...

2.01 – Contributi paritetici all`AVS, all`AI e alle IPG

by user

on
Category: Documents
4

views

Report

Comments

Transcript

2.01 – Contributi paritetici all`AVS, all`AI e alle IPG
2.01 Contributi
Contributi paritetici
all’AVS, all’AI e alle IPG
Stato al 1° gennaio 2016
In breve
Sono tenute a pagare i contributi sul proprio salario all’AVS, all’AI e alle IPG
le persone che esercitano un’attività lucrativa in Svizzera e, a certe condizioni, anche le persone che lavorano all’estero per conto di datori di lavoro
con sede in Svizzera.
Questo promemoria informa i datori di lavoro sui contributi paritetici
all’AVS, all’AI e alle IPG.
Obbligo contributivo
1
Quando ha inizio l’obbligo contributivo?
Tutte le persone che esercitano un’attività lucrativa devono pagare contributi dal 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello in cui compiono
17 anni.
Esempio: una persona esercitante un’attività lucrativa che compie 17 anni il
15 agosto 2016 è tenuta a versare contributi a partire dal 1° gennaio 2017.
Anno di
nascita
1998
Anno civile
2016
2017
2018
2019
assoggettato assoggettato assoggettato assoggettato
1999
2000
2001
esente
esente
esente
assoggettato assoggettato assoggettato
esente
assoggettato assoggettato
esente
esente
assoggettato
Chi lavora nell’azienda familiare, fino al 31 dicembre dell’anno civile successivo a quello in cui compie 20 anni versa contributi solo sul salario in
contanti. Da quella data in poi paga contributi anche sul salario in natura
(p. es. vitto e alloggio).
I membri della famiglia che continuano a lavorare oltre l’età ordinaria di
pensionamento AVS (64 anni per le donne e 65 per gli uomini) pagano
ancora i contributi solo sul salario in contanti, fatta deduzione dell’importo
della franchigia (v. N. 14 segg.).
Gli apprendisti devono pagare contributi sia sul salario in contanti che su
quello in natura dal 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello in cui
compiono 17 anni.
2
2
Quando termina l’obbligo contributivo?
L’obbligo contributivo termina quando si smette di esercitare un’attività
lucrativa.
Chi smette di esercitare un’attività lucrativa prima dell’età ordinaria di pensionamento, è soggetto all’obbligo contributivo in quanto persona senza
attività lucrativa (v. promemoria 2.03 – Contributi delle persone senza attività lucrativa all’AVS, all’AI e alle IPG).
Chi continua a lavorare oltre l’età ordinaria di pensionamento, rimane
soggetto all’obbligo contributivo, ma beneficia di una franchigia (v. N. 14
segg.).
L’età ordinaria di pensionamento degli uomini è di 65 anni, quella delle
donne di 64.
3
A quanto ammontano i tassi contributivi?
Tassi contributivi
AVS
8,40 %
AI
1,40 %
APG
0,45 %
Totale
10,25 %
I datori di lavoro deducono la metà del contributo (5,125 %) dalla paga dei
salariati e la versano alla cassa di compensazione unitamente alla propria
quota (anch’essa del 5,125 %). A questo 10,25 % va aggiunto il contributo
all’assicurazione contro la disoccupazione (v. promemoria 2.08 – Contributi
all’assicurazione contro la disoccupazione).
Le casse di compensazione riscuotono inoltre un contributo per le spese di
amministrazione, che va a carico dei datori di lavoro.
I salariati i cui datori di lavoro non sono soggetti all’obbligo contributivo
(per es. ambasciate) di regola pagano i loro contributi da soli in base al
tasso usuale per i datori di lavoro e i salariati.
3
Riscossione dei contributi dei datori di lavoro
4
Come vengono fissati i contributi nella procedura
ordinaria?
Le casse di compensazione fissano i contributi d’acconto: questi ultimi sono
contributi provvisori basati sulla somma stimata dei salari. È importante che
i datori di lavoro trasmettano alla loro cassa di compensazione tutti i documenti necessari alla determinazione dei contributi d’acconto. In caso di
variazione rilevante dei salari occorre informarne immediatamente la cassa
di compensazione.
I contributi definitivi sono fissati in seguito sulla base del conteggio del
datore di lavoro. Questo conteggio deve pervenire alla cassa di compensazione al più tardi entro il 30 gennaio seguente la fine del periodo contributivo annuale. Chi non rispetta questo termine, dovrà pagare interessi di
mora su un’eventuale differenza. Molte casse di compensazione possono
anche ricevere il conteggio per via elettronica (procedura unitaria per la
notifica dei salari PUNS, www.swissdec.ch).
La cassa di compensazione calcola la differenza tra i contributi d’acconto
pagati e i contributi definitivi:
• se gli acconti versati sono superiori ai contributi definitivi, la cassa di
compensazione rimborsa la differenza;
• se gli acconti versati sono inferiori ai contributi definitivi, la cassa di
compensazione fattura la differenza.
A certe condizioni, la cassa di compensazione può autorizzare sin dall’inizio
i datori di lavoro a pagare i contributi effettivamente dovuti e non quelli
provvisori. Questo è possibile unicamente quando il pagamento puntuale
dei contributi è garantito.
5
Quando devono essere pagati i contributi da parte dei
datori di lavoro?
I contributi devono essere pagati trimestralmente quando la somma annuale dei salari non supera i 200 000 franchi e mensilmente quando è
superiore a questo importo. L’ultimo termine di pagamento è il 10° giorno
seguente la fine del trimestre, rispettivamente la fine del mese.
4
Esempio:
i contributi del 1° trimestre devono essere pagati al più tardi entro il 10
aprile. Se i contributi d’acconto pagati sono inferiori ai contributi definitivi,
i datori di lavoro ricevono una fattura pagabile entro 30 giorni. Il termine
non corrisponde ad un mese, bensì a 30 giorni e non può essere prolungato, a meno che l’ultimo giorno non sia un sabato, una domenica
o un giorno festivo. In questo caso è prolungato fino al seguente giorno
lavorativo. Il termine di 30 giorni non decorre dalla data di ricezione, ma
dal giorno seguente la data di emissione della fattura da parte della cassa
di compensazione. Quest’ultima indica sulla fattura la data entro la quale
l’importo deve essere accreditato sul suo conto.
Una fattura è considerata pagata quando l’importo è accreditato sul conto
della cassa di compensazione e non quando è stato impartito l’ordine di
pagamento. Sui contributi che non sono stati versati entro il termine prescritto viene calcolato un interesse di mora annuo del 5 %, che va a carico
dei datori di lavoro.
6
Come vengono fissati i contributi nella procedura
semplificata?
La procedura semplificata rientra nel quadro della legge federale contro il
lavoro in nero (LLN). Il datore di lavoro può avvalersi facoltativamente di
questa procedura, che semplifica il conteggio dei contributi sociali (AVS/AI/
IPG/AD/assegni familiari) e dell’imposta alla fonte. La procedura è pensata
in primo luogo per i rapporti di lavoro di breve durata o di poca entità,
come per esempio quelli esistenti di regola nelle economie domestiche
private.
Vanno adempiute le seguenti condizioni:
• il salario per dipendente non supera i 21 150 franchi l’anno (cioè la
soglia d’entrata del secondo pilastro);
• la massa salariale dell’azienda non supera i 56 400 franchi l’anno (cioè
il doppio della rendita massima AVS annua);
• la procedura di conteggio semplificata deve essere applicata ai salari di
tutto il personale.
La richiesta è presentata alla cassa di compensazione. Il datore di lavoro ha
pertanto un unico interlocutore per tutti i settori interessati dalla procedura
semplificata. Il conteggio e la riscossione dei contributi sociali e dell’imposta alla fonte sono effettuati solo una volta all’anno (v. promemoria
2.07 – Procedura di conteggio semplificata per i datori di lavoro).
5
Interessi
7
Quando viene richiesto il pagamento di interessi di
mora ai datori di lavoro?
Un interesse di mora viene riscosso in caso di conteggio o pagamento tardivo dei contributi, a prescindere dal fatto che si tratti di una colpa o di
un’intimazione.
Conteggio
pagamento
30° giorno dopo la fine
Contributi d’acconto o
del mese risp. del tricontributi effettivi
mestre
30 gennaio seguente la
Conteggio
fine dell’anno contributivo
Differenza tra i contri30° giorno dopo la fatbuti d’acconto e i conturazione
tributi definitivi
Concerne
Contributi arretrati degli anni precedenti
8
Concerne
1° giorno seguente la
fine del mese risp. del
trimestre
1° gennaio seguente la
fine dell’anno contributivo
1° giorno dopo la
fatturazione
1° gennaio seguente la
fine dell’anno contributivo in questione
Quando sono versati interessi compensativi ai datori di
lavoro?
Generalmente gli interessi compensativi sono versati unicamente per contributi pagati ma non dovuti che devono essere rimborsati o compensati
dalla cassa di compensazione. Gli interessi decorrono dal 1° gennaio seguente la fine dell’anno civile in cui sono stati pagati i contributi non dovuti
sino alla data del rimborso completo.
La cassa di compensazione competente versa interessi compensativi se i
contributi d’acconto pagati sono superiori ai contributi definitivi e la differenza non è stata rimborsata entro il termine di 30 giorni dalla data di
ricezione del conteggio. Gli interessi decorrono dal momento in cui il conteggio completo è pervenuto alla cassa.
6
9
Come avviene il calcolo degli interessi?
Gli interessi sono calcolati per un giorno (un mese corrisponde a 30 giorni,
un anno a 360 giorni). Il tasso unico d’interesse è del 5 %.
Esempio:
il conteggio per l’anno 2015 è pervenuto alla cassa di compensazione entro
il termine stabilito, vale a dire entro il 30 gennaio 2016, mentre la differenza
tra i contributi d’acconto e i contributi definitivi è stata accreditata sul conto
della cassa di compensazione il 31 marzo anziché il 25 marzo.
• Contributi d’acconto pagati: 40 000 franchi
• Contributi definitivi: 100 000 franchi
• Differenza tra i contributi d’acconto e i contributi definitivi:
60 000 franchi
• Data di fatturazione da parte della cassa di compensazione:
24 febbraio 2016
• Data di ricezione da parte del datore di lavoro: 29 febbraio 2016
• Data di ricezione del pagamento alla cassa di compensazione:
31 marzo 2016
• Periodo di calcolo degli interessi di mora dal 25 febbraio al 31 marzo
(35 giorni):
60 000 franchi × (35 giorni / 360 giorni) × 5 % = 291.70 franchi
Salario determinante
10 Quale tipo di retribuzioni comprende il salario
determinante?
Il salario sul quale devono essere versati i contributi è chiamato salario determinante e comprende tutte le retribuzioni, versate in Svizzera o all’estero,
che i salariati ricevono per il lavoro svolto, in modo particolare:
a) i salari orari, giornalieri, settimanali, mensili ecc. come pure i salari a
fattura (a cottimo) e a premi, compresi i premi e le indennità per le
ore di lavoro supplementari, per il lavoro notturno e per le supplenze;
b) le indennità di residenza e di rincaro;
c) le gratifiche, i regali per anzianità di servizio, i premi di fedeltà e di
produzione, i premi per proposte di miglioramento e indennità analoghe;
d) i vantaggi valutabili in denaro derivanti dalle partecipazioni di collaboratore; per la determinazione del momento della riscossione dei
contributi e per la valutazione si applicano le disposizioni sull’imposta
federale diretta;
7
e) i benefici, fino a un importo corrispondente al massimo a un salario
usuale del ramo, dei dipendenti contemporaneamente titolari di diritti
di partecipazione che, per il lavoro svolto, non percepiscono alcun
salario o ne percepiscono uno sproporzionatamente basso e che, nel
contempo, ricevono un dividendo manifestamente eccessivo;
f) i redditi di accomandanti derivanti da un rapporto di lavoro con la
società in accomandita;
g) le mance e le tasse di servizio qualora costituiscano un elemento importante del salario;
h) le prestazioni in natura regolari come vitto e alloggio (v. N. 12), l’utilizzazione a fini privati di veicoli e alloggi di servizio ecc.;
i) le provvigioni e le commissioni;
j) le percentuali (tantièmes), le indennità fisse e i gettoni di presenza
assegnati a membri dell’amministrazione e agli organi dirigenti;
k) il reddito dei membri delle autorità federali, cantonali e comunali;
l) le sportule e le indennità fisse ricevute da assicurati la cui attività è
disciplinata dal diritto pubblico;
m) gli onorari di liberi docenti e di altri insegnanti retribuiti in modo analogo;
n) la copertura salariale in caso di infortunio o malattia (ad eccezione
delle prestazioni assicurative);
o) la copertura salariale e le indennità di perdita di guadagno per chi
presta servizio e in caso di maternità;
p) i contributi dovuti dal salariato all’AVS, AI, IPG o AD pagati dai datori
di lavoro come pure le imposte pagate dai datori di lavoro; è eccettuata l’assunzione dei contributi dovuti dal salariato su prestazioni in
natura e salari globali;
q) le indennità di vacanza o per i giorni festivi;
r) le prestazioni del datore di lavoro al termine del rapporto di lavoro
a condizione che non vengano escluse dal salario determinante
(v. promemoria 2.05 – Retribuzioni versate al termine del rapporto di
lavoro);
s) le indennità giornaliere dell’AD e le indennità per insolvenza;
t) la perdita di salario durante il lavoro ridotto o la sospensione del lavoro a causa di intemperie ai sensi dell’AD (v. promemoria 2.11 – Obbligo contributivo sulle indennità per lavoro ridotto o per intemperie);
u) le indennità giornaliere dell’AI;
v) le indennità giornaliere dell’assicurazione militare;
w) le indennità del datore di lavoro per il normale viaggio del salariato
dal luogo di domicilio al posto di lavoro e le spese usuali per i pasti
dei salariati.
8
11 Quali retribuzioni non fanno parte del salario
determinante?
a) il soldo militare, le indennità di funzione nella protezione civile e le
indennità analoghe al soldo nei corpi pubblici dei vigili del fuoco fino
a un massimo di 5 000 franchi (la parte di salario eccedente questo
importo è soggetta a contribuzione) e le indennità per i corsi per monitori di giovani tiratori;
b) le prestazioni assicurative in caso d’infortunio, malattia o invalidità;
c) le prestazioni dell’aiuto sociale e da organizzazioni d’assistenza
(Pro Juventute, organizzazioni religiose, Pro Infirmis ecc.);
d) le prestazioni regolamentari di istituti indipendenti di previdenza professionale se il beneficiario al momento del caso previdenziale o dello
scioglimento dell’istituto di previdenza può richiedere personalmente
le prestazioni;
e) gli assegni familiari (assegni per figli, formazione professionale, economia domestica, matrimonio e nascita) conformi all’uso locale o professionale;
f) i contributi regolamentari del datore di lavoro a istituti di previdenza
esenti da tasse;
g) i contributi versati direttamente dal datore di lavoro all’assicurazione
malattie e infortuni per i suoi salariati, purché versi i premi direttamente all’assicurazione e tutti i salariarti siano trattati alla stessa maniera;
h) i contributi del datore di lavoro alle casse per assegni familiari;
i) lo stanziamento di aiuti in caso di decesso di parenti del salariato o ai
suoi superstiti;
j) le indennità di trasloco in caso di cambiamento di domicilio per motivi
professionali;
k) i regali di fidanzamento e di nozze;
l) i premi di riconoscimento per il superamento di esami professionali,
fino un massimo di 500 franchi;
m) i regali del datore di lavoro in occasione di giubilei aziendali, al più
presto 25 anni dopo la fondazione e in seguito ad intervalli di almeno
25 anni;
n) le prestazioni del datore di lavoro alle spese mediche, farmaceutiche,
ospedaliere o di cura, purché queste spese non siano già coperte
dall’assicurazione malattie obbligatoria e tutti i salariati siano trattati
in modo uguale;
o) i doni in natura il cui valore non eccede 500 franchi all’anno;
9
p) le prestazioni per la formazione e il perfezionamento. Se versate dal
datore di lavoro, sono tuttavia escluse dal reddito da un’attività lucrativa soltanto se la formazione o il perfezionamento sono strettamente
legati all’attività professionale del beneficiario.
q) Le prestazioni di assistenza straordinarie versate dal datore di lavoro
per attenuare una situazione di grave difficoltà finanziaria del salariato, quando la copertura del fabbisogno vitale non è garantita.
12 Il reddito in natura è parte del salario determinante?
Il reddito in natura è parte integrante del salario, ma non è versato in denaro. Il reddito in natura delle persone occupate in un’azienda (compresi
i membri della famiglia che collaborano con il titolare dell’azienda) o in
un’economia domestica è valutato come segue:
Reddito in natura
Colazione
Pranzo
Cena
Alloggio
Vitto e alloggio
al giorno
fr.
3.50
fr.
10.–
fr.
8.–
fr.
11.50
fr.
33.–
fr.
fr.
fr.
fr.
fr.
al mese
105.–
300.–
240.–
345.–
990.–
Se vitto e alloggio gratuiti sono concessi non solo al salariato, ma anche ai
suoi familiari, si prendono in considerazione i seguenti supplementi:
• per ogni familiare adulto lo stesso importo del salariato;
• per ogni familiare minorenne la metà dell’importo del salariato.
Il reddito in natura di altra specie è valutato dalla cassa di compensazione
di caso in caso.
13 Quali salari minimi vengono applicati per i membri della
famiglia occupati nell’azienda agricola?
Per i membri della famiglia del titolare dell’azienda agricola che collaborano
con lui vengono applicate le seguenti retribuzioni globali mensili (in denaro
o in natura):
• 2 070 franchi per i familiari non coniugati;
• 3 060 franchi per i familiari coniugati (se entrambi i coniugi lavorano
a tempo pieno in azienda, si applica l’importo di 2 070 franchi per
ognuno di essi);
• 690 franchi per il mantenimento di ogni figlio minorenne.
10
Obbligo contributivo dei beneficiari di rendite AVS
14 I beneficiari di rendite AVS sono soggetti all’obbligo
contributivo?
Le persone che pur avendo raggiunto l’età ordinaria di pensionamento
esercitano ancora un’attività lucrativa continuano a versare i contributi
all’AVS/AI/IPG, ma non all’assicurazione contro la disoccupazione (AD).
Esse beneficiano però di una franchigia.
15 A quanto ammonta la franchigia?
Per i beneficiari di una rendita di vecchiaia che esercitano un’attività lucrativa viene applicata una franchigia di 1 400 franchi al mese o 16 800 franchi all’anno sulla quale non devono versare contributi. Questi ultimi vengono quindi percepiti sulla quota del reddito che eccede 1 400 franchi al
mese o 16 800 franchi all’anno. Se il beneficiario di una rendita di vecchiaia
lavora contemporaneamente presso diversi datori di lavoro, la franchigia è
calcolata sul salario versato per ogni singolo rapporto di lavoro.
Esempio:
• Se una persona lavora per le ditte A e B, si applica il seguente conteggio:
Salario mensile
Franchigia
Salario soggetto a contribuzione
Ditta A
fr. 1 600.–
- fr. 1 400.–
fr. 200.–
Ditta B
fr. 1 500.–
- fr. 1 400.–
fr. 100.–
• Se il beneficiario di una rendita di vecchiaia esercita svariate funzioni
distinte, retribuite da diversi reparti dello stesso datore di lavoro e conteggiate separatamente con la cassa di compensazione, la franchigia
viene applicata a ogni retribuzione.
• Se il beneficiario di una rendita AVS è retribuito dal reparto produzione
della sede centrale di un’azienda e contemporaneamente da una succursale della stessa azienda in qualità di custode, si applica la franchigia
per entrambe le retribuzioni. A scelta del datore di lavoro può essere
applicata la franchigia mensile o quella annuale.
11
16 A quanto ammonta la franchigia mensile?
Optando per la franchigia mensile, il datore di lavoro deduce dal salario
mensile l’importo di 1 400 franchi. Se ad esempio il salario mensile di un
dipendente che ha raggiunto l’età pensionabile è di 5 500 franchi, sono
soggetti a contribuzione soltanto 4 100 franchi. Se il rapporto di lavoro
inizia o termina durante un mese civile, la franchigia non è frazionata.
17 Franchigia mensile: esempio di calcolo
Se ad esempio un dipendente lascia la ditta C il 6 aprile ed entra nella ditta
D il 23 aprile, si applica il seguente conteggio:
Salario mensile per aprile
Franchigia
Salario soggetto a contribuzione
Ditta C
dal 1° al 6 aprile
fr. 1 600.–
- fr. 1 400.–
fr. 200.–
Ditta D
dal 23 al 30 aprile
fr. 2 100.–
- fr. 1 400.–
fr. 700.–
Se il salario è versato settimanalmente, ogni 15 giorni, ogni quattro settimane o secondo altre frazioni di mese, la franchigia può essere dedotta
soltanto una volta al mese. Ad esempio, per la beneficiaria di una rendita
di vecchiaia AVS che esercita un’attività lucrativa con retribuzione quindicinale, si applica il seguente conteggio:
venerdì 2 agosto
fr. 700.–
venerdì 16 agosto
fr.
700.–
venerdì 30 agosto
fr.
700.–
fr.
2 100.–
Franchigia
- fr. 1 400.–
Salario soggetto a contribuzione fr.
700.–
18 A quanto ammonta la franchigia annua?
Optando per la franchigia annua, il datore di lavoro deduce dal salario
annuo l’importo di 16 800 franchi. Qualora la retribuzione non si riferisca o l’attività lucrativa non si estenda all’anno intero, ma superi un mese,
la franchigia viene calcolata proporzionalmente alla frazione annua corrispondente, ossia 1 400 franchi per ogni mese civile intero o iniziato.
Esempio: se il beneficiario di una rendita di vecchiaia lavora dal 30 marzo al
6 giugno, si calcolano 4 mesi, poiché marzo e giugno valgono come mesi
interi. La franchigia è dunque di 4 × 1 400 franchi, ossia 5 600 franchi.
12
19 Franchigia annua: esempio di calcolo
Il beneficiario di una rendita di vecchiaia che esercita contemporaneamente
un’attività lucrativa indipendente e una salariata ha diritto alla franchigia
per ciascuna di queste attività.
Esempio: per un indipendente che raggiunge i 65 anni e continua a gestire
la propria azienda – oltre ad essere membro del consiglio d’amministrazione di una società anonima – si applica il seguente conteggio:
Franchigia
Salario soggetto a
contribuzione
Utile netto annuo
Reddito come
dell’azienda
fr. 30 500.–
- fr. 16 800.–
fr. 13 700.–
Reddito come membro
del consiglio di amministrazione
fr. 18 000.–
- fr. 16 800.–
fr. 1 200.–
Contributi sul salario di poco conto
20 I salari di poco conto sono soggetti a contribuzione?
Se il salario determinante non supera i 2 300 franchi per anno civile e per
rapporto di lavoro, i contributi sono percepiti soltanto a richiesta dell’assicurato.
Per le persone occupate nelle economie domestiche private i contributi
vanno versati in ogni caso (v. promemoria 2.06 – Lavoro domestico). Sono
eccettuati i giovani fino al 31 dicembre dell’anno successivo al compimento
del 25° anno d’età, il cui salario non supera i 750 franchi per anno civile
e per datore di lavoro. Questi assicurati possono tuttavia esigere il pagamento dei contributi.
Le persone remunerate da produttori di danza e di teatro, dalle orchestre,
da produttori nell’ambito fonografico e audiovisivo, dalle radio, dalle televisioni e dalle scuole del settore artistico devono versare i contributi in ogni
caso.
13
Contributi su pagamenti posticipati del salario
21 Cosa si intende per pagamento posticipato del salario?
Per pagamento posticipato del salario si intende il versamento effettuato
non immediatamente dopo un determinato periodo di paga. Ciò avviene
ad esempio nel caso di quote di utile, provvigioni, gratifiche, retribuzioni di
consigli d’amministrazione e tantièmes.
22 Come viene accertato l’obbligo di contribuzione sui
pagamenti posticipati?
Per accertare l’obbligo di contribuzione sui pagamenti posticipati è determinante il momento in cui è stato prestato il lavoro e non quello in cui
viene versato il salario. Ciò significa che i contributi sono dovuti sui pagamenti posticipati se il salariato, nel momento in cui ha prestato il lavoro, era
assicurato e soggetto all’obbligo di contribuzione.
Esempio: un giovane inizia un apprendistato il 1° aprile 2015 e compie
17 anni il 1° ottobre 2015. Dal 1° gennaio 2016 è quindi soggetto all’obbligo di contribuzione AVS. Nel mese di aprile 2016 riceve una gratifica
per il primo anno d’apprendistato. Soltanto i 3/12 della gratifica (mesi da
gennaio a marzo 2016) sono soggetti a contribuzione.
23 Qual è il momento determinante per il calcolo dei
contributi?
Per calcolare i contributi sui pagamenti posticipati è determinante il momento in cui viene versato il salario e non quello in cui è stato prestato il
lavoro. Ciò significa che il calcolo del contributo viene effettuato secondo
i tassi, le franchigie e i limiti massimi vigenti al momento del versamento
del salario.
24 In quali casi il datore di lavoro deve indicare separatamente i pagamenti posticipati?
Il datore di lavoro deve indicare separatamente nell’attestazione salariale i
pagamenti posticipati se:
• il pagamento è stato effettuato a favore di una persona assicurata che
nell’anno del versamento non si trova più alle sue dipendenze;
• le disposizioni sull’obbligo contributivo sono state modificate tra il momento in cui è stato prestato il lavoro e quello in cui viene versato il
salario.
14
In questi casi il datore di lavoro deve indicare con esattezza, nella colonna
«durata di contribuzione», a quali mesi il pagamento posticipato si riferisce,
distinguendo gli anni civili. Solo così la cassa di compensazione è in grado
di registrare correttamente il reddito della persona assicurata nel suo conto
individuale, evitando in tal modo qualsiasi pregiudizio nel calcolo della rendita. Il datore di lavoro non deve indicare separatamente nel certificato di
salario i pagamenti posticipati non menzionati in questo numero, ma può
indicarli insieme ai salari versati per l’anno civile in corso.
Su richiesta scritta del salariato, la cassa di compensazione può trasferire la
registrazione di un reddito da attività lucrativa dall’anno in cui esso è stato
realizzato all’anno in cui è stata esercitata la relativa attività lucrativa. Affinché la registrazione venga modificata, il richiedente deve dimostrare che il
reddito soggetto a contribuzione proviene da un’attività lucrativa esercitata
in un anno anteriore, per il quale i contributi versati non hanno raggiunto
l’importo minimo. La richiesta può essere presentata fino all’insorgenza
dell’evento assicurato.
Contributi sulle indennità di perdita di guadagno
(IPG) e sulle indennità giornaliere dell’AI, dell’AD
e dell’assicurazione militare
25 I datori di lavoro devono pagare contributi sulle indennità di perdita di guadagno per chi presta servizio e in
caso di maternità e sulle indennità giornaliere?
Le indennità di perdita di guadagno per chi presta servizio e in caso di
maternità e le indennità giornaliere dell’AI, dell’AD e dell’assicurazione militare sono parte integrante del salario determinante e dunque soggette a
contribuzione.
Per l’assicurazione militare, il conteggio viene effettuato secondo le direttive di questa assicurazione.
Nel caso di lavoratori agricoli che prestano servizio militare, la cassa di compensazione rimborsa anche il contributo che il datore di lavoro versa sul
loro stipendio secondo la legge federale sugli assegni familiari nell’agricoltura (LAF, v. promemoria 6.09 – Assegni familiari nell’agricoltura).
15
26 I salariati possono esigere il versamento diretto delle
indennità?
Versamenti diretti di indennità da parte della cassa di compensazione sono
possibili solo in via eccezionale. Di norma occorre il consenso del datore di
lavoro. Anche i versamenti diretti sono soggetti a contribuzione.
Chiarimenti e altre
informazioni
Questo promemoria presenta solo una panoramica riassuntiva. Per
la valutazione dei casi singoli fanno stato esclusivamente le disposizioni di legge in vigore. Le casse di compensazione AVS e le loro
agenzie forniscono volentieri le informazioni desiderate. La lista completa delle casse di compensazione AVS figura su internet all’indirizzo
www.avs-ai.ch.
Pubblicato dal Centro d’informazione AVS/AI in collaborazione con
l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali.
Edizione novembre 2015. Riproduzione parziale autorizzata sotto condizione dell’accordo scritto del Centro d’informazione AVS/AI.
Questo promemoria può essere richiesto alle casse di compensazione
AVS, alle loro agenzie e agli uffici AI. Numero di ordinazione 2.01/i.
È anche disponibile su www.avs-ai.ch.
2.01-16/01-I
16
Fly UP