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Testo per gli allievi della scuola media

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Testo per gli allievi della scuola media
Impressum
-Gruppo redazionale:
Barbara Bonetti
Paola Boscato
Christa Leonard
Gabriele Lucchini
Nicolò Osterwalder
Daniele Dell’Agnola (testo narrativo)
-Progetto grafico, vignette:
Christian Demarta, eureka comunicazione visiva
-Illustrazioni scientifiche:
Gaia Codoni
Ringraziamenti
Daniele Bollini
Marco Coppola
Alessandra Galfetti
Paola Iametti
Don Rolando Leo
Stefania Maddalena
Amanda Ostinelli
Monica Pancaldi
Luca Pedrini
Marco Ragazzi
Giovanni Rossetti
Clelia Zardi
Prima edizione: ottobre 2015 - Stampa: Fontana Print SA, Pregassona (???)
L̓incontro
Testo per gli allievi
della scuola media
dedicato ai temi della sessualità
e dell'affettività
Indice
Introduzione
6
Informazioni per i docenti
Etica e senso critico
1. Dall’accogliente buio all’accecante luce
Dalla fecondazione al parto
1.1.L’incontro
7
3.4.Divento uomo
51
Anatomia e fisiologia del
sistema riproduttivo maschile
8
3.5.M’innamoro!
56
Identità e ruoli, uguaglianza nella diversità
3.6.Il primo bacio
13
14
Fecondazione
1.2.Qui mi fermo 21
1.3.Sempre più stretti
22
Annidamento
Gravidanza
1.4.Finalmente fuori
25
Parto
Approfondimenti:
➤ Quando i bambini non arrivano
28
Procreazione medicalmente assistita
➤ Femmina o maschio?
Determinazione del sesso del nascituro
28
➤ Quanto mi assomiglia?
Gemelli
29
4. Il cerchio si chiude
79
4.1.Sono una donna …sono un uomo
80
59
4.2.E se avessimo un bambino? 84
3.7.Ho tanta voglia e tanta paura
60
4.3.Non ti sopporto
87
3.8.Provar piacere
62
93
3.9.Fino a dove ci si può spingere?
Approfondimenti:
➤Non è bello ciò che è bello...
La società narcisistica dell’apparire
65
➤Nudo: arte o pornografia?
Il corpo nell’arte
93
3.10.Mi tocco e mi conosco
67
➤… e se mi maltratta?
Maltrattamenti nella coppia
95
3.11.Lui ama lei e lei ama lui… e se invece lei ama lei e lui ama lui? O lei si sente lui?
L'identità sessuale
68
➤Diario contro social : e la privacy ?
I pericoli della rete
96
Età adulta
Il primo rapporto sessuale
Dall’individuo alla società: sessualità e rispetto
La masturbazione
Approfondimenti:
➤ Tenersi puliti
70
Indirizzi utili
➤Ahi che dolori!
Rimedi contro i malesseri e i dolori mestruali
70
Indice analitico
➤Sono ancora vergine?
Imene e verginità
71
➤A volte non funziona...niente paura!
Insicurezza e ansia
71
➤Sesso? Sicuro!
Contraccezione e protezione da infezioni
sessualmente trasmissibili
72
Igiene personale
2. L’età dei giochi
31
3. Si cambia. Che confusione!
35
3.1.Maledetta chimica
36
➤Incinta? Che fare?
Interruzione volontaria della gravidanza
74
3.2.A volte ci si sente strani
40
➤Perché non vengo accettato?
Pregiudizi e omosessualità
75
3.3.Divento donna
43
➤Quando il sesso diventa un commercio
Pornografia e prostituzione
76
➤Fra le braccia sbagliate
Abusi sessuali
77
Infanzia
Adolescenza
Ormoni e pubertà
Cervello, ormoni, società e cambiamenti psicologici
Anatomia e fisiologia del
sistema riproduttivo femminile
➤Pudore: rispetto o vergogna?
97
99
102
6
7
Introduzione
L̓
adolescenza è un momento di rinascita: il bambino lascia gradatamente il posto all’adulto in divenire. Affrontare questo cambiamento significa
incontrare e imparare a conoscere se stessi allo scopo di accogliersi e accettarsi.
Mentre si sta scoprendo la propria nuova identità, avviene
un ulteriore importante incontro: quello con l’altro. Le relazioni assumono risvolti talvolta inaspettati: i rapporti con
i genitori, i docenti e i compagni di scuola cambiano. Ma
soprattutto c’è la scoperta dell’attrazione sessuale verso
l’altro e qui l’incontro si fa intenso, affascinante e magari
anche pericoloso.
La vita di tutti noi è anch’essa iniziata con un incontro, fra
una cellula femminile, l’ovulo, e una maschile, lo spermatozoo: è proprio da questo incontro che inizia il libro ed è da
qui che viene ricostruito quel ciclo della vita, che va dall’istante del concepimento fino al momento in cui si diventa
adulti e genitori.
Il libro vuole offrire agli allievi, ai docenti e alle famiglie uno
strumento per affrontare i temi della sessualità e dell’affettività nel contesto educativo, tenendo conto delle linee guida
cantonali in materia. Ciò dovrebbe permettere di maturare
Informazioni per i docenti
un atteggiamento positivo, consapevole e responsabile verso
la sessualità, scoprendola sia nei suoi aspetti di arricchimento che di rischio. L’obiettivo è quello di aiutare gli adolescenti a incontrare la propria sessualità e al contempo fare
i conti con quella dell’altro confrontandosi con ciò che li sta
coinvolgendo … e a volte travolgendo.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS),
“un approccio olistico, basato sul concetto di sessualità
come un’area del potenziale umano, aiuta a far maturare in
bambine/i e ragazze/i quelle competenze che le/i renderanno
capaci di determinare autonomamente la propria sessualità e le proprie relazioni nelle varie fasi dello sviluppo […]
affinché possano vivere la sessualità e le relazioni di coppia
in modo appagante e allo stesso tempo responsabile.” Nel
testo viene dunque messo l’accento sia sugli aspetti affettivi,
che sulle questioni più pratiche legate alla prevenzione delle
infezioni sessualmente trasmissibili, all’anatomia e alla fisiologia della sessualità umana.
Ad accompagnare i contenuti di natura scientifica, c’è la
narrazione della storia di Alice: una ragazza adolescente piena di energia che, tra spensieratezza e dubbi tipici
dell’età, è alla ricerca dell’amore. Lo troverà?
Il testo si inserisce nell’ottica della promozione del benessere
e della salute dell’individuo.
La struttura del libro comprende dei contributi di ordine scientifico legati alla sessualità, allo sviluppo psico-sessuale e alla
vita di relazione. Questi contributi sono accompagnati da
immagini dotate di didascalia che volutamente non riportano
altri ausili alla lettura, come ad esempio la legenda, e possono all’occorrenza essere completate da docenti e allievi.
Al termine di ogni capitolo sono inseriti degli approfondimenti tematici il cui scopo è offrire informazioni più precise
oppure stimolare la riflessione e la discussione rispetto a
problematiche specifiche.
Il testo scientifico è accompagnato da un racconto che affronta aspetti legati all’affettività e alla vita di relazione vicini
al vissuto degli allievi. Sono qui inseriti spunti che permettono lo sviluppo di attività interdisciplinari nell’ottica della formazione generale e delle competenze trasversali.
Del libro è prevista anche una versione elettronica che verrà
messa a disposizione attraverso il portale del dipartimento. Per i dettagli si invita a contattare il CERDD all’indirizzo
e-mail [email protected].ch.
8
9
ESTA
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L̓AMORE
Etica e senso critico
Nel testo si incontreranno temi complessi, che possono essere fonte di dibattito fra persone appartenenti ai differenti
contesti culturali, sociali, politici e religiosi. Questi argomenti
verranno sviluppati senza addentrarsi negli aspetti legati alle
diverse correnti di pensiero. Riteniamo importante lasciare
che ciascuno possa far liberamente riferimento al sistema
di valori del proprio ambito famigliare, culturale e religioso.
È auspicabile che i docenti favoriscano il dibattito nella classe, così da stimolare il senso critico e permettere ai ragazzi
di costruire un proprio pensiero in proposito.
Le discussioni su queste tematiche fanno riferimento all’etica: un ramo della filosofia che studia in modo oggettivo e
razionale quali sono i comportamenti da considerare giusti
e moralmente accettabili e quali quelli inappropriati. Il fine
ultimo è quello di permettere agli individui di vivere la propria
libertà nel rispetto degli altri.
* * *
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Capitolo 1
Dall’accogliente buio
all’accecante luce
Dalla fecondazione al parto
1.1 L’incontro
14
➤ Fecondazione
L’
uomo rappresenta un tipico esempio di essere vivente sessuato. Questo significa che all’interno di
una popolazione qualsiasi di esseri umani è possibile distinguere individui di sesso maschile e individui di
sesso femminile.
La fecondazione
La fecondazione è l’evento che segna l’incontro tra il gamete femminile (ovulo) e il gamete maschile (spermatozoo).
Il luogo dove avviene l’incontro è la tuba di Falloppio. Qui
i due gameti mettono in condivisione l’informazione di cui
sono portatori formando una nuova cellula, lo zigote. Questa singola cellula progenitrice porta con sé tutta l’informazione necessaria allo sviluppo e alla differenziazione di un
nuovo individuo che a maturità sarà composto da molti miliardi di cellule.
fig.1 Fecondazione: penetrazione dello spermatozoo nell’ovulo.
15
Mamma e papà fanno all'amore
e Ali apre il dizionario.
Alice: Io sono piatta, invece Marina si sente grassa
e dice che sono una secchiona perché porto un dizionario nello zaino e prendo cinque e mezzo a ita. Ma
per favore! Devo tenermi le insufficienze in tedesco
e inglese. Non basta? Lasciatemi qualcosa di buono!
Marina sostiene che esagero perché scrivo storie e
vorrebbe organizzare un grande falò di dizionari con
me davanti al fuoco. D'accordo: è una grande amica,
posso confidarmi e non mi fa sentire un rifiuto sociale,
perché viviamo gli stessi problemi. Ma i libri non si
bruciano! Non siamo mica nazisti. Lo so che non è
normale, una ragazza che legge il dizionario. Forse
dovrò farmi curare. È molto più normale ammettere
che sono una schiappa in tedesco. In realtà quella del
dizionario è una storia molto vecchia, che risale all'età
di Astolfo, il nostro megacane che ama tutti in modo
sproporzionato, perché si aggancia al corpo delle
persone come se fosse una parte di loro. Quando era
un cucciolo ha imparato a giocare con i libri di mamma,
mangiandosi qualche pagina; in seguito trovò interessante distogliere la mia attenzione dai compiti, tentando incursioni irruenti sopra la scrivania e soprattutto
fig.2 L’immagine raffigura in modo stilizzato gli istanti che
precedono la fecondazione.
È apprezzabile la differente specializzazione e dimensione dei
gameti maschili e del gamete femminile.
16
17
Ovulo (gamete femminile)
Gli ovuli maturati dalla donna sono cellule specializzate, sono
di dimensioni notevolmente più grandi rispetto agli spermatozoi (si pensi che un ovulo maturo ha un diametro di 0.12
mm ed è visibile anche a occhio nudo, mentre lo spermatozoo ha un volume circa 100’000 volte inferiore) e non sono
in grado di spostarsi da soli. Il gamete femminile contribuisce alla formazione del nuovo individuo, apportando la parte d’informazione della madre. Inoltre, esso fornisce il nutrimento necessario alla crescita del nuovo essere durante le
prime settimane di vita.
fig.3 Ovulo circondato da una corona di cellule.
strappando le pagine del mio dizionario. In questi anni
di vita ne ha distrutti, masticati, digeriti sette.
La mamma dice che è uno sfogo e che tutti, nella vita,
hanno delle fasi strane.
“Tipo quando voi facevate l'amore?”
“Come hai detto, Alice?”
L'ho scioccata. Era meglio tacere.
“Niente mamma. Era una battuta.”
I cani non vivono l'adolescenza, perché quella ce
la dobbiamo pigliare solo noi esseri umani, come il
linguaggio, la parola eccetera. Quindi la mia interpretazione è semplice: Astolfo desidera attenzione.
Se non gli dai corda, fa le crisi d'abbandono e ti mastica
le pagine. Io amo Astolfo perché con lui posso volare
sulla luna a raccontare storie piene di parole preziose.
Ecco, quando racconto le storie, Astolfo mi ascolta.
Un giorno Rudi ha deciso di nascere, così lui è
diventato un centro di gravità. I miei non mi ascoltano.
Mamma urla e quando parlo è come se esistesse solo
lei che blatera contro di me. Dice che sono cambiata e
scatena milioni di parole che però rimbalzano nella mia
pancia senza entrarci perché io sono isolata, elastica.
È quello il trucco. Far rimbalzare le cose.
I miei genitori sono sposati, quindi in teoria si amano,
anche se sono uno opposto all'altra: mio papà vola,
mia mamma ha dei sacchi di piombo che la incollano
per terra nell'ufficio della ditta degli elicotteri, davanti
al computer a fare contabilità..
Un giorno incontrerò anch'io qualcuno che mi ami e
che sarà completamente all'opposto, diverso.
Come Max.
La cosa più scioccante è che io ero una bambina,
quando hanno fatto l'amore per mettere al mondo
Rudi.
Devo fare i calcoli. Dove mi trovavo, nella notte in cui
mi hanno tradita? Dormivo inconsapevole che di là, nello
spazio dove tutto russa, quei due stavano
pensando di generare un fratellino rompiscatole di nome
Rudi? Mamma e papà in tensione che si guardano, si
studiano, si desiderano, si baciano, si saltano addosso
nel lettone? Che incubo!
Astolfo mi guarda dal basso con la linguaccia bavosa e
gli occhioni teneri. Chiede attenzione, allora gli spiego
che quando tu metti insieme due parole che sono
contraddittorie, opposte, in una stessa espressione, si
crea sempre qualcosa di interessante.
“Astolfo, irruente come sei, ti metteresti con Timba,
la mini cagnetta della zia Adelina, per fare un cagnolino
baby?” chiedo ad Astolfo. Quello si agita, abbaia,
scondinzola, salta sul letto, mi soffoca. Sì, quando due
cose diverse si annusano, tutto diventa interessante.
C'è una parola che può riassumere questa situazione?
Due robe che sembrano di due mondi lontani o diversi,
stanno in tensione e poi bum, si mettono assieme e
fanno l'amore.
E funziona.
Mi metto a curiosare e dopo mezz'ora di spola tra il
Spermatozoo (gamete maschile)
Il gamete prodotto dall’uomo ha anch’esso caratteristiche
particolari: è di piccole dimensioni e adattato al movimento
in un ambiente acquoso.
Risulta essere composto da una “testa” (struttura nella quale
è custodita l’informazione con la quale il maschio contribuisce alla formazione del nuovo individuo) e da un lungo flagello. Gli spermatozoi possono sopravvivere nel corpo della
donna per più di 5 giorni.
fig.4 Spermatozoo: può muoversi a una velocità di circa 1-3
mm/minuto.
18
19
dizionario, internet, wikipedia
eccetera, con Astolfo che si annoia
masticando una ciabatta di papà, trovo una parola che
riassume tutto: ossimoro! Per esempio: fuoco amico,
seriamente divertente, copia originale, stima esatta,
chiaramente confuso, morto vivente, vera imitazione,
profondamente superficiale, detestare l'amore, mamma
e papà. Sono parole opposte che insieme vanno bene.
Oppure “con le braccia colme di nulla / farò da guida
alla felicità”. È una poesia di Ungaretti dove “colme”,
cioè piene e “nulla”, cioè niente, stanno insieme
benissimo e fanno l'amore. L'abbiamo fatto a ita.
Se Rudi esiste, allora c'è stato un ossimoro perché
papà e mamma sono due cose opposte che insieme
sono esplose ed è nata una bomba, che è Rudi. Devo
assorbire questa nuova presa di coscienza. L'ossimoro
sta diventando un'ossessione fuggevole.
Devo dirlo a Marina.
Ho un'altra cosa da dire: il 'sore di ita Kurt Rossi è
alto due metri e esile come un fuscello, uno scheletro
con un po' di pelle attorno e gli occhietti da rapace. Se
c'è una 'soressa che potrebbe celebrare un ossimoro
con lui, questa è la signora Mueller, una donna enorme,
energica ma gentile, con la quale il nostro se la intende.
Vi lascio immaginare com'è la signora Mueller. Insegna
arti plastiche. La signora Mueller è una quercia. Rende
l'idea? Pensare a quei due a letto che fanno l'amore è
quasi peggio che pensare ai miei genitori nel letto che
ululano di piacere di notte, tenendomi sveglia.
Sono una miniatura di donna perplessa.
Telefono a Marina per sfogarmi.
“Ciao Mary, sai che siamo tutti figli di un ossimoro?”
“Eh? Ossi cosa?”
Ali e Max a confronto
Max: Ciao, sono Max e boh, mi annoio,
a parte quando vedo Jessica, che è una
gran... bella tipa. Oggi lezione sul sesso
con quello di scienze. C 'era Andrea che
mi faceva ridere. Il 'sore di scienze
diceva cose che sappiamo già. Nove
mesi nella pancia. Spazio stretto lì
sotto. E giù a ridere. È stato da ridere,
ma anche divertente. Poi devo dire che
le donne della nostra classe sembra
che sanno tutto loro. Alice e Marina
sono delle esaltate. Le cose sono lì da
vedere, non serve a niente scrivere le
poesie per dire cose normali. C'è Alice
che sa tutto lei. E parla strano. Ieri,
invece di parlare di sesso, spermatozoi
e ovuli, ha risposto al prof parlando
di prati e pioggia. La fecondazione è
un prato e una pioggia. Che noia. Roba
filosofica. Chi le capisce le donne!
Jessica, per esempio, è talmente bella
che non si sa cosa dire. Comunque:
invece di raccontare cavolate, diciamo
che l 'ovulo e lo spermatozoo si incontrano. Milioni di spermatozoi crepano.
Se uno si salva, ha vinto. Entra nell'ovulo e da lì nasce la vita. Stop. Altro che
pioggia e prati. Le donne complicano
sempre le cose. A parte Jessica, che è
bella in un modo esagerato.
Maturazione degli ovuli
La maturazione dei gameti femminili avviene nelle ovaie,
che si trovano all’interno del basso ventre. Il menarca, prima mestruazione, segna l’inizio del periodo di fertilità della
donna: ciò significa che un primo ovulo è stato portato a
maturazione. Il processo di maturazione degli ovuli si ripete
secondo un ciclo di circa 28 giorni e interessa di regola, in
modo alterno, entrambe le ovaie. Questi cicli iniziano con la
pubertà e proseguono fino alla menopausa, momento in cui
le ovaie cessano la loro funzione riproduttiva.
Alice: "La fecondazione è una pioggia di vita sopra
un prato accogliente", ho detto al professore che
aveva posto una domanda generica: “cos'è secondo
voi la fecondazione?”
“Sapete qualcosa della fecondazione?”
Non capisco il motivo di queste domande. Un docente,
quando insegna, deve insegnare. Se chiedi agli allievi
cos'è la fecondazione ancora prima di insegnargliela,
come puoi pretendere che questi allievi ti rispondano?
Boh. In ogni caso, visto che la domanda era inopportuna e visto che io sapevo la risposta grazie al nuovo
dizionario grande come una valigia che mamma mi ha
fig.5 Apparato genitale femminile.
1.2 Qui mi fermo
➤ Annidamento
20
Maturazione degli spermatozoi
La maturazione dei gameti maschili avviene nei testicoli
che, contrariamente a quanto visto per le ovaie, sono posizionati esternamente.
Questa posizione è obbligata in quanto il processo di spermatogenesi nell’essere umano funziona al meglio a una
temperatura leggermente inferiore a quella di 37°C normalmente riscontrata all’interno del corpo. La spermatogenesi
inizia in concomitanza con la pubertà per continuare poi per
tutta la vita.
regalato, ho risposto così, per non essere banale ed enciclopedica: “La fecondazione è una pioggia di vita sopra
un prato accogliente”. Mary mi ha guardata male e mi ha
detto: “Vedi, fai la scema e poi pretendi che i maschi ti
guardino.”
È vero che il mio intervento ha lasciato un po' tutti ammutoliti, soprattutto quella cafona di Jessica, che crede
di essere superiore a tutti per la sua presunta bellezza
da mini modella truccata.
Quando ha sentito la mia risposta, il prof non credeva
alle sue orecchie. I ragazzi mi hanno presa per scema
e le mie compagne hanno iniziato a ridere guardando
Jessica per cercare un sostegno. Che incubo.
Allora il prof ha detto “state zitti” e poi ha iniziato la
sua lezione:
uno - l'ovulo e lo spermatozoo si incontrano e
avviene la fecondazione,
due - l'ovulo è un decimo di millimetro. Cioè prendi un
millimetro e lo spacchi in dieci e ti esce un ovulo,
tre - lo spermatozoo è sei centesimi di millimetro,
quattro - il gamete maschile e il gamete femminile
diventano lo zigote una volta che si incontrano i due nuclei e qui c'è la condivisione dell'informazione,
cinque - a questo punto metà della classe non capiva
già più niente,
sei - la fecondazione è una pioggia di vita sopra un
prato accogliente,
sette - avrei voluto farmi notare da Max,
ma mi sa che me lo sono giocato.
Alice: Astolfo segue la luna, infatti c'è una luce piena
e lui non dorme. Gira per la casa come un fantasma.
Mi ha appena svegliata leccandomi la faccia,
scodinzolando come un elicottero e spostando con il
suo nasone il dizionario abbandonato sul pavimento.
Fisso la luna che s'infiltra tra le tapparelle; è una
notte bianca. Astolfo addenta il vocabolario,
balzando nel letto.
Afferro il librone, lui morde, io tiro, Astolfo cocciuto.
Mi alzo, accendo la luce e lo guardo severa. Abbassa
le orecchie.
Il dizionario rimane lì aperto sul letto, con una pagina
strappata malamente.
Sono le due del mattino.
“Astolfo, che noia di un cane!”
Ormai sono sveglia e attiva. Che faccio? Gioco con lo
smartphone. Astolfo mi lecca.
“Astolfo, piantala!”
Sono nel social network, ma dormono quasi tutti.
Scrivo un messaggio, non c'è un cane on-line.
Astolfo mi morde una gamba.
“Astolfo!”
21
Annidamento
Lo zigote continua il viaggio lungo la tuba e comincia a dividersi fino a creare un ammasso organizzato di cellule.
Dopo alcuni giorni passati percorrendo la tuba, l’ammasso di cellule, che ha preso la forma di una sfera cava, raggiunge l’utero e si impianta, intorno al settimo giorno, nella
mucosa che lo riveste: è la fase dell’annidamento.
Da questo momento inizia un processo di differenziazione
cellulare e si può parlare di embrione. L’interazione tra l’embrione e la mucosa uterina determina una riorganizzazione
dei tessuti che porterà allo sviluppo della placenta.
E Jessica? Jessica la odio!
Ci hanno restituito il test di tede. Tre più. ¤
fig.6 Apparato genitale maschile.
fig.7 Fecondazione e prime fasi dello sviluppo.
1.3 Sempre più stretti
22
➤ Gravidanza
Gravidanza
L’annidamento segna l’inizio della gravidanza, un periodo di
circa 9 mesi che porterà, grazie allo stretto legame (nutritivo, ormonale e affettivo) tra madre e nascituro, allo sviluppo
dell’embrione in feto e poi alla nascita. Per convenzione la
durata della gestazione (40 settimane) è calcolata partendo
dal primo giorno dell’ultima mestruazione.
Gli ormoni prodotti dall’embrione a partire dall’annidamento
inducono utero e ovaie a produrre altri ormoni per il proseguimento della gravidanza.
Da subito inizia lo sviluppo della placenta, un organo riccamente irrorato che mette in comunicazione l’embrione con
l’endometrio (mucosa uterina) tramite il cordone ombelicale.
Nel cordone sono presenti una vena e due arterie. La circolazione sanguigna della madre e del nascituro non sono
collegate direttamente.
23
Spengo tutto, intenzionata a cacciare via anche il
nasone da cane, ma Astolfo afferra di nuovo il volume
(non c'è pace, quando fa le crisi) e tra le mani mi rimane un'intera sezione. Questo cane mi fa impazzire.
Una pagina sta invece per essere divorata.
Rincorro Astolfo che scappa giù dalle scale. Riesco
a raggiungerlo in un angolino del bagno, rannicchiato,
con le orecchie giù, pronto a prendersi una delle mie
sberle. Tra la bava c'è ancora una mezza pagina.
Tre parole. Una di queste attira la mia attenzione:
“Ostetrica”.
È una parola meccanica, sembra qualcosa che riguarda il metro, un meccanismo di ingranaggi, un garbuglio
di carrucole. Astolfo mi guarda interessato. Leggo
tra i brandelli il significato più profondo del termine.
Ostetrica deriva da due paroline che, unite, vogliono
dire “stare davanti”. L'ostetrica infatti ti sta lì davanti,
pronta a servire la magia. Un giorno mi presenterò
davanti a Max e lo ostacolerò, lo metterò in imbarazzo
e gli dirò tutto quello che penso dei suoi brufoli.
La placenta permette il passaggio di nutrienti, acqua, ossigeno molecolare (O2) e anticorpi dalla madre al figlio (vena
ombelicale) e di sostanze di rifiuto e diossido di carbonio
dal figlio alla madre (arterie ombelicali). Essa svolge una funzione di filtro per molte sostanze dannose, anche se alcune possono comunque attraversarla (ad esempio: caffeina,
cocaina, alcol, alcuni farmaci e diverse sostanze presenti
nel fumo di sigaretta). Produce inoltre ormoni atti al mantenimento della gravidanza, all’accrescimento dell’utero e allo
sviluppo delle ghiandole mammarie.
Grazie all’apporto placentale, l’embrione continua a crescere e lo fa in una sacca piena di liquido: il sacco amniotico,
che lo protegge dagli urti, ne permette i movimenti e mantiene costante la temperatura.
Il giorno dopo arrivo a scuola stanchissima e il prof di
scienze, invece di spiegarci l'annidamento, ha chiamato
un'ostetrica. (Toh, bella questa. Mitico Astolfo, che
prevede il futuro).
Per dirla tutta, si tratta di una ex ostetrica, che suona
ancora più duro. E sapete chi ci troviamo in classe? La
signora Mueller.
“NUOOOOOOOOOOO LA SIGNORA MUELLER
NUOOOOOOOO!” sussurra l'aula. E sapere che è
stata, prima di fare la maestra di arti plastiche, una
fig.8 Gravidanza (11 settimane).
fig.9 Placenta e cordone ombelicale.
1.4 Finalmente fuori
➤ Parto
24
Stadi dello sviluppo intrauterino
Nei primi tre mesi si formano tutti gli apparati e gli organi;
solo il sesso non è osservabile fino al quarto mese, se non
con esami genetici.
Dal quarto mese in poi l’embrione è chiamato feto e d’ora in
avanti dovrà solo crescere. Inizia a muoversi, compaiono le
unghie e la prima peluria; progressivamente sentirà i suoni.
Attorno al sesto mese spuntano i capelli e la sua pelle è
ricoperta da una sostanza grassa impermeabile, chiamata
vernice caseosa, che serve a proteggerlo dal lungo contatto
con l’ambiente acquoso.
Nel corso del settimo mese il feto risponde agli stimoli sonori e tattili, può avere il singhiozzo e succhiarsi il pollice.
fig.10 Gravidanza (7° mese).
levatrice, fa ancora più strano.
“NUOOOOOOOOO LA SIGNORA MUELLER FACEVA NASCERE BAMBINI!”
Si scatena una raffica di:
“Ha fatto nascere te.”
“No, te.”
“Sei una signora Mueller!” Eccetera.
Chi “c'ha la signora Mueller", ha la rogna.
Intanto la signora Mueller ci spiega cosa succede
quando si sviluppa tutto nella pancia. Alla fine dell'ora
entra in classe anche Kurt, il prof di ita, che la guarda
come una dea. Abbiamo a disposizione una delegazione di maestri per spiegarci una cosa.
Levatrice, “midwife” o “with-woman” (“con la
donna”): la levatrice sta lì con te quando partorisci. I
cani come Astolfo non hanno queste cose. Solo noi
uomini abbiamo sviluppato questa abilità: farci aiutare.
5 milioni di anni fa. In spagnolo levatrice si dice
“comadrona”, che vuole dire “cum mater”, cioè qualcuno che sta lì con te.
La levatrice è una donna saggia (in francese si dice
“sage femme”) e conosce i segreti del corpo femminile.
A me la signora Mueller dà sicurezza perché sa un
sacco di cose, è gagliarda, si impone, ti abbraccia
quando ti parla.
La signora Mueller ci spiega cos'è la placenta e a cosa
serve il cordone ombelicale, che contiene una vena e due
arterie. La placenta è pure preziosissima perché blocca
certe sostanze pericolose, ma non l'hashish, il caffé e
la grappa. Produce inoltre ormoni che servono per far
crescere il seno e l'utero. Così l'embrione continua a
crescere in un sacco d'acqua.
La signora Mueller le cose le sa, ma è tecnica.
Secondo me ha dentro qualcosa di grande, un grande
sacco amniotico di amore che non ha mai potuto dare
perché non ha figli. Il professor Kurt, invece,
mi pare sempre più rinsecchito e prosciugato d'amore
per lei.
L'essere magico inizia a muoversi verso il quarto mese,
quando compaiono le unghie e i primi peli.
Sente i suoni.
Bisogna far ascoltare buona musica alle pance delle
mamme.
25
Parto
Al termine della gravidanza, il feto è finalmente pronto per
affrontare la vita extrauterina. Pesa in media attorno ai 3 Kg
e ha una lunghezza attorno ai 50 cm. Assume di norma
la posizione cefalica, cioè con capo verso il basso. Al parto, sotto influsso ormonale, i muscoli uterini cominciano a
effettuare delle contrazioni involontarie, chiamate doglie, le
cui funzioni sono di dilatare il collo dell’utero e di spingere il
nascituro verso l’esterno.
A un certo momento del travaglio avviene la rottura del sacco amniotico e la fuoriuscita del suo liquido: la cosiddetta
“rottura delle acque”.
fig.11 Parto.
26
27
Dopo trenta settimane l ' essere magico succhia il
pollice.
Bisogna accarezzare le pance delle mamme.
L ' essere magico succhia il pollice per prepararsi
all'allattamento.
La signora Mueller ha un cane. Anzi, una cagnetta.
Quando parla di allattamento, tutti ridono, perché
proietta l'immagine di un seno enorme. Se hai le tette
grandi e hai fatto tanti figli (vuol dire che in fondo eri
attraente) poi trasmetti i geni delle tette grandi.
Quindi avere un seno grande, in fondo significa essere
attraente. È una questione di conservazione della
specie. Questo è un ragionamento che ho trovato non
so più dove. Mi sento piatta. Mary mi dice che non è
vero: il seno piccolo può piacere. E si può allattare
lo stesso. Dice anche che il seno non è il senso della
vita. Chissà dove l'ha sentita, questa cosa.
Mi sono definitivamente innamorata di Max.
Odio Jessica e il tedesco. ¤
© Scultura e foto: Lorenzo Possenti, ecofauna
Grazie alle spinte appare la testa e poco dopo il nuovo individuo nasce. Il contatto con l’ambiente esterno stimola il
neonato al primo respiro e la funzione circolatoria si rende
autonoma. Il cordone ombelicale viene reciso e al suo posto resterà una cicatrice: l’ombelico. Dopo la nascita, altre
contrazioni uterine permettono l’espulsione della placenta.
Nei casi in cui vi è un possibile rischio per la madre o per il
nascituro, può venir effettuato un parto cesareo: un’incisione che permette l’uscita del neonato direttamente dall’addome della mamma.
Appoggiato sul ventre della madre il neonato ritrova i suoni
che sentiva durante la gravidanza: il battito cardiaco e la
voce della mamma. Ora ha bisogno di trovare un ambiente
accogliente e sicuro. Spontaneamente ricerca i capezzoli
da dove trarrà il nutrimento durante il periodo dell’allattamento. La suzione stimola la produzione di latte materno,
alimento completo ricco di proteine, grassi, calcio e vitamine, che fornisce un’immunità passiva, grazie agli anticorpi
materni. Questo contatto fisico rafforza il legame affettivo
tra madre e figlio.
fig.12 Un’interpretazione della “Eva mitocondriale”, così chiamata dai ricercatori in riferimento a un’ipotetica progenitrice
africana della specie umana attuale. Infatti, l’analisi del DNA
mitocondriale contenuto nel citoplasma dell’ovulo e quindi
trasmesso esclusivamente per linea femminile, lascia supporre un’origine comune a tutti gli esseri umani, risalente a
ca. 200’000 anni fa.
Approfondimenti
28
29
➤ Quando i bambini non arrivano
➤ Quanto mi assomiglia?
Procreazione medicalmente assistita
Non sempre un nuovo individuo può essere concepito in
modo naturale. Le cause possono avere a che fare con
la produzione e la maturazione di ovuli e spermatozoi o
con problematiche legate all’atto sessuale. A volte però la
causa rimane sconosciuta.
Oggi sono disponibili tutta una serie di metodologie cliniche che permettono, con esiti più o meno soddisfacenti,
di dare inizio comunque a una gravidanza.
Le varie tecniche possono essere suddivise in due gruppi
a seconda della complessità e dell’invasività dell’intervento.
Nel primo gruppo troviamo tecniche che tendono a favorire
l’incontro fra ovulo e spermatozoo all’interno del corpo della donna, come per esempio nell’inseminazione intrauterina, dove gli spermatozoi vengono introdotti attraverso un
catetere direttamente nell’utero o nella tuba della donna.
Nel secondo gruppo vi sono poi tecniche che comportano una manipolazione dei gameti femminili e maschili,
prevedono una fecondazione al di fuori del corpo della
donna e il successivo trasferimento dell’embrione nell’utero: fecondazione in vitro o in provetta.
Nei casi di infertilità più gravi, si può ricorrere alla donazione di spermatozoi e/o ovuli da parte di persone estranee
alla coppia. Se invece i problemi riguardano le funzionalità
dell’utero, gli embrioni prodotti in vitro possono essere inseriti nell’utero di un’altra donna. Di queste ultime tecniche, in Svizzera è permessa unicamente la donazione di
spermatozoi.
Dal punto di vista etico, tutte le pratiche sopraelencate
sono oggetto di dibattito.
➤ Femmina o maschio?
Determinazione del sesso del nascituro
Nella fase embrionale, gli abbozzi dei genitali esterni sono
identici nei maschi e nelle femmine, benché il sesso del
nascituro sia già definito geneticamente alla fecondazione. Nel feto inizia la differenziazione che porterà alla struttura definitiva di pene e scroto nei maschi e della vulva
nelle femmine.
9 settimane
maschile
11-17 settimane
femminile
Gemelli
Gemelli eterozigoti
Di norma durante il ciclo mestruale viene
portato a maturazione un solo ovulo. A volte però possono maturare due o più ovuli
contemporaneamente e in caso di fecondazione avremo la nascita di gemelli detti
eterozigoti.
Questi gemelli derivano da ovuli differenti
fecondati da spermatozoi diversi: possiedono dunque un patrimonio genetico dissimile come due fratelli nati in momenti distinti. Tutti gli annessi embrionali sono doppi: ci
sono due placente e due sacchi amniotici.
Gemelli omozigoti
Quando un ovulo fecondato nei primi stadi di sviluppo si separa in due parti uguali,
avremo la nascita di gemelli omozigoti (molto più rari rispetto ai gemelli eterozigoti).
Poiché derivano da un solo ovulo fecondato, i nascituri avranno un uguale patrimonio
genetico e per questo vengono chiamati
“gemelli identici”.
Gli annessi embrionali possono essere più
o meno in comune a seconda del momento in cui avviene la separazione.
Gemelli eterozigoti
fig.14 Generazione e sviluppo di gemelli eterozigoti.
Gemelli omozigoti
nascita
fig.15 Generazione e sviluppo di gemelli omozigoti.
fig.13 Differenziazione degli organi genitali del feto.
Capitolo 2
L’età dei giochi
Infanzia
2. L’età dei giochi
32
33
Q
uando si parla di sessualità solitamente si pensa a
quella degli adulti e in particolare ai rapporti sessuali. In questo senso i bambini sono giustamente
esclusi dal discorso.
In realtà la sessualità non inizia con la pubertà: viene scoperta durante tutta la vita. Nel periodo dell’infanzia si tratta
evidentemente di una sessualità molto diversa da quella degli adolescenti e ancora di più da quella degli adulti: i bambini sono curiosi e esplorano tutto quello che interessa e dà
loro piacere, organi genitali compresi, senza però le fantasie
sessuali proprie di adulti e adolescenti.
A volte capita che alcuni bambini siano così curiosi che vogliano confrontare i propri organi sessuali con quelli di altri
bambini, per osservare eventuali differenze. Questo è un
semplice gioco esplorativo, che se avviene su consenso di
tutti i bambini coinvolti e non vi è nessuna costrizione, è da
considerarsi facente parte del normale sviluppo psicosessuale.
Lungo questo percorso di conoscenza del proprio corpo,
i bambini hanno bisogno di tempo per vivere, imparare e
giocare. Questo tempo viene tuttavia sempre più a mancare
nelle società odierne, dove si assiste a un’iperstimolazione, anche di natura sessuale. Basti solo pensare agli spot
pubblicitari pieni di allusioni o immagini esplicite, dove sono
utilizzati corpi seminudi come oggetti per persuadere all’acquisto di un prodotto. Il corpo è come una merce e non
appare nella sua interezza; diviene unicamente oggetto di
attrazione. Ciò potrebbe creare il desiderio di diventare belli
e perfetti come quelle immagini, complicando ulteriormente
il già difficile rapporto con il proprio corpo in adolescenza.
L’età dei giochi
Rudi gioca sempre con gli aerei, gestisce con papà
una saletta apposita per gli aeromodellini e sogna
costantemente di volare. Quando si sdraia sul prato
o in terrazza a guardare il cielo, tutti sappiamo che
bisogna lasciarlo in pace, perché in quei momenti
immagina se stesso tra le nuvole, pilota di un bolide
dell'aria, oppure si cala nei panni di un superman che
porta in giro le stelle a passeggio di notte. Sono attimi
di pace, durante i quali mamma legge, papà sfoglia
il giornale, Astolfo piano piano chiude un occhio e io
mi annoio. Oggi mio fratello stava sdraiato accanto
ad Astolfo, fissatosi con il nasone all'aria a cercare
inutilmente la luna tra i tetti delle montagne.
Improvvisamente Rudi è scattato in piedi con un
piccolo aereo in cartone tra le mani; saltellando da
papà ha urlato di voler essere una rondine per potersi
spostare in Africa a cercare il sole caldo. Astolfo l'ha
rincorso, gli è saltato addosso per giocherellare e,
urtando un tavolino, rovesciando un bicchiere di succo
della passione, ha strappato l'aereo dalle mani del mio
amato fratellino e se l'è masticato (l'aereo, non il
fratellino). Credo che un bombardamento israeliano,
come quello che raccontava la prof di storia, faccia
meno casino di Rudi quando viene privato del suo aereo.
La mamma sobbalza sul divano, il papà abbandona il
giornale e fa in modo che l'aereo si salvi (inutilmente),
Rudi calpesta le piastrelle appiccicose di succo della
passione, sbraita parole incomprensibili, contesta il
mondo, diventa intrattabile, picchia il divano, Astolfo
corre in giro e gioca a farsi prendere, mentre tutti si
agitano attorno a lui. L'aereo è ormai digerito. Queste
sono occasioni splendide. Questo è il caos divino.
Rudi, grazie di esistere.
Alice: "Mamma vado da Marina a fare i compiti, non
riesco a concentrarmi, Rudi urla."
Non risponde nessuno. Sono i vantaggi di una famiglia
unita dove succedono un po' di cose ogni tanto. Posso
filarmela. Quando torno a casa, a cena, Rudi è calmo,
sdraiato per terra con Emilie, la bimba dei vicini.
La mamma sta leggendo loro la storia di un povero
vagabondo di nome Mozziconi che sentivo tutte le
sere quando ero piccola, prima di addormentarmi.
“Certe giornate Mozziconi si distendeva sulla sabbia
calda e la pancia all'aria. La mano sinistra la teneva
sotto la testa come un cuscino e con la mano destra
grattava la pancia. Chissà perché certa gente a
grattarsi la pancia si vergogna.” Così inizia il capitolo
“Mozziconi si gratta la pancia”, ma la cosa più interessante è che, mezz'ora dopo, la mamma sta preparando la cena, il papà è a passeggio con Astolfo, mentre
in mezzo alla sala, soli come due rondini amorevoli,
mio fratellino e Emilie stanno giocando a toccarsi la
pancia, a studiarsi l'ombelico come se nulla fosse.
E Rudi pare essersi dimenticato del suo aereo. Parte
pure una gara di morsi sul pancino. Piccioncini. Fino a
qualche tempo fa giocavo anch'io, adesso maschi da
una parte, femmine dall'altra. I bambini non si fanno
problemi. A noi, invece, sembra che il mondo dica cosa
non si può fare. I bambini sono liberi di esplorare,
poi diventi un mini-uomo o una mini-donna e tutto si
complica. Al limite qualche spinta o qualche calcio nel
sedere: significa che il tipo in fondo ti considera bella.
Sbircio Rudi.
Che fuori di testa: si fanno i bacetti. Adesso urlo e lo
dico alla mamma. Abbiamo spento il bambino che c'era
in noi. Io mi vergogno. Pensa... toccare Max. Impossibile. Non è giusto che Rudi sia più avanti di me:
"Mamma, Rudi bacia Emilie."
"E lasciali, stanno giocando " risponde.
Ah, ecco, loro giocano. Vorrei vedere se fossi di là
con il mio tipo che mi bacia.
Il capitolo di Mozziconi
finisce così, quando torna alla realtà, dopo essersi
abbandonato a grattarsi la pancia: “si guardò intorno
con gli occhi spalancati vide che non c'erano più i fiori
grandi e colorati.”
“Emilie, Rudi, godetevela, finché potete!” sussurro
invidiosa della loro infanzia colorata.
“A tavola!” urla la mamma, mentre Astolfo e papà
quasi demoliscono la porta di casa, rientrando dal
giretto. ¤
Capitolo 3
Si cambia. Che confusione!
Adolescenza
3.1 Maledetta chimica
36
➤ Ormoni e pubertà
I
l funzionamento del corpo è controllato e regolato attraverso una stretta collaborazione tra sistema nervoso e sistema ormonale che si influenzano vicendevolmente. Gli ormoni, prodotti dalle ghiandole endocrine, sono
messaggeri chimici trasportati dal sangue.
Il grande controllore: l’ipofisi
All’inizio della pubertà l’ipofisi, una ghiandola posizionata alla
base del cervello, comincia a produrre degli ormoni che hanno come bersaglio ovaie e testicoli. A loro volta, questi secernono altri ormoni che portano a termine il processo di
differenziazione dei caratteri sessuali (si parla di cascata ormonale). L’ipofisi è connessa al sistema nervoso centrale
tramite l’ipotalamo. Questo collegamento permette al sistema nervoso di influenzare quello ormonale e viceversa. Il
collegamento con il sistema nervoso evidenzia come il sistema endocrino sia influenzato nel suo comportamento
dall’ambiente in cui la persona cresce e si sviluppa. Anche
l’inizio della pubertà può essere influenzato da stimoli esterni.
Gli ormoni prodotti dall’ipofisi che hanno come bersaglio le
gonadi (ovaie e testicoli) sono l’ormone follicolo stimolante (FSH) e l’ormone luteinizzante (LH). Prima della pubertà,
FSH e LH sono presenti nel circolo sanguigno in quantità trascurabile. I loro livelli aumentano durante la pubertà
causando un conseguente incremento della produzione di
ormoni da parte dei testicoli e delle ovaie.
Il risultato è lo sviluppo di una serie di caratteri sessuali secondari che hanno la funzione di preparare il corpo alla riproduzione.
37
Cos’è l’amore? La voce di Andrea
Mi chiamo Andrea. Sono l'amico di
Max. Credo di essere invisibile, perché ogni volta
che incontro qualcuno, per sembrare più importante devo ricordargli che sono l'amico di Max.
"Conosci Max? Ecco, io sono suo amico." Punto.
Allora mi considerano.
A me piacerebbe stare con lei, perché mi sento
molto attratto dalle belle (belle come dico io!)
ragazze, anche se ogni tanto mi vergogno (ma
poco). Sono timido quando parlo con chi mi
piace e in questi periodi sono attratto anche dai
derby di hockey. Non ne perdo uno. A scuola
mi hanno fatto scrivere un tema sull'adolescenza.
Come la vivo. Ecco, la sto vivendo bene. Mi
piacerebbe avere soldi e anche una tipa come lei
da portare in giro mano nella mano, nella pausa,
oppure il mercoledì pomeriggio (quello sarebbe il
massimo), ma per ora è proprio impossibile. Il
fatto di sentirmi invisibile è praticamente l'unico
problema che ho: cerco di risolverlo trascorrendo
del tempo con Max. È uno a posto e così mi
sento rilassato. Siamo forti insieme.
Andrea:
fig.16 Ghiandole endocrine responsabili dello sviluppo sessuale durante la pubertà e del buon funzionamento degli
apparati genitali.
38
39
Caratteri sessuali secondari
Estrogeni (ormoni prevalentemente femminili) e androgeni
(prevalentemente maschili) rivestono una certa importanza
anche nello sviluppo infantile, ma è con l’inizio della pubertà
che si assiste a un importante incremento della loro produzione.
Ragazze e ragazzi producono entrambi i tipi di ormoni, è
però la quantità relativa di questi ultimi che scatenerà gli
importanti cambiamenti legati a questo periodo.
Gli estrogeni, prodotti dalle ovaie, dalle ghiandole surrenali
in entrambi i sessi e in piccola quantità dai testicoli, sono
responsabili della maggior parte dei cambiamenti che avvengono nelle ragazze (crescita del seno, aumento della
statura, cambiamento della voce, distribuzione del tessuto
adiposo, regolazione del ciclo mestruale, ecc.), mentre nei
maschi il loro ruolo riveste una certa importanza nel mantenimento del tessuto osseo e nel sistema immunitario, ma
anche in piccola parte a livello sessuale (per esempio nella
motilità dell’epididimo). Gli stessi estrogeni possono portare
a un’aumentata sensibilità dei capezzoli e a un ingrossamento delle ghiandole mammarie anche nei maschi.
Il testosterone, uno dei principali androgeni, prodotto dai
testicoli, dalle ghiandole surrenali, dalle ovaie e dalla placenta, ha invece un importante ruolo in entrambi i sessi:
è responsabile, oltre che della manifestazione dei principali
caratteri maschili (aumento della dimensione del pene e dei
testicoli, incremento della statura e della massa muscolare,
abbassamento del tono di voce, ecc.), della comparsa dei
peli e dell’aumentata produzione di grasso da parte delle
ghiandole sebacee, fenomeno che porta con sé due spiacevoli conseguenze come l’acne (comedoni e brufoli) e i
capelli unti.
Un altro importante ormone, prevalentemente femminile,
In fondo credo che la pubertà sia un'età come
tante altre: non mi sembra così imbarazzante come
la gente la definisce, anche se quando vedo lei, non
riesco proprio a salutarla o a parlare. Di questo
argomento potrei discutere con le persone di cui
mi fido e con coloro che riescono a comprendermi. Con Max, però, fai scemate. Non puoi
mica parlare dei sentimenti e di quelle cose! Se
gli dicessi che mi blocco quando la vedo, Max
si metterebbe a ridere. D'altronde non è sempre
necessario discutere con qualcuno. Io ho un'arma,
per esprimere i fatti miei, ed è questa: scrivo.
L'intimità esiste per qualcosa.
Ieri stavo pensando ai miei compagni che fanno
casino o sono sempre seri, o ridono a crepapelle
anche se non c'è niente da ridere. Io non ho brutti
stati d'animo, non ho preoccupazioni, non mi faccio
problemi, non è cambiato nulla o almeno penso.
C'è una cosa che mi fa arrabbiare degli adulti:
ci dicono che siamo nell'adolescenza, che il
corpo cambia, che poi ci si innamora. Va be', lo
ammetto, anch'io sono attratto da lei, ma ci sono
delle mie compagne che, sono sicuro, non sono
per niente innamorate. E ci sono dei miei compagni
che stanno benissimo così. Magari sono un po'
cresciuti, oppure hanno il vocione cambiato, ma è
normale. Sembra quasi che siamo sotto la lente e
che tutti gli adulti debbano starci addosso a parlare
dei nostri problemi. E se i docenti si facessero i
fatti loro, invece di continuare a raccontarci storie?
La sessualità è qualcosa di segreto e intimo. Ci diano
le informazioni scientifiche e stop. Quello di italiano
continua a farci leggere racconti e poesie sull'amore
e a lanciare discussioni.
A me dà fastidio.
L'intimità esiste per qualcosa, ripeto. E l'amore
lasciatecelo scoprire da soli.
(Andrea, innamorato e tutto il resto, ma non sono
affari vostri.) ¤
è il progesterone, prodotto da ovaie, placenta, ghiandole
surrenali e testicoli. Il suo ruolo è rilevante soprattutto per il
ciclo mestruale e in gravidanza (viene infatti chiamato anche
“ormone della gravidanza”), ma funge pure da precursore
per la produzione di estrogeni e testosterone.
Poco si sa ancora dell’influenza che questi ormoni rivestono
nelle differenze comportamentali e nello sviluppo del cervello di maschi e femmine (fatta eccezione per la probabile
influenza del testosterone sul comportamento aggressivo),
ma è proprio a livello di comportamento e di mentalità che
donna e uomo svelano le differenze più affascinanti, rendendo le relazioni una continua e seducente scoperta.
fig.17 Differenze fra caratteristiche infantili e degli adulti
3.2 A volte ci si sente strani
40
➤ Cervello, ormoni, società e cambiamenti psicologici
Ai cambiamenti fisici visibili esteriormente, si affiancano grandi mutamenti nel modo di pensare, di essere e di relazionarsi
con gli altri. Le cause vanno ricercate in diversi fattori: nel
subbuglio ormonale già discusso in precedenza, nella riorganizzazione profonda che subisce il cervello e nell’interazione
fra l’adolescente e la società nella quale vive.
Il cervello dell’adolescente subisce in effetti una vera e propria
ristrutturazione: alcune aree vengono attivate, altre disattivate, milioni di nuove connessioni si creano. Il sistema limbico,
dove hanno origine l’emotività e l’impulsività, si sviluppa precocemente e questo spiega la spinta a ricercare sensazioni
ed emozioni forti. Per contro corteccia prefrontale e frontale,
deputate a prendere decisioni, valutare le conseguenze delle
proprie azioni e controllare gli impulsi, maturano più tardi e
continuano a evolvere fino ai 25 anni. C’è dunque una discordanza tra il momento in cui si attivano le strutture cerebrali
che spingono i ragazzi ad affrontare i rischi e quello in cui
sono attivate le strutture che permettono di pensare prima
di agire. È come accendere il motore di un’automobile senza
autista capace di guidare.
fig.18 Alcune aree del cervello: sistema limbico,
corteccia prefrontale e frontale.
41
Cos’è l’amore? La voce di Alice
Alice: L'amore è una roba che ti sposta il cervello
da un'altra parte. È quando tremi come l'ombra di una
lampadina mezza rotta. Ogni filo d'erba diventa un
lingotto d'oro, quando sei in mezzo alle cose dell'amore.
Oggi per esempio ho ascoltato le parole più belle che
un uomo mi abbia mai detto:
"Ciao, com'è? Posso le robe di ita? Schifo mi fa ita,
teh."
Niente di che, direbbe una persona normale. Grandioso, invece, per una ragazza che ha l'amore nelle pupille.
Mi si è bloccato tutto: le palpebre, la lingua, le dita dei
piedi, le budella. Poi sono riuscita a dire "sì". Un sì che
tremava come una foglia morta. Forse questo non è
l'amore, ma ha un significato molto più semplice:
sono rincitrullita.
È la prima volta che Max mi chiede qualcosa. Non ha
svolto i compiti. Li copia da me. L'evento mi agita, mi
sconvolge. Arrivo in classe con un sorriso che sembra
una giostra, tanto che potrei fare una capriola nel
prato di casa mia, prendere Rudi in braccio e farlo
volare come un aereo, oppure presentarmi davanti a
Max per chiedergli se vuole venire da me mercoledì
pomeriggio, così ci si prepara per il test. (Non lo farei
mai: esagero per far capire quanto sono presa dalla
questione.) Mi siedo al mio posto, accanto a Marina.
"Che hai? Sembri una drogata" mi dice.
“Fluttuo.”
“Eh?”
“Niente, lascia perdere.”
“Cosa guardi?”
"Guardo” e guardo Max che si siede, prima di aggiun-
gere: “Secondo te Max mi sta un po' dietro?"
"Sei pazza?" mi fa spalancando gli occhi.
"E perché?"
"Perché Max sta lanciando un bigliettino a Jessica, che
sta lì mezza nuda e se va avanti così li fa morire tutti, i
maschi della scuola. Tra poco saremo tutti collegati. Hai
il tablet? Il cellulare?"
"Ah."
"Sveglia, Alice!"
"Va be', e allora? È nuda e stupida."
"Sì, ma tu non fare la ritardata però."
E intanto tiro fuori dallo zaino il libro di Malerba che
mamma mi leggeva quando ero piccola, Mozziconi , la storia
del barbone ribelle. Ho sempre malinconia della mia
infanzia, perché Rudi è felice con il suo aereo e gratta
l'ombelico di Emilie, mentre io sono qui con le paure e
Marina che mi guarda male e si chiede cosa faccio con
un libro inutile tra le mani. Nel frattempo le relazioni tra
i compagni, oggi, si giocano sugli smartphone. Marina si
scatena nella mischia.
Girava la voce: domani tutti con i telefoni, ma non fatevi
beccare. Sono l'unica della classe che si è dimenticata
l'oggetto vitale e sono isolata, mentre uno scoppiettante
Da qui nascono i comportamenti spericolati, il senso di onnipotenza e d’invincibilità che possono portare a grandi risultati
come pure a tragici esiti. L’uso di alcool e droghe può essere
particolarmente pericoloso in questo periodo, in quanto esalta tali comportamenti.
Insomma, il cervello di un adolescente è lontano dall’essere
maturo, quindi la comprensione e la comunicazione con gli
adulti possono risultare difficili.
La mente dell’adolescente è in piena evoluzione e costantemente alla ricerca del proprio posto nel mondo. Oscilla tra
l’affermazione del proprio io e l’appartenenza al gruppo. Vi è
innanzitutto la necessità di adeguarsi al proprio “nuovo” corpo, che solo di rado risulta essere come si vorrebbe. All’inizio i
cambiamenti possono essere vissuti con stupore, imbarazzo
e vergogna. Molti ragazzi e molte ragazze vorrebbero essere
diversi da quello che sono: la percezione della realtà cambia
a seconda dello stato d’animo ed è influenzata dal paragone
con gli standard di bellezza in voga.
In secondo luogo gli interessi e i gusti mutano: ciò che tanto
divertiva nell’infanzia (giochi, bambole, automobiline, ...) viene
abbandonato a favore di nuove passioni (musica, amicizie,
concerti, libri). La spinta verso la sessualità si fa sempre più
forte. Il bisogno di affermare la propria identità contribuisce a
distanziarsi sempre più dalle figure genitoriali.
Da una parte ci si concentra in maniera quasi ossessiva su
se stessi, dall’altra il cervello analizza la realtà ed è pronto
a un pensiero morale più sviluppato. Questo porta i giovani
a essere più consapevoli dei fatti del mondo e a sviluppare
empatia verso l’altro.
A complicare il tutto c’è però la fluttuazione di tali cambiamenti:
un momento ci si sente indipendenti e non si vede l’ora di essere adulti, in un altro ci si abbandona nel rassicurante abbraccio dei genitori, chiedendo di rimanere per sempre bambini.
Ciò che avviene nel corpo e nella mente di un adolescente
è un vero terremoto e il sentirsi strani è più che giustificato.
Capita a tutti! Nei momenti di sconforto è molto importante
potersi confidare con qualcuno.
3.3 Divento donna
➤ Anatomia e fisiologia del sistema riproduttivo femminile
42
Apparato genitale femminile
comunicare proietta tutti gli altri in rete. Il prof scrive
alla lavagna “Das Wort eines unwissenden Mannes an
der Macht könnte das Leben der Menschen ändern”:
legge, ci chiede di tradurre perché oggi, sostiene,
vuole proporre una riflessione speciale. Sembra
parlare da solo, infatti, osservando la mia classe, mi
accorgo che alcuni muovono le dita sulle ginocchia e
ogni tanto qualcuno sghignazza; ora un gruppetto ride
per un commento che tutti hanno letto contemporaneamente. Una critica al prof? Oppure uno sfottò per me
che sono l'unica senza smartphone? La bomba dei
messaggi esplode, mentre il prof di tedesco spiega
“der Menschen”, “dir”, “dich”, “das”, “dass”. Nel caos
qualcuno si lancia messaggini precisi. Provocazioni.
Jessica avrà scritto a Max: "Ti metti con me?" E Max
avrà risposto "Boh, sì dai."
Eh già, infatti.
Alice, mi dico, guarda in faccia alla dura realtà. Sembra tutto così facile. Ci si studia in un social network.
E poi? Ci si bacia dietro la scuola, ci si piace e si va a
letto? Come può essere così semplice, una cosa tanto
complicata? Non riesco nemmeno a dire "ciao" a
Max senza che mi si blocchi la deglutizione. Secondo
me è tutto falso. Non c'è niente di facile. È tutto
difficile. È tutto in movimento. È tutto un casino. Ma se
la mamma ha trovato papà e si è sposata, un uomo lo
troverò anch'io, no? Non che mamma sia una brutta
donna, però come bellezza c'è di meglio. E anche papà,
insomma, i capelli li sta perdendo e quelli che ha sono
grigi. Se una donna l'ha trovata, anch'io riuscirò a
vivere normalmente, no? C'è un fatto che mi preoccupa:
è di non essere normale.
"Mary, io amo Max?"
"E che ne so, io, se lo ami?"
"Mary, è un caos."
"Un caos cosa?"
"Niente, Mary, niente."
"Boh."
E Marina continua a sminuzzare parole nello smartphone.
"Infatti, boh."
Suona il campanello. L'ora di tedesco è finita, ma io
non so nulla, perché quei “dich” e “der” e “dir” e
“das” e “dass” sono rimasti come un ronzio di sottofondo. Mentre tutti escono penso che l'amore lo fanno
i belli e i brutti. Ed è una cosa che non compri. Anche
il professor Kurt Rossi ha trovato una donna. Santo
cielo! ¤
A differenza degli altri organi del corpo che assicurano la sopravvivenza dell’individuo, la funzione
degli organi del sistema riproduttivo, femminile e maschile, è volta alla continuità della specie.
Le parti che costituiscono l’apparato riproduttivo femminile sono:
• due ovaie, nelle quali maturano gli ovuli (gameti femminili) e vengono prodotti ormoni;
• due tube di Falloppio (ovidotti), luogo di fecondazione;
• l’utero, dove avvengono annidamento e sviluppo del feto;
• la vagina, che collega l’utero alla vulva;
• piccole e grandi labbra, clitoride, orifizio vaginale e uretrale, che costituiscono i genitali esterni (vulva);
• seni (mammelle), prevalentemente preposti all’allattamento.
fig.19 Apparato genitale femminile.
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Le Ovaie
Sono organi di forma ovoidale della grandezza di un nocciolo di pesca, unite all’utero tramite dei legamenti. Le due
funzioni principali sono:
• la maturazione degli ovuli,
che avviene all’interno dei follicoli ovarici;
• la secrezione di ormoni femminili,
principalmente estrogeno e progesterone.
Tube di Falloppio o ovidotti
Si tratta di organi simmetrici, tubolari, lunghi circa 10 cm e
spessi fino a 3 mm. Si aprono verso le ovaie e terminano
nella parte alta dell’utero. La mucosa interna delle tube è
rivestita da cellule cigliate che favoriscono, con il loro movimento, la discesa dell’ovulo.
fig.20 Ovaia con vari stadi di maturazione dell’ovulo.
La fuga
Alice: La prima volta che il barbone Mozziconi
incontra una donna si trova sulle sponde del Tevere,
proprio a Roma. È una donna barbone come lui, piena
di stracci. Non capisce se è bella o brutta. Malerba
scrive che "alla prima occhiata gli sembrò una di quelle
donne un po' grasse che tendono al magro, ma la guardò meglio e si accorse che era magra e che tendeva
al grasso. Si era sbagliato anche sul colore dei capelli
perché gli era sembrata bionda che dava sul bruno e
invece era bruna che dava sul biondo. In ogni modo
decise che quella vagabonda gli piaceva".
Ecco cosa accade a noi poveri adolescenti, come ci
chiamano. A un certo punto qui cambia tutto: corpo,
cervello, gambe, braccia, tette e non sappiamo nemmeno più se siamo grassi, magri, belli, brutti. Siamo
indefiniti e non si capisce più niente. E comunque ci si
guarda, ci si studia e ci si piace. Come quando ho visto
Max pieno di brufoli. Mi è piaciuto e basta. O come
quando mi ha detto "Ciao, com'è? Posso le robe di
ita? Schifo mi fa ita, teh." Niente di che. Una frase da
barbone. Però la trovo incantevole. Nessuno sa dire
"Schifo mi fa ita, teh" come lui.
Per tornare al barbone Mozziconi che vede una donna
per la prima volta, trovo crudele il finale: quando ero
piccola non lo capivo, invece adesso mi fa arrabbiare.
A un certo punto Mozziconi, persona molto particolare,
ribelle puzzone, riesce a dire qualcosa alla femmina che
gli si è parata davanti. Le chiede se, dividendo l'infinito in
quattro parti, ogni quarto rimane sempre infinito. È una
domanda difficilissima, impossibile da immaginare, come
l'amore per me adesso.
Cosa succede allora? Succede che la donna barbona
spalanca l'unico occhio che ha (l'altro l'ha perso, è una
barbona, non è una modella) scappa via di corsa tra i
cespugli e Mozziconi è così dispiaciuto che continua a
guardarla anche quando ormai non si vede più. Quando
continui a guardare una persona, anche quando non è
più lì davanti a te, è perché te ne sei innamorato. In ogni
caso Mozziconi rimane lì da solo. Mi sento Mozziconi,
ora, qui seduta sulla panchina della scuola.
Tutta questa cosa che ho scritto è un pensiero libero, ma
Utero e mucosa uterina (endometrio)
L’utero è un organo muscolare cavo, lungo circa 7 cm e
largo 4 cm. Si trova nel basso ventre, dietro la vescica e davanti al retto. La sua forma, che ricorda una pera capovolta,
finisce in un restringimento chiamato collo dell’utero. La mucosa dell’utero è detta endometrio e aumenta di spessore
durante il ciclo mestruale, sotto l’influsso degli ormoni. Il collo dell’utero secerne un muco denso che si fluidifica nel periodo dell’ovulazione, provocando piccole perdite vaginali.
Piccole e grandi labbra
La forma e il colore delle piccole e grandi labbra variano
da donna a donna. Le piccole labbra sono pieghe cutanee
riccamente irrorate dal sangue che convergono anteriormente a ricoprire la clitoride con una sorta di cappuccio,
chiamato prepuzio. Durante l’eccitazione sessuale l’afflusso
di sangue le rende turgide e diventano, grazie a una fitta rete
di terminazioni nervose, una zona altamente erogena. Le
grandi labbra, più esterne, sono pieghe cutanee voluminose
sulle quali, durante la pubertà, si sviluppano i peli.
fig.21 Vulva.
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Vagina
È un condotto muscolare elastico, lungo dai 6 ai 10 cm che
dal collo dell’utero va ad aprirsi nella vulva. Di regola, una
piccola membrana chiamata imene ne chiude parzialmente l’orifizio. Il piacere e il desiderio sessuale portano a una
dilatazione della vagina, sia in lunghezza sia in larghezza, e
alla produzione di liquido vaginale che funge da lubrificante
durante la penetrazione.
Nella vagina risiedono diversi tipi di batteri che hanno l’importante funzione di mantenere acido l’ambiente vaginale
per ostacolare il diffondersi di germi patogeni. Nel periodo
dell’ovulazione, l’acidità vaginale diminuisce per favorire la
sopravvivenza di eventuali spermatozoi.
Clitoride
È un piccolo organo ricoperto dal prepuzio e ricco di terminazioni nervose che lo rendono la parte erogena per eccellenza. È analogo al pene e durante l’eccitazione viene irrorato dal sangue, diventa turgido e il suo volume aumenta.
in realtà volevo dirvi che è successo qualcosa di forte,
più forte che gettarsi con il paracadute nel vuoto:
Jessica e Max sono scappati in treno fino a Milano, ieri
sera, e non hanno dormito niente. La polizia era in giro
a cercarli. Sono scappati perché volevano fare
l'amore, dicevano oggi a scuola. E allora via: chissà
che esperienza, chissà che coraggio. Oggi a mezzogiorno li hanno trovati in giro a Lugano che passeggiavano mano nella mano. Che fuori. Magari non è vero
niente. Il mondo mi racconta le bugie. E io sono qui a
guardare nel vuoto come Mozziconi.
"Alice? Che fai?"
"Mary, sto male."
E mi lancio tra le braccia di Marina a piangere. ¤
Domande? La voce di Andrea
Ero un po' arrabbiato con Max. A un
certo punto ha preso baracca e burattini e si è
messo con Jessica. A questo punto mi sono chiesto
come avrei fatto, durante le pause, a stare con
Max, se lui si fosse nascosto dietro all'abete con
Jessica a baciarsi. Ecco, mi sono immaginato la
scena con il sottoscritto da solo nel corridoio,
invisibile, senza Max. Roba che hai quasi paura
a camminare. Cosa faccio, il giro della scuola da
solo? Posso girare con gli altri, ma non è lo stesso,
perché con Max puoi essere qualcuno. Quando ti
fermi a parlare con gli altri hai rispetto. In classe
c'è Nathan, che è un tipo a posto, ma il problema
è che legge troppo ed è serio. Se fai il giro della
scuola con un ragazzo del genere, hai l' etichetta.
Lo so, bisognerebbe fregarsene di cosa pensano gli
altri.
Oggi però è successa una cosa stranissima.
Andrea:
sviluppo in seguito si pareggia, anche se è abbastanza comune, in età adulta, che un seno sia leggermente diverso
dall’altro. Lo sviluppo può essere accompagnato da dolori
più o meno intensi che con il tempo scompaiono.
Sull’apice della mammella si trova il capezzolo, dove terminano i dotti galattofori dai quali fuoriesce il latte. Fasci
muscolari ne provocano l’erezione, che facilita la suzione al
neonato.
Seno e ghiandole mammarie
Il seno, oltre ad avere funzione di attrazione sessuale, è
sede delle ghiandole mammarie, responsabili della produzione del latte materno.
Nell’infanzia, le mammelle sono sviluppate allo stesso modo
in entrambi i sessi. Raggiunta la pubertà, sotto l’influsso degli ormoni prodotti dalle ovaie, la struttura del seno femminile subisce un notevole cambiamento: si sviluppano le
ghiandole mammarie e i dotti galattofori e si ha un aumento
di volume. Questo processo avviene raramente in modo
perfettamente simmetrico: inizialmente i due seni possono
avere dimensioni diverse (anche visibilmente). In genere lo
fig.22 Seno in sezione con ghiandole mammarie e dotti galattofori.
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Ciclo mestruale
A partire dalla pubertà (11-16 anni) il corpo femminile si prepara ciclicamente alla procreazione. Per effetto degli ormoni
la mucosa uterina si ispessisce trasformando l’utero in un
accogliente nido pronto a ricevere un eventuale ovulo fecondato. In assenza di una gravidanza la mucosa si sfalda,
dando origine al flusso mestruale: un sanguinamento della
durata di 3-7 giorni, del tutto naturale, che segnala il buon
funzionamento del corpo femminile.
Il ciclo mestruale dura approssimativamente 28 giorni e il
suo inizio è fissato per convenzione al primo giorno di mestruazione. Circa a metà del ciclo si verifica l’ovulazione,
momento in cui l’ovulo maturo viene espulso dall’ovaia e
risucchiato dalla tuba. Di regola, nei due giorni successivi l’ovulo è fecondabile. Se la fecondazione non avviene, il
gamete femminile degenera. Dopo circa 14 giorni dall’ovulazione la mucosa uterina, non più stimolata dagli ormoni,
inizia a sfaldarsi e il ciclo ricomincia.
Nei primi anni di pubertà è possibile che le mestruazioni siano irregolari o che le perdite di sangue (di norma 30-50 mL)
siano più abbondanti: con il tempo il tutto tende a regolarizzarsi. Il ciclo mestruale può essere influenzato da vari fattori
(psicologici, emotivi e/o fisici).
Le prime mestruazioni (menarca) sono un avvenimento
importante nella vita di ogni ragazza: segnano l’inizio della
fase fertile della vita. In base al proprio modo di essere e al
contesto famigliare possono essere vissute in modo diverso: con paura, fastidio, distacco oppure con gioia ed entusiasmo, come un rito di passaggio da festeggiare. C’è chi
preferisce vivere questo evento in privato e chi lo condivide
con le amiche.
È necessario del tempo per accettare questa ciclicità e conviverci. Le mestruazioni comunque permettono di avere una
vita e un’attività regolari, sport compresi. Occorre, peraltro,
A mate, Max si è seduto alla mia destra, mentre
Nathan si è messo alla mia sinistra, nei tavoli
comunicanti in fondo all'aula. Jessica è rimasta
davanti da sola. Aveva un'aria da supponente, cioè
da una che ha già fatto certe esperienze.
Da parte c'erano Alice e Mary che la guardavano
male. Allora io e Max, in ultima fila, abbiamo
parlato un po', intanto che Nathan trafficava con
un libro.
"Oh, Andy" mi fa lui.
"Oh" gli rispondo con il solito modo mio, ridendo
e mollandogli un pugno sulla gamba.
"A te non ti piace un po' la Mary?"
"No" gli rispondo subito.
"Che davanzale, Andy. Sistema elettrochimico a
sbalzo, c'ho. Sistema idraulico impazzito."
E ridiamo come scemi. A me, Mary, non dice
tanto. Io preferisco quelle che non hanno tanto
davanzale. Questione di gusti. Allora gli rispondo:
"Ma va. E poi tu hai già Jessica."
"Eh, bom" mi risponde non molto soddisfatto.
"Ma lo fate?"
E qui ho l'impressione che tocco un tasto strano.
Mi sento strano.
"Niente teh."
"Ma dai? Girano delle voci."
"Però non dirlo in giro. Magari sabato."
rispettare la sensibilità particolare che ogni donna manifesta
durante il periodo delle mestruazioni, che possono essere
accompagnate da disagio fisico e/o sbalzi di umore (dolori
addominali, appetito insaziabile, dolore al seno, mal di testa,
irritabilità, ecc.). Alcuni semplici accorgimenti
permettono di alleviare eventuali disagi
(vedi approfondimento, p. 70).
fig.23 Ciclo mestruale variabile tra i 21 e 35 giorni.
3.4 Divento uomo
➤ Anatomia e fisiologia del sistema riproduttivo maschile
50
Apparato genitale maschile
"A Milano?"
"Ma no, teh, a Milano ce lo siamo inventati.
Non è vero che siamo stati giù a Milano. Però
non so dove portarla."
"Auguri teh, fammi sapere" gli sussurro.
Certo, non è un dialogo di filosofia, ma è una cosa
seria, tanto che Nathan sfogliando il suo libro
trova un passaggio che segnala con un bigliettino,
prima di passarci il libro e consigliarci la lettura.
"È bellissimo. Agilulfo, il cavaliere inesistente,
dichiara il proprio amore a Priscilla. Roba da
matti. La pettina, la dispone sul letto, ma lui non
si toglie la sua corazza perfetta. La ama senza
farlo. È come una filosofia, sapete?"
Rimaniamo lì allibiti, perché secondo noi Nathan
è troppo serio, a leggere storie così, sull'amore
dei cavalieri. Max prende il libro e legge il nome
dell'autore: Italo Calvino. Ride un po' e risponde
a Nathan che non ha voglia di leggere. Se non lo
fanno è noioso, secondo lui.
"Sì, d'accordo, ma c'è anche Gurdulù. Lui lo fa.
Eccome!"
Il 'sore ci richiama. Troppo ronzio, là in fondo...
Dopo la lezione, nella pausa, Max mi lascia
da solo e io devo vedermela con coraggio. Devo
camminare in giro da solo come uno scemo. Vedo
che Alice e Mary sono abbracciate sotto le scale. Alice piange appoggiata alla spalla di Mary.
Chissà cosa avranno, penso, roba da donne. Però
mi batte il cuore fortissimo, perché mi fermo un
secondo o due. E Alice sposta gli occhi dalla
spalla di Mary e mi guarda. Tira su dal naso,
spunta con il suo sorriso, Mary si gira e tutte
e due mi fanno ciao. Rispondo. Oggi è stata una
gran giornata. ¤
Le parti che costituiscono l’apparato riproduttivo maschile sono:
• due testicoli (gonadi maschili), che producono spermatozoi e ormoni;
• due epididimi, due dotti deferenti e l’uretra, che convogliano lo sperma;
• due vescicole seminali, la prostata e due ghiandole bulbouretrali (di Cowper): ghiandole accessorie,
che producono secrezioni atte a nutrire, trasportare e far maturare gli spermatozoi;
• lo scroto e il pene che costituiscono i genitali esterni.
fig.24 Apparato genitale maschile.
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Testicoli
Si tratta di due organi ovoidali di 4 – 5 cm situati nello scroto. Le due funzioni principali sono:
• la produzione e maturazione di spermatozoi,
che viene svolta al meglio con temperature inferiori ai
37°C. Ciò potrebbe spiegare la localizzazione dei testicoli
al di fuori della cavità addominale, malgrado la facile esposizione a traumi (in realtà anche gli scienziati non hanno
ancora trovato una spiegazione soddisfacente, in quanto
l’evoluzione avrebbe potuto condurre alla produzione di
spermatozoi a temperature maggiori, come avviene per
esempio negli elefanti che possiedono testicoli interni e
hanno una temperatura simile alla nostra);
• la secrezione di ormoni androgeni,
principalmente il testosterone.
Epididimi
Sono due canali che collegano i testicoli ai dotti deferenti.
Al loro interno avviene la maturazione degli spermatozoi e la
produzione di una piccola parte del liquido seminale.
Dotti deferenti
Grazie a una spessa parete muscolare, questi due canali trasportano gli spermatozoi dagli epididimi all’uretra. A
seconda della frequenza di eiaculazione, gli spermatozoi
possono rimanere nei dotti deferenti fino a un mese senza
perdere la loro fertilità.
Vescicole seminali
Sono ghiandole collegate ai dotti deferenti che secernono
un liquido viscoso ricco di fruttosio. Questo zucchero rappresenta la fonte di energia degli spermatozoi nel loro viaggio all’interno dell’apparato sessuale femminile.
Prostata
Attraverso questa ghiandola, posta sotto la vescica, passano sia i dotti deferenti, sia l’uretra. Secerne una sostanza
Domande. La voce di Alice
Alice: ”Le domande sull'amore sono infinite e sono
sicura che non hanno risposte. Noi donne siamo più
concrete, gli uomini sono finti filosofi. Oggi eravamo
sotto le scale, come al solito rinchiuse nei nostri castelli, a ragionare con i nostri discorsi infiniti:
"Tu non ti fai mai domande?" faccio a Mary.
"Alice, tu e le tue mille domande. Semplifica, Ali.
Semplifica."
"Sull'amore."
"L'amore non esiste" mi dice. Decisa, la Mary. Lei e il
suo seno enorme.
"Ah ah, ma se ti piace Andrea e muori se non lo vedi!"
Perché è vero. Lei muore per Andrea.
"Smettila!" reagisce Mary.
"Allora? Sul sesso?"
"Sul sesso cosa?"
"Delle domande sul sesso."
"Boh. Perché?"
"Perché non so... tipo cosa si prova in un rapporto
sessuale e cosa si prova prima e cosa si prova dopo."
"Tu che dici?"
"Dico che prima lo vuoi, lo desideri e ti innamori,
quando sei lì assieme ti eccita, poi lo fai e hai l'orgasmo
e alla fine sei nello spazio come un astronauta."
"Mia sorella, che ha già diciannove anni, dice che gli
uomini sono più rapidi, invece noi per arrivare all'orgasmo
ci mettiamo di più."
E qui parte una mia considerazione che nemmeno io ho
capito:
"Quindi fare l'amore vuol dire in pratica stare lì con te
stessa ma essere con la persona che è lì con te e
ascoltarla e capire cosa sente e farla sentire come tu
vorresti che..."
"Eh, sì, sei in due, non sei mica da sola. Fai l'amore solo
se tutti e due ne hanno voglia. Se no è proibito."
"Lo so che devi essere in due, mica puoi stuprare un
ragazzo che non ha voglia di stare con te."
"No che non puoi."
"Comunque per fare l'amore ti devi mettere nuda e se
fluida alcalina, indispensabile a contrastare l’acidità di uretra
e vagina, che metterebbe in pericolo la sopravvivenza e la
motilità degli spermatozoi.
Ghiandole bulbouretrali di Cowper
Piccole ghiandole collegate all’uretra, che secernono anch’esse un liquido alcalino.
Uretra
Canale attraverso il quale passano urina e sperma.
Scroto
Sacco contenente i testicoli, costituito da pelle e due fasce muscolari. La contrazione di questi muscoli provoca un
avvicinamento dei testicoli all’addome: ciò avviene durante
l’eccitazione sessuale oppure in condizioni di raffreddamento, così da mantenere la temperatura ideale per la formazione degli spermatozoi.
Pene
Organo formato da tessuti morbidi e spugnosi, chiamati
corpi cavernosi. Nella parte terminale si allarga a formare
il glande, ricoperto da una pelle estroflessibile: il prepuzio.
Quando il prepuzio si ritrae difficilmente, o anche per questioni culturali e religiose, può essere asportato chirurgicamente senza nessuna conseguenza fisiologica e per la
normale vita sessuale: si parla di circoncisione. Oltre a contenere l’uretra, il pene ha la funzione di introdurre il liquido
seminale all’interno dell’apparato sessuale femminile e costituisce la zona erogena per eccellenza nell’uomo. Da un
punto di vista evolutivo il pene ha fatto la sua comparsa con
la conquista della terra ferma da parte del mondo animale.
Gli spermatozoi, che muoiono velocemente a contatto con
l’aria, dovevano poter essere inseriti in un ambiente caldo e
umido: la vagina.
L’erezione del pene consiste in un ristagno di sangue dovuto sostanzialmente a due fenomeni:
54
55
• una vasodilatazione delle arterie che irrorano i corpi
cavernosi, creando un maggiore afflusso di sangue;
• una contrazione dei muscoli alla base del pene,
che rende difficile il deflusso del sangue venoso.
Ciò avviene come reazione involontaria a stimoli sessuali e
talvolta anche in maniera spontanea.
L’erezione richiede una situazione di rilassamento: è infatti
il sistema nervoso parasimpatico (controllore delle attività di
riposo) a essere coinvolto e ciò rende evidente come l’ansia
possa rappresentare un importante ostacolo. Nella maggior
parte dei casi di mancata erezione è bene sapere che si
tratta di episodi passeggeri.
non vai bene per lui è un casino" affermo esprimendo
una delle mie paturnie più profonde.
"Semplifica, Alice. Semplifica. Se arrivi lì che siete
nudi, vuol dire che siete già arrivati a un punto..."
"A un punto?"
"A un punto che non torni più indietro, no?"
"No, ecco, vedi? Tu semplifichi e fai la scema perché
non pensi. E se invece magari io sono lì nuda con Max
nudo e ci guardiamo e, tremendo imbarazzo, si cambia
idea? O lui cambia idea?"
"A parte che Max sta con Jessica, quindi non farti
troppe fantasie. Comunque in quel caso, boh, non lo
dire a nessuno."
"In quel caso, Mary, ti rivesti senza dire niente e il
giorno dopo niente: si vede che non eri pronta. Ecco."
"Ma lascia andare le cose e fai quello che ti senti."
"Tu fai finta di fregartene. Siamo qui come due
stupide a capire come sarà e siamo tutte e due fuori
per Andrea e Max."
"Eh?"
"Fa niente, Mary. Lascia perdere."
Ecco, questo è, molto sommariamente, il dialogo tra
me e Mary, quando siamo nei nostri momenti intimi
sotto le scale della scuola. Ma la cosa più importante è
quella che vi racconto ora. Andrea è spuntato quando
noi due eravamo abbracciate e io piagnucolavo perché
avevo appena visto Jessica e Max mano nella mano.
Andrea si è fermato e mi guardava. Mary si è girata di
scatto. Ci siamo salutati. Non so perché, ma Andrea mi è
sembrato più carino del solito. Boh. ¤
Eiaculazione
In un momento di forte eccitazione lo sperma viene emesso
grazie alla contrazione involontaria, di muscoli che avvolgono la base del pene: si parla di eiaculazione. A ogni eiaculazione possono fuoriuscire dai 2 agli 8 mL di sperma e ogni
millilitro può contenere fino a 200 milioni di spermatozoi.
Polluzione notturna
Durante il sonno possono avvenire delle emissioni non controllate di sperma. Le cause di questo fenomeno, molto comune, possono essere due:
• un accumulo di liquido seminale, dovuto ad astinenza
sessuale oppure
• sogni dal contenuto più o meno erotico.
Spesso la polluzione notturna rappresenta per il ragazzo in
pubertà il primo incontro con le emissioni di sperma e la
prova dell’avvenuta maturazione sessuale: a causa dell’imprevedibilità e dell’ignoranza, questo fenomeno del tutto
naturale porta sovente con sé un senso di imbarazzo e di
colpa.
Composizione indicativa dello sperma:
• 5% spermatozoi e liquido prodotti da testicoli (spermatozoi) e epididimi (liquido)
• 46-80% liquido zuccherino prodotto da
vescicole seminali
• 13-33% liquido alcalino prodotto dalla prostata
• 2-5% liquido alcalino prodotto dalle ghiandole
bulbouretrali
fig.25 A sinistra: pene in erezione (corpi cavernosi irrorati); a destra: pene
non eretto (corpi cavernosi poco irrorati).
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Spiegare l’innamoramento è impresa assai ardua: gli uomini
ci hanno provato in molti modi, dalla poesia alla pittura, dalla
musica al cinema. Le sensazioni che si provano possono essere comprese solo da chi è stato innamorato e il modo in cui
si vivono è soggettivo, nonostante vi siano dei tratti comuni
e caratteristici.
Improvvisamente ci si scopre a pensare continuamente all’altra persona e ci si dimentica di se stessi, delle amicizie e di
tutto ciò che accade attorno: si vive uno stato di euforia e di
coscienza alterata. Allo sguardo dell’innamorato tutto si amplifica e le emozioni esplodono: le mani sudate, la testa tra le
nuvole, le farfalle nello stomaco, il cuore in gola, l’allegria che
accompagna ogni cosa, il vedere tutto positivo, il vivere d’aria
e d’amore.
Tanto la sensazione di euforia può essere intensa quando
l’amore è corrisposto, tanto la sofferenza può essere straziante quando non lo è o quando l’amore finisce: tristezza,
disperazione, rabbia, frustrazione, mancanza o eccesso di
Il bacio – la voce di Andrea
Scoprire che Max e Jessica non si
sono nemmeno baciati mi ha dato coraggio. Credo
che in questo momento riuscirei a camminare per
tutto il corridoio della scuola da solo, rilassato
come un capo banda, con la brioche in mano e un
succo nell'altra.
È che, non lo avrei mai creduto, oggi è successa
una cosa incredibile. È mercoledì e Alice doveva
andare via appena dopo la pausa, dal dentista.
Allora è venuta sua mamma a prenderla sul piazzale. Stavo lì con la brioche e il succo d'arancia.
Dall'auto della mamma di Alice è sbottato fuori
il suo cane, che ho scoperto si chiama Astolfo,
come quel tipo che ci ha spiegato il prof di ita,
che va sulla luna a riprendere la ragione di
Orlando furioso. Nello stesso tempo parcheggiava
l'auto la signora Mueller, che il mercoledì ha
un'ora soltanto, con noi, e porta sempre la sua
cagnetta di nome Luna, che lascia nell'auto o nello
sgabuzzino del bidello, con un permesso speciale
della direttrice. Allora voi immaginatevi Luna,
gracile, che fila fuori dall'auto passando sotto
le gambe della signora Mueller, mentre Astolfo
abbaia come un gigante e la rincorre, la poverina.
Raggiunge la cagnetta nei pressi dell'abete, dove
Jessica e Max si stanno probabilmente lasciando,
e l'acchiappa.
Jessica e Max sono talmente seri che se ne vanno
a discutere da un'altra parte, mentre Alice corre
a vedere che succede. La signora Mueller, lenta,
urla dal parcheggio di acciuffarli e dividerli... La
Andrea:
© Fotografia: Sergio Vechi, Flickr
3. 5 Mi innamoro!
3. 6 Il primo bacio
58
59
appetito, depressione, sono segni del mal d’amore. In questo
caso sfogarsi con qualcuno e recuperare i propri interessi e
le proprie amicizie può essere d’aiuto e quando non si riesce
a farsene una ragione e il dolore sembra insormontabile, è
importante chiedere aiuto a un adulto di fiducia o a uno specialista. Gli amori spesso finiscono, fa parte della vita. Nessuno può prevederlo o avere una ricetta per evitarlo. Maturare
e crescere vuole anche dire saper accettare i no degli altri,
sebbene ciò possa far male.
mamma di Alice tiene le mani sulle guance in segno
di disperazione. Io mi muovo. Non so con che
coraggio, ma mi muovo.
Arrivato dietro all'abete, i due cani sono in procinto di... ecco... non oso dire. Allora io prendo Luna
d'istinto, mentre Alice rimprovera Astolfo.
Siamo dietro l'albero.
Sentiamo la signora Mueller che grida.
Sentiamo le urla della scuola, lontana cento metri.
Alice mi guarda.
Tengo in braccio Luna.
Astolfo sta a cuccia. Abbaia.
Alice si avvicina e mi bacia: palazzo di ghirlande,
profondo, fluttuo, è un castello con i merletti sotto
il sole autunnale e io volo nel cielo. Volubile. Queste sono le immagini che mi ha dato Alice in quei
venti secondi, forse i più lunghi del mondo. Non li
ho cronometrati, ma era un tempo grande.
Credo che in questo momento riuscirei a camminare per tutto il corridoio della scuola da solo,
rilassato come un capo banda, con la brioche in
mano e un succo nell'altra.
E a spiegare a Max com' è stato. Che praticamente è stato come mettere le ali. ¤
Il bacio – la voce di Alice
Alice: Ho poco da dire, oggi, perché mi sento una
traditrice. C'è un poeta che abbiamo letto in classe:
parla dei ragazzi che si amano e si baciano e tremano.
Trema anche la loro ombra, alle porte della notte,
cioè al tramonto, credo. I passanti sono invidiosi di quei
ragazzi che si amano. Avevo troppo voglia di capire
come sarebbe stato baciare Andrea, che mi guardava
con la Luna tra le braccia. Lì non tremavo; adesso
invece, che sono qui a pensarci, sì, mi trema l'ombra
nella pancia. Ma forse l'amicizia con Marina è al
tramonto... ¤
Ognuno affronta il primo bacio con aspettative diverse, ma
spesso quest’esperienza, comunque sia andata, ci accompagna per tutta la vita. Questo momento rappresenta un
traguardo e idealmente anche la partenza di un viaggio alla
scoperta della sessualità. Il primo bacio può capitare all’improvviso o essere sognato e desiderato, ma il momento in cui
darlo dovrebbe essere il frutto di una libera scelta. Si tratta di
un istante così potenzialmente ricco di emozioni intense, da
meritare uno spazio tutto suo. Diventa importante sapergli
attribuire un significato che non sia banale.
All’inizio i baci non si vivono fino in fondo, soprattutto il primo,
perché si deve combattere con l’imbarazzo, con la paura di
sbagliare e con i tanti dubbi che accompagnano le novità. È
bene sapere che non esiste un solo modo di baciare, ognuno
deve sperimentare insieme al partner e trovare il modo che
più gli piace, lasciandosi trasportare dal sentimento di modo
che tutto avvenga più naturalmente.
Come per tutte le tappe che riguardano l’amore e la sessualità, ognuno deve trovare il momento giusto, ascoltando le
proprie sensazioni nel rispetto di sé e dell’altro. Questa è una
buona premessa per continuare il viaggio: il bacio rappresenta una prima condivisione d’intimità fisica, con una forte
eccitazione sia per la ragazza che per il ragazzo. La bomba
emozionale esplode.
In un’età in cui, come abbiamo visto precedentemente, il cervello è in piena maturazione e riorganizzazione non è sempre
facile capire qual è il momento giusto per vivere questa nuova
esperienza. Può quindi succedere di sperimentare un primo
bacio “non voluto”. Se ti è successo o ti succederà, niente
paura: arriverà il tempo di un primo bacio autentico.
3.7 Ho tanta voglia e tanta paura
60
➤ Il primo rapporto sessuale
Il primo bacio segna un’esperienza fondamentale per la vita
relazionale, ma ancora più importante è il primo rapporto
sessuale completo perché è un momento d’intimità condivisa, molto più profondo: può rappresentare una sorta di
rito di passaggio.
L’adolescente vive un conflitto interiore tra la voglia di
provarci subito e la paura di sbagliare: come ogni nuova
esperienza, anche quella sessuale suscita sentimenti ed
emozioni come curiosità, attrazione, desiderio, ma anche
insicurezza, timore e ansia.
La curiosità è stimolata da una finestra che si sta aprendo su un mondo finora proibito, raccontato dagli amici che
vivono le loro prime esperienze, dai messaggi e dalle immagini mediatiche e del mondo virtuale. Allo stesso tempo
il corpo in cambiamento dell’adolescente sperimenta forti
pulsioni erotiche che stimolano il desiderio e spingono alla
scoperta della sessualità.
Sull’altro piatto della bilancia tutta una serie di paure: per i
ragazzi quella di non essere all’altezza o di non riuscire, di
non saper usare correttamente un preservativo; per le ragazze la paura di provare dolore, di non potersi fermare se
si sente che non è il momento; per entrambi il timore di mostrarsi nudi, di essere rifiutati, di incorrere in una gravidanza
indesiderata o di contrarre una malattia.
Quando la prima volta coincide con l’innamoramento, si
vive un’esperienza molto coinvolgente caratterizzata da
emozioni, sentimenti, sensazioni mai provate e il desiderio
di “fondersi” insieme. Tuttavia, non sempre prima volta e
innamoramento vanno di pari passo.
È in ogni caso importante rimanere in ascolto di se stessi e
dell’altro; sentire che è il momento giusto e che si tratta di
una libera scelta. Il rispetto di sé e dell’altra persona, il fatto
di creare le condizioni per sentirsi a proprio agio prendendo
le necessarie precauzioni sono pure aspetti fondamentali.
La fiducia reciproca e una comunicazione aperta delle proprie emozioni possono aiutare a vivere questa esperienza
in armonia.
61
Per ricapitolare – la voce di Andrea
Se provi a fare un riassunto della
situazione della classe, perdi il cervello sul
marciapiede. Jessica ha detto a Max che non
è più come prima.
"Prima come?" ha risposto Max.
"Prima boh" ha detto lei.
"Prima boh" vuol dire "come settimana scorsa".
Facciamo due calcoli: un giretto nei negozi a
Lugano, una montagna di patatine e hamburger a
parlare del più e del meno, e quei due sono passati
per esperti del sesso. Allora si poteva lasciare
perdere tutto già all'inizio, invece di montare la
storia come la panna senza sotto le meringhe.
In una settimana il povero Max non ha neanche
capito bene come si bacia. E si è ritrovato il
lunedì mattina a sentirsi dire che "non è più come
prima." Ma come? Max è Max: è il più bravo
nello sport, è il più rilassato di tutti, è quello che
fa ridere le ragazze, è quello che ogni tanto
fa le battute ai prof. Non cambia mica in una
settimana, un tipo così!
La cosa non è finita qui, perché io sto con Alice
e questo ha scatenato il finimondo, tanto che i
prof si stanno chiedendo cosa succede. Ovvio,
dirò a Max che l'abbiamo fatto completamente
perché il papà di Alice aveva il turno in elicottero
e la mamma era via con il fratellino rompi, quindi
casa libera. Forse non ci crederà, vista la sua
esperienza.
Andrea:
Una cosa è sicura: ho sognato di farlo. Alice guidava un elicottero che atterrava in uno spiazzo, in
cima a una montagna. Da lì si vedeva mezzo Ticino.
Atterrati, fuori gli zaini, aperta la cascina, fuoco già
acceso, Alice nuda, io addosso, pelle, bocca,
ombelico, immagini dappertutto, mi sono svegliato
con il sudore giù nella schiena e il cuscino tra i
piedi.
Comunque Marina e Alice questa mattina si sono
insultate, aggrappate alle scale. Non ho mai visto
due donne incattivite, ma ho capito la lezione del
prof di scienze, quando dice che noi adolescenti
abbiamo il cervello che si sviluppa diverso, perché
abbiamo delle parti che si attivano come un milione
di missili: in pratica la zona del cervello che ti
fa essere impulsivo, quando spacchi tutto,
si sviluppa come un formicaio di pazzi,
mentre quella porzione che ti fa ragionare sulle
conseguenze delle tue azioni, ecco, quella dorme.
Per entrare in sintonia con il desiderio e con il piacere sono
assai importanti i preliminari: coccole, parole dolci, sguardi, carezze, baci e altre stimolazioni delle zone erogene. Se
queste premesse sono rispettate, anche le paure passano
in secondo piano e possono essere meglio gestite.
Non c’è da preoccuparsi se la prima volta risulta diversa
dalle aspettative e magari deludente (capita spesso). L’esperienza, la conoscenza del proprio corpo e di quello del
partner e una buona comunicazione favoriranno un approccio positivo.
Ciò che invece può trasformare la prima volta in una brutta
esperienza è il fatto di volerla vivere spinti dalla pressione
del partner o del gruppo, intimoriti da un possibile rifiuto o
illusi nel pensare di diventare adulti grazie a questo evento.
Bisogna quindi ascoltare le proprie sensazioni, aspettare se
si sente che non è ancora il momento, avere anche il coraggio di dire di no. Un altro segnale per capire che forse non
è ancora arrivato il momento giusto, può essere l’incapacità
di affrontare il tema della contraccezione e della protezione
da infezioni con un adulto o uno specialista che possa dare
un consiglio.
Può essere del tutto normale, in età adolescenziale, non avvertire ancora nessuna pulsione sessuale o decidere per un
qualsiasi motivo, anche di tipo religioso o culturale, di rinviare l’esperienza della prima volta. Ognuno si sviluppa secondo un proprio ritmo ed è importante ascoltarsi e rispettarsi.
Bisogna infine ricordare che si ha sempre e in ogni momento il diritto di dire di no!
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3.8 Provar piacere
62
Sotto la nostra pelle ci sono numerosissime terminazioni
nervose che hanno il compito di segnalare le sensazioni tattili al nostro cervello. Le zone più innervate del nostro corpo
sono i polpastrelli delle dita, le labbra, la punta della lingua, i
capezzoli, la vulva e il glande. Queste sono dunque le zone
più sensibili, ma sensibilità non è uguale a piacere: da individuo a individuo e a seconda del contesto, la stimolazione
di una stessa zona può dare piacere, ma anche fastidio,
dolore o indifferenza. Non è lo stimolo in sé che determina la
percezione del piacere, ma il significato che noi attribuiamo
all’esperienza che stiamo vivendo: il piacere viene elaborato
a livello della corteccia cerebrale, dove vengono gestite le
emozioni. In altre parole esso nasce attraverso il nostro corpo grazie alla capacità di aprirci all’esperienza sensoriale,
ma viene alimentato dal pensiero e dalla capacità emozionale.
Per queste ragioni, ogni parte del nostro corpo può diventare una fonte di piacere a seconda del contesto.
Fatte queste premesse, vi sono comunque zone che più di
altre, se stimolate e nel contesto emozionale adatto, possono offrire sensazioni di piacere molto elevato, fino al raggiungimento dell’orgasmo. Si tratta in particolare di capezzoli, clitoride, labbra della vulva e glande. Inoltre, sia per la
donna che per l’uomo vi sarebbe una zona erogena situata
Questa mattina Marina aveva un solo obiettivo:
insultare Alice e misurare i limiti della pazienza
mondiale.
Ieri ho guardato con Alice un video dove c'erano
dei tipi che si buttavano da un aereo con le tute
speciali. Aprivano il para all'ultimo momento.
Gente che ha qualche anno più di noi. Allora lei mi
ha chiesto se anch'io ho la tendenza a misurare
i limiti, a sfidare tutto come uno spericolato o a
sentirmi invincibile contro il mondo. Le ho risposto
che me la faccio addosso anche all'Europa Park,
così mi ha baciato. Ho capito che a certe donne
piacciono quelli sensibili. Marina invece questa
mattina ringhiava e pareva un maschio, mentre
Alice ha demolito la porta del bagno, tagliandosi
un dito. Roba che di solito fanno i ragazzi. O i
maschi non sono più quelli di una volta, oppure
le donne di oggi hanno sviluppato troppo cervello
impulsivo.
"...non è lo stimolo in sé che determina la percezione
del piacere, ma il significato che noi attribuiamo
all’esperienza che stiamo vivendo."
© Fotografia: Elena Bon
Il piacere è un elemento fondamentale della nostra vita e
ognuno di noi ha bisogno di sperimentarlo quotidianamente, leggendo un libro, trascorrendo tempo con gli amici,
ascoltando musica, assaporando cibi, guardando un quadro, ecc. La ricerca del piacere é quindi un desiderio del
tutto naturale, tanto che Freud l’ha identificato come uno
dei motori principali del comportamento umano: evitiamo
ciò che meno ci aggrada e ricerchiamo ciò che ci procura
piacere. Durante l’adolescenza il piacere si esprime anche
nella voglia di fare conoscenza con il proprio corpo e la propria sessualità, ancora inesplorati.
3. 9 Fino a dove ci si può spingere?
➤ Dall’individuo alla società: sessualità e rispetto
64
iniziale di non eccitazione.
Si prova piacere durante tutte queste fasi e l’orgasmo, comunque vissuto in modo diverso da individuo a individuo e
soprattutto da uomo a donna, non deve per forza essere
l’obiettivo di un rapporto sessuale. In particolare, il raggiungimento dell’orgasmo da parte della donna, soprattutto in
giovane età e alle prime esperienze, è tendenzialmente più
difficile rispetto a quanto avviene nell’uomo, poiché la componente psicologica gioca un ruolo importante per il sesso
femminile. Nell’uomo vi è pure tale componente, ma quella
fisiologica in adolescenza è preponderante.
Eccitazione
internamente alla regione genitale, la cui esistenza è molto
controversa fra gli specialisti.
Durante il rapporto sessuale vi sono varie fasi legate al piacere. Il tutto ha inizio con il desiderio che induce uno stato di
eccitazione. Nella donna la vagina si inumidisce e si dilata, la
clitoride si indurisce. Nell’uomo avviene l’erezione del pene.
L’eccitamento aumenta fino a raggiungere l’orgasmo che
è il momento in cui il piacere è al suo culmine: avvengono
delle contrazioni involontarie a livello del bacino e della vagina nella donna e dei muscoli responsabili dell’eiaculazione
nell’uomo. In seguito il corpo si rilassa e ritorna allo stato
Non è finita qui, perché oggi pomeriggio Nathan,
il poeta secchione che legge, stava seduto sulle
scale con un libro in mano, accanto a Jessica abbandonata con la testa sulla sua spalla ad ascoltarlo.
Ora, che un ragazzo inadatto a vivere tra noi,
appassionato di libri, si metta con la bella della
scuola, ci fa letteralmente schifo. La vita è ingiusta.
Io e Alice ci siamo avvicinati alla nuova coppietta
per capirci qualcosa:
"Che fate?"
"Mi legge una filastrocca di Rodari. Sembra per
bambini, ma ti fa riflettere."
"Jessica?"
"Sì?"
"Ti fa riflettere?"
"Sì. Ti faccio notare che a ita sono la migliore della
classe."
Dal punto di vista legale a 16 anni si è considerati sessualmente maturi, pronti cioè a vivere liberamente la propria sessualità. La piena consapevolezza dei propri atti si acquisisce
tuttavia diverso tempo dopo (vedi sviluppo della corteccia
prefrontale, p. 40-41), anche grazie all’esperienza. Al fine
di permettere a ciascuno uno sviluppo sessuale adeguato
all’età, la legge prevede quindi una fascia protetta: chiunque
compia atti di natura sessuale con un minore di 16 anni è
punibile, fatta eccezione se la differenza di età tra i partner è
inferiore ai 3 anni. Ad esempio se un ragazzo di 14 anni dovesse avere rapporti sessuali consenzienti con una ragazza di
16 anni (o viceversa) sarebbero nella legalità.
Nell’ambito morale la questione si presenta in modo più complesso: individuo, famiglia e società si intrecciano nel definire
valori, credenze, modelli e limiti.
Alla base di ogni relazione sta il rispetto di sé e dell’altro e
questo passa attraverso l’ascolto e il dialogo, per capire fino
a dove ci si può spingere senza fare del male o offendere. In
una relazione di questo tipo non c’è posto per l’imposizione
ed è dunque importante la ricerca del consenso e non unicamente dell’appagamento personale.
Oltre a questo, occorre considerare il contesto famigliare, culturale e sociale caratterizzato da norme e consuetudini alle
quali ogni individuo poi sceglierà se adeguarsi o meno o in
quale misura, costruendo e maturando un proprio sistema di
valori di riferimento.
Tempo
Possibili risposte in uomini e donne
Risposta in alcune donne (possibilità di più orgasmi)
Risposta frequente negli uomini
fig.26 Risposta sessuale.
Quanto fin qui discusso si riferisce a un ambito privato e di
intimità della relazione. In un contesto pubblico esistono comunque delle regole di comportamento più o meno esplicite
da rispettare per evitare di offendere il pudore altrui. Baciarsi
appassionatamente in un luogo pubblico può assumere diversi significati a seconda del luogo e delle persone presenti:
per esempio in un concerto rock ci può stare, mentre al saggio di canto del fratellino è verosimilmente fuori luogo.
65
3. 10 Mi tocco e mi conosco
➤ La masturbazione
66
Ogni qualvolta si esibisce la propria intimità, trasformando
un momento privato in evento pubblico, ci possono inoltre
essere conseguenze imprevedibili e difficili da gestire. Ne è
un esempio il sexting: scambio di messaggi, foto e video
sessualmente espliciti (vedi p. 96).
Sebbene oggi si sia bombardati da messaggi che lasciano
intuire che tutto è permesso, anche seguendo il valore fondamentale del rispetto, ci si può trovare in situazioni in cui è utile
porsi delle domande: perché, ad esempio, vi sono persone
che, per sentirsi appagate e provare piacere, devono fare ricorso a pratiche sessuali estreme? Il fatto che si possa fare
tutto, non significa forzatamente che si debba provare tutto.
Non è dunque facile, per un adolescente, scegliere tra il “vorrei” che la tempesta ormonale e l’impulsività della sua età gli
suggeriscono, e il “posso?”. Esiste un freno che educazione,
ragionevolezza, morale e senso del pudore gli suggeriscono.
Il pudore, che consiste nel rifiutare di svelare interamente ciò
che è intimo, non deve essere considerato come un difetto,
ma piuttosto l’espressione di una scelta di riservatezza. Le
forme che il pudore assume variano da una cultura all’altra e
da persona a persona (vedi p. 97).
"Rodari ti fa riflettere."
"Esatto. E ci siamo messi insieme" rincara la dose
Jessica, baciando Nathan sulla guancia.
"Non aver paura, Alice" fa Nathan prendendo
qualcosa dalla tasca della giacca "se dovessimo
passare all'azione, ho qui i preservativi. Ah ah."
Così Jessica ha reagito senza ritegno, sghignazzando agitatissima:
"Ah ah, dai Nathan, non fare lo scemo. Non è
mica come mangiare le patatine fritte."
"Dipende dall'emozione che provi per le patatine.
Fai l'amore con le patatine. Sembra una pubblicità."
Certo, osservare in quel momento Max che
scende le scale da solo, come un leader sconfitto
da uno che legge le poesie, fa un effetto irreale.
E poi dicono che noi giovani siamo violenti.
Ma per forza! Come fai a orientarti, in questo
casino! ¤
Per ricapitolare – la voce di Alice
Alice: Ho il conflitto interiore. Marina mi ha telefonato
e ha voluto parlarmi. È da circa un mese che non abbiamo nessun dialogo. Ci troviamo a scuola mercoledì
pomeriggio. Il bidello ha lasciato il portone aperto,
così ci rifugiamo sotto la scala a parlare, nel silenzio
assoluto del palazzo. Mi dice parole come "emozione",
"senso", "corpo", "amore". Le trema la voce quando parla. Io le metto la mano sulla pancia e si sente
tantissimo che vibra come quando si ha freddo. Da tre
settimane ha conosciuto un ragazzo che fa l'apprendista panettiere e ha già diciassette anni. Ne parla con
gli occhi bassi e non riesce a dirmi tutto. Credo abbia
anche lei il conflitto interiore. Piange, ride, si agita,
sussurra.
”Non so se è stato bello o brutto” mi fa “ma è stato
complicato, perché pensavo a troppe cose.”
Ho capito, tra le righe, decifrando le sue parole confuse, che l'altra sera erano soli e si sono spinti fino a
un momento importante, nel senso che l'hanno quasi
fatto, cercando di trafficare con il preservativo e
l'imbarazzo.
Marina mi dice che il suo pensiero e la sua curiosità
erano insieme al suo corpo, alla paura, alla fiducia. Un
groviglio di tutto. Voleva lasciarsi portare, ma non è
come nei film, mi spiega.
C'è un tempo per arrabbiarsi, c'è un tempo per parlare, c'è un tempo per mettere a posto le cose: Marina
mi dice che mi perdona per la cavolata successa con
Andrea. Abbracciandomi, sussurra che siamo fatti una
per l'altra.
67
Fin dai primi mesi di vita le bambine e i bambini scoprono che
toccare certe parti del corpo procura un piacere particolare.
Durante l’infanzia, stimolano intenzionalmente queste zone,
specialmente quelle genitali, al fine di provare sensazioni piacevoli.
È invece solo durante l’adolescenza che il toccarsi, da semplice gioco di piacere, acquisisce un significato erotico e si
intreccia con sentimenti, emozioni e pulsioni sessuali. La masturbazione, assume nell’età adolescenziale un’importante
funzione di conoscenza del proprio corpo e delle sensazioni
che da esso scaturiscono. Nella coppia tali conoscenze possono in seguito essere condivise e permettere una migliore
sintonia sessuale (toccarsi a vicenda viene detto petting),
senza che la masturbazione individuale scompaia necessariamente. D’altra parte la frequenza e le modalità con cui ci si
masturba sono totalmente personali, tanto che alcuni non ne
sentono assolutamente il bisogno mentre altri vi ricorrono con
una certa frequenza. Quando però il pensiero della masturbazione diventa ossessivo al punto da tradursi in un bisogno incontrollato, si può parlare di un comportamento compulsivo:
la masturbazione in questo caso rappresenta e costituisce
un mezzo per alleviare l’ansia derivante da un problema che
ci affligge e che può riguardare anche sfere diverse da quella
sessuale. Come per altri comportamenti compulsivi è opportuno chiedere aiuto a specialisti.
Nel corso dei secoli la masturbazione è stata oggetto delle
più accanite campagne denigratorie. Quella più scandalosa,
proprio perché proposta dalla scienza medica moderna (ai
suoi albori), la si deve al medico svizzero Simon-André-David Tissot con il suo trattato sull’onanismo (1760). Nei due
secoli successivi fu creata una lunghissima lista di malattie
presumibilmente causate dalla masturbazione. Solo con l’avvento della sessuologia, a inizio Novecento, si attribuisce alla
masturbazione la connotazione di atto naturale. Secoli di repressione hanno però lasciato il segno e ancora oggi è molto
difficile che si parli di masturbazione in termini positivi.
69
➤ L’identità sessuale
Ogni persona nasce con un sesso biologico con il quale riesce o non riesce a identificarsi (identità di genere) e si sente
attratta da qualcuno che può essere del sesso opposto,
dello stesso sesso o da entrambi (orientamento sessuale).
Esistono poi degli aspetti culturali legati all’essere maschi
o femmine che influenzano l’individuo (ruoli di genere). Tutti questi fattori compongono l’identità sessuale (definizioni,
vedi riquadro pagina a lato).
In adolescenza si vive una fase di ricerca e sperimentazione della propria identità, anche dal punto di vista sessuale
e affettivo. Sentirsi attratti da persone dello stesso sesso
o avere dubbi sulla propria identità sessuale può rientrare
nell’ottica di questa ricerca. Per alcuni le varie componenti
dell’identità sessuale si rivelano presto, per altri si definiranno solo in età adulta.
L’omosessualità (5% della popolazione, secondo le stime
accettate dall’OMS) non è visibile nei tratti e negli atteggiamenti di una persona: un ragazzo effeminato non è per
forza gay e una ragazza “maschiaccio” non è detto che sia
lesbica. È solamente tramite il coming out, ossia quando un
ragazzo o una ragazza rivela a qualcuno di essere gay, lesbica o bisessuale, che si conosce l’orientamento sessuale
di quella persona.
Torno a casa con la sensazione che qualcosa di importante sia cambiato. Anche dentro di me. È come se
quello che ha vissuto Marina mi abbia assorbita.
Fluttuo.
Se penso ad Andrea, non mi pare chissà che.
Non sono curiosa di sapere com'è, con lui, infatti non è
successo niente, se non il bacio. Ho l'impressione che
tutti questi esperimenti ci facciano stare un po' bene e
un po' male. Intanto l'unica che sta vivendo una storia,
o che l'ha iniziata davvero, sembra proprio Marina.
A parte la signora Mueller e il professor Kurt Rossi,
che questa mattina hanno dato un annuncio ai colleghi
e quindi a tutta la scuola: si sposano e i più maligni
dicono che lei sia incinta. Così in là con gli anni e così
felice. Ho trovato le due espressioni per descriverli:
lei è gagliarda, lui la carnificazione della letizia.
Nel mondo c'è posto per tutti. Anche per Nathan che
legge le poesie a Jessica, la più bella della scuola.
Domani sera esco con Marina, il suo tipo e i suoi amici.
È la prima volta che i miei mi lasciano volare via. ¤
© fotografia: Mike Krzeszak, Flickr
68
3.11 Lui ama lei e lei ama lui... e se invece lei
ama lei e lui ama lui? O lei si sente lui?
L’identità sessuale è una delle tante parti dell’identità di
ogni persona ed è composta da almeno quattro componenti:
• Il sesso biologico è l’appartenenza biologica al sesso
maschile o femminile determinata dai cromosomi sessuali.
• L’identità di genere è il riconoscimento di se stessi come
maschi o come femmine. Generalmente non ci si pone la
domanda, perché l’identità di genere coincide con il sesso
biologico. Per alcuni questo non accade: nascono maschi e
si sentono femmine o viceversa nascono femmine e si sentono maschi. Queste persone vengono chiamate transgender. Alcune si trovano in una situazione di profondo disagio
e desiderano avere un corpo che corrisponda a quello che
internamente sentono già di essere, tanto da decidere di
sottoporsi all’intervento chirurgico per il cambiamento del
sesso: queste persone sono chiamate transessuali.
• L’orientamento sessuale è l’attrazione fisica, sessuale,
emotiva o romantica che una persona prova verso un’altra del sesso opposto (eterosessualità), dello stesso sesso
(omosessualità) o di entrambi i sessi (bisessualità). Non si
sceglie il proprio orientamento sessuale, “chi ci piace”, “da
chi siamo attratti” e “di chi ci innamoriamo” è qualcosa che
sentiamo dentro di noi.
• Il ruolo di genere è come culturalmente crediamo che
maschi e femmine debbano comportarsi all’interno della
nostra società, ovvero l’insieme delle aspettative che una
cultura ha nei confronti dei comportamenti e dei ruoli maschili e femminili. Queste aspettative cambiano a seconda
dei tempi e del luogo che prendiamo in considerazione. Nella nostra cultura per esempio una donna spazzacamino o
un uomo casalingo esulano ancora dai ruoli di genere riconosciuti.
Approfondimenti
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➤ Tenersi puliti
Igiene personale
➤ Sono ancora vergine?
Imene e verginità
L’igiene personale assolve una funzione importante per
mantenersi in salute e prevenire infiammazioni e infezioni.
Lavarsi regolarmente consente di asportare le secrezioni
che in genere ristagnano nelle pieghe e negli spazi compresi tra piccole e grandi labbra nella donna, e all’interno
del prepuzio nell’uomo. La mancata o incompleta asportazione di queste secrezioni facilita l’insorgenza di processi infiammatori.
È da evitare l’uso di profumi sugli organi genitali.
Per le ragazze
Nell’atto di lavarsi e asciugarsi, il movimento corretto va
dalla vulva verso l’ano e non viceversa, per evitare che i
batteri contenuti nelle feci entrino in contatto con la mucosa vulvare. È importante ricordare che anche lavarsi
troppe volte al giorno può essere controproducente perché può alterare il pH vaginale, leggermente acido, favorendo l'insorgere d'infiammazioni e infezioni.
Durante le mestruazioni è importante cambiare regolarmente gli assorbenti (ogni 4-6 ore anche quando il flusso
è scarso). In alternativa agli assorbenti esterni è possibile
utilizzare quelli interni che permettono di muoversi più liberamente e di fare il bagno in piscina, al lago o al mare.
I tamponi (assorbenti interni) sono sconsigliati durante la
notte perché rimangono nel corpo troppo a lungo. Un
utilizzo prolungato potrebbe infatti facilitare l’insorgere di
infezioni, anche gravi. Possono essere usati anche da ragazze che non hanno ancora avuto rapporti sessuali.
➤ Ahi che dolori!
è valido, tant’è vero che circa la metà delle ragazze non
ha di queste perdite, o perché non ha un imene o perché
ne ha uno talmente elastico da non subire modifiche in
seguito a rapporti completi.
La verginità non è dunque anatomicamente verificabile.
Non essendo nemmeno un concetto assoluto, se si vuole
attribuirle un valore e un significato, ciascuno lo può fare
riferendosi al proprio contesto famigliare, culturale e religioso.
➤ A volte non funziona… niente paura!
Insicurezza e ansia
Rimedi contro i malesseri e i dolori mestruali
Per tante ragazze i primi cicli mestruali possono essere
molto irregolari, in quanto il corpo si deve ancora adattare
a questo cambiamento.
A volte le mestruazioni sono associate a dolori e disagi.
I crampi addominali sono dovuti alle contrazioni dell’utero per espellere la mucosa e vengono percepiti in modo
diverso da donna a donna e nei vari momenti della vita.
Altri disagi dipendono dalle variazioni ormonali. Se i dolori
sono sopportabili, alcuni accorgimenti naturali potrebbero
In genere quando si parla di verginità si intende la condizione di qualcuno che non ha mai avuto un rapporto
sessuale completo. Ma è davvero così? Se ci si fanno
coccole, carezze intime o sesso orale si è ancora vergini
oppure no? Chi è vergine? Chi non lo è più? A queste
domande è molto difficile rispondere.
Arbitrariamente, la verginità per le ragazze viene associata all’integrità dell’imene: una membrana sottile che
forma un anello intorno all’entrata della vagina. Durante i
primi rapporti sessuali questa membrana può sfrangiarsi
o cedere in alcuni punti, provocando piccole perdite di
sangue. In realtà questo modo di definire la verginità non
risultare utili per alleviare eventuali disturbi: borsa d’acqua
calda o massaggi sull’addome, stretching, yoga, meditazione, attività fisica, alimentazione ricca di fibre e povera
di zuccheri e grassi, tisane, omeopatia, fiori di Bach, agopuntura, ecc.
In caso di dolori forti al punto da interferire con le attività
quotidiane abituali o il sonno, è importante rivolgersi a uno
specialista (farmacista o medico).
Durante i primi rapporti è normale sentirsi insicuri e preoccupati perché ci si confronta con una situazione nuova
e carica di emotività. Inoltre la sessualità risente anche di
una società che propone modelli tendenti alla perfezione
e che richiede costantemente di essere sempre i migliori. Si creano così aspettative poco realistiche e difficili da
soddisfare.
Fare l’amore è un’alchimia che dipende da una moltitudine
di fattori: stato emotivo, ambiente ed esperienza. A volte
può succedere che qualcosa non vada come ci attendiamo: il desiderio cala, l’erezione viene meno, la vagina non
si inumidisce, il piacere si trasforma in fastidio, l’orgasmo
non arriva o arriva troppo in fretta, ecc. L’insoddisfazione
può portare a uno stato di ulteriore insicurezza e ansia
che influenza i successivi incontri con un partner. È possibile che tutto sia accaduto troppo presto, ma se l'ansia
diventa eccessiva, è opportuno parlarne e farsi aiutare.
Fare l’amore è un modo per stare assieme e provare piacere, ma a volte un semplice abbraccio può esser più
piacevole di una penetrazione e nessuno ci dice fino a
dove bisogna spingersi per rendere piacevole un incontro: sta a noi sentire cosa ci fa stare bene. Lasciamo fuori
dalla nostra vita sessuale il mondo, con le sue pretese di
perfezione ed efficienza.
Contraccezione d’emergenza
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➤ Sesso? Sicuro!
Contraccezione e protezione da infezioni sessualmente trasmissibili
Fare l’amore è una delle esperienze emotivamente più
coinvolgenti della vita e può essere vissuta al meglio,
proteggendosi da gravidanze indesiderate e infezioni. Il
rischio o il desiderio di avere un bambino non va banalizzato. Diventare genitori dovrebbe essere una scelta maturata all’interno della coppia che presuppone un accordo responsabile e consapevole. Proteggersi dai rischi di
un’infezione è una questione irrinunciabile, in quanto ha
effetti sulla qualità di vita futura di entrambi i partner. In
questi ambiti, accettare il rischio diventa un gioco molto
pericoloso e incosciente!
L’unico metodo che permette di proteggersi contemporaneamente da infezioni sessualmente trasmissibili e da
gravidanze indesiderate è il preservativo: nel momento in
cui si decide di iniziare ad avere rapporti sessuali il preservativo rappresenta sicuramente il metodo più adatto.
Quando si crea una stabilità nella coppia e dopo che i
due partner hanno accertato di non essere portatori di
infezioni sessualmente trasmissibili, allora si potrà valutare
attentamente tutto il ventaglio di contraccettivi disponibili
e scegliere fra questi quello più adatto alla coppia.
Per evitare una gravidanza indesiderata sono a disposizione diversi metodi che possiamo raggruppare in tre categorie, basandoci sul loro funzionamento:
Metodi contraccettivi
Il preservativo
Fra tutti i metodi, quello indubbiamente più usato e più
raccomandato è il preservativo maschile. Se utilizzato in
modo corretto (vedi regole a lato), ha un’alta efficacia sia
nella prevenzione di una gravidanza, sia nella protezione
da infezioni sessualmente trasmissibili.
I preservativi sono solitamente costituiti da una membrana impermeabile di lattice oppure di materiale sintetico
(per le persone che presentano allergia al lattice) che impedisce il contatto diretto tra pene e vagina, creando una
barriera per gli spermatozoi.
L’ovulo è fecondabile per un massimo di due giorni per
ogni ciclo, ma in realtà i giorni in cui un rapporto sessuale
può portare a una gravidanza sono molti di più ed è complicato identificarli. Questo principalmente per due motivi:
gli spermatozoi sopravvivono nel corpo di una donna per
più di 5 giorni e il momento dell’ovulazione può variare
parecchio ed è difficilmente riconoscibile.
• metodi barriera: preservativo maschile e femminile, diaframma;
• metodi ormonali: pillola, cerotto contraccettivo, anello vaginale, impianto sottocutaneo, spirale ormonale;
• dispositivo intrauterino: spirale di rame.
Esistono inoltre dei metodi naturali per prevenire una gravidanza definiti poco sicuri: essi necessitano di uno stile
di vita regolare, di una conoscenza approfondita del proprio ciclo mestruale e di una sua avvenuta regolarizzazione, ciò che per un’adolescente è tutt’altro che scontato.
Fra i metodi naturali va citato il coito interrotto, ossia la
ritrazione del pene prima dell’eiaculazione. Oltre a essere
frustrante per i partner e di difficile attuazione per l’eccitazione del momento (controllo dell’eiaculazione), questo
metodo non è per niente sicuro, in quanto
prima dell’eiaculazione avvengono delle piccole emissioni
di liquido che possono contenere degli spermatozoi.
Regole per un uso corretto del preservativo:
•rispettare la data di scadenza e conservarlo in un
luogo riparato dal calore e non sottoposto a logorio
(non nel borsellino!);
•fare attenzione a non danneggiarlo con unghie,
denti, anelli o piercing;
•srotolarlo sul pene in erezione;
•dopo l’eiaculazione estrarre il pene ancora eretto
facendo attenzione a tenere la base del preservativo
affinché non rimanga nella vagina;
Un discorso a parte va fatto per la
contraccezione d’emergenza (pillola del
giorno dopo) in quanto non è da utilizzare
regolarmente. Si tratta di una misura
d’emergenza in caso di rottura del
preservativo o di un rapporto non protetto
(che sarebbe da evitare!).
Questa pillola è un preparato ormonale che
va assunto entro 72 ore dal rapporto (prima la
si assume, maggiore sarà la sua efficacia);
l’azione principale di questo medicamento
è quella di inibire o ritardare l’ovulazione.
In commercio esiste anche un altro preparato
ormonale da assumere entro 120 ore
dal rapporto sessuale: è però ottenibile
unicamente su prescrizione medica.
•in caso di rapporti ripetuti usare ogni volta un
nuovo preservativo;
•non utilizzare mai due preservativi uno sopra l’altro;
•una volta usato, gettarlo nell’immondizia, non
disperdere nell’ambiente né buttarlo nel gabinetto.
Metodi ormonali
I metodi ormonali interferiscono con i cicli di regolazione ormonale dell’organismo, portando all’impedimento
dell’ovulazione, rendendo più denso il muco prodotto dal
collo dell’utero per ostacolare il passaggio degli spermatozoi e/o modificando la mucosa uterina per impedire
l’annidamento. Benché questi metodi siano generalmente
molto efficaci dal punto di vista contraccettivo, è bene
ricordare che possono essere fonte di effetti collaterali.
Visto che il loro utilizzo prevede la prescrizione medica,
non entreremo nel dettaglio dei vari metodi, che potranno
essere descritti accuratamente dal medico, dal ginecologo o da una specialista dei Centri di salute sessuale e
pianificazione familiare (CPF EOC).
Protezione dalle infezioni sessualmente trasmissibili
Esistono più di venti tipi di infezioni sessualmente trasmissibili, tra cui: epatite, gonorrea, sifilide, herpes genitale, candida, clamidia, virus del papilloma umano,
HIV/AIDS.
Queste infezioni possono essere trasmesse attraverso i
rapporti sessuali, in seguito a contatto tra le mucose dei
partner (bocca, vagina, glande, ano), tra le mucose e i
liquidi sessuali (sperma, liquido vaginale, mestruo), tra i
liquidi sessuali e le ferite. L’unico metodo che permette
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75
➤ Perché non vengo accettato?
Pregiudizi e omosessualità
di proteggersi è il preservativo (maschile e femminile).
Tra gli adolescenti vi è un rischio più elevato di contrarre una o più di queste infezioni a causa della parziale maturità delle mucose, dei frequenti cambiamenti
di partner e soprattutto della minor dimestichezza con
l’utilizzo del preservativo.
Le malattie causate dalle infezioni trasmesse per via
sessuale generalmente provocano disturbi nelle zone
genitali: secrezioni, prurito, bruciore, arrossamento, fastidio quando si urina. Alcune, come l’AIDS o l’epatite,
inizialmente (anche per anni) non manifestano sintomi.
È dunque molto importante consultare subito un medico in caso di presenza di sintomi, ma è altresì importante effettuare una visita ginecologica entro un anno dal
primo rapporto sessuale anche in assenza di sintomi
particolari.
➤ Incinta? Che fare?
Interruzione volontaria della gravidanza
La scelta di avere un bambino si inserisce idealmente in un
progetto di vita, in un momento in cui entrambi i partner si
sentono pronti, lo desiderano e hanno le risorse per assumere gli impegni dell’essere genitori. Se si desidera avere
dei rapporti sessuali, ma non una gravidanza, è importante pensare in modo responsabile, e per tempo, alla scelta
di un metodo contraccettivo (vedi p. 72-74). Può succedere comunque un imprevisto che porta a una gravidanza
non desiderata; ci si trova così in una situazione difficile
che comporta inevitabilmente una scelta: interrompere la
gravidanza o portarla a termine. Anche nell’adolescente
può esserci un desiderio, di diventare genitori. Crescere
un bambino comporta un enorme impegno da tutti i punti
di vista e per molto tempo. Chi decide di portare avanti
una gravidanza in giovane età, deve dunque poter contare su un grande sostegno e aiuto da parte degli adulti
che lo circondano. Se non ci si sente pronti e disposti ad
assumersi le responsabilità collegate all’essere genitori, ci
sono due vie percorribili: l’adozione/affidamento, oppure,
nei termini stabiliti dalla legge, l’interruzione volontaria di
gravidanza. In questo caso è importante sapere che dal
punto di vista medico l’intervento, se svolto in condizioni
igieniche e sanitarie adeguate, non comporta rischi particolari e non compromette la fertilità. Si tratta in ogni modo
di una scelta personale ed emotivamente delicata: è indispensabile sentirsi sostenuti e accompagnati.
Sul piano giuridico, in Svizzera, una gravidanza può essere interrotta entro 12 settimane dall’inizio dell’ultima
mestruazione. Ogni persona è libera di scegliere in base
alla propria situazione e ai propri valori di riferimento. È
importate farsi aiutare in questi momenti dal partner, dai
genitori o da un’altra persona di fiducia.
È consigliabile rivolgersi ai Centri di salute sessuale e pianificazione familiare (CPF EOC) dove si può beneficiare di
consulenze gratuite e confidenziali da parte di specialisti,
che sanno occuparsi in modo professionale di queste
situazioni.
Esistono ancora molti pregiudizi verso l'omosessualità:
taluni pensano che gay e lesbiche siano così per una loro
scelta, a causa di una certa educazione o di alcuni disagi,
a causa di problemi ormonali, mentali o biologici. Ma si è
omosessuali o bisessuali per gli stessi motivi per cui si è
eterosessuali: per qualcosa che sentiamo dentro e non ha
a che vedere con una scelta, non dipende dall'educazione né da traumi subiti.
L'omosessualità non è una malattia: come i mancini sono
in minoranza e questo aspetto non viene considerato
come prova della presenza di un problema, così avere un
orientamento sessuale minoritario non fa dell'omosessualità una disfunzione.
Fantasie, sogni, sensazioni corporee, pulsioni dirette a
persone dello stesso sesso possono, tuttavia, generare
confusione, paura e angoscia. Molti sono convinti che ci
si debba sentire attratti solo da persone del sesso opposto, sono turbati dal violare questa aspettativa e cercano
di reprimere le proprie emozioni per conformarsi al modello appreso in famiglia e dalla società.
Sono proprio queste aspettative che stanno alla base
dell'avversione irrazionale nei confronti dell'omosessualità e delle persone omosessuali: l'omofobia. Le conseguenze sono discriminazione, esclusione e addirittura veri
e propri atti di violenza (fisica, verbale o psicologica) nei
confronti di gay e lesbiche. L'omofobia rende più difficile
l'accettazione sociale delle persone omosessuali e ostacola gli stessi omosessuali nell’accettare la propria condizione. Quando un omosessuale non accetta se stesso e
reagisce negativamente all'omosessualità propria o degli
altri, possiamo parlare di omofobia interiorizzata.
Il bullismo omofobico è la tipologia di bullismo più diffusa
tra i giovani: uno o più bulli prendono di mira una persona
ritenuta omosessuale all'interno di un gruppo, senza che
la maggioranza dei presenti intervenga per proteggere la
persona aggredita.
Usare parole offensive sull'omosessualità, anche scherzando e pensando di non far male a nessuno, rende la
vita dei giovani omosessuali più difficile e fa credere loro
di non essere accettati per quello che sono. Il disagio causato dalla discriminazione può portare giovani gay e lesbiche a uno scarso rendimento scolastico, alla depressione
e ad altri problemi psicologici, fino al suicidio.
In molti ancora confondono l'omosessualità con la transessualità, pensando che un ragazzo gay si senta femmina e una ragazza lesbica un maschio, ma come già detto
l'identità di genere non ha nulla a che vedere con l'orientamento sessuale. L'omosessualità è spesso proprio per
questo invisibile: un ragazzo gay può essere del tutto simile nell'aspetto e nei modi a un ragazzo eterosessuale.
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➤ Quando il sesso diventa un commercio
➤ Fra le braccia sbagliate
Pornografia e prostituzione
La pornografia, rappresentazione esplicita degli organi
genitali durante atti sessuali, è finalizzata all’eccitazione
sessuale di chi la guarda.
In Svizzera la legge vieta di mostrare, rendere accessibile
o mettere a disposizione materiale pornografico ai minori
di 16 anni; anche la condivisione di video o foto pornografiche tra amici o compagni (se hanno meno di 16 anni)
è punibile per legge. Illegale sempre e a ogni età è la pornografia definita dura in cui partecipano o vengono rappresentati bambini, ragazzi, animali, atti di violenza, ecc.
Secondo un recente studio ticinese circa il 37% di allievi/e delle scuole medie hanno già visto siti porno e la
metà afferma di esserci capitata in modo non intenzionale. La pornografia può essere ricercata a uso personale
per procurarsi piacere, per la masturbazione o per semplice curiosità. Trattandosi però di un grande mercato che
frutta miliardi di franchi, basato a volte sullo sfruttamento
di persone, è importante essere consapevoli che visionando simili materiali, si contribuisce a sostenere questo
commercio.
Bisogna inoltre stare attenti a non cadere nella dipendenza, che consiste in una ricerca compulsiva d’immagini e
video, in quanto si rischia di chiudersi in un mondo virtuale
privo di contatti e distante dai rapporti reali. Come per
altre dipendenze, è importante poter chiedere aiuto a una
persona competente.
Il sesso rappresentato nella pornografia non ha nulla a
che fare con la realtà di una relazione: è un sesso meccanico, svuotato dalla componente affettiva, ricco di stereotipi uomo/donna, spesso carico di aggressività e privo
di rispetto reciproco. È importante ricordare che si tratta
di attori e attrici scelti appositamente per le loro caratteristiche fisiche, a volte anche ritoccate chirurgicamente, per cui è poco sensato fare confronti (dimensioni di
pene, seno e natiche). Non serve imitare ciò che avviene
in un film porno o conoscere a memoria tutte le posizioni,
perché una sessualità appagante è nutrita dall’ascolto dei
propri desideri, dalle proprie pulsioni, dalle emozioni (paure e voglia di essere accettati), senza mai dimenticare il
rispetto di sé e dell’altro.
Un discorso simile va fatto per il fenomeno della prostituzione, ossia quando una persona fa commercio del proprio corpo, concedendosi ad altri per denaro o per qualsiasi interesse materiale. Anche in questo caso si tratta di
una sessualità mercificata, stereotipata e alla base di un
mercato che sfrutta molte persone. In Svizzera la prostituzione è regolamentata ed è vietata ai/alle minorenni.
Abusi sessuali
Vivere la sessualità con una persona che si è scelta e che
si ama è un’esperienza meravigliosa. Può però diventare
un incubo, se viene imposta contro la propria volontà: in
questo caso si tratta di un abuso sessuale.
L’abuso sessuale può assumere molte forme: dai commenti grossolani e offensivi allo stupro. Non è necessario
che sia utilizzata violenza fisica. Anche l’aggressione verbale o la pressione psicologica sono altrettanto dolorose
e umilianti per chi le subisce; ad esempio obbligare qualcuno a guardare foto o video pornografici, oltre ad essere
illegale, può creare dei traumi. Tutto quanto viola la libertà
e l’intimità sessuale di una persona è considerato un abuso sessuale ed è perseguibile penalmente.
Riconoscersi vittima di un abuso sessuale può essere
estremamente complicato soprattutto se l’abusante è
una persona ben conosciuta o da cui ci si sente attratti: la
si può ritenere degna di fiducia, le si è data fiducia, si pensa di doverle del rispetto oppure se ne ascoltano volentieri giudizi e consigli. Tutto questo può portare a dubitare
delle proprie sensazioni e ad attribuirsi colpe, invece che
mettere in discussione il comportamento dell’abusante.
D’altra parte non è sempre facile nemmeno capire quando
il proprio comportamento diventa abusante o viene vissuto come tale. Vivere un’esperienza sessuale deve sempre
essere frutto di un accordo e ognuno deve ascoltare le
proprie sensazioni e quelle dell’altro. Se si percepisce un
disagio è importante fermarsi e parlarne.
Quando viene violata l’intimità e la volontà di qualcuno in
ambito sessuale non si tratta di immaginazione: le sensazioni e le emozioni negative sono il primo segnale di un
problema ed è importantissimo ascoltarle e fidarsi di loro.
In qualsiasi momento e in ogni situazione si ha sempre il
diritto di dire di no e questo va rispettato. Se il “no” non
basta o è troppo difficile da dire è importante cercare il
sostegno di una persona di fiducia o di consulenti specializzati che possano aiutare.
Capitolo 4
Il cerchio si chiude
Età adulta
4.1 Sono una donna …sono un uomo
80
➤ Identità e ruoli, uguaglianza nella diversità
A
società.
un certo punto, più o meno improvvisamente, ci
si ritrova a far parte del mondo degli adulti e ad
assumersi il proprio ruolo di donna o di uomo nella
Al di là dei ruoli ben distinti che uomo e donna rivestono
nella procreazione, con l’uomo che dona il suo sperma e la
donna che lo accoglie e sviluppa il bambino all’interno del
suo utero, definire i ruoli dei due sessi è impresa alquanto ardua. All’interno di uno stesso contesto socio-culturale
molte mansioni vengono svolte indifferentemente da donne
o uomini e se si prendono in considerazione contesti diversi,
vediamo che lavori prettamente maschili per uno sono altresì tipicamente femminili in un altro. Per esempio in molte
regioni dell’Africa la sartoria viene praticata soprattutto dagli
uomini, mentre in Occidente quest’attività è prevalentemente femminile.
Pari opportunità
Oggi, in un’epoca in cui la linea di separazione fra ruoli femminili e ruoli maschili si fa sempre più sottile, è indispensabile
che ognuno arrivi a costruirsi da sé il proprio ruolo di donna
o di uomo, interrogandosi sul significato di uguaglianza fra i
sessi e impegnandosi nella ricerca del suo raggiungimento.
Il compito non è assolutamente dei più semplici, in quanto
dipende da come ognuno vive intimamente il proprio essere donna o uomo, come pure dalle influenze del contesto
famigliare e socio-culturale e dalla libertà che questo ci offre per esprimere chi siamo. Nascere donna o uomo, nella
maggior parte delle società, non equivale ad avere stessi
diritti e stessi doveri.
81
“Tre stagioni per mettere al mondo una bambina;
trent'anni per farla diventare una donna” provoca la
mamma, quando le spiego che ormai sono grande.
“Una donna come Lilith, non come Eva!” urla senza
freni inibitori, osservandomi scontrosa o, peggio,
indifferente. Racconta sempre le solite storie: che
Eva è nata dalla costola di Adamo; che una donna non
è la costola del maschio, ma un individuo unico come
Lilith, la prima donna che fu scacciata da Dio perché
non ubbidiva. E allora qui inizio la mia filippica sul fatto
che la mamma è una femminista sorpassata: nessuno
crede più che bisogna ribellarsi al potere maschilista.
In realtà io mi scontro con la mamma per il gusto di
farlo, anche se la storia di Lilith è piuttosto intrigante. Ho trovato in internet l'immagine di un quadro del
pittore inglese John Collier, intitolato Lilith. È del 1892.
C'è Lilith, che modestamente mi assomiglia, avvolta
da un serpente. Lilith è una tempesta, una donna della
notte. Anch'io di notte penso,
ma divento una tempesta
di giorno. Quando sarò una
donna completa, voglio sentirmi come Lilith e magari in
futuro sarò anch'io come
quell'enorme, noiosa bontà
di una signora Mueller, che
ha messo al mondo suo
figlio Ettore in una vasca
d'acqua. Dicono non sia
nemmeno andata all'ospedale, perché ha organizzato il
parto in casa: sa il fatto suo, quando si parla di nascite.
"Vedi?" mi ha detto la mamma, "A partorire si va all'ospedale, ma la tua signora Mueller ha fatto una scelta
importante. Ha la forza di una Lilith."
“Mamma, la signora Mueller era ostetrica, prima di
diventare maestra di arti plastiche. Lo sai, te l'ho detto,
non mi ascolti mai.”
"Sì, ho capito. Ostetrica. Comunque il nome, Ettore, mi
pare molto strano. I tuoi maestri sono desueti."
"Desueti? Mamma, hai cominciato a masticare il dizionario con Astolfo? Secondo me sei vecchia: Ettore è un
nome antico! Tu e la tua Lilith femminista, siete indietro.
E lascia stare il mio dizionario… desueti… ah ah…"
Si conclude così, con una stoccata, un ennesimo dialogo
con mamma, andato a male. Avrei voluto spiegare che
Kurt Rossi, il prof. di ita, ha iniziato a lavorare al 50%
per dedicarsi al piccolo Ettore; avrei esagerato dichiarando che la supplente del prof. ha 24 anni e non capisce
un tubo di adolescenza perché in effetti sembra un'adolescente; avrei voluto raccontarle che Kurt farà il papà
casalingo a metà tempo, dividendo la responsabilità del
lavoro con la signora Mueller, appena lei avrà concluso
il congedo maternità. Avrei potuto sottolineare che quei
due hanno più di quarant'anni, hanno messo su famiglia
e non si sono ancora sposati, ma tutto questo avrebbe
confermato che la teoria della valorosa Lilith con tutto il
discorso della donna moderna, libera, è valida. Mai darla
vinta alla mamma!
In realtà, quando di notte sono pensosa, mi viene da
riflettere sul mondo: forse sta andando a rotoli, anche
se dipende dal punto di vista, infatti, se sei un conservatore convinto, l'impressione è quella. Osservare il prof.
Kurt Rossi, secco e magro com'è, presentarsi a scuola
Cosa succede da noi? 1
Anche in Paesi come la Svizzera che vengono ritenuti liberi e
democratici, la vera parità dei sessi non è ancora del tutto raggiunta. Sono certamente stati fatti dei grandi passi avanti, se
consideriamo che solo 50 anni fa le donne svizzere non potevano votare e che quelle che guidavano o che proseguivano gli
studi erano mosche bianche. Tuttavia ancora oggi sussistono
evidenti disparità: ne è un esempio il salario, che per lo stesso
impiego può essere fino a oltre il 20% più basso per la donna. 2
Cosa fare?
Nelle società libere stanno avvenendo cambiamenti importanti: da una parte si assiste a un miglioramento della condizione della donna e alla rivalutazione dell’importante ruolo
che essa può assumere (sempre più le donne riescono a
portare il loro rilevante contributo nella gestione della società),
e dall’altra l’uomo può scrollarsi di dosso quel velo di austerità e mostrare il suo lato sensibile (sempre più uomini, per
esempio, vogliono dedicare maggior tempo alla cura dei figli).
Diventa dunque importante ripensare ai ruoli e impegnarsi affinché questi cambiamenti in atto vengano valorizzati e acquisiti a livello socio-culturale, così che ognuno possa esprimere
il proprio essere donna o uomo nel modo più libero possibile.
L’incontro
Nel primo capitolo abbiamo affrontato l’incontro fra lo spermatozoo e l’ovulo, origine del nuovo individuo. In quest’ultimo capitolo vorremmo terminare con l’auspicio di un altro
incontro: quello fra donna e uomo. Una donna che ritrovi la
sua forza e la sua conoscenza intuitiva della realtà, un uomo
che riscopra la sua sensibilità e la investa nell’accudimento
protettivo della famiglia, e che assieme ritrovino la vera uguaglianza, anch’essa all’origine …forse di un nuovo mondo.
1 La questione femminile nella storia del nostro Paese viene approfondita nel manuale
“La Svizzera nella storia”, vol.2
2 Ufficio federale di statistica, Verso la parità salariale! Fatti e tendenze, Berna 2013, p. 6.
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P er tentare di spiegare come si sia arrivati al punto di considerare la donna come inferiore all’uomo e
capire la causa di secoli di sottomissione e soprusi, è stata formulata una teoria basata su una rilettura dei
ritrovamenti archeologici. Per quanto riguarda la preistoria, i reperti sono scarsi e vi è una totale assenza
di materiali scritti: ciò si presta alle interpretazioni più svariate e quella che riportiamo di seguito è solo
una delle tante e come tale ha subito diverse critiche. Non vi è dunque la pretesa di esporre la verità, ma
semplicemente una possibile rilettura del passato, che lascia intravedere una società più giusta e paritaria.
Malgrado si tratti solo di una teoria ci può servire da stimolo per aspirare a una società migliore.
Teoria della Trasformazione culturale
La teoria della Trasformazione culturale è stata formulata da Riane Eisler (1931), antropologa e storica
statunitense, sulla base delle ricerche dell’archeologa lituana, Marija Gimbutas.
Secondo tale teoria l’Antica Europa era costituita di popolazioni dedite alla coltivazione e all’allevamento,
la cui società era stabilita su un sistema basato sull’uguaglianza fra i sessi. Si trattava di un sistema matrilineare in cui discendenza e eredità si tramandavano per via materna. Nella madre veniva riconosciuto
il ruolo procreatore e vigeva come culto principale quello della Dea creatrice, come testimonierebbero i
ritrovamenti di innumerevoli cosiddette statuette di Venere, già presenti fin dal Paleolitico.
Attorno al 4300 a.C. ci fu poi la prima di una serie di ondate migratorie da parte di pastori delle steppe,
che invasero e assoggettarono i popoli dell’Antica Europa. Queste popolazioni erano governate da potenti
sacerdoti e guerrieri e veneravano gli dei della guerra. Le loro società erano rette da un modello dominatore, in cui l’uomo predominava sulla donna e vigeva un sistema gerarchico e autoritario di dominio
maschile.
Gli invasori approfittarono delle conquiste tecnologiche delle antiche popolazioni europee, ma imposero il loro sistema sociale androcratico (“governato dall’uomo”). Questo sistema si è poi perpetrato nei
secoli fino ai nostri giorni.
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© fotografia: Amy Dianna, Flickr
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fig.27 Statuetta di Venere. Si tratta della "Venere di Willendorf", ritovata in Austria e risalente al Paleolitico Superiore
(tra i 40'000 e i 10'000 anni fa).
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Mar Nero
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Serra D'Alto
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Mar Mediterraneo
fig.28 Antica Europa.
fig.29 Invasioni da parte dei pastori delle steppe .
Mar Caspio
4.2 E se avessimo un bambino?
84
➤ Diventare genitori
Può succedere in un certo momento della vita che si risvegli un istinto primordiale che porta al desiderio di volere un
figlio. Questo istinto di conservazione della specie si attiva
nella pubertà e ha origine nel cervello rettiliano, la zona più
antica dal punto di vista evolutivo. Interagendo con il cervello limbico, la zona preposta alla gestione delle emozioni,
gli aspetti istintivi della sessualità trovano un legame con
gli aspetti affettivi: l’innamoramento e la relazione di coppia
assumono un ruolo sempre più importante. Gli aspetti più
razionali, invece, coinvolgono la corteccia cerebrale, cioè
quella parte del cervello preposta a valutare le situazioni,
trovare soluzioni, prendere decisioni e dare un senso alle
nostre storie.
fig.30 Cervello trino
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con un neonato aggrappato a sé, dentro a una fascia
che di solito indossano le donne svedesi nei cataloghi,
fa un bell'effetto, come se il mondo da qualche parte
possa ancora godersi la sicurezza di essere abbracciato. Kurt Rossi ha finito l'adolescenza a quarant'anni
suonati, fasciandosi alla pelle il suo piccolo Ettore. "La
vita non è mai una linea diritta" ci ha detto nell'ultima
lezione, prima di lasciare la cattedra.
Abbiamo incontrato la signora Mueller al supermercato, a mezzogiorno meno dieci, occupata a decifrare
una torre di pannolini in offerta (“acquista la torre
da tre, paghi il pacco da due”). Marina ed io stavamo
prendendo un tramezzino; lei pareva di fretta perché
doveva allattare. Ettore ciuccia a intervalli regolari. Se
dopo due ore non sei presente con la tetta, urla che
sembra stia morendo sgozzato e Kurt si agita con il
bebè impazzito contro il petto, camminando qua e là
per il corridoio, canticchiando Vasco Rossi o alzando a
tutto volume Mozart K 467, perché altro non può fare:
lui il latte mica lo può dare. Prima di lasciarci, la larga
e gagliarda signora Mueller ci ha sbirciate con la coda
dell'occhio, offrendoci un mezzo sorriso. È curiosa.
"Voi? Come va?"
"Bene, tutto bene."
La solita risposta. Noi diciamo sempre due cose,
quando un adulto si rivolge a noi.
"Niente" (per rispondere alle domande: "hai detto
qualcosa?" "Cosa hai detto?" "Come?")
"Bene, sì sì" (per rispondere alla domanda: "A casa?",
"Ti piace la nuova scuola?", "Come va con il lavoro da
apprendista?", "È andato bene lo stage?") La replica
è sempre "niente" e "bene", anche quando niente va
bene. Siamo fatte così, Marina ed io. Parliamo tra di
noi. È già qualcosa.
La signora Mueller si è congedata spingendo la torre di
pannolini con grande fatica:
"Venite a trovarmi. Diventare mamma per la prima volta
è una sensazione completa. Adesso abbiamo aggiunto
alla nostra storia un nuovo protagonista e non voglio
fermarmi; voglio una famiglia numerosa, anche se sembro vecchia. E poi avrò tante cose da raccontare ai miei
allievi."
Ci siamo immaginate Kurt Rossi sommerso dalla Mueller
a letto e poi dai bambini. Si rompe, fragile e stecchino
com'è, seppellito dall'immensità della Mueller, strattonato dal caos dei cinque figli, sotto la valanga dell'amore.
Beati loro.
"E la sua cagnetta Luna come sta?"
"L'ho lasciata di fuori; nel negozio non può entrare. Sta
bene. Si sta abituando a Ettore."
La lasciamo e torniamo a discutere delle nostre faccende intime, scegliendo il tramezzino più gustoso e meno
calorico. Dopo qualche minuto ci ricordiamo di Astolfo.
L'abbiamo lasciato fuori, fuori dal negozio, senza legarlo:
Astolfo è bravo, perché Astolfo non si sognerebbe mai
di aggredire qualcuno. Astolfo è l'emblema della bontà.
L'unico neo di Astolfo è che, quando vede una cagnetta
più piccola di lui, se la monta. Non riesce proprio a contenersi. Corriamo fuori e purtroppo la scena è raccapric-
Se la voglia viene troppo presto?
La corteccia cerebrale degli adolescenti solitamente non
è ancora sufficientemente matura per poter valutare alcune conseguenze in ambito sessuale e affettivo, come per
esempio la decisione di avere un figlio. Tuttavia può succedere che già in pubertà si presenti un precoce desiderio
di maternità. Spesso si tratta di una voglia momentanea
che può dipendere da diversi fattori legati principalmente
alla situazione presente e non contempla le conseguenze a
medio-lungo termine che una gravidanza invece comporta.
Quand’è allora il momento giusto?
Definire il momento ideale per avere un figlio è arduo: la
decisione di diventare genitori, naturali o adottivi, dovrebbe
rientrare in un progetto di vita condiviso e a lungo termine,
scegliendo il momento più adatto della propria situazione
affettiva, professionale, economica. Diventare genitori presuppone un’assunzione di responsabilità nei confronti del
nascituro e va rispettata la scelta di chi, per svariati motivi,
non vuole avere dei figli. Diventare genitori non può e non
deve essere la risposta alle pressioni di partner, futuri nonni,
amici e nemmeno la soluzione a problemi di coppia.
Un figlio può essere il frutto di una scelta condivisa o arrivare
inatteso. In ogni caso il suo arrivo cambia per sempre la prospettiva: da adulto si diventa genitore e non si torna più indietro. Vale dunque la pena rendere questo avvenimento una
delle esperienze cruciali, in positivo, della propria esistenza.
Il nuovo protagonista
Diventare genitori e avere un figlio sono due facce della stessa medaglia. Da una parte, si comincia a diventare genitori al momento del concepimento e durante il periodo della gravidanza gioie e preoccupazioni si alternano
costantemente e le aspettative crescono. Dall’altra parte,
4. 3 Non ti sopporto più
➤ Rapporto genitori-figli
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al momento del parto, il nuovo protagonista si presenta al
mondo e da subito ha il diritto di essere accettato, amato
e curato. Il compito dei neogenitori è difficile e impegnativo e comporta grandi responsabilità poiché all’inizio il figlio
è completamente dipendente da loro che devono nutrirlo,
coccolarlo e proteggerlo. Ciò richiede molto tempo e molta
energia e porta a nuove dinamiche nella famiglia, non sempre facili da affrontare. Serve un po’ di tempo per accettare
che i compiti quotidiani cambiano, che il tempo da dedicare
a se stessi e al partner si riduce, che bisogna effettuare
qualche rinuncia.
Il bambino cresce
Le rinunce spesso non sono vissute solo negativamente,
poiché si è ripagati dal veder crescere il proprio bambino e si è entusiasti nel vedere i progressi che fa in ogni
campo. Tuttavia ben presto il piccolo comincia a esprimere la propria natura, che non sempre si sovrappone
alle aspettative dei genitori. Il bambino diventa sempre
più indipendente e va accettato e riconosciuto come individuo che si sviluppa e manifesta il proprio carattere. Il
ruolo dei genitori deve cambiare gradualmente man mano
che il tempo passa e idealmente deve mirare ad aiutare e
incoraggiare lo sviluppo e la personalità del proprio figlio.
Essere genitori quindi contempla anche la trasformazione del proprio ruolo: da una fase in cui prevale
l’aspetto protettivo nei confronti del figlio, a una
fase in cui bisogna anche accompagnarlo verso
una maggiore autonomia e indipendenza. L’età
adolescenziale è il periodo in cui i ruoli sia dei
genitori sia dei figli cambiano e i punti di vista
raramente sono in sintonia.
ciante: la signora Mueller sta là con le mani sulla faccia
che sembra “l'urlo” di Munch. Poco dopo la povera
Luna viene caricata nell'auto, mentre io sgrido Astolfo
che si posiziona sull'asfalto diventando una specie
morbida di tappeto tenero che ti osserva dal basso
all'alto, afflitto, chiedendo perdono.
“Astolfo!”
“Alice, lascia stare, ormai l'hanno fatto.”
“L'hanno fatto e ora Luna potrebbe essere incinta.
Poverina!”
“Non è detto, dai.”
“Astolfo! Luna è troppo piccolina per te. Tu sei un
gigante. Devi contenerti.”
“Va bene, Alice, lascialo stare!” afferma Marina con
un tono sorprendente: ha la voce arrabbiata, gli occhi
lucidi imbottititi di nodi e sta lì come un palo. Che le
succede? Se la prende con me perché Astolfo si è lasciato trasportare dall'istinto? Mi avvicino toccandole
le mani mentre tenta di nascondere le emozioni con il
sorriso mutilato. Lentamente si ricompone e finge che
tutto sia a posto, cambiando l'argomento del discorso,
parlando di quanto sia bello il tizio della quarta D, di
quanto sarebbe emozionante andare a vattelapesca in
vacanza. Cinguetta. Nel frattempo ci allontaniamo dal
negozio con Astolfo, attirato da una signora ecuadoriana
che suona la chitarra, così prendo in disparte Marina e
le chiedo perché cinguetta, ma non ascolta, è lontana da
qui. Le sfugge però una battuta, sommersa nelle frasi
finte. Una cosa tipo “fatto l'amore senza preservativo”,
mescolata a “per qualche secondo.” Allora divento un
lampione acceso e mi immobilizzo in mezzo al marciapiede.
“L'ha messo subito, quasi subito. C'è stato però un
contatto, una penetrazione. Una sola. Poi ha messo il
preservativo.”
“È da cretini…” affermo.
Chiama Astolfo che corre da lei come uno scemo.
“… e non pensare di sviare la faccenda!”
“Quale faccenda?”
“Quella che mi stai raccontando. Non si fa senza preservativo!”
Marina impallidisce.
“Sì, forse.”
“Forse? Cosa significa forse?”
“È che sì, l'ha messo subito dopo.”
“Subito dopo, Marina, non vuol dire niente.”
“Eh, non fare quella faccia, adesso esageri.”
“Tu sai che gli spermatozoi possono uscire anche prima
che viene?”
“Guarda che in pratica non è successo niente. È stato
un secondo così, poi l'ha messo.”
“Allora fai il test. Fai tutti i test del mondo. Gravidanza,
HIV e tutte le robe sessualmente trasmissibili.”
“Dai, Ali, piantala.”
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La ricerca di autonomia
Il percorso di crescita di un giovane consiste nella ricerca di
autonomia e indipendenza. Per raggiungere questo traguardo è necessario passare da una fase di distacco dai genitori, che spesso può risultare alquanto dura. In adolescenza i
figli tendono naturalmente a diventare aggressivi e piuttosto
sgradevoli nei confronti dei famigliari. Il distacco, sia mentale
che emotivo, è un tassello indispensabile per la costruzione della propria identità di adulto. Altrettanto importante in
questo processo è il confronto con i gruppi di pari (amici e
coetanei), che assumono un ruolo sempre più forte, anche
rispetto alle relazioni famigliari, e costituiscono una palestra
per sperimentare nuove forme di interazione.
Durante la fase di distacco, che dura diversi anni, il giovane
alterna momenti di ribellione a momenti in cui cerca ancora
il sostegno e la protezione di mamma e papà. L’adolescente è infatti combattuto tra la voglia di addentrarsi in territori
sconosciuti e la paura dell’ignoto. Il genitore da parte sua è
in conflitto tra la necessità di lasciare che i figli facciano le
proprie esperienze e il desiderio di averli accanto a sé e di
proteggerli. Non è un periodo facile e richiede molta forza,
coraggio e pazienza da parte sia dei genitori che dei figli. In
questa fase è importante essere aperti al confronto e all’ascolto e cercare di discutere e capire le posizioni dell’altro,
anche provando a mettersi nei suoi panni. Confrontare le
proprie esperienze e condividerle può aiutare a sviluppare
una fiducia reciproca.
Lo scontro generazionale è necessario e funzionale alla
crescita emotiva del giovane per favorire il distacco e per
prepararlo alle sfide future. I genitori nel bene e nel male
rimangono un punto di riferimento, il legame che li unisce ai
figli è innegabile e dura per tutta la vita. Maturando insieme
e facendo tesoro, chi della saggezza dei genitori e chi della
freschezza dei giovani, si troverà la giusta misura per un
distacco che non è altro che l’inizio di un nuovo incontro,
questa volta tra adulti.
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“Dai niente. Vieni con me.”
“Con te dove?”
“All'ospedale.”
“Ma sei pazza?”
“Vuoi diventare mamma a quattordici anni? Vuoi
scoprire di avere qualche malattia quando è troppo
tardi?”
“Ti sembro malata?”
“Nessuno sembra malato, con certe malattie.”
“Mi spaventi per niente.”
“No no, è la cruda realtà. E poi essere incinta non è
una malattia, ma mi sembra presto. Giusto?”
“Non sono incinta!” urla Marina, sorprendendo la donna ecuadoriana che sta mettendo via la sua chitarra.
“Dovevo stare zitta” aggiunge sottovoce.
“Marina: andiamo. Andiamo al consultorio.”
Lungo la salita che porta all'ospedale di Bellinzona,
Marina cammina zitta zitta, con la testa bassa, perché
io sono dalla parte della ragione: è pallida e spaventata, ma so che con me le viene il coraggio di andare
ovunque. Quando eravamo bambine,
suonavamo i campanelli
delle case e poi si
correva via come matte.
Per sciogliere la tensione le racconto com'è stato
quando è nato Rudi, anche se lei sembra altrove,
come quando non vuoi pensare a niente e non vorresti
neanche esistere. Quando è nato Rudi, ho abitato per
qualche giorno a casa di Marina. Eravamo bambine,
è stato bellissimo e abbiamo mangiato la sabbia del
fiume per scommessa. Mi fermo in mezzo al marciapiede, per dare importanza a quello che dico e attirare
la sua attenzione:
“Te lo ricordi?”
“Sì, abbiamo capovolto il divano” e pare sorridere al
ricordo.
“Per vedere il mondo all'ingiù.”
“Che pazza.”
“Tu mi sostenevi quando le combinavamo.”
“Sempre.”
“Pensa a capovolgere le cose. Io divento mia mamma.”
“Ali, smettila!”
“Oppure pensa se tutte le mamme fossero delle Lilith.”
“E chi è questa Lilith? Ci risiamo con le tue trovate
da scrittrice?”
E inizio a raccontare a Marina di quella volta che Rudi
incontrò Lilith. La mia teoria è che c'è una Lilith in tutte
le donne, cioè un aspetto possente e indipendente, che
ha a che fare con la femminilità. Possiamo immaginare
quelle donne belle, esili come la mia mamma, apparentemente delle foglioline, che sono in realtà delle Lilith.
E poi c'è la signora Mueller, di cui ormai sappiamo
tutto. Lei è una specie di Madre natura.
Una sera Rudi si svegliò, mentre la mamma stava
decorando la torta per i suoi trentacinque anni. Era un
mercoledì. Stavo nel letto a leggere “Obbligo o verità”
di Annika Thor, un romanzo nel quale c'è una ragazza
che si ritrova nuda, con le tette all'aria, obbligata,
imbrigliata in un gioco scemo con compagni di classe
deficienti. M'interessava questa storia del bullismo e
volevo capire come funziona il cervello di un maschio,
tuttavia Rudi, maschietto allo stato brado, urlava come
un pazzo, quindi, come sempre, la mia presenza, le mie
esigenze, i miei spazi e i miei tempi furono spazzati via
dai bisogni del bambino-terremoto. La mamma abbandonò la torta per calmare quel pazzo, invece io gettai
il libro per terra, arrabbiata, disturbata, innervosita.
Dopo dieci minuti, improvvisamente, tutto tacque,
allora sbirciai nella camera accanto, spostandomi con
passo felpato, per capire cosa stesse accadendo.
Entrando nel locale fui sorpresa dal silenzio di Rudi,
che stava già in piedi, aggrappato al letto, con gli occhi
sgranati: osservava una donna di fronte a lui, con il
ciuccio che si muoveva piano piano, regolarmente,
sotto l'influsso della poppata istintiva.
Al posto della mamma, di fronte a Rudi c'era una donna con i capelli lunghi, rossicci, la pelle bianca, quasi
bluastra, gli occhi di fuoco e forse anche delle ali. Era
notte. Mi salutò come se tutto fosse normale. Rudi
sputò il ciuccio e riuscì per la prima volta ad emettere un “ööööh!”, come se avesse acquisito una certa
coscienza. Quella era Lilith, proveniente da un passato
lontanissimo: prese Rudi e lo sdraiò nel fasciatoio sulla
schiena, posizione nella quale resistette circa un quarto di secondo, prima di esplodere in un'ira incontrollabile. Lilith si diede da fare: sbottonò il body, staccò il
pannolino e una fontana di pipì fiottò, che sembrava di
essere a Ginevra. Fradicia, Lilith tentò di tamponare
il possibile con dei batuffoli che mamma usava per
l'allattamento. Ma l'eruzione continuò, accompagnata
da una cacca grande come una banana. Ad un certo
punto sbucò la mamma sulla soglia e disse: “Grazie,
Lilith”. Quella rispose volando via, fuori dalla finestra.
Non fu un sogno e non mi svegliai da quella esperienza. Fu roba vera. Da quel giorno mi sono abituata a
pensare che Lilith esiste, che forse anche i maschi
hanno una Lilith dentro di loro, anche se ad alcuni la
cosa può sembrare mostruosa. Forse è una questione
di cultura. O forse è soltanto una visione. Da piccola
ero abituata ai racconti su Lilith; poi si cresce e ci si
ribella. In ogni caso i miei genitori mi hanno sempre
considerata una bambina piena di fantasia.
Con o senza Lilith, mamma e papà si sono sempre
scambiati i ruoli, qua e là, anche perché si fanno le
cose insieme. C'è una Lilith in mamma e ce n'è una
dentro a papà.
Invece se Marina dovesse avere un bambino adesso,
figuriamoci, assieme al neonato, con il male al seno,
l'allattamento, i pianti notturni, la vita scombussolata,
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potrebbe doversi occupare anche di un giovanissimo
papà inconsapevole.
Marina mi dice spesso che ho una sindrome, una
sorrellite mal vissuta. Per questo ho le visioni e, per
resistere al casino di Rudi, ho dovuto difendermi raccontando storie, mettendomi in un mondo tutto mio.
Sostiene anche che questa Lilith è un demonio, se è
vero che ha gli occhi di fuoco e vola via. Ho replicato
che comunque avere un bambino, per la Mueller ad
esempio, è bellissimo, quindi tutta la magia non la puoi
ridurre alla cacca molle e alle urla di notte, perché i
bambini crescono e cambiano e cresci anche tu con
loro.
per lei e lei faceva sì e no con la testa. Poi Marina si è
sciolta e ha detto che quando sei lì lì per farlo, a volte
ti lasci trasportare e non capisci più niente, sei rincitrullita. All'inizio della relazione non parli mai liberamente di tutto. Sei un po' titubante. Quindi non è facile
chiarirsi. C'è anche da sapere che lui è apprendista, ha
due anni in più e magari ha già avuto delle esperienze.
Quindi bisogna stare attenti, anche nella bellezza di
questi momenti così memorabili. Abbiamo concluso
l'incontro parlando di quante ragazze diventano madri
e ho spiegato anche alla consulente la storia di Lilith.
Rideva. Ci ha lasciate ridendo e immaginando Lilith
che cambia i pannolini.
***
Arriva sera. Le foglie morte fanno un profumo strano. Il vento le solleva. Si vedono i castelli medievali
di Bellinzona illuminati sopra la città, cavalcata dal
tramonto blu scuro. Dopo la consulenza lascio Marina
davanti a casa sua e corro dai miei per la cena.
La consulente ci ha accolte. Marina aveva le mani
fredde, seduta su quella seggiola con il tremolio nelle
dita. Si sottoporrà ai test e dovrà aspettare. Per l'HIV
deve attendere tre mesi, prima di fare il test. Comunque la tipa del centro ci ha detto che sarebbe meglio
parlarne anche con i genitori. Siamo state brave a
venire, ci ha detto. Quando ha fatto delle domande sul
sesso orale, Marina si è bloccata, così ho risposto io
Papà passa intere giornate a rotolarsi con la piccola
peste nel prato, e a volte, quando ha la febbre, è papà
che si sveglia, quindi in questi momenti emerge la Lilith
che c'è in lui.
In questo momento fuori è tutto umido e freddo. Rudi
urla e io devo scendere di sotto perché mamma vuole
che giochi con lui, che gli legga un libro. Se avessi un
fidanzato, non sarei qui a fare la balia. Tutto questo è
frustrante.
Mamma è scatenata e grida. Astolfo abbaia, papà è
appena tornato dal lavoro. Per qualche secondo sento
silenzio: forse è Lilith che sta calmando Rudi….
L'ultimo giorno di scuola
Ciao Ali, sono passati più di tre mesi da quella
brutta sensazione di aver fatto una cavolata.
Una delle cose più forti che ho vissuto quest'anno è quando all'ospedale, l'altro ieri, mi hanno
detto che tutto è a posto. Mi sono sentita felice
e libera, perché prima avevo gli incubi. Per
tante settimane, ogni tanto mi sono immaginata ammalata sul letto dell'ospedale con tutte
quelle malattie insieme dentro al mio corpo.
Io, pallida. Ciao Ali. Mi hai aiutata molto. E ora
posso tornare a innamorarmi per tutta la vita.
Grazie Ali.
Secondo me l'amore è memorabile, mentre l'amicizia
con Marina è qualcosa di variabile nel tempo. Oppure
è tutto all'incontrario: l'amicizia resta, e l'amore chi lo
sa? Questo biglietto lo terrò in un cassetto di ricordi.
Oggi è l'ultimo giorno di scuola. Jessica e Nathan
hanno deciso di venire con noi a trovare la signora
Mueller. Anche Max e Andrea si sono uniti. Tra di noi
ci sono delle relazioni strane, nel senso che ognuno
ricorda un bacio, una cotta, una delusione. In classe
siamo insieme e ci sopportiamo. Ogni tanto scopriamo
di essere tutti e sei nello stesso posto, oppure abbiamo delle idee diverse e litighiamo. Non sarà un caso,
se abbiamo avuto tutti la stessa idea: prendere il bus
e andare a trovare la Mueller con quello stecchino di
un Kurt Rossi. Dobbiamo vedere se il piccolo Ettore è
brutto come loro, o se la genetica a volte sorprende.
La novità è che Luna ha messo al mondo quattro
splendidi cuccioli che hanno sorpreso la signora Mueller, perché hanno un colore molto particolare. Astolfo
ha delle macchie uniche; credo sia un cane raro. Luna
è felice. Diventare mamma è un'esperienza comune,
dice la Mueller, mentre accarezza la sua cagnetta.
Alle sei in punto Ettore urla furioso, quasi fosse nel
mezzo di una battaglia. Kurt corre in camera, mentre
la signora Mueller lo riprende spiegandogli che deve
fare le cose con calma, senza agitarsi come un coccodrillo. Ridiamo tutti, perché il prof. era così anche
in classe. Agitato. Ma era meglio di questa supplente
che abbiamo ora. Non ci capisce. In ogni caso faccio
notare a Nathan, l'unico sensibile alla letteratura, invasato da Italo Calvino e Primo Levi, che in tutta questa
storia abbiamo Astolfo felicemente accoppiatosi con
Luna. Coglie subito l'allusione all'Ariosto. "È tutta una
questione di amore, anche se io non l'ho ancora trovato" gli dico. E lui mi fa l'occhiolino. Jessica ci guarda e
non capisce.
Torniamo a casa e sul bus percorro l'ultimo tratto proprio con Nathan. Non parla e sento un certo
imbarazzo.
Preme il pulsante.
Il bus si ferma.
Approfondimenti
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92
➤ Non è bello ciò che è bello…
La società narcisistica dell’apparire
Oggi la nostra società è sempre più basata sull’apparire e
sempre meno sull’essere. Donne e uomini si conformano
a modelli centrati principalmente sull’estetica del corpo,
mettendo in secondo piano aspetti quali la personalità, il
carattere, l’intelligenza, l’umorismo, la vitalità e molto altro.
Nathan si alza.
Mi dice ciao girato di schiena.
Rispondo ciao guardandogli la schiena.
Fa tre passi.
Sento un battito nella pancia.
E adesso cosa succede?
Si gira.
Prende un foglio dalla tasca della giacca.
Me lo lancia e svolazza incerto sulle mie ginocchia.
Scende.
Si chiude la porta, mentre io osservo
Nathan dal finestrino.
Ho tra le mani il foglio piegato.
Apro:
Ma chi o cosa determina ciò che è bello e ciò che piace? Prendiamo l’esempio del corpo delle donne che ha
sempre attirato l’attenzione, forse più di quello dell’uomo.
Oggi i media propongono dei modelli femminili uniformi,
corpi e visi plasmati dalla chirurgia estetica o modificati
da ritocchi digitali per rendere le donne tutte uguali. La
TV, la pubblicità, internet sfruttano l’immagine del corpo
della donna in modo sempre più degradante e umiliante,
proponendo atteggiamenti che lanciano evidenti messaggi sessuali che riducono la donna a semplice oggetto
del desiderio. Le immagini delle pubblicità rappresentano
spesso donne che si guardano o sono guardate con desiderio o con invidia: il messaggio implicito che passa è
che uno dei principali compiti dell’essere donna è quello
di guardarsi e di farsi guardare.
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Tutto ciò rischia di far passare l’idea che solo esibendo
un corpo perfetto e omologato si può ottenere qualcosa
nella vita, dimostrare il proprio valore e realizzarsi. Benché questo valga soprattutto per le donne, anche per gli
uomini il lato estetico diventa sempre più predominante:
sopracciglia curate, manicure, depilazione e chirurgia plastica sono entrati a far parte dell’universo maschile.
Il confronto nella vita reale con i modelli proposti dai media, porta inevitabilmente alla difficoltà di accettare il proprio corpo e, vista la tendenza, a identificarsi esclusivamente nel corpo, a non accettarsi come persona.
Il bisogno di adeguarsi a questi canoni per piacere agli
altri, piuttosto che piacere a sé stessi è una trappola dei
tempi moderni. Solo accettandosi, coltivando la propria
personalità e l’autostima si può diventare unici e “belli dentro”, sviluppando fascino e carisma indipendentemente dall’aspetto estetico. Si diventa così più sicuri e
seducenti, con la naturale conseguenza di piacere di più
anche agli altri.
➤ Nudo: arte o pornografia?
Il corpo nell’arte
Qual è il confine tra arte e pornografia? Come si può distinguere tra nudo artistico e banalizzazione del nudo tra
le molteplici immagini che ci vengono proposte?
Fino all'Ottocento gli artisti scolpivano, disegnavano e dipingevano corpi nudi per rispondere a ideali di bellezza,
per rappresentare scene d'arte sacra o per ritrarre figure mitologiche e allegoriche. Il nudo artistico si muoveva
quindi all'interno di ambiti precisi e lontani dalla realtà di
chi ne fruiva.
Molto diversi sono invece alcuni dipinti del periodo seguente nei quali gli artisti si discostano dai nudi idealizzati
del passato per dipingere nudi realistici. Ne è un esempio
Il sonno (1866) di Gustave Courbet (fig. 31).
Nello stesso periodo l'avvento della fotografia propone ulteriori immagini di nudi reali animando il dibattito attorno
alla definizione di nudo artistico.
Dall'Ottocento passando per le avanguardie del Novecento fino a giungere alle varie forme di arte contempo-
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95
➤ … e se mi maltratta?
ranea il corpo nudo continuerà ad interessare il lavoro di
ricerca artistica sui significati e i valori ad esso attribuiti,
senza che la nudità venga mai banalizzata.
Per un artista la rappresentazione del corpo nudo è comunque sempre strumento di ricerca formale, simbolo,
espressione della persona nella sua singolarità e identità,
del suo rapporto con se stesso e con gli altri, specchio
della società e della sua cultura.
Molto più banale è invece il nudo pornografico che, come
abbiamo visto nel capitolo 3, è puramente finalizzato alla
soddisfazione di istinti sessuali o a scopi commerciali.
Maltrattamenti nella coppia
La tua compagna non ti permette di parlare con altre tue
amiche? Il tuo compagno ti proibisce di indossare la minigonna che tanto ti piace? Devi essere sempre reperibile?
Non puoi più andare a cena con i tuoi amici perché lei/lui
si ingelosisce? Devi sempre fare attenzione con chi parli,
come parli e cosa dici quando sei in sua presenza? Non
riesci più a essere te stessa/o? Hai paura che perda il
controllo e che ti faccia del male?
Amare è rispettarsi. La relazione deve basarsi sul rispetto
reciproco: stare insieme dev’essere una scelta rinnovata
ogni giorno. Ogni individuo è libero e appartiene solo a se
stesso, quando vive una relazione di coppia lo fa in piena
libertà e nel rispetto di entrambi i partner. Nessuno è padrone di qualcun altro e nessuno ha il diritto di imporre
comportamenti, gesti o contatti fisici indesiderati.
Queste affermazioni potrebbero sembrare scontate in
Svizzera al giorno d’oggi e invece, per quanto concerne le donne, non lo sono affatto: fino a pochi anni fa, si
dava per acquisito che, con la promessa matrimoniale,
una donna esprimesse anche la sua accondiscendenza
al “dovere coniugale”, ossia fosse sempre disponibile per
appagare il desiderio sessuale del marito. Questa concezione si basa sul fatto che inizialmente, a livello giuridico,
la donna era proprietà del marito (prima di sposarsi era
proprietà del padre) e questo dava agli uomini un potere
quasi assoluto sulle donne. Questo potere ha giustificato negli anni molti abusi e violenze. Da diversi decenni la
condizione della donna è migliorata e finalmente i diritti
dell’Uomo sono applicati indistintamente a donne e uomini (in Svizzera e in molti stati, ma non in tutti).
fig.31 Il sonno (1866) Gustave Courbet
Malgrado ciò, all’interno della coppia sposata la situazione è più complessa e, in nome della privacy, si è dovuto
attendere fino al 2004 affinché in Svizzera i rapporti sessuali forzati all’interno del matrimonio fossero considerati
un delitto perseguibile d’ufficio, senza cioè l’obbligo di
denuncia da parte della vittima. La violenza all’interno della coppia resta purtroppo un tabù sociale: ancora oggi,
vedendo un ladro entrare nella casa dei vicini si allerta la
polizia, ma pochi la chiamerebbero sentendo i vicini litigare violentemente.
Non solo il matrimonio, ma qualsiasi relazione di coppia
richiede una certa dose di compromessi, ma questi non
devono diventare l’elemento principale del rapporto, devono essere divisi in modo più o meno equo tra i partner
e non devono comportare l’annullamento di uno dei due.
E’ importante ascoltare le proprie sensazioni e emozioni e
se qualcosa ci ferisce, ci umilia o ci fa stare male non può
essere sopportato, nemmeno in nome dell’amore (che
amore è se ce lo impone?). Non sempre è facile capire
se si sta subendo un maltrattamento: le sensazioni sono
spesso accompagnate da confusione e incertezza su chi
ha torto o ragione. Quando sofferenza e paura diventano
frequenti, la relazione ha bisogno di un aiuto esterno (servizi sociali e consultori) o non ha più senso. Tutti hanno il
diritto di vivere una relazione basata sul rispetto di sé e
dell’altra/o.
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➤ Diario contro social: e la privacy?
➤ Pudore: rispetto o vergogna?
I pericoli della rete
“Pensavo che a quell’età avesse diritto a un po’ di privacy.” Queste le parole con le quali una mamma giustifica
la totale libertà, nell’utilizzo del telefonino, concessa alla
figlia undicenne.
Avere un accesso a internet, per un adolescente, significa
poter soddisfare alcune curiosità, stabilire relazioni e potersi esprimere. Accanto agli indiscutibili vantaggi offerti
da questo strumento, essenzialmente legati alla facilità e
all’immediatezza con cui si può interagire, ricevere e condividere informazioni, vi sono purtroppo diversi pericoli in
agguato: banalizzazione della sessualità, sexting, cyberbullismo, adescamenti in rete, eccetera. Paradossalmente sono proprio gli stessi vantaggi (facilità e immediatezza)
combinati con l’impulsività degli adolescenti a creare una
miscela esplosiva: a volte basta un click per rovinarsi la
vita o rovinare quella di qualcun altro senza volerlo …o
meglio, senza averci pensato abbastanza! E quando la
foto delle tue parti intime o il commento di pessimo gusto
sono stati inviati, perdi completamente il controllo del tuo
gesto e, ancora peggio, questo diventa indelebile. Ogni
conversazione che teniamo su un qualsiasi social diventa
un diario permanente e anche se stiamo chattando con
la nostra migliore amica o il nostro miglior amico non abbiamo nessuna certezza che il dialogo rimarrà solo cosa
nostra.
Considerato che virtualmente ci sono milioni di persone
che potrebbero avere accesso a quanto si scrive e si pubblica, tanto vale lasciare che mamma o papà diano saltuariamente un’occhiata, ovviamente con il vostro consenso.
Questo aumenterebbe la fiducia reciproca e potrebbe risultare un buon sistema per far diventare quel click un po’
più pensato e di conseguenza evitare di mettersi nei guai.
In un mondo dei social in continua evoluzione è difficile
muoversi in sicurezza e per evitare di cadere nelle trappole presenti nella rete, forse l’unica soluzione è una collaborazione fra genitori e figli volta soprattutto a condividere
attraverso il dialogo quello che si vive e sperimenta con i
vari dispositivi multimediali (pc, tablet, smartphone, ecc.).
La palpebra che si chiude sull’occhio nasconde o protegge?
Nel pensiero comune il pudore è spesso associato al senso di vergogna, identificato come negativo perché sottintende colpevolezza o senso di inadeguatezza. Questa
connotazione negativa si è quindi estesa anche al pudore,
contribuendo a creare il pensiero che se qualcuno non ha
fatto nulla di male, non ha nulla da nascondere e quindi
nulla di cui vergognarsi. L’assenza di vergogna viene così
associata alla sincerità e diviene una virtù.
Il rischio, tuttavia, è quello di associare direttamente assenza di pudore con sincerità e fare della spudoratezza
una virtù. Il pudore, invece, costituisce e garantisce la nostra individualità: è una sorta di parete o palpebra che
protegge la nostra parte più intima e più profonda, nella
quale possiamo essere veramente noi stessi, indipendentemente dai giudizi e dai condizionamenti esterni. È il
pudore che ci permette in ogni incontro o relazione di scegliere quanto vogliamo aprirci (o chiuderci) verso l’altro.
Per quanto concerne la sessualità, il pudore assume un
valore molto più grande che non ha necessariamente a
che vedere con vestiti più o meno succinti e con quanta
nudità (fisica) si è disposti a condividere. Nella sessualità il
pudore permette di creare delle relazioni uniche e speciali
e di vivere esperienze più profonde proprio perché soggettive e personali. Permette di superare la genericità di
un accoppiamento fisico qualunque per entrare nel vivo di
una relazione tra due persone che si incontrano, si scelgono e decidono di condividere la propria intimità fisica
e mentale. Condividere l’intimità in questo modo è tra le
esperienze più vitali che due presone possano sperimentare. Intimo è ciò che si nega all’estraneo per concederlo
a chi si vuol fare entrare negli angoli più profondi di sé.
Indirizzi utili
100
101
Informazioni e consigli su internet
Se sei in difficoltà
Questioni legate all’identità sessuale
➤ www.ti.ch/infogiovani
• Tel 147
• Zona protetta
➤ www.zonaprotetta.ch
Chiamata gratuita 24h/24,
assistenza per ragazzi/e in difficoltà
Contraccezione e salute sessuale
➤ www.147.ch
• Centri di pianificazione familiare (CPF) offrono
consulenza gratuita e confidenziale nel campo della salute sessuale e riproduttiva. Ci si può rivolgere individualmente, in coppia, a piccoli gruppi.
• Zona protetta
➤ www.eoc.ch
➤ www.zonaprotetta.ch
[email protected]
- Bellinzona: presso l’Ospedale San Giovanni
Tel. 091 811 92 32
- Locarno: presso l’Ospedale La Carità
Tel. 091 811 45 51
- Lugano: presso l’Ospedale Civico
Tel. 091 811 61 48
-Mendrisio:
presso l’Ospedale Beata Vergine
Tel. 091 811 36 50
è uno spazio aperto ai giovani e a
tutta la popolazione, che offre informazioni e consulenza
sulla sessualità e sulla prevenzione alle infezioni sessualmente trasmissibili. L’accesso è gratuito e confidenziale.
Zonaprotetta
Via Bagutti 2
6900 Lugano
Tel. 091 923 80 40
• Salute sessuale Svizzera
➤ www.salute-sessuale.ch
[email protected]
• Delegato per l’aiuto alle vittime
di reati di violenza
Viale Stazione 21
6500 Bellinzona
Tel. 091 814 75 08
[email protected]
• ASPI Fondazione Svizzera italiana per il
Sostegno l'Aiuto e la Protezione dell'Infanzia
Via Povrò 16
6932 Breganzona
Tel.091/943 57 47 oppure 079/444 00 65
➤ www.aspi.ch
[email protected]
[email protected]
• Imbarco immediato
➤ www.imbarcoimmediato.ch [email protected]
102
Indice analitico
103
Abuso 77 95
Fecondazione 14 15 21 28 29 43 48
Ombelico 26
Rapporto sessuale 32 52 60 64 65 71 72 73 74 95
Acne 38
Fertile, fertilità 19 28 48 52 74
Omosessualità 68 69 75
Rispetto 8 59 60 65 66 76 77 95 97
Adolescenza 6 32 35 62 64 67 68 87
Feto 22 24 25 28 43
Orgasmo 62 64 71
AIDS 73 74
Ormoni, ormonale 22 23 25 36 38 39 40 43 44 45
Sacco amniotico 23 25
Androgeni 38 52
Gamete femminile (ovulo) 14 16 48
46 48 51 52 66 70 72 73
Scroto 28 51 52 53
Annidamento 21 22 43 73
Gamete maschile (spermatozoo) 14 17
Ovaie 19 20 22 36 38 39 43 44 46 48
Seno, seni 38 43 46 47 49 76 80
Arte 93
Gemelli 29
Ovulazione 45 46 48 72 73
Sperma (liquido seminale) 51 53 55 73
Genitori 6 41 72 74 85 86 87 96
Ovulo (gamete femminile) 6 14 16 19 27 28 29 43
Spermatozoo (gamete maschile) 6 14 16 17 20 28
Bacio 59 60
Glande 53 62 73
44 48 72 81
29 46 51 52 53 55 72 73 81
Bisessuale 68 69 75
Grandi labbra 43 45 70
Pene 28 38 46 51 53 54 55 64 72 73 76
Testicoli 20 36 38 39 51 52 53 55
Petting 67
Testosterone 38 39 52
Gravidanza 22 23 25 26 28 39 48 60 72 74 85
Capezzoli 26 38 47 62
Caratteri sessuali 36 38
Identità sessuale 68 69 80
Piacere 32 46 61 62 64 66 67 71 76
Transessuale, transessualità 69 75
Ciclo mestruale 19 29 38 39 45 48 49 72
Imene 46 71
Piccole labbra 43 45 70
Transgender 69
Circoncisione 53
Infezioni 6 61 70 72 73 74 100
Pillola 72
Tuba di Falloppio 14 21 28 43 44 48
Clitoride 43 45 46 62 64
Ipofisi 36
Pillola del giorno dopo 73
Coming out 68
Ipotalamo 36
Placenta 21 22 23 26 29 38 39
Uretra, canale uretrale 43 51 52 53 55
Pornografia 76 93 94
Utero 21 22 23 25 28 43 44 45 46 48 70 73 80
Contraccezione, contraccettivo 61 72 73 74 100
Cordone ombelicale 22 23 26
Liquido seminale (sperma) 52 53 55
Preliminari 61
Corpi cavernosi 53 54
Liquido vaginale 46 73
Prepuzio 45 46 53 70
Vagina 43 46 53 64 71 72 73
Preservativo 60 72 73 74
Vergine, verginità 71
Doglie 25
Maltrattamento 95
Privacy 95 96
Vescicole seminali 51 52 55
Dotti deferenti 51 52
Menarca 19 48
Progesterone 39 44
Vulva 28 43 45 46 62 70
Menopausa 19
Prostata 51 52 55
Eiaculazione 52 55 64 72 73
Mestruazioni 19 22 48 49 70 74
Prostituzione 76
Embrione 21 22 23 24 28
Mucosa uterina (endometrio) 21 22 45 48 73
Pubertà 19 20 32 36 37 38 45 46 48 55 84 85
Endometrio (mucosa uterina) 22 45
Epididimi 38 51 52 55
Erezione 47 53 54 64 71 73
Estrogeni 38 39 44
Eterosessuale 69 65
Pudore 65 66 97
Zigote 14 21
Fly UP