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viva scampia viva - La Presidenza del Consiglio dei Ministri

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viva scampia viva - La Presidenza del Consiglio dei Ministri
Progetto
VIVA SCAMPIA VIVA
Progetto per la prevenzione dell'uso di sostanze stupefacenti tramite
l'accompagnamento di minori e donne residenti nel quartiere di Scampia
verso percorsi di recupero ed emancipazione da contesti criminali e di
degrado sociale, attraverso attività sportive, educative, di avvio al lavoro
Centro Collaborativo DPA
Assessorato ai giovani e politiche giovanili, creatività e innovazione.
Durata:
2 anni
Oneri:
€ 390.000,00
Capitolo di Spesa
786
Indice
1 Titolo del progetto
2 Coordinamento del progetto
3 Riassunto – Sintesi
4 Referenti amministrativi
5 Problem analysis and setting
5.1 Problema che si vuole risolvere e/o motivazione per la proposta di progetto
5.2 Dimensionamento e rilevanza del problema
6 Obiettivo generale dell’intervento proposto e risultati attesi
7 Sotto obiettivi specifici
8 Premesse tecnico scientifiche (Il Razionale) dell’intervento proposto
9 Target (Destinatari)
10 Territorio ed ambienti di intervento
11 Valore aggiunto atteso dell’intervento proposto
12 Sotto obiettivi e indicatori
13 Sotto obiettivi, Work Package e Metodi
14 Organigramma generale del progetto
15 Governance – suddivisione dei compiti di concerto tra le parti
16 Percorso operativo
16.1 Articolazione in macro fasi e attività
16.2 Gantt Preventivo
16.3 Agenda Reporting
17 Oneri e Piano Finanziario
1
1
Titolo Progetto
Acronimo o sigla
Progetto Viva Scampia Viva
Titolo per esteso
Progetto per la prevenzione dell'uso di sostanze stupefacenti tramite
l'accompagnamento di minori e donne residenti nel quartiere di Scampia verso
percorsi di recupero ed emancipazione da contesti criminali e di degrado sociale,
attraverso attività sportive, educative, di avvio al lavoro
Attivato da:
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Politiche Antidroga
Capo del Dipartimento: Dott. Giovanni Serpelloni
Gruppo di coordinamento
tecnico-scientifico
Direzione tecnico-scientifica: Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento Politiche Antidroga
Comune di Napoli
Assessorato ai giovani e politiche giovanili, creatività e innovazione.
Centro Collaborativo
Comune di Napoli
Assessorato ai giovani e politiche giovanili, creatività e innovazione
Responsabile per il Centro
Collaborativo
Dott. Giuseppe Imperatore
Responsabile Operativo del
progetto per il Centro
Collaborativo
Dott. Giuseppe Imperatore
Regione Campania
ASL di Napoli
Collaborazioni previste
Associazioni del territorio selezionate tramite procedura ad evidenza pubblica,
anche consorziate e realmente rappresentative, operative e presenti nel territorio
di Scampia.
Gruppo di lavoro
interdisciplinare previsto
Da definire in base alle esigenze progettuali
2
2
Coordinamento del Progetto
Le attività progettuali saranno coordinate dal Comune di Napoli mediante la composizione formale di un apposito gruppo
di lavoro permanente.
Il DPA parteciperà a pieno titolo a tale Gruppo di Lavoro identificando sul territorio di Napoli un proprio rappresentante
che comparteciperà alle analisi e alle decisioni in merito alla realizzazione delle attività, al raggiungimento degli obiettivi,
nonché all’utilizzo del budget. Tale referente sarà inoltre deputato alla supervisione degli aspetti tecnico-operativi delle
attività e alla corretta finalizzazione dei fondi.
Il DPA avrà la possibilità di accesso in ogni momento ai dati (anche parziali) e ai risultati tecnico-scientifici relativi prodotti
dal progetto e ai documenti contabili, potendone disporre totalmente e senza alcuna riserva.
3
Riassunto – Sintesi
3.0 Titolo del Progetto
Progetto Viva Scampia Viva - Progetto per la prevenzione dell'uso di sostanze stupefacenti tramite l'accompagnamento
di minori e donne residenti nel quartiere di Scampia verso percorsi di recupero ed emancipazione da contesti criminali e
di degrado sociale, attraverso attività sportive, educative, di avvio al lavoro
3.1 Premesse
L'azione che si vuole portare avanti deve essere tesa ad arginare e risolvere il problema delle tossicodipendenze
portando avanti attività che coinvolgano l'intero nucleo familiare nell'ottica di offrire da un lato alternative ai più giovani,
dall'altro includere le famiglie in percorsi di risanamento e di educazione ad uno stile di vita sano e avulso dall'utilizzo di
stupefacenti e da comportamenti devianti. Contemporaneamente si vuole arginare il problema della disoccupazione
femminile e, quindi, evitare che la criminalità organizzata diventi fonte di sussidio per quei nuclei familiari dove
subentrano problematiche di detenzione o ricovero presso strutture specializzate per la cura delle tossicodipendenza.
Un’attenta osservazione della realtà sociale dell'area nord della città di Napoli, infatti, segnala indici elevati e concomitanti
di persone detenute, popolazione femminile scarsamente scolarizzata, complessità dei nuclei familiari. Numerosi sono,
infatti, i nuclei familiari monogenitoriali col coniuge assente per detenzione o nuclei familiari trigenerazionali, correlati al
doloroso fenomeno delle bambine madri, la cui infanzia naufraga in gravidanze precoci.
La crisi sociale complessa che questi fenomeni scatenano, diventa una condizione di mancata crescita individuale e
mancata attivazione di risorse (empowerment) economiche e umane. Queste generazioni femminili non attive (al 45% di
disoccupazione generale corrisponde un 62% di disoccupazione /inoccupazione femminile) subiscono progressivamente
una perdita di valore del ruolo proprio del genere e delle responsabilità genitoriali, per dato anagrafico o per
inadeguatezza culturale, diffusamente delegate alle Agenzie sociali e educative del Territorio.
La persistenza di queste concause ha determino figure femminili individualmente forti, ma socialmente fragili ed
economicamente dipendenti dall'assistenza della famiglia o della comunità. La resilienza fa di loro donne capaci di
affrontare situazioni insormontabili.
3.2 Obiettivo
Il progetto si pone come obiettivo la prevenzione rispetto all'uso di sostanze stupefacenti, l'accompagnamento di minori e
donne che vivono in ambienti interessati dal fenomeno dell'uso di droghe e nuove dipendenze, verso percorsi di
autorecupero ed emancipazione da contesti criminali e di degrado sociale, attraverso attività sportive, educative, di avvio
al lavoro.
3.3 Metodo
Il metodo che si intende utilizzare è quello dell'educazione e formazione “on the job” sotto la guida di un tutor, individuato
sulla base delle competenze acquisite e appositamente formati.
3.4 Risultato atteso
I risultati che si attendono dal progetto sono una diminuzione del tasso di tossicodipendenza nel territorio di Scampia,
una percentuale sempre più bassa di minori e adolescenti che si avvicinano alle droghe, la formazione e l'avvio a percorsi
di inserimento al lavoro delle donne del territorio che potranno così emanciparsi dal cosiddetto “sistema di welfare
criminale”.
3
4
Referenti amministrativi
Referenti
Coordinate
Per il DPA:
Tel:
06.67796350
Ufficio Amministrativo Contabile
Fax:
06.67796843
Email:
[email protected]
Per il Comune di Napoli
Tel:
081.7956737
Giuseppe Imperatore
Fax:
081.7956744
Email:
[email protected]
5
Problem analysis and settings
5.1 Problema che si vuole risolvere e/o motivazione per la proposta di progetto
Il profilo sociale in cui va ad inserirsi il progetto è tipico delle zone in cui si manifestano problematiche di povertà e bassa
scolarizzazione, genitorialità precoce, alto tasso di dispersione scolastica, carente nelle capacità genitoriali e di cura degli
anziani. Si tratta infatti, in maggioranza di una popolazione residente nei grandi complessi di edilizia residenziale pubblica
della cosiddetta 167, la cui configurazione architettonica alimenta non solo l’occultamento di attività illecite e di gruppi
dediti alla malavita organizzata, ma non consente facilmente la penetrabilità, soprattutto degli operatori, che a qualsiasi
titolo si pongono a sostegno e/o controllo dei nuclei familiari.
Malgrado l’edilizia pubblica, in quest’area della città abbia caratteri esponenziali, resta aperto il problema dei senza tetto,
che, al solo titolo emergenziale, occupano strutture fatiscenti o strutture scolastiche dismesse, poiché, il libero mercato
degli affitti e delle vendite immobiliari, impedisce la realizzazione autonoma dei nuclei familiari o delle persone sole a
basso reddito oppure con reddito inesistente.
La genitorialità precoce colpisce spesso genitori dallo scarso livello di istruzione, che si unisce, in modo deleterio alla
immaturità psichica rispetto alla funzione di educatore, legata all’età. Ciò determina l’esistenza di una quota di bambini
con scarse opportunità di accudimento nel processo di crescita corporea e di sviluppo psico-affettivo.
Un altro problema, endemico, è dato dalla mancanza di serie e legali prospettive lavorative, rese ancor più esigue dallo
scarso livello culturale e di specializzazione, che rallenta, o impedisce fortemente l’immissione nel mercato del lavoro,
che rende, soprattutto i giovani, dipendenti dalle risorse della famiglia di origine.
Altro sintomo spia, di carente genitorialità e debolezza dei legami familiari, è il ricorso “facile” all’ospedalizzazione,
soprattutto nei bambini ragazzi ed anziani, aspetto anch’esso riconducibile ad uno scarso livello di disponibilità alla cura
domiciliare. L’ospedalizzazione infatti assolve alla funzione di deresponsabilizzazione, attraverso la quale, il peso della
cura è devoluto agli operatori sanitari.
Per i ragazzi, il ricorso all’ospedalizzazione facile, denota la sostanziale incapacità di gestione delle malattie ordinarie, del
rifiuto del ricorso sia alla medicina territoriale di base che ai livelli di medicina specialistica presenti sul territorio, nella
convinzione che la struttura ospedaliera riduca i tempi di attesa e di cura.
Legato alla scarsa capacità genitoriale e alla difficoltà del tessuto sociale è il fenomeno della dispersione e
dell’abbandono scolastico, che denota oltre che la mancanza di cura ed interesse verso i figli anche la propensione dei
giovani del territorio a dedicarsi ad attività illegali spesso causa di cadute e ricadute nei circuiti penali, carcerarie e/o
alternative alla detenzione, che richiedono la messa a punto di progetti di recupero di giovani, in un contesto nel quale le
alternative al modello culturale di appartenenza sono poche o difficilmente costruibili.
Un altro aspetto della comunità locale è dato dalla massiccia presenza di persone di etnia Rom, la cui integrazione, negli
anni, ha comportato notevoli conflitti e rappresenta ancora oggi, malgrado il potenziamento dei servizi, una fonte di
problemi legati alla coesistenza di diverse culture e alle diverse modalità di cura ed accudimento della prole, spesso,
troppo precocemente lasciata in balìa di un destino che viaggia sul filo dell’illegalità e della delinquenza.
Non vanno sottovalutate le modalità di interazione sociale, in ispecie nella comunità dei ragazzi e/o adolescenti che
manifestano, con una frequenza preoccupante i cosiddetti fenomeni di bullismo.
Il fenomeno rende molto complessi e di difficile riuscita gli interventi educativi, poiché, la presa in carico integrata
dell’adolescente è costellata dalle difficoltà legate all’età, alla cultura e alla esigua offerta di opportunità, che sono
necessarie per il superamento delle crisi che si manifestano in questa fascia di età e che sono determinanti per il modo di
essere del futuro adulto.
Non si può trascurare neanche la altissima frequenza di tipologie di nuclei familiari a basso ed incerto reddito, con uno o
entrambi i coniugi detenuti. Questa tipologia di famiglie comporta l’aggravio per la famiglia estesa della responsabilità
educativa e della crescita dei figli, spesso a carico dei nonni, con risultati non sempre efficaci.
Il fenomeno delle sostanze stupefacenti connota fortemente il territorio e si concretizza in tre macrocategorie: produzione,
vendita (spaccio), e consumo. I primi due seguono il filone della illegalità, essendo entrambe le attività vietate dalla legge
e legate alla criminalità organizzata. Il terzo, il consumo, determina aspetti socio-psicologici da tenere in assoluta
4
considerazione per il rinforzo delle risorse da mettere in atto. Si tratta, di una problematica socio-sanitaria, che crea
modificazioni all’interno dei nuclei familiari colpiti, sia che il consumatore abbia il ruolo di figlio, di genitore o che sia una
persona sola, o che ricopra più di uno dei ruoli citati.
Il problema delle dipendenze, vecchie e nuove, rappresenta un problema multidimensionale, sia nella fase del consumo,
durante la quale, gli aiuti al nucleo, assumono prevalentemente il carattere sociale, spesso di natura economica e di
supporto alla genitorialità o alla famiglia, che, invece, nella fase della disintossicazione, ovvero, quando la persona
interessata si rivolge ai servizi sanitari i cui operatori, di concerto con gli operatori sociali, aiutano la persona a scegliere
un percorso terapeutico che parte dalla disintossicazione, prosegue nella riabilitazione e si chiude con il reinserimento
sociale e/o lavorativo.
Da questa breve analisi del contesto, se ne deduce, agevolmente, che ci muoviamo in un territorio caratterizzato da un
alto tasso di illegalità che si configura come cabina di regia delle associazioni della criminalità organizzata; da questo, si
verificano numerosi casi di cittadini sottoposti a regimi penali di restrizioni della libertà personale oppure della detenzione,
e le problematiche socioeconomiche e familiari connesse.
La numerosa presenza di minori, richiede un’attenzione particolare da parte delle istituzioni poiché è accompagnata
frequentemente da fragilità genitoriale e di famiglia estesa, che pongono una forte domanda di servizi a partire dalla
primissima infanzia.
5.2 Dimensionamento e rilevanza del problema (frequenza, grado di gravità, misure epidemiologiche ecc.)
La complessa natura del fenomeno dell’assunzione di sostanze psicotrope legali ed illegali è determinata non solo dalle
componenti motivazionali e di contesto sociale dei consumatori, ma caratterizzata anche da un forte contesto di illegalità
in cui il fenomeno stesso si sviluppa rende di difficile attuazione le azioni di osservazione e monitoraggio mediante studi
epidemiologici classici.
Tali studi, tuttavia, oltre a soddisfare un fabbisogno informativo indispensabile per il monitoraggio del fenomeno,
soprattutto per valutarne l’evoluzione sia in termini quantitativi, sia in termini di pattern dei consumi, costituiscono la base
per la pianificazione di ulteriori interventi di approfondimento e di completamento del profilo conoscitivo.
A livello europeo, il monitoraggio del fenomeno legato al consumo di sostanze psicotrope legali ed illegali, ha assunto un
ruolo strategico nel contrasto alla diffusione dello stesso. Solo mediante una continua e costante osservazione
dell’evoluzione dei consumi, nonché di altri fattori legati alla domanda e all’offerta di sostanze stupefacenti, è possibile
raccogliere informazioni utili e necessarie alla definizione e all’orientamento di nuove ed efficaci strategie di prevenzione
e contrasto.
A tal fine l’Osservatorio Europeo sulle Droghe e sulle Tossicodipendenze (OEDT) ha definito cinque indicatori chiave, il
primo dei quali è dedicato all’osservazione dei consumi di sostanze psicotrope nella popolazione generale e,
parallelamente, nella popolazione studentesca.
Sulla base di una metodologia standard definita dallo stesso OEDT, tutti i paesi europei svolgono ricerche sul fenomeno
della droga, dalle quali emergono informazioni essenziali per descrivere e comprendere l’impatto della diffusione delle
sostanze illecite su scala nazionale. In un’epoca in cui l’importanza degli interventi fondati sull’esperienza è riconosciuta
da più parti, non è un caso che 21 paesi abbiano riferito che i risultati degli studi condotti in questo settore forniscono,
almeno in parte, un orientamento all’azione politica in materia di droghe.
In Italia gli studi di popolazione generale (GPS) e scolastica (SPS) sul consumo di stupefacenti sono stati avviati all’inizio
del secondo millennio. I primi (GPS) hanno periodicità biennale, i secondi (SPS) annuale, consentono l’analisi
dell’evoluzione dei consumi e delle abitudini di assunzione delle sostanze psicoattive legali ed illegali, fornendo
interessanti ed utili indicazioni anche nel contesto dinamico dell’evoluzione del fenomeno negli altri Stati membri EU.
A supporto e a conferma dei risultati ottenuti dagli studi epidemiologici tradizionali, particolare attenzione è stata dedicata
dal Dipartimento Politiche Antidroga ad iniziative rivolte a studi alternativi e complementari che, con la collaborazione
metodologica ed operativa di istituti di ricerca accreditati a livello internazionale, sono stati avviati a livello nazionale dal
2010.
Survey 2012 GPS popolazione generale 18-64 anni
I dati relativi alla diffusione dei consumi di sostanze psicoattive in Italia, sono stati estratti dall’indagine campionaria
nazionale GPS-DPA 2012 (General Population Survey) nella popolazione generale 18-64 anni, promossa e diretta dal
Dipartimento Politiche Antidroga e realizzata nel 2012 in collaborazione con il Ministero della Salute ed il Consorzio
Universitario di Economia Industriale e Manageriale (CUEIM).
Al fine di poter operare confronti con le indagini svolte in passato, i dati elaborati per la popolazione generale 18-64 anni
sono stati integrati con i risultati dell’indagine scolastica per le età 15-17 anni, che può ritenersi una stima rappresentativa
della popolazione residente 15-17 anni.
Di seguito, quindi, sono riportati i risultati dell’indagine sulla popolazione nazionale 15-64 anni ottenuti dalle analisi
condotte sui questionari raccolti attraverso l’indagine GPS-DPA (18-64 anni), e dalle risposte fornite alla stessa data dal
campione di studenti intervistati attraverso l’indagine SPS-DPA per la fascia d’età rimanente (15-17 anni).
L’analisi generale dell’andamento dei consumi di sostanze stupefacenti negli ultimi 12 mesi (Last Year Prevalence-LYP),
riferiti alla popolazione nazionale 15-64 anni, conferma la tendenza alla contrazione dei consumatori già osservata nel
2010 per tutte le sostanze considerate, anche se con intensità minore rispetto al decremento riscontrato nel 2010 (Figura
I.1.1).
5
Figura I.1.1: Consumatori di sostanze stupefacenti nella popolazione generale 15-64 anni negli ultimi 12 mesi. Anni 2001-2012
4,5%
15,0%
4,0%
12,0%
Prevalenza %
9,0%
3,5%
6,0%
3,0%
2,5%
≈
2,0%
1,5%
1,0%
0,5%
0,0%
2001
eroina
2003
2005
cocaina
2008
allucinogeni
2010
2012
stimolanti
cannabis
Fonte: Elaborazione su dati IPSAD* Italia 2001 – 2008, dati GPS-DPA 2010-2012 – Dipartimento Politiche Antidroga
*IPSAD = Indagine di Popolazione Italiana sull’uso di Alcol e Droghe, condotta dal Consiglio Nazionale delle Ricerche
Da un’analisi complessiva sull’andamento dei consumi di sostanze stupefacenti (una o più volte negli ultimi 12 mesi) tra il
2010 ed il 2012 si osserva una generale contrazione di consumatori di tutte le sostanze indagate (Tabella I.1.1).
Tabella I.1.1: Prevalenza (%) di consumatori di sostanze stupefacenti nella popolazione generale 15-64 anni (una o più volte negli ultimi
12 mesi). Anni 2010 e 2012
Sostanza
Prevalenza 2010
Prevalenza 2012
Differenza 2010-2012
Cannabis
5,33
4,01
-1,32
Cocaina
0,89
0,60
-0,29
Eroina
0,24
0,12
-0,12
Stimolanti
0,29
0,13
-0,16
Allucinogeni
0,21
0,19
-0,02
Fonte: Studi GPS-DPA 2012 e GPS-DPA 2010 – Dipartimento Politiche Antidroga
L’analisi delle prevalenze di consumo ottenute dalle ultime tre rilevazioni, evidenzia una contrazione per tutte le sostanze
esaminate (Tabella I.1.2) rispetto all’indagine condotta nel 2008, meno marcata tra il 2010 ed il 2012.
Tabella I.1.2: Prevalenza (%) di consumatori di sostanze stupefacenti nella popolazione generale 15-64 anni (una o più volte negli ultimi
12 mesi). Anni 2008, 2010 e 2012
Sostanza
Cannabis
Prevalenza 2008
14,30
Prevalenza 2010
Prevalenza 2012
5,33
4,01
Cocaina
2,10
0,89
0,60
Eroina
0,40
0,24
0,12
Stimolanti
0,47
0,29
0,13
Allucinogeni
0,70
0,21
0,19
Fonte: Studi IPSAD Italia 2008, GPS-DPA 2012 e GPS-DPA 2010 – Dipartimento Politiche Antidroga
Focalizzando l’attenzione sui consumi di sostanze stupefacenti registrato nel 2012 nella popolazione generale 18-64 anni
per fascia d’età (Figura I.1.2), si osserva che, tranne per gli oppioidi e gli stimolanti, l’assunzione diminuisce
all’aumentare dell’età, con differenze statisticamente significative per la cannabis (tutte le fasce d’età), per la cocaina e gli
allucinogeni (tra i giovani 18-34 anni e la fascia 35-64 anni). Anche per il consumo di almeno una sostanza illegale si
osservano differenze statisticamente significative tra le fasce d’età: il 12,1% dei 18-24enni sembra aver assunto almeno
una sostanza stupefacente negli ultimi 12 mesi, il 6,1% nella fascia 25-34 anni, mentre solo l’1,8% nell’età più adulta.
6
Figura I.1.2: Consumatori (prevalenza %) di sostanze stupefacenti nella popolazione generale 18-64 anni negli ultimi 12 mesi, per fascia
d’età – Intervalli di confidenza al livello 1-α=95%. Anno 2012
Prevalenza (%)
14
12
Consumo di almeno una sostanza illegale
14
12,13
10
8
6,13
6
4
1,78
2
18-24 anni
25-34 anni
8
5,66
6
4
1,50
18-24 anni
25-34 anni
35-64 anni
Eroina e/o altri oppioidi
0,5
0,4
Prevalenza (%)
Prevalenza (%)
10
35-64 anni
Cocaina
2,0
1,44
1,17
1,0
0,5
0,26
0,3
0,2
0,13
0,1
0,25
0,0
0,07
0,0
18-24 anni
25-34 anni
35-64 anni
18-24 anni
Stimolanti
0,6
25-34 anni
35-64 anni
Allucinogeni
1,2
1,0
Prevalenza (%)
0,5
Prevalenza (%)
12
0
2,5
0,4
0,3
12,12
2
0
1,5
Cannabis
16
Prevalenza (%)
16
0,25
0,2
0,09
0,1
0,04
0,8
0,68
0,6
0,4
0,26
0,2
0,02
0,0
0,0
18-24 anni
25-34 anni
35-64 anni
18-24 anni
25-34 anni
35-64 anni
Fonte: Studio GPS-DPA 2012 – Dipartimento Politiche Antidroga
Nel confronto tra le aree geografiche (Figura I.1.3), si osservano differenze statisticamente significative nei consumi di
cannabis (hashish o marijuana) tra l’Italia nord occidentale e l’Italia nord-orientale e centrale, mentre il consumo di
allucinogeni si differenzia in modo statisticamente significativo tra il nord-est ed il centro Italia, con consumi nettamente
superiori al nord-est (0,30% vs 0,05%). L’assunzione di almeno una sostanza illecita negli ultimi 12 mesi evidenzia lo
stesso trend tra le aree geografiche osservato per la cannabis: si osservano differenze statisticamente significative tra
l’Italia nord occidentale e l’Italia nord-orientale e centrale (3,1% al nord-ovest, 4,5% al nord-est, 4,4% al centro).
Figura I.1.3: Consumatori (prevalenza %) di sostanze stupefacenti nella popolazione generale 18-64 anni negli ultimi 12 mesi, per area
geografica. Anno 2012
Consumo di almeno una sostanza illegale
Cannabis
7
Cocaina
Eroina e/o altri oppioidi
Stimolanti
Allucinogeni
Fonte: Studio GPS-DPA 2012 – Dipartimento Politiche Antidroga
Survey 2013 SPS popolazione scolastica 15-19 anni
I risultati di seguito riportati emergono dalle analisi condotte sulle risposte fornite da un primo campione di 38.150
studenti delle scuole secondarie di secondo grado (alla data del 03 Maggio 2013), nell’ambito dell’indagine sul consumo
di sostanze psicoattive, legali ed illegali, nella popolazione studentesca nazionale 15-19 anni (SPS-DPA 2013). Lo studio
è stato condotto nel primo semestre 2013 dal Dipartimento Politiche Antidroga in collaborazione con il Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e la partecipazione dei Referenti Regionali per l’Educazione alla Salute.
Attraverso l’auto-compilazione di un questionario anonimo, l’indagine campionaria aveva lo scopo di stimare la quota di
studenti di 15-19 anni consumatori di sostanze psicoattive in specifici periodi di tempo (uso di droghe almeno una volta
nella vita, nel corso dell’ultimo anno e nell’ultimo mese), individuandone anche la modalità d’uso di sostanze al fine di
monitorare l’evoluzione del fenomeno.
In seguito l’applicazione delle procedure di analisi della qualità dei dati (paragrafo I.1.2.9) sono stati considerati validi per
le successive elaborazioni sui consumi di sostanze psicotrope 34.385 questionari, riferiti a soggetti con età 15-19 anni,
che rappresentano il 2% del collettivo di studenti 15-19 anni iscritti all’a.s. 2012-2013 della scuola secondaria di secondo
grado. Nella Tabella I.1.18 viene riportata la distribuzione dei soggetti rispondenti per età ed area geografica.
Tabella I.1.3: Distribuzione degli studenti che hanno compilato il questionario, per area geografica ed età. Anno 2013
Area geografica
15 anni
16 anni
17 anni
18 anni
19 anni
Totale
1.362
1.542
1.651
1.529
1.513
990
1.112
1.169
1.106
1.137
Italia centrale
1.081
1.273
1.235
1.227
1.124
Italia meridionale/insulare
2.972
3.233
3.153
3.089
2.887
7.597
5514
5940
1533
4
Totale
6.405
7.160
7.208
6.951
6.661
34.385
18,6
20,8
21,0
20,2
19,4
100,0
Italia nord-occidentale
Italia nord-orientale
%
Fonte: Studio SPS-DPA 2013 – Dipartimento Politiche Antidroga
8
L’analisi generale dell’andamento dei consumi di sostanze stupefacenti negli ultimi 12 mesi (LYP – Last Year
Prevalence), riferiti da studenti di età 15-19 anni rispondenti nel 2013, mostra un incremento di cannabis (19,14% nel
2012 a 21,43% nel 2013), mentre per le altre sostanze si osserva una lieve variazione positiva non misurabile in termini
di significatività statistica: 0,36 punti per uso di allucinogeni (1,72% nel 2012 vs 2,08% nel 2013), 0,21 punti di stimolanti
(1,12% nel 2012 vs 1,33% nel 2013), 0,15 punti di cocaina (1,86% nel 2012 vs 2,01% nel 2013) infine stabile il consumo
di eroina (0,32% nel 2012 vs 0,33% nel 2013).
Il confronto del trend dei consumi di stupefacenti negli ultimi 11 anni, evidenzia una iniziale e progressiva contrazione
della prevalenza di consumatori di cannabis, caratterizzata da una certa variabilità fino al 2008, da una sostanziale
stabilità nel biennio successivo 2010-2012 e una tendenza all’aumento nell’ultimo anno.
La cocaina, dopo un tendenziale aumento che caratterizza il primo periodo fino al 2007, segna una costante e continua
contrazione della prevalenza di consumatori fino al 2012, stabilizzandosi nel 2013 a valori di prevalenza osservati nel
2011. In costante e continuo calo il consumo di eroina sin dal 2004, anno in cui è stata osservata la prevalenza di
consumo più elevata nel periodo di riferimento, pur rimanendo a livelli inferiori al 2% degli studenti che hanno compilato il
questionario. Negli ultimi anni il fenomeno si è stabilizzato.
I consumatori di sostanze stimolanti seguono l’andamento della cocaina fino al 2011, ma negli ultimi due anni si osserva
una lieve tendenza alla ripresa nei consumi. Per quanto riguarda, infine, la prevalenza del consumo di allucinogeni, essa,
ha seguito un trend in leggero aumento nel primo periodo di osservazione, fino al 2008, seguito da una situazione di
stabilità nel biennio successivo, con una contrazione dal 2010 al 2012; nell’ultimo anno si osserva, però, una lieve
tendenza all’aumento del fenomeno.
Figura I.1.4: Consumatori di sostanze stupefacenti nella popolazione scolastica 15-19 anni (uso almeno una volta negli ultimi 12 mesi).
Anni 2003-2013
7,0%
27,0%
6,0%
23,0%
5,0%
19,0%
4,0%
≈
3,0%
2,0%
1,0%
0,0%
2003
2004
eroina
2005
2006
2007
cocaina
2008
2009
2010
allucinogeni
2011
stimolanti
2012
2013
cannabis
Fonte: ESPAD Italia 2003-2008 – Studi SPS-DPA 2010-2013 – Dipartimento Politiche Antidroga
Tabella I.1.4: Consumatori di sostanze stupefacenti (prevalenza %) nella popolazione scolastica 15-19 anni negli ultimi 12 mesi. Anni
2012 e 2013
Sostanza
Cannabis
Prevalenza 2012
19,14
Prevalenza 2013
21,43
Differenza
2012-2013
2,29
Cocaina
1,86
2,01
0,15
Eroina
0,32
0,33
0,01
Stimolanti
1,12
1,33
0,21
Allucinogeni
1,72
2,08
0,36
Fonte: Studi SPS-DPA 2012-2013 – Dipartimento Politiche Antidroga
Lo studio del 2013 sulla popolazione studentesca, su un campione di 34.385 soggetti di età compresa tra 15-19 anni con
una percentuale di risposta pari a circa il 75%, evidenzia che il 77,6% degli studenti intervistati non ha mai fatto uso di
sostanze negli ultimi 12 mesi, solamente il 18,5%, invece, ha fatto consumato una droga almeno una volta nell’ultimo
anno antecedente all’intervista. Mentre il 3,8% ha fatto uso di più sostanze.
Del 18,5% dei rispondenti che hanno dichiarato di aver fatto uso di una sola sostanza, la quota maggiore si registra per
uso di cannabis (17,7%), lo 0,51% ha consumato altre sostanze, lo 0,13% ha fatto uso di allucinogeni, lo 0,05 di
stimolanti, lo 0,09% di cocaina ed infine solo lo 0,01 degli alunni ha fatto uso di eroina.
9
Figura I.1.5: Distribuzione degli studenti rispondenti 15-19 anni, secondo il consumo di sostanze illegali negli ultimi 12 mesi. Anno 2013
Consumatori di più
sostanze
3,88%
Non consumatori
77,61%
Cannabis
17,72%
Consumatori di
una sostanza
18,51%
Cocaina
0,09%
Stimolanti
0,05%
Eroina
0,01%
Altro
Allucinogeni 0,51%
0,13%
Fonte: Studio SPS-DPA 2013 – Dipartimento Politiche Antidroga
Rilevazione dei consumi di sostanze stupefacenti mediante l’analisi delle acque reflue, anno 2012
Parallelamente agli studi epidemiologici classici, il Dipartimento Politiche Antidroga con la collaborazione scientifica
dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, recentemente, ha promosso per la comunità scientifica un
metodo alternativo per la stima dei consumi di sostanze stupefacenti nella popolazione, non più basato su fattori
soggettivi ma fondato su riscontri oggettivi. Il metodo utilizza una nota caratteristica di queste sostanze: una sostanza
stupefacente, dopo essere stata consumata, viene in parte escreta come tale o come metabolita/i dal consumatore. Le
escrezioni biologiche, assieme alle acque fognarie, raggiungono i depuratori urbani dove le acque possono essere
campionate e i residui delle sostanze essere misurati. Le concentrazioni ottenute consentono di risalire al consumo
cumulativo di sostanze stupefacenti da parte della popolazione servita dal depuratore. Il metodo consente quindi di fare
un test collettivo delle urine agli abitanti di una città. Il metodo preserva l’anonimato non essendo in grado di identificare
chi ha fatto uso di sostanze, ma solo di misurare quante sostanze stupefacenti vengono collettivamente utilizzate dalla
popolazione.
Questa metodologia è stata applicata per la prima volta negli anni 2005 (mese di dicembre) e 2006 (mesi di marzo-aprile)
nella città di Milano, tramite analisi delle acque del depuratore di Milano Nosedo.
Nel 2010, il Dipartimento Politiche Antidroga, ha promosso uno studio pilota (AQUA DRUGS Pilota), realizzato dall’Istituto
Mario Negri, i cui risultati hanno consolidato l’ipotesi di applicazione di tale approccio allo studio del consumo di sostanze
stupefacenti nella popolazione italiana. Nel corso di questo studio sono state identificate otto città campione; i consumi di
sostanze in tali città sono stati studiati sia a livello della popolazione generale che della popolazione scolastica per una
settimana, mediante campionamenti di acque reflue in ingresso ai principali depuratori urbani e ai collettori in uscita di
edifici scolastici di istruzione superiore.
Nel biennio 2011-2012 il Dipartimento Politiche Antidroga ha promosso due nuove edizioni dello studio, estendendolo,
rispetto al 2010, ad ulteriori 4 centri urbani di grandi dimensioni (Perugia, Pescara, Cagliari, Bari) e 5 centri urbani
identificati in ambiti minori (Merano, Gorizia, Terni, Nuoro, Potenza). La mappa presentata in Figura I.1.74 fornisce la
localizzazione geografica di tutti i centri selezionati che coprono l’intero territorio nazionale.
Figura I.1.74: Centri italiani selezionati per il progetto AquaDrugs. Anni 2011-2012
Fonte: Studi AquaDrugs 2011-2012 – Dipartimento Politiche Antidroga in collaborazione con l’Istituto
di Ricerche Farmacologiche Mario Negri
10
Ai fini dello svolgimento dello studio a livello nazionale, per ciascun centro urbano selezionato sono stati individuati i
depuratori municipali più opportuni per l’effettuazione di campionamenti rappresentativi. Inoltre, per ciascuna città, è stato
identificato il periodo temporale più adatto per la realizzazione dei campionamenti. In particolare, sono stati prelevati
campioni compositi delle 24 ore di acque reflue in ingresso a ciascun depuratore municipale selezionato, per sette giorni
consecutivi, mentre, in corrispondenza di ciascuna scuola, sono stati prelevati campioni compositi delle acque reflue in
orario scolastico, per cinque o sei giorni consecutivi. I campioni sono stati congelati immediatamente dopo il prelievo per
prevenire la degradazione delle sostanze da misurare e sono stati trasportati congelati fino all’Istituto Mario Negri dove è
avvenuta l’analisi. L’analisi dei campioni in laboratorio ha permesso di misurare le concentrazioni dei residui specifici per
ciascuna delle principali sostanze stupefacenti. In particolare sono stati misurati i livelli di benzoilecgonina (BE) per la
cocaina, del
metabolita THC-COOH per la cannabis, dei metaboliti morfina e 6-acetilmorfina per l’eroina e delle sostanze parentali per
amfetamina, metamfetamina, e MDMA (ecstasy).
Le diverse sostanze sono state misurate mediante tecniche di spettrometria di massa (HPLC-MS/MS), e la
concentrazione dei residui target ha consentito di risalire ai quantitativi e alle dosi mediamente consumate da parte della
popolazione.
Per operare un confronto diretto tra i consumi rilevati, sono state calcolate le dosi totali che sono state poi normalizzate
per il numero di abitanti afferenti a ciascun depuratore analizzato. Sono stati quindi riportati i valori medi settimanali delle
dosi/giorno/1.000 abitanti, ad eccezione della ketamina, per la quale, considerate le esigue concentrazioni riscontrate, la
standardizzazione è stata effettuata utilizzando l’unità di misura grammi/giorno. Nelle figure seguenti sono rappresentati i
confronti tra i consumi ottenuti nelle campagne di rilevazione degli ultimi tre anni (2010-2012), differenziando gli otto
centri urbani in comune secondo l’area geografica di appartenenza.
Nel 2012 il consumo più consistente di cannabis, mediamente circa 33,3 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti (Figura
I.1.75), è stato rilevato nell’Italia meridionale/insulare, in aumento rispetto al dato medio riscontrato nel 2010 (28,5
dosi/die/1.000 ab.), ma in linea con il dato del 2011 (33,8 dosi/die/1.000 ab.). In generale, nei 17 centri urbani oggetto di
rilevazione, si osserva una contrazione dei consumi di cannabis nel 2012 rispetto allo stesso periodo di rilevazione del
2011 e del 2010. Andamenti differenziati si osservano nelle varie aree geografiche, con tendenza all’incremento dei
consumi nell’Italia settentrionale e meridionale/insulare tra 2010 e 2012, a fronte di una consistente contrazione dei
consumi rilevata nell’area del centro Italia (46,2 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti nel 2010 contro 28,1 dosi giornaliere
ogni 1.000 abitanti nel 2012).
Figura I.1.75: Distribuzione delle dosi/die medie (per 1.000 abitanti) di CANNABIS rilevate nel triennio 2010-2012 e corrispondenti
intervalli di confidenza, per area geografica.
Dosi die / 1.000 abitanti
60,0
50,0
40,0
30,0
20,0
10,0
0,0
'10
'11
'12
Nordoccidentale
'10
'11
'12
Nordorientale
'10
'11
Centrale
'12
'10
'11
'12
Meridionale/
Insulare
'10
'11
'12
Totale
centri
Fonte: Studi AquaDrugs 2010-2012 – Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri
Per quanto riguarda la cocaina (Figura I.1.76), dopo un generale calo dei consumi registrato nel 2011 rispetto alla
rilevazione del 2010 (7,6 dosi giornaliere per 1.000 residenti nel 2010 contro 5,9 dosi giornaliere per 1.000 residenti nel
2011), nell’ultimo anno il consumo di cocaina subisce una variazione, attestandosi ai livelli del 2010 pari a circa 7,2 dosi
giornaliere per 1.000 residenti negli otto centri oggetto di studio. Rispetto alle aree geografiche, oscillazioni marcate nel
triennio si osservano nell’area nord-orientale (3,2 dosi/die/1.000 ab. nel 2010 vs 2,4 dosi/die/1.000 ab. nel 2011 vs 4,3
dosi/die/1.000 ab. nel 2012) e nell’area centrale (10,8 dosi/die/1.000 ab. nel 2010 vs 7,4 dosi/die/1.000 ab. nel 2011 vs
8,8 dosi/die/1.000 ab. nel 2012).
11
Figura I.1.76: Distribuzione delle dosi/die medie (per 1.000 abitanti) di COCAINA rilevate nel triennio 2010-2012 e corrispondenti
intervalli di confidenza, per area geografica.
16,0
Dosi die / 1.000 abitanti
14,0
12,0
10,0
8,0
6,0
4,0
2,0
0,0
'10
'11
'12
'10
Nordoccidentale
'11
'12
'10
Nordorientale
'11
'12
Centrale
'10
'11
'12
'10
Meridionale/
Insulare
'11
'12
Totale
centri
Fonte: Studi AquaDrugs 2010-2012 – Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri
Consumi più contenuti si osservano per l’eroina rispetto alle precedenti sostanze (Figura I.1.77), con concentrazioni
medie osservate nel 2011 pari a circa 2 dosi giornaliere ogni 1.000 residenti, in forte contrazione rispetto al dato
registrato nel 2010 (3,2 dosi/die/1.000 ab.). Nel 2012, invece, il consumo di eroina rimane sostanzialmente stabile,
nonostante nell’area nord-orientale si osserva una forte variabilità nel triennio considerato (3,9 dosi giornaliere per 1.000
residenti nel 2010 contro 1,8 dosi giornaliere per 1.000 residenti nel 2011 contro 4,4 dosi giornaliere per 1.000 residenti
nel 2012) .
Figura I.1.77: Distribuzione delle dosi/die medie (per 1.000 abitanti) di EROINA rilevate nel triennio 2010-2012 e corrispondenti intervalli
di confidenza, per area geografica.
7,0
Dosi die / 1.000 abitanti
6,0
5,0
4,0
3,0
2,0
1,0
0,0
'10
'11
'12
Nordoccidentale
'10
'11
'12
Nordorientale
'10
'11
Centrale
'12
'10
'11
'12
Meridionale/
Insulare
'10
'11
'12
Totale
centri
Fonte: Studi AquaDrugs 2010-2012 – Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri
Una consistente contrazione nei consumi di metamfetamine si osserva nel 2011 rispetto alla rilevazione dell’anno
precedente (Figura I.1.78), con concentrazioni quasi nulle di residui riscontrati nei campioni analizzati, ad indicazione di
un possibile “abbandono” dell’uso della sostanza da parte dei consumatori, da ricercare eventualmente nel passaggio
all’uso di altre sostanze. La contrazione maggiore si osserva nell’Italia centrale, con concentrazioni medie pari a 6 dosi
giornaliere ogni 1.000 residenti nel 2010 contro 0,3 dosi/die/1.000 abitanti nel 2011). Nel 2012, infatti, i consumi di questa
sostanza non subiscono sostanziali variazioni in tutti i centri oggetto di studio, mantenendosi agli stessi livelli del 2011.
12
Figura I.1.78: Distribuzione delle dosi/die medie (per 1.000 abitanti) di METAMFETAMINE rilevate nel triennio 2010-2012 e
corrispondenti intervalli di confidenza, per area geografica.
10,0
Dosi die / 1.000 abitanti
9,0
8,0
7,0
6,0
5,0
4,0
3,0
2,0
1,0
0,0
-1,0
'10
'11
'12
'10
Nordoccidentale
'11
'12
'10
Nordorientale
'11
'12
Centrale
'10
'11
'12
'10
Meridionale/
Insulare
'11
'12
Totale
centri
Fonte: Studi AquaDrugs 2010-2012 – Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri
Tra le sostanze ricercate nelle acque reflue, sono state rilevate esigue concentrazioni di MDMA, più comunemente nota
come Ecstasy (Figura I.1.79). In generale, dopo un lieve aumento riscontrato nel 2011 (0,03 dosi giornaliere ogni 1.000
residenti nel 2010 contro 0,06 dosi giornaliere ogni 1.000 residenti nel 2011), nel 2012 si osserva una sostanziale stabilità
(0,05 dosi/die/1.000 abitanti). Una tendenza opposta a tutte le altre aree geografiche si osserva nell’Italia nord-orientale,
caratterizzata da un trend in aumento delle concentrazioni di MDMA nei tre anni di rilevazione (da 0,01 dosi/die/1.000 ab.
nel 2010 a 0,08 dosi/die/1.000 residenti).
Figura I.1.6: Distribuzione delle dosi/die medie (per 1.000 abitanti) di MDMA (ECSTASY) rilevate nel triennio 2010-2012 e
corrispondenti intervalli di confidenza, per area geografica.
0,20
Dosi die / 1.000 abitanti
0,18
0,16
0,14
0,12
0,10
0,08
0,06
0,04
0,02
0,00
'10
'11
'12
Nordoccidentale
'10
'11
'12
Nordorientale
'10
'11
Centrale
'12
'10
'11
'12
Meridionale/
Insulare
'10
'11
'12
Totale
centri
Fonte: Studi AquaDrugs 2010-2012 – Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri
Per quanto riguarda la ketamina, la cui standardizzazione è stata effettuata utilizzando l’unità di misura grammi/giorno,
dopo un generale aumento dei consumi registrato nel 2011 (1,96 grammi/die nel 2010 contro 3,24 grammi/die nel 2011),
nell’ultimo anno il consumo resta sostanzialmente stabile, attestandosi a 3,22 grammi/die (Figura I.1.80).
Consumi quasi nulli si osservano nell’Italia meridionale/insulare, a differenza di concentrazioni più elevate registrate nelle
altre aree geografiche, in aumento nell’Italia settentrionale dal 2010 al 2012: per l’area nord-occidentale da 0,7 g/die nel
2010 a 4 g/die nel 2012, mentre per l’Italia nord-orientale da 0,6 g/die nel 2010 a 2,6 g/die nel 2012.
13
Figura I.1.7: Distribuzione dei grammi/die di KETAMINA rilevati nel triennio 2010-2012 e corrispondenti intervalli di confidenza, per area
geografica.
9,0
8,0
7,0
Grammi/ die
6,0
5,0
4,0
3,0
2,0
1,0
0,0
'10
'11
'12
Nordoccidentale
'10
'11
'12
Nordorientale
'10
'11
Centrale
'12
'10
'11
'12
Meridionale/
Insulare
'10
'11
'12
Totale
centri
Fonte: Studi AquaDrugs 2010-2012 – Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri
Con riferimento alla campagna di rilevazione 2012, nella Figura I.1.81 sono rappresentati i relativi profili di sintesi dei
consumi di sostanze stupefacenti per ciascun centro e nel totale. Al fine della rappresentazione congiunta di tutte le
sostanze per centro di rilevazione, garantendo nel contempo una visualizzazione efficace della differenziazione dei
consumi, nello stesso grafico sono state rappresentate differenti scale di misura dei consumi di sostanze. Nel dettaglio,
per i consumi di cannabis (THC) e cocaina è stata adottata la scala riferita al numero medio di dosi al giorno per 1.000
residenti (da 0 a 75 dosi/die per 1.000 abitanti), per l’eroina e le metamfetamine è stata utilizzata una scala con la stessa
unità di misura ma con un intervallo inferiore (da 0 a 9 dosi/die per 1.000 residenti), infine per l’ecstasy e la ketamina è
stata scelta l’unità di misura del numero di grammi al giorno, più rappresentativa delle dosi per queste sostanze, con
intervallo di valori da 0 a 12 grammi/die).
Dal prospetto di sintesi emerge che, oltre alla presenza di cannabis comune a tutti i 17 centri indagati, i centri
appartenenti all’area geografica dell’Italia nord-orientale (Verona, Bologna, Merano, Gorizia) e centrale (Roma, Firenze,
Perugia, Terni) sono caratterizzati da un’alta concentrazione di eroina, decisamente minore nei centri urbani delle altre
aree geografiche.
Il consumo di ketamina sembra interessare maggiormente l’Italia settentrionale e l’area centrale, con Torino capofila (5,1
grammi/die) seguito da Roma (4,9 grammi/die), Bologna (4,4 grammi/die) e Milano (3,2 grammi/die). Contrariamente,
concentrazioni pressoché nulle si osservano invece nelle città dell’Italia meridionale/insulare (Napoli, Cagliari, Pescara,
Bari, Potenza, Nuoro e Palermo).
Consumi più elevati di cocaina si rilevano a Firenze, Napoli e Roma (circa 9 dosi/giorno/1.000 abitanti), seguite da
Milano, Torino, e Bologna (5-6 dosi/giorno/1.000 residenti).
Consumi di ecstasy più elevati si osservano nelle città di Torino (9,6 grammi/die), Milano (7,1 grammi/die) e Bologna (8,4
grammi/die), seguite da Roma e Firenze con concentrazioni dai 3 ai 5 grammi/die.
Figura I.1.81: Distribuzione dei consumi di sostanze stupefacenti stimate mediante analisi delle acque reflue dei centri urbani selezionati
per la campagna 2012, per tipo di centro.
14
Fonte: Studio AquaDrugs 2012 – Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri
Con riferimento alle campagne di rilevazione degli ultimi due anni, in concordanza con quanto mostrato nella figura
precedente, in Figura I.1.82 sono rappresentati gli scostamenti, in valore assoluto, dei consumi di sostanze stupefacenti
rilevati nel 2011 e nel 2012, per ciascun centro e nel totale.
Figura I.1.8: Scostamento dei consumi di sostanze stupefacenti stimato mediante analisi delle acque reflue dei centri urbani selezionati
per le campagne 2011-2012, per tipo di centro.
15
16
Dal prospetto emerge che, per quanto riguarda la cannabis, l’incremento maggiore si osserva nella città di Nuoro, +25,7
dosi/giorno/1.000 abitanti rispetto al 2011, seguita da Firenze (+13,6 dosi/giorno/1.000 abitanti nel 2012). Al contrario, i
centri che subiscono contrazioni maggiori sono Roma (-15,8 dosi/giorno/1.000 abitanti), Torino (-13 dosi/giorno/1.000
abitanti) e Merano (-9,7 dosi/giorno/1.000 abitanti). In generale, osservando il totale dei centri, il consumo di cannabis
subisce una contrazione pari a 6,1 dosi/giorno/1.000 abitanti rispetto alla campagna di rilevazione del 2011.
Complessivamente, per tutte le altre sostanze non si osservano notevoli variazioni rispetto al 2011, tranne che per alcuni
centri. In particolare, nella città di Firenze si rileva un aumento di tutte le sostanze indagate, con scostamenti anche
elevati (+13,6 dosi/giorno/1.000 abitanti per la cannabis, +4,9 dosi/giorno/1.000 abitanti per l’eroina, +4,6
dosi/giorno/1.000 abitanti per la cocaina).
Per quanto riguarda le metamfetamine, lo scostamento maggiore si osserva nella città di Perugia (-0,28 dosi/giorno/1.000
abitanti, anche se in generale la differenza tra le due campagne di rilevazione per questa sostanza risulta minima.
Il consumo di ketamina sembra interessare maggiormente l’Italia settentrionale, dove si registrano aumenti dei consumi
nel 2012, con Torino capofila (+3 grammi/die) seguito da Bologna (+2,9 grammi/die), e Milano (+1,7 grammi/die).
Consumi di ecstasy più elevati rispetto al 2011 si osservano nelle città di Milano (+7,1 grammi/die) e Bologna (+3,6
grammi/die); al contrario, la città in cui si osserva una contrazione più marcata dei consumi di ecstasy risulta Roma (-3,1
grammi/die).
6
Obiettivo generale dell’intervento proposto e risultati attesi
Il progetto si pone come obiettivo la prevenzione rispetto all'uso di sostanze stupefacenti, l'accompagnamento di minori e
donne che vivono in ambienti interessati dal fenomeno dell'uso di droghe e nuove dipendenze, verso percorsi di
autorecupero ed emancipazione da contesti criminali e di degrado sociale, attraverso attività sportive, educative, di avvio
al lavoro.
I risultati che si attendono dal progetto sono una diminuzione del tasso di tossicodipendenza nel territorio di Scampia,
una percentuale sempre più bassa di minori e adolescenti che si avvicinano alle droghe, la formazione e l'avvio a percorsi
di inserimento al lavoro delle donne del territorio che potranno così emanciparsi dal cosiddetto “sistema di welfare
criminale”.
17
7
Sotto obiettivi specifici
Vengono di seguito elencati i sotto obiettivi specifici, cioè i risultati attesi del progetto; in altre parole ciò che è necessario
fare per realizzare l’obiettivo generale del progetto, scomponendo tale obiettivo in sotto obiettivi da raggiungere:
1.
Inserimento di minori attività di educazione allo sport
2.
Inserimento di donne in percorsi di formazione e lavoro
3.
Istituzione di uno sportello di ascolto per donne, tossicodipendenti, famiglie in situazione di indigenza
4.
Realizzazione di percorsi di prevenzione in ambito scolastico
5.
Inserimento di persone tossicodipendenti in percorsi di recupero
In seguito, questi sotto obiettivi vengono ulteriormente definiti nella componente operativa e chiariti,
elencando una serie di specifiche e ulteriori informazioni necessarie per la loro realizzazione, utilizzando il
framework logico sotto riportato.
Sotto
obiettivi
Macroattività
Indicatori e BLR
Indicazioni
metodologiche
Prodotti
tangibili
attesi
18
8
Premesse tecnico scientifiche (“il razionale”) dell’intervento proposto
Il profilo sociale in cui va ad inserirsi il progetto è tipico delle zone in cui si manifestano problematiche di povertà e bassa
scolarizzazione, genitorialità precoce, alto tasso di dispersione scolastica, carente nelle capacità genitoriali e di cura degli
anziani. Si tratta infatti, in maggioranza di una popolazione residente nei grandi complessi di edilizia residenziale pubblica
della cosiddetta 167, la cui configurazione architettonica alimenta non solo l’occultamento di attività illecite e di gruppi
dediti alla malavita organizzata, ma non consente facilmente la penetrabilità, soprattutto degli operatori, che a qualsiasi
titolo si pongono a sostegno e/o controllo dei nuclei familiari.
Malgrado l’edilizia pubblica, in quest’area della città abbia caratteri esponenziali, resta aperto il problema dei senza tetto,
che, al solo titolo emergenziale, occupano strutture fatiscenti o strutture scolastiche dismesse, poiché, il libero mercato
degli affitti e delle vendite immobiliari, impedisce la realizzazione autonoma dei nuclei familiari o delle persone sole a
basso reddito oppure con reddito inesistente.
La genitorialità precoce colpisce spesso genitori dallo scarso livello di istruzione, che si unisce, in modo deleterio alla
immaturità psichica rispetto alla funzione di educatore, legata all’età. Ciò determina l’esistenza di una quota di bambini
con scarse opportunità di accudimento nel processo di crescita corporea e di sviluppo psico-affettivo.
Un altro problema, endemico, è dato dalla mancanza di serie e legali prospettive lavorative, rese ancor più esigue dallo
scarso livello culturale e di specializzazione, che rallenta, o impedisce fortemente l’immissione nel mercato del lavoro,
che rende, soprattutto i giovani, dipendenti dalle risorse della famiglia di origine.
Altro sintomo spia, di carente genitorialità e debolezza dei legami familiari, è il ricorso “facile” all’ospedalizzazione,
soprattutto nei bambini ragazzi ed anziani, aspetto anch’esso riconducibile ad uno scarso livello di disponibilità alla cura
domiciliare. L’ospedalizzazione infatti assolve alla funzione di deresponsabilizzazione, attraverso la quale, il peso della
cura è devoluto agli operatori sanitari.
Per i ragazzi, il ricorso all’ospedalizzazione facile, denota la sostanziale incapacità di gestione delle malattie ordinarie, del
rifiuto del ricorso sia alla medicina territoriale di base che ai livelli di medicina specialistica presenti sul territorio, nella
convinzione che la struttura ospedaliera riduca i tempi di attesa e di cura.
Legato alla scarsa capacità genitoriale e alla difficoltà del tessuto sociale è il fenomeno della dispersione e
dell’abbandono scolastico, che denota oltre che la mancanza di cura ed interesse verso i figli anche la propensione dei
giovani del territorio a dedicarsi ad attività illegali spesso causa di cadute e ricadute nei circuiti penali, carcerarie e/o
alternative alla detenzione, che richiedono la messa a punto di progetti di recupero di giovani, in un contesto nel quale le
alternative al modello culturale di appartenenza sono poche o difficilmente costruibili.
Un altro aspetto della comunità locale è dato dalla massiccia presenza di persone di etnia Rom, la cui integrazione, negli
anni, ha comportato notevoli conflitti e rappresenta ancora oggi, malgrado il potenziamento dei servizi, una fonte di
problemi legati alla coesistenza di diverse culture e alle diverse modalità di cura ed accudimento della prole, spesso,
troppo precocemente lasciata in balìa di un destino che viaggia sul filo dell’illegalità e della delinquenza.
Non vanno sottovalutate le modalità di interazione sociale, in ispecie nella comunità dei ragazzi e/o adolescenti che
manifestano, con una frequenza preoccupante i cosiddetti fenomeni di bullismo.
Il fenomeno rende molto complessi e di difficile riuscita gli interventi educativi, poiché, la presa in carico integrata
dell’adolescente è costellata dalle difficoltà legate all’età, alla cultura e alla esigua offerta di opportunità, che sono
necessarie per il superamento delle crisi che si manifestano in questa fascia di età e che sono determinanti per il modo di
essere del futuro adulto.
Non si può trascurare neanche la altissima frequenza di tipologie di nuclei familiari a basso ed incerto reddito, con uno o
entrambi i coniugi detenuti. Questa tipologia di famiglie comporta l’aggravio per la famiglia estesa della responsabilità
educativa e della crescita dei figli, spesso a carico dei nonni, con risultati non sempre efficaci.
Il fenomeno delle sostanze stupefacenti connota fortemente il territorio e si concretizza in tre macrocategorie: produzione,
vendita (spaccio), e consumo. I primi due seguono il filone della illegalità, essendo entrambe le attività vietate dalla legge
e legate alla criminalità organizzata. Il terzo, il consumo, determina aspetti socio-psicologici da tenere in assoluta
considerazione per il rinforzo delle risorse da mettere in atto. Si tratta, di una problematica socio-sanitaria, che crea
modificazioni all’interno dei nuclei familiari colpiti, sia che il consumatore abbia il ruolo di figlio, di genitore o che sia una
persona sola, o che ricopra più di uno dei ruoli citati.
Il problema delle dipendenze, vecchie e nuove, rappresenta un problema multidimensionale, sia nella fase del consumo,
durante la quale, gli aiuti al nucleo, assumono prevalentemente il carattere sociale, spesso di natura economica e di
supporto alla genitorialità o alla famiglia, che, invece, nella fase della disintossicazione, ovvero, quando la persona
interessata si rivolge ai servizi sanitari i cui operatori, di concerto con gli operatori sociali, aiutano la persona a scegliere
un percorso terapeutico che parte dalla disintossicazione, prosegue nella riabilitazione e si chiude con il reinserimento
sociale e/o lavorativo.
Da questa breve analisi del contesto, se ne deduce, agevolmente, che ci muoviamo in un territorio caratterizzato da un
alto tasso di illegalità che si configura come cabina di regia delle associazioni della criminalità organizzata; da questo, si
verificano numerosi casi di cittadini sottoposti a regimi penali di restrizioni della libertà personale oppure della detenzione,
e le problematiche socioeconomiche e familiari connesse.
La numerosa presenza di minori, richiede un’attenzione particolare da parte delle istituzioni poiché è accompagnata
frequentemente da fragilità genitoriale e di famiglia estesa, che pongono una forte domanda di servizi a partire dalla
primissima infanzia.
19
9
Target (destinatari)
9.1 Target principale
Studenti, minori, donne e persone tossicodipendenti residenti nel quartiere di Scampia
9.2 Target secondario
Popolazione generale
10 Territorio ed ambienti di intervento
10.1 Aree geografiche coinvolte
Le attività progettuali verranno realizzate nella città di Napoli ed in particolare nella periferia nord, nel quartiere di
Scampia.
11 Valore aggiunto atteso nell’intervento proposto
Il progetto vuole riuscire a migliorare, in linea generale, le condizioni di vita in un territorio considerato a rischio come il
quartiere di Scampia.
20
12
Sotto obiettivi e indicatori
N°
Sotto obiettivi
Indicatori
Base line result
Prodotto tangibile atteso
1
Inserimento di minori attività di educazione
allo sport
Inserimento di donne in percorsi di
formazione e lavoro
Istituzione di uno sportello di ascolto per
donne, tossicodipendenti, famiglie in
situazione di indigenza, ecc.
Realizzazione di percorsi di prevenzione in
ambito scolastico
n. minori inseriti in attività di
educazione allo sport
n. donne inserite in percorsi
lavorativi
n. utenti
40
Percorsi di educazione allo sport
15
100
Creazione di un'attività commerciale per
l'inserimento lavorativo
Sportello d'ascolto
n. scuole in cui vengono realizzati
gli interventi
80% di quelle presenti sul territorio di
Scampia
Interventi di prevenzione
Inserimento di persone tossicodipendenti in
percorsi di recupero
n. persone inserite in percorsi di
recupero
10
Percorsi di inserimento
2
3
4
5
Note
21
13
Sotto obiettivi, Work package e metodi
N Sotto obiettivi
°
1
Work Package (pacchetti di attività)
Inserimento di minori attività di educazione
allo sport
WP 1.1
WP 1.2
WP 1.3
2
Inserimento di donne
formazione e lavoro
in
percorsi
di
WP 1.4
WP 2.1
WP 2.2
WP 2.3
WP 2.4
WP 2.5
WP 2.6
3
4
Istituzione di uno sportello di ascolto per
donne, tossicodipendenti, famiglie in
situazione di indigenza, ecc.
Realizzazione di percorsi di prevenzione in
ambito scolastico
WP 3.1
Individuazione di associazioni sportive interessate alla
partecipazione alle attività progettuali
Individuazione degli istituti scolastici del territorio di Scampia
interessati ad inserire attività di educazione allo sport
Programmazione e organizzazione dei percorsi di educazione allo
sport
Promozione dell’iniziativa sul territorio
Individuazione associazioni interessate alla partecipazione alle
attività progettuali
Individuazione e formazione tutor
Promozione iniziativa
Selezione delle donne partecipanti
Organizzazione corsi di formazione
Organizzazione stage formativi
WP 3.3
WP 3.4
WP 3.5
Individuazione associazioni interessate alla partecipazione alle
attività progettuali
Attivazione delle collaborazioni con le istituzioni pubbliche locali
competenti
Selezione e formazione del personale addetto allo sportello
Regolamentazione ed organizzazione dei servizi offerti
Attivazione dello sportello
WP 4.1
WP 4.2
Individuazione istituti scolastici in cui realizzare gli interventi
Programmazione degli interventi
WP 3.2
Metodi
Le associazioni verranno selezionate tramite procedura ad evidenza
pubblica. Le attività di educazione allo sport saranno gratuite per i
destinatari e verranno organizzate sia in orario scolastico, come forma
di prevenzione del rischio di evasione scolastica, sia in orario
extrascolastico, per prevenire la fascinazione che gli ambienti criminali
hanno per i più giovani attratti dalla prospettiva di guadagnare di più e
più facilmente.
Le associazioni verranno selezionate tramite procedura ad evidenza
pubblica. Verrà prevista la presa in carico dei figli delle utenti in
maniera flessibile, con possibilità di accogliere i bambini, di ogni età,
negli orari necessari e nei momenti di chiusura delle scuole pubbliche.
Il corso darà accesso al conseguimento dell'attestato HACCP. Tra le
donne selezionate ne verrà scelto un gruppo di donne (sulla base
delle competenze acquisite, della situazione familiare) per avviare un
corso professionale che avrà la finalità di creare un progetto di
imprenditoria femminile, accompagnandole nel periodo di start up.
Le associazioni verranno selezionate tramite procedura ad evidenza
pubblica, anche privilegiando organizzazioni consorziate e realmente
rappresentative, operative e presenti nel territorio di Scampia. Lo
sportello intende offrire un servizio di sostegno psicologico fondato
sulla metodologia del counselling ad orientamento psicodinamico:
all'utenza è offerto un percorso breve, che prevede 4 incontri di
consulenza psicologica, volti a garantire uno spazio di accoglienza,
ascolto e sostegno in relazione a situazioni problematiche e/o
esperienze di disagio vissute. In tal senso, l'attività di sostegno
psicologico ha lo scopo di offrire uno spazio in cui riflettere sul proprio
disagio e lavorare sullo sviluppo/sostegno di risorse interne che
rendano l'individuo in grado di fronteggiare un momento critico della
propria vita. In presenza di esigenze specifiche che necessitano di una
presa in carico a lungo termine oppure l'intervento di specialisti, si
provvede quindi all'invio dell'utente presso i servizi del territorio
competenti (U.O.M.I. Asl Napoli 1, U.O.S.M. Asl Napoli 1, Presidio di
Neuropsichiatria infantile "Sciuti"). Inoltre, lo sportello offrirà un
servizio di consulenza legale (criminologica) e accompagnamento nel
percorso. Operatrici formate su tali tematiche, che collaborano anche
con il Commissariato di Polizia di Scampia, saranno disponibili a
fornire informazioni legali e consigliare il percorso migliore da seguire
per risolvere il disagio.
Verrà promosso un confronto con le Istituzioni/Agenzie
extrascolastiche del territorio per attuare possibili sinergie, il
22
5
Inserimento di persone tossicodipendenti in
percorsi di recupero
WP 4.3
WP 4.4
Coinvolgimento di insegnanti, giovani e genitori
Somministrazione di questionari ex ante ed ex post l’intervento sulla
percezione del fenomeno delle tossicodipendenze e dei
conseguenti rischi per la salute.
WP 5.1
Individuazione associazioni interessate alla partecipazione alle
attività progettuali
Individuazione e formazione tutor
Selezione delle persone tossicodipendenti da inserire
Attivazione percorsi formativi
Monitoraggio degli inserimenti
WP 5.2
WP 5.3
WP 5.4
WP 5.5
coinvolgimento e la partecipazione degli studenti e delle famiglie, la
costituzione di una rete di scuole su tutto il territorio, come utile
strumento di intervento e di raccordo nella realizzazione delle iniziative
delle singole scuole, la collaborazione con l'Osservatorio per le
Politiche Giovanili, quale snodo naturale per attivare, stimolare e
mantenere attiva la complessa rete dei servizi/scuole costruita intorno
alla necessità di individuazione di politiche e di progettazione di
interventi educativi e di promozione della salute per i giovani
Le associazioni verranno selezionate tramite procedura ad evidenza
pubblica. Il sotto obiettivo verrà raggiunto mettendo in contatto le
comunità di accoglienza e cura dei soggetti tossicodipendenti con il
mondo del lavoro, attraverso percorsi formativi che vadano a
recuperare il concetto di “arte e mestieri” e artigianato locale, di cui
l'area partenopea è sempre stata espressione in tutto il mondo
23
14
Organigramma generale del progetto
Viene di seguito rappresentato l’organigramma generale del progetto Viva Scampia Viva.
DIPARTIMENTO
POLITICHE ANTIDROGA
GRUPPO DI COORDINAMENTO
TECNICO SCIENTIFICO
GRUPPO DI LAVORO
INTERDISCIPLINARE
COMUNE DI NAPOLI
(CENTRO COLLABORATIVO)
24
15
Governance – suddivisione dei compiti di concerto tra le parti
Dipartimento Politiche Antidroga
Attività generali
Coordinamento tecnico-scientifico generale del Progetto
Partecipazione al Gruppo di Coordinamento tecnico-scientifico per
indirizzamento generale del Progetto
Mantenimento dei rapporti istituzionali con enti esterni ed internazionali
Analisi valutativa dei risultati raggiunti e della reportistica finanziaria
Supervisione e tutoring scientifico sulle attività di progetto (compresa l’analisi
statistica dei dati)
Gestione operativa della comunicazione e dei media
Attività specifiche di Progetto
Progettazione e realizzazione delle pubblicazioni
Supervisione del corretto utilizzo del data-base e del flusso dati
Divulgazione dei risultati alle unità operative (ritorno informativo)
Centro Collaborativo
Attività generali
Coordinamento operativo del Progetto
Partecipazione al Gruppo di Coordinamento tecnico-scientifico per
indirizzamento generale del Progetto
Mantenimento dei rapporti con le unità operative
Organizzazione degli incontri di coordinamento
Gestione delle collaborazioni tecnico-scientifiche finalizzate
Gestione amministrativa del Progetto
Attività specifiche di Progetto
Esplicazione delle attività di Progetto per il raggiungimento degli obiettivi
secondo i WP definiti
Gestione del data-base e del flusso dati
Stesura della reportistica tecnico-scientifica e finanziaria
25
16
Percorso Operativo
16.1 Articolazione in macro fasi e attività
Data di inizio prevista:
Durata totale prevista:
Fine prevista delle attività :
01/01/2014
2 anni
30/12/2015 (e comunque dopo 24 mesi dall’avvio delle attività)
Macro Fasi
Studio
WP1
WP2
Selezione e formazione tutor
WP4
Selezione e formazione personale
addetto allo sportello di ascolto
Realizzazione
WP2
WP3
WP4
WP5
WP1
WP2
Verifica
Selezione associazioni
interessate alla partecipazione al
progetto
Individuazione Istituti Scolastici in
cui proporre la realizzazione dei
vari interventi
WP3
WP1
WP3
WP4
Descrizione
Realizzazione percorsi di
educazione allo sport
Attivazione corsi di formazione e
stage formativi
Attivazione sportello di ascolto
Realizzazione interventi in ambito
scolastico
Realizzazione percorsi di
recupero persone
tossicodipendenti
Monitoraggio e valutazione dei
percorsi di educazione allo sport
Monitoraggio e valutazione dei
corsi di formazione e stage
formativi
Raccolta ed elaborazione dei dati
raccolti con i questionari
somministrati durante gli interventi
preventivi in ambito scolastico
Monitoraggio e valutazione dei
percorsi di recupero persone
tossicodipendenti
26
16.2 GANTT preventivo
N
Attività
Mesi
Verifica
Realizzazione
Studio
1
WP1
Selezione associazioni
partecipanti al progetto
WP2
Coinvolgimento Istituti Scolastici
del territorio
WP3
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
Selezione e formazione tutor
WP4
Selezione e formazione personale
addetto allo sportello di ascolto
WP1
Realizzazione percorsi di
educazione allo sport
WP2
Attivazione corsi di formazione e
stage formativi
WP3
2
Attivazione sportello di ascolto
WP4
Realizzazione interventi in ambito
scolastico
WP5
Realizzazione percorsi di
recupero tossicodipendenti
WP1
Monitoraggio e valutazione dei
percorsi di educazione allo sport
WP2
Monitoraggio e valutazione dei
corsi e stage formativi
WP3
Raccolta ed elaborazione dei dati
raccolti con i questionari a scuola
WP5
Monitoraggio e valutazione dei
percorsi recupero TD
ATTIVITÀ DI VALUTAZIONE (MILESTONES)
R= Report
REPORT DI RISULTATO
RR1
RR2
RR3
RENDICONTAZIONE FINANZIARIA
RF1
RF2
RF3
27
16.3 Agenda Reporting
Sigla Report
RR1
RF1
RR2
RF2
17
Data prevista
Al completo utilizzo
del 50%
dell’importo
Al completo utilizzo
del 50%
dell’importo
Al completo utilizzo
del 40%
dell’importo
Al completo utilizzo
del 40%
dell’importo
Tipo di rapporto
Report in progress, dettagliato, sulla base degli obiettivi e degli indicatori predichiarati riguardante i risultati tecnici ottenuti
Rendicontazione finanziaria in progress
Report in progress, dettagliato, sulla base degli obiettivi e degli indicatori predichiarati, riguardante i risultati tecnici ottenuti
Rendicontazione finanziaria in progress
RR3
A fine progetto
Report finale, dettagliato, sulla base degli obiettivi e degli indicatori predichiarati, riguardante i risultati tecnici ottenuti
RF3
A fine progetto
Rendicontazione finanziaria finale
Oneri e piano finanziario
Gli oneri finanziari previsti a carico della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Politiche Antidroga
per sostenere le spese di realizzazione delle attività progettuali sono pari ad € 390.000,00 e vengono così ripartiti:
BENI E SERVIZI
€ 66.737,69
FORMAZIONE
€ 79.660,00
PERSONALE A CONTRATTO
€ 177.902,31
PUBBLICAZIONI E MATERIALI INFORMATIVI
€ 22.600,00
MISSIONI E RIMBORSI
€ 5.800,00
CONVEGNI
€ 10.000,00
SPESE DI SEGRETERIA e GESTIONE AMMINISTRATIVA FORFETTARIE € 27.300,00
(7% del finanziamento complessivo)
TOTALE
€ 390.000,00
I riparti tra le singole voci sono indicativi
28
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