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Il sistema dei Tassi Interni di Trasferimento (TIT)

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Il sistema dei Tassi Interni di Trasferimento (TIT)
Il sistema dei Tassi Interni di
Trasferimento (TIT)
Prof. Ugo Pomante
Università di Roma “Tor Vergata”
Agenda
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
Obiettivi sistema TIT
Un esempio
TIT a flussi lordi e netti
La determinazione dei TIT
Le operazioni con opzioni implicite
Le caratteristiche ideali di un sistema di
TIT
2
Obiettivi TIT
ƒ Sistema TIT persegue 4 principali obiettivi:
‰Trasferire rischio tasso da unità che lo generano a
un’unità centrale la quale possa correttamente
valutare e gestire, eventualmente ricorrendo a
politiche di hedging, la complessiva esposizione
‰Valutare il contributo offerto da ogni singola unità
operativa alla redditività complessiva della banca;
‰Attribuire responsabilità gestione rischio di tasso a
una sola unità e valutare redditività di questa
attività della banca
3
Un esempio
ƒ Esempio: filiale
con CD 1 anno,
tasso 3% e
importo pari a
EUR 1 mln e
finanziamento
tasso fisso 6%
con scadenza 3
anni e importo
equivalente
Curva dei tassi zero-coupon
6,00%
5,50%
5,00%
4,50%
4,00%
3,50%
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
Scadenza (anni)
I tassi di mercato a 1 e 3 anni sono pari a 4% e 5%
4
Un esempio (continua)
ƒ Per eliminare
finanziamento
Tesoreria,
un’operazione
tesoreria
il rischio di tasso, la filiale concede un
fittizio a un anno (al TIT 1 anno) alla
e
contemporaneamente
effettua
di raccolta fittizia al TIT a 3 anni con la
Filiale
Raccolta reale a 1 anno
(tasso passivo = - 3%)
Impiego fittizio a 1 anno
TIT a 1 anno = + 4%)
Impiego reale a 3 anni
(tasso attivo = + 6%)
Raccolta fittizia a 3 anni
(TIT a 3 anni = - 5%)
Margine di interesse = +2%
Tesoreria
Raccolta fittizia a 1 anno
(TIT a 1 anno = - 4%)
Impiego fittizio a 3 anni
(TIT a 3 anni = + 5%)
Margine di interesse = +1%
5
Un esempio (continua)
ƒ Alla Tesoreria viene allocato ex-ante un margine per la
gestione del rischio di interesse pari all’1% (5% - 4%)
ƒ I TIT (4% e 5%) e il margine da mismatching
dipendono dall’inclinazione della curva
ƒ Qualora la Tesoreria decidesse di coprirsi dal rischio di
tasso, essa dovrebbe raccogliere a tre anni al tasso di
mercato del 5% e contemporaneamente impiegare ad
un anno al 4% Ö Copre rischio tasso, ma annulla
profitto/perdita
ƒ Se la Tesoreria non si coprisse, il margine della filiale
rimarrebbe comunque immunizzato (+2%), e gli
effetti delle variazioni dei tassi ricadrebbero sulla
Tesoreria
6
Un esempio (continua)
ƒ
Alla filiale è dunque garantito un margine
del 2%, scomponibile in due elementi:
‰ un margine positivo connesso all’attività
raccolta (1% = 4%-3%), garantito per
periodo di un anno
‰ un margine positivo connesso all’attività
impiego (1% = 6%-5%), garantito per
periodo di tre anni
di
un
di
un
7
TIT a flussi lordi e netti
ƒ
ƒ
TIT a flussi lordi: tutti i flussi di cassa in entrata
generati dalle unità della banca vengono fatti
figurativamente confluire alla tesoreria, la quale
remunera le risorse ricevute, e tutti i flussi di cassa in
uscita vengono figurativamente erogati dalla tesoreria,
la quale ottiene una remunerazione Ö lo stato
patrimoniale di ogni unità risulta perfettamente
pareggiato per scadenze Ö solo la tesoreria ha uno
stato patrimoniale non bilanciato
TIT a flussi netti: per ogni unità viene trasferito alla
tesoreria unicamente lo sbilancio fra raccolta (flussi in
entrata) e impieghi (flussi in uscita) Ö presuppone
capacità delle unità di gestire, su scala ridotta, i
problemi di coordinamento delle poste attive e passive
8
TIT a flussi lordi e netti
ƒ
Il sistema a flussi lordi è preferibile:
¾ Un sistema a flussi netti richiede il ricorso a un
TIT unico per scadenze differenziate
¾ Un sistema a flussi netti non consente di
conseguire l’obiettivo di centralizzare presso
un’unica unità la gestione del rischio di interesse
dell’intera banca (parte del rischio di interesse
generato dalle singole unità resta alle stesse
unità, i cui risultati economici risentono dunque
dell’evoluzione dei tassi di mercato)
9
Esempio TIT a flussi netti
Tabella 2 – Esempio di Stato Patrimoniale semplificato
Filiale A
Importo
Scadenza
Tasso
- Raccolta
50.000
1 anno
3%
- Impieghi
150.000
3 anni
6%
Filiale B
- Raccolta
150.000
1 anno
3%
- Impieghi
50.000
3 anni
6%
Banca
- Raccolta
200.000
- Impieghi
200.000
- Margine di interesse
6.000
3%
La filiale A riceve un finanziamento figurativo dalla tesoreria pari al deficit di
raccolta (100.000 euro) a un unico TIT, indipendentemente dalla scadenza delle
poste attive e passive. La filiale B effettua un impiego figurativo alla tesoreria
pari al proprio eccesso di raccolta (100.000 euro) a un unico TIT,
indipendentemente dalla scadenza delle relative poste attive e passive
10
Esempio TIT a flussi netti
TIT = tasso a 1 anno (4%) TIT = tasso a 2 anni (4,5%) TIT = tasso a 3 anni (5%)
Importo Scadenza Tasso Importo Scadenza Tasso Importo Scadenza Tasso
ale A
accolta da Tesoreria 100.000 1 anno
4,00% 100.000 2 anni 4,50% 100.000 3 anni 5,00%
argine di interesse
3.500
3.000
2.500
ale B
mpiego a Tesoreria
argine di interesse
100.000
2.500
1 anno
4,00% 100.000
3.000
2 anni
4,50% 100.000
3.500
3 anni
5,00%
100.000
100.000
0
6.000
1 anno
1 anno
4,00% 100.000
4,00% 100.000
0,00%
0
6.000
2 anni
2 anni
4,50% 100.000
4,50% 100.000
0,00%
0
6.000
3 anni
3 anni
5,00%
5,00%
0,00%
soreria
mpiego a Filiale A
accolta da Filiale B
argine di interesse
margini di interesse
Margini diversi delle filiali a seconda del TIT (1, 2 o 3 anni) Ö se TIT = 1 anno, la
filiale A, avendo finanziato attività di impiego (150.000 euro) a 3 anni con raccolta a 1
anno, risulta esposta al rischio di un rialzo dei tassi; filiale B, avendo impiegato parte
dei fondi raccolti (scadenza 1 anno) a 3 anni (50.000 euro), risulta esposta a riduzione
dei tassi, seppure per un importo inferiore Ö diverso grado di rischio (maggiore per la
filiale A) e inclinazione positiva curva (aspettative di rialzo dei tassi) 11
Esempio TIT a flussi lordi
Filiale A
Tabella 4 – Esempio di TIT a flussi lordi
Importo
Scadenza
- Impiego figurativo a Tesoreria
- Raccolta figurativa da Tesoreria
- Margine di interesse
Tasso
50.000
150.000
2.000
1 anno
3 anni
4,00%
5,00%
1,00%
150.000
50.000
2.000
1 anno
3 anni
4,00%
5,00%
1,00%
150.000
50.000
50.000
150.000
2.000
6.000
3 anni
3 anni
1 anno
1 anno
5,00%
5,00%
4,00%
4,00%
1,00%
Filiale B
- Impiego figurativo a Tesoreria
- Raccolta figurativa da Tesoreria
- Margine di interesse
Tesoreria
- Impiego figurativo a Filiale A
- Impiego figurativo a Filiale B
- Raccolta figurativa da Filiale A
- Raccolta figurativa da Filiale B
- Margine di interesse
Somma margini di interesse
In questo caso tutti i flussi vengono trasferiti alla tesoreria alle condizioni di tasso
corrispondenti alle relative scadenze Ö TIT multipli. I risultati delle due filiali
sono equivalenti (2.000 euro) e immunizzati da variazioni tassi. Il rischio di
interesse è interamente trasferito alla tesoreria. Se la tesoreria decide di
conservare il rischio, riceve remunerazione pari a 2.000 euro
12
TIT a flussi lordi
ƒ
Un sistema di TIT a flussi lordi risulta preferibile
rispetto a un sistema a flussi netti. Il primo
consente infatti di:
9 Attribuire a ogni singola posta attiva o
passiva un tasso di trasferimento coerente
con la relativa scadenza, adottando in questo
modo un sistema di TIT multipli;
9 Trasferire interamente il rischio di interesse
alla Tesoreria;
9 Immunizzare completamente le filiali dal
rischio di interesse.
13
La determinazione dei TIT
ƒ
Un sistema di TIT deve rispettare tre condizioni:
9
9
9
Deve fondarsi su tassi di mercato, ossia su tassi che possono
essere effettivamente negoziati nel mercato
Deve essere fondato su tassi di interesse differenziati, denaro
e lettera, per le operazioni di raccolta e di impiego Ö il TIT
relativo al finanziamento figurativo di un’operazione di impiego
deve essere un tasso di mercato lettera mentre il TIT relativo
all’impiego figurativo di un’operazione di raccolta deve essere
un tasso di mercato denaro
Deve essere fondato su TIT specifici per ogni singolo cash flow
delle operazioni finanziarie in essere Ö ogni singola operazione
di raccolta/impiego viene “frazionata” in tante operazioni zero
coupon per quanti sono i flussi dell’operazione stessa e a
ciascuna operazione viene applicato un tasso di trasferimento
specifico
14
La determinazione dei TIT
ƒ
TIT operazioni a tasso fisso: il valore del TIT viene
fissato alla nascita dell’operazione finanziaria e rimane
costante fino alla scadenza dell’operazione stessa
Figura 2 – Il TIT di un’operazione a tasso fisso
Filiale
Mutuo 10 anni
tasso fisso 5%
Tesoreria
Finanziamento
figurativo 10 anni
tasso fisso 4%
Finanziamento
figurativo 10 anni
tasso fisso 4%
Margine
interesse = 1%
15
La determinazione dei TIT
ƒ
TIT operazioni a tasso variabile: il TIT rimane
costante solo per il periodo compreso tra le due
date di rivedibilità del tasso
Figura 3 – Il TIT di un’operazione a tasso variabile
Filiale
Mutuo
Euribor + 1,5%
Tesoreria
Finanziamento
figurativo Euribor
Finanziamento
figurativo Euribor
Margine
interesse = 1,5%
16
La determinazione dei TIT
TIT operazioni indicizzate a tasso
“amministrato” (es. TUF, Prime rate, ecc.
ƒ 2 problemi:
¾ (i) non sono disponibili nel mercato
strumenti finanziari che consentano di
coprire il rischio connesso alle variazioni
degli stessi
¾ (ii) è difficile misurare (e quindi “girare”
alla tesoreria) il rischio base (“basis risk”)
ƒ
17
La determinazione dei TIT
ƒ
ƒ
ƒ
Es.: mutuo indicizzato al Prime Rate
2 modalità alternative di determinazione TIT
¾ Libor Ö Non consente di trasferire la totalità del
rischio di tasso alla Tesoreria. In seno alla filiale
rimane il Basis Risk
¾ (Prime – spread) Ö Garantisce un trasferimento del
rischio di base (basis risk) alla Tesoreria. Ma
quest’ultima si trova a “affrontare” un tasso viscoso di
difficile gestione/hedging
Lo scopo di un sistema di TIT è accentrare rischio di
interesse in un’unica unità Ö la seconda alternativa
deve essere preferita alla prima
18
La determinazione dei TIT
Esempio 1: incentivo versus disincentivo
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
Una filiale concede un mutuo Prime Rate ABI + 0,25%
Sulla base dell’evoluzione storica passata, la banca
stima che la relazione fra Libor e Prime Rate è:
Prime Rate = Libor + 2%
Il TIT potrebbe essere fissato non come “Prime Rate 2%”, ma:
Prime Rate - (2%-k)
k viene inserito in modo che lo spread garantito alla
filiale (2%-k), oltre che remunerare l’assunzione del
rischio credito, possa disincentivare l’uso di un tasso
non di mercato
19
La determinazione dei TIT nelle
operazioni con opzioni implicite
ƒ
Operazioni con opzioni implicite. Esempi:
ƒ Opzione di conversione da tasso fisso a variabile Ö
la banca vende al debitore un’opzione di
conversione di una passività da tasso fisso a tasso
variabile
ƒ Tasso massimo Ö opzione che consente a un
debitore di non pagare più di X% nel caso in cui il
tasso di mercato superi tale valore
ƒUn efficace trasferimento del rischio di interesse
dalle unità operative della banca all’unità centrale
(Tesoreria) richiede che il sistema dei tassi interni
di trasferimento preveda una corretta misurazione
del valore di tali opzioni
20
La determinazione dei TIT nelle
operazioni con opzioni implicite
ƒ
Mutuo con possibilità di conversione da tasso fisso a
variabile (o viceversa) è equivalente a operazione
creditizia + vendita swaption Ö l’acquirente assume la
facoltà (ma non l’obbligo) di negoziare (a condizioni
prestabilite in termini di tasso fisso e di scadenza) in
un periodo futuro un Interest Rate Swap
Tabella 6 – Esempio di finanziamento a tasso fisso convertito in tasso variabile
Date
6 mesi
1 anno
1,5 anni
2 anni
2,5 anni
3 anni
Pagamento del FIX Flussi da esercizio swaption Risultato netto
-7%
-7%
-7%
-7%
-7%
7%
-(Libor+s)
-(Libor+s)
-7%
7%
-(Libor+s)
-(Libor+s)
-7%
7%
-(Libor+s)
-(Libor+s)
-7%
7%
-(Libor+s)
-(Libor+s)
21
La determinazione dei TIT nelle
operazioni con opzioni implicite
ƒ
Mutuo con opzione di trasformazione da tasso fisso a
variabile: l’opzione implicita viene figurativamente
venduta alla filiale dalla Tesoreria Ö la tesoreria può
coprirsi acquistando una swaption nel mercato,
pagando il premio versato figurativamente dalla filiale
Ö nella determinazione dello spread da applicare al
cliente bisogna considerare anche il costo della
opzione implicita
Costo eventuale
acquisto swaption
22
La determinazione dei TIT nelle
operazioni con opzioni implicite
ƒ
ƒ
Valore massimo del tasso di indebitamento Ö la banca
ha venduto al cliente un interest rate cap Ö l’opzione
implicita deve essere pagata dal cliente
Valore minimo tasso indebitamente Ö la banca ha
acquistato dal cliente un interest rate floor Ö la filiale
vende figurativamente il floor alla tesoreria
23
La determinazione dei TIT nelle
operazioni con opzioni implicite
Opzione di rimborso anticipato
ƒ opzione di riacquisto che il cliente deve pagare alla
filiale, la quale a sua volta rivende tale contratto alla
tesoreria
ƒ Esempio: situazione prima di esercizio opzione
24
La determinazione dei TIT nelle
operazioni con opzioni implicite
ƒ
Nel momento in cui il finanziato esercita l’opzione di
rimborso anticipato (il costo di finanziamento è sceso al
5%), anche la filiale eserciterà l’opzione figurativa che ha
acquistato dalla tesoreria
ƒ
La tesoreria sopporta il rischio di tasso, poiché si trova ad
impiegare al 5% e a raccogliere al 6%
Pur sopportando questo rischio, la tesoreria gode di una
entrata corrispondente al valore dell’opzione (k)
La tesoreria potrebbe anche coprirsi dagli effetti prodotti
dal rimborso anticipato acquistando (dietro pagamento di
k) un’opzione identica a quella venduta alla filiale
ƒ
ƒ
25
La determinazione dei TIT nelle
operazioni con opzioni implicite
Valore minimo e massimo al tasso di indebitamento
ƒ Quando la banca finanzia un cliente a tasso variabile
fissando:
9
9
ƒ
ƒ
un valore massimo del tasso di indebitamento (il finanziato non paga cioè
mai degli interessi al di sopra di un certo tasso “x” prefissato);
un valore minimo del tasso di indebitamento (il finanziato non paga mai
interessi inferiori ad un certo tasso “y” predefinito);
essa sta vendendo al cliente un Cap ed acquistando
contemporaneamente un Floor Ö vendita di un Interest
Rate Collar
Essendo il collar la combinazione di un cap e di un floor,
quando la banca finanzia un cliente a tasso variabile
fissando un tetto massimo ed una soglia minima del tasso
di indebitamento, il finanziato deve pagare un premio per
l’acquisto del cap e contemporaneamente ricevere
dall’intermediario un premio per la vendita del floor
26
Le caratteristiche ideali di un
sistema di TIT
1.
2.
3.
4.
5.
I sistema dei TIT deve essere tale da generare un
insieme di margini reddituali delle singole unità operative
che riflette la redditività complessiva della banca
Il trasferimento dei fondi deve essere fondato su un
sistema a flussi lordi
Il sistema dei TIT deve essere fondato su tassi
differenziati per scadenza (TIT multipli)
I TIT devono essere determinati sulla base di tassi di
mercato, negoziabili da parte della tesoreria
Il sistema dei TIT deve essere fondato su tassi diversi
per operazioni di raccolta e di impiego (denaro e lettera)
27
Le caratteristiche ideali di un
sistema di TIT (continua)
6.
Il sistema dei TIT deve essere tale da proteggere le unità
dal rischio di variazioni dei tassi (rischio direzionale)
7. Il sistema dei TIT deve essere tale da fare in modo che
la redditività delle filiali e le relative variazioni siano
riconducibili al solo rischio di credito (oltre che da
variazioni dei ricavi e dei costi operativi)
8. Le unità operative non dovrebbero essere protette dal
basis risk a meno che quest’ultimo non possa essere a
sua volta coperto dalla tesoreria mediante ricorso al
mercato
9. Il sistema dei TIT deve essere tale da proteggere le unità
operative dai rischi connessi alle opzioni implicite
10. Il sistema dei TIT deve essere arbitrage-free, nel senso
che le unità operative non devono essere in grado
effettuare arbitraggi “contro” la tesoreria
28
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