
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Puntinate e...Colla fresca
SEBASTIAN KUNKLER
Durante un allenamento in Via Spataro, si presenta un giorno un
tipo alquanto strano: Alto quasi due metri, occhiali, faccia da
bravo ragazzo… Tira fuori la racchetta e cambio subito idea
quando noto due puntinate, due !!! Una sul rovescio e una sul
dritto. Come giocherà mai sto’ tizio ? Si inserisce e comincia a
giocare, non sembra in gran forma (in quel tempo giocava
saltuariamente), ma si vede benissimo che se ne intende. Lo
osservo cercando di capirne la filosofia del gioco e lui nel
contempo osservava me. A fine allenamento, si va tutti insieme in
pizzeria e cominciamo a conoscerci un po’ meglio anche come
persone. E’ un tipo incredibile, laureatissimo in Filosofia e
Storia… Come spesso mi accade nel mondo del tennistavolo,
capisco di avere a che fare con una persona molto colta, istruita e
intelligente. Entriamo nel discorso tecnico e lui mi dice: “Come
mai tiri così poco ?” Io rispondo “Non uso il topspin perché non
sono capace e per quelle poche volte che lo tiro sono molto
falloso”. La sua risposta mi ha lasciato di stucco: “Ma così tu non
puoi giocare! Tu hai tutte le potenzialità per diventare un buon
topspinner.. Se mi ascolti e sei disposto a faticare, ti prometto che
entro sei mesi tu diventi un buon tiratore di top. Tra l’altro hai un
fisico adatto, potente. Ti sai velocizzare perché vai anche a
correre; direi proprio che tra l’altro tu sei il mio sparring-partner
ideale… Io quando mi alleno lo faccio seriamente e ho bisogno
anch’io di uno sparring per riprendere con continuità”. Fu un
discorso convincente (e avevo poco da perdere) e così
cominciammo gli allenamenti con Sebastian Kunkler, a base di
cesti di palline: Fatica, sudore, ripetizioni continue anche dello stesso colpo,
singolo e combinato, questi gli ingredienti principali della nostra
preparazione tecnica e atletica, con il risultato finale di ottimizzare
al massimo gli allenamenti e ottenere poi, nel momento
agonistico, prestazioni accettabili. Un conto è giocare con una
pallina che raccogli ogni volta che cade per terra, un altro conto è
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Claudio Rossini
avere a disposizione 200 palline dentro un cesto e avere uno
sparring distributore, che te le serve come e dove vuoi sul tavolo
per farti allenare un colpo o, come nel mio caso, costruirlo di
sana pianta. Un sistema in realtà molto utilizzato in Cina e in tutte
le scuole di tennistavolo.
Devo dire che con questo sistema ho imparato veramente a tirare
il topspin…
Quell’incontro avrebbe cambiato per sempre la mia carriera
pongistica: Da “Pippa mostruosa”, credo di essere diventato un
seppur modesto giocatore di tennistavolo. E devo dire che, come 4^
categoria, mi sono tolto delle belle soddisfazioni. Non ho mai
vinto Tornei Nazionali, non sono nel complesso un giocatore
vincente perché la mia emotività spesso prevale, ma credetemi,
quando arrivi a vincere certe partite che credevi impossibili
contro giocatori forti, che stimi molto, è una grande goduria…
Tocchi il cielo non con un dito, ma con tutta la mano. Sono
sensazioni bellissime che ti porti dentro, perché solo tu sai
quanto sia difficile quella piccola impresa sportiva.
Con il tempo, frequentando Sebastian, siamo diventati ottimi
amici e abbiamo condiviso e condividiamo tuttora la nostra
grande passione, IL TENNISTAVOLO, allenandoci
vicendevolmente e vivendo con le stesse emozioni le vittorie e le
sconfitte di entrambi, ed è comunque un grande cultore
dell’allenamento fisico e tecnico. Talvolta si lascia prendere un po’
la mano e diventa un integralista di certe teorie sui metodi e noi lo
prendiamo un po’in giro…E lui sta volentieri al gioco. Per
completare il capitolo che ho dedicato a Sebastian, voglio
raccontare di quando è riuscito a convincermi (parzialmente, per
fortuna) sulla teoria dell’allenamento delle “nove ore”. Lui
sostiene che ogni tanto, bisogna rinchiudersi in palestra per nove
ore di fila, con un panino, bevande e un paio di banane al seguito
si intende, per eseguire sempre lo stesso colpo. Obiettivo di quell’
allenamento, è migliorare quel singolo colpo…L’ho ascoltato in
parte, concedendogli sei ore intervallate da due soste di un quarto
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Puntinate e...Colla fresca
d’ora. Colpo eseguito: il topspin. Quanta fatica….E dopo sei ore
di grande spesa energetica, cominciavo a vedere le pizze che
volavono misticamente in palestra. Questo accadeva di
Domenica. Il giovedì sera successivo andiamo a giocare da amici
ad Alassio: eravamo in sette e ho vinto sei partite su sei con un
topspin devastante !!! E gli avversari di quel giorno erano buoni
giocatori da cui abitualmente perdevo.
Ma il buon Sebastian non è soltanto un buon conoscitore delle
tecniche di allenamento e un buon giocatore di ping pong, ma è
un gran bel personaggio nel suo complesso, basti pensare che è
capace a tenere banco in conversazioni incredibili, che spaziano
tra gli argomenti più disparati e ne sa sempre molto a prescindere
da quale sia la materia trattata. Parlare in maniera approfondita di
filosofia, astronomia o metafisica per lui è come mangiare, bere,
dormire…Chiaramente a volte, con cose così elevate a cui
pensare, combina qualche pasticcio: Chiedere alla signora Cubana
che gestisce la pizzeria di La Spezia dove Seba, che con le lunghe
gambe che non stavano sotto il tavolo si era messo seduto di
traverso, è riuscito scomposto com’era nel mentre che mangiava
la pizza, a farla scivolare per terra (con il relativo piatto…).
Risultato, pizza a pancia in giù con relativi pomodoro e
mozzarella, a impiastrare il pavimento e piatto in mille cocci. La
bella Cubana è diventata…bianca.. dalla rabbia! Non si capacitava
di come avesse potuto fare. E potete immaginare le nostre risate.
Al di là di tutto ciò, resta comunque per me tra le persone più
importanti e positive nel tennistavolo, ed è stato senz’altro
determinante, per trasformare tecnicamente, un pallettaro quale
ero, in un attaccante, e soprattutto mi ha aiutato nel travagliato
percorso di apprendimento e nella costruzione di una strategia di
gioco.
In altre parole con il suo grande contributo ho imparato ad
allenarmi e (questo l’ho capito bene più avanti)… ad allenare.
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Claudio Rossini
IL TOP 12 DI ALASSIO
Una delle pagine più memorabili del tennistavolo in Italia è stata
scritta ad Alassio, quando qualche anno fa venne organizzato il
“Top 12 Europeo”, manifestazione continentale riservata ai
migliori 12 giocatori Europei del momento:
In quella circostanza collaborai con l’organizzazione che curava
l’evento.
Il mio compito era quello di sorvegliare la sala di allenamento,
riservata per il riscaldamento pre-gara ai giocatori.
Difficile descrivere l’emozione per quello che vidi in quella sala,
io, unico comune mortale presente, gli altri erano i miei miti, che
avevo visto sino a quel giorno soltanto nelle
videocassette…Schlager, Rosskpoff, Blaszczyk, l’ “Azzurro”
Yan Ming, il grande Gatien, il belga Saive. Ebbi modo
di conoscere e di vivere a pochi metri di distanza l’approccio alla
gara di questi campioni. Cose pazzesche, impensabili per chi
conosce solo superficialmente il ping pong: Tre quarti d’ora di
stratching prima di toccare la pallina per il riscaldamento, alcuni
con il preparatore atletico, altri da soli. Soltanto dopo questa fase,
comincia il riscaldamento dei colpi fondamentali e anche lì c’era
da stropicciarsi gli occhi: sono dei manuali viventi, mix di tecnica
e potenza atletica…
Le partitelle tra loro, lontane dai riflettori, giocate con il sorriso
sulle labbra, senza l’assillo dell’importanza del risultato, effettuate
per provare gli schemi che costituivano l’ultimo step del loro
riscaldamento, sono state per me scioccanti: E giocavano solo per
me !! Ero l’unico spettatore di quello che stavano combinando.
Scambi pazzeschi, contro-topspin incredibili fatti in scioltezza e
con una tale naturalezza…Soltanto per me !!! Ero il solo umano
presente in sala (e loro erano dei Marziani..).
Il riscaldamento dei campioni è una cosa da cui si può veramente
imparare molto, percepisci il modo altamente professionale e
specialistico in cui si preparano, studiando e curando tutti i
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Puntinate e...Colla fresca
dettagli che potrebbero risultare importanti per l’ottimale
performance del giorno. Pensate che l’arbitro si presenta nella sala
d’allenamento, nell’immediatezza dei match, per far scegliere loro,
tra una serie di palline nuove di zecca, con la confezione ancora
da scartare, la pallina con cui verrà disputato l’incontro e loro
clamorosamente le guardano una per una (Sto parlando di palline
nuove!!) e insieme scelgono la più perfetta…
Qualcosa di veramente unico e bello quello che tutti abbiamo
visto poi durante la gara, una semi-finale indimenticabile tra il
nostro Yango e il belga Saive costretto ad arretrare spesso in
difesa alta. Le traiettorie magiche della pallina accompagnate dagli
“ohoo!!!” del pubblico disegnavano parabole impensabili e la
partita giocata in buona parte a quel modo, finì in un tripudio di
applausi.
Giuro di non aver esagerato per nulla nella descrizione. E’ tutto
vero, visto, vissuto.
Insomma… Io c’ero!! Per la cronaca, Yango vinse quella partita,
ma pagò duramente in finale le fatiche di quella storica impresa
contro il forte e più giovane austriaco Schlager, che si aggiudicò
così il prestigioso titolo di vincitore del Top 12 di Alassio.
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Claudio Rossini
IL PIEDE
A volte, quando si è in “Trance agonistica”, si commettono cose un po’strane
e talvolta si esagera….
Ai tempi d’oro di Via Spataro, quando Genova aveva un posto
con 10 aree di gioco fisse, in cui si potevano svolgere i tornei,
venne organizzato un torneo regionale diverso dal solito. La
grande differenza, rispetto a come i giocatori erano abituati, era
costituita dai premi.
Grazie ad una organizzazione della manifestazione che non si era
mai vista, fu messa insieme un’ incredibile serie di Coppe, di
quelle che non si vedono neanche nelle premiazioni di Formula 1
(la più scadente, con i manici grandi, assomigliava vagamente alla
Coppa dei Campioni di calcio…). In abbinamento vennero messi
dei simpatici e appetibili premi in natura.
Si andava da buoni-pizza a cene per due a “Lume di candela” in
lussuosi ristoranti, e fu messo incredibilmente in palio nella gara
dei 4/2, un biglietto per un viaggio aereo a Palermo..
Nella finale di quella categoria, per aggiudicarsi l’ambito premio,
uno dei due protagonisti, dopo uno spigolo dell’avversario, in un
gesto di stizza, diede un calcio nel muro. Il poverino non sapeva
che quella parete era un finto muro in Carton Gesso…Il piede si
infilò dentro la parete e il buco con la forma del piede, più o
meno misura 42, rimase a lungo immortalato in quel muro…
Per il protagonista di quell’ episodio, fu forse la punizione più
dura che si potesse aspettare.
Anch’io, che faccio del mio meglio per predicare comportamenti
sportivi ai miei allievi, non sono immune da qualche pecca,
quando sono in preda alla cosiddetta Trance agonistica. Per fortuna
gli episodi che mi riguardano sono sporadici. Una di quelle poche
volte che peccai, gettai la racchetta per terra, e si era ad una
semplice partita d’allenamento.
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Puntinate e...Colla fresca
Davanti ad una pizza fumante e ad una buona birra, cose che
frequentemente costituiscono una gustosa appendice ai nostri
allenamenti, Sebastian mi riprese delicatamente: “Perché te la sei
presa così con la tua povera racchetta? Tra l’altro costa un bel po’
di soldi… E con essa ti ci alleni, fai i sacrifici per ottenere i
risultati. Devi rispettarla e trattarla con amore, anche quando le
cose non girano. Con essa rispetti te stesso…”
Come mi capita spesso quando parlo con Seba, le sue parole mi
colpirono. Capii di aver sbagliato e accettai di buon grado quella
piccola, ma intelligente lezione.
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Claudio Rossini
I PONGISTI, CHE PERSONAGGI
Ma che strani personaggi questi pongisti, quanti ne ho conosciuto
e ne conosco…
Chi ha i suoi rituali scaramantici,
chi impreca in maniera pittoresca,
chi finisce sempre col litigare,
chi, unico nel mondo, gioca con la visiera…
Chi si porta in palestra la sveglia per non sgarrare con i tempi
dell’incollaggio,
chi tira urlacci da caserma mentre gioca,
chi si fa il grappino prima della partita per vincere l’ansia della
gara,
chi tiene le statistiche di spigoli e retine,
chi prende male ogni sconfitta, (io)
chi gioca con gomme trattate …
chi copre il servizio,
chi ha il gusto della polemica.
Questo è uno spaccato delle strane abitudini dei pongisti. In
realtà…
Quelli che ho descritto sono miei amici. Nella vita, quasi tutti
stimati professionisti che fanno lavori importanti….
Il ping pong, così intrigante nelle mille sfaccettature che presenta,
ha questo grande potere, di dare libero sfogo in qualche modo,
alle frustrazioni e ai problemi della vita di tutti i giorni. Basta non
esagerare e se tutto si limita a questi piccoli vizi o ad altri di simile
portata, beh… E’ sempre meglio tutto ciò, contornato dal
necessario e salutare esercizio fisico occorrente, piuttosto che
reagire ai problemi di tutti i giorni in maniere più dannose per se
stessi e per gli altri.
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Puntinate e...Colla fresca
Quando giochi a tennistavolo inoltre, tutte le tue energie e la tua
mente devono per forza di cose essere impegnate nello sforzo
mentale occorrente solo, ad esempio, per controllare la pallina,
una sfera di 2,8 grammi e 40 mm di diametro, che altrimenti se ne
va per conto suo. Lo spettatore distratto e poco conoscitore del
nostro sport, non sa poi quanto sia importante e quante varianti
inserisce, nel controllo di un semplice rimbalzo della pallina, il
discorso dei materiali. Gli effetti che da ad esempio l’uso di una
gomma cinese, con la superficie appiccicosa. La difficoltà che
richiede l’esecuzione di certi colpi, ad esempio la risposta al
servizio, anche contro giocatori di mediocre livello è veramente
inimmaginabile per i non addetti ai lavori. Per non parlare di
quello che succede al tavolo, con l’uso delle puntinate
lunghe…Che ti restituiscono gli effetti che tu stesso imprimi alla
pallina, ma al contrario…
Potremmo anche sembrare a volte un po’ pazzi o un po’
stravaganti, eppure siamo tutti gente sensata e con la testa ben
piantata sul collo, altrimenti non potremmo essere pongisti.
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Claudio Rossini
IL VIAGGIO IN GERMANIA
Quella dello stage in Germania, nell’estate del 2004, è una delle
tante storie che racconterò ai miei nipotini...
Eccone il riassunto, così come l’ho raccontato nell’articolo da me
scritto e pubblicato su internet, in un sito dedicato al tennistavolo
e ai suoi protagonisti.
Racconto di Claudio "spigolonet" ROSSINI
Pubblicato su Internet il 19/03/2005
(www.fitet.it/articoli-tennis-tavolo)
VIAGGIO IN GERMANIA
Racconto di un’esperienza sportiva...e non solo, vissuta dal “TT
Amatori San Fruttuoso” di Genova durante lo stage in Germania.
Si parte all'alba, con le borse piene di sogni, per una vacanza di
studio nell'importante scuola tedesca di Tennistavolo. Il viaggio in
auto scivola via piacevolmente, come sempre accade quando vai
in un posto che non hai mai visto, dove si parla una lingua
completamente diversa e sai che puoi conoscere aspetti di una
cultura che non conosci. Per quanto ne sappiamo, potremmo
trovarci in un paesaggio lunare con marziani con cui dover
comunicare per sopravvivere. In realtà il nostro compito è un po’
più facile: della spedizione fa parte anche il mitico Sebastian
Kunkler, metà italiano e metà tedesco e che parla correntemente
anche l'Inglese. E' la prima uscita, all'estero, per il “T.T. Amatori
SAN FRUTTUOSO”, se si esclude una partecipazione al torneo
di Antibes. Ci sentiamo un po' come la Samp in Coppa
Uefa...Unico spiacevole inconveniente lo scontrino della
colazione in un autogrill di Zurigo: 4 Cappucci e 4 Cornetti,
€14,80 (roba da manicomio...). Attraversiamo l'autostrada che
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Puntinate e...Colla fresca
taglia la foresta nera, poi arriviamo a Grenzhausen nel
pomeriggio.
Siamo nella palestra del TT GRENZAU, il club dove ha militato
il leggendario GRUBBA. Entriamo ed è come entrare nella sede
del Real Madrid o del Milan. Un museo, una bacheca piena di
coppe prestigiose, trofei, una rassegna di foto storiche alle pareti.
Le scorriamo una per una, poi visitiamo la palestra, vediamo i
tavoli allineati, sentiamo il rumore di una pallina scambiata a
frequenza folle e ci viene subito una spaventosa "scimmia". Senza
pensare al lungo viaggio appena finito ci andiamo a cambiare e ci
mettiamo incredibilmente a giocare fino a sera!!!!.. Mentre
usciamo dalla palestra incrociamo Zoltan FEJER-KONNERTH
che va ad allenarsi e ci… gasiamo ancora un po’. Scopriamo
come’è l’albergo e poi il ristorante: le mie preoccupazioni sulla
cucina tedesca, temevo che mi propinassero solo crauti e salsicce,
svaniscono subito data l’ottima varietà e la quantità industriale di
cibo. Il morale è altissimo…
1° giorno di allenamento, due sedute giornaliere e sarà il ritmo di
tutto lo stage. Conosciamo i trainers e i partecipanti allo stage.
Primi schemi: mi affibiano subito un tedesco incredibile, con
puntinata lunga e antitop sul dritto e mi viene un colpo: Non sarà
mica tutta la settimana così!? Poi parliamo con il capo allenatore,
che mi assegna subito un ottimo sparring, equivalente di un
nostro 2^ categoria anche per l’allenamento pomeridiano. E’ una
goduria tecnica. Qualche dritta sui singoli colpi, allenamento con i
cesti, schemi partita, due sedute di allenamento intense che si
ripeteranno con alcune varianti per l’intera settimana, alternate a
momenti di svago e chiacchierate internazionali. Durante una di
queste ci viene raccontato qualcosa della Bundesliga e dei
campioni che ci militano. Un cinese dal nome impronunciabile, ci
racconta di come lui ha talmente assimilato la tecnica tanto da
doversi preoccupare di dover allenare più che altro il fisico, per
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Claudio Rossini
mantenersi competitivo ad alti livelli pur avendo quarant’anni
suonati. Gli crediamo, ma intanto lo vediamo allenarsi soltanto al
tavolo...
Le “Pippe” tedesche, figlie di una cultura pongistica superiore alla
nostra, sono mediamente più forti delle “Pippe” italiane. Ce ne
rendiamo conto osservando i nostri occasionali compagni di
stage. I tecnici sono molto preparati e simpatici; pratici ed
essenziali i loro schemi di allenamento. Per uno come me, che
inizia normalmente le mattine in ufficio sostenendosi con il caffè,
l’unico grosso problema è trovare un “caffè espresso”. Tuttavia
alla fine dello stage ho imparato ad apprezzare il caffè tedesco che
consideravo inizialmente soltanto un ripiego. Tra l’allenamento
mattutino e quello tardo-pomeridiano, per cercare appunto un
caffè abbiamo fatto un giro in macchina raggiungendo Koblenz,
città bellissima dove confluiscono il Reno e la Mosella, con
Sebastian che ci faceva da cicerone e ci parlava della ricca storia e
della cultura tedesca. Una capatina al centro commerciale e si
rientra per la seconda seduta giornaliera. In programma la video
analisi dei singoli partecipanti, utile a renderci consapevoli delle
problematiche tecniche e delle correzioni da apportare. Mentre
un gruppo si sottopone a video analisi, un altro gruppo lavora
con i cesti sul Top spin.
Simona, che della nostra avvenura è la vera principessa e
l’indiscussa protagonista, dopo il primo impatto comincia a
divertirsi. Fa amicizia con due coetanei, la bionda tedeschina Ann,
e Marcel, un autentico talento pongistico di Acquisgrana.
Chiacchierano tranquillamente nel loro inglese scolastico (il
sottoscritto non ci capisce niente…), si scambiano gli indirizzi
email. Ci rendiamo conto che per lei sarà una esperienza
indimenticabile. Nei giorni successivi entriamo in confidenza,
attraverso Sebastian con uno degli allenatori cinesi. Decidiamo di
fare con lui qualche lezione individuale aggiuntiva. La
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Puntinate e...Colla fresca
straordinaria capacità di spiegare, un po’ a gesti, e un po’ con la
mediazione di Sebastian, i singoli colpi e le tattiche di gioco
appropriate a ciascuno di noi ci permettono di accrescere un
pochino la nostra competenza e ci da nuovi stimoli, aprendoci
nuove strade su cui lavorare in futuro.
Arriva poi l’interessante momento dello studio dei materiali, con
un colloquio con gli esperti tra cui il famoso Dr. Neubauer: anche
in questo caso cerchiamo di assimilare al massimo le nozioni e i
suggerimenti che ci vengono dati. Intanto in maniera crescente ad
ogni fine allenamento, cominciano le sfide incrociate (e le
rivincite) tra alcuni partecipanti allo stage, mentre cominciamo ad
avvertire un senso di malessere pensando che prima o poi
saremmo dovuti rientrare in Italia e quella splendida avventura
sarebbe diventata soltanto un piacevole ricordo.
Tornando verso casa abbiamo realizzato che per molti di noi si è
trattato della vacanza più intensa e comunque una delle
esperienze più belle che abbiamo mai vissuto. Importante dal
punto di vista tecnico e umano, importante soprattutto per la
…principessa, che a distanza di un anno sembra essere quella che
ha capitalizzato meglio l’esperienza in Germania.
Auguro a tutti di vivere simili esperienze, di avere cose così belle
e così intense da poter raccontare.
(Spero io stesso di poter essere ancora protagonista di una storia
come questa e allora l’appuntamento con voi sarà ancora tra
queste pagine, sul web…).
Ciao
Claudio "spigolonet" Rossini
(T.T. Amatori San Fruttuoso Ass. Sport. Dil.)
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Claudio Rossini
IL MAIALE, IL CANE E LA BISTECCA
Durante un torneo Nazionale Giovanile, a Modena, al quale
abbiamo partecipato con la presenza di Simona nella gara Allieve,
presente la crema del pongismo nazionale e importanti tecnici
stranieri, improvvisai un sondaggio cercando di capire come la
pensavano i professionisti sul come gestire la vigilia di un torneo.
Allenarsi o riposare?
Interessanti le risposte di Massimo Costantini e Alessandro
Quaglia, che mi hanno confermato che la scelta è soggettiva e
situazionale. La risposta più simpatica mi è arrivata da Negrila
Catalin, Allenatore rumeno dello Sterilgarda Castelgoffredo: “Io
personalmente preferisco riposare. Al mio paese dicono Il maiale
non lo si ingrassa a Natale…”
Il mitico Mauro Sanguineti una delle persone più sagge, astute e
divertenti che io abbia mai conosciuto, nel cercar di spiegare a
Simona i segreti della risposta al servizio il secondo colpo
fondamentale del nostro sport ha sostenuto: “Per rispondere
bene al servizio non bisogna mai perdere di vista la pallina,
neanche quando cade per terra …Occorre massima
concentrazione e… Guardare sempre la pallina proprio come fa il
cane con la bistecca”. Ho riso per due giorni…
Lo stesso Mauro nel corso di un Torneo a Terni consigliava a
Simona, nella partita che stava giocando, di tirare di più. Vedendo
poi che l’avversaria rischiava e spesso attaccava sbagliando decise
di invertire il consiglio appena dato usando, in dialetto genovese,
tale espressione, che traduco. “Stai un po’ a sentire, se proprio
vuole lasciala tirare…Non siamo mica venuti qua per far
spettacolo noi !!!!” In quella circostanza risi per due settimane, e
rido ancora adesso tutte le volte che ci penso…
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Puntinate e...Colla fresca
LE DINAMICHE DI SQUADRA
Personalmente ho sempre avuto la predilezione per i tornei
individuali, ritenendo il tennistavolo, appunto, uno sport
individuale. Sta di fatto che invece, parte principale dell’attività
del nostro sport, in Italia, è quella dei Campionati a squadre.
Giocandoli con assiduità, ho maturato la convinzione, nel corso
degli anni, che la situazione ottimale per fare un campionato
appagante, sotto il profilo del divertimento e del gusto di giocare,
sia la seguente:
• I componenti della squadra devono avere le stesse
motivazioni.
Si deve stabilire ad inizio stagione l’obiettivo da raggiungere
(Qualificazione ai play-off, Promozione diretta, o salvezza) e tutti
i componenti devono dare il massimo per raggiungere l’obiettivo.
Ciascun componente dovrebbe allenarsi adeguatamente per
essere al meglio, per il bene della squadra. Gli allenamenti
possono essere programmati a coppie e periodicamente dovrebbe
essere svolto un allenamento collettivo.
Devo dire che nel corso degli anni mi è capitato di tutto, nei vari
campionati a cui ho partecipato:
Chi non si è reso disponibile in una partita di play-off perché la
moglie non voleva…
Chi non era disponibile in una gara importante di Campionato
perché doveva andare a una festa, ecc., chi si rende disponibile
solo per le partite in casa, ecc.
Negli ultimi anni, essendo diventato il responsabile di una società
con un buon numero di tesserati e disputando più campionati,
faccio del mio meglio per mantenere alte nei vari gruppi, le
motivazioni.... Ciò non è semplice per i motivi suddetti, e a volte
si rischia di creare qualche scontento o qualche situazione che
diventa poi difficile da gestire.
Ciascun componente di una squadra dovrebbe comunque fare del
proprio meglio per essere utile alla causa. Così facendo si
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Claudio Rossini
ottengono i risultati ! Nel tennistavolo poi, la differenza la fa
spesso la motivazione e la voglia di imporsi.
Un'altra considerazione che voglio fare è quella sulla formula di
gioco che adottiamo.
La formula Swaythling, (Vedi Terminologia pongistica in fondo al
volume), tre contro tre, è abbastanza intrigante e spesso nasconde
qualche insidia. Al momento delle formazioni occorre fare
diverse valutazioni sull’ipotetico ordine degli incontri, sullo stato
di forma dei giocatori a disposizione e sugli avversari. Qualche
volta è capitato che una partita da 4-1, sia finita 4-5. Consiglio
quindi di rimanere in partita concentrati sino all’ultimo incontro.
Come diceva “nonno” Vujadin Boskov allenatore della mitica
Samp dello scudetto, “Partita è finita quando arbitro fischia…”,
analogamente, nei nostri campionati a squadre, l’incontro finisce
soltanto quando si arriva a 5…E non prima !!
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Puntinate e...Colla fresca
TENNISTAVOLOLIGURIANEWS
Tra le iniziative che ho portato avanti, è stata una bella avventura
quella del giornalino che ho ideato e pubblicato per qualche anno
in Liguria. TennistavololiguriaNews è nato per propagandare, a
livello locale, il nostro sport. E’ stata una esperienza bella e
soddisfacente. Ho potuto diffondere, nelle scuole del quartiere,
l’idea che oltre al calcio, con tutto il rispetto, esistono anche altri
sport, meno noti, che sono altrettanto belli e meritano maggiori
attenzioni. La diffusione del giornalino è stata capillare anche tra
le società pongistiche di tutta la regione in quanto comprendeva
anche risultati, statistiche e articoli sulla nostra attività.
Attraverso il mio periodico, che parlava soprattutto di ping pong,
ho potuto dar risalto agli aspetti educativi dello sport, veicolare
anche piccole iniziative benefiche e dare il mio contributo ad
importanti associazioni impegnate socialmente, come Emergency,
La Croce Rossa Italiana e Special Olympics. Ho citato anche
l’opera di Santa Madre Teresa di Calcutta. Credo che noi sportivi,
dobbiamo sempre avere un occhio di riguardo anche ad aspetti
diversi da quello propriamente agonistico e sfruttare ogni
opportunità per educare i giovani a prestare attenzione, cogliendo
le potenzialità di aggregazione che offre lo sport, ai problemi che
affliggono questo nostro mondo.
Ho trattato poi alcune cose simpatiche di questo nostro
pazzerello ambiente del tennistavolo, accennando ad esempio ai
collezionisti di materiale e poi ancora, con la collaborazione e la
competenza di Alessandro Quaglia, che ne ha curato gli specifici
articoli, la parte dedicata alla tecnica.
Debbo dire che l’esperienza è stata molto gratificante anche se,
come tutte le cose che gratificano hanno un costo elevato, sia di
tempo che in termini economici...
Inoltre debbo dire che questi fardelli gravavano tutti unicamente
sulle mie spalle. E in quei tempi, anche seguire la mia società
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Claudio Rossini
stava diventando sempre più impegnativo. Così, come iniziò, la
mia iniziativa giornalistica si esaurì.
Conservo comunque gelosamente, ancora qualche copia di tutti i
numeri del mio giornalino…E ne vado orgoglioso.
Riporto di seguito, uno degli articoli più belli di tutti i numeri
della rivista, che credo incarni al meglio lo spirito della
pubblicazione. E’ stato scritto da Claudio Gotta, mio grande
amico e compagno d’avventure.
Caro amico ti scrivo...Diceva una gran bella canzone dei miei tempi. E così
faccio io con voi.....Vi scrivo per dirvi che….Tutto cominciò negli anni
settanta….
di Claudio Gotta
Anni settanta: con un gruppo di amici, Fabrizio Bruzzone (ora vice
primario di cardiologia), Ansaldo Massimo (ora affermato avvocato),
Anonide Antonio (noto dermatologo) apro per amicizia, il Tennistavolo
Don Bosco Varazze e riesco in poco tempo a raggiungere traguardi
impensabili sia a livello agonistico che come numero di iscritti giovanili e con
il noto Roberto D’Angelo che riesce quasi ad essere convocato in Nazionale
giovanile per gli Europei. Unica società a trovare uno sponsor come
l’Algida….Ma come tutte le cose belle che dopo un po’ finiscono, anche
questo bel periodo terminò.
Smetto di giocare agonisticamente nel 1980… E qui nasce la favola: ogni
anno e per ben 18 anni consecutivi il mitico FRANCO GAGGERO
presidente del Tennistavolo Alassio mi chiama a giocare per lui….e
allora il Gotta a fine 1998 decide di premiare la sua insistenza e fiducia e
accetta;conosce i suoi futuri AMICONI Armando Torregrossa,
Mohamed Fous Fos, Michele Porro, Edoardo Fanali e nasce una
grande squadra fino ad arrivare ad un soffio dalla B/2...Poi la grande
perdita del super presidente Gaggero lascia un vuoto troppo grande da poter
riempire ed allora decidiamo di dividerci per un po’ di tempo ed ognuno
prende la sua strada ed io eccomi a Genova insieme al grande Amico
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Puntinate e...Colla fresca
Claudio Rossini e con i “ragazzini” Giacomo Peratti / Alberto
Perelli / Sebastian Kunkler iniziamo una nuova avventura piena di
ping pong, pizze alla bufala e buona birra, e naturalmente sempre in super
contatto con il Torregrossa ed il Fous Fos e dove il Buon Dio ci accompagna
sempre.
La mia vita ha 5 comandamenti ed io li vivo profondamente: DIO
/FAMIGLIA /AMICI / CROCE ROSSA e PING PONG…..Il
primo comandamento non ha bisogno di presentazione, Lui è LUCE e
senza luce non si può vivere. Il secondo la Famiglia è al di sopra di tutto,
acqua che mi disseta, sole che mi riscalda, aria che respiro, il nulla senza di
loro, la mia Mariangela, la mia Veronica, il mio Riccardo sono la
colla/gomma/telaio della mia vita. Poi ci sono gli Amici che sono le palline e
il tavolo della mia esistenza, non c’è ricchezza che li possa sostituire. Nella
Croce Rossa sono vent’anni che ci sono dentro, aiutare il mio prossimo
vivendola in senso globale è per me una droga, non posso stare senza. Sarebbe
come giocare su di un ottimo tavolo, ma con una luce bruttissima ed un
pavimento scivoloso.
Ed infine la cosa più bella: il ping pong...pardon Tennistavolo. Per farvi
capire cosa vuole dire per me vi racconterò una storia vera; una sera insieme a
Torregrossa e Fous Fos ci alleniamo e giochiamo dalle 20 e tiriamo tardi
fino alle 24, poi pizzata e alle ore 2.00 stiamo per salutarci ma nel parlare
ci riprende il desiderio e la voglia ed allora si ritorna in palestra e fino alle
4.00 ci si ridà dentro. Dopo due giorni si vola in aereo in Sardegna, dove il
sottoscritto umilia Atzori Massimo numero 1 dei IV categoria della
Sardegna e dopo una mangiata memorabile naturalmente alla “Sarda” in
uno dei ristoranti preferiti di YANGO si vola nuovamente per il ritorno a
casa e si rivive alla grande più di prima…
….Questo è per me il Tennistavolo.
Il mio desiderio è che la Liguria si Risvegli sotto il punto di vista del T.T. e
ritorni a far parlare di sé in Italia…. Ed ai ragazzi dico una cosa: “un
tavolo, una racchetta, una pallina ed un paio di scarpe anche rotte” è la
miglior droga che esista al mondo.
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Claudio Rossini
Viva Dio e il Tennistavolo.
Vi abbraccio tutti .
Il vostro Claudio Gotta
La punteggiatura di questo articolo è scarsa… Il mio
spumeggiante amico Claudio parla proprio così, come scrive,
tutto d’ un fiato.
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Puntinate e...Colla fresca
GLI EUROPEI DI COURMAYEUR
Un altro momento storico per il tennistavolo italiano, questa
volta anche per il risultato, alla quale ho partecipato in veste di
semplice spettatore, è stato quando l’Italia Femminile ha vinto il
titolo Europeo a squadre… Eravamo a Courmayeur, si giocava
nel Palaghiaccio e mai e poi mai avevo immaginato di poter
assistere a simili prodezze. In particolare la Stefanova, giocò
benissimo, come del resto tutto il team femminile azzurro, fino
ad arrivare alla finale e alla vittoria.
Il titolo di Campioni d’Europa per l’Italia era considerato un sogno
e l’averlo visto realizzare (anche quella volta, io c’ero !!!) è una
cosa che da la forza di sognare ancora…
Anche in quella spedizione, come nella Coppa del Mondo,
disputata sempre a Courmayeur, riuscimmo a vedere all’opera
grandi giocatori sia in competizione che nelle sale riservate al
riscaldamento, (questa volta aperte a tutti…). Ricordo che rimasi
impressionato da un pre-partita di Schlager che si riscaldava con il
suo compagno, il difensore cino-austriaco Chen Weixing. Decine
e decine di topspin consecutivi su palla tagliata ad una potenza
elevatissima. Ho ancora impressa nella mente l’immagine di
Sebastian a bocca spalancata, letteralmente incantato da quello
che stavamo vedendo, oppure ancora Wang Liqin, nel pre-gara
della Coppa del Mondo, che incrociava i suoi devastanti colpi con il suo
occasionale sparring-partner Ma Wenge.
Il tennistavolo, soprattutto ad alti livelli, è veramente spettacolare,
e lo è ancora di più se visto dal vero a pochi metri di distanza. Le
immagini che si vedono in Tv, lasciano già percepire quello che è
il livello di alta specializzazione della tecnica che occorre per certe
giocate, ma percepire l’odore della colla fresca…Il vedere
scartare, tagliare e incollare gomme nuove di zecca, vedere i
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Claudio Rossini
fondamentali tecnici, quelli che noi giocatori studiamo
continuamente, così da vicino, osservare la muscolatura e
l’atleticità da subito dietro le transenne, sono un ulteriore stimolo
(casomai ce ne fosse bisogno) per continuare la nostra attività.
Tornando ai…Fenomeni che ho visto all’opera, posso fare alcune
considerazioni. Il tennistavolo si può giocare a tutti i livelli, anche
a 70 anni (con opportuni materiali e giocando in un certo modo,
si intende..), è chiaro però che più alto è il livello dei giocatori, più
la condizione atletica diventa importante. Questi mostri sono dei
super atleti. La velocità e la potenza che si vedono in certe giocate
devono essere supportate da una adeguata preparazione atletica.
Anche al livello dei IV categoria e persino a quello delle
“Pippe”…., comunque, è necessario essere in buona condizione.
Personalmente, fornisco le mie migliori prestazioni nel periodo in
cui vado anche a correre con regolarità. Tra l’altro secondo me,
l’abbinamento Tennistavolo – Corsa è ottimo. Quando corri, in
ogni caso, aumenta la resistenza e anche imparare a controllare la
respirazione durante la corsa, ti serve poi anche in partita quando
unitamente allo sforzo fisico devi dominare l’emotività e la
tensione del momento. Ecco che diventa importante saper
respirare bene…
Altra considerazione da fare è quella sulla condizione...Mentale.
Le nostre capacità tecniche e le motivazioni fanno spesso la
differenza, ma è chiaro che per esprimere al meglio ciò che
abbiamo dentro, dobbiamo essere rilassati e al contempo,
determinati. La condizione che riassume entrambe le
caratteristiche è la condizione mentale. Questi campioni
straordinari, quelli che arrivano sempre in fondo nelle
competizioni più importanti, non sono solo bravi
pongisticamente, ma hanno una spiccata capacità di rendere al
meglio anche in situazioni di stress. Questa caratteristica è in gran
parte data, secondo me, da madre natura, ma può essere allenata e
perfezionata attraverso il mental training, cui sicuramente i
campioni che praticano gli sport individuali si sottopongono.
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Puntinate e...Colla fresca
LA QUESTIONE DEI MATERIALI
La questione dei materiali è molto dibattuta tra i pongisti, sia
verbalmente che attraverso i forum in rete. In forte discussione ci
sono alcuni tipi di puntinata lunga (vedi ultimo capitolo terminologia pongistica) trattati artigianalmente.
Questi materiali producono effetti inaspettati e in certi casi
clamorosi sul gioco.
Quelli regolari sono comunque quelli omologati, anche se,
ultimamente, sono stati accettati dalle federazioni e quindi
omologati, anche materiali “trattati” direttamente dalla fabbrica.
Personalmente credo che, essendo il tennistavolo uno sport
molto tecnico, dovrebbero essere tutelati maggiormente i
giocatori che vogliono giocare secondo i canoni classici. Il vero
problema è quello degli arbitri, che per motivi organizzativi e di
organico (sono pochi, volontari, e fanno sin troppo), sono
insufficienti e per il momento inadeguati ad affrontare questo
problema.
La mia proposta è la seguente: Ogni manifestazione organizzata
dalla F.I.Te.T. dovrebbe avere un Giudice Arbitro preparato
adeguatamente e con potere decisionale e il solo dubbio sulla
idoneità di una racchetta, dovrebbe essere sufficiente per la
squalifica.
Dovrebbe poi essere istituita nei tornei una nuova categoria:
“Materiali liberi” nella quale ognuno può sperimentare tutti i
materiali e i trattamenti che vuole e si può misurare con i suoi
simili…In quella categoria, chi è davvero più abile a inventarsi
cose strane,vince ed è davvero il più bravo…In quel campo.
Nelle categorie classiche, invece, deve vincere l’atleta che gioca
meglio a tennistavolo!
Le puntinate trattate sono insomma, nei tornei così come sono
strutturati adesso, delle vere e proprie mine vaganti.
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Claudio Rossini
Per quanto riguarda la colla fresca, essendo nociva alla salute,
sono favorevole a vietarne l’uso, piaccia o non piaccia…
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Puntinate e...Colla fresca
L’EVOLUZIONE DEL TENNISTAVOLO
Il tennistavolo, a dispetto della sua forse apparente staticità, è uno
sport dinamico ed in continua evoluzione. Evolvono i materiali,
che usufruiscono di nuove tecnologie, evolvono le tecniche di
gioco ed evolvono anche i regolamenti. Alcuni di questi
cambiamenti sono stati senza dubbio positivi ed hanno reso più
avvincenti gli incontri, come ad esempio l’introduzione dei set
agli 11 (tre su cinque) che hanno sostituito quelli a 21 (due su tre).
Si tratta di una innovazione importante perché rende meno
prevedibile il match e ogni punto è più “pesante” di prima.
Personalmente trovo che sia diventato con questo sistema di
punteggi, molto più importante sapersi concentrare e mantenere
alta l’attenzione dall’inizio alla fine del match. Partire bene poi,
diventa fondamentale ed ecco quindi che bisogna curare
soprattutto l’approccio mentale all’intero incontro e ad ogni
microsituazione. Ad esempio all’inizio di ciascun set o dopo il
time out.
Il time out, è un altro tassello nell’economia di un incontro che
bisogna imparare a sfruttare. Ho visto partite già vinte
capovolgersi dopo il time out di disturbo chiamato dal giocatore
che stava perdendo…
Quei giocatori che giocano da più tempo, non vedono di buon
occhio questi cambiamenti perché si sono abituati a giocare in un
certo modo da anni e fanno fatica ad assimilarli. Le sequenze di 5
servizi consecutivi hanno fatto la fortuna di molti bravi giocatori
e sono entrate nel loro DNA del gioco. Ora i servizi che si hanno
alternativamente a disposizione sono soltanto due. Ecco che
bisogna ridisegnare mentalmente i percorsi per recuperare
quando si è sotto oppure non si riesce a scappare via quando si è
in vantaggio. (Non è sicuramente la stessa cosa di quando si
arrivava a 21..) Lo stesso time out non è ancora sfruttato appieno
perché di recente introduzione. Noi del T.T. Amatori San
Fruttuoso, allo scopo di abituarci a farne uso e in maniera
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Claudio Rossini
opportuna, quando capita che ad allenarsi si è in tre, eseguiamo
una seduta a base di “un set secco” chi vince gioca e chi perde sta
fuori con la possibilità di chiamarsi un time out ciascuno. Si
riproduce in questo modo la situazione reale della partita quando
si è ad esempio alla bella, il set decisivo. Personalmente sarei
favorevole a introdurre la possibilità di un secondo time out per
partita nei tornei giovanili, dove il tecnico avrebbe più spesso
bisogno di intervenire per guidare meglio i suoi allievi.
Un altro cambiamento avvenuto qualche anno fa, è stato quando
il diametro della pallina è stato aumentato da 38 a 40 mm. Questa
innovazione è stata apportata dall’I.T.T.F. (International Table
Tennis Federation), nel tentativo di rendere il nostro sport un po’
più televisivo. Si dice infatti che è pienamente comprensibile
soltanto dagli addetti ai lavori. Con la pallina un po’ più grande
forse la visibilità della stessa è effettivamente migliore, e
comunque questa modifica non ha fatto danni sul piano del
gioco. Purchè non si esageri…. Qualcuno parla infatti di portare
la pallina a 44 mm di diametro.
Accennavo all’inizio di questo argomento alle nuove tecnologie
utilizzate per la fabbricazione dei materiali. Mi riferivo
naturalmente ai costruttori di telai e di gomme da gioco.
Soprattutto in Cina, dove il tennistavolo non è solo un popolare
passatempo, ma ne è lo sport nazionale, le case costruttrici, dato
l’importante giro d’affari che ruota intorno alla vendita dei
materiali, si sbizzarriscono nei cataloghi con proposte sempre più
aggiornate di nuovi allestimenti. Agli albori del tennistavolo si
giocava con racchette di sughero, ma i tempi sono chiaramente
cambiati ed un buon giocatore si tiene sempre informato sulle
nuove uscite.
Il periodo estivo, lontano dalle gare, è quello migliore per
sperimentare nuove gomme o addirittura nuovi legni. Si ha poi
bisogno di un po’ di tempo per adattarsi e abituarsi al
cambiamento avvenuto, prima di rituffarsi con rinnovato
entusiasmo nell’attività agonistica.
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Puntinate e...Colla fresca
L’evoluzione delle tecniche di gioco è facilmente intuibile
visionando filmati d’epoca. Il gioco dei “pionieri” era sicuramente
meno atletico e molto più lento di quello attuale. Tra le cose più
nuove che si sono notate di recente, c’è ad esempio l’uso da parte
dei cosiddetti “pennaioli”, del Top spin di rovescio. Ma Lin e
Wang Hao ne sono i più famosi esempi. Ultimo ma importante
argomento che introduco, sempre a proposito di cambiamenti, è
quello che si riferisce alla nuova regola del servizio. Da qualche
anno non si potrebbe più “coprire” (nascondere ad esempio con
il braccio libero) l’impatto della racchetta con la pallina al fine di
non far capire all’avversario l’eventuale effetto (rotazione). Anche
in questo caso, certi giocatori non rispettano adeguatamente
questa innovazione regolamentare. Per la verità anche prima
dell’ultima modifica, “il servizio” (la battuta), è sempre stato fonte
di diatribe e a volte di polemiche e contestazioni tra gli addetti ai
lavori. In discussione c’era chi non alzava adeguatamente la
pallina…
In tutto questo contesto è facile intuire quanto diventi
fondamentale l’arbitro nel nostro sport. Come in tutte le
discipline sportive, la figura arbitrale garantisce la regolarità delle
competizioni. E in uno sport poco pubblicizzato (in Italia) come
il nostro, la presenza del giudice di gara, anche dal punto di vista
della “comunicazione” (intendo come si presenta a chi non lo
conosce) avrebbe un impatto diverso. Speriamo quindi che i
vertici della F.I.Te.T. Italiana riescano a valorizzare il settore
arbitrale, non solo per il piacere di avere il giudice di gara, ma per
dare dignità e il giusto riconoscimento alla nostra disciplina.
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Claudio Rossini
CON SIMONA…. LE SODDISFAZIONI PIU’ GRANDI
(L’Ascoli e la Juventus)
Ho cominciato a portare Simona con me, in giro per le palestre di mezza
Italia, che era ancora una bambina di 4 o 5 anni.
Mi sembra, come fosse ieri, di vederla scorazzare sulla terrazza della vecchia
palestra di Bordighera durante il meeting estivo, che frequentavo
abitualmente.
Ora che “mi mangia gli spaghetti sulla testa”, sorrido a quei ricordi e mi
rendo conto che il tempo scorre, implacabile, spiaccicandomi in faccia la realtà:
Persino io, che talvolta conservo l’entusiasmo e lo spirito di un ragazzino,
piano piano sto’ invecchiando…
Dopo i primi timidi approcci, all’età di otto-nove anni, Simona ha
cominciato a giocare con continuità approfittando anche della
struttura di Via Spataro, dove Alessandro Quaglia, in quel
periodo coadiuvato da Lian Bin, guidava con ottimi risultati i
ragazzi della scuola genovese. I primi tornei, le prime esperienze,
un grande aiuto nell’impostazione da tecnici veramente
competenti. Poi la scelta, quasi obbligata dalle circostanze, di
giocare vicino a casa, dove papà, il sottoscritto, anima del
Tennistavolo Amatori San Fruttuoso, poteva farla giocare senza
l’assillo delle code sulla trafficata sopraelevata, che separava il
nostro quartiere da Sampierdarena, anche se sicuramente
avrebbe giocato a livello più basso.
Fu così che, quasi senza rendermene conto, sono diventato
l’allenatore di mia figlia, anche perché, piano piano, ci abbiamo
preso gusto, lei a giocare ed io ad allenarla.
Quando andammo a Ponte di Legno, primo Torneo Nazionale
ufficiale della stagione, Settembre 2005, sapevo che Simona
poteva fare bene. La stagione precedente avevamo consolidato il
suo gioco, cambiando anche l’allestimento della racchetta come
suggerito da Zoya, una bravissima giocatrice Ucraina con la quale
aveva giocato Simona per un certo periodo, una volta a settimana,
35
Puntinate e...Colla fresca
dandomi anche lei una grossa mano nell’impostazione del suo
gioco.
Quell’ultima estate poi, avevamo costruito un percorso di
allenamento veramente efficace. A quell’età le ragazze possono
crescere, sia tecnicamente che in generale, a volte in maniera
veloce e consistente. Evidentemente in quel periodo andò
esattamente così. Non entro nello specifico, perché i miei segreti
non intendo svelarli del tutto…
Posso però dire che siamo partiti per quella trasferta con curiosa
fiducia e alla fine siamo stati premiati.
Una soddisfazione enorme, vedere Simona vincere un Torneo
Nazionale, a soli tredici anni. Vederla arrivare lassù, sul gradino
più alto del podio… Con me in panchina! Momenti esaltanti, di
grande soddisfazione, in un ambiente in cui, come sempre accade
quando si fa agonismo, non ti regala proprio niente nessuno.
Per una atleta giovane, tesserata per una società piccola, il
successo vale ancora di più.
La “palestra” dove Simona ha imparato a vincere, è stata quella
dei tornei U.I.S.P., nel milanese, che abbiamo frequentato nella
stagione precedente. Tornei di livello tecnicamente non eccelso,
ma con una grande varietà di tipi di gioco, hanno costituito per lei
un’ottima possibilità per studiare le tattiche, affrontare situazioni
diverse e soprattutto abituarsi a…Vincere. Si, perché spesso
capita anche di farsi prendere dal cosiddetto “Braccino”. Ma
succede soprattutto se hai poca esperienza e non ti abitui
gradatamente a sopportare emotivamente, stati di stress.
Contro la teoria secondo la quale fare tornei di livello più basso
non serve a giovani atleti in crescita tecnica, Simona ha
partecipato a gran parte di quei tornei, spesso vincendoli. Alla
fine è risultata la vincitrice del Gran Prix interregionale U.I.S.P.,
di per sé, comunque, un bel risultato. Addirittura in uno di quei
tornei riuscimmo a vincere insieme la gara di doppio misto,
coronando così il sogno di qualunque papà-giocatore.
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Claudio Rossini
Tornando a Ponte di Legno e all’attività ufficiale F.I.Te.T., debbo
dire quel torneo è stato l’inizio di altri bei risultati che avrebbe
ottenuto Simona, a cominciare dal week and successivo.
La settimana successiva, si disputava infatti a La Spezia, in un
bellissimo palazzetto, il Torneo Nazionale di III categoria, aperto
appunto a tutti gli atleti/e di quella categoria più i primi qualificati
del Torneo IV di Ponte di Legno. Decidiamo di iscrivere Simona
e partecipare pensando che sarebbe stata una bella opportunità
per fare esperienza e misurarsi ad un livello decisamente più alto.
Il girone di qualificazione sembrava già di per sé difficile da
superare; contro Simona giocano la numero 1 del tabellone e una
coriacea piemontese…Ma lei, forse galvanizzata dal successo
della settimana precedente non sfigura affatto, anzi! Dopo avere
perso con la testa di serie del torneo batte la piemontese con un
secco 3-0 e si qualifica al tabellone a eliminazione diretta. Siamo
già molto contenti, ma l’avventura, quel giorno sarebbe ancora
durata per un bel po’.
Una dopo l’altra Simona, tra lo stupore mio, suo e degli addetti ai
lavori, infila tre turni difficili, uno dopo l’altro. Lei, n° 190 del
ranking Nazionale, sconfigge tre tra le prime 100 d’Italia: Pinotti,
Lodi e Stark, consolidate giocatrici, brave ed esperte. Raramente,
a quella età si ottengono risultati così importanti, in un Torneo
Nazionale. Simona si ritrova così a disputare la finale !!
Francamente in quella circostanza, emotivo come sono, tremavo
come una foglia. L’emozione per me, papà-allenatore era
veramente forte. La soddisfazione, di una intensità che mi porterò
dentro per sempre.
In finale ritroviamo così la n°1, Trotti Chiara, ottima atleta
lombarda, con puntinata lunga. La partita sapevamo che era
proibitiva, ma a quel punto non sembrava stessimo vivendo la
realtà, ma un bellissimo sogno. Naturalmente, con lo spirito di chi
non molla mai, neanche con il pronostico nettamente contrario,
abbiamo provato a giocarcela.
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Puntinate e...Colla fresca
Simona in campo per la finale in un torneo Nazionale di III
categoria, nei due angoli i due Tecnici, uno l’allenatore della
Nazionale Giovanile, Maurizio Gatti, l’altro io !!
Mi sono reso conto, come in un flash, che una telecamera, grande
come una casa, stava riprendendo le ragazze che giocavano, con
sullo sfondo i due tecnici. Ho vissuto quel momento esaltante in
modo particolare e a un certo punto, assurdamente, mi sembrava
di essere Cai Zhenhua, l’imperturbabile allenatore cinese, nella
finale olimpica di Sydney (quella vinta da Kong
sull’intramontabile J.O. Waldner).
La finale, come da scontato pronostico, andò persa, ma resta
comunque la soddisfazione di un secondo posto prestigioso in un
torneo di III categoria Nazionale, impensabile fino a poco tempo
prima, ottenuto da una giovane atleta di tredici anni, a quel
momento IV categoria…
Non voglio sembrare presuntoso, ma credo che in quell’
occasione abbiamo dimostrato veramente tante cose. Ad esempio
che si possono ottenere i risultati anche essendo una società
piccola. L’Ascoli e la Juventus, infatti, esistono anche nel
tennistavolo, con tutto ciò che implica questo rapporto. La
differenza non si potrà mai colmare per ovvie ragioni…E
comunque, quando l’Ascoli vince qualcosa di importante, è
sempre un risultato straordinario. Indubbiamente la sua vittoria,
messa sulla bilancia, pesa di più. Analogamente, spiego sempre a
Simona (e ad Alessia, Janna e Matteo, i miei allievi), che i risultati
ottenuti da una società come la nostra, che non ha allenatori e
sparring partner professionisti, ma vive soltanto con una buona
intensità e tanto impegno la sua passione sportiva, valgono
doppio.
La mia soddisfazione poi è stata tale sotto molteplici aspetti. Io,
papà, allenatore, presidente…
Come si fa poi, a non scrivere un libro?
Il Torneo Nazionale successivo era un Torneo di IV categoria
Unico. A volte, come nel caso di Ponte di Legno i tornei sono
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Claudio Rossini
sdoppiati: contemporaneamente se ne svolgono due analoghi,
uno nel nord e l’altro nel sud dell’Italia.
In quel caso invece il torneo era Unico e si giocava nel mega
palatennistavolo di Terni, la struttura più importante in Italia per
il nostro sport, dove sono allestite circa 40 splendide aree di gioco
e si giocano abitualmente anche i Campionati Italiani. Il livello di
gioco era una via di mezzo tra quello di Ponte di Legno e quello
di La Spezia. Fu una gara intensa e ricca ancora di forti emozioni
ed una ennesima cavalcata trionfale sino alla bellissima finale,
persa, tre a due ai vantaggi, contro una forte atleta dalla classifica
bugiarda, (a volte capita).
Di quella giornata mi rimarranno nel cuore il sostegno di tutti i
nostri amici e amiche, intorno al tavolo della finale e il sorriso
radioso di Simona, sul podio del palatennistavolo, con una coppa
in braccio più grande di lei…
Il futuro? Ve lo racconterò un’altra volta… Magari nel mio
prossimo libro…
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Puntinate e...Colla fresca
T.T. AMATORI SAN FRUTTUOSO
Associazione Sportiva Dilettantistica
Un gruppo di amici, una passione comune, la costante ricerca di
un buon posto per praticare insieme il tennistavolo, o se preferite,
per giocare a ping pong. Sulle ceneri di un'altra realtà associativa,
il T.T. Night & day, che aveva esaurito il suo impegno nel
tennistavolo, ci siamo addentrati, affiliandoci alla F.I.Te.T.
Liguria, in un’avventura sportiva coinvolgente ed appassionante.
Nasce così, con semplicità, nel 2001, la nostra società, il “T.T.
Amatori San Fruttuoso”. Da subito il sottoscritto si è sempre
schierato in prima fila, nel tentativo di dare al tennistavolo ligure
il giusto riconoscimento. Sono infatti insofferente a vederlo
relegato ad un ruolo marginale nel nostro panorama sportivo.
Con questo spirito sono sceso in campo, insieme a Sebastian
Kunkler, un altro cultore della pratica sportiva in generale e del
tennistavolo in particolare e insieme ad altri bravi ragazzi
abbiamo dato vita ad una bella realtà associativa, ora diventata
una tra le più attive società pongistiche della Liguria.
A distanza di cinque lunghi anni, io e Sebastian, unici superstiti di
quello storico gruppo, (gli altri ragazzi hanno scelto altre strade,
buona fortuna!), guardiamo serenamente avanti, consapevoli che
altri altrettanto bravi elementi si sono felicemente inseriti, sono
diventati componenti importanti della società e la vivono
pienamente. Sappiamo di avere costituito solidamente un bel
sodalizio, arricchito da tanti giocatori di buona tecnica ed
esperienza, ora di oltre 15 elementi, che praticano il tennistavolo a
un buon livello, con tanto di settore giovanile a cui dare il nostro
contributo di esperienza e di conoscenze, per tutto ciò che
riguarda gli allenamenti e tutto ciò che serve ad una soddisfacente
pratica del nostro sport.
Di esperienze, insieme, ne abbiamo già condiviso in buona
quantità, vivendo anche tanti momenti di gioia e alcuni di
delusione (sostenendoci a vicenda). Sono le emozioni che ti regala
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Claudio Rossini
lo sport, che alterna vittorie e sconfitte, promozioni e
retrocessioni, cadute e risalite…
Tra le altre cose, condividendone i principi, siamo da questo anno
affiliati alla U.I.S.P. di Genova. Con questo ente, al quale ci
accomunano valori importanti, contiamo di poterci amalgamare
in futuro per poter dare anche noi il nostro contributo al suo
impegno nel sociale, che da sempre lo contraddistingue.
Siamo inoltre ben inseriti nel tessuto sociale del nostro quartiere,
di cui siamo orgogliosi, tra l’altro, di portarne il nome in giro per
l’Italia.
Il “Tennistavolo Amatori San Fruttuoso A.S.Dil.” partecipa ai
campionati a squadre con due formazioni maschili, in C2 e D1, e
una in C Femminile. Attualmente, (sto scrivendo il 28 gennaio
2006…), abbiamo buone possibilità di vincere tutti e tre i
campionati.
Ma a parte i risultati, negli ultimi anni, le nostre maglie blu,
colorano sempre di più le palestre e…. Ovunque si giochi a
tennistavolo, noi ci siamo sempre!
Incrociamo comunque le dita per l’esito conclusivo, perché,
sempre nel rispetto degli avversari e dei nostri limiti, ci teniamo
anche a vincere, non solo a partecipare. Come è giusto che sia,
per chiunque fa sport, continuando però a divertirci e ad allenarci
con serenità e armonia, cercando di trasmettere il nostro spirito
sportivo agli atleti più giovani. I veterani della nostra squadra,
anche in quest’ottica, supportano le nuove leve e offrono una
nobile disponibilità.
Partecipiamo, oltre che ai Campionati a squadre, anche all’attività
individuale, sia regionale che nazionale…, con discreti successi di
molti di noi.
Questi siamo noi, quelli del T.T. Amatori San Fruttuoso…
Speriamo continui, la nostra bella avventura, e duri così nel
tempo…
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Puntinate e...Colla fresca
QUANDO RIEMPIMMO LE PALESTRE DI
TAVOLI E…. BAMBINI
Il programma della nuova F.I.Te.T. Liguria, nella parte che
riguardava gli stages giovanili, era nato insieme alla voglia di
rilanciare il tennistavolo ligure e faceva parte di un ampio
progetto, che comprendeva anche la ripresa dei tornei regionali e
una riorganizzazione generale delle attività, dopo qualche anno
vissuto con svariati problemi. C’era sembrato ovvio ripartire dai
giovani e ci era sembrato giusto affidare ad Alessandro Quaglia, la
guida tecnica degli stages. E’ un allenatore preparatissimo, con un
curriculum da tecnico di tutto rispetto e un bagaglio di esperienza
notevole, ed ha la straordinaria capacità, quando gioca e insegna,
di trasmettere il suo entusiasmo ai ragazzi. La sua frequentazione
delle scuole di tennistavolo, prima come giovane atleta, (a Fiuggi
era allievo di Cai Zenhua, nella nazionale giovanile), poi come
tecnico, gli hanno fatto conoscere e assimilare il tennistavolo in
maniera altamente professionale e raggiungere risultati notevoli.
Il gruppo dei tecnici comprendeva anche Tonino Cosentino di
San Remo, Tiziano Biggio di La Spezia e il sottoscritto,
accomunati dalla stessa passione per il ping pong e anche ai suoi
aspetti didattici.
Ci siamo ritrovati così al primo stage, svolto ad Arma di Taggia,
con un incredibile nidiata di ragazzini partecipanti. Erano in
numero nettamente superiore al doppio dei tavoli e alcuni hanno
fatto i turni per giocare. Un ambiente, quello della società
imperiese, dove il coinvolgimento dei genitori e la loro
collaborazione nell’organizzazione dell’evento era palpabile e
bellissima.
Tanti, davvero tanti, i ragazzi. Alcuni di loro erano interessati a
vivere una esperienza socializzante diversa dal solito. Ben
vengano le occasioni in cui lo sport offre queste opportunità di
relazioni. Altri, i più talentuosi, diventeranno bravi giocatori e
continueranno a praticare il tennistavolo. Per gli ideatori e gli
42
Claudio Rossini
organizzatori di questi appuntamenti resterà in ogni caso
l’orgoglio di aver dato a tutti i partecipanti, se non altro, almeno
l’opportunità di conoscere il nostro sport. A cosa servono
altrimenti le società sportive e le Federazioni, se non ad
amalgamare il maggior numero possibile di ragazzi intorno al loro
sport ? La voglia di fare proseliti e di trasmettere ai giovani quello
che abbiamo imparato è tanta. Non possiamo continuare a
giocare tra noi e lasciare i nostri figli e i figli dei nostri amici
davanti alla tv, o per la strada. Lo sport, quando è decontaminato
dagli eccessi (ad esempio del calcio) e dagli interessi economici, è
uno dei pilastri su cui costruire una società migliore…
Cominciando appunto ad educare attraverso lo sport, abbiamo la
possibilità di contribuire a migliorarci.
Anche con questo spirito, con queste intenzioni, abbiamo
affrontato il primo appuntamento con questo meraviglioso
gruppo di bambini e ragazzi che si sono confrontati tra loro e
con i tecnici alternando momenti di socializzazione, momenti di
agonismo e di crescita tecnica.
Lo stesso entusiasmo lo abbiamo riscontrato anche nella riviera di
Levante, a Lavagna, dove abbiamo organizzato lo stage
successivo. La località è stata raggiunta dai ragazzi provenienti da
Imperia con un Autobus noleggiato per l’occasione ! Al mattino
abbiamo deciso di raggiungere a piedi, con tutti i ragazzi,
l’Aurelia. Stava passando la “Fiaccola Olimpica” di Torino 2006,
ed è stato simpatico invadere la strada principale, in attesa del
passaggio, con i nostri tanti bambini con la racchetta in mano…
Non sappiamo dove ci porterà il lavoro che abbiamo iniziato e il
tempo dirà se la strada che abbiamo intrapreso, le scelte che
abbiamo fatto sono state quelle giuste, ma sin d’ora possiamo dire
di aver raggiunto un risultato che fino a poco tempo fa ci
sembrava impensabile:
Abbiamo riempito le palestre di tavoli e bambini…
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Puntinate e...Colla fresca
ADIBIRE LA PALESTRA PER IL TENNISTAVOLO
Il primo passo per adibire una piccola palestra (o un qualsiasi
locale) e renderla adatta a praticare con soddisfazione il
tennistavolo, consiste nell’individuare un posto adatto allo scopo.
Lo spazio deve essere adeguato. L’area di gioco deve essere
sufficiente e se possibile circondata da apposite transenne. Il
soffitto dovrebbe essere alto.
La luminosità deve essere buona non solo sul tavolo ma in tutta
l’area di gioco. Se possibile le fonti di luce non devono essere
dirette sugli occhi dei giocatori in modo da dare fastidio.
Il pavimento non deve essere scivoloso. La sicurezza e l’equilibrio
dei giocatori devono essere sempre salvaguardati.
Trovato il locale con le caratteristiche descritte significa essere già
a buon punto. L’ideale poi sarebbe avere la possibilità di attigui
spogliatoi con doccia. Gli allenamenti nel tennistavolo, infatti,
sono impegnativi, come in qualunque altro sport…
Il corredo ideale di una sala adibita alla pratica del tennistavolo
comprende, oltre ad almeno un buon tavolo, le seguenti
attrezzature:
2 cesti e tante palline per allenamento; è consigliabile averne una
scorta: allenandosi con tante palline, spesso se ne rompono…
Un tubo raccogli-palline, che si può acquistare nei negozi
specializzati, progettato appositamente in modo da facilitare la
raccolta delle palline, quando sono state tutte utilizzate e sono per
terra.
Un robot lancia-palline: è utile anche per allenarsi da solo. Con
questo strumento, che distribuisce una infinità di palline uguali
(stessa rotazione, velocità e direzione, ma è fornito anche di un
oscillatore che ti distribuisce le palline in punti diversi), si
possono potenziare e/o perfezionare i vari colpi. E’ anche vero
che non bisogna esagerare con il robot, anche perché è faticoso e
il suo utilizzo va alternato, quando è possibile, con altri esseri
umani, che distribuiscono palline più… reali. E’ piuttosto
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Claudio Rossini
costoso, ma essendo una spesa una-tantum, secondo me vale la
pena di procurarselo.
Una corda per saltare, piccoli pesi e anche una panca per
addominali, sarebbe preziosa. Sono strumenti semplici, ma
importanti per allenare il fisico. Non è possibile competere
agonisticamente, senza un minimo di preparazione atletica.
L’ideale sarebbe andare a correre con regolarità, ma non sempre è
possibile per motivi di tempo (oppure per il troppo freddo, la
pioggia, la neve, l’inquinamento, ecc.).
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Puntinate e...Colla fresca
ALLENARSI
Adibita la palestra e sottolineata l’importanza della preparazione
atletica, ci rimane soltanto da organizzare gli allenamenti in
maniera ottimale. Per fare ciò occorre avere bene in mente quali
sono i nostri obiettivi.
La situazione migliore è quella di avere un tecnico che sappia
guidare gli schemi a seconda di quello che ci serve, ma non
sempre lo si ha disponibile.
Due giocatori che si allenano facendo soltanto partite tra loro
hanno poche possibilità di migliorare il livello di gioco. Occorre
invece essere sparring-partner ciascuno del proprio compagno ed
eseguire schemi che non vanno improvvisati, ma devono avere
una opportuna logica in base agli scopi che vogliamo raggiungere:
Il miglioramento di un singolo colpo, la preparazione di una gara,
ecc. Periodicamente sarebbe ottimale anche una seduta di
allenamento a base di partite, ma con tanti giocatori diversi. Si
può così simulare la situazione del Torneo giocando a lungo e
contro diversi tipi di gioco.
Personalmente studio spesso a tavolino gli schemi da effettuare in
allenamento. Si tratta di colpi singoli ripetuti, da fermo e in
movimento, colpi combinati tra loro, oppure schemi situazionali,
che ripropongono fasi di gioco che si verificano in partita.
Altro sistema che utilizziamo è quello della distribuzione multipalline con il cesto: il distributore (lo sparring partner o il
tecnico…), esegue il suo compito permettendo a chi si allena di
studiare il singolo colpo o una sequenza di colpi.
Grande attenzione va data all’allenamento del servizio, il primo
colpo fondamentale del nostro sport. Occorre dedicarci un po’ di
tempo e renderlo efficacie e speculare rispetto al nostro gioco.
La cultura e le tecniche del tennistavolo, si possono assimilare
documentandosi attraverso libri, DVD, o attraverso internet.
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Claudio Rossini
Lo studio continuo e l’allenamento dei fondamentali tecnici di
gioco devono essere la base da cui partire per diventare buoni
giocatori.
Esistono in commercio presso le più importanti librerie, o meglio
ancora nei negozi specializzati di materiali per il tennistavolo,
alcuni volumi scritti da tecnici famosi ed importanti, che
illustrano con disegni e fotografie le corrette impugnature della
racchetta o illustrazioni di determinati colpi e movimenti (passi
laterali) dei giocatori. Sono inoltre corredati con i principali
schemi di allenamento, secondo l’esperienza e le capacità degli
autori.
Anche i filmati, che sono stati registrati con i moderni supporti
DVD, forniscono un importantissimo strumento per assimilare
corrette posture e tecniche di gioco. Il vedere in uno schermo i
campioni che giocano, costituisce di per se un allenamento, che
diventa importante se si studiano i movimenti al rallentatore e a
velocità naturale, riguardandoli magari più volte e soffermandosi
sui particolari.
La rete poi, con un potenziale infinito per chi conosce anche le
lingue straniere, offre un aiuto sostanziale e continuo per chi
vuole documentarsi. Navigando e linkando entri, se vuoi,
nell’universo pongistico visitando le pagine delle Federazioni, i siti
personali dei grandi campioni, scarichi filmati e videoclip, ti
aggiorni sui materiali e sulle classifiche, se vuoi partecipi ai forum
e confronti le tue opinioni con quelle di altri giocatori.
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Puntinate e...Colla fresca
EPILOGO
Domenica 20 Febbraio 2006.
Proprio nel giorno in cui l’Ascoli calcio espugna meritatamente
marassi, allontanando momentaneamente i sogni di Coppa UEFA
della mia Samp, la nostra prima squadra di C2, vincendo con un
eloquente 5-0 la sua partita di campionato e in virtù della
contemporanea sconfitta casalinga dei simpatici amici del TT
Villaggio Sport, conquista con due giornate d’anticipo la
matematica PROMOZIONE in C1 Nazionale.
Noi, ….l’Ascoli del tennistavolo, per la seconda volta nella nostra
storia, (ma qualcosa mi dice che non sarà più una breve parentesi
come nel caso della prima) abbiamo vinto il campionato regionale
di C2 e il prossimo anno ci misureremo ad un livello più alto.
Ma ora è il momento di godersi il presente e di gioire per la
nostra vittoria. Avuta la conferma ufficiale con la telefonata del
Presidente Regionale della F.I.Te.T. Liguria, con un sms avviso
tutti i componenti della squadra, artefici insieme a me, del
traguardo raggiunto.
Uno di loro mi risponde “Siamo come la Juve...”
A questo punto ho una piccola crisi di identità. Ma noi non
eravamo… l’Ascoli?
Se non fosse per il colore che tutti noi abbiamo imparato ad
amare, il blu-mare della nostra maglia, con una ambigua casacca
bianconera avrei risolto, pilatescamente, tutti i miei problemi….
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Claudio Rossini
I MIEI “Preferiti”
Questi sono i miei links preferiti che suggerisco a tutti coloro che
vogliono addentrarsi nel ping pong da “casa”.
Buona navigazione.
www.ittf.com
sito della International TableTennis Federation
www.ettu.org
sito della European Table Tennis Union
www.fitet.org
sito della Federazione Italiana Tennistavolo
www.fitetnazionale.7host.com
sito della F.I.Te.T.con risultati e classifiche
www.fitetliguria.it
sito Fitet regionale
www.fitetpiemonte.it
sito Fitet regionale
www.fitetlombardia.it
sito Fitet regionale
www.fitet-er.it
sito Fitet regionale
www.fitetcampania.it
sito Fitet regionale
www.fitetpuglia.it
sito Fitet regionale
www.fitetsardegna.it
sito Fitet regionale
www.tosfitet.it
sito Fitet regionale
www.fitetveneto.3000.it
sito Fitet regionale
www.web.tiscali.it/fitetlazio/ sito Fitet regionale
www. lucioping.altervista.org
sito sul tennistavolo (video, recensioni di materiali, ecc.)
www.pingpongitalia.com
sito sul tennistavolo curato da Massimo Costantini
www. jean-michel-saive.skynetblogs.be/
sito sul campione belga Jean Michel saive
www.jorgenpersson.nu/
sito sul campione svedese Jorgen Persson
www.timo-boll.de/
sito sul campione tedesco Timo Boll
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Puntinate e...Colla fresca
Regolamento Tecnico di Gioco
(Reg. ufficiale adottato dalla F.I.Te.T. 2005-06)
1 IL TAVOLO
1.1 la superficie superiore del tavolo chiamata “ superficie di gioco ”, deve essere
rettangolare di metri 2,74 di lunghezza e di metri 1,525 di larghezza e deve trovarsi
su un piano orizzontale a metri 0,76 del pavimento.
1.2 la superficie di gioco comprende i bordi superiori del tavolo ma non i lati del
tavolo sotto i bordi.
1.3 la superficie di gioco può essere di qualsiasi materiale e deve produrre un
rimbalzo uniforme di circa 23,00 centimetri. Quando una pallina regolamentare è
lasciata cadere da un’altezza di centimetri 30.
1.4 la superficie di gioco deve essere di colore uniformemente scuro e opaco, ma
con una “ linea laterale ” bianca, di centimetri 2,00 di larghezza, lungo ogni bordo di
metri 2,74 ed una “ linea di fondo ” bianca, larga 2,00 centimetri, lungo ogni bordo
di metri 1,525.
1.5 la superficie di gioco deve essere divisa in due “ campi ” uguali da una rete
verticale parallela alle linee di fondo e deve essere continua per tutta l’estensione di
ciascun campo.
1.6 per il doppio, ogni campo deve essere diviso in due “ metà campo ” uguali da
una linea centrale bianca di millimetri 3 di larghezza parallela alle linee laterali; la
linea centrale deve essere considerata parte di ciascuna metà campo destra.
2 LA RETE
2.1 la “ rete” consiste nella rete, la sua sospensione ed i paletti di sostegno, inclusi i
morsetti di fissaggio al tavolo.
2.2 la rete deve essere sospesa ad una corda fissata a ciascuna estremità ad un paletto
verticale alto centimetri 15,25; i limiti esterni del paletto si devono trovare a
centimetri 15,25 dalla linea laterale.
2.3 il bordo superiore della rete, per tutta la sua lunghezza, deve essere a centimetri
15,25 della superficie di gioco.
2.4 la parte inferiore della rete, per tutta la sua lunghezza, deve essere il più possibile
a contatto con la superficie di gioco e le sue estremità devono essere il più possibile
a contatto con i paletti di sostegno.
3 LA PALLINA
3.1 la pallina deve essere sferica con un diametro di millimetri 40.
3.2 la pallina deve pesare grammi 2,7.
3.3 la pallina deve essere di celluloide o analogo materiale plastico e deve essere
bianca o arancione ed opaca.
4 LA RACCHETTA
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Claudio Rossini
4.1 la racchetta può essere di qualsiasi dimensione, forma e peso ma il telaio deve
essere piatto e rigido.
4.2 almeno l’85% dello spessore del telaio deve essere di legno naturale; uno strato
adesivo all’interno del telaio può essere rinforzato con materiale fibroso come: fibra
di carbonio, fibra di vetro o carta compressa, ma non deve essere più spesso del
7,5% dello spessore totale o di mm. 0,35,quale che sia il più piccolo.
4.3 un lato del telaio usato per colpire la pallina deve essere ricoperto, o con normale
gomma puntinata con puntinatura esterna avente uno spessore totale, compreso
l’adesivo, di non più di 2 millimetri, o con gomma sandwich con puntinatura interna
o esterna avente uno spessore totale, compreso l’adesivo, di non più di 4 millimetri.
4.3.1 la “ normale gomma puntinata ” è un singolo strato di gomma non cellulare,
naturale o sintetica, con puntinatura uniformemente distribuita sulla sua superficie
con una densità non inferiore a 10 per centimetri quadrato e non superiore a 30 per
centimetri quadrato.
4.3.2 la “ gomma sandwich ” è un singolo strato di gomma cellulare ricoperto con un
singolo strato esterno di normale gomma puntinata; lo spessore della gomma
puntinata non deve superare i 2 millimetri.
4.4 il materiale di copertura deve estendersi per tutta la superficie del telaio ma non
oltre i bordi, ad eccezione della parte più vicina al manico ed impugnata dalle dita,
che può essere non ricoperta o coperta con qualsiasi materiale.
4.5 il telaio, qualsiasi strato all’interno del telaio e qualsiasi strato di materiale di
copertura o adesivo, sul lato usato per colpire la pallina, devono essere continui e di
spessore uniforme.
4.6 la superficie del materiale di copertura su un lato del telaio o la superficie di un
lato del telaio se esso non e’ ricoperto, deve essere colorata in modo opaco, rosso su
di un lato e nero sull’altro.
4.7 leggere variazioni della continuità della superficie o dell’uniformità del colore
dovute a danno accidentale, logorio o scolorimento, possono essere concesse purché
non costituiscano un cambiamento significativo delle caratteristiche della superficie.
Nelle manifestazioni federali di qualunque livello non è consentito utilizzare una
racchetta il cui materiale di copertura sia stato trattato con un qualunque
procedimento fisico e/o chimico allo scopo di modificarne le caratteristiche di
fabbrica.
4.8 all’inizio dell’incontro e ogni qualvolta cambi la racchetta durante un incontro,
un giocatore deve mostrare al suo avversario e all’arbitro la racchetta che intende
usare e deve permettere loro di esaminarla.
N.B. Le norme dell’articolo 4.7 sono valide solo per le manifestazioni nazionali
della Federazione Italiana
Tennistavolo.
5 DEFINIZIONI
5.1 uno scambio ( rally ) è il periodo durante il quale la pallina è in gioco.
5.2 la pallina è in gioco dall’ultimo momento nel quale essa è ferma sul palmo della
mano libera
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Puntinate e...Colla fresca
prima di essere intenzionalmente proiettata verso l’alto nell’esecuzione del servizio,
fino a quando lo scambio si conclude con un punto o con un colpo nullo.
5.3 un colpo nullo ( let ) è uno scambio il cui punto non viene conteggiato.
5.4 un punto ( point ) è uno scambio che viene conteggiato.
5.5 la mano della racchetta ( racket hand ) è la mano che tiene la racchetta.
5.6 la mano libera ( free hand ) è la mano che non tiene la racchetta.
5.7 un giocatore colpisce ( strikes ) la pallina se la tocca con la racchetta tenuta con
la mano, o con la mano che tiene la racchetta sotto il polso.
5.8 un giocatore ostruisce la pallina se egli, o qualsiasi cosa indossi o porti, la tocca
in gioco quando la stessa è al di sopra, in movimento o verso la superficie di gioco e
non ha ancora oltrepassato la sua linea di fondo, sempreché non abbia già toccato la
sua metà campo dopo essere stata colpita dal giocatore avversario.
5.9 il battitore ( server ) è il giocatore tenuto a colpire per primo la pallina in uno
scambio.
5.10 il ribattitore ( receiver ) è il giocatore tenuto a colpire per secondo la pallina in
uno scambio.
5.11 l’arbitro ( umpire ) è la persona nominata per controllare un incontro.
5.12 l’assistente arbitro ( assistant empire ) è la persona nominata ad assistere
l’arbitro in determinate decisioni.
5.13 ogni cosa che un giocatore indossa o porta ( wears or carries ) comprende ogni
cosa che questi indossava o portava diversa dalla pallina all’inizio dello scambio.
5.14 la pallina deve essere considerata come passante al di sopra o intorno alla rete
se passa ovunque tranne che tra la rete ed i suoi supporti o tra la rete e la superficie
di gioco.
5.15 la linea di fondo ( end line ) si considera prolungata indefinitamente in
entrambe le direzioni.
6 UN SERVIZIO VALIDO
6.1 il servizio inizierà con la pallina liberamente posta sul palmo aperto della mano
libera, ed immobile, del battitore.
6.2 il battitore deve quindi lanciare la pallina quasi verticalmente verso l’alto e senza
imprimere effetto così che si sollevi dal palmo della mano libera di almeno 16
centimetri e ricadere senza che abbia toccato nulla prima di essere colpita dal
battitore.
6.3 mentre la pallina sta discendendo il battitore la deve colpire in modo che nel
singolo essa tocchi dapprima il suo campo e poi, dopo essere passata al di sopra o
attorno alla rete, tocchi il campo del ribattitore; nel doppio, la pallina deve toccare
successivamente la metà campo destra del battitore e del ribattitore.
6.4 dall’inizio del servizio finché è colpita, la pallina deve essere al di sopra del
livello della superficie di gioco e oltre la linea di fondo del battitore, ed essa non
deve essere nascosta al ribattitore da nessuna parte del corpo o dall’abbigliamento
del battitore o del suo compagno di doppio. Appena la pallina è stata lanciata, il
braccio libero del battitore deve essere tolto dallo spazio fra il corpo del battitore e la
rete.
52
Claudio Rossini
6.5 è responsabilità del giocatore servire in modo che l’arbitro o l’assistente arbitro
possano vedere che egli rispetti tutti i requisiti di un servizio valido.
6.5.1 se l’arbitro è in dubbio sulla regolarità di un servizio, può, alla prima occasione
d un incontro, dare solo un let e avvisare il battitore.
6.5.2 se successivamente, nello stesso incontro, il servizio dello stesso giocatore o
dello stesso doppio è di dubbia correttezza, per la stessa o per qualsiasi altra ragione,
il ribattitore acquisirà il punto.
6.5.3 ogni qualvolta c’è una chiara mancanza nel rispettare i requisiti di un servizio
valido, non deve essere dato nessun avvertimento e il ribattitore acquisirà un punto.
6.6 eccezionalmente l’arbitro può disattendere i requisiti di un servizio valido se è
convinto che l’ottemperanza è impedita da un problema fisico.
7 UN RINVIO VALIDO
7.1 la pallina, servita o rinviata, deve essere colpita così che passi sopra o attorno
alla “ rete ” e tocchi il campo dell’avversario, o direttamente o dopo aver toccato la “
rete ”.
8 L’ORDINE DI GIOCO
8.1 nel singolare, il battitore deve prima effettuare un servizio valido, il ribattitore
deve poi effettuare un rinvio valido e quindi battitore e ribattitore alternativamente
devono effettuare ciascuno un rinvio valido.
8.2 nel doppio, il battitore deve prima effettuare un servizio valido, il ribattitore deve
poi effettuare un rinvio valido, il compagno del battitore deve quindi effettuare un
rinvio valido, il compagno del ribattitore deve effettuare un rinvio valido e quindi
ciascun giocatore, secondo questa sequenza, deve effettuare un rinvio valido.
9 UN COLPO NULLO
9.1 lo scambio deve considerarsi colpo nullo:
9.1.1 se la pallina, nel servizio, nel passare sopra o intorno alla “ rete ”, la tocchi,
sempre che il servizio sia per il resto valido, o sia stata ostruita dal ribattitore o dal
suo compagno.
9.1.2 se il servizio è eseguito quando, il giocatore o coppia che ribatte non sia pronto
sempre che nè il ribattitore nè il suo compagno tentino di colpire la pallina.
9.1.3 se la mancata effettuazione di un servizio valido o un rinvio valido o altrimenti
la mancata osservanza delle regole, è dovuta ad un disturbo fuori del controllo del
giocatore.
9.1.4 se il gioco è interrotto dall’arbitro o dall’assistente arbitro.
9.2 il gioco può essere interrotto per:
9.2.1 correggere un errore nell’ordine di servizio, risposta o cambio campo.
9.2.2 introdurre il sistema accelerato.
9.2.3 ammonire o penalizzare un giocatore.
9.2.4 condizioni di gioco disturbate in modo tale che potrebbero influenzare l’esito
dello scambio.
53
Puntinate e...Colla fresca
10 IL PUNTO
10.1 salvo il caso dello scambio dichiarato colpo nullo, un giocatore acquisisce un
punto:
10.1.1 se il suo avversario non esegue un servizio valido.
10.1.2 se il suo avversario non esegue un rinvio valido.
10.1.3 se la pallina, dopo averla servita o rinviata regolarmente, tocca qualunque
cosa tranne che la rete prima di essere colpita dal suo avversario.
10.1.4 se la pallina, dopo essere stata colpita dal suo avversario, passa oltre la linea
di fondo senza aver toccato il suo campo.
10.1.5 se il suo avversario ostruisce la pallina.
10.1.6 se il suo avversario colpisce la pallina due volte di seguito.
10.1.7 se il suo avversario colpisce la pallina con un lato del telaio della racchetta la
cui superficie non risponde ai requisiti del punto 4.3., 4.4, 4.5.
10.1.8 se il suo avversario, o qualsiasi cosa indossi o porti, muove la superficie di
gioco.
10.1.9 se il suo avversario, o qualsiasi cosa indossi o porti, tocca la rete.
10.1.10 se la mano libera del suo avversario tocca la superficie di gioco.
10.1.11 se, nel doppio, il suo avversario colpisce la pallina fuori dal proprio turno.
10.1.12 si verifica quanto riportato nell’articolo 15.2 sul sistema accelerato.
11 UNA PARTITA
11.1 una partita sarà vinta da un giocatore o coppia che per prima totalizza 11 punti,
ma quando entrambi i giocatori o coppie totalizzano 10 punti, la partita sarà vinta dal
giocatore o coppia che per primo totalizza 2 punti consecutivi.
12 UN INCONTRO
12.1 un incontro deve essere disputato al meglio di qualsiasi numero dispari di
partite.
13 LA SCELTA DEL SERVIZIO, DELLA RISPOSTA E DEL CAMPO
13.1 il diritto di scegliere l’ordine iniziale di servizio, di risposta ed il campo deve
essere deciso per sorteggio, e il vincitore può scegliere di servire o ricevere per
primo o di iniziare in un determinato campo.
13.2 quando un giocatore od una coppia hanno scelto di servire o di ricevere per
primi o il campo, all’altro giocatore o coppia resterà l’altra scelta.
13.3 dopo che sono stati conteggiati 2 punti il giocatore o coppia che ribatte diverrà
battitore e così fino al termine della partita o finché entrambi i giocatori o coppie
raggiungano i 10 punti, o fino all’introduzione dell’expedite system, nel qual caso la
successione del servizio e della risposta deve rimanere la stessa, ma ogni giocatore
deve servire per un solo punto a turno.
13.4 nel doppio, la coppia che ha diritto di servire per prima in ciascuna partita deve
decidere quale dei giocatori inizierà a servire e la coppia avversaria deve decidere
poi quale dei giocatori riceverà per primo; nelle successive partite dell’incontro,
scelto il primo battitore, il primo ribattitore deve essere il giocatore che serviva su di
lui nella partita immediatamente precedente.
54
Claudio Rossini
13.5 nel doppio, a ciascun cambio di servizio il precedente ribattitore diventerà
battitore e il compagno del precedente battitore diventerà ribattitore.
13.6 il giocatore o coppia che serve per primo in una partita deve ricevere per primo
nella partita immediatamente successiva di un incontro e, nell’ultima possibile
partita di un incontro di doppio, la coppia che deve ricevere successivamente deve
cambiare l’ordine di ribattuta quando una coppia raggiunge i 5 punti.
13.7 il giocatore o coppia che inizia una partita in un campo deve cambiare campo
nella partita immediatamente seguente dell’incontro e, nell’ultima possibile partita
di un incontro, i giocatori devono cambiare campo quando il primo giocatore o
coppia raggiunge i 5 punti.
14 ERRORI NELL’ORDINE DI SERVIZIO, DI RISPOSTA O DI CAMPO
14.1 se un giocatore serve o riceve fuori turno, il gioco deve essere interrotto
dall’arbitro appena l’errore è scoperto e deve riprendere con quei giocatori che
avrebbero dovuto rispettivamente servire e ricevere al punteggio raggiunto,
seguendo la successione stabilita all’inizio dell’incontro e, nel doppio, l’ordine di
servizio scelto dalla coppia che aveva il diritto di servire per prima nella partita
durante la quale è stato scoperto l’errore.
14.2 se i giocatori non hanno cambiato il campo quando avrebbero dovuto
effettuarlo, il gioco deve essere interrotto dall’arbitro appena l’errore è scoperto ed i
giocatori dovranno cambiare campo secondo la successione stabilita all’inizio
dell’incontro.
14.3 in ogni caso, tutti i punti assegnati prima della scoperta di un errore devono
essere considerati acquisiti.
15 L’EXPEDITE SYSTEM
15.1 l’expedite system deve essere introdotto se una partita non è terminata dopo 10
minuti di gioco a meno che entrambi i giocatori o coppie abbiano raggiunto almeno
9 punti, o in qualunque momento precedente su richiesta di entrambi i giocatori o
coppie.
15.1.1 se la pallina è in gioco quando viene raggiunto il tempo limite, il gioco deve
essere “ interrotto dall’arbitro ” e ripreso con il servizio al giocatore che serviva
nello scambio interrotto.
15.1.2 se la pallina non è in gioco quando viene raggiunto il tempo limite, il gioco
deve essere ripreso con il servizio al giocatore che riceveva nello scambio
immediatamente precedente.
15.2 quindi ciascun giocatore deve servire per un solo punto a turno sino alla fine
della partita e se il giocatore o la coppia che ribatte effettua 13 rinvii validi acquisirà
il punto.
15.3 una volta introdotto l’expedite system resterà in vigore fino al termine
dell’incontro.
55
Puntinate e...Colla fresca
ALBO D’ORO
CAMPIONATI DEL MONDO DI TENNISTAVOLO
Città
Shanghai
Paris
Osaka
Eindhoven
Anno
2005
2003
2001
1999
Vincitore
WANG Liqin
SCHLAGER Werner
WANG Liqin
LIU Guoliang
Manchester 1997 WALDNER Jan-Ove
Tianjin
Gothenburg
Chiba City
Dortmund
New Delhi
Gothenburg
Tokyo
Novi Sad
1995
1993
1991
1989
1987
1985
1983
1981
Finalista
CHN
AUT
CHN
CHN
MA Lin
JOO Se Hyuk
KOR
KONG Linghui
CHN
MA Lin
CHN
SAMSONOV
SWE Vladimir
KONG Linghui
CHN LIU Guoliang
GATIEN Jean-Philippe
FRA SAIVE Jean-Michel
PERSSON Jorgen
SWE WALDNER Jan-Ove
WALDNER Jan-Ove
SWE PERSSON Jorgen
JIANG Jialiang
CHN WALDNER Jan-Ove
JIANG Jialiang
CHN CHEN Longcan
Guo Yuehua/KUO Yao-Hua CHN CAI Zhenhua
Guo Yuehua/KUO Yao-Hua CHN CAI Zhenhua
Guo Yuehua/KUO
Pyongyang 1979 ONO Seiji
JPN Yao-Hua
Birmingham 1977 KOHNO Mitsuru
JPN Yao-Hua
HUN STIPANCIC Anton
CHN JOHANSSON Kjell
SWE ITOH Shigeo
JPN SCHOLER Eberhard
JPN KOHNO Mitsuru
Calcutta
Sarajevo
Nagoya
Munich
Stockholm
1975
1973
1971
1969
1967
Ljubljana
1965
Prague
1963
Beijing
1961
Dortmund
1959
Stockhom
1957
56
JONYER Istvan
XI Enting/HSI En-Ting
BENGTSSON Stellan 2
ITOH Shigeo
HASEGAWA Nobuhiko
ZHUANG Zedong/CHUANG
Tse-Tung
ZHUANG Zedong/CHUANG
Tse-Tung
ZHUANG Zedong/CHUANG
Tse-Tung
RONG Guotuan/JUNG KuoTuan
TANAKA Toshiaki
CHN
Guo Yuehua/KUO
BLR
CHN
BEL
SWE
SWE
SWE
CHN
CHN
CHN
CHN
CHN
YUG
SWE
JPN
FRG
JPN
CHN LI Furong/LI Fu-Jung CHN
CHN LI Furong/LI Fu-Jung CHN
CHN LI Furong/LI Fu-Jung CHN
CHN SIDO Ferenc
HUN
JPN OGIMURA Ichiro
JPN
Claudio Rossini
Tokyo
Utrecht
Wembley
Bucharest
Bombay
Vienna
Budapest
Stockholm
Wembley
Paris
Cairo
1956
1955
1954
1953
1952
1951
1950
1949
1948
1947
1939
Wembley
1938 VANA Bohumil
Baden
Prague
Wembley
Paris
Baden
Prague
Budapest
Berlin
Budapest
Stockholm
1937
1936
1935
1934
1933
1932
1931
1930
1929
1928
London
57
OGIMURA Ichiro
TANAKA Toshiaki
OGIMURA Ichiro
SIDO Ferenc
SATOH Hiroji
LEACH Johnny
BERGMANN Richard
LEACH Johnny
BERGMANN Richard
VANA Bohumil
BERGMANN Richard
BERGMANN Richard
KOLAR Stanislav
BARNA Victor
BARNA Victor
BARNA Victor
BARNA Victor
SZABADOS Miklos
BARNA Victor
PERRY Fred
MECHLOVITS Zoltan
1926 JACOBI Roland
JPN
JPN
JPN
HUN
JPN
ENG
ENG
ENG
ENG
TCH
ENG
TANAKA Toshiaki
JPN
DOLINAR Zarko
YUG
FLISBERG Tage
SWE
ANDREADIS Ivan
TCH
KOCZIAN Jozsef
SWE
ANDREADIS Ivan
TCH
SOOS Ferenc
HUN
VANA Bohumil
TCH
VANA Bohumil
TCH
SIDO Ferenc
HUN
EHRLICH Aloizy
FRA
BERGMANN
TCH Richard
ENG EHRLICH Aloizy
TCH EHRLICH Aloizy
ENG SZABADOS Miklos
ENG BELLAK Laszlo
ENG KOLAR Stanislav
ENG SZABADOS Miklos
HUN BARNA Victor
ENG BELLAK Laszlo
ENG SZABADOS Miklos
HUN BELLAK Laszlo
MECHLOVITS
HUN Zoltan
ENG
FRA
FRA
HUN
HUN
TCH
HUN
ENG
HUN
HUN
HUN
HUN
Puntinate e...Colla fresca
LE MIE FOTO
Sopra: Foto ricordo del T.T. Amatori San
Fruttuoso 04-05 (Alberto Perelli, Giacomo
Sopra
Peratti, Mauro Donato, Simona e Claudio Rpssini. Sotto: la nostra spedizione ai
Campionati Italiani Giovanili dello stesso anno. (Alessia Caviglia, Simona e Claudio
Rossini, in veste di Tecnico).
(Foto by Sergio Caviglia )
58
Claudio Rossini
Il clan austriaco si allena nella
sala riscaldamento e Seba
deliziato studia i suoi miti.
Sotto: Sclhager mentre tira un
“toppone” sulla palla tagliata del
suo compagno di squadra
difensore.
59
Puntinate e...Colla fresca
Momenti
della finale
femminile
BadescuMonfardini.
Sotto: la gioia
della Badescu
e lo sconforto
della
Monfardini
consolata dal
Tecnico.
60
Claudio Rossini
La finale a squadre maschile Bielorussia - Germania.
Sopra: una fase di gioco.
Sotto: La gioia dei vincitori e il Fair Play degli sconfitti.
61
Puntinate e...Colla fresca
Terminologia Pongistica
Antitop: Gomma con una superficie che imprime scarsissime
rotazioni alla pallina.
Campionati a squadre: La formula più adottata nella maggior
parte dei campionati è la Swaythling (tre giocatori contro tre).
Funziona così: i due capitani sorteggiano chi deve essere A e
chi Y, poi fanno le formazioni. A, B, C, una squadra, X,Y, e Z
l’altra. La sequenza degli incontri tra i giocatori è la seguente:
A-X
B-Y
C-Z
B-X
A-Z
C-Y
B-Z
C-X
A-Y
Vince la partita la squadra che colleziona per prima 5 incontri.
Nei campionati femminili, viene usata la formula Davis
(Courbillon) e si disputa quindi anche il doppio.
Colla fresca: per velocizzare il gioco viene steso uno strato di
una colla particolare, detta appunto “fresca”, tra la gomma e il
telaio della racchetta. Si tratta di un intruglio a base di trielina o
sostanze simili. Si compra nei negozi specializzati di
tennistavolo, ma molti giocatori la preparano da sé, usando
appunto la trielina e qualche pezzo di para (la gomma che si
usa anche per certe scarpe).
In realtà, essendo la trielina, nociva alla salute, si sta dibattendo
se vietarne l’uso.
62
Claudio Rossini
Io sono favorevole a questa scelta, infatti non uso la colla
fresca; me ne infischio di ricercare la velocità: a mio parere
infatti, questo sistema è adatto solo per giocatori di alto livello,
che essendo super atleti riescono a supportare il gioco alla
massima velocità possibile.
Flip: Colpo effettuato di polso, con movimento piccolo e
veloce. Si effettua principalmente per attaccare un servizio
corto.
“Fuori Palla”: E’ un particolare Status del pongista, quando
non ne imbrocca una giusta.
Gomma cinese: Questo tipo di gomma ha la superficie
appiccicosa e imprime rotazioni importanti alla pallina.
Pallettaro: palleggiatore, si limita a mandare la pallina al di la
della rete senza mai attaccare.
“Pippa”: Giocatore scarso.
Puntinata lunga: E’ una particolare gomma usata per il gioco
di difesa. Ha dei puntini esterni, appunto, lunghi. Può essere
usata lontano dal tavolo per il gioco di difesa classico o molto
vicino al tavolo, per bloccare. In entrambi i casi è molto
fastidioso giocarci contro, soprattutto se non si è abituati.
Rimandano infatti l’effetto che imprimiamo noi…Rovesciato.
In pratica, se mandiamo una palla tagliata, questa se colpita con
la puntinata ci ritornerà con effetto superiore. Viceversa se
mandiamo un top spin (effetto superiore) ci ritornerà una palla
tagliata (effetto backspin).
63
Puntinate e...Colla fresca
Puntinata corta: Ha dei puntini esterni corti. Non è fastidiosa
come quella lunga, ma rimanda le palline un po’ più corte e
smorzate di come te le aspetti.
Entrambi i tipi di puntinata sono efficaci soprattutto se
combinati con gomme lisce.
Racchetta: E’ formata da un telaio in legno al quale sono
incollate nelle due facce del piatto, due gomme, una rossa e
una nera. Il telaio può essere più o meno veloce. Stessa cosa
per ciascuna delle due gomme, quella usata per il dritto e quella
per il rovescio, delle quali si sceglie in base al tipo di gioco, il
tipo di superfice e lo spessore della gommapiuma (la parte che
si incolla al telaio). Ogni rivenditore di materiale per il
tennistavolo ha decine e decine di tipi di telaio e innumerevoli
tipi di gomme ciascuna delle quali con gommapiuma di diverso
spessore. Normalmente si gioca ciascuno con la solita propria
racchetta, anche se spesso i giocatori provano a variare il tipo
di gomma o lo spessore (generalmente non nell’immediatezza
di un torneo). I giocatori professionisti cambiano le gomme alla
racchetta dopo averci giocato pochissime volte, perché la
esigono efficiente al massimo.
Le gomme della racchetta vanno comunque pulite, dopo avere
giocato, prima di essere riposte nella custodia. Anche i non
professionisti, cercano comunque di mantenerle efficienti il più
possibile e le cambiano quando non lo sono più.
Spigolo e retina: Sono situazioni fortunose, che spesso
determinano il punto a favore o contro. E’ buona educazione,
quando si fa punto con uno spigolo o una retina, chiedere
scusa…
64
Claudio Rossini
Spugnetta: Conviene usarla sempre, subito dopo aver giocato
e prima di riporre la racchetta nella sua custodia, per pulire le
gomme. Così, facendo si mantengono efficienti per un bel po’.
Stare duro: Essere concentratissimo e non mollare mai !
Taglio sotto (backspin): colpo di difesa che imprime alla
pallina un effetto (rotazione) inferiore. Dopo il rimbalzo sulla
metà tavolo dell’avversario, la pallina tende a fermarsi e a
tornare indietro: Si può rispondere, su palla tagliata corta, con
un altro taglio o con un flip. Se dopo il rimbalzo la palla esce
dal tavolo si può effettuare un topspin (con movimento dal
basso verso l’alto).
Topspin: colpo d’attacco che imprime alla pallina un effetto
(rotazione) superiore. Dopo il rimbalzo sulla metà tavolo
dell’avversario la traiettoria della pallina si abbassa, e la stessa
schizza in avanti. Si può risponde con un block, con un
controtopspin (sconsigliato ai meno esperti), o nel caso di
difensori lontano dal tavolo, con un back spin.
65
INDICE
I Miei inizi
“L’incarognimento”
L’infortunio
I tornei ad Handicap
Sebastian Kunkler
Il Top 12 di Alassio
Il piede
I pongisti, che personaggi
Il viaggio in Germania
Il maiale, il cane e la bistecca
Le dinamiche di squadra
TennistavololiguriaNews
Gli Europei di Courmayeur
La questione dei materiali
L’evoluzione del tennistavolo
Con Simona..Le soddisfazioni più grandi (l’Ascoli e la
Juventus)
T.T. Amatori San Fruttuoso A.S.D.
Quando riempimmo le palestre di tavoli..e bambini
Adibire la palestra per il tennistavolo
Allenarsi
Epilogo
I MIEI “Preferiti”
Regolamento Tecnico di gioco
Albo d’oro Campionati del Mondo
Le mie foto
Terminologia pongistica
1
4
6
7
8
11
13
15
17
21
22
24
28
30
32
35
40
42
44
46
48
49
50
56
58
62
Ringraziamenti
Per questo libro, voglio ringraziare mia moglie e mia figlia,
mie prime lettrici, nonché prime… instancabili correttrici dei
miei scritti.
Voglio in questa occasione ringraziare anche, indistintamente,
tutti quelli che hanno giocato con me.
Alcuni mi hanno insegnato letteralmente a tenere la racchetta
in mano, mi hanno assistito nei miei primi approcci, altri mi
hanno dato consigli in panchina. Certi hanno tentato invano di
insegnarmi a giocare bene, alcuni altri ci sono parzialmente
riusciti. Quantomeno mi hanno aiutato a capirci un po’ di più..
Non faccio una lista di nomi perché non vorrei dimenticarne
qualcuno e questo sarebbe imperdonabile…
Due di loro sono stati per me, e per quanto di bello abbiamo
sportivamente costruito e vissuto insieme, particolarmente
importanti.
Uno è Sebastian Kunkler (…definito simpaticamente da
Francesco Ferrando del Corriere Mercantile “nibelungo delle
saghe nordiche”).
L’altro è Giacomo Peratti, il “Principe delle palestre”. Un
vero signore, maestro nel gioco e nella vita, e un esempio per
tutti noi per professionalità, correttezza e disponibilità.
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