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3 cose da dire ai figli quando ci si separa

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3 cose da dire ai figli quando ci si separa
3 cose
da dire ai figli
quando
ci si separa
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3 cose da dire ai figli quando ci si separa
1.Introduzione
2. Abbiamo deciso di separarci, e adesso?
3. La comunicazione
4. 3 cose da dire ai figli
5. Cosa NON dire
6. Consigli generali
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3 cose da dire ai figli quando ci si separa
1) Introduzione
“Nel soggiorno di una casa il papà chiama a raccolta i tre figli: Simone di tre anni, Francesca
di nove e Giulia di quindici; chiede loro di sedere attorno al tavolo e annuncia: io e la mamma
abbiamo qualcosa da dirvi”. Il tono della voce è serio, l’espressione di entrambi i genitori un po’
tesa. Francesca e Giulia siedono, mentre Simone si accomoda sul pavimento stringendo tra le
mani il suo giocattolo preferito. Il papà dice “...bambini, io e la mamma dobbiamo dirvi qualcosa
di molto importante, avete già notato che da qualche tempo litighiamo spesso e questo vi fa star
male, noi non andiamo più d’accordo e così abbiamo deciso di separarci” Francesca interviene
e chiede “perché? Non potete fare pace? Io non voglio!” E la voce è rotta dal pianto. La madre
interviene “non dovete preoccuparvi, vedrete che staremo tutti meglio”. Giulia risponde “Certo!
Voi starete meglio! Si capisce che siete soltanto due egoisti, pensate soltanto a voi e a noi chi
ci pensa?” La tensione sale, i genitori si sentono sempre più in difficoltà e cercano di rassicurare
i figli. Papà “Voi continuerete a vivere qui con la mamma, io andrò in un’altra casa ” Francesca
spaventata e confusa si rivolge alla mamma: “ti prego... perché? Che vuol dire? Che papà non
lo vedremo più? Voi non ci volete bene”. E non riesce a proseguire. Giulia, alzando il tono della
voce: “Tutte storie! Non vi voglio sentire!” E si alza in piedi con uno scatto, facendo il gesto di
voler andare fuori dalla stanza.
Simone segue tutta la scena muovendosi ai piedi delle sorelle, cercando dapprima di coinvolgerli
in un gioco, e poi rinunciando sentendo una chiusura da parte loro; non prova neppure ad
avvicinarsi ai genitori; evidentemente non ha compreso il significato delle parole che sono
state dette, ma sente nell’aria che qualcosa non va, diventa irrequieto e cerca di interrompere
quella situazione che gli procura ansia, richiamando l’attenzione ma, non riuscendo nel suo
intento, torna a sedersi sul pavimento.
Questa situazione difficile sarà capitata a molti dei genitori che hanno deciso di separarsi.
Essi, meglio di noi, sanno com’è stato difficile affrontare il cosiddetto momento della rivelazione.
Quei discorsi tante volte ripetuti e preparati, riaggiustati mille volte con parole diverse; quel
discorso finalmente “perfetto”, preconfezionato dopo i tanti dubbi: “lo dico io, lo dici tu” tra i due
genitori, quelle parole pesate, ricercate per fare meno male.
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3 cose da dire ai figli quando ci si separa
2) Abbiamo deciso di separarci, e adesso?
La preoccupazione primaria quando prendiamo la decisione di separarci è come dirlo ai nostri
figli e quali effetti avrà la notizia su di loro. In realtà non esiste una reazione unica alla separazione
dei genitori ma molte reazioni possibili dovute all’intrecciarsi di differenti fattori di tipo sociale,
economico, legale e psicologico. Questi eventi possono migliorare o aggravare lo stato di stress
nei figli durante tutto l’iter della separazione.
Una delle paure dei genitori che scelgono di separarsi è che i figli
risentiranno non solo a breve termine ma anche a lungo dei disagi
legati alla separazione dei genitori, in realtà si è visto come i disagi
maggiori tra i membri della famiglia si hanno entro i primi due anni
dall’evento e dopo questo periodo solitamente il nucleo familiare
e i figli ritrovano un nuovo e funzionale equilibrio, a patto che la
separazione sia stata gestita in modo corretto.
“non esiste una
reazione unica
alla separazione
dei genitori ma
molte reazioni
possibili„
Possiamo quindi dire che se è vero che il primo periodo dopo la
decisione di separarsi vede i figli impegnati a gestire un forte stress, legato anche al fatto che
spesso è per loro la prima situazione emotivamente gravosa che si trovano a vivere, è anche
vero che se la separazione è gestita in maniera adeguata non si verificano in loro effetti a lungo
termine.
3) La comunicazione
Uno degli aspetti più difficili da gestire, una volta che la decisione di separarsi è stata presa, è
quello di comunicarla ai figli.
Le domande che spesso i genitori si pongono sono quelle relative al cosa dire e di come
dirlo. Spesso la paura della possibile reazione dei figli porta i genitori a continuare rimandare
il momento della comunicazione sino al momento in cui un
“in realtà per i
genitore va via di casa. In realtà per i bambini è molto importante
ascoltare e ricevere la comunicazione dai genitori insieme.
bambini è molto
importante
ascoltare e ricevere
la comunicazione
dai genitori
insieme„
Quando, al contrario, i genitori sono in conflitto tra loro, o
semplicemente vivono ciascuno la propria realtà rispetto a
quanto sta accadendo, capita che ciascuno di loro, senza parlare
con l’altro, racconti ai bambini, in momenti diversi, perché
si stanno separando. In questi casi, sicuramente i bambini
ascolteranno due versioni diverse dei fatti ovvero due differenti
storie della separazione. Molto spesso queste storie risulteranno
opposte e questo è assolutamente normale poiché esse sono versioni personali e individuali
della storia coniugale.
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3 cose da dire ai figli quando ci si separa
È comprensibile che ciascun coniuge abbia la propria versione
del perché si stia separando e, solitamente, almeno all’inizio,
ciascuno genitore attribuisce la causa del divorzio all’altro.
Costruire una storia “condivisa” della separazione può
rappresentare un passo avanti in vista della protezione dei figli
dai traumi dell’evento disgregatore del nucleo familiare.
È importante però che la comunicazione venga fatta nel
momento in cui i genitori si sentono sicuri delle decisioni prese: la
confusione, i dubbi e i ripensamenti non possono essere condivisi
con i figli poiché legata al momento in cui devono decidere o non
sono ancora sicuri sulla separazione non devono essere condivisi
con i figli per evitare che si sentano incerti o che alimentino false
illusioni.
“costruire una
storia “condivisa”
della separazione
può rappresentare
un passo avanti
in vista della
protezione dei
figli dai traumi
dell’evento
disgregatore del
nucleo familiare„
Possiamo immaginare che l’impatto di questa notizia sarà ridotto
se la comunicazione viene fatta in un ambiente rilassato e familiare, con la possibilità di avere a
disposizione tutto il tempo necessario per rispondere alle domande che i figli potrebbero voler
fare.
4) 3 cose da dire ai figli
1. TI VORREMO SEMPRE BENE
I figli devono essere rassicurati che, anche se l’unione è finita, avranno sempre due genitori
che li amano e che continueranno ad occuparsi di loro e che per loro collaboreranno. Il danno
maggiore che si possa fare ad un figlio, in questi casi, è negargli l’accesso all’altro genitore,
nonché ai nonni, zii, cugini dell’altro ramo familiare.
2. PERCHÉ CI SEPARIAMO
In questo caso è importante ricordare che le spiegazioni vanno adeguate all’età dei figli. Quello
che può comprendere un bambino in età prescolare è ben diverso da ciò che si può dire ad un
adolescente.
“è importante
ricordare che
le spiegazioni
vanno adeguate
all’età dei figli„
In generale però è importante dare una motivazione, spiegare cosa
ha portato alla decisione di separarsi: ad un bambino più piccolo sarà
sufficiente spiegare che non si va più d’accordo mentre le spiegazioni
possono diventare più articolate coll’aumentare dell’età. Importante
è non portare come motivazione le colpe dell’altro genitore ma
condividere, al di là dei conflitti di coppia, la responsabilità della
comunicazione.
3. COSA SUCCEDERÀ ADESSO
I bambini hanno bisogno di certezze, di sapere quali effetti avrà sulla loro vita il cambiamento.
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3 cose da dire ai figli quando ci si separa
Spiegare loro come verranno organizzate le giornate, quanto tempo passeranno con un genitore
e con l’altro, ha un effetto tranquillizzante per loro. Sapere che non sarà sconvolta la loro routine,
che continueranno a volgere tutte le attività come di consueto darà loro l’impressione che non
tutto il loro mondo sta per cambiare.
5) Cosa NON dire
Ci sono cose da attivare in relazione all’età e ai particolari comportamenti che i figli metteranno
in atto a partire dal momento della rivelazione; ma ci sono atteggiamenti e azioni che vanno
evitati, comunque, e sempre.
1) Parlare male dell’altro genitore in presenza del figlio o lasciar intendere che è cattivo,
che è responsabile del dolore di tutti. I figli, soprattutto i più piccoli, amano allo stesso modo,
cioè tantissimo, entrambi i genitori e, dunque, in generale nulla è per loro più doloroso che
ascoltare cattiverie e offese nei loro confronti. Il dolore si amplifica notevolmente, pertanto,
se a pronunciare le offese e le cattiverie nei confronti della madre o del padre è proprio l’altro
genitore.
Il figlio è messo nella terribile condizione di soffrire perché sente
le offese rivolte a qualcuno che ama e che vorrebbe difendere
ma non può senza il rischio di far soffrire l’altro genitore, che pure
è oggetto del suo amore. Il figlio spesso è messo nella assurda
trappola emotiva per cui è non libero di amare suo padre o sua
madre, nei confronti del quale ascolta commenti negativi, perché
l’altro genitore non condivide questo amore, ma nello stesso
tempo, non è libero di odiare il genitore che pronuncia quei
commenti poiché, ovviamente, per natura, un figlio vuole bene
anche al genitore “aggressore”. Non vi è condizione più dolorosa
che dover difendere qualcuno che si ama da qualcuno che pure
si ama. Evitare di criticare l’altro genitore in presenza del figlio
permette di evitargli questa condizione di sofferenza.
“è estremamente
importante
che i genitori
recuperino o non
perdano, a causa
dei conflitti o
della separazione,
la capacità di
allearsi tra di loro
come genitori„
2) Coinvolgere i figli nelle discussioni degli adulti sia in maniera indiretta, come uditori, sia in
maniera diretta, chiedendo loro di dire chi ha ragione tra i genitori, se mamma o papà. Nelle
situazioni di separazione è facile che gli adulti si trovino a discutere, in prima persona o con altri,
di tutto quello che appartiene alla vicenda separativa esprimendo giudizi, pareri o punti di vista
sull’andamento delle cose, anche attraverso critiche e rimproveri severi nei confronti delle scelte
o dell’operato dell’altro genitore. Molte volte, a complicare ulteriormente la posizione dei figli,
succede che i contenuti delle discussioni vertano proprio su di loro, sui loro stati emotivi, sul
modo in cui l’altro genitore li educa o li tratta, su come dovrebbe o non dovrebbe comportarsi
nei loro riguardi. Naturalmente, questo clima di tensione e di pesante intransigenza che può
venirsi a creare grava sui figli i quali, invece, cercano, indipendentemente dall’attenzione degli
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3 cose da dire ai figli quando ci si separa
adulti a riguardo, di conservare e proteggere i propri spazi “il diritto di essere
emotivi e la loro tranquillità nella situazione di grande incertezza
bambino e figlio,
creata dalla separazione. Ovviamente il coinvolgimento dei
fuori da situazioni
bambini nelle discussioni degli adulti è un errore che non fanno
e responsabilità
solo i genitori, ma anche i parenti più vicini, soprattutto i nonni.
È estremamente importante che i genitori recuperino o non
che competono
perdano, a causa dei conflitti o della separazione, la capacità di
esclusivamente
allearsi tra di loro come genitori al fine di garantire ai loro figli
agli adulti„
un contenitore emotivo ed educativo omogeneo e coerente.
È necessario il cambiamento di prospettiva per cui avviene il
passaggio dal momento in cui si pensa “guardo che cosa l’altro non è capace di fare per mio
figlio” al momento in cui si pensa: “vediamo che cosa siamo in grado di fare insieme per nostro
figlio”. L’alleanza genitoriale libera il figlio dalla terribile posizione di “alleato” dell’uno o dell’altro
e lo svincola dal conflitto di lealtà che altrimenti si verrebbe a creare nei confronti dei suoi
genitori. Ma soprattutto gli restituisce il diritto di essere bambino e figlio, fuori da situazioni e
responsabilità che competono esclusivamente agli adulti.
3) Usare i figli come “ambasciatori” delle richieste o delle lamentele nei confronti dell’altro
genitore. Succede che nelle situazioni in cui per i genitori è difficile parlarsi di persona, a
causa della eccessiva sofferenza o della eccessiva rabbia che questo comporta, i figli vengano
utilizzati per riferire a un genitore lamentele o richieste da parte dell’altro. Non è infrequente,
infatti, che i figli verbalizzino frasi che non appartengono al loro pensiero e al loro linguaggio,
ma sono chiaramente mutuate da quello degli adulti. Capita di ascoltare bambini e ragazzi
che si “appropriano” di frasi, pronunciate da uno dei genitori o da qualcuno a lui vicino, che poi
riportano nelle conversazioni con l’altro genitore o con altri adulti, spesso non conoscendone
fino in fondo i significati e le implicazioni. Queste frasi possono essere commenti sul modo di
comportarsi di un genitore, sul suo nuovo partner, sulle sue qualità di genitore o di persona.
Allo stesso modo capita di sentire i figli chiedere esplicitamente ai genitori come mai non fanno
questo o quell’altro e, soprattutto, perché non danno i soldi per quella tal cosa o perché non
pagano quell’altra. È importante ricordare che un bambino di 6, 9 o 12 anni può interessarsi e
preoccuparsi di tante cose, ma il denaro non è e non deve essere una di queste.
6) Consigli generali
• L’atto della comunicazione non si esaurisce in un’unica volta ma è importante essere
disponibili a parlarne ogni qualvolta i figli ne manifestino il bisogno.
• Sottolineare spesso che la separazione non ha nulla a che fare con i figli: spesso i bambini
tendono a utilizzare un tipo di pensiero chiamato “onnipotente”per cui si sentono responsabili
di ciò che accade intorno a loro. È importante alla luce di questo rassicurarli che la decisione
di separarsi non è causa loro né legata a qualche loro comportamento sbagliato o capriccio.
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3 cose da dire ai figli quando ci si separa
• Spesso nel momento in cui decidono di separarsi i coniugi “spesso nel
sentono di avere fallito il loro progetto e la sensazione di
fallimento riguarda anche il loro essere genitori: queste paure
non devono portare il genitore a colpevolizzarsi, soprattutto
davanti ai figli poiché il rischio è di perdere ai loro occhi il
ruolo genitoriale e soprattutto la propria autorevolezza.
• Nel momento in cui si parla con i figli è importante essere
onesti, fingere di accettare le decisioni dell’altro genitore è
controproducente poiché spesso i figli si accorgono che in
quel momento non siamo onesti e rischiano di essere ancora
più confusi. Spiegare che non si è pienamente d’accordo
anche sulle decisioni prese ma che mamma e papà sono
adulti e sanno come trovare il modo per gestire al meglio
la situazione è un tipo di comunicazione onesta che non
spaventa i figli.
momento in
cui decidono
di separarsi i
coniugi sentono
di avere fallito il
loro progetto e
la sensazione di
fallimento riguarda
anche il loro
essere genitori„
• Nella fase successiva alla comunicazione sarà importante prestare molta attenzione a non
screditare l’altro genitore e soprattutto non coinvolgere i figli nel conflitto. Frasi come ”sei
menefreghista proprio come tuo padre” o “piangi sempre come tua madre” fanno male ai
bambini e agli adolescenti poiché minano il rapporto con entrambi i genitori e la stima che
hanno di loro.
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• mediazione familiare
• sostegno psicologico
• sostegno alla genitorialità
• terapia di coppia
• terapia infantile e dell’adolescente
• consulenza legale
• gruppi di parola per figli di genitori separati
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