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FIOCCO GIALLO l`attesa del ritorno

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FIOCCO GIALLO l`attesa del ritorno
solidarietà
FIOCCO GIALLO l’attesa del ritorno
Il Ministro della Difesa
Giampaolo Di Paola
e il Ministro dei
Rapporti con il Parlamento Piero Giarda.
Le foto a corredo
dell’articolo
sono state concesse
da ansa/G. Lami
L
i abbiamo visti ovunque.
Dapprima appuntati sul
petto di giacche e maglioncini per i corridoi di Palazzo Marina, in brevissimo tempo li abbiamo visti “fiorire” in
tutte le case, attraverso gli
schermi televisivi, i monitor dei
computer, la carta stampata,
fino ad iniziative private di famiglie e commercianti che
no dei due militari, per iniziativa dell’Ufficio Stampa della
Marina Militare, il simbolo del
fiocco giallo - o Yellow Ribbon, come anche viene chiamato in lingua inglese con
chiaro riferimento all’ambito
internazionale - voleva inizialmente testimoniare, in modo
chiaro e preciso, la vicinanza
e l’attaccamento dell’Istituzione tutta ai propri “ragazzi”,
termine usato con affetto e
che riflette lo spirito di “grande famiglia” e il concetto di
“squadra” che sta alla base
dei valori della Marina stessa.
La pubblicazione sul sito internet istituzionale e l’apertura di
hanno esposto su porte e vetrine la locandina raffigurante
il nastro giallo che avvolge un
leone in campo rosso: giornalisti, politici, tra cui ministri e
sindaci, primari ospedalieri,
squadre sportive e, in forma
privata, colleghi e cittadini.
Tutti uniti dal fiocco giallo, in
segno di solidarietà nei confronti di Salvatore Girone e
Massimiliano La Torre, i
due Fucilieri del Reggimento San Marco della Marina Militare coinvolti nella vicenda indiana della petroliera
Enrica Lexie, che è letteralmente esploso come fenomeno mediatico inaspettato nel giro
di pochi gior ni. Nato
un venerdì sera, a ridosso del fermo indiaIl Ministro del Welfare,
Elsa Fornero foto ansa/E.Ferrari.
Il Ministro del Turismo e
Sport, Piero Gnudi.
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un account di posta elettronica, dedicata a chiunque volesse dedicare un pensiero ai
due Fucilieri, ha attirato l’attenzione dei media che, in
pochissimo tempo, hanno recepito il messaggio, facendo
da “volano”, sia nei patri confini che all’estero. Nel giro di
pochi giorni, l’iniziativa ha com i n c i a t o a r i v e l a re a s p e t t i
che andavano al di là della
semplice comunicazione di
vicinanza personale, cementando di fatto una solidarietà
nazionale in cui i cittadini italiani, pubblici e privati, che si
sono sentiti coinvolti emotivamente dalla vicenda dei due
marinai, non più come “militari” ma cittadini, amici, fratelli,
nipoti, figli, padri, mariti e
compagni. Più di seimila le
mail arrivate all’indirizzo di posta pubblicato online, decine
di migliaia le visite alla pagina
del sito internet, a sottolineare
la sensibilità di un’opinione
pubblica che sempre più percepisce i professionisti del
mondo militare come una
parte importante della popolazione del Paese e cioè, cittadini come tutti gli altri, italiani ancor prima che militari.
Ma da dove trae origine il
fiocco giallo? Perché proprio
un fiocco giallo? Il nastro ha
una lunga tradizione legata al
sostegno e alla solidarietà nei
confronti di ostaggi e prigionieri di guerra, usata in modo
particolare dalle forze militari
statunitensi, la cui prima traccia risale ad una canzone
molto popolare nelle truppe
stelle e strisce del 1917 in cui
George A. Norton racconta
Il fiocco giallo è stato indossato anche
dai giornalisti televisivi in segno di solidarietà verso i due fucilieri del San Marco.
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Dario Franceschini, Andrea Riccardi e
accanto a sinistra il Sottosegretario alla
Difesa Filippo Milone portano sulla
giacca un fiocco giallo come segno di
vicinanza ai Marò.
la storia di una ragazza in attesa del suo amore partito soldato in “Round her neck she
wears a yeller ribbon ” (Intorno al collo, lei indossa un nastro giallo), per ritrovare il simbolo in tempi più recenti, dalla guerra in Vietnam all’Iraq.
Ma gli Stati Uniti non sono gli
unici ad usare il fiocco, che
troviamo infatti in uso, sempre in segno di sostegno ai
“soldati lontani”, in molti altri
Paesi tra cui Danimarca, Svezia, Germania, Estonia, Israele
e Filippine.
Le prime tracce del fiocco
giallo però, a dispetto del largo uso oltreconfine, riconducono a tradizioni squisitamente italiche. Le prime rappresentazioni dell’uso del nastro
sono state rinvenute a Pompei. Un affresco, conservato in
una villa pompeiana e datato ai tempi di Nerone, raffigura un uomo in piedi vicino ad
un albero intorno al cui fusto
è avvolto un nastro di colore
giallo, a testimonianza dell’attesa di un amore lontano.
Giovanna Scotton n
solidarietà
La solidarietà
scende in campo
Numerose le iniziative di solidarietà per i nostri sottufficiali in India.
N
astri gialli appuntati al petto, calciatori e canottieri scendono in campo, ognuno nella
propria disciplina, e giocano la loro partita.
Un posto sul podio l’hanno già vinto al fischio d’inizio. Quello della solidarietà. Domenica 25 marzo,
l’Olimpico a Roma ha visto 11 fiocchi gialli correre
sul terreno del calcio di serie A. Nel corso del confronto di campionato con il Cagliari, la Società
Sportiva Lazio ha schierato infatti i propri giocatori
con un fiocco giallo cucito sulle maglie biancocelesti, in segno di solidarietà nei confronti dei due Fucilieri Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, coinvolti nella vicenda indiana della Enrica Lexie. Giocatori
e dirigenti, primo tra tutti il Presidente Claudio Lotito,
hanno sfoggiato il simbolo di sostegno ai Fucilieri,
ben oltre l’intera durata della partita. Il nastro giallo
ha accompagnato la squadra per l’intera “giornata sportiva”, dalla presentazione del fischio d’avvio
alla conferenza stampa di termine partita. La vittoria di 1-0 sull’avversario, riportata dalla Lazio sul finire
della partita, è stata salutata con entusiasmo da dirigenti e tifosi ma anche da tutti coloro che hanno
espresso, attraverso il simbolo giallo della solidarietà,
la propria vicinanza ai due Fucilieri della Marina Militare.
Già la settimana precedente, il Taranto aveva “colorato” di giallo il proprio campo di calcio, quasi un
tandem con la fiaccolata organizzata dai cittadini
che partiva dal centro della città, ad arrivare fino al
monumento ai marinai sul lungomare della città dei
Due Mari.
Al Meeting Nazionale d’apertura della stagione
olimpica di canottaggio, a Piediluco, nello stesso fine settimana il team remiero della Forza Armata ha
portato il nastro giallo su ben sei podi. Con 30 atleti
su 1000 iscritti, 12 equipaggi su 707, in rappresentan-
za di 109 società, la Marina Militare ha fatto sentire
la propria presenza e la propria preparazione.
Tra i risultati di spicco, la doppietta di Pietro Ruta,
categoria “pesi leggeri”, che ha tagliato il traguardo per primo nel “doppio” con Livio La Padula
(Fiamme Oro) e nel “singolo” e nell’armo a uno
femminile, secondo posto,
per un decimo
di secondo, per
Enrica Marasca. Terzo posto
nel “due senza”
Under 23 per
Gragnaniello e
Amarante della
squadra di Sabaudia.
Nel
“quattro
di
coppia – Ragazzi”, argento per Giulivo, Vastola,
Scarabello e Lepore. Un fine settimana nel segno
dunque della vicinanza e della solidarietà
ai fucilieri del Reggimento San Marco in stato di fermo giudiziario in India, da parte degli atleti di Marina e dell’allenatore Giovanni Lepore, che hanno gareggiato con i
“yellow ribbon” attaccati al body.
Un legame stretto quello tra i nostri militari e
il mondo degli sportivi, fatto di dedizione
e rispetto per tutti coloro che “scendono
in campo”. Come
testimonia l’abbraccio simbolico voluto,
su tutti i campi di gioco, dal Coni, dalle
società sportive, dagli atleti e dagli spettatori che hanno osservato un minuto di
silenzio, prima dell’inizio delle gare, per
onorare la memoria
del Sergente Michele Silvestri, militare dell'Esercito
caduto in un attacco al contingente italiano, il 24
marzo scorso in Afghanistan.
G. S. n
Presidenti, dirigenti, giornalisti ed atleti, hanno manifestato la propria solidarietà ai nostri “marò” indossando il fiocco giallo.
Foto ansa/Giuseppe Lami.
foto Marco Rosi
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