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Schema di decreto legislativo concernente i requisiti minimi di

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Schema di decreto legislativo concernente i requisiti minimi di
Schema di decreto legislativo concernente i requisiti minimi
di formazione della gente di mare
Atto del Governo 142
Dossier n° 152 - Schede di lettura
2 marzo 2015
Informazioni sugli atti di riferimento
Atto del Governo:
142
Titolo:
Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2012/135/UE che modifica la
direttiva 2008/106/CE concernente i requisiti minimi di formazione della gente di mare
Norma di delega:
Articolo 1 della legge 7 ottobre 2014, n. 154
Numero di articoli:
28
Date:
presentazione:
5 febbraio 2015
assegnazione:
5 febbraio 2015
termine per l'espressione del parere: 17 marzo 2015
Commissione competente :
IX Trasporti, XIV Unione Europea
Rilievi di altre Commissioni :
V Bilancio
Contenuto
La materia della formazione della gente di mare è attualmente disciplinata dal D.Lgs. n. 136 del 2011
che ha dato attuazione nel nostro ordinamento alla direttiva 2008/106/UE concernente i requisiti minimi di
formazione per la gente di mare, oltre che dagli articoli del Regolamento di esecuzione del codice della
navigazione. ll decreto si applica a tutti i lavoratori marittimi di Stati membri dell'UE, nonché a quelli di Paesi
terzi che siano titolari di un certificato che ne attesti le competenze, che sia stato rilasciato da uno Stato
membro dell'UE e che prestano servizio su navi battenti bandiera italiana. Sono escluse dal campo di
applicazione le navi militari o destinate al trasporto truppe, le navi di proprietà degli Stati utilizzate per servizi
governativi non commerciali, le navi da pesca e le unità da diporto che non effettuano traffico commerciale.
La direttiva 2012/35/UE, che con lo schema di decreto legislativo in commento si va a recepire, modifica
la precedente direttiva 2008/106/UE con l'obiettivo di introdurre nel diritto comunitario le importanti modifiche
adottate a livello internazionale in materia e contenute nella Convenzione STCW dell'IMO (Organizzazione
marittima internazionale).
Il campo di applicazione delle schema di decreto in commento rimane invariato rispetto al precedente.
La formazione e la certificazione della gente di mare sono state disciplinate nel 1978, a livello internazionale,
dalla Convenzione IMO (Organizzazione marittima internazionale) relativa alla formazione della gente di mare, al
rilascio dei brevetti e alla guardia ("Convenzione STCW"), entrata in vigore nel 1984, modificata in misura
rilevante nel 1995 e integrata nel diritto dell'Unione a partire dal 1994, in quanto tutti gli Stati membri sono parti
della Convenzione. Successivamente è stato istituito un meccanismo comune dell'Unione per il riconoscimento dei
sistemi di formazione e certificazione della gente di mare nei paesi terzi. Tali norme, a seguito di una rifusione,
sono state inserite nella direttiva 2008/106/UE. Importanti modifiche alla convenzione STCW sono poi state
introdotte nel 2010 nella Conferenza di Manila (c.d. "emendamenti di Manila"), in particolare per quanto riguarda la
prevenzione delle frodi sui certificati, il settore delle norme mediche, la formazione sulla protezione (security), la
formazione sugli aspetti tecnologici e l'introduzione di alcuni requisiti per i marittimi abilitati e di nuove figure
professionali. Gli emendamenti di Manila sono entrati in vigore il 1° gennaio 2012, mentre le disposizioni transitorie
potranno essere applicate fino al 1° gennaio 2017.
La direttiva 2012/35/UE provvede, come detto, a modificare alcune disposizioni della direttiva
2008/106/UE per recepire gli emendamenti di Manila alla Convenzione, rispetto ai quali nessuno Stato
membro ha sollevato obiezioni e che pertanto sono stati integrati nel diritto comunitario. L'obiettivo generale
della disciplina è quello di migliorare la formazione per la gente di mare, garantendogli un'adeguata
competenza a livello teorico e pratico ed assicurare che la gente di mare sia qualificata per soddisfare le
norme in materia di protezione e sicurezza e sia in grado di affrontare rischi e emergenze.
Le principali questioni su cui interviene la direttiva e che vengono recepite nello schema di decreto sono di
seguito illustrate.
a) I certificati di competenza della gente di mare, attualmente genericamente definiti "certificati adeguati",
vengono ridefiniti dall'articolo 2 dello schema nelle seguenti tipologie:
i certificati di competenza,che vengono rilasciati ai comandanti, agli ufficiali ed ai radioperatori
secondo le competenze definite nell'Allegato I al decreto, che recepisce le regole della Convenzione
STWC;
i certificati di addestramento, che vengono rilasciati ai marittimi in genere e che attestano la
sussistenza di specifici requisiti di formazione, competenza o di servizio in navigazione;
le prove documentali, che sono attestazioni di tipo diverso di specifiche competenze;
gli attestati di addestramento che, analoghamente agli attuali, comprovano l'addestramento
conseguito.
L'obiettivo è quello di preservare la qualità della formazione, atteso che l'Unione dispone di competenze
marittime di eccellenza che costituiscono uno dei pilastri della sua competitività.
Vengono inoltre introdotte (nell'ambito delle definizioni di cui all'art. 2), nuove figure professionali
nell'ambito della gente di mare: il radioperatore che opera su navi nell'ambito del sistema globale di
soccorso e sicurezza in mare (GMDSS); l'ufficiale elettrotecnico; il marittimo abilitato di coperta; il marittimo
abilitato di macchina; il comune elettrotecnico; l'ufficiale di protezione della nave (la persona cha a bordo
risponde al comandante ed è designata dalla società dell'attuazione e del rispetto del piano di protezione
della nave).
L'articolo 4 prevede espressamente, recependo la direttiva, che le Direzioni marittime assicurino che tutti i
lavoratori marittimi che svolgono funzioni a bordo di una nave siano in posssesso di un certificato di
competenza o di addestramento e delle prove documentali.
L'addestramento dei lavoratori marittimi (articolo 5) può anche essere affidato a istituti enti e società
ritenuti idonei ed espressamente autorizzati dalle Autorità competenti, ma viene espressamente stabilito, in
linea con quanto previsto dalla direttiva, che le qualifiche e l'esperienza degli insegnanti ed esaminatori
debba rispettare le norme di qualità definite nell'articolo 10. In questo articolo, viene stabilito, in modo più
dettagliato rispetto al testo vigente, che tutte le Autorità competenti debbano garantire che la certificazione
delle competenze sia costantemente costrollata attraverso un sistema di gestione della qualità che
assicuri il conseguimento degli obiettivi definiti nella sezione A-I/8 del Codice STCW e che gli obiettivi di
istruzione ed i livelli di competenza da conseguire siano chiaramente definiti ed in linea con quanto
previsto dalla Convenzione STWC.
Si prevede inoltre (art. 10, comma 3), che presso il MIT operi un Comitato di Valutazione
Indipendente, composto da rappresentanti delle Amministrazioni competenti, che ad intervalli non superiori
a cinque anni effettui una valutazione sulle Autorità competenti per la formazione della gente di mare,
relativamente alla sistema di valutazione adottato, alla gestione del sistema di valutazione ed alla loro
rispondenza agli obiettivi definiti; l'esito della valutazione è trasmessa alla Commissione europea entro sei
mesi. La costituzione di un siffatto organismo indipendente è espressamente richiesto dalla direttiva (art. 10).
Vengono infine migliorate (articolo 9) le misure per prevenire le pratiche fraudolente legate ai certificati
di competenza e di addestramento. A tal fine il nuovo comma 3 dell'art. 9 prevede che le Amministrazioni
competenti programmino, senza preavviso, visite ispettive presso gli enti, istituti o società di formazione
esterni, per verificare la corretta applicazione delle procedure di formazione e addestramento.
Con disposizione transitoria, nei confronti della gente di mare che abbia iniziato un servizio di
navigazione, un programma di istruzione e formazione o un corso di formazione riconosciuti prima del 1°
luglio 2013, si prevede che gli Stati membri possano continuare a rilasciare, riconoscere e convalidare, fino
al 1° gennaio 2017, certificati di competenza conformemente ai requisiti della direttiva come prima del 3
gennaio 2013.
Per il rinnovo dei certificati di competenza e di addestramento l'articolo 13, comma 5, rinvia ad appositi
provvedimenti delle diverse autorità competenti, quindi ad appositi provvedimenti del MIT, del MISE e del
Ministero della salute, la disciplina delle procedure di rinnovo dei certificati di competenza e dei relativi corsi
di aggiornamento.
Viene chiarita inoltre (art. 2, lett. ff) la nozione di "convalida di riconoscimento" del certificato: si tratta del
documento rilasciato dalle Rappresentanze Consolari italiane all'estero di riconoscimento di un certificato
emesso da uno Stato membro dell'Ue o da un altro Stato.
b) La configurazione delle Autorità competenti viene ridefinita dall'articolo 3 dello schema di decreto.
Viene infatti espressamente sancita la competenza del Ministero delle infrastrutture e trasporti ed in
specie della nuova Direzione Generale per la vigilanza sulle Autorità portuali, le infrastrutture portuali ed il
trasporto marittimo (recentemente istituita dal nuovo Regolamento di organizzazione del MIT di cui al DPCM
n. 72 del 2014 e dal decreto del MIT n. 346/2014) per l'attuazione della normativa nazionale,
internazionale e comunitaria in materia di personale marittimo (comma 1).
Viene poi introdotta la specifica che spetta al Comando Generale delle Capitanerie di Porto la
competenza sul personale marittimo, sulle relative qualifiche professionali e corsi di addestramento
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(comma 2).
Il rilascio dei certificati rimane in capo alle Autorità marittime, cioè alle Direzioni marittime di cui all'art.
17 del codice della navigazione (si ricorda che il litorale della Repubblica è diviso in zone, in base all'art. 16
del c.n., a ciascuna delle quali è preposto un direttore marittimo) che sono competenti quindi per l'iscrizione
nei registri della gente di mare.
Viene introdotta la competenza del Ministero dell'istruzione, università e ricerca, per definire gli indirizzi
generali, il controllo ed il monitoraggio delle attività svolte sui percorsi di istruzione nel settore del
trasporto marittimo (comma 4).
Viene confermata la competenza del Ministero della salute per il rilascio dei certificati di addestramento
per il primo soccorso e l'assistenza medica e dei certificati medici di idoneità (disciplinati dall'art. 12vedi sub).
c) Si disciplinano in modo più dettagliato, all'articolo 8, i certificati di competenza per i viaggi costieri:
si tratta dei viaggi effettuati in prossimità della costa, (ai sensi dell'art. 2 del D.Lgs. n. 136 del 2011 la cui
definizione è confermata dallo schema in esame) e per i quali attualmente l'art. 9, comma 2 del decreto
legislativo consente di determinare disposizioni piu' favorevoli per le certificazioni dei marittimi che prestano
la propria opera su tali unita'. L'articolo 8 dello schema riproduce pertanto l'art. 9 del vigente decreto
legislativo, specificando però che le condizioni più favorevoli per la conversione dei certificati debbano
soddisfare le disposizioni minime in materia di formazione del Codice STWC (Sez A/1-3) (comma 2). Inoltre
il nuovo comma 5, recependo la direttiva, prevede che il MIT, per le navi che hanno ottenuto i benefici per i
viaggi costieri previsti dalla Convenzione STWC per i viaggi costieri al largo delle coste di altri Stati membri
o di Stati terzi aderenti, stipulino con questi Stati un accordo che precisi i dettagli delle aree commerciali
interessate e le altre disposizioni pertinenti.
Si ricorda che rientrano nei viaggi costieri (articolo 1, comma 1, punti 37, 39 e 40, del decreto del
Presidente della Repubblica 8 novembre 1991, n. 435):
la navigazione internazionale costiera: che si svolge tra porti appartenenti a Stati diversi nel corso della
quale la nave non si allontana più di 20 miglia dalla costa;
la navigazione nazionale costiera: che si svolge tra porti dello Stato nel corso della quale la nave non si
allontana più di 20 miglia dalla costa;
la Navigazione litoranea: una navigazione che si svolge tra porti dello Stato nel corso della quale la
nave non si allontana più di 6 miglia dalla costa.
Il DM 6 settembre 2011 recante "Istituzione di abilitazioni di coperta su unità adibite a navigazione costiera
nonché per il settore di macchina per unità con apparato motore principale fino a 750 KW", ha determinato i
requisiti di formazione per gli iscritti alla gente di mare impiegati su navi battenti bandiera italiana adibite a
viaggi costieri. L'art. 14 di tale decreto ministeriale prevedeva un termine massimo di 18 mesi dalla data di
entrata in vigore del decreto, entro e non oltre il quale sarebbe stato possibile provvedere alla conversione
dei titoli professionali in abilitazioni per viaggi costieri: tale termine risulta pertanto già decorso, essendo
scaduto il 1° aprile 2013.
d) L'articolo 12 è dedicato alle norme sanitarie, e in particolare alle procedure legate al rilascio dei
certificati che attestano l'idoneità ad esercitare l'attività lavorativa in mare, sia rispetto ai lavoratori marittimi
in possesso di un certificato di competenza che ai lavoratori marittimi titolari di un certificato di
addestramento.
Come richiesto dall'articolo 11 della Direttiva 2012/35/UE, tali procedure devono essere adottate
conformemente alla sezione A-I/9 del codice STWC, nella versione del 2010 aggiornata a Manila. In
particolare, si richiede una visita di medicina generale nonché visite specialistiche, delle quali vengono
indicate le tariffe applicabili ai lavoratori marittimi che, non appartenendo alle categorie indicate dall'art. 2 del
D.P.R. 620/1980, non hanno diritto alle prestazioni medico legali.
Completano il quadro procedurale, le modalità con le quali può essere espresso il ricorso avverso il
giudizio di idoneità e il giudizio di limitazione dell'idoneità. Infine, vengono fornite indicazioni circa il periodo
di validità del certificato medico e sulla possibilità di imbarco in assenza dello stesso.
e) L'articolo 15 apporta alcune modifiche alla disciplina della responsabilità delle compagnie di
navigazione. In particolare il nuovo comma 2 prevede che la compagnia di navigazione, il comandante
ed i membri dell'equipaggio siano individualmente responsabili, ciascuno per la parte di propria
competenza, del corretto adempimento delle disposizioni sulla regolarità e la formazione dei
lavoratori marittimi individuate dal comma 1, tra cui rientrano il possesso di un certificato, la formazione
sulla sicurezza, la tenuta della documentazione e dei dati sui lavoratori marittimi, l'obbligo di far familiarizzare
i lavoratori con i propri compiti e la capacità dell'equipaggio di coordinare le proprie attività in situazioni di
emergenza, l'aver seguito corsi di ripasso e di aggiornamento dell'addestramento. La compagnia deve inoltre
assicurare la disponibilità per i comandanti, gli ufficiali ed i radioperatori dei testi aggiornati della normativa
nazionale ed internazionale sulla salvaguardia della vita in mare e la protezione dell'ambiente marino a
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bordo delle proprie navi. (comma 5)
Viene anche introdotto l'obbligo per le compagnie di garantire che tutto il personale a bordo delle navi ro-ro
passeggeri abbia completato la formazione necessaria in conformità al codice STWC (comma 4).
f) L'articolo 16 reca disposizioni in materia di orario di lavoro, nonché disposizioni sulla guardia ai fini
della sicurezza, dei lavoratori marittimi, intervenendo sulla disciplina contenuta nell'articolo 16 del D.Lgs.
136/2011. Rispetto alla normativa vigente, si segnalano le seguenti modifiche:
nell'ambito dei periodi di riposo per il personale di guardia, si specifica che gli intervalli tra i periodi di
riposo consecutivi non debbano essere superiori a 14 ore (comma 1);
l'organizzazione del servizio di guardia di navigazione e in macchina deve rispettare la tabella minima di
sicurezza stabilita ai sensi dell'articolo 3, comma 9, del D.L.gs 108/2005 (e non più la tabella di
sicurezza stabilita dall'Amministrazione) (comma 4);
gli orari di guardia affissi e le registrazioni delle ore di riposo giornaliere dei marittimi devono essere in
formato standard in lingua italiana ed inglese (commi 6 e 10);
in caso di reperibilità il marittimo ha diritto ad un periodo di riposo compensativo nel caso in cui il
normale periodi di riposo sia interrotto da chiamate di lavoro (comma 9);
si prevede la facoltà, per il comandante, di sospendere il programma delle ore di riposo o di specifiche
necessità (comma 11);
l'obbligo, per tutti i soggetti che svolgono compiti di sicurezza, di avere tassi alcolemici o quantitativi di
alcool inferiori a specifiche soglie (comma 12);
si prevede la facoltà, per le Autorità competenti (ma sempre nel rispetto dei principi di sicurezza di cui
all'articolo 3 del D.Lgs. 108/2005),di autorizzare o registrate contratti collettivi che consentano deroghe
(per il personale interessato) alle ore di riposo, a condizione che il periodo di riposo non sia inferiore a
70 ore per ogni periodo di 7 giorni e nel rispetto di ulteriori limiti stabiliti ai commi successivi (comma 13);
si prevede che le richiamate deroghe per il personale di guardia (fatto salvo quanto previsto dal D.Lgs.
108/2005) in relazione al periodo di riposo settimanale non possano superare le 2 settimane
consecutive, e che gli intervalli tra 2 periodi di deroghe a bordo non possano essere inferiori al doppio
della durata della deroga stessa (comma 14);
sempre nell'ambito delle suddette deroghe, infine, si stabilisce che le ore di riposo minimo nell'arco delle
24 ore possano essere suddivise in non più di 3 periodi di riposo (uno dei quali duri almeno 6 ore e
nessuno degli altri 2 duri meno di un'ora). Allo stesso tempo, gli intervalli tra periodi consecutivi di riposo
non devono superare 14 ore, e in ogni caso le deroghe non posso andare oltre 2 periodi di 24 ore per
ogni periodo di 7 giorni (comma 15).
g) Gli articoli 19 e 20 disciplinano il riconoscimento dei sistemi di formazione e certificazione della
gente di mare, rispettivamente di altri Stati membri dell'UE e dei Paesi terzi. Per questi ultimi in
particolare, il riconoscimento viene attualmente concesso dalla Commissione europea conformemente a una
particolare procedura per la quale sono previsti tre mesi di tempo dalla data di presentazione della domanda:
l'art. 20, comma 4 amplia a diciotto mesi tale termine in quanto l'esperienza ha mostrato la necessità tempi
più lunghi atteso che il riconoscimento richiede lo svolgimento di un'ispezione. I commi 8 e 9 stabiliscono poi
che qualora sia richiesta la convalida di certificati per le mansioni di livello direttivo, i lavoratori di Paesi terzi
devono anche possedere un'appropriata conoscenza della legislazione marittima italiana e della lingua di
lavoro a bordo, riguardante le loro mansioni. Tale conoscenza viene certificata dalla compagnia di
navigazione .
h) L'articolo 22 prevede la possibilità che durante il controllo da parte dello Stato di approdo, sia possibile
effettuare il fermo della nave, da parte delle autorità competenti, qualora siano riscontrate irregolarità che
costituiscano pericolo per le persone, le cose o l'ambiente, legate al non rispetto delle norme di sicurezza,
di quelle sui certificati, nonché di quelle sulla guardia in navigazione e in macchina e sui turni di guardia per i
dispositivi essenziali per la sicurezza della navigazione. La norma risulta più incisiva rispetto a quella attuale
che prevede che il fermo si possa effettuare solamente con riferimento al mancato rispetto delle norme di
sicurezza dello stato bandiera della nave, mentre invece adesso la possibilità di fermo viene ampliata alle
ipotesi di violazione delle norme di sicurezza, a prescindere dalla bandiera della nave che approdi in Italia.
i) L'articolo 23 aumenta in modo rilevante le sanzioni amministrative applicabili alla compagnia di
navigazione o al comandante della nave qualora ammettano nell'equipaggio un lavoratore marittimo non in
possesso dei certificati prescritti. La sanzione viene portata ad un importo variabile tra i 20.000 ed i 100.000
€ per ogni lavoratore marittimo (l'art. 1178 del codice della navigazione prevede attualmente una sanzione
amministrativa da 154 a 1.549 euro).
La direttiva (art. 9) prevede espressamente che siano applicate sanzioni o provvedimenti disciplinari nel caso
in cui venga assunto personale privo dei certificati previsti o si consenta di fatto a chi non possegga un
certificato lo svolgimento di funzioni o servizi.
L'art. 23 introduce inoltre (nuovi commi da 4 a 12) dettagliate sanzioni anche per ulteriori ipotesi, tra cui: il
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mancato rispetto delle competenze dei lavoratori in seguito a verifiche effettuate dallo Stato di approdo della
nave; la rilevazione da parte dell'ispettore che non sono stati seguiti i corsi di aggiornamento
dell'addestramento; la mancata tenuta della documentazione relativa ai lavoratori da parte della compagnia di
navigazione. La competenza ad accertare ed irrogare sanzioni viene affidata alle Capitanerie di porto
(comma 12).
l) Al fine di migliorare le statistiche disponibili sulla gente di mare nell'Unione - che la direttiva ritiene
attualmente incomplete e imprecise, rendendo difficile delineare una strategia nel settore - gli Stati membri,
che devono mantenere un registro dei certificati e delle convalide che sono stati rilasciati, vengono obbligati,
ma unicamente a fini statistici, a trasmettere alla Commissione le informazioni rispettando i requisiti
dell'Unione in materia di protezione dei dati (articolo 24 e art. 11, comma 9).
Recepimento e norme transitorie
Gli Stati membri avevano l'obbligo di conformarsi alla direttiva entro il 4 luglio 2014. Per quanto riguarda
l'articolo 1, punto 5 (obblighi di informazione alla Commissione Europea) della direttiva il termine è scaduto il
4 gennaio 2015.
L'articolo 28 prevede disposizioni transitorie conformi a quelle transitorie previste negli emendamenti di
Manila e applicabili quindi fino al 1° gennaio 2017, stabilendo in particolare che la validità di qualsiasi
certificato rinnovato in conformità alle disposizioni applicabili prima del 1° luglio 2012 e che non abbia i
requisiti previsti dagli emendamenti di Manila non debba estendersi oltre il 1° gennaio 2017.
Relazioni e pareri allegati
Allo schema di decreto legislativo sono allegati: la relazione illustrativa; la relazione tecnico-finanziaria;
l'analisi di impatto della regolamentazione (A.I.R.) e l'analisi tecnico-normativa (A.T.N.).
Conformità con la norma di delega
Lo schema di decreto legislativo è emanato sulla base della delega contenuta nell'articolo 1, Allegato B,
della legge n. 154 del 2014 (legge di delegazione europea 2013 - secondo semestre), che ha disposto il
recepimento della direttiva 2012/35/UE, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari sullo
schema di decreto legislativo di recepimento. Decorsi quaranta giorni dalla data di trasmissione alle Camere,
i decreti possono, comunque, essere emanati anche in mancanza del parere.
Il termine per il recepimento fissato dalla direttiva è scaduto il 3 luglio 2014 ed è pertanto stata aperta una
procedura di infrazione (cfr. il paragrafo "Procedure di contenzioso").
Il termine per l'espressione del parere è fissato al 17 marzo 2015.
Rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite
Le misure previste dal provvedimento appaiono finalizzate all'adempimento di obblighi comunitari,
consistenti nel corretto recepimento della direttiva 2012/35/UE, che ha modificato la direttiva 2008/106/UE e,
pertanto, il provvedimento è riconducibile alla competenza legislativa esclusiva dello Stato ai sensi
dell'articolo 117, comma 2, lettera a) Cost.
Il provvedimento inoltre, intervenendo in materia di disciplina e sicurezza della navigazione marittima è
riconducibile alla competenza legislativa esclusiva dello Stato in base all'art. 117, secondo comma, lettera
h), Cost., per quanto riguarda i profili della «sicurezza pubblica», mentre per gli adempimenti relativi alla
circolazione di natanti, la materia appare riconducibile alla materia "ordinamento civile", sempre di esclusiva
competenza statale ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera l) Cost.
Compatibilità comunitaria
Procedure di contenzioso
Per il mancato recepimento della direttiva 2012/35/UE, che modifica la direttiva 2008/106/UE
concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare, la Commissione europea, lo scorso 29
settembre 2014, ha aperto nei confronti dell'Italia la procedura di infrazione n. 2014/464, con la messa in
mora ex art. 258 TFUE.
Documenti all'esame delle istituzioni dell'Unione europea
Con riferimento ai lavoratori marittimi, si segnala che, nel novembre 2013, la Commissione europea ha
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presentato una proposta di direttiva per includere i lavoratori marittimi nell'ambito delle cinque
direttive di diritto del lavoro dell'UE. La proposta ha lo scopo, tra l'altro, di estendere a tale categoria di
lavoratori i diritti di informazione e consultazione in caso di licenziamenti collettivi e trasferimenti di
imprese nonché il diritto di partecipare ai comitati aziendali europei. La proposta (COM(2013)798)
modifica cinque direttive (la direttiva 2008/94/UE, sull'insolvenza del datore di lavoro; la direttiva 2009/38/UE,
sui comitati aziendali europei; la direttiva 2002/14/UE sull'informazione e consultazione; la direttiva 98/59/UE,
sui licenziamenti collettivi; la direttiva 2001/23/UE, sul trasferimento di impresa).
Sulla proposta di direttiva, su cui si è svolto un primo dibattito nel corso del Consiglio Occupazione,
Politiche sociali, Salute e Tutela dei consumatori il 12 dicembre 2014, il voto del Parlamento europeo è al
momento previsto il prossimo 19 maggio.
Incidenza sull'ordinamento giuridico
Attraverso il recepimento della Direttiva 2012/35/UE, oggetto del presente schema di decreto legislativo, si
sostituisce integralmente la vigente disciplina, contenuta nel decreto legislativo n. 136 del 2011 che aveva
dato attuazione alla direttiva 2008/106/UE e che viene pertanto espressamente abrogato dall'art. 25 dello
schema di decreto.
L'art. 26 dello schema prevede che con decreto del Ministro delle infrastrutture e trasporti, di concerto con
i Ministri dello Sviluppo economico e della Salute, si potrà procedere ad integrare il presente decreto con
le modifiche delle convenzioni, dei protocolli, dei codici e delle risoluzioni internazionali che
entreranno in vigore e saranno integrate nelle direttive comunitarie secondo la procedura di
regolamentazione con controllo prevista dal regolamento 1099/2002.
Sono infine previste disposizioni transitorie dall'art. 28 dello schema che consentono fino al 1° gennaio
2017 la validità di talune attestazioni e certificazioni rilasciate ai sensi del decreto legislativo n. 136/2011, che
viene qui abrogato.
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