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Frutticoltura in Alto Adige - Camera di Commercio di Bolzano

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Frutticoltura in Alto Adige - Camera di Commercio di Bolzano
I.P.
AL SERVIZIO DELL’ECONOMIA
Frutticoltura
in Alto Adige
Impulsi per l’economia e il mercato del lavoro
Pubblicato nel mese di aprile 2015
dalla Camera di commercio di Bolzano
via Alto Adige 60, I-39100 Bolzano
tel. 0471 945 706, fax 0471 945 712
[email protected]
www.camcom.bz.it
Idea, testi e realizzazione:
IRE – Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano
Foto: Florian Andergassen, Frieder Blickle, Marion Lafogler, Ingrid Heiss, VI.P
Realizzazione grafica: F&P, Bz
Stampa: Kraler Druck Sas
La frutticoltura – una colonna importante dell’economia altoatesina
La frutticoltura altoatesina ha superato egregiamente gli anni di crisi e può
guardare con fiducia al futuro. Essa sostiene le nostre numerose aziende
agricole a conduzione familiare e svolge anche un importante ruolo di ambasciatrice per l’Alto Adige in Italia e all’estero. Affinché la situazione non cambi,
bisogna però assicurare alla frutticoltura altoatesina delle condizioni favorevoli. Ciò richiede impegno nella ricerca, investimenti in prodotti e procedure
innovative. Occorre inoltre mantenere un quadro normativo che permetta ai
frutticoltori di lavorare in modo efficiente e produttivo. Serve infine che vengano
riconosciuti gli sforzi profusi dagli agricoltori per il loro prodotto naturale.
È pertanto nostra comune intenzione sottolineare con la presente pubblicazione
il significato che la frutticoltura riveste per l’economia dell’Alto Adige.
Michl Ebner
Presidente della Camera di commercio
di Bolzano
Arnold Schuler
Assessore provinciale all’Agricoltura
Leo Tiefenthaler
Georg Kössler
Presidente dell’Unione Agricoltori
e Coltivatori Diretti Sudtirolesi
Presidente del Consorzio Mela
Alto Adige
Un frutto che crea valore
Oltre 7.500 agricoltori coltivano con grande impegno e competenza frutta
altoatesina di prima qualità. In Alto Adige, il più grande “giardino” congiunto
di coltivazione frutticola d’Europa, si producono prevalentemente mele. Anno
per anno maturano nella nostra provincia circa un milione di tonnellate di
frutti gustosi e sani. Ogni seconda mela italiana e una mela europea su dieci
è “altoatesina”.
Le aziende frutticole altoatesine hanno un’estensione media pari a 2,5 ettari e
risultano quindi molto piccole. La frutticoltura permette tuttavia di realizzare
un’elevata produttività anche su piccole aree, garantendo così l’attività delle
piccole strutture agricole dell’Alto Adige.
Numero di aziende frutticole per dimensione (superficie)
2–5 ha
fino a 1 ha
1.950
1–2 ha
1.221
2.752
10–20 ha
5–10 ha
1.295
300
50 ha e oltre
20–30 ha
21
35
30–50 ha
20
Fonte: Censimento generale dell’agricoltura 2010
Totale
7.594
Il settore frutticolo realizza un valore aggiunto diretto di oltre 350 milioni
di euro, metà del valore aggiunto prodotto dall’agricoltura e 2,8 % dell’intero
valore aggiunto altoatesino. Se si somma anche il valore aggiunto indiretto
(ovvero gli effetti prodotti su altri settori economici), si arriva a ben 530
milioni di euro. Si aggiunge inoltre il valore aggiunto realizzato dalle
cooperative frutticole che ammonta a oltre 100 milioni di euro.
Una caratteristica particolarmente positiva della frutticoltura è di essere
meno soggetta alle oscillazioni congiunturali, contribuendo così alla stabilità
dell’Alto Adige in tempi di crisi.
Stabilità in tempi di crisi
Stima della redditività
Frutticoltura
Incidenza percentuale
con aspettative positive
100 %
80 %
60 %
Economia
altoatesina
*
40 %
20 %
0 %
2003
2004
2005
2006
2007
2008
* Difficili condizioni del livello dei prezzi 2009 (peggiori ricavi dal 1999)
rispetto alla raccolta record e andamento negativo delle previsioni
per il 2010
Fonte ed elaborazione: IRE
2009
2010
2011
2012
2013
2014
“La frutticoltura è un fattore di
stabilità in anni di crisi e svolge
pertanto un ruolo fondamentale
nell’economia altoatesina.”
Georg Lun
Direttore dell’Istituto di ricerca economica
Le aziende agricole a conduzione
famigliare assicurano occupazione
I frutticoltori gestiscono quasi sempre personalmente i meleti con il sostegno
dei loro famigliari e con l’ausilio di forza di lavoro stagionale durante il periodo
del raccolto. Inoltre, le cooperative frutticole offrono, durante tutto l’anno,
oltre 2.000 posti di lavoro. In periferia le cooperative frutticole rientrano tra
i principali datori di lavoro e sono quindi un’importante fonte di lavoro. Circa
due terzi dei loro occupati sono donne, molte di cui a part-time. I posti parttime contribuiscono al reddito famigliare e permettono di conciliare famiglia
e lavoro.
“La cooperativa MIVOR occupa
159 dipendenti ed è pertanto
uno dei maggiori datori di lavoro
a Laces. Oltre la metà del personale è di sesso femminile, di cui
un terzo a part-time.”
Thomas Oberhofer
Presidente della cooperativa MIVOR,
Laces e Presidente VI.P
Innovazioni per la natura
Il Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale Laimburg è un importante
riferimento di fama internazionale per la frutticoltura, costantemente
impegnato a migliorare la competitività e la sostenibilità della frutticoltura
altoatesina. Ogni anno vengono realizzati 350 progetti di ricerca, i cui risultati
vengono resi accessibili sia agli agricoltori altoatesini sia in ambito internazionale. Complessivamente il Centro Laimburg occupa, con le sue 22 aziende
esterne, circa 200 dipendenti. Oltre al suo budget di ricerca ordinario, il
Centro Laimburg acquisisce ogni anno, per i propri progetti di ricerca, diversi
milioni di euro da finanziatori terzi.
Il Centro di Consulenza per la fruttiviticoltura dell’Alto Adige provvede alla
corretta applicazione delle nuove conoscenze acquisite. Circa 50 collaboratori
offrono agli agricoltori una consulenza professionale su come ottenere
prodotti di alta qualità e realizzare una produzione il più naturale possibile
ed economicamente efficiente.
“Ricerca e innovazione sono fattori
chiave per la competitività. Il Centro
di Sperimentazione Laimburg effettua
ricerche per e in collaborazione con il
mondo frutticolo altoatesino, in modo
che l’economia frutticola locale possa
mantenere anche in futuro il proprio
ruolo di avanguardia in Europa.”
Michael Oberhuber
Direttore del Centro di Sperimentazione Laimburg
“La mela è il prodotto d’esportazione altoatesino per eccellenza e contribuisce allo stesso
tempo a promuovere all’estero
l’Alto Adige come terra del
gusto.”
Federico Giudiceandrea
Presidente dell’EOS - Organizzazione
Export Alto Adige
Biglietto da visita e ambasciatrice
dell’Alto Adige
La mela è il prodotto altoatesino più esportato. Circa la metà del raccolto
viene venduto in Europa centrale, settentrionale e orientale. Dopo l’Italia
è la Germania, con il 25 %, il mercato più importante. Le mele sono quindi
insieme allo speck e al vino le principali ambasciatrici culinarie per l’Alto
Adige. La frutticoltura detiene complessivamente il 13 % delle esportazioni
altoatesine verso altri paesi. La commercializzazione delle mele alto­atesine
è curata dal Consorzio delle Cooperative Ortofrutticole dell’Alto Adige (VOG)
e dall’Associazione produttori ortofrutticoli della Val Venosta (VI.P) che,
insieme alle associazioni FOS e Fruttunion formano il Consorzio Mela Alto
Adige.
Le mele altoatesine portano dal 2005 il marchio IGP. In questo modo la mela
altoatesina viene riconosciuta in tutta Europa come una specialità regionale
e tutelata in quanto portatrice di un’indicazione geografica protetta. Il marchio
impone il rispetto di precise norme di produzione e un severo sistema di
controllo, garantendo l’origine e la produzione tradizionale.
Italia 50 %
Germania 25 %
Altri, ad esempio Inghilterra,
Scandinavia, Spagna, paesi
dell’Europa dell’Est 25 %
Fonte: Mela Alto Adige IGP
“Molte imprese locali del commercio,
dell’artigianato e dell’industria sono
economicamente collegate alla frutti­
coltura; in questo modo assicurano
posti di lavoro e ordinativi.”
Michael Saltuari
Amministratore TopControl, Terlano
La mela come motore dell’economia
Per poter produrre, la frutticoltura ha bisogno di merci e servizi dai più
svariati settori dell’economia altoatesina, fornendo così importanti impulsi
all’economia locale. Le forniture di prodotti e servizi necessarie arrivano dal
settore di costruzione/commercio/riparazione di autoveicoli e macchinari
agricoli, dal settore dell’energia, dai servizi finanziari e assicurativi, dall’edilizia
o anche dai servizi di liberi professionisti e tecnici. Anche i comparti alla
fine della filiera produttiva traggono profitto dalla frutticoltura, ad esempio,
per la trasformazione e la vendita di mele nel commercio al dettaglio e
all’ingrosso, ma anche i trasporti, il magazzinaggio e la logistica. La frutticoltura e la cooperazione sono un motore importante per l’economia locale
e l’artigianato.
”La frutticoltura è consapevole
della propria responsabilità per una
produzione il più naturale possibile.
Attraverso la coltivazione integrata
e l’espansione delle coltivazioni
biologiche abbiamo fatto progressi
importanti. Il nostro impegno
continua.”
Karl Dietl
Presidente della cooperativa GEOS, Silandro
La coltivazione integrata e biologica
La produzione di frutti adeguati al mercato richiede molta cura. Il 96 %
dei frutticoltori altoatesini osserva le direttive del Gruppo di lavoro per
la frutticoltura integrata dell‘Alto Adige (AGRIOS) in merito alla concimazione, alla cura del suolo e alla lotta antiparassitaria. Sono previsti severi
controlli che garantiscono il rispetto delle direttive. Ove possibile, le cure
agronomiche, biologiche, meccaniche e manuali hanno sempre precedenza
sull’uso di sostanze chimiche.
Da circa trent’anni in Alto Adige si coltivano anche mele biologiche.
La coltivazione biologica applica metodologie naturali senza l’uso di
concimi e antiparassitari chimici o sintetici. Il settore biologico produce
oggi 43.000 tonnellate di mele e continua ad aumentare. L’Alto Adige è
diventato, con il 40 % della produzione totale, ormai il principale fornitore
di mele biologiche in Europa.
Quantità di mele biologiche raccolte
20.000 t
2003
Fonte: Camera di commercio di Bolzano
46.000 t
2014
Aziende innovative nella lavorazione
della frutta
La mela non solo è un prodotto naturale molto gustoso, ma ha anche una
varietà di impieghi. Oltre allo strudel di mele, le mele Solid Pack, la mousse
o le fettine di mele si possono produrre anche gustosi succhi e sciroppi,
concentrati e aromi. Le imprese altoatesine che operano nel settore della
lavorazione frutticola vendono le mele locali in tutto il mondo e occupano
complessivamente oltre 700 lavoratori. Tra le maggiori imprese figurano
VOG Products, Pan Surgelati S.r.l., Fructus Meran S.p.A., Hans Zipperle S.p.A.
e Iprona S.p.A. La VOG Products, ad esempio, è diventata, dalla sua costituzione nel 1967, una delle maggiori aziende di trasformazione, valorizzazione
e distribuzione delle mele da industria e consumo fornite dalle cooperative
associate a livello europeo. Vengono applicate tecnologie e metodologie
di produzione all’avanguardia per trasformare e rivendere circa l’85 % di
tutta la frutta caduta a terra nel Trentino-Alto Adige. Le aziende altoatesine
di lavorazione della frutta non solo producono in modo molto innovativo,
ma si concentrano anche sulle ultime esigenze dei clienti. La loro gamma
di prodotti comprende anche quelli innovativi come gli snack alla frutta,
permettendo, insieme ai prodotti tradizionali, di soddisfare tutti i target di
clientela.
“Grazie alla valorizzazione di alto
livello accresciamo il valore aggiunto
della mela e realizziamo prodotti
innovativi.”
Franz Varesco
Presidente della VOG Products, Laives
Le cooperative animano l’economia
locale
Le 22 cooperative frutticole dell’Alto Adige sono tra le più progredite in
Europa. In moderni impianti di selezione i frutti vengono lavorati con cura
per garantirne così la massima qualità. Una capacità di magazzinaggio di
quasi 900.000 tonnellate permette di conservare in celle frigorifere quasi
tutto il raccolto dell’anno. Le mele vengono immagazzinate e possono
essere vendute durante tutto l’anno in base alle richieste del mercato.
Innovazione ed efficienza energetica assumono sempre più importanza.
Nonostante le elevate quantità richieste anche negli imballaggi si punta
alla massima flessibilità, in modo da soddisfare tutti i clienti. Per poter
garantire tutti questi servizi anche in futuro, ogni anno si effettuano investimenti importanti. Le cooperative frutticole altoatesine investono all’anno
40 milioni di euro in edifici e impianti e sostengono così l’economia locale,
affidando i lavori soprattutto a imprese locali.
“Gli investimenti annuali
delle cooperative forniscono
un contributo importante
all’economia locale.”
Harald Weis
Presidente della cooperativa EGMA,
Caldaro
Oltre agli investimenti in beni patrimoniali, anche le spese per salari e
stipendi sono un fattore importante per l’economia locale. Con ca. 2.000
dipendenti e costi del personale pari a 60 milioni di euro, le cooperative
frutticole figurano tra i principali datori di lavoro, soprattutto nelle zone
rurali. Nel complesso si può quindi affermare che non solo gli operatori
economici locali traggono profitto dalla richiesta delle cooperative, ma
che viene sostenuto anche il mercato del lavoro.
Investimenti delle cooperative frutticole altoatesine
in immobilizzazioni materiali
Attrezzature industriali e
commerciali
17 %
29 %
Immobilizzazioni in corso
e acconti
52,6 milioni
Terreni e fabbricati
26 %
27 %
Impianti tecnici e
macchinario
Fonte: Federazione Cooperative Raiffeisen dell’Alto Adige
La frutticoltura fa bene
all’Alto Adige
I frutticoltori altoatesini realizzano un valore aggiunto stabile e contribuiscono così – soprattutto in tempi di crisi – in misura determinante
alla forza economica dell’Alto Adige.
Le cooperative frutticole sono un importante datore di lavoro nelle
periferie e creano posti di lavoro, in particolare per le donne.
La mela con l’indicazione geografica protetta IGP è il prodotto d’esportazione altoatesino per eccellenza e un’importante ambasciatrice per
l’Alto Adige quale terra del gusto.
La frutticoltura produce molti effetti positivi per i settori di fornitura
e lavorazione ed è un importante motore per l’economia locale e per
l’artigianato.
L’Alto Adige è leader nel settore della coltivazione biologica di mele;
anche i frutticoltori convenzionali applicano le severe direttive della
coltivazione integrata.
Sfide per il futuro
Le condizioni quadro per la frutticoltura altoatesina dovrebbero permetterne il continuo sviluppo.
Le normative dovrebbero garantire agli agricoltori di lavorare in modo
efficiente.
Vanno supportati gli sforzi della frutticoltura altoatesina verso una
coltivazione più naturale possibile e allo stesso tempo produttiva. A
tal fine occorrono impegno nella ricerca e investimenti dei frutticoltori
in prodotti e sistemi innovativi.
La frutticoltura altoatesina è caratterizzata da imprese piccole, pertanto
occorre il contributo di tutti per facilitare la coesistenza dei vari metodi
di coltivazione.
www.camcom.bz.it
Un’iniziativa della Camera di commercio di Bolzano
in collaborazione con:
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