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Consiglio di Bacino Sinistra Piave

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Consiglio di Bacino Sinistra Piave
Consiglio di Bacino
Sinistra Piave
VERBALE DELLA DELIBERAZIONE DELL’ASSEMBLEA N. 6 DEL 2 LUGLIO 2015
Oggetto: “Regolamento per la disciplina della tariffa corrispettiva del servizio di
gestione integrata dei rifiuti urbani (ai sensi dell’art. 1 comma 668 della
legge 27 dicembre 2013, n. 147)”: approvazione.
L'anno 2015 (duemilaquindici) addì 02 (due) del mese di luglio alle ore 18.00, in Comune di
Codognè, nella sala “Mario Gardenal” della Società Servizi Idrici Sinistra Piave s.r.l., Via
Petrarca 1/A, si è riunita l’Assemblea del Consiglio di Bacino “Sinistra Piave” su invito del
Presidente diramato in data 26.06.2015 con prot. n.74 a mezzo pec.
Eseguito l'appello risultano presenti ed assenti i seguenti componenti:
Comuni
Rappresentante
Sindaco
Cognome Nome
o delegato
1.Cappella Maggiore BARAZZA Maria Rosa
2.Cessalto
GOTTARDI Franca
3.Chiarano
VALLARDI Gianpaolo
4.Cimadolmo
MINISTERI Giovanni
5.Cison di Valmarino BRUN Lino
6.Codogne'
BET Roberto
7.Colle Umberto
SCARPIS Edoardo
8.Conegliano
TOPPAN Cludio
9.Cordignano
CAMPAGNA Roberto
10.Farra di Soligo
PERENCIN Mattia
11.Follina
DA BROI Adriano
12.Fontanelle
MANENTE Miriam
13.Fregona
DE LUCA Giacomo
14.Gaiarine
FELLET Ermanno
15 Godega Sant'UrbanoMARCHESIN Giuliano
16.Gorgo al Monticano NESPOLO Marco
17.Mansuè
NESPOLO Angelo
18.Mareno di Piave
MARCON Lisa
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19.Meduna di Livenza
20.Miane
21.Moriago della B.
22.Motta di Livenza
23.Oderzo
24.Ormelle
25.Orsago
26.Pieve di Soligo
27.Ponte di Piave
28.Portobuffolè
29.Refrontolo
30.Revine Lago
31.Salgareda
32.San Fior
33.San Pietro di F.
34.San Polo di P.
35.Santa Lucia di P.
36.San Vendemiano
37.Sarmede
38.Segusino
39.Sernaglia della B.
40.Tarzo
41.Valdobbiadene
42.Vazzola
43.Vidor
44.Vittorio Veneto
FANTUZ Marika
COLMELLERE Angela
TONELLO Giuseppe
GIROTTO Ercole
MONTAGNER Francesco
GIANGRAVE’Sebastiano
COLLOT Fabio
FORNASIER Barbara
ROMA Paola
BENEDET Lorena
COLLEDEL Loredana
BOTTEGA Boris
FAVARETTO Andrea
MARTOREL Gastone
RIZZO Maria Assunta
CENEDESE Diego
SZUMSKY Riccardo
CAIS Davide
PIZZOL Larry
LIO Guido
MARSURA Angela
BOF Angelo
FREGONESE Luciano
CESCON Pierina
SPADA Valentina
TONON Roberto
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Totale presenti n. 30 - Assenti n. 14 - Quote di partecipazione n. 778/1000-.
PARTECIPA l’ing. Piergiorgio Tonon in qualità di Direttore del Consiglio di Bacino.
PRESIEDE il sig Gianpaolo Vallardi Presidente.
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PRESENTAZIONE E DISCUSSIONE
del punto n.4 all’ordine del giorno di cui alla pec prot. n. 74 del 26.06.2015 avente oggetto:
“Regolamento per la disciplina della tariffa corrispettiva del servizio di gestione dei rifiuti (ai
sensi dell’art. 1 comma 668 della l. 27 dicembre 2013, n. 147): approvazione.”
PRESIDENTE: Chiedo sempre al direttore di illustrare l’argomento.
Velocemente possibilmente.
DIRETTORE TONON: La legge 14/2011 dice che le funzioni di organizzazione dei servizi pubblici
locali tra cui anche quello del settore dei rifiuti urbani viene esercitato unicamente dagli enti di
governo degli ambiti o bacini territoriali ottimali. La legge regionale che ha individuato questi Enti di
Bacino nel Veneto denominandoli Consiglio di Bacino tra i compiti assegnati dice “la determinazione
dei livelli di imposizione tariffaria del servizio di gestione integrata dei rifiuti”. In forza di questo noi ai
sensi del comma 668 della legge 147, la legge di stabilità del 2014, avendo un sistema di
misurazione puntuale della quantità dei rifiuti possiamo parlare di un regolamento di tariffa
corrispettiva. Noi abbiamo un sistema puntuale basato sulla quantità dei rifiuti, numero di
svuotamenti del contenitore del secco non riciclabile. – Viene proiettata la presentazione in allegato
(n.d.r.) -Questo è il regolamento, andiamo pure avanti. Questo qui è il sommario. Prego
velocemente la..
D.SSA ROBERTA NARDI: Molto velocemente, il regolamento, che ricalca il regolamento del
Consorzio CIT, definisce l’ambito di applicazione, i soggetti passivi, quindi chi è soggetto alla tariffa,
come si applica la tariffa per le utenze domestiche e non domestiche ed esclusioni, esenzioni,
riduzioni ed agevolazioni. La struttura - visualizzando apposite diapositive (n.d.r.) -vedete - andiamo
molto velocemente - è in continuità con il precedente regolamento del Consorzio, quindi oggetto
definizioni, soggetti passivi, obbligazione tariffaria; ci sono delle modifiche, le modifiche sono l’art. 7.
In pratica come si calcola la tariffa per le utenze domestiche e non domestiche? E’ un argomento
che abbiamo già presentato nella precedente Conferenza dei Sindaci del 18 giugno. Quindi,
modalità del calcolo della parte fissa della tariffa il 50% dei costi fissi è in funzione dell’utenza
attivata, il 50% è commisurato al numero dei componenti il nucleo familiare. Per la parte variabile
continua ad essere applicata la commisurazione in base al numero degli svuotamenti ovviamente
con l’applicazione di un numero di svuotamenti minimi in funzione dei componenti del nucleo
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familiare. L’altra modifica, come vi dicevo, è la determinazione della tariffa per le utenze non
domestiche; quindi viene superata la classificazione delle utenze non domestiche in base alla
classificazione merceologica ed alla superficie. La tariffa non è più strettamente correlata alla
superficie, bensì alla componente dimensionale di servizio, in base ai contenitori consegnati.
Cosa significa? Significa che, nella parte fissa, ci sarà una prima componente che verrà applicata
alle varie utenze non domestiche, alle aziende o alle attività commerciali in base alla classe di
superficie, quindi è da 1 a 100 metri quadrati, da 101 a 250 fino all’ultima classe, sono 5 classi
maggiori di 2000 metri quadrati.
L’altra parte è in funzione dei contenitori, del volume dei contenitori consegnati, quindi più
contenitori sono consegnati - ovviamente con un peso diverso in funzione della tipologia di materiale
che viene raccolto - ci sarà una componente di servizio diversa, che sarà proprio definita poi in
tariffa.
La parte variabile viene determinata sia in base al numero degli svuotamenti del contenitore del
secco, ma anche in base al numero e al volume dei contenitori della raccolta differenziata assegnati
all’utenza non domestica in base alla frequenza standard di raccolta. Quindi, se io ho un contenitore
da 120 litri ed è per il rifiuto umido avrò una parte di tariffa parte variabile di tariffa inferiore, ad
esempio, ad un’attività che utilizza due contenitori per il rifiuto umido, perché ovviamente mi
conferisce maggior quantità di rifiuto, rifiuto che comunque va ad un impianto per il quale poi
bisogna pagare il costo del trattamento.
Come vi dicevo c’è anche la modifica relativa alla classificazione delle utenze non domestiche in
funzione della superficie. Cosa significa? Significa che la superficie di riferimento non è più com’era
nel regolamento precedente la superficie cosiddetta produttiva o la superficie presso la quale si
producono rifiuti urbani o assimilati, in questo caso agli urbani, perché cerchiamo di esulare da
questo e quindi si farà la rilevazione dalla planimetria catastale aggiornata e completa dell’utenza
occupata. Questa è un'altra variazione, diciamo, “residuale”, se non c’è la possibilità di determinare
la superficie l’utenza paga un minimo pari alla classe 1 di superficie.
Rimangono ovviamente le riduzioni ed agevolazioni relative al compostaggio domestico e viene
definita una riduzione per tutte le utenze del bacino utenze domestiche pari al 30%, ovviamente su
esplicita comunicazione dell’utente e sulla parte variabile della tariffa.
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Rimangono inalterate le riduzioni per le abitazioni a disposizione, quindi a tutti gli utenti che non
occupano stabilmente l’abitazione, riduzione sulla quota fissa del 30%, lo stesso sulle abitazioni
seconde case di residenti nel Comune che quindi utilizzano già il servizio di raccolta presso la loro
residenza, anche in questo caso riduzione al 30% sulla quota fissa; abitazioni a disposizione, le
abitazioni delle persone ricoverate in strutture sanitarie che quindi non risiedono più in casa
riduzione al 30% sulla quota fissa. Attività stagionali quindi utenze non domestiche: riduzione del
30% sulla quota fissa, riduzioni per quanto riguarda tutte le scuole paritarie e scuole non paritarie,
riduzione sulla parte variabile della tariffa del 50%. Una modifica è l’esenzione dalla tariffa di tutti gli
immobili di proprietà o in uso al Comune per attività istituzionali. In precedenza diciamo che circa il
90% dei Comuni già ci chiedeva di esonerare queste superfici; in virtù di questo nel nuovo
regolamento è stata introdotta, diciamo, questa esenzione per tutti gli immobili.
Le Associazioni non aventi scopo di lucro sono esenti dalla tariffa per la parte fissa e le attività di
agriturismo hanno la riduzione della tariffa la quota fissa sempre in percentuale ovviamente dei
giorni di apertura, in base al piano agrituristico, se un’attività può aprire solo due giorni alla
settimana avrà una riduzione della parte fissa commisurata a questo.
PRESIDENTE: Allora io ringrazio Roberta per la spiegazione, quello che.. ma credo che sia sotto gli
occhi di tutti: oggi non approviamo la tariffa, approviamo i principi che poi andranno a determinare la
tariffa stessa. L’invito che voglio fare ma che in parte, per chi era presente la volta precedente era
già stato ripetuto diverse volte: in questa prima fase per noi è una specie di scommessa,
sicuramente è una rivoluzione epocale perché andiamo a modificare un qualcosa di veramente
importante. Passiamo da 44 piani finanziari diversi, ma non voglio essere pesante sull’argomento
perché già questa storia la conosciamo tutti quanti, andiamo verso la tariffa unica, quindi questo..
con tutti i benefici che chiaramente ne derivano da questa rivoluzione, concedetemi questo termine,
che non vuole assolutamente essere di enfasi ma che, secondo me, è veritiero al 100%.
Dicevo, non chiedo a nessuno un atto di fede perché non è questa la sede idonea però abbiamo
bisogno anche noi di capire se effettivamente questo funziona, è stato fatto un ottimo lavoro per
quanto mi riguarda, ma anche per quanto riguarda il Consiglio di Bacino, il Comitato e bisogna
provare. Bisogna provare, abbiamo mutuato le esperienze anche da altre società operative di
territori contermini. Crediamo che in prima battuta possa funzionare. Chiaro che in questo primo
anno se andremo ad applicarlo, la prossima volta, il 15 – luglio (n.d.r.) - andremo ad approvare la
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tariffa, avremo un anno di tempo per vedere se effettivamente funziona, sicuramente poi ci sarà..
Nulla è perfetto, ma tutto è perfettibile. Quindi siamo disposti a qualsiasi suggerimento, anche in
questa sede, a qualsiasi consiglio. Credo che in questa prima parte sia stato fatto un lavoro discreto,
non voglio dire ottimo ma sia stato fatto un lavoro discreto, anche proprio perché.. è un gioco di
parole questo ma racchiude sicuramente .. il significato è anche proprio perché è stato fatto
sull’esperienza anche di altre realtà a noi contermini.
Quindi, dopo questo invito lascio spazio chiaramente agli interventi, che tra l’altro mi erano anche
già stati preannunciati. Però spero che comunque siano ispirati al fatto che siamo qua anche noi
per verificare che poi ci sarà un anno di prova.
Sindaco di Ponte di Piave, Paola Roma.
COMUNE DI PONTE DI PIAVE - SINDACO: Allora, volevo un chiarimento sull’art. 6 dove si parla
“nel caso di perdita o danno completo e irreparabile del dato”, io credo che probabilmente oltre ad
un server in un luogo ne abbiate un altro con tutta.. volevo capire insomma come eventualmente si
era..
PRESIDENTE: Sì, in caso di perdita di dati al di là del server dipende più che altro dai palmari che
spesso vengono.. quelli che hanno gli operatori, e proprio non è..
COMUNE DI PONTE DI PIAVE – SINDACO: Non il dato..
PRESIDENTE: ... di server ed i backup sì sono dotati anche in maniera diciamo così considerevole,
il problema è quelli dei palmari che seguono gli operatori che magari a seguito di urti o incidenti lievi
si rompono, perdono i dati. C’è tutta quanta una serie di possibilità di ricostruire in base ai dati storici
precedenti, o eventualmente mi sembra anche a quelli successivi in maniera tale da coprire questa
mancanza temporanea dei dati. Ma è riferito proprio ai dati dei palmari che si possono rompere. E
succede anche spesso perché magari l’operatore ha le mani bagnate e cade per terra. Ogni tanto
succede.
COMUNE DI PONTE DI PIAVE – SINDACO: Sì, sugli operatori okay è riferito a questo. Art. 8,
volevo capire al comma 5 quando si parla della certificazione della permanenza in via continuativa,
insomma il cittadino fa un’autocertificazione, immagino che sia questo il contenuto di questo comma
per certificarlo. Okay. Poi una cosa la volevo chiedere per quanto riguarda la parte relativa ai
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Comuni dove dice che quando le Pubbliche Amministrazioni, i Comuni danno degli assensi a delle
manifestazioni devono controllare che le manifestazioni poi prendano le dovute modalità di controllo,
che ci siano i rifiuti.. Allora informativo io dico sì, poi che il dipendente sia lì a verificare che
effettivamente.. cioè io ecco non mi accollo.. voglio dire perché messa così è quasi un obbligo da
parte del Comune.
Una cosa, per quanto riguarda la gestione della tariffa, al comma 3 delle “Comunicazioni” immagino
che sia stato messo il fax ma comunque che ci sia di più la posta certificata come comunicazione
che viene data. E un’altra cosa che volevo chiedere nello specifico è: nel caso in cui un’utente
anziano venga ricoverato poniamo caso per un ictus nella casa di riposo e non sposta la residenza,
non ha figli, viene ricoverato in casa di riposo, paga quindi la casa di riposo dove c’è anche la tariffa
per lo smaltimento dei propri rifiuti, continua a pagare senza riduzione quello di casa. E’ giusto, se
non fa.. se qualcuno per lui non fa..
D.SSA ROBERTA NARDI: Sì, di norma ci sono i servizi sociali. Per esempio, io sono stata
contattata diverse volte da alcuni servizi sociali che mi facevano presente questa cosa. Quindi, la
cosa migliore, anche di questo facciamo scorta, è probabilmente fare anche un’informativa, come
proprio consiglio proprio all’Ufficio dei Servizi Sociali per dire “guardate che c’è questa possibilità”
perché ovviamente noi non possiamo conoscere tutte le casistiche. Comunque i Servizi Sociali di
solito fanno la comunicazione e automaticamente la cosa viene risolta.
COMUNE DI PONTE DI PIAVE - SINDACO: Okay. Un’ultima cosa, quando l’art. 17 al comma 7 dice
“l’Ufficio anagrafe del Comune deve informare i cittadini nella necessità di effettuare congiuntamente
la comunicazione” chiaramente non è che venga data una cosa descritta, viene comunicata
verbalmente, penso che sia considerata questa…
DIRETTORE TONON: E’ un uso ormai normale. Vediamo che funziona benissimo questo servizio.
D’altra parte, quando uno cambia la residenza, in quel momento per le utenze di solito gli si dice
“attenzione disdetta l’utenza; attiva l’utenza ecc.”, e quindi va bene.
COMUNE DI PONTE DI PIAVE - SINDACO: No, perché nel nostro caso il discorso di ridurre le
tariffe, quello che viene dato come.. l’assistente sociale lo utilizza per questi casi, quindi volevo
capire se la modalità che attualmente utilizziamo era coerente con quello che..
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DIRETTORE TONON: Sì, è coerente. Nel senso che io vedo che correttamente già gli operatori
dell’Anagrafe quando ci sono delle variazioni di domicilio, di trasferimento ecc., avvisano “attenzione
che avete anche la tariffa rifiuti”. E’ più che sufficiente questo. Non è un obbligo; è una buona
consuetudine che dà buoni risultati.
PRESIDENTE: Bene, un’altra cosa che mi ero dimenticato ma il dottor De Luca me l’ha ricordata,
quindi onore al merito, effettivamente per quanto riguarda le spese di gestione del Consiglio di
Bacino ma poi vedremo magari anche in altra sede, in altra modalità anche quelle del Consorzio,
non sono più in carico direttamente ai bilanci delle singole Amministrazioni Comunali ma vengono
messe in tariffa. E quindi questo credo per un valore per tutto quanto, i 44 Comuni, pari a 415.000
euro. Questo penso possa essere sicuramente motivo di sollievo per tutte le Amministrazioni perché
praticamente poi diventava anche pesante, con i tempi che corrono, trovare la copertura per questo.
Quello che era, fino a due anni fa, 1 euro e mezzo per cittadino. Quindi anche semplice poi per ogni
singola Amministrazione Comunale fare i conti. Ecco, queste risorse oggi vengono trovate all’interno
della tariffa ma poi il 15 – luglio (n.d.r.) - quando andremo a portare i bilanci del Consiglio di Bacino
vedrete che ci sono state anche parecchie cure dimagranti per quanto riguarda le spese di gestione.
E, quindi, anche questo però sarà motivo di ragionamento in una fase successiva. Altri interventi
avevo visto il Sindaco di Colle Umberto Scarpis.
COMUNE DI COLLE UMBERTO - SINDACO: Sì c’era una precisazione riguardo gli agriturismi,
molte volte l’agriturismo non è quello che pensiamo ma è un semplice ristorante con tanto di
camere, la riduzione o va gestita bene oppure magari ha una riduzione molto grande, perché?
Perché come ristorante è aperto due giorni, ma con le camere lavora tutto l’anno, insomma.
PRESIDENTE: La ringrazio anche per questo intervento.
DIRETTORE TONON: Ultimo intervento: dato che era arrivata una email da parte del Comune di
Oderzo. All’art. 28 c’è un regime transitorio, vale a dire avete visto che nel regolamento di gestione
abbiamo il porta a porta spinto che è adottato praticamente da tutti i Comuni. Abbiamo il comune di
Oderzo che ha ancora il porta a porta “soft”, lo abbiamo previsto. Per quel che riguarda la tariffa c’è
un regime transitorio, fino a quando il Comune di Oderzo non passerà al “sistema” di tutti gli altri 42
comuni, 43 Comuni “manterrà” un piano finanziario a se stante e avrà la tariffa quella, del 2014, lo
vedremo meglio nell’assemblea del 15 di luglio.
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PRESIDENTE: L’Assessore Toppan vuole..
COMUNE DI CONEGLIANO – ASSESSORE: Una cosa velocissima. Volevo sapere per gli immobili
sfitti sia a carattere residenziale ma soprattutto quelli non residenziali che purtroppo sono in
incremento, sono mantenute le stesse tariffe precedenti oppure ci sono delle agevolazioni, perché a
volte qualcuno viene a lamentarsi che trova sia un’ingiustizia dover pagare anche per immobili che
non sono effettivamente abitati.
PRESIDENTE: La parte fissa sì.
D.SSA ROBERTA NARDI: Allora per questi immobili, come vedevate prima, c’è la riduzione sulla
parte fissa e poi ovviamente se non ritirano i contenitori non pagano la parte variabile. Se vogliono
l’esonero totale sapete che la previsione del regolamento dice che gli immobili non devono essere
atti all’utilizzo, quindi privi di qualsiasi arredo, mobile, suppellettile, e non aver attivato nessuna
utenza, quindi se non hanno attive le utenze di acqua, luce e gas e sono vuoti. L’immobile, se è
sfitto e se non è utilizzato e quindi non è collegato a nessuna utenza, non è soggetto alla
tariffa.Sennò paga la parte fissa con la riduzione.
COMUNE DI CONEGLIANO - ASSESSORE: Infatti il problema sta proprio qua perché dobbiamo
non avere le utenze Però, il più delle volte, ci troviamo in presenza di immobili che hanno bisogno di
una visita quindi hanno bisogno dell’energia elettrica per aprire il cancello voglio dire, e quindi..
Io riferisco quello che mi dice il cittadino: quindi, purtroppo, dirgli “ma devi togliere gli allacciamenti..”
A volte ti ridono un po.. Ecco, questa è un po’ la difficoltà. Cioè, io dico o è abitato o non è abitato,
cioè il principio dovrebbe essere questo perché purtroppo qua in Italia bisogna sempre trovare un
escamotage per non farti fregare da quello che ti vorrebbe fregare. Ecco.
PRESIDENTE: L’argomento è condivisibile, la discussione è anche abbastanza argomentata nel
senso che se effettivamente ribaltando non da parte del cittadino ma da parte del gestore e vedendo
chiaramente da un altro cono ottico il gestore dice “ma chi mi garantisce che effettivamente tu non ci
vai e non la utilizzi perché hai la possibilità di avere”. E’ un po’ il cane che si morde la coda,
scusami, ma rende l’idea.
Credo che le forme di detrazione sulla parte fissa, come sono state attivate, siano comunque un
ottimo, un buon esempio di buona volontà da parte dell’applicazione della tariffa. Chiaro che trovare
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e andare incontro ai desideri di tutti non è semplice, alla fine il regolamento che cos’è? È un
compromesso tra tante esigenze. Concedetemi questo termine, ma è così. Poi alla fine, dobbiamo
trovate il punto baricentrico: si cerca di spostare la linea da una parte o dall’altra. Questa è politica
ma alla fine una decisione la dobbiamo trovare. Io ho visto che anche qui con l’esperienza degli anni
precedenti siamo arrivati a dei buoni risultati.
Vi chiedo un anno di delega per vedere se, effettivamente, le cose funzionano, poi ci ritroviamo, chi
sarà ancora qua politicamente parlando, per vedere se le cose funzionano. Altri interventi?
Valdobbiadene.
Esce Rappr. Comune di San Fior (pres. 29)
COMUNE DI VALDOBBIADENE - SINDACO: All’art. 13 su riduzioni e agevolazioni alla lettera B)
quando vi riferite, cioè ci si riferisce ad utenti non residenti sembra scontato però dovrebbe essere
specificato nel Comune di riferimento, cioè non residenti.. residente nel Comune, però sembra
scontato però specificato.
Esce Rappr. Comune Farra di Soligo (pres. 28)
Intervento fuori microfono
COMUNE DI VALDOBBIADENE – SINDACO: Sì, lettera I) e doppia II). Poi una considerazione,
sempre riferendomi, so che ha già avuto un confronto anche oggi l’ufficio, a quelle seconde case in
località montana, la distinzione tra residenti nel Comune e residenti in altro Comune sembra..
secondo me non è corretto applicare questo criterio per le seconde case in montagna, cioè far
distinzione fra chi ha la prima casa nel Comune di Valdobbiadene e chi ha un altro Comune. So che
sono criteri applicazione però si fa una distinzione anche ...
PRESIDENTE: Teniamo presente… (Intervento fuori microfono)
COMUNE DI VALDOBBIADENE – SINDACO: Poi non c’entra completamente solo con il
regolamento per la tariffa, ma anche in parte con il regolamento precedente. Volevo chiedere se era
possibile incentivare in qualche modo l’uso dell’ecopiazzola per i cittadini perché, ritornando sempre
all’abbandono dei rifiuti, se ci fosse la possibilità non dico in tariffa ma in altre forme di premiare chi
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utilizza l’ecopiazzola nello smaltimento di alcuni rifiuti, forse aiuterebbe ad evitare l’abbandono nelle
strade.
PRESIDENTE: Sì, questo è un ragionamento abbastanza diverso ma comunque … Quindi la
funzione dell’ecocentro di per se stessa è già … Vogliamo mettere questa forma di collaborazione
con le associazioni di volontariato… associazioni di volontario del territorio … anche per fare in
modo tale da diminuire poi la specie di traffico “illecito” spesso per mano di extracomunitari.. Quindi
sugli ecocentri ci sono delle idee … (Intervento fuori microfono)
COMUNE DI VALDOBBIADENE – SINDACO: Io credo che per questo sia anche necessario se non
opportuno aumentare il numero dei possibili conferimenti, le tipologie di conferimento all’ecocentro,
oggi sono limitate a poche tipologie di rifiuto, non è molto differenziato, quindi probabilmente non si
conferiscono certi tipo di rifiuti perché vanno comunque all’interno del sistema poco differenziato,
parlo soprattutto dei componenti elettronici, dei componenti comunque..
PRESIDENTE: … (Intervento fuori microfono)
COMUNE DI VALDOBBIADENE - SINDACO: Non è molto.. è piccolo.
PRESIDENTE: … Un’altra cosa, cercherò di essere veloce, ma mi sembra molto interessante … gli
investimenti in tutti gli ecocentri dei 44 Comuni, quelli … Ci sarà una banca dati … (Intervento fuori
microfono)
COMUNE DI VALDOBBIADENE - SINDACO: Solo un’ultima cosa. Un invito. Mi collego anche ad un
intervento fatto prima da Paola Roma, l’invito è quello di continuare a verificare l’allineamento tra le
anagrafiche e le utenze perché ci sono delle discrepanze, ci sono.. ci sono grosse.. differenze.
PRESIDENTE: … (intervento fuori microfono) … chiaramente adesso non generalizzo, ma proprio
nella trasmissione alle banche dati, a volte abbiamo avuto difficoltà ad avere le banche dati dalle
singole Amministrazioni Comunali e questo per il momento ci ha messo in difficoltà. Questo non è
un motivo di giustificazione da parte nostra: stiamo lavorando, stiamo lavorando proprio per mettere
a regime in maniera tale che.. Credo sia nell’interesse di tutti, spesso e volentieri adducevano anche
delle giustificazioni per quanto riguardava la privacy, qualche tecnico degli Uffici anagrafe ci
ostacolava perché diceva che non poteva darceli per motivi di privacy. Devo dire che tutti quanti
questi atteggiamenti restii da parte di alcune Amministrazioni Comunali li stiamo superando credo
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nell’interesse di tutti, perché se effettivamente abbiamo delle banche dati precise poi alla fine
riusciamo ad avere anche una tassazione precisa. Chiaramente se tutti paghiamo il giusto credo
che alla fine forse tutti paghiamo un po’ meno.
Altri interventi? Se non ci sono vi ringrazio, se non ci sono altri interventi direi di passare alla
votazione, favorevoli? Astenuti? Contrari?
VOTAZIONE
Esito della votazione
Presenti:
n. 28
Votanti:
n. 28
Voti favorevoli:
n. 28
Voti contrari:
--
Astenuti:
--
VOTAZIONE IMMEDIATA ESECUTIVITA’
Presenti:
n. 28
Votanti:
n. 28
Voti favorevoli:
n. 28
Voti contrari:
--
Astenuti:
--
PRESIDENTE: Contrari nessuno. All’unanimità e vi ringrazio di questo.
Quinto punto all’ordine del giorno so che è anche abbastanza semplice, passo subito la parola al
direttore per la spiegazione di questo regolamento per i casi di disagio.
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Sinistra Piave
DELIBERAZIONE N. 6 DEL 2 LUGLIO 2015
L’ASSEMBLEA DI BACINO “SINISTRA PIAVE
Oggetto: “Regolamento per la disciplina della tariffa corrispettiva del servizio di
gestione integrata dei rifiuti urbani (ai sensi dell’art. 1 comma 668 della legge 27
dicembre 2013, n. 147)”: approvazione.
PREMESSO: che con deliberazione della Conferenza dei Sindaci è stata adottata la
convenzione per la costituzione e il funzionamento del Consiglio di Bacino afferente il
servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani nel bacino territoriale “Sinistra Piave”,
approvata poi dai Consigli Comunali dei 44 Comuni costituenti il bacino e quindi
sottoscritta dai rappresentanti degli stessi con efficacia dal 4.12.2014, registrata a
Conegliano il 04.12.2014 al n. 5828 serie 1a T;
- che con le deliberazioni Assembleari del Consorzio per i servizi d'Igiene del Territorio,
Autorità di Bacino Nord - Orientale (TV1) n. 3 del 29.05.2003 e n.7 del 17.07.2003 con al
fine di evitare applicazioni di disposizioni statutarie in contrasto con la normativa, apparve
necessario stabilire che il potere di approvazione in via definitiva dei regolamenti sulla
gestione dei rifiuti e sulla tariffa spettasse all’Assemblea del Consorzio;
- che con deliberazione del CdA del Consorzio Igiene del Territorio n. 31 del 24.02.2014 è
stata approvata la proposta di adozione del regolamento consortile per la disciplina della
TARI, redatto ai sensi della Legge n. 147 del 27.12.2013 (Legge di Stabilità 2014) e con
successiva deliberazione del CdA del Consorzio Igiene del Territorio n. 60 del 12.06.2014,
considerato che il D.Lgs. n. 16 del 06.03.2014, convertito in Legge n. 68 del 06.05.2014,
ha modificato l’applicazione della tariffa alle utenze non domestiche, ha adottato alcune
modifiche al suddetto regolamento, sottoponendolo all’approvazione dei Consigli dei
Comuni Consorziati;
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Sinistra Piave
VISTO il comma 1 bis dell'articolo 3-bis del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, e successive
modificazioni, che così recita:
“Le funzioni di organizzazione dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica,
compresi quelli appartenenti al settore dei rifiuti urbani, di scelta della forma di gestione, di
determinazione delle tariffe all'utenza per quanto di competenza, di affidamento della
gestione e relativo controllo sono esercitate unicamente dagli enti di governo degli ambiti o
bacini territoriali ottimali e omogenei istituiti o designati ai sensi del comma 1 del presente
articolo”;
- che l’art. 3 comma 6 della L:R. 52/2012 prevede tra i diversi compiti che “I consigli di
bacino subentrano nelle funzioni già di competenza delle autorità d'ambito istituite ai sensi
dell'articolo 14 della legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 e successive modificazioni, ed,
in particolare, esercitano le seguenti attività:
a) quantificazione della domanda di servizio e determinazione della sua articolazione
settoriale e territoriale;
b) individuazione ed attuazione delle politiche e delle strategie volte ad organizzare il
servizio di raccolta, trasporto, avvio a smaltimento e recupero dei rifiuti urbani, per il
conseguimento degli obiettivi previsti dalla normativa europea, nazionale e regionale;
c) indizione della procedura di affidamento del servizio di raccolta, trasporto, avvio a
smaltimento e recupero; su delega regionale i consigli di bacino possono procedere
all'affidamento della gestione e realizzazione di impianti di smaltimento e recupero dei
rifiuti urbani, previsti dalla programmazione regionale, da svolgersi secondo modalità
conformi alla normativa vigente in materia ed alle disposizioni previste dalla convenzione
stessa;
d) approvazione e stipulazione del contratto di servizio e della carta del servizio regolante i
rapporti con i soggetti gestori dei rifiuti urbani;
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e) determinazione dei livelli di imposizione tariffaria del servizio di gestione integrata dei
rifiuti urbani;
f) vigilanza sulla corretta erogazione del servizio da parte del gestore del servizio;
g) individuazione degli obiettivi di raccolta differenziata e delle relative modalità attuative,
finalizzate al raggiungimento delle percentuali di cui all'articolo 205 del decreto legislativo
n. 152 del 2006 e successive modificazioni;
h) formulazione delle osservazioni al piano regionale di gestione dei rifiuti urbani di cui
all'articolo 10 della legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 e successive modificazioni, già
di competenza delle autorità d'ambito, ai sensi dell'articolo 199, comma 1 del decreto
legislativo n. 152 del 2006, anche ai fini della realizzazione degli impianti di smaltimento e
recupero dei rifiuti urbani”;
VISTO il comma 668 della L. 27 dicembre 2013, n. 147 che così recita: “I comuni che
hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio
pubblico possono, con regolamento di cui all'articolo 52 del decreto legislativo n. 446 del
1997, prevedere l'applicazione di una tariffa avente natura corrispettiva, in luogo della
TARI. Il comune nella commisurazione della tariffa può tenere conto dei criteri determinati
con il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158.
La tariffa corrispettiva è applicata e riscossa dal soggetto affidatario del servizio di
gestione dei rifiuti urbani”;
DATO ATTO CHE nei Comuni del bacino Sinistra Piave è attivo un sistema di misurazione
puntuale della quantità dei rifiuti basato sul numero di svuotamenti del secco non
reciclabile;
VISTO l’allegato schema di “Regolamento per la disciplina della tariffa corrispettiva del
servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani (ai sensi dell’art. 1 comma 668 della legge 27
dicembre 2013, n. 147)”, che costituisce parte integrante e sostanziale del presento atto,
adottato con deliberazione del Comitato del Consiglio di Bacino n. 8 del 25.05.2015;
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VISTO il D.Lgs. 18.08.2000 n. 267 e s.m.i.;
VISTI gli allegati pareri favorevole di regolarità tecnica e contabile resi dal Direttore del
Consiglio di Bacino;
DATO ATTO che nel corso della discussione sono usciti i rappresentati dei Comuni di
Farra di Soligo e San Fior e che pertanto al momento della votazione sono presenti n. 28
rappresentanti pari a 727 quote di partecipazione, con votazione espressa nelle forme di
legge e con il risultato che segue:
Presenti:
n. 28
Votanti:
n. 28
Voti favorevoli:
n. 28
Voti contrari:
--
Astenuti:
-DELIBERA
1. di dare atto che le premesse alla presente delibera costituiscono parte integrante e
sostanziale della stessa e si intendono integralmente riportate nel dispositivo della
delibera;
2. di approvare l’allegato schema di “Regolamento per la disciplina della tariffa
corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani (ai sensi dell’art. 1
comma 668 della legge 27 dicembre 2013, n. 147)”, che costituisce parte integrante e
sostanziale del presento atto;
3. di dare validità ed efficacia al “Regolamento per la disciplina della tariffa corrispettiva
del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani (ai sensi dell’art. 1 comma 668 della
legge 27 dicembre 2013, n. 147)” a far data dal 1 gennaio 2015”;
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4. di dare atto che l’oggetto della presente deliberazione rientra nelle competenze
dell’Assemblea di bacino ai sensi dell’art. 9, comma 2 lett. e), f), g), h) ed i) della
convenzione;
5. di trasmettere copia del “Regolamento per la disciplina della tariffa corrispettiva del
servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani (ai sensi dell’art. 1 comma 668 della
legge 27 dicembre 2013, n. 147)”, unitamente alla presente deliberazione di
approvazione, ai 44 Comuni del Bacino Sinistra Piave e a Savno s.r.l. (Servizi
Ambientali Veneto Nord Orientale s.r.l.), gestore del servizio integrato di gestione dei
rifiuti, per l’applicazione dello stesso per quanto di competenza;
quindi, con votazione espressa nelle forme di legge e con il risultato che segue:
Presenti:
n. 28
Votanti:
n. 28
Voti favorevoli:
n. 28
Voti contrari:
--
Astenuti:
-DELIBERA
di dichiarare, stante l’urgenza di approvare il sopracitato regolamento, il presente atto
immediatamente eseguibile, ai sensi dell’art. 134 comma 4 del D.Lgs. 18.08.2000 n. 267.
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CONSIGLIO DI BACINO
SINISTRA PIAVE
REGOLAMENTO
PER LA DISCIPLINA DELLA
TARIFFA CORRISPETTIVA DEL
SERVIZIO DI GESTIONE INTEGRATA
DEI RIFIUTI URBANI
(ai sensi dell’art. 1 comma 668 della legge 27 dicembre 2013, n. 147)
Approvato con deliberazione
dell’Assemblea
del Consiglio di Bacino Sinistra Piave
n. 6 del 2 luglio 2015
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
SOMMARIO
SOMMARIO ......................................................................................................................... 1
CAPO I ................................................................................................................................ 2
PRESUPPOSTO, AMBITO DI APPLICAZIONE ................................................................. 2
ED ELEMENTI DELLA TARIFFA ....................................................................................... 2
Art. 1: Oggetto del regolamento
2
Art. 2: Presupposto e ambito di applicazione della tariffa
2
Art. 3: Definizioni
3
Art. 4: Soggetti passivi
6
Art. 5: Obbligazione tariffaria
8
Art. 6: Articolazione e commisurazione della tariffa
9
Art. 7: Determinazione della tariffa per le utenze domestiche
10
Art. 8: Utenze domestiche: numero di persone occupanti i locali
10
Art. 9: Determinazione della tariffa per le utenze non domestiche
11
Art. 10: Utenze non domestiche: locali ed aree tariffabili
12
Art. 11: Classificazione delle utenze non domestiche
13
Art. 12: Esclusioni ed esenzioni
13
Art. 13: Riduzioni ed agevolazioni
14
Art. 14: Tariffa per le attività di agriturismo
16
Art. 15: Manifestazioni ed eventi
17
Art. 16: Tariffa per attività mercatali
18
CAPO II ............................................................................................................................. 19
GESTIONE DELLA TARIFFA ........................................................................................... 19
Art. 17: Comunicazione
19
Art. 18: Banche dati
20
Art. 19: Riscossione
20
Art. 20: Riscossione coatta
22
Art. 21: Controllo
23
Art. 22: Abbuoni e rimborsi
24
Art. 23: Violazioni e penalità
24
Art. 24: Interessi moratori
25
Art. 25: Trattamento dati
25
Art. 26: Contenzioso
26
CAPO III ............................................................................................................................ 26
ENTRATA IN VIGORE, RINVIO ED ADEGUAMENTI LEGISLATIVI ............................... 26
Art. 27: Entrata in vigore, rinvio ed abrogazioni
26
Art. 28: Regime transitorio
26
Art. 29: Adeguamenti normativi
27
Allegato A
28
Allegato B
28
Allegato C
29
1
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
CAPO I
PRESUPPOSTO, AMBITO DI APPLICAZIONE
ED ELEMENTI DELLA TARIFFA
Art. 1: Oggetto del regolamento
1. Il presente regolamento disciplina l’istituzione e l’applicazione della tariffa corrispettivo
per il servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti ad essi assimilati e dei rifiuti di
qualunque natura o provenienza giacenti sulle strade ed aree pubbliche e sulle strade
private soggette ad uso pubblico in conformità alle disposizioni normative contenute
nella Legge 27 dicembre 2013 n. 147, art. 1, comma 668.
2. La disciplina della tariffa di cui al comma 1 del presente articolo è finalizzata al
raggiungimento della copertura integrale dei costi del servizio di gestione dei rifiuti
urbani, comprensivi dei costi di spazzamento e lavaggio delle strade e dei costi di cui
all’art. 15 del D.Lgs. n. 36/2003.
3. La tariffa corrispettiva è soggetta ad IVA ai sensi del D.P.R. n. 633/1972, salvo diversa
disposizione di legge.
Art. 2: Presupposto e ambito di applicazione della tariffa
1. La gestione dei rifiuti comprendente le attività di raccolta, trasporto, recupero e
smaltimento dei rifiuti è disciplinata dal regolamento per la gestione integrata dei rifiuti
urbani ai sensi dell’art. 198 del D.Lgs. 152/2006 e successive modifiche ed
integrazioni.
2. La gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento viene svolta
in regime di privativa da parte del Gestore e comprende la raccolta, il trasporto, il
recupero e lo smaltimento dei rifiuti. Esso è disciplinato dalle disposizioni contenute
nel D.Lgs. n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni e dal regolamento per
la gestione integrata dei rifiuti urbani, previsto dall’art. 198, comma 2, del predetto
Decreto Legislativo.
3. La tariffa, ai sensi dell’art. 1, c. 639 della L. 27 dicembre 2013, n. 147 è da
considerarsi il corrispettivo dovuto dall’utenza per lo svolgimento del servizio di
raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti urbani ed assimilati.
4. La mancata utilizzazione del servizio non comporta alcun esonero o riduzione della
quota fissa della tariffa, che viene comunque applicata a copertura dei costi fissi ed
indivisibili del servizio.
2
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
5. La tariffa è determinata dall’Assemblea del Consiglio di Bacino sulla base del Piano
Finanziario redatto ai sensi del D.P.R. n. 158/99 e del regolamento di cui all’art. 1,
commi 667 e 668 della L. 27 dicembre 2013, n. 147 ed è applicata e riscossa, ai sensi
del comma 668 del predetto art. 1 e dell’art. 117 comma 3 del D.Lgs. 267/2000, dal
soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti urbani.
Art. 3: Definizioni
1. Ai fini del presente regolamento si intende per:
a)
rifiuto: qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate
nell’allegato A della parte quarta del D.Lgs. n. 152/2006 e di cui il detentore si
disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi;
b)
produttore: la persona la cui attività ha prodotto rifiuti cioè il produttore iniziale
e la persona che ha effettuato operazioni di pretrattamento o di miscuglio o
altre operazioni che hanno mutato la natura o la composizione dei rifiuti;
c)
detentore: il produttore dei rifiuti o il soggetto che li detiene;
d
luogo di produzione dei rifiuti: uno o più edifici o stabilimenti o siti
infrastrutturali collegati tra loro all’interno di un’area delimitata in cui si
svolgono le attività di produzione dalle quali originano i rifiuti;
e)
conferimento: l’attività di consegna dei rifiuti da parte del produttore o
detentore alle successive fasi di gestione con le modalità stabilite dal
regolamento di gestione del servizio;
f)
gestione: la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti,
compreso il controllo di queste operazioni, nonché il controllo delle dopo la
chiusura inteso quale ciclo unitario;
g)
Consiglio di Bacino: l’ente intercomunale preposto al governo del servizio
pubblico digestione dei rifiuti ai sensi della Legge Regionale 31 dicembre
2012, n. 52;
h)
gestore: il soggetto che effettua la raccolta, il trasporto, lo
smaltimento/trattamento dei rifiuti urbani ed assimilati in regime di privativa e
ne gestisce la relativa tariffazione ai sensi della L. 27 dicembre 2013, n. 147
nelle forme di cui al D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267, e con riferimento alla L.R.
Veneto n. 3/2000 e alla L.R. Veneto n. 52/2012;
i)
raccolta: l’operazione di prelievo, di cernita e di raggruppamento dei rifiuti per
il loro trasporto;
j)
raccolta differenziata: la raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni
merceologiche omogenee, compresa la frazione organica umida, destinata al
riutilizzo, al riciclo ed al recupero di materia. La frazione organica umida e'
3
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
raccolta separatamente o con contenitori a svuotamento riutilizzabili o con
sacchetti biodegradabili certificati;
k)
raccolta differenziata multimateriale: la raccolta differenziata di rifiuti di diversa
composizione (ad esempio, plastica-lattine oppure vetro-lattine-plastica) che
possono essere raccolti in un unico tipo di contenitore per essere poi separati
meccanicamente nelle successive fasi di recupero;
l)
trasporto: l’operazione di trasferimento dei rifiuti con appositi mezzi dal luogo
produzione e/o detenzione, alle successive fasi di gestione dei rifiuti;
m)
recupero: le operazioni che utilizzano rifiuti per generare materie prime
secondarie, combustibili o prodotti, attraverso trattamenti meccanici, termici,
chimici o biologici, incluse la cernita o la selezione, e, in particolare, le
operazioni previste nell’Allegato C alla parte quarta del D.Lgs. 152/2006;
n)
smaltimento: ogni operazione finalizzata a sottrarre definitivamente una
sostanza, un materiale o un oggetto dal circuito economico e/o di raccolta e, in
particolare, le operazioni previste nell’Allegato B alla parte quarta del D.Lgs. n.
152/2006;
o)
stoccaggio: le attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di deposito
preliminare di rifiuti di cui al punto D 15 dell’allegato B del D.Lgs. 152/2006,
nonché le attività di recupero consistenti nelle operazioni di messa in riserva di
materiali di cui al punto R13 dell’allegato C del D.Lgs. 152/2006;
p)
deposito temporaneo: il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della
raccolta, nel luogo in cui sono prodotti alle condizioni di cui all’art. 186 comma
1. lett. m) del D.Lgs. 152/2006;
q)
messa in sicurezza: ogni intervento per il contenimento o isolamento definitivo
della fonte inquinante rispetto alle matrici ambientali circostanti;
r)
bonifica: intervento di rimozione della fonte inquinante e di quanto dalla stessa
contaminato fino al raggiungimento dei valori limite conformi all’utilizzo
previsto dell’area;
s)
spazzamento: l’operazione di pulizia manuale e/o meccanica delle strade e dei
marciapiedi con l’asporto dei rifiuti di piccole dimensioni giacenti su strade ed
aree pubbliche o comunque soggette ad uso pubblico;
t)
combustibile da rifiuti: il combustibile classificabile, sulla base delle norme
tecniche UNI 9903-1 e successive modifiche ed integrazioni, come RDF
(refuse derived fuel – combustibile derivato dai rifiuti) di qualità normale, che è
recuperato dai rifiuti urbani e speciali non pericolosi mediante trattamenti
finalizzati a garantire un potere calorifico adeguato al suo utilizzo;
4
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
u)
compost da rifiuti: prodotto ottenuto dal compostaggio della frazione organica
dei rifiuti urbani nel rispetto di apposite norme tecniche finalizzate a definirne
contenuti e usi compatibili con la tutela ambientale e sanitaria, e in particolare
a definirne i gradi di qualità;
v)
frazione umida: rifiuto organico putrescibile ad alto tenore di umidità,
proveniente da raccolta differenziata o selezione o trattamento dei rifiuti
urbani;
w)
rifiuto vegetale: rifiuto provenienti da aree verdi, quali giardini e parchi,
costituito, a titolo esemplificativo, da sfalci d’erba, ramaglie, fiori recisi, piante
domestiche;
x)
frazione secca recuperabile: i rifiuti per i quali sia possibile recuperare materia;
y)
frazione secca non recuperabile: i rifiuti a basso o nullo tasso di umidità,
residuale dalla raccolta differenziata;
z)
utente: chiunque occupa, possieda o detenga locali o aree scoperte operative
costituenti utenze;
aa)
utenze: luoghi, locali o aree scoperte operative, non costituenti accessorio o
pertinenza dei locali medesimi, a qualsiasi uso adibiti, comprese le parti
comuni dei locali e delle aree scoperte di uso comune di condomini, centri
commerciali integrati o di multiproprietà, esistenti sul territorio dei Comuni del
bacino; nello specifico, si intendono utenze i locali autonomi e indipendenti o
complesso di essi, comunicanti attraverso aree o spazi di pertinenza contigui,
occupati, condotti o detenuti dal medesimo soggetto;
bb)
utenze domestiche: utenze adibite o destinate ad uso di civile abitazione;
cc)
utenze non domestiche: utenze adibite o destinate ad usi diversi dalle utenze
domestiche;
dd)
utenze singole: utenze che dispongono, per la frazione di rifiuto raccolto, di un
proprio contenitore;
ee)
utenze condominiali: utenze che dispongono, per la frazione di rifiuto raccolto,
di un contenitore utilizzato da più utenze;
ff)
ambito territoriale ottimale: ai sensi dell’art. della L.R. Veneto n. 52/2012 è il
territorio regionale;
gg)
bacino: l’unità territoriale funzionalmente integrata per l'ottimizzazione della
gestione dei rifiuti in tutte le sue fasi come da individuazione con D.G.R.V. n.
13 del 21.01.2014;
5
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
hh)
gestione integrata dei rifiuti: il complesso delle attività volte ad ottimizzare i
servizi di raccolta, trasporto, smaltimento/trattamento dei rifiuti urbani e
assimilati e la relativa tariffazione;
ii)
raccolta con rilevazione puntuale degli svuotamenti: sistema di acquisizione
del numero dei conferimenti effettuati dall’utenza mediante rilevazione
elettronica degli svuotamenti in tecnologia RFID (tecnologia per
l'identificazione e/o memorizzazione automatica di informazioni basata sulla
capacità di memorizzazione di dati da parte di particolari etichette elettroniche,
quali, ad esempio, il transponder);
jj)
porta a porta “spinto”: sistema di raccolta domiciliare delle seguenti frazioni di
rifiuto: secco non riciclabile con rilevazione del numero degli svuotamenti per
ogni utenza ai fini della quantificazione della parte variabile della tariffa,
organico, carta/cartone, plastica/lattine/banda stagnata, vetro;
kk)
porta a porta “soft”: sistema di raccolta domiciliare delle seguenti frazioni di
rifiuto: secco non riciclabile con rilevazione del numero degli svuotamenti per
ogni utenza ai fini della quantificazione della parte variabile della tariffa,
organico; raccolta stradale di carta/cartone, plastica/lattine/banda stagnata,
vetro;
ll)
sportello per utenti - ecosportello: ufficio predisposto ed attrezzato ove l’utenza
riceve informazioni relative alla gestione integrata del ciclo dei rifiuti, effettua le
pratiche relative alla apertura – chiusura – variazioni riferite all’utenza, ritira e
consegna il materiale necessario per la raccolta differenziata;
mm) parte fissa della tariffa: è quella relativa alle componenti essenziali del costo
del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere ed ai relativi
ammortamenti, nonché tutti i costi destinati al godimento collettivo di un
ambiente pulito e alla tutela dell’ambiente;
nn)
parte variabile della tariffa: comprende i costi rapportati alla quantità di rifiuti
conferiti, ai servizi forniti e all’entità dei costi di gestione;
oo)
Ecocentro - Centro di Raccolta – Card (Centro Attrezzato Raccolta
Differenziata): area presidiata ed allestita, per l'attività di raccolta mediante
raggruppamento differenziato dei rifiuti per frazioni omogenee conferiti dai
detentori per il trasporto agli impianti di recupero e trattamento; è un’area
recintata dotata dei necessari contenitori, per il conferimento differenziato, da
parte degli utenti, delle diverse tipologie di rifiuti recuperabili.
Art. 4: Soggetti passivi
1. La tariffa è dovuta in via principale da chiunque a qualsiasi titolo occupi ovvero
conduca locali od aree scoperte, con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo
familiare o tra coloro che ne fanno uso in comune. Il titolo del possesso o della
6
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
detenzione è dato, a seconda dei casi, dalla proprietà, dall’usufrutto, dal diritto di
abitazione, dal comodato, dalla locazione o affitto, e, comunque, dall’occupazione o
detenzione di fatto, nonché dalla residenza o dal domicilio.
2. Qualora, per qualsiasi motivo, non sia possibile individuare il soggetto passivo
principale, si considera tale:
•
per le utenze domestiche colui che ha sottoscritto la scheda di attivazione
dell’utenza ovvero l’intestatario della scheda di famiglia risultante all’anagrafe della
popolazione;
•
per le utenze non domestiche colui che ha sottoscritto la scheda di attivazione
dell’utenza ovvero il titolare o legale rappresentante dell’impresa, associazione,
studio, Società, mentre per i comitati o associazioni non riconosciute, i soggetti
che li rappresentano o li dirigono.
3. In mancanza dei predetti soggetti passivi principali, il soggetto destinatario della tariffa
rimane il proprietario o il titolare del diritto reale di godimento del bene.
4. La tariffa corrispettiva è dovuta anche per i locali non utilizzati, purché predisposti
all’uso. A tal fine si considerano predisposti all’uso i locali per i quali sia attivo anche
uno solo dei pubblici servizi di erogazione del gas, acquedotto, energia elettrica.
5. Qualora gli immobili non siano allacciati ai servizi pubblici e tuttavia godano di servizi
autonomi (es. energia elettrica da fotovoltaico, approvvigionamento autonomo di
acqua, …) e siano agibili ed abitabili, sono assoggettati alla tariffa eventualmente con
le riduzioni tariffarie previste dal presente regolamento.
6. Per i locali in multiproprietà ed i centri commerciali, direzionali e artigianali integrati, il
soggetto che gestisce i servizi comuni è responsabile del pagamento della tariffa
dovuta per i locali e le aree scoperte, come definite all’art. 4, comma 1, in uso
esclusivo ai singoli occupanti o conduttori, con diritto di rivalsa sull’occupante o
conduttore.
7. Per le locazioni o concessioni in uso di locali di durata inferiore all'anno, (abitazioni e
relative pertinenze) compresi gli alloggi ceduti con regolare contratto di locazione
rinnovabile di anno in anno presso i quali i conduttori non hanno stabilito la residenza,
ovvero nei casi in cui l’alloggio sia affittato/dato in uso/comodato per un periodo
stagionale, il soggetto destinatario della tariffa rimane il proprietario o il titolare di altro
diritto reale (usufrutto, uso, abitazione e superficie) su detti locali con diritto di rivalsa
sul locatario o concessionario.
8. Per i locali e le aree destinate ad attività ricettive-alberghiere o forme analoghe (ad
esempio, residence, affittacamere, bed and breakfast, e simili) la tariffa è dovuta da
colui che gestisce l'attività; tali utenze sono considerate utenze non domestiche.
7
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
9. In caso di occupazione abusiva è responsabile in solido con i titolari di diritti reali e/o
obbligatori l'occupante i locali o le aree scoperte dell'obbligazione tariffaria sui
medesimi locali ed aree scoperte.
10. Nel caso di sub-affitto il soggetto destinatario della tariffa rimane il conduttore
principale titolare di un contratto di locazione pluriennale.
11. Sono irrilevanti e non opponibili patti di traslazione della tariffa a soggetti diversi da
quelli definiti dal presente regolamento.
Art. 5: Obbligazione tariffaria
1. La tariffa è commisurata ad anno solare, cui corrisponde un'autonoma obbligazione
pecuniaria da parte del soggetto passivo ed è determinata dai criteri e modalità di
calcolo di cui agli articoli successivi del presente regolamento.
2. L'obbligazione decorre dal giorno in cui ha avuto inizio l’occupazione o la conduzione
e termina il giorno in cui viene presentata regolare comunicazione di cessazione, nei
termini di cui all’art. 17, debitamente documentata.
3. In caso di ritardata comunicazione di cessazione, l'obbligazione tariffaria cessa dalla
data di presentazione della comunicazione stessa, salvo il caso in cui l’utente che ha
prodotto la ritardata comunicazione di cessazione dimostri di non aver continuato
l’occupazione o la conduzione dei locali e delle aree oltre la data ivi indicata.
4. In caso di omessa comunicazione di cessazione, l'obbligazione tariffaria termina
automaticamente dalla data in cui sia sorta altra obbligazione pecuniaria per
comunicazione dell'utente subentrato, ovvero nelle circostanze ove il gestore del
servizio sia in possesso di dati certi ed incontrovertibili della fine dell'utilizzo del
servizio stesso (ad esempio, cessazione dalla fornitura di servizi a rete, decessi e
simili), o per azione di recupero d'ufficio.
5. Le modifiche concernenti caratteristiche dell’utenza tali da comportare variazioni in
diminuzione della tariffa richiesta per l’anno di riferimento, vengono direttamente
effettuate sulla fattura tariffaria relativa al medesimo periodo temporale – e su
richiesta del soggetto interessato – ovvero, negli anni successivi e nel rispetto dei
termini ordinari di prescrizione, mediante domanda dell’interessato diretta alla
restituzione della somma indebitamente versata. In tale ipotesi, conformemente al
disposto di cui all’art. 2033 c.c., gli interessi sono dovuti dal giorno della domanda.
6. La tariffa è applicata per intero anche quando nella zona in cui è attivato il servizio è
situata soltanto la parte terminale della strada di accesso all'area di pertinenza
dell'edificio.
8
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
Art. 6: Articolazione e commisurazione della tariffa
1. L'individuazione del costo complessivo del servizio per la gestione dei rifiuti e,
conseguentemente, la determinazione della tariffa, attraverso la quantificazione della
quota fissa e della quota variabile, avvengono sulla base della redazione di un
apposito piano finanziario degli interventi relativi al servizio di cui trattasi, tenendo
conto degli obiettivi di miglioramento della produttività, della qualità del servizio
erogato, dell'entità dei costi di gestione e del tasso di inflazione programmato, in modo
tale che venga assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio
del servizio integrato dei rifiuti urbani.
2. La tariffa, dovuta annualmente dagli utenti, è determinata in modo da ottenere un
gettito globale con copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio di
gestione dei rifiuti urbani. Eventuali differenze saranno recuperate con imputazione nel
piano finanziario dell’annualità successiva o successive.
3. Sulla base delle politiche e delle strategie individuate e attuate dal Consiglio di Bacino
volte ad organizzare il servizio di raccolta, trasporto, avvio a smaltimento e recupero
dei rifiuti urbani, per il conseguimento degli obiettivi previsti dalla normativa europea,
nazionale e regionale, il gestore redige e trasmette ogni anno al Consiglio di Bacino la
proposta relativa al piano finanziario del servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani
per l’anno successivo, corredato da una proposta di articolazione tariffaria nel rispetto
dei criteri indicati dal D.P.R. n. 158/99 e dalla normativa vigente; unitamente al metodo
di calcolo e di attribuzione della tariffa, nelle sue parti fissa e variabile, in relazione ad
ogni tipologia di utenza, alla luce del presente regolamento e del regolamento per la
gestione integrata dei rifiuti urbani.
4. L’Assemblea del Consiglio di Bacino approva annualmente, entro i termini previsti per
l’approvazione del proprio bilancio di previsione, le tariffe per le singole utenze, sia per
la quota fissa che per la quota variabile. In caso di mancata approvazione entro il
suddetto termine, le tariffe si intendono prorogate di anno in anno.
5. La tariffa è articolata nelle fasce di utenza domestica e non domestica.
6. La tariffa dovuta annualmente dalle singole utenze si compone di due quote, una fissa
ed una variabile. I costi fissi ed i costi variabili sono attribuiti ai due tipi di utenze in
percentuale da stabilire in proporzione all’incidenza degli stessi sul totale dei costi
complessivi inerenti il servizio, così come risultanti dal piano finanziario di cui al
precedente comma 1.
7. In presenza di errori strumentali o di trascrizione digitale magnetica o elettronica dei
dati si procederà alla commisurazione delle quantità dei rifiuti nei seguenti modi:
•
in caso di perdita o danno completo e irreparabile del dato relativo alla quantità di
rifiuti prodotti nell'anno in corso si farà riferimento alle modalità di calcolo della
quota variabile applicando il sistema presuntivo del D.P.R. 158/99;
9
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
•
in caso di perdita o danno parziale ed irreparabile del dato relativo alla quantità di
rifiuti prodotti nell'anno in corso, la quantità di rifiuti conferita sarà desunta in via
proporzionale ai conferimenti effettuati nel periodo precedente o successivo a
quello della perdita del dato.
Art. 7: Determinazione della tariffa per le utenze domestiche
1. La tariffa per le utenze domestiche è calcolata come segue:
•
la quota fissa è ripartita per la copertura del 50% sulla base del numero di utenze
domestiche attivate e per il restante 50% sulla base del numero dei componenti
delle utenze secondo la classificazione della tabella di cui all’allegato A del
presente regolamento;
•
la quota variabile è commisurata alle effettive quantità di rifiuti prodotti secondo le
modalità di misurazione adottate (numero di svuotamenti del contenitore del rifiuto
secco non riciclabile), applicando un numero minimo annuo di svuotamenti
(espresso in litri) secondo i valori della tabella di cui all’allegato B al presente
regolamento, rapportato al numero dei componenti facenti parte dell’utenza
domestica in proporzione al periodo di occupazione.
2. Nel caso di utenze facenti parte di un condominio che utilizzano un cassonetto
multiutente la tariffa viene commisurata come di seguito indicato:
•
la quota fissa viene calcolata come indicato al precedente comma;
•
la quota variabile viene addebitata al condominio, utilizzando la tariffa unitaria
prevista per le utenze domestiche. Il condominio potrà rivalersi sui singoli
condomini sulla base delle singole quote millesimali corrispondenti ai locali ed alle
aree in proprietà o in uso esclusivo.
3. Per le utenze domestiche site in zone non servite dal sistema di raccolta “porta a
porta” del rifiuto secco, la parte variabile della tariffa viene determinata addebitando gli
svuotamenti minimi, con possibilità di applicazione delle riduzioni previste dal presente
regolamento.
Art. 8: Utenze domestiche: numero di persone occupanti i locali
1. Le utenze domestiche sono ulteriormente suddivise, ai fini della determinazione degli
occupanti, in domestiche residenti e in domestiche non residenti, a seconda che siano
o meno occupate o condotte da nuclei familiari che hanno la residenza nel Comune,
come risulta dal registro dell'anagrafe della popolazione tenuto dal Comune stesso. Il
numero dei componenti del nucleo familiare viene determinato in base alle risultanze
del registro anagrafe della popolazione.
2. Per la tariffazione si tiene conto della situazione al 1° gennaio dell'anno di competenza
o, se posteriore, a quella di iscrizione anagrafica oppure di inizio dell’occupazione o
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Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
della conduzione; è comunque fatto salvo il conguaglio per le variazioni del numero
dei componenti intervenute in corso d'anno, se comunicate nei termini di cui all’articolo
17.
3. Per i soggetti non residenti e i cittadini residenti all’estero, qualora non sia stata
presentata la relativa comunicazione, e fatte salve le verifiche d'ufficio disposte dal
gestore del servizio, è prevista l'applicazione dello schema tariffario determinato per le
utenze domestiche residenti, considerando un numero di occupanti pari a 2 nella
generalità dei casi, e un numero di occupanti pari a 1, nel caso in cui il nucleo familiare
del proprietario sia composto solo dalla sua persona.
4. Per le unità immobiliari ad uso abitativo occupate da due o più nuclei familiari, la tariffa
è calcolata con riferimento al numero complessivo degli occupanti l'alloggio, che sono
tenuti al pagamento dell'obbligazione con vincolo di solidarietà.
5. Nella determinazione del numero dei componenti il nucleo familiare non si tiene conto
dei domiciliati presso istituti o strutture sanitarie o comunitarie che possano attestare
tramite certificazione la permanenza in via continuativa presso la struttura stessa.
Art. 9: Determinazione della tariffa per le utenze non domestiche
1. La tariffa per le utenze non domestiche è calcolata come segue:
•
la quota fissa è determinata da una componente dimensionale calcolata in
relazione alla superficie dell’utenza , secondo le modalità di seguito riportate, e da
una componente di servizio determinata sulla base della dotazione volumetrica dei
contenitori di rifiuti richiesta dalla singola utenza;
•
la quota variabile è commisurata alle effettive quantità di rifiuti prodotti secondo le
modalità di misurazione adottate e specificate al successivo comma 4 del
presente articolo.
2. La quota fissa è determinata per la componente dimensionale
all’appartenenza dell’utenza alla classe di superficie definita come segue:
base
Superficie
Classe di
superficie
da m2
a m2
1
1
100
2
101
250
3
251
750
4
751
2.000
5
in
maggiore di 2.000
11
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
3. La quota variabile è commisurata alle effettive quantità di rifiuti prodotti secondo le
modalità di misurazione adottate, ossia tenendo conto del numero effettivo di
svuotamenti del contenitore del rifiuto secco non riciclabile effettuati nel periodo di
riferimento e sulla base della frequenza standard del servizio di raccolta per ciascuna
tipologia dei rifiuti recuperabili per il numero e la volumetria dei contenitori in
dotazione.
4. Per le utenze non domestiche site in zone servite da modalità di raccolta diverse dal
“porta a porta” (esempio: raccolta presso “casette”), la componente di servizio, sia per
la parte fissa che per la parte variabile, viene calcolata in base ad una dotazione
predefinita in n. 1 contenitore da 120 litri per ciascuna tipologia di rifiuto conferibile
dall’utenza.
5. Qualora l’utenza non domestica non ritiri alcun contenitore per la raccolta dei rifiuti è in
ogni caso tenuta al pagamento della tariffa per la parte fissa determinata con
riferimento alla Classe 1 di superficie per la componente dimensionale e sulla base
della dotazione minima prevista in n. 1 contenitore da 120 litri per il rifiuto secco non
recuperabile.
Art. 10: Utenze non domestiche: locali ed aree tariffabili
1. Per le utenze non domestiche si considerano locali tariffabili tutti i vani comunque
denominati, esistenti in qualsiasi specie di costruzione stabilmente infissa o
semplicemente posata sul suolo, qualunque ne sia la destinazione o l’uso.
2. A tal fine sono da considerarsi tariffabili le superfici utili di tutti i vani principali,
accessori e pertinenze, nessuno escluso, comprese le aree scoperte operative delle
utenze non domestiche.
3. La superficie di riferimento per il calcolo della tariffa è rilevata dalla planimetria
catastale aggiornata e completa dell’utenza occupata o, in mancanza di questa, dalla
visura catastale che dovrà essere presentata dal soggetto passivo. In mancanza di
presentazione della documentazione per la rilevazione del dato relativo alla superficie
occupata il gestore procederà con modalità di presunzione semplice, di cui agli artt.
2727, 2728 e 2729 del Codice Civile.
4. In sede di commisurazione della superficie complessiva, le frazioni di metro quadrato
fino a 0,50 non si considerano e quelle superiori sono arrotondate al metro quadrato.
5. Le utenze non domestiche per le quali il gestore non abbia la possibilità di determinare
con criteri oggettivi la superficie di riferimento, sono comunque tenute a corrispondere
la componente dimensionale della parte fissa determinata ai sensi dell’art. 9 comma 3
con riferimento alla Classe 1 di superficie.
12
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
Art. 11: Classificazione delle utenze non domestiche
1. Le utenze non domestiche vengono classificate in riferimento alla categoria
merceologica secondo quanto riportato nella tabella di cui all’allegato C del presente
regolamento.
2. Ai fini della classificazione di cui al comma precedente, si fa riferimento
all’autorizzazione per l’esercizio dell’attività rilasciata dagli uffici competenti e
comunque alle attività effettivamente svolte; in particolare, ai fini della classificazione
in categorie delle attività esercitate nei locali o sulle aree, si fa riferimento al codice
ISTAT dell’attività o da quanto risulti dalle certificazioni rilasciate dagli organi
competenti (Camera di Commercio, ecc.) relativamente all’esercizio delle attività
medesime, sempreché tali certificazioni non contrastino con la reale attività
merceologica esercitata, nel qual caso il riferimento è a quest’ultima. Per le attività
professionali si fa riferimento all’iscrizione all’ordine di appartenenza o, nel caso non
sia previsto, al codice identificativo presso l’ufficio IVA.
3. Le utenze non domestiche non esattamente indicate nella tabella di cui all’allegato C
al presente regolamento sono associate alla categoria che presenta maggiore
analogia sotto il profilo della destinazione d’uso e della potenzialità di produzione
rifiuti.
4. Nel caso di più attività, distintamente specificate ma esercitate promiscuamente negli
stessi locali o aree scoperte operative, per l’applicazione della tariffa si fa riferimento
all’attività principale, in base a quanto indicato sulla visura camerale.
5. La tariffa è unica anche se, per l’esercizio dell’attività, sono utilizzate superfici con
diverse destinazioni (ad esempio area espositiva, commerciale, deposito, ecc.) con
superfici operative non sempre presenti nella tipologia dell’attività medesima (es.
albergo con ristorante); viceversa le tariffe saranno distinte nell’ipotesi di complesso
unitario su cui sono insediate attività con destinazioni diverse.
6. Sono classificati nella medesima categoria del bene principale i locali o le aree
scoperte produttive, pertinenziali o accessori dello stesso, anche se da questo
separati, ma in oggettivo rapporto funzionale.
7. Nel caso in cui un’attività economica o professionale è esercitata all’interno di unità
immobiliari adibite a civile abitazione la stessa viene classificata in base alla categoria
di cui alla tabella dell’allegato C secondo l’attività esercitata.
Art. 12: Esclusioni ed esenzioni
1. Non sono soggetti alla tariffa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per
loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perché risultino in
obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell'anno, qualora tali circostanze
siano indicate nella comunicazione originaria o di variazione e debitamente riscontrate
13
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione.
Presentano tali caratteristiche:
a) i locali delle abitazioni non utilizzati, in quanto privi di mobili e suppellettili, o con
mobili collocati alla rinfusa, le soffitte e le cantine non abitabili e non agibili in
base ai vigenti regolamenti edilizi, ecc.;
b) i locali destinati ad uso non abitativo e le aree, privi di arredi, impianti ed
attrezzature, oppure in caso di mancato esercizio di attività commerciali,
professionali, produttive, per sospensione o revoca della licenza, fallimento o
altro motivo documentato;
c) stalle, fienili, serre a terra, annessi rustici destinati al deposito delle attrezzature e
dei materiali agricoli, granai, ove si producono rifiuti agricoli per i quali risulta
attivato un separato canale di raccolta e smaltimento;
d) le superfici di edifici o loro parti adibite in via permanente all'esercizio di qualsiasi
culto, nonché gli oratori, con esclusione delle abitazioni dei ministri di culto;
e) la parte degli impianti sportivi riservata, di norma, al solo esercizio dell'attività
sportiva, sia che detti impianti siano ubicati in aree scoperte che in locali coperti
(esclusi spogliatoi, servizi, uffici, biglietterie, punti di ristoro, e simili);
f)
locali destinati esclusivamente a centrali termiche e locali riservati ad impianti
tecnologici, quali cabine elettriche, vani ascensori, celle frigorifere, locali di
essicazione e stagionatura, silos e simili, ove non si abbia di regola presenza
umana;
g) terrazze scoperte e simili;
h) cavedi, locali e cortili interni non accessibili.
2. Non sono altresì soggetti alla tariffa i locali e le aree scoperte per i quali non sussiste
l'obbligo dell'ordinario conferimento dei rifiuti urbani ed assimilati al servizio per effetto
di norme legislative o regolamentari, di ordinanze in materia sanitaria, ambientale o di
protezione civile, ovvero di accordi internazionali riguardanti organi di Stati esteri.
3. Al conferimento al servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani di rifiuti speciali non
assimilati, in assenza di convenzione con il comune o con l'ente gestore del servizio, si
applicano le sanzioni di cui all'articolo 256, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152.
Art. 13: Riduzioni ed agevolazioni
1. Sono previste riduzioni ed agevolazioni sulla tariffa nei casi di seguito specificati.
A) Compostaggio domestico
14
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
i. Per le utenze domestiche aventi area verde scoperta e per le utenze non
domestiche aventi area verde scoperta di pertinenza, la parte variabile della
tariffa è ridotta del 30%, nel caso in cui venga attuato nella medesima area
scoperta il recupero della frazione umida e del verde con formazione di materia
organica, riutilizzabile nella pratica agronomica (compostaggio), utilizzando
idonea attrezzatura omologata o concimaia, nel rispetto delle norme igienicosanitarie, regolamentari e del codice civile.
B) Abitazioni a disposizione
i. Sulla tariffa per le abitazioni tenute a disposizione dagli utenti non residenti e/o
non dimoranti abituali (ad esempio: cittadini iscritti all’AIRE) per uso stagionale
od altro uso limitato e discontinuo, é applicata una riduzione del 30% sulla
quota fissa. Tale riduzione viene concessa a condizione che tale destinazione
sia specificata nella comunicazione originaria o di variazione indicando
l'abitazione di residenza o di dimora abituale e dichiarando espressamente di
non voler cedere l'alloggio in locazione od in comodato. Il soggetto obbligato
deve produrre la documentazione idonea a comprovare il protrarsi dell'assenza
(ad esempio tramite certificazione anagrafica, bollette e utenze a rete).
ii. Per le abitazioni tenute a disposizione (cosiddette “seconde case” ad uso
esclusivo del proprietario) dagli utenti domestici residenti, che abbiano
dichiarato espressamente di non voler cedere l’alloggio in locazione o
comodato, la tariffa è dovuta nella misura pari alla sola quota fissa ridotta del
30%, rapportata a n. 1 occupanti, purché risultino predisposte all’uso e purché
l’utente abbia provveduto alla restituzione dei contenitori forniti dal gestore del
servizio. Qualora l’utente non abbia provveduto alla restituzione dei contenitori
forniti dal gestore del servizio, la parte variabile della tariffa sarà commisurata
all’effettiva quantità di rifiuti prodotti secondo le modalità di misurazione
adottate, applicando la franchigia (espressa in litri) rapportata ad 1 (uno)
occupante del nucleo familiare.
iii. Per le abitazioni tenute a disposizione da utenze domestiche (unico
componente) residenti o domiciliate stabilmente presso Istituti di cura che
abbiano dichiarato espressamente di non voler cedere l’alloggio in locazione o
comodato, la tariffa è dovuta nella misura pari alla sola quota fissa ridotta del
30%, rapportata a n. 1 occupanti, purché risultino predisposte all’uso e purché
l’utente abbia provveduto alla restituzione dei contenitori forniti dal gestore del
servizio.
C) Utenze non domestiche con attività di durata inferiore a 183 giorni all’anno
i. Per i locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte qualora siano adibiti ad
uso non continuativo (periodo inferiore a 183 giorni all'anno), ma ricorrente,
risultante da licenza od autorizzazione rilasciata dai competenti organi per
l'esercizio dell'attività, è applicata una riduzione del 30% sulla quota fissa della
tariffa. La riduzione si intende estesa anche alle attività stagionali esercitate da
15
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
Enti, Associazioni e Parrocchie e alle attività commerciali che, pur se
autorizzate ad un’apertura annuale, di fatto esercitano per un periodo inferiore
ai 183 giorni previa comunicazione da parte del Comune all’ente gestore delle
attività interessate.
ii. Per i locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte qualora siano adibiti ad
uso stagionale e continuativo (periodo inferiore a 183 giorni all'anno), la tariffa è
calcolata sulla base del periodo effettivo di esercizio dell’attività, su richiesta
dell’utente, debitamente documentata dalla licenza/autorizzazione se infra
annuale, o previa comunicazione da parte del Comune al gestore se
l’autorizzazione all’esercizio prevede l’apertura annuale.
2. Le riduzioni tariffarie di cui ai commi precedenti sono applicate su specifica domanda
da parte dei soggetti interessati, a condizione che questi dimostrino di averne diritto,
con decorrenza dal giorno di presentazione della domanda. La domanda ha effetto
anche per gli anni successivi qualora sussistano le medesime condizioni. Gli utenti
sono altresì tenuti a comunicare il venir meno delle condizioni per l'attribuzione di tali
riduzioni, entro 60 giorni dalla data di variazione delle condizioni; in mancanza, il
gestore del servizio provvede al recupero delle somme dovute a decorrere dalla data
di concessione del beneficio, comprensive della maggiorazione per omessa
comunicazione e degli interessi, come disciplinato ai successivi articoli 22 e 24. Il
gestore del servizio può compiere tutti gli accertamenti opportuni, così come disposto
al successivo art. 21.
3. Alle scuole riconosciute paritarie e alle scuole non paritarie ai sensi della L. 10 marzo
2000, n. 62, è riconosciuta una riduzione del 50% sul volume dei rifiuti conferiti ai
sensi all’art. 9 comma 4.
4. Gli immobili di proprietà o in uso al Comune per attività istituzionali (sede municipale,
uffici decentrati, musei, biblioteche, scuole, palestre, centri polifunzionali,
magazzini,….) sono esenti dalla tariffa.
5. Gli immobili sedi di associazioni non aventi scopo di lucro sono esenti dalla tariffa per
la parte fissa, ma sono assoggettati per la parte variabile.
6. Il Consiglio di Bacino potrà approvare appositi regolamenti o delibere che prevedano
eventuali riduzioni ed esenzioni per utenze che risultino in particolari situazioni.
Art. 14: Tariffa per le attività di agriturismo
Per le utenze non domestiche che esercitano attività agrituristica definite come tali
dalla normativa vigente, è riconosciuta una riduzione della tariffa in percentuale sulla
quota fissa della tariffa commisurata ai giorni di apertura previsti dal Piano Agrituristico
così calcolata:
Quota fissa =
Quota fissa della tariffa x numero di giorni di apertura previsti ,
365
16
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
mentre la quota variabile della tariffa rimane calcolata in base agli effettivi conferimenti
registrati.
7. Affinché possa applicarsi la riduzione di cui ai commi precedenti, l’utente dovrà
presentare al gestore del servizio:
-
il Piano Agrituristico approvato dalla Provincia di Treviso;
-
la documentazione relativa ai rifiuti speciali derivanti da attività agricola smaltiti
nell’anno precedente, entro il 15 gennaio dell’anno successivo o, in caso di
nuova apertura, la convenzione stipulata con soggetto autorizzato entro i termini
previsti dall’art. 17 comma 1 del presente regolamento.
Art. 15: Manifestazioni ed eventi
1. E’ dovuta la tariffa per manifestazioni e spettacoli viaggianti per eventi sportivi o altre
manifestazioni socio-culturali, che prevedono occupazioni di impianti sportivi (stadio
comunale, palasport e simili) o aree scoperte, la cui relativa produzione di rifiuti è
temporanea e variabile.
2. La tariffa è commisurata al servizio base reso in funzione della tipologia dei contenitori
utilizzati e alla tipologia di stoviglie impiegate, nonché alla quantità di eventuali servizi
aggiuntivi richiesti.
3. Il Consiglio di Bacino approva annualmente la tariffa di cui sopra, individuando importi
differenziati del servizio base al fine di incentivare l’adozione di comportamenti
finalizzati alla riduzione del rifiuto secco non riciclabile (ad esempio, mediante il
sostegno alle cosiddette “manifestazioni ecocompatibili”), nonché la corretta
differenziazione dei rifiuti riciclabili da parte degli organizzatori di manifestazioni o
eventi.
4. In caso di perdita o danno parziale ed irreparabile del dato relativo alla quantità di
rifiuti prodotti, la quantità di rifiuti conferita al servizio sarà desunta in via proporzionale
ai conferimenti effettuati nel periodo precedente o successivo a quello della perdita del
dato; in mancanza anche di tali dati, verranno fatturati i costi di manifestazioni di pari
entità.
5. Per tutte le manifestazioni e spettacoli viaggianti il gestore potrà richiedere il
versamento di un importo pari ad almeno il doppio della tariffa specifica, quale acconto
a copertura delle spese di gestione dei rifiuti prodotti da tali attività; a conclusione della
manifestazione si procederà al conguaglio in relazione alle spese effettivamente
sostenute. Il Comune, prima del rilascio delle autorizzazioni allo svolgimento di tali
manifestazioni, è tenuto a verificare l’attivazione dei servizi.
6. Nel caso di omessa attivazione del servizio di gestione dei rifiuti, previsto da parte
degli organizzatori di manifestazioni o eventi, o di cessione dei rifiuti/materiali
17
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
differenziati ad altro soggetto, è comunque dovuta la tariffa pari al doppio del servizio
base, come annualmente approvato dal Consiglio di Bacino.
7. La tariffa temporanea per la gestione dei rifiuti urbani o ad essi assimilati è applicata
nei confronti di chiunque occupi ovvero conduca temporaneamente (meno di 183
giorni l'anno in modo anche non ricorrente), con o senza autorizzazione, locali od aree
pubbliche o di uso pubblico ovvero aree private gravate da servitù di passaggio, o
aree private soggette a produzione di rifiuti urbani messe a disposizione della
collettività da parte del proprietario.
8. La tariffa temporanea è commisurata alla tariffa annua calcolata in relazione alla
superficie occupata, , nonché in base al numero ed al volume dei contenitori per la
raccolta dei rifiuti dati in dotazione, per giorno di occupazione, divisa per 365 e
maggiorata del 100%, moltiplicata per i giorni di occupazione, con un minimo
imponibile di € 12,00 ad evento per occupazioni sporadiche e non ricorrenti, senza
applicazione di alcuna riduzione o agevolazione, anche nel caso di occupazione di
aree scoperte.
9. L’utente è tenuto a comunicare al gestore del servizio, prima dell’effettiva
occupazione, tutti i dati necessari all’applicazione della tariffa temporanea, e ad
effettuare il versamento della stessa secondo le modalità stabilite dallo stesso gestore
del servizio.
Art. 16: Tariffa per attività mercatali
1. Le attività mercatali sono classificate in base all’attività merceologica come indicato
nella tabella di cui all’allegato C alle categorie 16 e 29.
2. La tariffa delle utenze mercatali è parametrata sulla base del numero delle presenze
annuali, della superficie occupata e della tipologia di attività tenuto conto del servizio di
raccolta differenziata erogato e alle quantità di rifiuto raccolto.
3. La tariffa viene determinata annualmente con deliberazione di approvazione delle
tariffe e riscossa dal gestore.
4. Il Comune è tenuto a fornire la banca dati delle attività mercatali su supporto
informatico secondo il tracciato richiesto dal gestore, o cartaceo, entro il 31 gennaio
dell’anno successivo a quello di riferimento.
18
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
CAPO II
GESTIONE DELLA TARIFFA
Art. 17: Comunicazione
1. I soggetti di cui all’art. 4 hanno l'obbligo di richiedere l’attivazione e la cessazione del
servizio, comunicando al gestore del servizio stesso l’inizio e la cessazione
dell'occupazione o della conduzione dei locali e delle aree tariffabili, nonché la
variazione degli elementi che determinano la tariffa (modificazioni della composizione
del nucleo familiare, delle superfici e/o della destinazione d’uso dei locali e delle aree
scoperte, ecc.), entro i 60 giorni successivi al loro verificarsi.
2. Le comunicazioni devono in ogni caso contenere:
a) i dati identificativi (dati anagrafici, codice fiscale, …) del soggetto che la presenta;
b) la qualità (occupante, conduttore, o rappresentante legale, amministratore) del
soggetto che la presenta;
c) l’indicazione della denominazione, dello scopo sociale o istituzionale, del codice
fiscale o della partita iva, del codice Istat dell’attività, nonché della sede
principale, legale o effettiva e di ogni unità locale a disposizione per le utenze
non domestiche
d) l'ubicazione, la superficie e la destinazione d'uso dei singoli locali ed aree
denunciate e le loro ripartizioni interne;
e) il numero effettivo degli occupanti l'abitazione, se residenti nel Comune, ovvero i
dati identificativi, se non residenti;
f)
la data di inizio o di cessazione dell'occupazione o della conduzione, ovvero la
data di inizio della variazione degli elementi che determinano la tariffa;
g) i dati identificativi dell’eventuale subentrante in caso di cessazione;
h) la data di presentazione della comunicazione.
3. Le comunicazioni devono essere sottoscritte con firma leggibile e presentate da uno
dei coobbligati, dal rappresentante legale o negoziale o da loro incaricati muniti di
apposita delega. Della presentazione è rilasciata apposita ricevuta. In caso di
spedizione, la comunicazione si considera presentata nel giorno indicato con il timbro
postale di spedizione o, se inviata tramite fax, nel giorno indicato nel rapporto di
ricevimento o nella data di inoltro della posta elettronica certificata.
4. Le comunicazioni originarie hanno effetto dal giorno nel corso del quale ha avuto inizio
l'occupazione o la conduzione e durata fino al giorno in cui è cessata l’occupazione o
19
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
la conduzione, con contestuale riconsegna del contenitore. Esse sono efficaci anche
per gli anni successivi se le condizioni di assoggettamento a tariffa restano invariate.
5. Le variazioni intervenute nell’arco dell’anno in merito agli elementi che determinano la
tariffa (modificazioni del numero dei componenti il nucleo famigliare, delle superfici
imponibili e/o della destinazione d’uso dei locali e delle aree scoperte, ecc.), che
perdurino per un periodo superiore ai 183 giorni, hanno effetto dal giorno di inizio delle
variazioni stesse, se comunicate nei termini di cui al comma 1, in caso contrario dal 1°
gennaio dell’anno successivo, salva l’applicazione delle penalità previste al comma 4
dell’art. 23.
6. Il gestore dei servizi comuni degli edifici in multiproprietà e dei centri commerciali,
direzionali ed artigianali integrati, nonché l'amministratore di condominio, devono
presentare al gestore del servizio rifiuti, entro il termine di cui al comma 1,
comunicazione per i locali e le aree di uso comune e, entro il 31 gennaio dell'anno
successivo alla data di inizio dell'occupazione o conduzione, l'elenco degli occupanti o
conduttori dei locali e delle aree, sia di uso esclusivo che comune.
7. L’Ufficio Anagrafe del Comune, all’atto del perfezionamento delle pratiche di iscrizione
anagrafiche o di variazione di residenza, deve informare i cittadini della necessità di
effettuare congiuntamente la comunicazione ai fini della gestione della tariffa.
Art. 18: Banche dati
1. Per l’applicazione della tariffa, sono utilizzati i dati e gli elementi in possesso del
gestore del servizio al 31.12.2014 e/o provenienti dagli archivi comunali, sia informatici
che cartacei, utilizzati ai fini del tributo per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani,
nonché ogni altro dato utile alla corretta applicazione della tariffa così come prevista
dal presente regolamento.
2. In ogni caso, il gestore del servizio ha tempo 2 anni a decorrere dalla data di
approvazione del presente regolamento, per adeguare e verificare le banche dati alle
norme del presente regolamento, per quanto concerne la determinazione delle
superfici tariffabili e la dotazione dei contenitori in possesso delle utenze.
Art. 19: Riscossione
1. Il soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti urbani provvede alla riscossione
della tariffa, secondo le modalità dallo stesso stabilite nel rispetto di quanto disposto
dalla legislazione vigente.
2. Il pagamento di quanto dovuto deve essere effettuato entro i termini indicati nel
documento di addebito. Il documento di addebito deve essere strutturato in modo da
permettere una semplice, chiara e trasparente lettura dei dati da parte dell’utente e
dovrà contenere l’indirizzo e il numero di telefono dello sportello informazioni.
20
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
3. Il gestore emetterà di norma una fattura di acconto in base alle tariffe deliberate
dall’assemblea per quell’anno.
4. La fattura sarà pagata in due rate aventi scadenza rispettivamente 30 e 90 giorni dalla
data di spedizione della fattura.
5. Il gestore emetterà una fattura di consuntivo l’anno successivo all’anno solare di
riferimento. Il consuntivo sarà determinato tenendo conto delle variazioni intervenute
nel corso del periodo di riferimento che comportino modifiche nella tariffa da applicare
nonché del totale dei litri effettivamente rilevati dalle letture strumentali per ogni
singola utenza, integrati con i minimi di conferimento di cui allegato B.
6. La fattura di consuntivo sarà pagata in un’unica rata avente scadenza 30 giorni dalla
data di spedizione della fattura.
7. Al fine della riduzione dei costi, il gestore potrà emettere un unico documento
contenente il consuntivo dell’anno precedente e l’addebito dell’acconto dell’anno di
riferimento. In tal caso la fattura sarà pagata in due rate aventi scadenza
rispettivamente 30 e 90 giorni dalla data di spedizione della fattura.
8. Non vengono emessi documenti di importo compreso tra - €. 2,00 (importo a credito) e
€. 2,00 (importo a debito).
9. Le fatture aventi importo totale inferiore rispettivamente a:
a) 50,00 €. per le utenze domestiche
b) 350,00 €. per le utenze non domestiche
avranno un’unica scadenza 30 giorni dalla data di spedizione della fattura.
10. Le fatture con importi a pagare fino a €. 10,00 vengono inviate all’utenza, ma il debito
verrà riportato nella successiva fattura, fatto salvo il caso di cessazione dell’utenza.
11. Nel caso in cui il conguaglio risultasse a favore dell’utenza questo verrà riportato a
credito nella successiva fattura. Nel caso di utenze cessate la somma verrà rimborsata
dal gestore.
12. Nel caso in cui per l’anno solare di riferimento l’assemblea non abbia provveduto
all’approvazione delle tariffe di cui al comma 3, il gestore potrà emettere la fattura
avvalendosi delle tariffe approvate per l’anno precedente.
13. Nel caso in cui la fattura inviata all’utente risultasse inesatta per errori o per mancate
comunicazioni da parte del medesimo, che comportano la riemissione o la
rispedizione della fattura all’utente, il pagamento dell’importo dovuto sarà previsto in
un’unica rata e dovrà essere effettuato a 30 giorni dalla data di rispedizione della
fattura qualora la nuova emissione sia successiva alle scadenze indicate nella
precedente fattura.
21
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
Art. 20: Riscossione coatta
1. In caso di mancato o parziale pagamento della tariffa entro i termini stabiliti, il gestore
provvederà al recupero coatto delle somme dovute, maggiorate degli interessi di cui
all’art. 24, delle spese di recupero del credito e delle successive occorrende.
2. Per tardivo pagamento si intende quello effettuato entro i 30 giorni successivi alla data
di scadenza indicata nel documento di addebito, oltre i 30 giorni il pagamento si
considera omesso.
3. La riscossione coatta della tariffa è effettuata direttamente dal gestore del servizio
integrato, ai sensi di quanto previsto dall’art. 52 comma 5 lett. b) del D.Lgs. 446/1997,
mediante notifica di apposita ingiunzione di pagamento come previsto dal Regio
Decreto 14 aprile 1910, n. 639.
4. L’ingiunzione di pagamento, esecutiva di diritto ai sensi dell’art. 229 del D.Lgs. 19
febbraio 1998 n. 51, deve essere sottoscritta e notificata, anche a mezzo lettera
raccomandata a.r., direttamente dal gestore, il quale provvederà a nominare al suo
interno un responsabile del procedimento ai sensi della L. 241/1990 al quale sono
attribuite tutte le ulteriori attività necessarie per la riscossione coatta della tariffa e dei
relativi accessori.
5. L’ingiunzione di cui ai commi precedenti deve contenere le indicazioni:
•
della tariffa dovuta;
•
degli atti di riscossione anche stragiudiziale eventualmente posti in essere in
precedenza;
•
degli interessi dovuti, delle eventuali sanzioni, e delle spese per il recupero coatto;
•
del termine entro cui deve avvenire il pagamento;
•
del termine entro cui l’atto può essere impugnato e dell’autorità avanti alla quale è
proponibile l’impugnazione;
•
del responsabile del procedimento nominato dal gestore.
6. In caso di mancato pagamento nei termini di cui all’ingiunzione, il gestore procederà
all’esecuzione forzata sui beni del debitore, anche avvalendosi degli strumenti di cui
alla L. 22 novembre 2002, n. 265, ovvero comunque a mente degli artt. 474 e seguenti
del codice di procedura civile, nel rispetto dei termini di prescrizione di cui agli artt.
2946 e seguenti del codice civile.
7. Resta impregiudicata al gestore, nel rispetto della disciplina vigente, il porre in essere
il recupero coatto mediante decreto ingiuntivo ai sensi degli artt. 633 e seguenti del
codice di procedura civile.
22
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
8. Prima di procedere al recupero coatto, è data facoltà al gestore di valutare
l’opportunità e la convenienza di procedere con modalità stragiudiziali al recupero
delle somme dovute, ovvero di addivenire a transazione debitamente motivata su
crediti di incerta riscossione
9. Una volta intrapresa l’azione di recupero della tariffa, al gestore è data facoltà di
valutare l’opportunità e la convenienza di continuare l’azione intrapresa.
Art. 21: Controllo
1. Il gestore del servizio svolge le attività necessarie ad individuare tutti i soggetti
obbligati al pagamento della tariffa, nonché controlla i dati comunicati ai sensi del
precedente art. 17.
2. Per lo svolgimento delle attività di cui al comma precedente, il gestore del servizio
effettua le verifiche ed i controlli nei modi e nelle forme maggiormente efficaci ed
opportune. A tal fine, i competenti uffici comunali sono tenuti a comunicare al gestore
del servizio, le variazioni anagrafiche della popolazione residente (nascite, decessi,
variazioni di residenza e domicilio, l'esatta composizione dei nuclei familiari, iscrizioni,
cessazioni e cambi via), nonché tutte le altre variazioni riguardanti i locali e le aree
interessate (ampliamento, ristrutturazione, licenze commerciali e simili).
3. In caso di riscontro di omesso o parziale comunicazione ai sensi del precedente art.
17 il gestore del servizio intraprende le azioni necessarie per la regolarizzazione
dell’utenza e per il recupero delle somme dovute dalla stessa. Dalla data di
ricevimento di tale comunicazione, l'utente ha 30 giorni per provvedere alla
regolarizzazione presentandosi presso gli uffici competenti esibendo regolare
denuncia di iscrizione/cessazione/variazione o inviando lettera raccomandata
fornendo le precisazioni del caso che, se ritenute fondate, comporteranno
l'annullamento o la rettifica della comunicazione inviata. Qualora l’utente non risponda
alla comunicazione di cui sopra entro il termine di 30 giorni, il gestore provvederà ad
inviare tramite posta raccomandata la comunicazione contenente gli elementi che
determinano l’addebito della tariffa all’utenza e il termine entro il quale presentare
eventuali contestazioni. Decorsi tali termini, il gestore del servizio procede emettendo
documento di addebito in base agli elementi indicati nel successivo comma 5.
4. In caso di riscontro di omessa, infedele o incompleta comunicazione, il gestore del
servizio ai fini dell'acquisizione dei dati necessari per il recupero delle somme dovute
dall'utenza e per il controllo delle comunicazioni ha facoltà di:
a) invitare gli occupanti e/o i conduttori dei locali e delle aree interessate ad esibire
o trasmettere atti e documenti (es. contratti e scritture private atte ad accertare le
date di utilizzo del servizio, planimetrie catastali dei locali e delle aree occupate),
ed a presentarsi presso l'ufficio per fornire chiarimenti ovvero rispondere a
questionari relativi a fatti, atti e notizie specifiche, da restituire debitamente
sottoscritti. In caso di mancato adempimento a dette richieste, qualora sia
necessario verificare elementi rilevanti per l'applicazione della tariffa (superfici o
23
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
destinazione d'uso), personale dipendente del gestore del servizio, su apposita
autorizzazione comunale e previo avviso da comunicare all'utente almeno cinque
giorni prima della verifica, sono deputati, muniti di tesserino di riconoscimento, ad
accedere ai locali ed alle aree interessate alla verifica stessa;
b) utilizzare atti e banche dati legittimamente in possesso del Comune e, previo
accordi e intese, degli enti erogatori di servizi a rete; richiedere a uffici pubblici o
ad enti pubblici, anche economici, dati e notizie rilevanti nei confronti dei singoli
utenti.
5. In caso di mancata collaborazione degli utenti o di altro impedimento alla diretta
rilevazione, il recupero delle somme verrà fatto sulla base di presunzioni semplici con i
caratteri previsti dall'art. 2729 del codice civile.
Art. 22: Abbuoni e rimborsi
1. La cessazione dell'utenza dà diritto all'abbuono ovvero al rimborso dell'importo pagato
a valere per il periodo compreso dal giorno successivo a quello indicato nella
comunicazione di cessazione, ove debitamente documentata, ovvero dal giorno
successivo a quello di presentazione della comunicazione di cessazione, e l'ultimo
giorno documentalmente addebitato.
2. L’utente può richiedere il rimborso delle somme versate e non dovute entro cinque
anni dal pagamento ovvero da quello in cui è stato definitivamente accertato il diritto
alla restituzione. Sulle somme rimborsate sono dovuti gli interessi nella stessa misura
del tasso legale maggiorato di 3 punti percentuali dalla data del pagamento ovvero, in
caso di errore non imputabile al gestore del servizio, dalla richiesta di rimborso.
3. In caso di emissione di nota di accredito oltre un anno dalla data della relativa fattura,
per motivi non dipendenti dal gestore ed a seguito di richiesta motivata da parte
dell’utente, il gestore provvede all’eventuale rimborso della tariffa per l’importo
imponibile non dovuto, al netto dell’IVA.
4. Nei casi di errore, di duplicazione, di eccedenza dell'importo addebitato rispetto a
quanto dovuto, o di importo addebitato riconosciuto non dovuto, il gestore del servizio
dispone lo storno dell’importo all’atto dei successivi addebiti, ovvero la nota di
accredito o il rimborso entro 90 giorni dalla richiesta dell'utente o dalla ricezione della
comunicazione di cessazione o della comunicazione tardiva.
Art. 23: Violazioni e penalità
1. In caso di mancata presentazione della comunicazione di cui all'articolo 17, il gestore
del servizio determina in via presuntiva le superfici occupate o condotte e gli altri
elementi utili per la quantificazione della tariffa, presumendo anche, fatta salva la
prova contraria, che l'occupazione o la conduzione abbia avuto inizio a decorrere dal
1° gennaio dell'anno in cui può farsi risalire l'inizio dell'occupazione o la conduzione in
24
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
base ad elementi precisi e concordanti. Per determinare gli elementi necessari, il
gestore del servizio si avvale degli strumenti e delle forme indicate all'articolo 21.
2. In caso di riscontro di omessa, tardiva, infedele od incompleta comunicazione, ovvero
di tardivo, parziale o omesso versamento il gestore del servizio , nei termini di
prescrizione stabiliti dalla legge, emette atto di recupero della tariffa o della maggiore
tariffa dovuta, unitamente alle maggiorazioni ed agli interessi moratori così come
stabilito al successivo comma 4 ed all'articolo 24 del presente regolamento.
3. Gli atti di cui al comma precedente, devono contenere gli elementi identificativi
dell'utente, dei locali e delle aree assoggettabili alla tariffa e la loro destinazione d'uso,
i periodi tariffati, la tariffa applicata unitamente alle spese, alle maggiorazioni ed
interessi richiesti, e le norme regolamentari e/o legislative violate.
4. Il gestore del servizio irroga le seguenti maggiorazioni una-tantum, oltre la tariffa
dovuta, a titolo di risarcimento per danno finanziario e rimborso spese ed oneri di
controllo dell'ufficio:
a) €. 150,00 in caso di omessa comunicazione di occupazione, di conduzione, o di
variazione degli elementi determinanti la tariffa;
b) €. 50,00 in caso di tardiva comunicazione di occupazione, di conduzione, o di
variazione degli elementi determinanti la tariffa, se perviene spontaneamente
entro un anno dalla data di cui all'art. 17;
c) €. 75,00 in caso di infedele, inesatta, od incompleta comunicazione di
occupazione, di conduzione, o di variazione degli elementi determinanti la tariffa;
d) €. 20,00 in caso di contestazione per gli inserimenti d’ufficio, effettuata oltre un
anno dalla data di emissione delle fatture e che comporti un rimborso delle
stesse, come previsto dall’art. 21 comma 3.
e) se vengono rinvenuti rifiuti a lato del contenitore, è addebitato il costo di un
doppio svuotamento.
Art. 24: Interessi moratori
1. Per omesso o parziale pagamento, il gestore del servizio provvederà ad addebitare
sugli importi dovuti, gli interessi moratori calcolati su base giornaliera in misura del
tasso legale maggiorato di 3 punti percentuali. In caso di ritardato pagamento la
maggiorazione sarà di 2 punti percentuali.
Art. 25: Trattamento dati
1. L’acquisizione di informazioni relative agli utenti è un processo indispensabile per
l’applicazione della tariffa.
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Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
2. Il trattamento dei dati viene effettuato dal gestore della tariffa o dai soggetti da questi
incaricati nel rispetto della normativa vigente. Tali soggetti sono obbligati alla garanzia
della tutela della riservatezza dei dati trattati attraverso la non divulgazione verso
l’esterno dei dati stessi.
Art. 26: Contenzioso
1. In materia di contenzioso riguardante sia il pagamento della tariffa, sia l'irrogazione
delle maggiorazioni, delle spese e degli interessi sarà adita l’Autorità competente.
CAPO III
ENTRATA IN VIGORE, RINVIO ED ADEGUAMENTI LEGISLATIVI
Art. 27: Entrata in vigore, rinvio ed abrogazioni
1. Il presente regolamento entra in vigore dal 1° gennaio 2015.
2. Per quanto non previsto dal presente regolamento, si fa espresso rinvio alle
disposizioni contenute nell’art. 1 della L. 27 dicembre 2013, n. 147 (dal comma 639 al
comma 728) e nel D.P.R. 27 aprile1999, n. 158, e loro successive modificazioni ed
integrazioni, e ad ogni altra norma applicabile in materia.
3. Ai sensi dell’art. 1, comma 704, della L. 27 dicembre 2013, n. 147 n. 147 del
27/12/2013 e s.m.e.i., è abrogato il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi di cui all’art.
14 del D.L. 6 dicembre 2011 n. 201 convertito, con modificazioni, dalla L. 22 dicembre
2011, n. 2014.
4. Rimangono valide, nei limiti in cui risultano compatibili con la nuova disciplina tariffaria,
e fino alla modificazione delle condizioni relative ai requisiti, le comunicazioni e
dichiarazioni rese ai sensi del previgente regolamento del Consorzio Igiene del
Territorio per l’applicazione della TIA, TARES e TARI.
Art. 28: Regime transitorio
1. Per i Comuni appartenenti al Consiglio di Bacino “Sinistra Piave” che non adottino il
sistema di raccolta porta a porta spinto verranno applicate per l’anno 2015, in fase
transitoria, le tariffe approvate per l’anno 2014, determinate sulla base del previgente
regolamento del Consorzio Igiene del Territorio; in tale fattispecie, il presente
regolamento viene applicato per la parte compatibile.
26
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
Art. 29: Adeguamenti normativi
1. Qualsiasi sopravvenuta modifica normativa deve intendersi immediatamente ed
automaticamente recepita nel presente regolamento nelle more dell'adozione degli atti
di adeguamento.
27
Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
Allegato A
TABELLA CLASSIFICAZIONE UTENZE DOMESTICHE
Numero
occupanti
1
2
3
4
5
6 o più
Allegato B
TABELLA MINIMI DI CONFERIMENTO PER UTENZE DOMESTICHE
Numero componenti
dell'utenza
N° svuotamenti minimi
(da 120 lt)
Volumetria annua
conferimenti minimi (lt)
1
2
240
2
3
360
3
4
480
4
5
600
5
6
720
6 e più componenti
7
840
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Regolamento per la disciplina della
tariffa corrispettiva del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
Allegato C
CLASSIFICAZIONE UTENZE NON DOMESTICHE
Tipologia di attività
N°
1
Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto, palestre
2
Cinematografi e teatri
3
Autorimesse e magazzini senza alcuna vendita diretta
4
Campeggi, distributori di carburanti, impianti sportivi, parchi divertimenti
5
Stabilimenti balneari, stazioni, aero porti e aree di sosta camper
6
Esposizioni autosaloni
7
Alberghi con ristorante
8
Alberghi senza ristorante
9
Case di cura e riposo, caserme, carceri, collegi, convitti
10
Ospedali e case di cura
11
Uffici, agenzie, studi professionali
12
Banche ed istituti di credito
13
Negozi di abbigliamento, calzature, librerie, cartolerie, ferramenta e altri beni durevoli
14
Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze
15
Negozi particolari quali filatelia, tende e tessuti, tappeti, cappelli-ombrelli, antiquariato
16
Banchi di mercato beni durevoli
17
Attività artigianali tipo botteghe: parrucchiere, barbiere, estetista
18
Attività artigianali tipo botteghe: falegname, idraulico, fabbro, elettricista
19
Carrozzeria, autofficina, elettrauto
20
Attività industriali con capannoni di produzione
21
Attività artigianali di produzione di beni specifici
22
Ristoranti, trattorie, pizzerie, osterie, pub
23
Mense, birrerie, hamburgherie, mense aziendali
24
Bar, caffè, pasticcerie
25
Supermercato, pane e pasta, macelleria, salumi, e formaggi, generi alimentari
26
Plurilicenze alimentari e/o miste, spacci aziendali
27
Ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio
28
Ipermercati di genere misti
29
Banchi di mercato, generi alimentari
30
Discoteche, night club, sale giochi
29
Assemblea del 2 luglio 2015
Regolamento per la disciplina della
Tariffa Corrispettiva
Assemblea del 2 luglio 2015
rilevanza economica, compresi quelli appartenenti al settore dei
rifiuti urbani, di scelta della forma di gestione, di determinazione
delle tariffe all'utenza per quanto di competenza, di affidamento
della gestione e relativo controllo sono esercitate unicamente
dagli enti di governo degli ambiti o bacini territoriali ottimali e
omogenei istituiti o designati ai sensi del comma 1 del presente
articolo”.
“Le funzioni di organizzazione dei servizi pubblici locali a rete di
Il comma 1 bis dell'articolo 3-bis del decreto-legge 13 agosto 2011, n.
138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n.
148, e successive modificazioni, prevede che:
Riferimenti normativi
Assemblea del 2 luglio 2015
e) la determinazione dei livelli di imposizione tariffaria del
servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
……….- omissis ………………
L’art. 3 comma 6 della L.R. 52/2012 prevede tra i diversi compiti del
Consiglio di Bacino:
Riferimenti normativi
Assemblea del 2 luglio 2015
“I comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale
della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico possono, con
regolamento di cui all'articolo 52 del decreto legislativo n. 446 del
1997, prevedere l'applicazione di una tariffa avente natura
corrispettiva, in luogo della TARI. Il comune nella commisurazione
della tariffa può tenere conto dei criteri determinati con il
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27
aprile 1999, n. 158. La tariffa corrispettiva è applicata e riscossa
dal soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti urbani.
Il comma 668 della L. 27 dicembre 2013, n. 147 così recita:
Riferimenti normativi
Assemblea del 2 luglio 2015
Nei Comuni del bacino Sinistra Piave è attivo
un sistema di misurazione puntuale della
quantità dei rifiuti basato sul numero di
svuotamenti dei contenitori del secco non
reciclabile
Assemblea del 2 luglio 2015
Esclusioni, esenzioni, riduzioni ed agevolazioni
Le modalità di applicazione per le utenze
domestiche e non domestiche
I soggetti passivi
L’ambito di applicazione
Il regolamento definisce:
Assemblea del 2 luglio 2015
Il Regolamento, nel presupposto ed ambito di applicazione della tariffa, riprende
quanto disposto dalla normativa (L. n. 147/2013) in continuità con il precedente
regolamento del Consorzio per i Servizi di Igiene del Territorio.
Struttura del Regolamento:
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Per la parte variabile la tariffa è commisurata in base al numero degli
svuotamenti del bidone del secco non riciclabile (con applicazione di un
numero di svuotamenti minimi fissati in funzione dei componenti il nucleo
familiare).
Come presentato nella Conferenza dei Sindaci del 18 giugno scorso, per le
UTENZE DOMESTICHE:
la modalità di calcolo della parte fissa della tariffa è definita per il 50% dei costi
fissi in funzione dell’utenza attivata e per il restante 50% commisurato al
numero dei componenti il nucleo familiare.
Modifiche rispetto al regolamento consortile
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La determinazione della tariffa supera la classificazione delle
utenze in base alla categoria merceologica e viene legata alla
componente dimensionale e di servizio in base ai contenitori
consegnati.
UTENZE NON DOMESTICHE (U.N.D.) -> attività produttive,
commerciali e di servizi
Modifiche rispetto al regolamento consortile
101
251
751
2
3
4
Superficie
2.000
750
250
100
a m2
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maggiore di 2.000
1
1
5
da m2
Classe di
superficie
A) COMPONENTE DIMENSIONALE: le utenze non domestiche
vengono classificate in base alla superficie catastale (senza
esenzioni e/o riduzioni per tipologia di rifiuti prodotti) in 5 classi
di superficie:
PARTE FISSA:
Modifiche rispetto al regolamento consortile
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B) COMPONENTE DI SERVIZIO: viene determinato un costo annuo
parametrato al volume e tipologia di rifiuto moltiplicato per il
numero di contenitori consegnati all’utenza (viene individuata una
dotazione minima obbligatoria -> n.1 bidone da 120 lt per il secco
non riciclabile)
PARTE FISSA:
Modifiche rispetto al regolamento consortile
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A) in base al volume dei contenitori del secco e degli svuotamenti
dello stesso effettuati nel corso dell’anno;
La tariffa è determinata :
PARTE VARIABILE:
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B) in base al numero e volume dei contenitori della raccolta
differenziata (umido, carta, plastica/lattine e vetro) consegnati
tenuto conto della frequenza standard di raccolta (bisettimanale
umido, quindicinale per carta e plastica/ lattine, mensile per vetro)
Modifiche rispetto al regolamento consortile
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Comma 3: La superficie di riferimento per il calcolo della tariffa è
rilevata dalla planimetria catastale aggiornata e completa
dell’utenza occupata o, in mancanza di questa, dalla visura
catastale che dovrà essere presentata dal soggetto passivo.
Modifiche rispetto al regolamento consortile
riferimento,
sono
comunque
tenute
a
corrispondere
la
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dell’art. 9 comma 3 con riferimento alla Classe 1 di superficie.
componente dimensionale della parte fissa determinata ai sensi
di
abbia la possibilità di determinare con criteri oggettivi la superficie
Comma 5: Le utenze non domestiche per le quali il gestore non
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(SOLO SU ESPLICITA COMUNICAZIONE DELL’UTENTE)
Riduzione del 30% della parte variabile della tariffa per tutte
le utenze domestiche del Bacino
A) Compostaggio domestico
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riduzione del 30% sulla quota fissa
di utenti non residenti e/o non dimoranti abituali (ad
esempio: cittadini iscritti all’AIRE) per uso stagionale od
altro uso limitato e discontinuo:
B) Abitazioni a disposizione
Rimangono inalterate per le utenze domestiche:
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riduzione del 30% sulla quota fissa
ovvero le cosiddette “seconde case” ad uso esclusivo del
proprietario, utente domestico già residente nel Comune, che abbia
dichiarato espressamente di non voler cedere l’immobile in
locazione o comodato:
B) Abitazioni a disposizione
Rimangono inalterate per le utenze domestiche:
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riduzione del 30% sulla quota fissa
abitazioni tenute a disposizione da utenze domestiche (unico
componente) residenti o domiciliate stabilmente presso
Istituti di cura che abbiano dichiarato espressamente di non voler
cedere l’alloggio in locazione o comodato:
B) Abitazioni a disposizione
Rimangono inalterate per le utenze domestiche:
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riduzione del 30% sulla quota fissa
Attività stagionali
Rimangono inalterate per le utenze non domestiche:
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riduzione del 50% sulla quota variabile
Scuole riconosciute paritarie e alle scuole non paritarie ai
sensi della L. 10 marzo 2000, n. 62:
Rimangono inalterate per le utenze non domestiche:
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Sono esenti dalla tariffa
Immobili di proprietà o in uso al Comune per
attività istituzionali (sede municipale, uffici
decentrati, musei, biblioteche, scuole, palestre,
centri polifunzionali, magazzini,….)
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Sono esenti dalla tariffa per la parte fissa
Immobili sedi di associazioni non aventi scopo di
lucro:
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riduzione della tariffa in percentuale sulla quota
fissa della tariffa commisurata ai giorni di
apertura previsti dal Piano Agrituristico
Attività di agriturismo:
Rimangono inalterate per le utenze non domestiche:
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Grazie per l’attenzione
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