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REGOLAMENTO COMUNALE SULLA TUTELA DEGLI ANIMALI

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REGOLAMENTO COMUNALE SULLA TUTELA DEGLI ANIMALI
COMUNE DI PAVIA
REGOLAMENTO COMUNALE SULLA
TUTELA DEGLI ANIMALI
INDICE
TITOLO I
ART. 1
ART. 2
ART. 3
TITOLO II
ART. 4
ART. 5
ART. 6
ART. 7
ART. 8
ART. 9
ART. 10
TITOLO III
ART. 11
ART. 22
ART. 13
ART. 14
ART. 15
TITOLO IV
ART. 16
ART. 17
ART. 18
ART. 19
ART. 19/Bis
ART. 20
ART. 20/Bis
ART. 21
TITOLO V
ART. 22
-
PRINCIPI
Profili istituzionali e valori etico/culturali
Tutela degli animali
Ambito di applicazione
-
DISPOSIZIONI GENERALI
Detenzione
Maltrattamento di animali
Trasporto di animali ed accesso degli animali sui servizi di trasporto pubblico
Abbandono degli animali
Avvelenamento degli animali
Cattura, detenzione e commercio di fauna selvatica autoctona
Decesso
-
UTILIZZO DI ANIMALI PER ACCATTONAGGI IN
SPETTACOLI, FIERE ED ALTRI INTRATTENIMENTI
Accattonaggio
Divieto di offrire animali in premio, vincita o omaggio
Esposizione e vendita di animali
Divieto di spettacolo e/o intrattenimento con utilizzo di animali
Circhi
-
CANI
Anagrafe canina
Attività motoria e rapporti sociali
Divieto di detenzione alla catena
Accesso a giardini, parchi ed aree pubbliche
Accesso degli animali negli esercizi pubblici
Aree autogestite destinate ai cani
Autogestione delle aree
Obbligo di raccolta delle deiezioni canine
Colonie feline
GATTI
ALTRI ANIMALI D'AFFEZIONE
TITOLO V/Bis
-
VOLATILI
TITOLO V/Ter
-
ANIMALI ACQUATICI
TITOLO VI
-
DISPOSIZIONI FINALI
ART. 23
ART. 24
ART. 25
Sanzioni
Vigilanza
Incompatibilità ed abrogazione norme
REGOLAMENTO COMUNALE SULLA TUTELA DEGLI ANIMALI
Titolo 1 – PRINCIPI
Art. 1 – Profili istituzionali e valori etico/culturali
1.
Il Comune di Pavia, nell’ambito dei principi e indirizzi fissati dalle Leggi e dal proprio Statuto,
promuove la tutela nel proprio territorio degli animali, quale elemento fondamentale e indispensabile
dell’ambiente, in conformità ai principi etici e morali della comunità nonché ai principi normativi vigenti
e considera che l’affermazione di un equilibrato rapporto rispettoso dei reciproci diritti tra cittadini ed
animali costituisca un obiettivo di civiltà da perseguire.
2.
Al fine di favorire la corretta convivenza fra uomo e animali il Comune di Pavia ha istituito l'Ufficio
Tutela Animali a cui sono attribuite le funzioni di informazione, sensibilizzazione ed educazione della
popolazione sulla conoscenza ed il rispetto degli animali e dell'ambiente, alla conservazione degli
ecosistemi, degli equilibri ecologici. L'Ufficio Tutela Animali divulga alla cittadinanza l'offerta dei
servizi del Comune di Pavia nel settore della tutela e dell'assistenza degli animali.
3.
Il Comune riconosce agli animali il diritto ad un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche
biologiche ed etologiche e a tal scopo promuove e sostiene iniziative e interventi rivolti al benessere
degli animali, nonché alla tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
4.
Le modifiche degli assetti del territorio dovranno tenere conto anche degli habitat a cui gli animali sono
legati per la loro esistenza.
Art. 2 – Tutela degli animali
5.
1.
Il Comune collabora con lo Stato che, in base alla L. 281/91 “Legge Quadro in materia di animali
d’affezione e prevenzione del randagismo”, promuove e disciplina la tutela degli animali d’affezione,
condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono.
2.
Fatto salvo quanto previsto dalle norme sanitarie in vigore e dalla legge 281/91 è fatto divieto ai cittadini
di catturare animali randagi per qualsiasi scopo, ferma restando la possibilità di intervenire ai fini sanitari
e di soccorso per gli enti e le associazioni protezionistiche riconosciute di Pavia.
3.
Al Comune, in base all’art. 3 D.P.R. 31 marzo 1979, spetta la funzione di vigilanza sulla osservanza di
Leggi e Regolamenti generali e locali relativi alla protezione degli animali e alla difesa del patrimonio
zootecnico, nonché l’attuazione delle disposizioni previste nel presente regolamento anche mediante
l’adozione di specifici provvedimenti applicativi.
4.
Il Sindaco, sulla base del dettato degli artt. 823 e 826 del Codice Civile, esercita la tutela delle specie
animali presenti allo stato libero nel territorio comunale.
Il Comune ritiene opportuno provvedere all’emanazione del presente regolamento al fine di garantire la tutela più
adeguata degli animali nel rispetto della normativa in materia, attraverso l’indicazione di disposizioni sulla
detenzione e tenuta degli animali.
6.
Il Comune si adopera altresì a diffondere e promuovere massimamente quelle garanzie giuridiche
attribuite agli animali dalla legislazione vigente.
Art. 3 – Ambito di applicazione
1.
Le norme di cui al presente regolamento riguardano tutte le specie animali che si trovano o dimorano, stabilmente
o temporaneamente, nel territorio comunale di Pavia e ne perseguono la protezione e il benessere.
2.
Le norme di cui al presente regolamento non si applicano:
a)
alle attività economiche inerenti l’allevamento di animali a fini zootecnici;
b) alle attività di studio e sperimentazione scientifica ai sensi del D.L.vo 116/92;
c)
alle specie selvatiche di vertebrati e invertebrati il cui prelievo è regolato da specifiche disposizioni vigenti, in
particolare riguardanti l’esercizio della caccia, cioè alla fauna omeoterma di cui alla L. 157/92;
d) alla detenzione di volatili ad uso venatorio, sempre che la detenzione stessa sia autorizzata ai sensi della normativa
vigente;
e)
alle attività di disinfestazione e derattizzazione.
Titolo 2 – DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 4 – Detenzione
1.
Chi detiene un animale dovrà averne cura e rispettare le norme dettate per la sua tutela.
2.
I proprietari, o detentori a qualsiasi titolo, di animali dovranno garantire costantemente agli stessi la
possibilità di soddisfare le proprie fondamentali esigenze, in base alle loro caratteristiche anatomiche,
fisiologiche e comportamentali. I proprietari, o detentori a qualsiasi titolo, di animali dovranno accudirli
e alimentarli secondo le necessità della specie e della razza alla quale appartengono, e dovranno
prendersi cura del loro stato di salute, garantendone il benessere psicofisico.
3.
Gli animali, se ricoverati all'esterno, dovranno essere tenuti in luoghi salubri, provvisti di riparo dalle
intemperie e sufficientemente ombreggiati, di adeguate dimensioni ed ampiezza e comunque non
inferiore ai parametri di cui al DPCM del 28/2/03, rispetto alle fisiologiche necessità di movimento degli
animali. I ripari dovranno essere sufficientemente coibentati e dovranno avere il tetto impermeabilizzato;
dovranno essere chiusi su tre lati ed essere rialzati da terra e al di sopra dovrà essere disposta un’adeguata
tettoia e non dovranno, infine, essere umidi, né posti in luoghi soggetti a ristagni d’acqua, ovvero in
ambienti che possano risultare nocivi per la salute dell’animale.
4.
I ricoveri dovranno essere facilmente accessibili e spaziosi in modo che gli animali possano reggersi e
coricarsi normalmente e dovranno essere costruiti in modo che non vi sia pericolo di ferimento.
5.
I locali, i box, i recinti adibiti al ricovero di animali dovranno essere tenuti costantemente in buone
condizioni di pulizia e d’igiene.
6.
Il proprietario o custode deve controllare con frequenza almeno quotidiana lo stato di salute degli animali
e le strutture ed attrezzature di ricovero e ne elimina immediatamente i difetti che ne compromettono
l'integrità fisica ed il benessere, adottando ogni adeguata misura di protezione. Il proprietario o custode di
animali deve sottoporre alle cure di un medico veterinario gli animali malati o feriti, secondo il loro stato.
Art. 5 - Maltrattamento di animali
1.
E’ vietato mettere in atto qualsiasi maltrattamento o comportamento lesivo nei confronti degli animali e
che contrasti con le vigenti disposizioni.
2.
E’ vietato tenere animali in spazi angusti, insalubri e/o privi dell’acqua e del cibo necessario o sottoporli
a rigori climatici tali da nuocere alla loro salute. E' vietato ricoverare all'esterno gli animali che non
possono adattarsi alle condizioni climatiche.
3.
E’ vietato tenere animali in isolamento e/o condizioni di impossibile controllo quotidiano del loro stato di
salute o privarli dei necessari contatti sociali tipici della loro specie.
4. E’ vietato detenere animali in ambienti separati dai locali di abitazione, quali soffitte, cantine, rimesse,
garage, box, casotti, in cui viene accertata anche solo una delle seguenti condizioni:
5.
6.
a.
illuminazione naturale assente o insufficiente;
b.
ventilazione assente o insufficiente;
c.
spazio a disposizione dell’animale tale da non consentire una seppur minima attività motoria.
E’ vietato tenere animali da compagnia o selvatici permanentemente legati o alla catena.
E’ vietato tenere cani ed altri animali all’esterno sprovvisti di un idoneo riparo. E’ vietato
tenere animali in terrazze o balconi per periodi prolungati, isolarli in rimesse o cantine oppure segregarli in
contenitori o scatole, anche se poste all’interno dell’appartamento.
7.
E’ vietato custodire e/o stabbiare animali con strumenti di contenzione che non permettano la posizione
eretta, di sdraiarsi e di voltarsi.
8.
E’ vietato tenere animali in gabbia ad eccezione di uccelli e piccoli roditori, ad eccezione
trasporto e ricovero per cure.
9.
E' vietata su tutto il territorio comunale la vendita di animali colorati artificialmente.
10.
E’ vietato trasportare o detenere animali, per qualsiasi periodo di tempo, chiusi ermeticamente nei cofani
posteriori delle auto.
dei casi di
11. E’ vietato trasportare animali in condizioni e con mezzi tali da procurare loro sofferenza, ferite o danni
fisici anche temporanei; gli appositi contenitori dovranno consentire la stazione eretta, ovvero la possibilità
di sdraiarsi e rigirarsi.
12. E’ vietato addestrare animali ricorrendo a violenze, percosse o costrizione fisica in ambienti inadatti
(angusti o poveri di stimoli) che impediscono all’animale di manifestare i comportamenti tipici della
specie.
13. E' vietato l'addestramento inteso ad esaltare l'aggressività di cani e relativi incroci di cui all'elenco allegato
alla Ordinanza del Ministero della Salute del 27/08/2004 "Tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressività
di cani".
Chiunque violi i divieti di cui ai commi da 1 a 12 del presente art., detenendo animali in
condizioni incompatibili con la loro natura, producendo gravi sofferenze, contravviene
all'art. 727 del Codice Penale ed è punito con l'arresto fino ad 1 anno o con l'ammenda da €
1.000,00 a 10.000,00 . Chiunque violi il divieto di cui al comma 13, è punito ai sensi
dell'art. 650 del Codice Penale.
Art. 6 - Trasporto di animali ed accesso degli animali sui servizi di trasporto pubblico.
1.Gli animali debbono essere trasportati in modo da non arrecare traumi o sofferenze, in accordo ai vigenti
regolamenti.
2.E’ consentito l’accesso degli animali d'affezione su tutti i mezzi di trasporto pubblico e su taxi operanti nel
Comune di Pavia, secondo il regolamento della mobilità redatto dal gestore del trasporto.
3.L’animale dovrà in ogni caso essere accompagnato dal padrone o detentore a qualsiasi titolo; per i cani è
obbligatorio l’uso del guinzaglio e della museruola.
4.Il proprietario, o detentore a qualsiasi titolo, che conduce animali sui mezzi di trasporto
pubblico dovrà
aver cura che gli stessi non sporchino o creino disturbo o danno alcuno agli altri passeggeri o alla vettura.
5.Non possono essere trasportati sui mezzi di trasporto pubblico animali appartenenti a specie selvatiche di
comprovata pericolosità.
Chiunque violi il comma 1 del presente art. contravviene all'art. 727 del C.P. ed è punito con l'arresto fino ad 1
anno o con l'ammenda da € 1.000,00 a 10.000,00.
Art. 7 - Abbandono degli animali
1.
E’ severamente vietato abbandonare qualsiasi tipo di animali, sia domestici che selvatici, sia appartenenti
alla fauna autoctona o esotica, in qualunque parte del territorio comunale, compresi giardini, parchi e
qualsiasi tipologia di corpo idrico.
2.
I cittadini che rinvengono animali vaganti, feriti o in stato di difficoltà, devono segnalare
tempestivamente l’evento al Comune che attiverà i servizi preposti al recupero.
3.
E’ fatta salva la liberazione in ambienti adatti di individui appartenenti alla specie di fauna autoctona,
previa comunicazione al Servizio Veterinario dell’ASL, di soggetti provenienti da Centri di Recupero
autorizzati ai sensi delle leggi vigenti.
Chiunque violi il divieto di cui al comma 1 del presente art. è punito a norma dell'art. 727 del C.P. con l'arresto
fino ad 1 anno o con l'ammenda da € 1.000,00 a 10.000,00.
Art 8 - Avvelenamento degli animali
1.
E’ severamente proibito a chiunque spargere o depositare in qualsiasi modo, e sotto qualsiasi forma, su
tutto il territorio comunale, alimenti contaminati da sostanze velenose in luoghi ai quali possano accedere
animali, escludendo le operazioni di derattizzazione e disinfestazione, che devono essere eseguite con
modalità tali da non interessare e nuocere in alcun modo agli animali.
2.
I medici veterinari, liberi professionisti o pubblici ufficiali dell’Azienda Sanitaria Locale e dipendenti
dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale sono tenuti a segnalare all’Amministrazione e alla Procura della
Repubblica tutti i casi di avvelenamento di animali di cui vengano a conoscenza. In detta segnalazione
dovranno essere indicati il tipo di veleno usato e la zona in cui gli avvelenamenti si sono verificati.
Chiunque violi il divieto di cui al comma 1 del presente art. è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria
da €. 25,00 a €. 500,00, salvo che il fatto non costituisca reato.
Chiunque per crudeltà o senza necessità cagioni la morte di un animale è punito con la reclusione da 3 a 18
mesi ai sensi dell'art. 544-bis del C.P.
Art. 9 - Cattura, detenzione e commercio di fauna selvatica autoctona
1.
E’ fatto divieto sul territorio comunale di molestare, catturare, detenere e commercializzare le specie
appartenenti alla fauna autoctona, fatto salvo quanto stabilito dalle leggi vigenti che disciplinano
l’esercizio della caccia, della pesca e dalle normative sanitarie.
2.
E’ vietato l’addestramento di animali appartenenti a specie selvatiche.
Chiunque violi il divieto del presente art. è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da €. 25,00 a €.
500,00, salvo che il fatto non costituisca reato.
Art. 10 - Decesso
1.
E' vietato seppellire le spoglie di animali in aree pubbliche o private sul territorio comunale.
2.
Le spoglie degli animali d'affezione (cani e gatti) deceduti dovranno essere conferite al Distretto
Veterinario dell'ASL, per la successiva cremazione presso ditte autorizzate, previo pagamento della tariffa
della prestazione sanitaria erogata.
3.
Nel caso in cui l'animale fosse iscritto alla anagrafe regionale, il proprietario dovrà darne comunicazione
al Dipartimento di Prevenzione Veterinario della ASL.
Titolo 3 – UTILIZZO DI ANIMALI PER ACCATTONAGGI
IN SPETTACOLI, FIERE ED ALTRI INTRATTENIMENTI
Art. 11 - Accattonaggio
1.E’ fatto assoluto divieto di esercitare la pratica dell’accattonaggio mediante animali.
Chiunque violi il divieto del presente art. è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da €. 25,00 a €.
500,00, salvo che il fatto non costituisca reato. Gli animali domestici oggetto di sequestro saranno ricoverati
presso le strutture preposte.
Art. 12 - Divieto di offrire animali in premio, vincita o omaggio
1.
E’ fatto assoluto divieto su tutto il territorio comunale di offrire, a qualsiasi titolo, animali di qualsiasi
età, in premio o vincita di giochi oppure in omaggio.
2.
La norma di cui al punto precedente non si applica alle associazioni animaliste e ambientaliste
(regolarmente iscritte al registro del volontariato o degli enti giuridici) nell’ambito delle iniziative a
scopo di adozione.
Chiunque violi il comma 1 del presente art. è punito con la chiusura o la sospensione dell’attività per l’intera
giornata oltre all’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da €. 25,00 a €. 500,00, salvo che il
fatto non costituisca reato.
Art. 13 – Esposizione e vendita di animali.
1.
Presso gli esercizi commerciali autorizzati alla vendita, gli animali dovranno essere collocati in strutture
di ricovero adeguate alle loro esigenze fisiologiche ed etologiche, evitando la diretta esposizione delle
stesse ai raggi solari e alle correnti d’aria. Le specie non compatibili tra di loro dovranno essere tenute in
strutture di ricovero separate. In ogni caso cani e gatti possono essere custoditi dentro le gabbie soltanto
nell’orario di apertura del negozio.
2.
E’ fatto divieto di esporre animali all’esterno dei negozi o nelle vetrine se non adeguatamente protette dai
raggi solari.
3.
Fermo restando le disposizioni previste dall’art. 69 del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza, per gli
esercizi ambulanti le licenze di esporre animali devono prevedere inoltre i seguenti requisiti: a) le
attrezzature devono corrispondere alle specie e al numero degli animali da esporre, devono essere
costruite in modo che gli animali siano protetti dagli influssi atmosferici, dai disturbi provocati dai
visitatori, dal rumore e dai gas di scarico; b) i titolari di esercizi ambulanti, dopo l’esposizione o lo
spettacolo, debbono disporre di locali di ricovero adeguati.
4.
Sono vietate le manifestazioni con cuccioli di età inferiore ai 6 mesi.
Chiunque violi i divieti del di cui al comma 2 del presente art. è punito con la chiusura o la sospensione
dell’attività per l’intera giornata oltre all’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da €. 25,00 a €.
500,00, salvo che il fatto non costituisca reato.
Art. 14 – Divieto di spettacolo e/o intrattenimento con utilizzo di animali
1.
E’ vietato utilizzare animali, sia appartenenti a specie domestiche che selvatiche, per il pubblico
divertimento in contrasto alla normativa vigente su tutto il territorio comunale.
2.
Fermo restando quanto stabilito dalla legge dall'art 544-quater del C.P." sono vietati gli spettacoli che
comportino sevizie o strazio.
3.
E’ vietato utilizzare animali per combattimenti.
Chiunque violi i divieti di cui al comma 1 e 2 del presente art., è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni e
con la multa da € 3.000,00 a 15.000,00; nel caso si tratti di forme di spettacolo o di intrattenimento pubblico,
viene disposta la chiusura o la sospensione dell’attività per l’intera giornata. Chiunque violi i divieti di cui al
comma 3, è punito con la reclusione da 1 a 3 anni e con la muta da € 50.000,00a 160.000,00 ai sensi dell'art.
544-quinquis del C.P.
Art. 15 – Circhi 1.
Sono fatte salve le linee guida emanate dal Ministero dell’Ambiente – Servizio Conservazione della
Natura “Criteri per il mantenimento di animali nei circhi e nelle mostre viaggianti”, sempre
garantendo il benessere e il rispetto delle norme fisiologiche ed etologiche.
Titolo 4 – CANI
Art. 16 – Anagrafe canina
1.
I proprietari di cani, residenti nel Comune di Pavia, sono tenuti ad identificare i propri animali mediante
l’inserimento di apposito microchip entro 15 giorni dalla nascita o dall’acquisto. Tale operazione può
essere eseguita dai veterinari ufficiali della ASL o da veterinari libero professionisti accreditati che
procederanno ad inserire i dati anagrafici del proprietario, i dati segnaletici del cane nonché il codice del
microchip nella banca dati
regionale.
2.
I proprietari sono tenuti a segnalare la cessione definitiva, il trasferimento, la scomparsa o il decesso
dell’animale entro 15 (quindici) giorni al Servizio Veterinario dell’ASL che procederà ad aggiornare la
banca dati regionale.
Chiunque violi i divieti di cui ai commi 1 e 2 del presente art. sarà punito con la sanzione da €. 25,85 a €.
103,29, prevista dall’art. 10 della Legge Regionale 30/87.
Art. 17 – Attività motoria e rapporti sociali
1.
Chi detiene un cane dovrà provvedere a consentirgli, ogni giorno, l’opportuna attività motoria, in
particolare i cani tenuti in appartamento devono poter effettuare regolari uscite giornaliere.
2.
I cani custoditi in recinto devono poter effettuare almeno due uscite giornaliere. Le dimensioni dei box e
dei recinti all’aperto devono rispettare i requisiti previsti dall’allegato A del D.P.C.M. n. 52 del
28/02/2003.
Art. 18 – Divieto di detenzione a catena
1.
E’ buona norma non tenere cani legati a catena. E’ comunque fatto assoluto divieto di
detenere cani con catena corta e/o sprovvisti di box rialzato dal suolo o con pavimento
che lo isoli dall’umidità del terreno, coperto su almeno tre lati, con tetto
impermeabilizzato o sovrastato da una tettoia in modo da consentire il riparo dalle
intemperie e di larghezza tale da consentire al cane di potersi girare al suo interno. La
catena non deve avere una misura inferiore ai 6 metri ed il terminale della stessa deve
essere fissato ad un cavo aereo di almeno tre metri fissato ad altezza non superiore a
due metri onde permettere all’animale di muoversi senza rimanere impigliato e di poter
sempre raggiungere il box ed il contenitore dell’acqua.
2.
I dispositivi d’attacco non devono provocare ferimenti. Le corde, le catene, i collari ed i
dispositivi analoghi, devono essere controllati e adattati alla taglia degli animali con
sufficiente frequenza.
Chiunque violi il presente art., detenendo animali in condizioni incompatibili con la loro natura, sarà punito a
norma dell’art. 727 del C.P con l'arresto fino ad 1 anno o con l'ammenda da € 1.000,00 a 10.000,00.
Art. 19 – Accesso a giardini, parchi ed aree pubbliche
1.
Ai cani accompagnati dal proprietario o da altro detentore è consentito l’accesso a tutte le aree pubbliche
e di uso pubblico compresi i giardini e i parchi.
2.
E’ fatto obbligo di condurre i cani al guinzaglio.
3.
E’ vietato l’accesso ai cani in aree destinate a attrezzate per particolari scopi, come le aree gioco per
bambini, quando a tal fine siano chiaramente delimitate e segnalate con appositi cartelli di divieto.
Chiunque violi il divieto di cui ai commi 1, 2, e 3 del presente art. è punito a con la sanzione amministrativa
pecuniaria da €. 25,00 a €. 500,00.
Art. 19/Bis - Accesso degli animali negli esercizi pubblici
1.I proprietari, o detentori a qualsiasi titolo, che conducono gli animali negli esercizi pubblici, ove
ammesso, dovranno munirsi di guinzaglio e di idonea museruola, avendo inoltre cura che non
sporchino e che non creino disturbo o danno alcuno.
Art. 20 – Aree autogestite destinate ai cani
1.
Nell’ambito dei giardini, parchi ed altre aree a verde di uso pubblico, possono essere organizzati spazi
autogestiti destinati ai cani, opportunamente attrezzati, delimitati e individuati mediante appositi cartelli.
Negli spazi a loro destinati, i cani possono muoversi, correre e giocare liberamente, senza guinzaglio,
sotto la vigile responsabilità degli accompagnatori, senza determinare danni alle piante, alle strutture
presenti o ad altri animali.
Art. 20/ Bis Autogestione delle aree
1.
Il Comune di Pavia provvederà a stabilire le modalità di utilizzo delle aree di cui all’art. precedente, una
volta attrezzate, attraverso forme che consentono la vigilanza, il diretto controllo e l’autofinanziamento
dei costi di gestione e manutenzione delle aree stesse da parte degli utenti, col preciso intento di
sensibilizzare e responsabilizzare gli stessi nella fruizione del servizio pubblico.
Art. 21 – Obbligo di raccolta delle deiezioni canine
1.
I proprietari o detentori a qualsiasi titolo degli animali, hanno l’obbligo di raccogliere gli escrementi
prodotti dagli stessi sul suolo pubblico, in modo da mantenere e preservare lo stato di igiene e decoro del
luogo.
2.
I proprietari e/o detentori di cani, con l’esclusione di animali per guida non vedenti e da essi
accompagnati, che si trovano su area pubblica o di uso pubblico hanno l’obbligo di essere muniti di
apposita paletta o sacchetto per la rimozione degli escrementi prodotti da questi ultimi, atto a mantenere
l’igiene del luogo.
3.
L’obbligo di cui al presente articolo sussiste per qualsiasi area pubblica o di uso pubblico (via, piazza,
giardino o altro) dell’intero territorio comunale.
Chiunque violi il divieto d cui ai commi 1 e 2 del presente art. è punito con la sanzione
amministrativa pecuniaria da €. 25,00 a €. 500,00.
Titolo 5 – GATTI
Art. 22 –Colonie feline
.
1.
Ai sensi della Legge 281 del 14/08/1991 è fatto divieto di maltrattare i gatti che vivono in libertà.
2.
Gli Enti e le Associazioni protezionistiche possono d’intesa con il Servizio Veterinario dell’ASL, avere
in gestione le colonie feline, assicurandone la cura della salute e le condizioni di sopravvivenza.
3.
I gatti che vivono in libertà, appartenenti a colonie censite, sono sterilizzati dal Servizio Veterinario
dell'ASL e riammessi nel loro gruppo. I dati del censimento sono conservati e aggiornati periodicamente
dal competente ufficio del Comune.
4.
Per "colonia felina" si intende un gruppo di gatti che vivono in libertà, di solito insieme ad altri gatti.
5.
I volontari che si occupano della cura e del sostentamento delle colonie feline sono obbligati a rispettare
le norme per l’igiene del suolo pubblico, evitando la dispersione di alimenti e provvedendo alla pulizia
della zona dove i gatti sono alimentati dopo ogni pasto.
Chiunque violi il comma 4 del presente art. è punito con la sanzione amministrativa
pecuniaria da €. 25,00 a €. 500,00.
ALTRI ANIMALI D'AFFEZIONE
Titolo 5/Bis – VOLATILI
1.
I volatili detenuti in gabbia, possibilmente in copia, dovranno disporre di voliere di
adeguate dimensioni con disponibilità di contenitori dell’acqua e del cibo che dovranno
essere sempre riforniti, le gabbie non dovranno essere esposte a condizioni climatiche
sfavorevoli e dovranno essere posizionate in luoghi di adeguata luminosità.
Chiunque violi il presente art. è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da €.
25,00 a €. 500,00, sempre che il fatto non costituisca reato.
Titolo 5/Ter – ANIMALI ACQUATICI
1.
Gli animali acquatici dovranno essere detenuti in acquari di adeguate capacità, preferibilmente non
sferici, e devono essere garantiti il ricambio, la depurazione e l’ossigenazione dell’acqua, le cui
caratteristiche chimico-fisiche e di temperatura devono essere conformi alle esigenze fisiologiche delle
specie ospitate.
Chiunque violi il presente art. è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da €.
25,00 a €. 500,00, sempre che il fatto non costituisca reato.
Titolo 6 – DISPOSIZIONI FINALI
Art. 23 –Sanzioni
1.
Le modalità di accertamento e di applicazione delle sanzioni amministrative previste dall’art. 7/bis del
Testo Unico 267/2000 saranno applicate ai sensi del Capo 1 delle Legge 689 del 24/4/81 salvo le
disposizioni previste al Titolo 4.
2.
In caso di recidiva anche non specifica, si applica il doppio della sanzione.
3.
Laddove previsto, si procederà al sequestro dell’animale, che verrà ospitato presso le strutture preposte.
La restituzione dell’animale al proprietario sarà subordinata alla eliminazione della causa oggetto del
sequestro.
4.
I proventi delle sanzioni amministrative confluiranno in apposito capitolo del Bilancio e serviranno
esclusivamente a finanziare politiche di sostegno a favore degli animali da affezione. I proventi delle
sanzioni pecuniarie previste dalla Legge 20/07/2004 n. 189 affluiscono all'entrata del Bilancio dello Stato
e riassegnate al Ministero della Salute per la successiva destinazione alle associazioni o agli enti
protezionistici e zoofili riconosciuti.
Art. 24 – Vigilanza
1.
Sono incaricati di far rispettare il presente regolamento gli appartenenti al Corpo di Polizia Locale, alla
Forza Pubblica e tutti gli organi delegati con Decreto Prefettizio a svolgere attività di accertamento in
materia di sanzioni amministrative.
Art. 25 – Incompatibilità ed abrogazione di norme
1.
Dalla data di entrata in vigore del presente Regolamento decadono tutte le norme con esso incompatibili
eventualmente contenute in altre disposizioni comunali.
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