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Il terremoto del 20 e 29 maggio ha portato nel cuore produttivo della

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Il terremoto del 20 e 29 maggio ha portato nel cuore produttivo della
N° 3
2012
E C O N O M I A
E M I L I A - R O M A G N A
Congiuntura
Bankitalia
racconta una ripresa
ancora troppo lenta
EMILIA,
LA FERITA
E IL CORAGGIO
Il terremoto del 20 e 29 maggio
ha portato nel cuore produttivo della regione
morte e distruzione. Ma grazie al coraggio
di imprese e famiglie questa terra
è pronta a ripartire. Con il sostegno di tutti
Incredibol
La creatività
diventa impresa
Settori
Sostenibilità, ecco
la frontiera dell’edilizia
Brasile
Un nuovo mercato
dove l’economia corre
Innovazione
Research to Business,
l’Emilia-Romagna
riparte dalla ricerca
EDITORIALE
Coesione, chiave di volta
per la ricostruzione
di Vasco Errani*
L’Emilia ha bisogno di un impegno straordinario
per far ripartire imprese e scuole nella sicurezza
* Presidente
Regione Emilia-Romagna
terremoti del 20 e del 29 maggio
hanno colpito non solo il cuore
economico dell’Emilia ma quello
del Paese. Hanno messo a dura
prova il sistema produttivo, la ricerca
e i luoghi della conoscenza: imprese e
scuole. Hanno colpito una parte
nevralgica del nostro territorio, quella
che nonostante la crisi stava cercando
attraverso la qualità e l’innovazione –
del biomedicale e della meccanica, ma
non solo - di non perdere la sfida della
competizione globale e trainare il
resto dell’economia italiana.
Consapevoli di questo ora iniziamo la
ricostruzione, senza mai venir meno
al nostro principale obiettivo che è
quello di tenere coesa la comunità e il
territorio. E per procedere verso questo obiettivo, abbiamo deciso di lavorare ad una fase di transizione che si
colloca tra l’emergenza dei primi mesi
e il concreto avvio degli interventi di
ricostruzione secondo le priorità che
abbiamo individuato: le scuole, le
imprese, le abitazioni e il patrimonio
storico artistico.
Assicurare una rapida messa in sicurezza degli stabilimenti per consentire
alle aziende di ripartire celermente è,
dunque, una priorità. E lo abbiamo
fatto creando le condizioni per ricostruire e investire attraverso un accordo con il sistema bancario per l’accesso al credito agevolato e garantendo
ammortizzatori sociali per chi, tra le
altre cose, ha perso anche il ‘luogo’ di
lavoro.
Inoltre, da subito, con un Protocollo
d’intesa sulla legalità abbiamo voluto
dare un segnale politico chiaro di
legalità, appunto, e di trasparenza
nella ricostruzione puntando ad evitare che in questa fase si inneschino
deviazioni del mercato, un passo fondamentale per contrastare sul territorio le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata. L’intesa, sottoscritta da tutti i soggetti del mondo produttivo e istituzionale, rafforza le
I
misure e le azioni previste dalle leggi
regionali e potenzia soprattutto le
attività di controllo e vigilanza sugli
appalti: sia per la fase di esecuzione
delle opere che per la verifica dei
requisiti delle imprese affidatarie,
subappaltanti e subfornitrici. La creazione di una “white list” aperta con i
nomi delle imprese edili che operano
con criteri di legalità sarà il punto di
riferimento per i cittadini e le stazioni
appaltanti per affidare i lavori di ricostruzione.
Insieme alle imprese, le scuole. Come
detto fin dai primi giorni del sisma, la
priorità è assicurare il regolare avvio
del prossimo scolastico per oltre 16
mila studenti. E lo stiamo facendo
con la realizzazione di 28 edifici scolastici prefabbricati per
un totale di circa 600
aule. Costruzioni alternative alle scuole gravemente danneggiate
che saranno finanziate
con oltre 56 milioni di
euro e con un programma straordinario
che prevede, oltre alle
strutture provvisorie,
anche gli interventi di sistemazione
degli edifici meno danneggiati.
E poi c’è il tema delle risorse. Se quelle fin d’ora messe in campo o previste
non saranno sufficienti ne chiederemo
altre così come ho evidenzio già all’indomani dell’emanazione dei diversi
provvedimenti del Governo e del
Parlamento. Però le norme lasciano
irrisolte molte questioni importanti
come il tema del differimento dei termini per gli adempimenti fiscali e tributari, i vincoli del patto di stabilità
per gli Enti locali con i conseguenti
problemi di cassa, il tema del credito
d’imposta per quanti investono nella
ricostruzione, solo per fare alcuni
esempi. Ora occorre una legge nazionale per la ricostruzione adeguatamente finanziata nel tempo, come del
resto si fece in passato in occasioni
simili. Perché dall'emergenza alla
ricostruzione c'è un'unica grande
azione per il rilancio dell'economia e
del lavoro, oltre alla rinascita della
cultura e all’affermazione della nostra
identità storica. Per questo servono
risorse adeguate e regole definite che
diano certezza e sostegno a questa
nostra azione
Serve una legge
finanziata nel tempo
in modo adeguato
per garantire
le opere necessarie
1
SOMMARIO
N° 3
2012
E C O N O M I A
E M I L I A - R O M A G N A
Congiuntura
Bankitalia
racconta una ripresa
ancora troppo lenta
EMILIA,
LA FERITA
E IL CORAGGIO
Il terremoto del 20 e 29 maggio
ha portato nel cuore produttivo della regione
morte e distruzione. Ma grazie al coraggio
di imprese e famiglie questa terra
è pronta a ripartire. Con il sostegno di tutti
Incredibol
La creatività
diventa impresa
Settori
Sostenibilità, ecco
la frontiera dell’edilizia
Brasile
Un nuovo mercato
dove l’economia corre
1
EDITORIALE
Coesione, chiave di volta
per la ricostruzione
Innovazione
Research to Business,
l’Emilia-Romagna
riparte dalla ricerca
DI
Mensile dell’Unione regionale
delle Camere di commercio
dell’Emilia-Romagna
VASCO ERRANII
4
IN BREVE
6
VANNO E VENGONO
26 OPPORTUNITÀ
Fondi europei: giovani,
imprese, ricostruzione
DI
CLAUDIA GRISANTI
28 Una regione
“libera” dall’amianto
DI
AUGUSTO ZANOTTI
PRIMO PIANO
Andrea Zanlari
29 INDAGINE
Coordinamento editoriale
Contesto Comunicazione srl
Giuseppe Sangiorgi
Segreteria di redazione
c/o Unioncamere
viale Aldo Moro, 62
40127 Bologna
Tel. 051-637.70.26
Fax 051-637.70.50
e.mail: [email protected]
8
L’Emilia-Romagna
e la sfida del dopo sisma
DI
GIACOMO QUADRI
Via Ciamician 4, 40127 Bologna
Progetto grafico e impaginazione
Contesto Comunicazione S.r.l.
via Zucconi, 90
41100 Modena
Tel. 059-34.63.18
Fax 059-29.29.842
e.mail: [email protected]
[email protected]
Stampa
Galeati Industrie Grafiche S.r.l.
Via Selice, 187/189
40026 Imola (Bologna)
Tel. 0542/646711 - Fax 0542/646706
e-mail: [email protected]
www. galeati.it
Autorizzazione
del Tribunale di Bologna
n° 6285 del 27 aprile 1994
MILENA SALA
FINANZA
42 Fidindustria ER:
al fianco delle imprese
ENRICO VINCENZI
SPECIALE
45 Logistica leva competitiva
e motore per lo sviluppo
55 FLASH EUROPA
Ripresa (troppo) lenta
in Emilia-Romagna
DI
NATASCIA RONCHETTI
EXPORT
l’operazione ripartenza
DI
GIUSEPPE SANGIORGI
14 Scuola al via il bando
per 28 nuovi edifici
DI
ANTONIO MINGUZZI
L’Emilia-Romagna
riparte dalla ricerca
DI
MARCO CASAMENTI
32 Brasile, mercato
che vale un mundial
DI
GIUSEPPE SANGIORGI
34 INCHIESTA
La creatività
diventa impresa
DI SARA SCHEGGIA
36 SETTORI
Edilizia ecosostenibile,
missione a Londra
Concessionaria per la pubblicità
Labanti e Nanni
Resp. Sabrina Nanni
Cell. 338/2902445
Fax 051/969155
DI
12 Le Camere lanciano
16 FOCUS
Foto Voli società cooperativa
QUADERNI&DOCUMENTI
Congiuntura
Emilia-Romagna
1° trimestre 2012
Direttore responsabile
Coordinamento redazionale
Rob-Car
soluzioni in movimento
DI
Anno XVIII - n. 3 - 2012
Roberto Franchini (vicedirettore)
Ugo Girardi
Morena Diazzi
40 OLTRE LA CRISI
19 Sicurezza degli edifici
Ricercatori al lavoro
DI
MARCO CASAMENTI
22 In Emilia-Romagna
l’ospedale diventa “smart”
DI
MARIA BALDINI
24 Finanza innovativa
per la crescita
DI
MARCO CASAMENTI
DI CAROLINA VACCARI
38 STORIE
CCC, un secolo di vita
dai birocciai all’AV
DI
MILENA SALA
Una risposta rapida, “quick response”. è l'obiettivo dei codici QR (Qr
codes), la novità che da questo
numero la redazione di Econerre propone ai lettori. Il servizio, abbinato ai
principali articoli della rivista, permette un approfondimento accessibile tramite smartphone: basta inquadrare il codice e si apre la porta di
accesso a contenuti aggiuntivi –
inseriti in pagine internet specifiche –
che arrivano direttamente sullo
schermo via web. È uno strumento
ulteriore per offrire ai nostri lettori
un’informazione ancora più completa, aggiornata e puntuale.
In copertina
Foto: Voli società cooperativa
Chiuso in redazione il 7 luglio 2012
3
IN BREVE
Premio Matilde di Canossa
Forlì-Cesena
L’eccellenza del Lambrusco
al castello di Bianello
Girl’s Day,
alla scoperta
del lavoro
N
A
lcune giovani studentesse
della provincia di ForlìCesena hanno avuto l’opportunità di conoscere “dal vivo”
come si lavora nelle imprese grazie al Girls’ Day, giornata mondiale di orientamento dedicata
alle ragazze di seconda media.
L’iniziativa è stata promossa dalla
Camera di commercio Forlì–
Cesena tramite il Comitato
Imprenditoria Femminile, con la
collaborazione delle associazioni
di categoria e il patrocinio
dell’Ufficio Scolastico provinciale.
Le ragazze hanno visitato gli uffici, i magazzini, i locali di produzione, affiancate da un tutor che
aveva il compito di informare e
spiegare le funzioni e i ruoli dei
collaboratori, i compensi, il regolamento, le problematiche, i progetti: tutto questo per far vivere
un’esperienza di lavoro e trasmettere una visione globale di
procedure, tempistiche e modalità. Le studentesse, hanno infine
compilato un questionario su
questo singolare stage formativo.
MECCANICA
SHOPPING
IN EUROPA
PER COMECER
A poco più di un anno dall’ingresso del Fondo Italiano d’Investimento (con il
33%), Comecer SpA azienda ravennate di Castelbolognese, realizza la sua
seconda acquisizione internazionale, rilevando il ramo
delle lavorazioni speciali
legate al piombo della Brita
Trade, società appartenente
al gruppo Brisk Tabor.
L’operazione si inquadra
nella strategia di Comecer
di rafforzare le proprie com4
Enrico Bini
ed Edoardo Raspelli
ella splendida cornice del
Castello di Bianello si è svolta
la premiazione della terza edizione
del Concorso enologico “Matilde
di Canossa-Terre di Lambrusco”,
abilitato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali,
che ha lo scopo di far conoscere la
migliore produzione del vino Lambrusco.
Il Concorso è promosso e organizzato dalla Camera di Commercio
di Reggio Emilia con il patrocinio
della Regione Emilia-Romagna,
Fedeltà al lavoro e Progresso Economico
Premi a Ferrara e Piacenza
C
on l’edizione 2012, la Camera di commercio di Ferrara ha
riproposto il premio Fedeltà al Lavoro e Progresso
Economico, appuntamento che si rinnova dal 1950. Sono stati
consegnati 134 riconoscimenti, dei quali 25 alla Fedeltà al
Lavoro e 103 (27 artigianato, 34 agricoltura, 26 commercio,
4 industria e 12 servizi). Sono stati attribuiti anche cinque
premi speciali. A Piacenza, per la 35a edizione (la prima si
svolse nel 1952) sono stati 78 i premiati (6 aziende, 40 titolari di impresa, 21 dipendenti messisi in proprio e 11 dipendenti) per lo più in rappresentanza di piccole e medie imprese
operanti in diversificati settori economici del piacentino.
petenze riguardo alle lavorazioni speciali richieste
nella produzione delle proprie attrezzature indirizzate
al settore della medicina
nucleare. In aprile Comecer
(Costruzioni Meccaniche
Certificate) ha acquisito il
100% della Veenstra
Instruments, società belga
tra i principali player europei del settore. Comecer
esporta l’80% dei volumi,
ha sedi commerciali a
Miami e Mumbai e ha in
calendario due nuove aperture.
SCE
PARTNER
DELLA CINESE
XIN DA YANG
Sce, impresa capofila nella
creazione della prima esperienza di parco tecnologico
a Modena, ha firmato un
contratto per la costruzione
di componenti per veicoli
destinati alla mobilità cittadina a completa trazione
elettrica con un’azienda
cinese, la Xin Da Yang di
Linyi (nella provincia dello
Shandong). L’azienda di
Baggiovara ha progettato il
Bms (Battery management
system), un circuito elettro-
della Provincia di Reggio Emilia e
del Comune di Quattro Castella in
collaborazione con l’Associazione
Enologi Enotecnici Italiani e l'Associazione Italiana Sommelier,
Consorzio Vini Reggiani, Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi, Consorzio Volontario Lambrusco Mantovano Doc
e Consorzio Tutela Vini Colli di
Parma Doc. Introdotti dal noto critico enogastronomico e conduttore
tv Edoardo Raspelli, i rappresentanti delle 26 aziende produttrici
(l’elenco dei premiati è sul sito
www.concorsolambrusco.it)
hanno ritirato il Diploma di merito
relativo ai migliori 55 vini selezionati ed inseriti nella Guida.
“Siamo sulla strada giusta, di puntare sulla qualità del vino italiano
più esportato al mondo. – dice il
presidente Enrico Bini - Il Lambrusco è un patrimonio e rappresenta
un biglietto da visita. Attraverso
questa Guida, tradotta in quattro
lingue e supportata da un sito
internet rinnovato, promuoveremo
il meglio del Lambrusco tradizionale in ogni occasione, in Italia e
all’estero”.
nico per il controllo e la
gestione della batteria al
litio. Il sistema consente di
ottimizzare il rendimento
della batteria controllandone corrente, tensione e
temperatura delle celle
durante le fasi di carica
(caricabatterie) e scarica
(impiego del motore).
L’apparecchiatura è stata
scelta da Xdy confrontandola con altri quattro competitor internazionali.
È stato siglato anche un
accordo per la formazione
di un centro di ricerca XdySce in cui si svilupperanno
studi destinati alla mobilità
ecocompatibile.
REGGIO EMILIA
IL GIGANTE APPLE
ACQUISTA
REDMATICA
Il colosso informatico americano Apple (77 miliardi di
euro di fatturato) ha acquisito la Redmatica, start-up
di Correggio, nel Reggiano, specializzata in software per la gestione e la creazione di musica digitale.
L’azienda, fondata nel
2004 da Andrea Gozzi,
crea e commercializza programmi per i professionisti
della musica digitale come
software per il campionamento, organizzazione e
Camera di Ravenna
Lavoro
Da 150 anni
a fianco
dello sviluppo
Intermediazione
nuova frontiera
per Ifoa
C
on la tavola rotonda “Camera
di commercio di Ravenna, 150
anni tra sviluppo e innovazione”,
l’ente camerale di viale Farini ha
avviato le iniziative promosse per la
ricorrenza. L’istituzione della Camera
risale infatti al 31 agosto 1862. “In
questi 150 anni – dice il presidente
Gianfranco Bessi – l’ente camerale è
stato al fianco dell’economia del territorio e del suo tessuto sociale. Ha
contribuito a superare altre crisi, a
creare sviluppo, a sostenere l’innovazione”. Tra le iniziative per l’anniversario: un’edizione speciale del
Premio Ambiente, una pubblicazione che ripercorre le tappe dell’ente,
un evento in collaborazione con
Unioncamere, il Premio Fedeltà al
lavoro e una iniziativa con Milano
Marittima che sta festeggiando i 100
della fondazione.
Alla tavola rotonda hanno partecipato Carlo Alberto Roncarati, presidente di Unioncamere EmiliaRomagna e Patrizio Bianchi, Assessore della Regione Emilia-Romagna
con delega scuola università ricerca
e lavoro.
I
Già presidente della Camera di Parma
Addio a Bertolini
A
ll’età di 85 anni è scomparso a Mario Bertolini, commercialista, presidente dal 1961 al 1986 della Camera di
commercio di Parma, posizione da cui si prodigò per dare vita
a iniziative finalizzate allo sviluppo del sistema industriale parmense.
A lui si deve il trasferimento dalla sede della Camera di commercio da via Cavestro all’attuale in via Verdi, e la creazione,
insieme all’Unione parmense industriali, di “Parma alimentare”, un consorzio che si occupa tuttora di far conoscere i prodotti sui mercati internazionali. Fu un grande sostenitore del
rilancio delle Fiere e seguì la nascita dell’aeroporto “Verdi” e
dell’interporto Cepim.
Fu tra i promotori di “Parma couture”, il consorzio per la promozione dell’industria della moda parmense. Bertolini ricoprì
anche l’incarico di presidente di Unioncamere Emilia-Romagna
dal 1979 al 1985, oltre che di Aida Italia ed Aida International,
l’associazione per la distribuzione alimentare. Uomo di grande
cultura ed apertura mentale, Bertolini ha saputo interpretare e
sostenere la rinascita dell’economia regionale ed è stato un
sicuro riferimento per gli imprenditori, che hanno trovato in lui
una persona attenta, equilibrata, di grande correttezza, capace
di esercitare il proprio ruolo con impegno e determinazione.
mixaggio di suoni tra cui le
applicazioni che interagiscono con i programmi
professionali di sound. editing della Apple come
Logic e GBSampler Manager.
PARMA
CLAI RILEVA
IL PROSCIUTTIFICIO
BIZETA
Nel cinquantesimo anno
dalla sua fondazione la
cooperativa Clai Imola,
leader nella produzione di
carni e salumi (200 milioni
di fatturato annuo), ha
acquisito il 50% di Bizeta
foa, centro di formazione e servizi delle Camere di commercio, è
stato riconosciuto dal Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali soggetto autorizzato a svolgere attività di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro, ed è stato
iscritto nell’Albo Informatico delle
Agenzie del sito ministeriale
ClicLavoro.
Con questo servizio di ricerca e
selezione del personale, Ifoa punta
a favorire giovani alla ricerca di
occupazione, donne che vogliono
reinserirsi nel mondo del lavoro,
adulti motivati a cambiamenti professionali, persone che beneficiano
di ammortizzatori sociali e in mobilità. L’attività si articolerà nelle fasi
di raccolta dei curricula dei potenziali lavoratori, orientamento professionale, progettazione, formazione finalizzata all’inserimento,
consulenza orientativa e bilancio di
competenze. Infine gestione dell’incontro tra domanda espressa
dalla azienda e offerta di curricula
adeguati ai profili professionali
richiesti. www.ifoa.it
NAUTICA
CANTIERI ROSETTI,
NUOVO CONTRATTO
INTERNAZIONALE
di Langhirano nella zona
del prosciutto di Parma. La
cooperativa imolese guidata da Giovanni Bettini ha
perfezionato la collaborazione con Nino Barazzoni,
proprietario di un’azienda
che, al pari di Clai ha saputo coniugare cultura, tradizione artigiana e tecnologia per valorizzare al
meglio la qualità dei salumi
italiani. L’accordo, in quota
paritetica tra le due aziende, permetterà di realizzare decisive sinergie nei processi industriali e commerciali, rappresentando (per
entrambi) un’importante
opportunità strategica per
accelerare il processo di
crescita nei segmenti di
mercato d’alta gamma ed
estero.
parte della flotta della
Augusta Offshore. È il
dodicesimo contratto firmato da Rolls Royce con
cantieri Rosetti.
Rolls Royce, azienda leader globale nei sistemi di
propulsione, ha firmato
un contratto da 18 milioni
di sterline (oltre 22 milioni
di euro) con i cantieri
Rosetti di Ravenna per la
progettazione e costruzione di un sistema integrato
di propulsione e manovra
per unità navali addette
alla gestione di sistemi di
ancoraggio di piattaforme
petrolifere. L’unità sarà
costruita per entrare a far
5
VANNO E VENGONO
Cristian
Camisa
PMI
CAMERE
Dardanello rieletto presidente,
Carlo Alberto Roncarati vicario
Ferruccio Dardanello è stato confermato con voto unanime presidente di Unioncamere – l’ente che
rappresenta le Camere di commercio italiane - per il triennio 20122015. Ad affiancarlo e comporre
la squadra di governo otto vicepresidenti tra cui Carlo Alberto Roncarati, presidente della Camera di
commercio di Ferrara e di Unioncamere Emilia-Romagna, che svolgerà la funzione di vice presidente
vicario.
Bruno Filetti, numero uno della
Camera di commercio di Bologna,
è entrato nel Cda di Tecnoholding,
società per le infrastrutture del
sistema camerale.
Andrea Benini è il nuovo componente di Giunta della Camera di
commercio di Ferrara, in rappresentanza del settore cooperazione.
Benini, presidente di Legacoop
Ferrara, è subentrato a Mirco
Dondi, dimissionario per i numerosi impegni associativi.
Lorenzo Giberti, componente della
Giunta della Camera di commercio
di Reggio Emilia con delega per
Innovazione, Formazione, Scuola e
Università, è il nuovo presidente di
Ifoa, l’Istituto di formazione e servizi alle imprese del sistema della
Camere di commercio.
Ferruccio Dardanello
Bruno Filetti
Lorenzo Giberti
Camisa a Confapi Piacenza,
Mantelli presidente onorario
Guido
Tampieri
AGROALIMENTARE
Tampieri all’Agea
Segrè al Caab
L’ex assessore regionale all’Agricoltura Guido Tampieri è stato nominato direttore generale dell’Agea,
agenzia che eroga i fondi dell’Unione Europea ai produttori.
Nazario Bettelli va al timone dell’organizzazione interprofessionale
Ortofrutta Italia. Andrea Segrè preside della facoltà di Agraria – è il
nuovo presidente del Caab, il
Centro agroalimentare di Bologna,
dove succede ad Alberto Maffei
Alberti. Il Consorzio Agrario provinciale di Piacenza nomina presidente Marco Crotti e vice Filippo
Ronda. Ainpo (associazione produttori orticoli) conferma Filippo
Arata. Enzo Malanca succede ad
Albino Ivardi Ganapini al vertice di
Alma, scuola internazionale di cucina di Colorno che conferma l’ a.d.
Riccardo Carelli. Paolo Tanara
resta alla guida del Consorzio del
prosciutto di Parma.
FIERE ED ENTI
A Reggio Emilia presidenza a Lisa Ferrarini
Nuovo vertice per il cda di Reggio Emilia Fiere. Alla presidenza è stata chiamata Lisa
Ferrarini, numero uno di Assica (associazione dei produttori di carni). Vice è Riccardo
Simonini. Gli altri tre membri del consiglio sono Giulio Castagnoli, Paolo Lusenti e
Mirco Salsi. Ravenna Holding, la società che detiene le partecipazioni azionarie del
Comune di Ravenna e parte di quelle dei Comuni di Cervia e Faenza, ha il nuovo cda
guidato dal presidente Carlo Pezzi, che chiude in anticipo il suo mandato come
amministratore delegato di Romagna Acque.
L’assemblea dei soci (Comune, Autorità Portuale, Provincia, Camera di commercio di
Ravenna) di Agenda, agenzia per la Darsena, ha nominato il nuovo cda composto
da Andrea Maestri (presidente), Vittoria Sbrighi e Stefano Zunarelli.
Nel direttivo di Assaeroporti entra Armando Brunini direttore generale di Sab, che
gestisce l’aeroporto di Bologna.
Lisa Ferrarini
6
Cristian Camisa sale alla presidenza di Confapi Piacenza (250 piccole e medie imprese) dove Pier Maria
Mantelli diventa presidente onorario. Due i vice: Armando Schiavi e
Gianni Rabaiotti.
In Confartigianato, a Ravenna, confermati i numeri uno Franco Poletti
(settore trasporti e logistica) - vice
Marco Gennari e Davide Servadei
(artigianato artistico) - vice Antonietta Mazzotti. Marisa Testa è la
nuova presidente di Cna Imola.
CREDITO
Giulio
Magagni
Magagni confermato
presidente Fbcc
Giulio Magagni, presidente di Iccrea
Holding (Gruppo Bancario Iccrea), è
stato riconfermato alla testa della
Federazione delle Banche di Credito
Cooperativo dell’Emilia-Romagna,
affiancato da due vice presidenti:
Pierino Buda e Secondo Ricci.
È iniziata l’era di Luciano Gobbi al
vertice della Banca di Piacenza che
ha designato quale presidente onorario il predecessore Corrado Sforza
Fogliani.
Nuovo vertice per Carimonte Holding (che controlla il 3,01% di
Unicredit): presidente Gianluigi
Serafini, amministratore delegato
Domenico Livio Trombone.
Ottavio Righini, presidente dell’Associazione Amici della Banca
Popolare di Ravenna entra nel consiglio di amministrazione dell’istituto di credito del gruppo Bper.
Luca Cotti è chiamato a condurre
Agrifidi Emilia.
RICERCA E UNIVERSITÀ
INDUSTRIA
Democenter-Sipe, Munari alla guida
Nuovi pro-rettori all’ateneo di Bologna
Confindustria Emilia-Romagna
sceglie Maurizio Marchesini
Erio Luigi Munari succede ad Alberto Mantovani alla guida di DemocenterSipe. L’imprenditore sassolese, numero uno di Lapam Federimpresa, è stato
nominato dai soci fondatori insieme al nuovo consiglio d’amministrazione del
centro di trasferimento tecnologico. La poltrona di numero due va ad Andrea
Landi, che oltre a essere docente alla Facoltà di Economia presiede la
Fondazione CariModena. Gli altri consiglieri sono Giuliana Gavioli Andrea
Bozzoli e Cesare Bisoni, espressione del mondo accademico e produttivo. Il
Comitato tecnico scientifico, che supporterà l’azione di Democenter-Sipe, è
formato da cinque rappresentanti delle imprese e altrettanti docenti dell’ateneo
modenese e reggiano, ed è presieduto dal rettore Aldo Tommasi. Come direttore generale resta Enzo Madrigali.
Nuovi pro-rettori all’Università di Bologna. Il rettore Ivano Dionigi ha nominato Emilio Ferrari (pro-rettore vicario), Guido Sarchielli (per la Romagna),
Gian Luca Fiorentini (didattica), Dario Braga (ricerca), Patrizia Tullini (personale), Sandro Sandri (bilancio), Roberto Nicoletti (delegato agli studenti),
Carla Salvaterra (relazioni internazionali).
Il bolognese Maurizio Marchesini,
eletto alla guida di Confindustria
Emilia-Romagna ha confermato tutti
i componenti del Comitato di presidenza scelti dal predecessore
Gaetano Maccaferri, nominato vicepresidente nazionale. La squadra è
composta dai vicepresidenti Riccardo
Bertolini (Modena), Alberto Lunardini
(Parma), Paolo Maggioli (Rimini),
Massimo Ratti (Piacenza), Cristina Maurizio Marchesini
Gherpelli (numero uno regionale
Piccola industria), Giorgia Iasoni (presidente regionale
dei Giovani imprenditori) e dai tre consiglieri delegati
Gino Cocchi, Andrea Farina e Savino Gazza.
Al confermato presidente Pietro Ferrari nella squadra di
Confindustria Modena si affiancano come vice
Roberta Caprari, Vincenzo Cremonini, Elena Salda,
Sergio Sassi e Valter Caiumi (nuovo). Completano il
Consiglio direttivo: Riccardo Bertolini, Giuseppe
Molinari, Gianluca Sghedoni (nominati dalla Giunta),
Vittorio Fini (past president) e Stefano Betti (Ance
Modena). Delegati: Massimo Galassini per il distretto
di Modena e Giovanni Arletti per Carpi.
Giampolo Ghiretti è il nuovo presidente del Gruppo
Giovani dell’Upi Unione Parmense industriali dove succede a Giusy Sassi.
In Confindustria Rimini, conferma
per Alessandro Formica alla guida
del Gruppo Giovani, mentre Remo
Lucchi è il nuovo presidente della
Piccola Industria. Fabio Tarozzi è
stato eletto presidente dell’Acimac,
succedendo a Pietro Cassani.
Fabio Bulgarelli è stato designato
alla guida della Cassa Edile di Ferrara
(Ance), dove prende il posto di Alessandro Formica
Sergio Ambrosone.
Gianbattista Baccarini, presidente Fiaip (Federazione
Italiana Agenti Immobiliari Professionali) provincia di
Ravenna, diventa il numero uno per l’Emilia-Romagna.
COOPERAZIONE
SANITÀ
Agenas sceglie Bissoni,
Des Dories all’Ausl Ravenna
Gasperoni al vertice
di Legacoop Ravenna
Giovanni Bissoni, per 15 anni assessore alla Sanità dell’Emilia-Romagna, è stato nominato alla guida di
Agenas, l’agenzia per i servizi sanitari regionali.
Andrea Des Dories all’Ausl Ravenna
succede come direttore a Tiziano
Carradori passato alla direzione
generale della sanità e politiche sociali della Regione al posto di Mariella
Martini, chiamata al timone dell’Ausl
di Modena.
Mandato rinnovato ai vertici dell’Azienda Usl di Piacenza per Andrea
Bianchi e dell’Ausl di Bologna per
Francesco Ripa di Meana. Nuovi
direttori: Giulietta Capocasa all’Ausl
di Forlì al posto di Licia Petropulacos, chiamata all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena.
Mario Cotti ancora numero uno
dell’Aiop (Associazione italiana
ospedalità privata) regionale con i
vice Guido Nigrisoli e Bruno Biagi
(nuovo), mentre per la provincia di
Modena Roberto Giusti è subentrato
a Paolo Toselli.
Elio Gasperoni succede a Giovanni
Monti al vertice di Legacoop Ravenna. Scelti come vicepresidenti Elena
Zannoni e Lorenzo Cottignoli. Il
Circolo Cooperatori ravennati ha rinnovato i vertici: presidente Claudio
Sangiorgi e vice Giuseppe Morgagni.
Il ravennate Davide Vernocchi resta
alla presidenza di Apo
Conerpo, la più
grande organizzazione di produttori
ortofrutticoli italiana ed europea.
Giovanni
Bissoni
Elio Gasperoni
COMMERCIO E TURISMO
Ugo Margini riconfermato alla Confcommercio di Parma
A Parma, nuovo mandato in Confcommercio per Ugo Margini, che è anche presidente regionale. A Ferrara invece riprende la guida Giulio Felloni, affiancato dai vice Franco Vitali e Marco
Amelio. Patrizia Rinaldis rimane al timone dell’Associazione Albergatori di Rimini, mentre
Tommaso Berni succede a Ivano Neri alla presidenza di Riccione Congressi. Vice Rita Leardini.
Luciano Correggi riconfermato al Gal Antico Frignano e Appennino Reggiano che chiama
come vice Domenico Tornei.
7
PRIMO PIANO
di Giacomo Quadri
Con il secondo Decreto del Governo in campo 2,5 miliardi di euro per la ricostruzione
L’Emilia-Romagna
e la sfida del dopo sisma
Ora inizia la ricostruzione”.
Dal giorno del primo terremoto, il 20 maggio, non è
passato neanche un mese e
mezzo. Ma l’Emilia, come sintetizza
il presidente Errani, è già pronta per
ripartire, grazie alla volontà di rimboccarsi le maniche da parte di
imprenditori, famiglie e comunità
locali. Uno sforzo che
in queste settimane ha
coinvolto e mobilitato
tutta la società emiliano-romagnola e che
finalmente ha trovato
nel Governo una risposta positiva, con i primi
2,5 miliardi di risorse –
comunque insufficienti
rispetto alla prima
conta dei danni, almeno 5 miliardi – stanziati dall’ultimo
Decreto, datato 3 luglio.
Il terremoto che ha colpito l’area
nord della nostra regione, una vasta
zona compresa tra le province di
Ferrara e Modena, è stato un evento
tanto inatteso quanto violento.
Dopo la scossa del 20 maggio, il 29
altre due sopra il quinto grado
hanno colpito nuovamente un terri-
“
Per le Pmi
già operativo
il Fondo di garanzia,
con coperture
fino all’80%
torio che in poco meno di un mese ha
subito oltre 1.800 scosse, con picchi
di oltre 160 al giorno. Ventisette
sono state le vittime, decine i feriti. Al
7 luglio scorso, secondo i dati della
Protezione civile, erano 11.147 le
persone assistite, 10.853 in EmiliaRomagna, di cui 8.039 ospitate nei
campi tenda, 428 nelle strutture al
coperto e 2.386 in strutture alberghiere. Gli immobili controllati – al 5
luglio – erano 22.786, di cui 8.289
inagibili e 1.436 inagibili per rischio
esterno, oltre a quasi 5mila temporaneamente o parzialmente inagibili.
Pesantissimi i danni anche all’economia: è stata Confindustria a offrire
una prima stima, 5 miliardi di euro,
appunto. Sono state, infatti, oltre
35mila le imprese danneggiate. Il
ricorso agli ammortizzatori sociali,
LA SCHEDA
Adempimenti sospesi fino al 30 settembre
li eventi sismici hanno interessato,
sia pure con diversa intensità, 52
comuni appartenenti a sei province
(Modena, Ferrara, Bologna, Reggio
Emilia, Mantova e Rovigo). Nel Decreto
Legge 6 giugno 2012, n. 74 (Gazzetta
ufficiale n. 131 del 7.6.12), l’articolo 8,
primo comma (in aggiunta a quanto già
disposto dal D.M. 1 giugno 2012),
sospende fino al 30 settembre 2012 i versamenti riferiti al diritto annuale, le san-
G
8
zioni amministrative per le imprese che
presentano in ritardo, purché entro il 31
dicembre 2012, le domande di iscrizione,
compresi i bilanci, nelle Camere di commercio, le denunce relative al REA, il
MUD, le richieste di verifica periodica
degli strumenti di misura e il pagamento
delle relative tariffe. Viene inoltre sospeso
il termine per il pagamento del diritto di
iscrizione dovuto all’Albo nazionale dei
gestori ambientali
in particolare la cassa integrazione,
sarà inevitabile per almeno 1215mila persone. Un evento che ha
colpito tanto l’agroalimentare quanto il biomedicale, il tessile come la
meccanica, in una delle aree trainanti non soltanto per la regione ma per
l’intero Paese.
“Ora inizia la ricostruzione”. Il commento del presidente Errani – nominato commissario all’emergenza dal
Governo – al varo del Decreto del 3
luglio sintetizza bene lo spirito con
cui l’Emilia ha saputo affrontare questa prova. Senza cedere allo sconforto, senza perdere la capacità e la
volontà di rimboccarsi le maniche
per fare il possibile, subito. Una
determinazione che – tanto più in
questa fase economica generale – ha
dato l’esempio al Paese. Ma senza un
>>
supporto concreto anche questa
volontà sarebbe, prima o poi, frustrata. Per questo la Regione, gli Enti
locali, le Camere di commercio si
sono mobilitati da subito per dare
una mano e agevolare in tutti i modi
possibili la ricostruzione e la ripartenza, cercando da subito interlocutori ad alto livello nel Governo, ma
anche nelle altre Regioni e nella stessa Unione europea, che ha consentito la riconversione di propri fondi
per far fronte all’emergenza.
Un primo Decreto è arrivato il 7 giugno. Il secondo, ben più consistente,
il 3 luglio. Quest’ultimo ha ripartito,
infatti, 2,5 miliardi di euro ai territori colpiti dal terremoto. “Con il provvedimento del Governo – ha spiegato Errani – possiamo concretamente
avviare gli interventi secondo le priorità che abbiamo individuato: le
scuole, le imprese, le abitazioni e il
patrimonio storico artistico”. Iniziando dalle scuole, per assicurare il
regolare avvio del prossimo anno
scolastico per oltre 16mila studenti.
Il Decreto firmato il 3 luglio prevede
che le risorse siano ripartite per il
95% all’Emilia-Romagna, per il 4%
alla Lombardia e per l’1% al Veneto.
L’INTERVISTA
Gian Carlo Muzzarelli, assessore regionale alle Attività produttive
“Dobbiamo essere semplici e rapidi.
E avere il coraggio di guardare oltre”
U
niti nella tragedia. Per scoprire, in fondo,
alcuni tratti di fondo dell’essere emiliani.
Con la voglia di ripartire subito che si accompagna alla richiesta dignitosa, ma ferma, di
una mano pubblica capace di dare risposte in
tempi certi. Così l’assessore alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli fa il punto sull’emergenza. Con l’ambizione di dare risposte
all’altezza, ma anche di guardare oltre, per
una comunità che ha anzitutto bisogno di
pensare – e ripensare – il proprio futuro.
Nella tragedia del sisma sono emersi alcuni
tratti distintivi del nostro tessuto produttivo
e delle nostre comunità, che possono essere
da stimolo a tutto il Paese. Quali l’hanno
colpita di più?
“Il fatto che, paradossalmente, gli emiliani
non chiedano ‘nulla’. Nulla se non tre cose:
saldo immediato dei crediti verso la Pubblica
amministrazione, prestiti a tassi accettabili,
per lo meno quelli con cui le banche si fanno
finanziare dalla Bce. E infine una sospensione
dell’Imu e dell’Irap per il 2012, che per chi ha
la fabbrica distrutta è davvero il minimo”.
Danni per 5 miliardi di euro, secondo le
prime stime. I distretti sono cambiati, ma le
reti tra le imprese resistono.
“L’imprenditorialità è parte fondamentale di
questa terra. C’è chi, ancora prima di ricostruire casa propria, pensa a ricostruire la fabbrica. Un atteggiamento che accomuna
imprenditori, artigiani, lavoratori ed è, a ben
guardare, la stessa logica di fondo che ha
reso la nostra regione, in questi anni, prima in
Italia per numero di contratti di rete, un indicatore formidabile della voglia, e della capacità, di rispondere insieme alla sfida del cambiamento”.
Quanto tempo ci vorrà per tornare al 19
maggio?
“Il nostro impegno preciso è quello di essere
semplici e rapidi. La sfida per il ‘pubblico’ –
Regione, Governo, Unione europea – è quella di dare risposte nel più breve tempo possibile, e saremo certamente, e giustamente,
giudicati dalla capacità di saper dare queste
risposte. Nello specifico dei distretti colpiti, e
in particolare quello del biomedicale – ma
anche tessile, agroalimentare, meccanica – la
priorità è mettere in condizioni le imprese di
continuare a produrre. Senza cedere un millimetro sulla sicurezza, vigilando, come la
Regione fa da tempo, sul pericolo di infiltrazioni mafiose. Ma senza fermarsi, perché il
mercato non aspetta”.
Lei ha dichiarato che il decreto è un passo
importante, ma non sufficiente: cosa si
attende ora dal Governo?
“Gli interventi sulle case e sulle scuole erano
i più urgenti. E la risposta del Governo è stata
pronta. Ora però dobbiamo sapere dare, con
la stessa velocità, risposte a questo pezzo di
economia che vale 30 miliardi di euro, quasi
2 punti di Pil italiano. Quello che chiediamo
al Governo è di dare una mano all’EmiliaRomagna perché l’Emilia-Romagna possa
tornare ad aiutare l’Italia, e l’Europa, ad
affrontare la sfida del cambiamento. La ricostruzione richiede per gli imprenditori colpiti
dal terremoto regole certe e provvedimenti
adeguati. Stiamo lavorando per la ripresa, e
seguendo passo passo gli interventi del
Parlamento, sollecitando a migliorare il
decreto del Governo laddove necessario. È
giusto evidenziare quanto di buono già ottenuto, grazie all’impegno della Regione
Emilia-Romagna, se passeranno gli emenda-
>>
9
PRIMO PIANO
L’INTERVISTA
menti presentati. In base al lavoro concordato con il Parlamento verrà prorogato di ulteriori due mesi il blocco delle imposte (da settembre a novembre), e la detassazione delle
plusvalenze per l’assicurazione. Due punti
essenziali: il primo per dare respiro agli
imprenditori, il secondo per non danneggiare
chi si era già messo in regola con le assicurazioni evitando così di costringerlo a un’imposizione fiscale ingiusta. Chiediamo però al
Parlamento altre modifiche al Decreto: in
particolare, e innanzitutto, la detassazione
del credito d’imposta per nuovi investimenti,
che rappresenterebbe una misura fondamentale per sostenere il miglioramento sismico di
tutte le imprese della zona. È importante, per
una ripresa concreta e celere delle attività
produttive, che risorse e provvedimenti
accompagnino passo passo i nostri imprenditori”.
Semplificazione: su questo tema gli imprenditori si aspettano tanto dalla Regione e dal
sistema degli Enti locali. Che cosa è stato
fatto e cosa si sta pensando di fare?
“Da qualche mese in Emilia-Romagna la
semplificazione è legge. E sono previste sanzioni per la Pubblica amministrazione che
non rispetta i tempi. Certo, in questa fase
serve uno sforzo in più. Perché il rischio vero
è quello delle delocalizzazioni, soprattutto da
parte delle aziende multinazionali che pure,
fino ad ora, sono rimaste qui”.
Come spiega questa scelta?
“Perché il nostro è un territorio attraente, e
deve continuare ad esserlo. Non soltanto dal
punto di vista economico, della convenienza
a produrre, ma anche per le competenze, i
servizi, il welfare. Avere saputo dare anche in
questa fase una risposta di sistema ha fatto la
differenza. Certo, sarebbe sbagliato abbassare la guardia”.
La Regione ha costruito la Rete alta tecnologia, che unisce e mette a disposizione delle
imprese il sistema della ricerca: che aiuto
può venire da tutto ciò alle imprese colpite?
“A pochi giorni dalla tragedia si è svolta la
settima edizione di Research to Business. Una
manifestazione che abbiamo fortemente
voluto, nonostante l’emergenza. Perché già
oggi, e ancora di più nei prossimi mesi, ci
dovremo porre il problema del ‘dopo’. Ed è
proprio nella Rete dell’alta tecnologia, che fa
perno sul sistema dei tecnopoli, che stanno
prendendo corpo alcune innovazioni che
10
possono giocare un ruolo chiave anche e
soprattutto per la cultura della sicurezza.
Penso al sistema, messo a punto dai ricercatori dell’Università di Bologna, per la misurazione in tempo reale dello stato di salute degli
edifici. Penso, ancora, ai sistemi sviluppati dal
tecnopolo di Ferrara per intervenire in modo
efficiente e non invasivo sul recupero del
patrimonio culturale, che rappresenta la
prima vittima, dopo il lavoro, di questa tragedia”.
Come si sono mossi gli istituti di credito
rispetto agli imprenditori locali?
“Le banche hanno messo a disposizione delle
famiglie e delle imprese colpite dal terremoto
un plafond per finanziamenti a condizioni di
favore per oltre 1,2 miliardi di euro. A ciò si
aggiunge una misura di moratoria delle rate
dei mutui e dei finanziamenti fino al 30 settembre. La risposta è stata relativamente
positiva. Naturalmente, possiamo e dobbiamo fare di più, anche su questo fronte, evitando, come purtroppo si legge in questi
giorni, che quello che vale in teoria non trovi
risposte all’altezza, nella pratica, quando l’imprenditore che vuole ripartire si presenta in
filiale. Un ruolo in questo senso potranno
giocarlo anche i consorzi fidi, a cui la Regione
ha offerto in questi anni un supporto costante dato il loro ruolo sempre più importante al
pari del sistema bancario”.
Cosa significa “guardare oltre”?
“L’Emilia-Romagna ha tutte le risorse per
ripartire e ce la possiamo fare puntando
ancora una volta sulla coesione sociale, sulla
valorizzazione delle eccellenze, sulla ricerca e
l’innovazione. Pochi giorni fa abbiamo pubblicato nuovi bandi per le imprese e presentato i risultati delle misure messe in campo da
un anno a questa parte, tra cui per esempio il
bando ricerca, chiuso il 15 maggio, che attiverà investimenti per oltre 200 milioni di euro
e metterà al lavoro 1.000 persone di cui in
gran parte giovani ricercatori.
Già a novembre avevamo disegnato un
nuovo percorso, che si chiama Patto per la
crescita, intelligente, sostenibile, inclusiva,
quindi il nuovo Programma Attività produttive e Ricerca, 180 milioni di euro per le imprese. Il percorso tracciato è quello giusto, le
sfide si fanno ora più grandi, forse più grandi
di noi. Ma potremo dire – come Istituzioni,
come comunità – di avere fatto fino in fondo
la nostra parte”
Basterà? Certamente no, ma “se le
risorse non saranno sufficienti, così
come è prevedibile – puntualizza
Errani – ci batteremo affinché ne
venga previsto lo stanziamento di
altre”. Il provvedimento entra nel
merito, in particolare, di quel che si
farà per le abitazioni private. “Nelle
prossime settimane – ha proseguito
il Presidente – definiremo le modalità e i meccanismi per realizzare una
distribuzione equa delle risorse”. Il
sostegno potrà arrivare fino a un
massimo dell’80% del costo sostenuto per riparare i danni.
Per l’agricoltura, grazie a un accordo
tra le Regioni, verrà potenziata la
dotazione del Programma regionale
di sviluppo rurale, applicando un
prelievo ai Programmi di ciascuna
Regione, mentre a sua volta il
Governo si impegnerà a garantire il
necessario cofinanziamento. In tutto
arriveranno così 135 milioni in più.
“Un gesto concreto e importante di
solidarietà tra territori – ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – che
aiuterà un settore tanto importante
per la nostra economia quando
duramente colpito dal sisma”.
Il Governo nelle prossime settimane
provvederà a realizzare un apposito
decreto che, come per le abitazioni
>>
civili, specificherà gli interventi per le
imprese, per le quali fin dal primo
momento sono state già attivate
numerose misure. Già con il primo
Decreto era prevista la concessione
di credito agevolato alle imprese su
un Fondo di rotazione della Cassa
Depositi Prestiti e sul fondo di garanzia MedioCredito Centrale. Il Fondo
di garanzia per le pmi è accessibile
alle micro, piccole e medie imprese
dei comuni colpiti. Il Fondo – accessibile a titolo gratuito – offre garanzie per un importo massimo di 2,5
milioni di euro per singola impresa,
a copertura dell’80% delle spese per
la ricostruzione degli immobili e al
ripristino degli impianti.
Sempre con il primo Decreto venivano rinviati a settembre i versamenti
per Irpef, Ires, Iva, Irap, addizionali
Irpef regionali e comunali e Imu e
prorogato al 31 dicembre il pagamento delle rate dei mutui e la
sospensione degli adempimenti processuali e dei termini per i versamenti tributari e previdenziali.
Il primo Decreto aveva varato misure per agevolare la delocalizzazione
temporanea delle aziende, obiettivo
per il quale saranno resi disponibili
anche 10 milioni di euro provenienti
dai Fondi strutturali Por Fesr, in base
ad un accordo comunitario.
Le banche, da parte loro, hanno
messo a disposizione delle famiglie e
delle imprese colpite dal terremoto in
Emilia-Romagna un plafond per
finanziamenti a condizioni di favore
di oltre 1,2 miliardi, oltre a una
moratoria delle rate dei mutui e dei
finanziamenti fino al 30 settembre.
Per l’area colpita dal terremoto si
sono mobilitate anche Università ed
enti di ricerca, che ospiteranno gratuitamente i ricercatori delle imprese
che hanno sede nei comuni colpiti e
hanno messo a disposizione le proprie competenze per ricostruire in
sicurezza e ncon la massima rapidità.
Il consorzio Spinner, da parte sua, ha
finanziato 4 assegni di ricerca sui
temi della ricostruzione e finanzierà
completamente - e non solo al 50%
come avviene solitamente - 30 borse
di ricerca per le imprese del territorio.
Già in campo anche il mondo camerale. unioncamere ha reso disponibili 2 milioni dal Fondo nazionale per
sostenere le imprese danneggiate. La
Camera di commercio di Ferrara ha
stanziato, tra le varie misure,
700mila euro di contributi a fondo
perduto per il riavvio delle attività
economiche colpite dal sisma e ha
messo in campo un fondo rotativo
per il pagamento dei crediti vantati
dalle imprese verso la Pubblica
amministrazione.
La Camera di commercio di Bologna
ha reso disponibile da parte sua circa
1 milione per le imprese danneggiate,
mentre quella di Modena è riuscita a
stanziare 1,5 milioni che saranno utilizzati secondo modalità in corso di
definizione. Supereranno 1 milione
di euro le risorse che la Camera di
commercio di Reggio Emilia metterà
a disposizione
A sinistra
la mappa
delle zone colpite
dal terremoto
LA SCHEDA
Un portale per ricominciare
a Camera di commercio di Ferrara ha attivato “Voglia di ricominciare” il portale, di
carattere prevalentemente solidaristico, che vuole essere un importante mezzo di
comunicazione e strumento di soccorso. Approntato con la finalità di aiutare le imprese,
il portale, accessibile all’indirizzo www.fe.camcom.it/earthquake, si propone di facilitare
l’offerta di immobili, attrezzature e servizi che, in questi momenti, risultano particolarmente difficili da reperire. Alla stessa piattaforma, in connessione, fa riferimento la
Camera di commercio di Reggio (www.fe.camcom.it/reggioemilia). Per accedere all’elenco delle disponibilità di aree e capannoni per le aziende colpite dal terremoto, Dal sito
della Camera di commercio di Modena si accede all’area creata su internet dal Consorzio
Attività Produttive (che comprende 13 Comuni della provincia di Modena oltre al capoluogo). All’indirizzo www.capmodena.it si trova un'apposita banca dati on-line per tutte
le offerte di immobili da destinare alle imprese colpite dal terremoto che hanno la necessità di trovare locali da utilizzare temporaneamente durante la fase di ricostruzione o di
messa in sicurezza delle loro aziende.
L
11
PRIMO PIANO
di Giuseppe Sangiorgi
Un pacchetto di misure concordate tra Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia
Le Camere lanciano
l’operazione ripartenza
imettere in moto l’economia
delle aree devastate dal terremoto, dove è tangibile il desiderio di tornare quanto
prima alla normalità e la voglia di
ricominciare della popolazione e
degli imprenditori.
Va in questa direzione “l’operazione
ripartenza immediata delle attività
economiche”, il pacchetto di misure comuni
concordate tra le Camere di commercio di Bologna, Ferrara, Modena e
Reggio Emilia, assieme
all’Unioncamere EmiliaRomagna, a sostegno
delle imprese colpite dal
terremoto.
“Gli effetti disastrosi dei
ripetuti eventi sismici
costituiscono uno sfregio ad una
realtà economica fra le più solide ed
evolute d’Europa, che rappresenta
l’1,9% del Pil italiano ed il 3,9% dell’export. – sottolinea il presidente di
Unioncamere Emilia-Romagna, Carlo
Alberto Roncarati - Non c’è settore
che non lamenti ferite profonde e difficili da rimarginare. Le imprese sono
provate, ma animate tuttavia da
grande volontà di reazione. A questa
R
Per le imprese
il mondo camerale
locale e nazionale
ha stanziato
5,7 milioni di euro
Sopra, Carlo Alberto
Roncarati
presidente
di Unioncamere
Emilia-Romagna
12
istanza, il sistema camerale vuole
rispondere con un segnale concreto e
dare il suo contributo, in coordinamento con l’impostazione degli interventi pubblici di ricostruzione, per
corrispondere con tempestività e
massimo impegno alle esigenze prioritarie delle imprese”.
Le Camere di commercio delle aree
interessate dal sisma hanno stanziato
cifre importanti che, unite ai 2 milioni di euro di fondi individuati livello
nazionale, si ipotizza potranno arrivare a sfiorare i 10 milioni di risorse
a disposizione per iniziative di supporto alle imprese.
Le iniziative per la ricostruzione, a
valere sui fondi gestiti dalle quattro
Camere di commercio delle aree colpite dagli eventi sismici sulla base
degli interventi di solidarietà decisi
dall’Unioncamere nazionale, saranno innanzitutto destinate a coprire il
reperimento delle risorse finanziarie
per le esigenze immediate (fino a 24
mesi) di ripartenza delle imprese colpite dal terremoto.
Le linee di intervento camerali sono
articolate su due tipologie di destinazione dei finanziamenti, che coinvolgono a livello territoriale i consorzi
fidi dei diversi settori economici, a
cominciare dalle quattro strutture
operanti come intermediari finanziari vigilati.
La prima, consente l’ulteriore sospensione o l’allungamento dei finanziamenti in essere in base alle modalità,
condizioni e tempistiche del prestito
originario. Le imprese potranno in
sostanza prolungare, senza costi
aggiuntivi, la durata dei prestiti in
essere assistiti da garanzia dei confidi,
attraverso la stipula di nuovi con le
stesse caratteristiche, ma con durata
fino a 7 o 10 anni, mantenendo le
condizioni di costo. Con la seconda,
vengono assicurati finanziamenti a
24 mesi per coprire le esigenze di
prima necessità per riavviare l’attività, inclusi gli interventi sul magazzino e quelli immediati di messa in
sicurezza delle strutture ai fini dell’acquisizione della certificazione provvisoria di agibilità sismica.
Nel definire il piano di interventi, la
rete delle Camere di commercio
dell’Emilia-Romagna ha adottato un
criterio di complementarietà e integrazione rispetto alle direttrici del
Protocollo sottoscritto con la Regione, banche, consorzi fidi, associazioni imprenditoriali per sostenere il
credito e gli investimenti per le
imprese. “Il sisma esige una risposta
concreta e coordinata, mediante la
quale aiutare le aziende a riprendere
al più presto le attività - osserva
Maurizio Torreggiani, presidente
della Camera di commercio di
Modena, nel cui territorio sono state
colpite un terzo delle attività imprenditoriali - Le imprese rappresentano
non solo un fatto economico, ma
anche sociale: dietro ognuna ci sono
tante famiglie, degli imprenditori e
degli occupati. Mi auguro che attraverso questa operazione il nostro
sistema produttivo messo così a dura
prova possa trovare gli strumenti più
opportuni per tornare alla normalità”
PRIMO PIANO
di Antonio Minguzzi
Sono partiti anche i lavori per 152 plessi temporaneamente o parzialmente inagibili
Scuola, al via il bando
per 28 nuovi edifici
n bando di gara europeo per
28 edifici scolastici prefabbricati. Un secondo bando per
altri 26 edifici pronto a partire. E via libera ai lavori per rimettere
in sesto i 152 plessi scolastici risultati temporaneamente o parzialmente
inagibili. Sono questi gli interventi
che in meno di un mese l’EmiliaRomagna ha posto sulla
rampa di lancio.
L’obiettivo? “La scuola
è centrale nella nostra
comunità – ha spiegato
l’assessore alla Scuola
Patrizio Bianchi – e noi,
tutti insieme, il 17 settembre vogliamo i
nostri figli sui banchi”.
Anche sul fronte delicatissimo e decisivo dell’istruzione l’Emilia-Romagna si è
distinta in queste settimane per la
qualità della risposta che è riuscita a
mettere in campo. Il segreto? Essere
capaci – anche in questo caso, anche
in questo campo – di fare davvero
sistema. Di lavorare insieme per un
obiettivo comune, chiamando a raccolta le energie di tutti, dall’Unione
Europea al volontariato.
Subito dopo il sisma sono state
messe in campo 12 squadre di esperti delle 4 università emiliano-romagnole che insieme ai tecnici della
Protezione Civile nazionale e regionale hanno verificato in tempi davvero rapidi gli edifici, per valutare se
possono essere recuperati o se devo-
U
Dopo il terremoto
solo il 45% dei 429
plessi controllati
era rimasto agibile
senza interventi
no essere ricostruiti. Parallelamente
si sono trovate soluzione tampone,
per garantire il regolare svolgimento
di esami e scrutini.
L’esito delle verifiche è stato impietoso. Nelle province interessate soltanto il 45% dei 429 plessi ad uso scolastico è agibile senza interventi, il
38% lo può diventare con provvedimenti. In valore assoluto, 191 sono
risultati agibili, 152 temporaneamente o parzialmente inagibili (esiti
B e C), 9 temporaneamente inagibili
e da riverificare in modo più
approfondito (D) , 65 inagibili (E) e
12 inagibili per rischio esterno (F).
La situazione peggiore? Sicuramente
nel modenese, dove è agibile immediatamente solo un plesso su tre.
In particolare dei 199 plessi scolastici verificati nella provincia di Ferrara
sono 100 quelli agibili, 60 quelli
temporaneamente o parzialmente
inagibili, 32 inagibili e 5 inagibili per
rischio esterno. Nel modenese, su
149 edifici scolastici verificati, 53
Patrizio Bianchi (Formazione e Lavoro)
“Abbiamo coinvolto gli atenei per individuare
le soluzioni più innovative per la ricostruzione.
La scuola è centrale nella nostra comunità
e noi, tutti insieme, il 17 settembre
vogliamo vedere i nostri figli sui banchi”
14
sono agibili, 67 parzialmente o temporaneamente inagibili, 23 inagibili e
6 inagibili per rischio esterno. Nella
provincia di Bologna su 54 strutture,
22 sono agibili, 25 temporaneamente o parzialmente inagibili e 7 inagibili, mentre in provincia di Reggio
Emilia su 27 totali sono 16 quelle
agibili, 7 quelle temporaneamente o
parzialmente inagibili, 3 quelle inagibili cui se ne aggiunge 1 inagibile per
rischio esterno.
Il doppio sisma del 20 e 29 maggio
ha danneggiato anche alcune sedi
universitarie, soprattutto Ferrara,
dove sono stati evacuati quattro studentati e sono stati dichiarati inagibili anche cinque centri di formazione
professionale. E proprio dall’Università è ripartito lo sforzo per ricostruire: “Abbiamo coinvolto – spiega l’assessore Bianchi - gli atenei per individuare le soluzioni più innovative per
la ricostruzione. I nuovi edifici non
solo dovranno tenere conto della
sicurezza sismica ma anche della
sostenibilità ambientale”.
Poi sono iniziati i confronti con l’Unione Europea, per individuare procedure sicure quanto tempestive per
raggiungere l’obiettivo. Il commissario per la ricostruzione Vasco Errani
ha incontrato i commissari europei
Tajani e Hahn. Poi il 16 giugno ha firmato l’ordinanza che coordina gli
interventi su scuole e strutture per la
prima infanzia e dà mandato ai sindaci e presidenti di Provincia a procedere alla messa in sicurezza, incrementando la “capacità di resistere al
sisma” con opere di rafforzamento.
Questa prima serie di interventi
riguarderanno 152 plessi scolastici
che, in base alle verifiche, sono stati
giudicati temporaneamente o parzialmente inagibili (esito di agibilità
B o C) e che, quindi, si punta a far
riaprire a settembre con l’inizio dell’anno scolastico. Mentre 9 temporaneamente inagibili sono da riverificare in modo più approfondito (esito
D). E per quelli inagibili in modo
definitivo? Con tre nuove ordinanze
la soluzione ha iniziato a prospettarsi. È partito così, con il bando di gara
europeo per 28 costruzioni alternative alle scuole gravemente danneggiate, il programma straordinario per la
progettazione e realizzazione di
strutture scolastiche provvisorie.
Il bando di gara europeo per 28 edifici scolastici prefabbricati - che sarà
finanziato con 56 milioni e 420 mila
euro - è pubblicato sul Bollettino
ufficiale della Regione EmiliaRomagna, sul Bollettino ufficiale
dell’Unione Europea, sulla Gazzetta
Ufficiale e sul sito di Intercent-ER.
La gara prevede la costruzione di
soluzioni alternative per le scuole che
non sono riparabili in tempi brevi
perché gravemente danneggiate e
quindi lungamente inagibili. Si tratta
di 28 edifici prefabbricati – per un
totale di circa 600 aule e dove previsti anche servizi accessori - costituiti
da strutture durature ed energeticamente efficienti.
Sono localizzati: tre in provincia di
Ferrara (Bondeno, Mirabello e
Poggio Renatico), quattro in provincia di Reggio Emilia (due a Rolo,
Reggiolo e Fabbrico), tre in provincia
di Bologna ( Pieve di Cento, Galliera
e San Giovanni in Persiceto), diciotto
nel modenese (Cavezzo, Concordia,
Camposanto, tre a Castelfranco, tre a
Mirandola, due a Novi, due San
Felice sul Panaro, San Possidonio).
Gli edifici potranno essere realizzati
con strutture portanti in legno, in
acciaio, in cemento armato pre-fabbricato o in pannelli portanti in polistirene e successivo getto in calcestruzzo espanso.
A partire dalla data di pubblicazione
(il 5 luglio), le imprese avevano 15
giorni di tempo per presentare le
offerte per realizzare gli interventi:
ciascuna impresa può partecipare
all’offerta per otto lotti ma essere
assegnataria al massimo di tre lotti.
Le offerte pervenute sono in corso di
valutazione da parte di una apposita
Commissione, in cui saranno coinvolti anche i tecnici di Comuni e
Province su cui insiste l’opera, che
procederà secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, in base alle disposizioni previste
dal ‘Protocollo d’intesa di legalità per
la ricostruzione delle zone colpite
dagli eventi sismici del 2012’, siglato
il 26 giugno scorso.
Le imprese che si aggiudicheranno gli
interventi avranno, secondo la complessità e l’importo dell’opera, dai 7
ai 15 giorni di tempo per presentare il
progetto esecutivo: i cantieri dovranno essere aperti dopo ferragosto e
conclusi nell’arco di uno o due mesi a
seconda dell’intervento.
Nelle prossime settimane sarà predisposto un apposito bando per gli edifici scolastici danneggiati dal terremoto per i quali si prevedono lavori
di sistemazione che richiedono non
oltre nove mesi di tempo: saranno
utilizzati moduli provvisori in affitto,
prevedendo sia il montaggio sia lo
smontaggio. Questi interventi riguardano 26 strutture scolastiche di cui:
7 nel ferrarese, 3 nel bolognese, 2 nel
reggiano e 14 nel modenese
IL CASO
Prosegue l’iniziativa di solidarietà
“Adotta una scuola” non va in ferie
A
più di un mese dal lancio dell'iniziativa di
solidarietà “Adotta una scuola”, organizzata dell'Ufficio scolastico regionale, si
moltiplicano le donazioni anche in tempo di
vacanze.
L’idea è semplice: un indirizzo mail [email protected] per mettersi in contatto direttamente con una scuola terremotata e fare la propria donazione, in denaro (dai
50 euro raccolti durante la festa di fine anno
ai 10.000 dell’azienda del territorio), in
tempo di vacanze (colonie, soggiorni estivi),
in libri e personal computer.
Sono già quasi 200 le adozioni, spesso un
vero e proprio gemellaggio, con la scuola
destinataria dell’intervento. Molti gli interventi dall'estero: scuole tedesche, olandesi,
giapponesi, associazioni di italiani in Svizzera,
istituzioni europee. Tante anche le scuole italiane di ogni ordine e grado, le associazioni e
anche singoli cittadini. Inoltre sono attive
altre due inziative dei gruppi editoriali
Zanichelli e Rcs libri che contribuiscono ad
aiutare gli studenti e le scuole sostituendo
gratuitamente i libri di testo danneggiati o
persi. Sul web tutte le informazioni per sapere come fare: Rcs_libri zone terremotate;
Zanichelli_libri zone terremotate
15
FOCUS
di Marco Casamenti
Oltre 4.800 visitatori alla settima edizione di R2B. Parola d’ordine: “guardare avanti”
L’Emilia-Romagna
riparte dalla ricerca
L’Emilia-Romagna riparte
dalla ricerca”. Così l’assessore
regionale alle Attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli,
durante il taglio del nastro della settima edizione di Research to Business, il salone della ricerca industriale e del trasferimento tecnologico
che si è tenuto a Bologna il 6 e 7 giugno scorsi. “Il nostro
primo pensiero in queste settimane – sottolinea Muzzarelli – va a
tutti i cittadini colpiti
dal terremoto che ha
sconvolto l’area nord
dell'Emilia-Romagna:
assicurare sicurezza a
chi lavora e possibilità
di riprendere nel minore tempo possibile l’attività di lavoro e impresa è il primo
e fondamentale obiettivo. A maggior
ragione per noi R2B è un appuntamento importante – ha sottolineato
Muzzarelli – in quanto l’imprenditorialità è parte fondamentale di questa terra: qui ricerca e innovazione
sono un processo continuo, radicato
nel modo di essere imprenditori
“
Tante le novità
al salone, che ha visto
la partecipazione
di 250 espositori
tra cui 70 start up
16
degli emiliano-romagnoli, e sono
facilitate anche dal supporto della
Regione e in particolare dalla Rete
regionale dell’Alta tecnologia, con la
Piattaforma Costruzioni che potrà
giocare un ruolo chiave nella ricostruzione e nella messa in sicurezza
del patrimonio edilizio esistente”.
Il market place internazionale delle
idee, dei risultati e dei prodotti della
ricerca industriale. Il luogo di incontro tra ricerca e impresa, tra domanda e offerta di tecnologia e innovazione, con l’obiettivo preciso di
favorire nuove opportunità di collaborazione e di business tra università, laboratori di ricerca e mondo
produttivo. Questo è Research to
Business, la cui settima edizione, per
la seconda volta realizzata in collaborazione con Smau, va in archivio
con oltre 4.800 visitatori, 250 espositori – di cui 70 start up – su 5mila
metri quadrati di aree espositive,
oltre a una nutrita agenda di incontri di alto livello, 26 tra convegni e
workshop.
Al salone è andato in scena il meglio
della ricerca al servizio dell’impresa,
un panorama oramai consolidato, in
Emilia-Romagna, che fa perno sulle
sei piattaforme tecnologiche della
Rete regionale dell’Alta tecnologia e
sul sistema dei tecnopoli per la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico. L’occasione ideale per presentare le numerose iniziative realizzate in Emilia-Romagna con il supporto determinante dei fondi europei, per sostenere la nascita di imprese innovative, l’incontro tra ricerca e
impresa, la messa a punto di strumenti finanziari innovativi. Fino ai
percorsi di internazionalizzazione e
alle opportunità della green economy, filo conduttore di diversi strumenti di programmazione regionale,
tra loro integrati, tra i quali il Piano
energetico regionale, il Programma
per la ricerca industriale, l’innovazione e il trasferimento tecnologico
e, naturalmente, il Programma Fesr.
“La Regione Emilia-Romagna si è
presentata a questo salone con una
novità importante – ha osservato
Muzzarelli – e cioè l’approvazione
del Programma per le Attività produttive e Ricerca 2012-2015, che
vuole sostenere concretamente, con
180 milioni di euro in tre anni, l’im-
>>
pegno delle imprese a essere sempre
più competitive”.
La Regione al fianco
di giovani e imprese
Tra le varie misure a R2B hanno
occupato un posto d’onore – nell’ambito di workshop dedicati – i risultati
del secondo bando “Dai distretti produttivi ai distretti tecnologici”, con
cui la Regione ha messo in campo
12,5 milioni di euro per finanziare 16
programmi per altrettanti distretti
produttivi, che daranno vita a un
totale di 93 reti di impresa, per oltre
300 aziende collegate e altrettanti
ricercatori occupati. Mentre la prima
parte del 2012 è andata in archivio
con un nuovo bando, finanziato con
fondi Fesr, dedicato in modo specifico alle start up innovative, e un ulteriore bando “ricerca”, pubblicato a
marzo, che si è chiuso con oltre 100
domande presentate e investimenti
attivabili per oltre 200 milioni di
euro, che porterebbero alla creazione
di un migliaio di posti di lavoro di cui
un terzo ricercatori e addetti alla
R&S. Oltre alle opportunità regionali, implementate anche grazie alle
risorse europee, a R2B è stato presentato il nuovo bando nazionale dedicato ai Cluster tecnologici, con l’intervento di Mario Calderini del ministero del-l’Istruzione, Università e
Ricerca.
Le start up incontrano
‘big’ e venture capitalist
Tra le novità da segnalare per questa
edizione di R2B, c’è Start2Business,
l’iniziativa ideata per promuovere lo
sviluppo di relazioni di business tra
start up e progetti di impresa innovativi, da un lato, e imprese consolidate, dall’altro. Nei due giorni della
fiera sono stati organizzati appuntamenti di affari one-to-one tra aziende
consolidate e 25 start up selezionate
tra un panel di più di 60 start up.
A Start2Business da quest’anno si è
affiancato anche Start2Pitch, ovvero
la possibilità per un numero ristretto
di start up selezionate di presentare il
proprio progetto imprenditoriale a
un pubblico di potenziali finanziatori
Gian Carlo Muzzarelli (Attività produttive)
“R2B per noi è un appuntamento importante:
l’imprenditorialità è parte fondamentale
di questa terra. Qui ricerca e innovazione sono
un processo continuo, radicato nel modo di essere
imprenditori degli emiliano-romagnoli”.
e sostenitori presenti al salone.
Mentre oramai consolidata è l’iniziativa Start2B, che offre alle nuove
imprese un’area espositiva dedicata
con l’opportunità di entrare in contatto con potenziali clienti, finanziatori, partner.
Anche nel 2012 – e per il quarto anno
consecutivo – è stata proposta l’iniziativa speciale Innovat&Match, organizzata da Simpler nell’ambito della
rete Enterprise Europe Network: due
giorni di incontri bilaterali tra aziende, centri di ricerca e università per
conoscere potenziali partner tecnologici, produttivi, commerciali e promuovere quindi al meglio i propri
prodotti e servizi sul mercato internazionale.
Convegni, premi
ed eventi speciali
Ampio, a R2B, il panorama di convegni e workshop, tra cui ha assunto un
rilievo particolare, per l’edizione
2012, l’incontro “Il marketplace della
finanza per la crescita e l’innovazione”, evento di lancio del progetto,
coordinato da Aster, “Marketplace
della finanza e del credito”, una piattaforma unica di incrocio domandaofferta di credito e finanza a supporto
della nascita e dello sviluppo di imprese e di progetti imprenditoriali innovativi. Quindi il Forum internazionale sulla meccanica, prima puntata di
un nuovo format destinato ogni anno
a porre l’accento su una delle
Piattaforme tematiche della Rete alta
tecnologia: agroalimentare, costruzioni, energia e ambiente, ict e design,
scienze della vita e, naturalmente,
meccanica e materiali, il principale
settore dell’economia regionale per
rilevanza economica, tasso di internazionalizzazione, vocazione all’export.
Quindi l’energia, “il problema dei
problemi”, nella lettura data da
Vincenzo Balzani nella sua lectio
magistralis. “Se opportunamente
governata e sostenuta da innovazioni
tecnologiche – ha spiegato Balzani –
la transizione dall’era dei combustibili fossili all’era delle fonti rinnovabili
ci permetterà di avere un’economia
più forte, un ambiente più sano,
nuovi posti di lavoro, servizi più economici e più efficienti e, soprattutto,
un mondo più equilibrato e più giusto”. Fino al convegno “Design di
filiera, il ruolo del progetto nel sistema produttivo emiliano-romagnolo”, organizzato da Adi (Associazione disegno industriale) per dare voce
a un settore che continua a rappresentare un carattere distintivo e
un’eccellenza del Made in Italy.
Protagonisti a R2B, anche quest’anno, i premi. Come il Premio
Innovazione Ict, promosso da Smau
per sottolineare i migliori casi di successo di aziende ed enti della Regione Emilia-Romagna che hanno
innovato con successo il proprio
business attraverso le tecnologie
digitali. Mentre la giornata conclusiva del salone ha visto il lancio, tra
l’altro, della Start Cup-Spinner
2013. “Pur con il pensiero ai tragici
avvenimenti di queste settimane – ha
sottolineato Fabio Rangoni, presidente di Aster – il nostro mestiere è
quello di guardare avanti. Sappiamo
che è la cosa più importante per le
nostre imprese e per il futuro dell’intera comunità regionale”
17
FOCUS
Piattaforma costruzioni della Rete dell’alta tecnologia al fianco dei territori colpiti dal sisma
Sicurezza degli edifici
Ricercatori al lavoro
a terra trema, la ricerca
risponde. Così, a pochi giorni
dal terribile sisma che ha colpito l’Emilia-Romagna, la
Rete regionale dell’alta tecnologia si
è presentata a Research to Business
con un’innovazione capace di dare
una risposta all’esigenza di sicurezza
degli edifici, sempre più pressante
anche per chi non è stato direttamente colpito dalla tragedia.
A svilupparla il Ciri (Centro interdipartimentale di ricerca industriale su
edilizia e costruzioni) dell’Università
di Bologna, parte del tecnopolo di
Bologna e “nodo” della piattaforma
costruzioni, diretta e coordinata dal
professor Marcello Balzani. “Tutto
l’impegno – osserva Balzani – ora è
rivolto per affrontare le situazioni di
emergenza e la messa in sicurezza.
Nei prossimi mesi, però, la piattaforma costruzioni opererà per incentivare e valorizzare un processo di
riqualificazione strutturale di tutta la
L
filiera al fine di affrontare il tema
della ricostruzione, del recupero e
del restauro con modalità innovative, in cui la ricerca e il trasferimento
tecnologico possano finalmente contribuire a proporre e sperimentare
metodologie e modelli di intervento
sul patrimonio culturale, abitativo e
produttivo”.
Dal ponte di Manhattan
alle scuole bolognesi
Concretamente i ricercatori del Ciri
hanno progettato un sistema che,
qualora applicato agli edifici, rileva
subito i danni da forti scosse. In pratica il sistema permette di ottenere
dati in tempo reale sulla stabilità
della struttura – una casa, una scuola, un capannone – prima e dopo la
scossa. Il test è stato eseguito addirittura sul ponte di Manhattan, a New
York, una struttura soggetta a fortis-
sime vibrazioni causate dall’attraversamento del metrò. Tecnicamente il
sistema si chiama Shm (Structural
health monitoring) e si basa su particolari sensori in grado di misurare la
risposta di una struttura dopo una
forte sollecitazione. Una tecnologia
già nota, ma perfezionata dai ricercatori del Ciri e resa meno costosa e
invasiva. Tanto che la
Provincia di Bologna ha
già dato il via libera ad
alcuni progetti pilota
nelle scuole e negli edifici pubblici del capoluogo.
A produrre il sistema
sviluppato dall’Alma
Mater è poi un’azienda
romagnola, con sede a
Lugo: la Teleco, leader
europeo delle antenne mobili per i
camper. “Il sistema – spiega Loris
Vincenzi, ricercatore del Ciri che ha
lavorato al progetto sotto la guida
del professor Marco Savoia – aiuta
nella diagnosi immediata sullo stato
di salute di un edificio, ma può servire anche a sapere quando le accelerazioni hanno superato una certa
soglia”. Ovviamente il lavoro non è
finito, con ulteriori elaborazioni dei
dati necessarie per affinare il sistema
e una collaborazione già avviata, in
fase di test, nientemeno che con i colleghi della Columbia University.
di Marco Casamenti
>>
Dati in real time
sulla stabilità
degli edifici:
l’innovazione
del Ciri di Bologna
Patrimonio artistico
al sicuro con Teknehub
Sono diversi i laboratori della piattaforma costruzioni al lavoro – non
da oggi – per mettere a punto soluzioni per il restauro, la messa in sicurezza e la riqualificazione del patrimonio industriale, civile e artistico
dell’Emilia-Romagna, quest’ultimo
altra grande vittima delle scosse del
maggio scorso. Come Teknehub,
19
FOCUS
LA STRATEGIA
Un nuovo format per approfondire
scenari e prospettive delle sei piattaforme
A R2B va in scena
il Forum internazionale sulla meccanica
n addetto su due del manifatturiero,
in Emilia-Romagna, lavora nella
meccanica. Un settore che contribuisce
al 57% dell’export regionale, e per oltre
il 70% al suo saldo attivo. E parte proprio da qui il nuovo format di Research
to Business destinato ogni anno a porre
l’accento su una delle sei piattaforme
tecnologiche della Rete alta tecnologia.
Sei in totale – agroalimentare, costruzioni, energia e ambiente, ict e design,
scienze della vita e, naturalmente, meccanica e materiali – le piattaforme tecnologiche che fanno perno sulla Rete regionale dell’alta tecnologia e che corrispondono ad altrettante filiere produttive
strategiche per il futuro dell’economia
emiliano-romagnola. Così, al settimo
salone della ricerca industriale e del trasferimento tecnologico, ha preso avvio il
“Forum internazionale sulla meccanica:
sistemi di produzione e mobilità sostenibile”. “Siamo di fronte a sfide completamente nuove – ha osservato il direttore
di Aster, Paolo Bonaretti, introducendo il
Forum – abbiamo bisogno di fare massa
critica e la meccanica è il cuore di questo
percorso. Organizzarsi per piattaforme
significa mettere insieme cluster di ricercatori e cluster di imprese, e la storica
frammentazione del nostro sistema
imprenditoriale può anche essere l’occasione per arrivare a una ricomposizione
di filiera”. Primo step di lavori al Forum,
l’inquadramento degli scenari attuali e
futuri per un settore chiave per l’industria regionale, sia per peso specifico sia
U
20
per potenzialità. “Molte imprese meccaniche emiliano-romagnole – conferma
Bonaretti – esportano oggi fino al 95%
della propria produzione, con forti legami con le imprese tedesche e percorsi di
internazionalizzazione già avviati nell’area Bricst”. Uno scenario in profondo e
ulteriore mutamento – per esempio il
dimezzamento in soli quattro anni della
convenienza a delocalizzare nelle economie emergenti – che ha visto al Forum la
presenza di grandi aziende e attori internazionali interessati a saperne di più sulle
prospettive di sviluppo del settore, partendo dalle imprese grandi e piccole
all’avanguardia in tutto il mondo, passando per i laboratori di ricerca che, in
particolare tra Bologna e Modena, operano al servizio di questa filiera all’interno dei tecnopoli e in stretto raccordo con
le Università. Dopo la sessione introduttiva – che ha visto la relazione di Martyn
Briggs, di Frost & Sullivan, dal titolo
“Disegnare oggi il futuro: tendenze globali e competitività”, il forum è proseguito con due sessioni parallele dedicate
ai temi emergenti dei sistemi di produzione e della mobilità sostenibile. Due
sessioni che hanno visto gli interventi di
esperti internazionali provenienti da
tutto il mondo, dalla Spagna agli Usa,
fino alla Cina. A farla da protagoniste
anche le aziende, tante delle quali – da
Ferrari a Vm Motori, Landi Renzo e
Magneti Marelli, per quanto riguarda la
mobilità – hanno le radici lungo la via
Emilia
uno dei quattro laboratori del tecnopolo di Ferrara che annovera, tra i
propri principali ambiti di lavoro, gli
interventi nei settori legati alle metodologie e tecnologie avanzate per il
restauro, la conservazione e diagnostica dell’architettura e dell’opera
d’arte. Ma anche alla conservazione
e gestione del patrimonio culturale e
ambientale, fino alle metodologie di
indagine non distruttive di intervento
sui beni culturali. “Intervenire sull’esistente o, ancora, costruire meglio –
spiega il professor Marcello Balzani
che, oltre a coordinare la piattaforma
costruzioni, è anche responsabile
scientifico di Teknehub – non significa spendere di più: il sisma pone l’urgenza su tematiche che la piattaforma tratta da tempo e cioè cercare di
introdurre una cultura del progetto,
sia che si tratti di nuove costruzioni
sia di recuperi”.
Sensori hi-tech
per i centri storici
Tutto questo a Research to Business
dove, tra il 6 e il 7 giugno, si è data
appuntamento l’eccellenza della
ricerca regionale al servizio dell’impresa. Le novità e i prototipi presentati in fiera da laboratori e spin
off Made in Emilia-Romagna spaziano infatti in tutti i settori.
Dall’energia-ambiente alle scienze
della vita, dai nuovi materiali all’alimentare, fino all’ict, con applicazioni ancora una volta interessanti
per il dopo-sisma. Come quella sviluppata dalla start up Beesper –
spin-off di Henesis srl, che vanta tra
i propri clienti Toyota e Rete ferroviaria italiana – che propone tutti i
vantaggi delle reti di sensori wireless. Molteplici le applicazioni possibili. In fiera si è visto in azione un
prototipo realizzato in collaborazione con Uretek – leader nel settore del consolidamento dei terreni –
in grado di effettuare in modo rigoroso ed economicamente molto
vantaggioso monitoraggi su larghissima scala – ad esempio su interi
centri storici per individuare eventuali fessure pericolose negli edifici
– e di correlare quindi in tempo
reale il comportamento della struttura a sollecitazioni e vibrazioni
FOCUS
di Maria Baldini
Consegnati a R2B i premi ai progetti più innovativi per lo sviluppo di “città intelligenti”
In Emilia-Romagna
l’ospedale diventa “smart”
è l’Ausl di Forlì, che ha
avviato il “Piano speciale
sangue”, per automatizzare completamente l’intero processo di gestione delle trasfusioni, dal farmaco agli emocomponenti, dalla prescrizione alla somministrazione. Ma anche l’Azienda
ospedaliera di Reggio, che propone
una sala operatoria hitech non solo nelle
attrezzature, ma anche
nel processo gestionale:
il personale, grazie
all’informatizzazione,
può accedere in ogni
momento a tutte le
informazioni
sul
paziente, dalle patologie
alle terapie, dagli esami
ai referti, per massimizzare efficienza e ridurre burocrazia e
tempi. Questi due dei progetti premiati a Research to Business, il salone internazionale della ricerca industriale e del trasferimento tecnologico, nell’ambito dell’iniziativa “Smart
City Roadshow”, realizzata da Smau
in collaborazione con l’Anci
(Associazione nazionale comuni italiani). Città più intelligenti, quindi
più efficienti e vivibili: questa l’ultima frontiera, con molte delle best
practice individuate che hanno le
proprie radici lungo la via Emilia.
La premiazione delle migliori pratiche è avvenuta a margine del convegno “Le città intelligenti: opportunità per le imprese del territorio”, al
quale hanno partecipato, tra gli altri,
rappresentanti delle più importanti
multinazionali dell’informatica quali
IBM e Cisco System, mentre per gli
enti locali a rappresentare le istanze,
le problematiche e i progetti dei
Comuni c’era il sindaco di Torino,
Piero Fassino: “Il primo problema
che si pone, parlando di città intelligenti – ha osservato il primo cittadino torinese – è la replicabilità e la
C’
Quattro i progetti
premiati in regione.
Intanto, al via
l’edizione 2013
di Start Cup-Spinner
22
standardizzazione dei progetti.
Quindi, un nuovo rapporto tra pubblico e privato e il superamento definitivo della verticalizzazione delle
procedure nell’amministrazione pubblica”.
Tradotto, perché le città diventino
davvero smart – ben 2.500 i progetti
realizzati dalla sola IBM in giro per il
mondo, troppo pochi dei quali in
Italia – è necessaria, ha spiegato
Fassino, “l’interdisciplinarietà tra
amministrazioni, e sperimentare le
proposte innovative che stanno nelle
imprese, andando oltre la logica del
bando pubblico”. Proprio quanto
stanno facendo, pur in un quadro
normativo e di risorse ancora del
tutto inadeguato, le altre due “premiate” dall’evento bolognese: il Cnaf
(Centro con sede a Bologna
dell’Istituto nazionale di fisica
nucleare), che ha sviluppato un progetto all’avanguardia per il “building
management” e l’aumento della
potenza di calcolo delle banche dati;
quindi la stessa Unione dei Comuni
della Bassa Romagna, premiata per
avere portato a termine un progetto
all’avanguardia di informatizzazione
e standardizzazione nella gestione
dei documenti comunali.
Business plan competition
Start Cup-Spinner 2013
Ospedali e Comuni, dunque, che in
Emilia-Romagna fanno da apripista
per la realizzazione concreta delle
“smart cities”, altra faccia della
medaglia di un percorso – la valorizzazione delle idee innovative, il sostegno alle start up, la collaborazione
tra ricerca e impresa – che a Research
to Business fa il paio con il lancio
della nuova edizione della Start Cup
– Spinner 2013, la business plan
>>
“l’innovazione tecnologica e la ricerca industriale siano un elemento
distintivo dell’Emilia-Romagna e una
priorità per supportare concretamente le imprese del territorio a competere sul mercato globale”.
I visitatori votano
la migliore start up
competition volta a sostenere la
nascita di nuove imprese sul territorio
regionale che propongano nuovi prodotti, processi, metodi e servizi innovativi sul mercato. Nata nel 2010
dalla collaborazione tra le Start Cup
regionali promosse dalle Università
di Bologna e Modena e Reggio e la
Sovvenzione Globale Spinner 2013 –
il Programma della Regione EmiliaRomagna finanziato dal Fondo
Sociale Europeo (FSE) e dedicato alla
qualificazione delle risorse umane
negli ambiti della ricerca e dell’innovazione tecnologica – l’edizione di
quest’anno vede un ampliamento
della partnership, con il coinvolgimento di tutte le Università
dell’Emilia-Romagna e il supporto
delle associazioni imprenditoriali.
L’obiettivo? Presentarsi ancora più
forti all’appuntamento con il PNI,
Premio Nazionale per l’Innovazione,
in agenda a Bari il 30 novembre prossimo e che vedrà in concorso tutte le
migliori idee d’impresa uscite vincitrici dalle singole competizioni disseminate sul territorio nazionale. Quattro
le categorie (scienze della vita, Ict e
social innovation, agro-food &
cleantech, industrial) e in palio un
finanziamento a fondo perduto del
valore di 25mila euro per sostenere la
fase di start up.
Premio Innovazione
Ict Emilia-Romagna
Grande spazio hanno ricevuto, alla
settima edizione del salone internazionale della ricerca industriale e del
trasferimento tecnologico, i riconoscimenti alle aziende più innovative.
Come il Premio Innovazione Ict Emilia-Romagna, promosso da Smau per
premiare i migliori casi di successo di
aziende ed enti della Regione EmiliaRomagna che hanno innovato con
successo il proprio business attraverso le tecnologie digitali. L’iniziativa si
è conclusa con la premiazione di 6
realtà locali – Aeffe Group (Rimini),
l’Azienda ospedaliera di Reggio
Emilia, Conad Centro Nord (Reggio
Emilia), Smeg (Reggio Emilia),
Gruppo Amadori (Forlì-Cesena) e Ica
(Bologna) – che hanno realizzato progetti di utilizzo di tecnologie digitali
ottimizzando le risorse e riducendo i
costi interni, con, ad esempio, l’adozione dei sistemi di virtualizzazione,
digitalizzazione, cloud computing e
dei sistemi di comunicazione e collaborazione. Protagonisti della mattinata, accanto alle imprese, rappresentanti delle istituzioni e del mondo
economico regionale e nazionale, dall’assessore alle Attività produttive
della Regione Emilia-Romagna, Gian
Carlo Muzzarelli, agli esperti di Net
Consulting che hanno illustrato come
E sono stati proprio i visitatori di
Research to Business – oltre 500 i
votanti – a scegliere la start up che
si è presentata con maggiore entusiasmo e partecipazione in fiera.
Prima classificata, Sgnam, start up
bolognese, parte della rete
EmiliaRomagnaStartUp, che opera
nel campo dell’Ict e propone innovativi servizi nel settore della ristorazione e delle consegne a domicilio
– tra cui la “Sgnam Card” e la possibilità di effettuare ordini direttamente da Facebook – con promettenti prospettive di espansione nel
settore della telefonia. Quindi il
progetto “Intervista”, sostenuto da
Spinner e realizzato da “ComuniChiamo”, altra start up bolognese
con sede a Monte San Pietro: una
sorta di blog on line – disponibile
ovviamente su tutte le piattaforme,
pc, tablet e smartphone – per
segnalare i problemi tipici di un
comune o di una città, dai marciapiedi all’illuminazione, dalla segnaletica alle strade, dalle risorse idriche ai parchi e agli edifici pubblici,
fino a eventuali episodi di degrado
urbano. Infine “Ecopoliscs”, una
sorta di “multinazionale cooperativa” – anch’essa sostenuta dalla
Sovvenzione Globale Spinner 2013
– che propone, avvalendosi dell’esperienza di professionisti provenienti da diversi Paesi e settori, progetti di sviluppo locale integrato
rivolti a città o interi territori e contesti produttivi, per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico
e lo sviluppo di nuove forme di partecipazione democratica. Tutti i
vincitori “eletti” dai visitatori della
fiera hanno ricevuto un tablet e la
possibilità di partecipare al programma Moebius, che è andato in
onda su Radio24, per dimostrare a
tutta Italia l’entusiasmo e la passione per il proprio lavoro
23
A sinistra
premio innovazione
FOCUS
di Marco Casamenti
Dai Programmi Cip e Cosme dell’Ue oltre 80 miliardi per l’accesso al credito delle pmi
Finanza innovativa
per la crescita
a un lato, 3,6 miliardi di
euro, di cui 2,1 destinati in
modo specifico alla messa a
punto di strumenti finanziari
innovativi per lo sviluppo delle pmi
nella direzione dell’innovazione e
dell’efficienza. Dall’altro, ben 80
miliardi, di cui 3,7 destinati – nel
solco di Horizon 2020 – al sostegno
delle piccole e medie
imprese con capitale di
rischio e garanzie per
offrire opportunità concrete al di là del tradizionale canale bancario,
sempre più stretto nella
morsa di Basilea 3.
Sono i programmi Cip e
Cosme, presentati a
Research to Business
durante il convegno
“Marketplace della finanza e del credito per la crescita e l’innovazione”.
Strumenti comunitari che si sono tradotti ad oggi, per l’Italia, in ben 6
miliardi di garanzie di cui hanno
beneficiato 170mila pmi, mentre per
l’Emilia-Romagna il totale degli
“impieghi” supera i 2 miliardi, tra
garanzie e investimenti.
D
Intanto, muove
i primi passi a R2B
il “Marketplace
della finanza
e del credito”
24
L’Europa al fianco delle piccole e
medie imprese, dunque, che assommano il 97% del totale delle attività
produttive ma accedono solo al 20%
dei finanziamenti tramite il tradizionale canale bancario. Uno scenario
che potrebbe cambiare anche grazie
alla nuova piattaforma “Made in
Emilia-Romagna” per far incontrare
domanda e offerta di credito, presentata da Aster al settimo salone della
ricerca industriale e del trasferimento
tecnologico.
Imprese innovative a caccia di credito. Giovani ricercatori che scelgono
di tentare la strada dell’autoimprenditorialità. E dall’altra parte banche,
operatori finanziari, assicurazioni,
fondazioni e istituzioni. Due mondi
distanti, che da oggi, in EmiliaRomagna, potranno dunque incontrarsi grazie alla piattaforma, che si
propone di essere “un luogo di incontro tra operatori finanziari, da un
lato, e imprese innovative, dall’altro”. Duplice l’obiettivo: porsi quale
strumento determinante per la crescita delle imprese regionali e stimolare
l’apertura del capitale regionale ai
mercati finanziari. In concreto, una
piattaforma aperta, sostenuta da un
sito web e organizzata secondo logiche di filiera, dove un vero e proprio
“organismo di advisoring” – composto da imprenditori leader del settore,
soggetti della finanza e del capitale di
rischio, istituti di credito, assicurazioni e consorzi fidi con esperienza in
analisi degli investimenti – studierà i
progetti presentati dalle imprese ed
esprimerà un giudizio sulla loro
“finanziabilità”.
Strumento di supporto, la Rete alta
tecnologia dell’Emilia-Romagna, che
potrà fornire indicazioni sullo “stato
dell’arte tecnologico” dei progetti. In
sostanza, a coloro che passano l’esame – per potenzialità di crescita, livello di innovatività, qualità del business
plan – sarà concesso il credito per
l’avvio o lo sviluppo dell’impresa o,
comunque, saranno “certificate” le
qualità del progetto presentato, attestati di cui gli operatori finanziari che
partecipano alla piattaforma si impegnano a tenere conto nell’erogazione
di eventuali crediti o garanzie.
Destinatari? Le start up, naturalmente, ma anche spin-out di imprese già costituite che hanno bisogno
di capitali adeguati per lo sviluppo
del nuovo prodotto o processo produttivo, con un attenzione speciale
alle reti d’imprese, in una regione
come l’Emilia-Romagna che vede il
più alto numero di “contratti di
rete” a livello nazionale.
A coordinare la piattaforma – che è
stata presentata al salone insieme ai
Programmi Cip e Cosme in un
incontro, a cui è seguita una tavola
rotonda, moderato dalla giornalista
di Radio 24 Debora Rosciani – sarà
Aster, già “regista” della Rete regionale dell’alta tecnologia. Un evento
di lancio che ha rappresentato il
punto d’arrivo di un percorso di
ascolto e confronto partito già a
ottobre 2011, per definire gli strumenti possibili per sostenere, anche
e soprattutto sul fronte del credito,
lo sviluppo delle imprese innovative
dell’Emilia-Romagna.
Un progetto ambizioso che ha trovato in Research to Business la sua
“cornice” naturale, con la presenza
anche quest’anno, in fiera – accanto
ai laboratori della Rete regionale
dell’alta tecnologia, delle imprese,
delle start up e dei centri di ricerca –
di alcuni tra i maggiori “venture
capitalists” internazionali. Imprese a
caccia di credito, ma, perché no,
anche credito a caccia di imprese su
cui valga la pena investire. Con la
nuova piattaforma che si pone come
fulcro, insieme al nuovo portale
EmiliaRomagnaStartUp, per una
collaborazione attiva tra tutti gli
stakeholder
OPPORTUNITÀ
di Claudia Grisanti
Al Comitato di Sorveglianza del Por Fesr 2007-2013 le proposte per il dopo-sisma
Fondi europei: giovani,
imprese, ricostruzione
ffrire, grazie ai fondi strutturali, un’opportunità concreta
alle attività produttive emiliano-romagnole colpite dal
sisma, contribuendo a una pronta
ripresa dell’attività economica. Con
questo primo punto all’ordine del
giorno la Regione Emilia-Romagna
ha aperto il Comitato di Sorveglianza
del Por Fesr, che si è svolto il 19 giugno scorso a
Bologna.
Predisporre nuovi insediamenti, anche temporanei, per le imprese.
Sostenere in modo particolare quei distretti –
biomedicale in primis,
ma anche alimentare,
meccanica, ceramica,
tessile – che rappresentavano, e devono continuare a rappresentare, un’eccellenza economica
nazionale e internazionale. Questa la
proposta della Regione, che discuterà
con la Commissione europea le misure concrete da mettere sul tavolo per
offrire una risposta immediata alle
imprese coinvolte.
In concreto, le proposte di modifica
riguardano l’Asse 2 del Programma,
“Sviluppo innovativo delle imprese”.
In campo, ha osservato Morena
Diazzi, Autorità di Gestione del POR
FESR 2007 2013 e direttore generale
Attività produttive, Commercio,
Turismo della Regione EmiliaRomagna, ci saranno “risorse specifiche per il sostegno agli investimenti
nelle aree colpite dal sisma”. Ad essere “riprogrammato”, nelle intenzioni
di viale Aldo Moro, è anche l’Asse 4
del Por, che sostiene la valorizzazione
del patrimonio ambientale e culturale e, più in generale, l’attrattività del
territorio. Priorità assoluta, qui,
“all’allestimento di aree temporanee
per ospitare le attività produttive colpite”, quindi una forma di contributo alle imprese che scelgono di riloca-
O
Proseguono intanto
i risultati “ordinari”
su sostegno a ricerca,
innovazione, start up
e green economy
Seduta plenaria
del Comitato
di sorveglianza
del Por Fesr
26
lizzarsi in quelle aree. “Abbiamo
bisogno – ha osservato Morena
Diazzi – di essere rapidi e ‘semplici’.
Faremo tutto il possibile per semplificare le procedure, soprattutto dal
punto di vista dei tempi. Il nostro
obiettivo prioritario è ricreare le condizioni affinché le imprese e le filiere
produttive trovino conveniente operare in questo territorio, un obiettivo
che si raggiunge solo mantenendo un
adeguato livello di servizi anche dal
punto di vista del welfare”.
A seguire, il Comitato di Sorveglianza ha fatto il punto sugli obiettivi raggiunti nei primi sei mesi di quest’anno dove, un posto di primo piano, è
andato alle misure per il sostegno
all’autoimprenditorialità innovativa.
Dopo il bando “nuove imprese” –
chiuso a fine 2011 con un centinaio
di domande presentate – si è avviato
da poche settimane (15 maggio) il
nuovo bando “start up innovative”,
che mette in campo 2,5 milioni di
euro, elevabili in corso d’anno, per
sostenere l’avvio di nuove imprese ad
alto contenuto di innovatività e che
allo stesso tempo garantiscano, nei
propri piani di investimento, un
incremento certo e misurabile dell’occupazione stabile. “Con questa misura – ha sottolineato l’assessore regionale alle Attività produttive Gian
Carlo Muzzarelli – forniamo, ai giovani che vogliono mettersi in gioco, le
risorse per il ‘decollo’ dell’impresa. E
allo stesso tempo sosteniamo il progetto dei tecnopoli, essendo la collaborazione con strutture di ricerca tra
i criteri premianti previsti dal
bando”.
Una linea strategica – innovazione,
impresa, coesione sociale – già proposta nel 2011 con il bando “innovazione-reti”, che aveva ricevuto quasi
1.600 adesioni, e che entra ora in fase
operativa con 130 milioni di euro di
investimenti innescati grazie ai 29,4
milioni di contributi erogati. In tutto
399 progetti finanziati, proposti in
buona parte da giovani e donne, con
un incremento dell’occupazione stimato in 450 unità. E sono già 170 le
nuove imprese parte della rete
EmiliaRomagnaStartUp, il primo
portale interamente dedicato alla
creazione d’impresa innovativa e
sostenuto dal Programma Fesr. Mentre Ingenium Emilia-Romagna II – il
fondo di capitale di rischio lanciato
nel 2011 con un plafond di 14 milioni, 7 dei quali provenienti dal Por Fesr
– è stato potenziato grazie alla firma
di una convenzione con Aster e alla
creazione di un “Info Desk” presso il
Cnr-Area della Ricerca.
News positive anche sul fronte green
economy, con la pubblicazione dei
risultati del bando per la rimozione
dell’amianto e l’installazione di pannelli fotovoltaici sugli edifici: 214
progetti grazie ai quali spariranno
dai tetti dalle imprese emilianoromagnole 208mila mq di manufatti pericolosi, sostituiti da pannelli
fotovoltaici per oltre 23.200 kWh di
potenza. Mentre partirà a luglio –
dopo la conclusione dell’iter di
aggiudicazione – il nuovo fondo
rotativo per il finanziamento della
green economy. Progressi anche
sulle Aree produttive ecologicamen-
te attrezzate, dove tra convenzioni
già firmate e che saranno perfezionate nei prossimi giorni – ammontano a una trentina quelle riguardanti
gli interventi energetici finanziati dal
Programma – si arriva a un totale di
quasi 32 milioni di euro di fondi
europei concessi, per 42,6 milioni
complessivi considerando anche gli
interventi ambientali sostenuti direttamente dalla Regione.
L’intero sistema dei tecnopoli per la
ricerca industriale che fa perno sulla
Rete regionale dell’Alta tecnologia si
è poi dato appuntamento, alla settima edizione di Research to Business.
Un’occasione ulteriore per far conoscere a imprese e ricercatori le opportunità dei fondi strutturali, che avranno a loro volta un ruolo determinante anche nella fase di ricostruzione
per il dopo-sisma, grazie in particolare alle innovazioni sviluppate nei
laboratori della piattaforma Costruzioni per il monitoraggio della stabi-
lità statica e dinamica di scuole, ospedali, case private, edifici storici.
Infine, per il patrimonio culturale
sono diversi i progetti conclusi nella
prima parte del 2012 nell’ambito
dell’Asse 4 del Programma. Su tutti,
l’inaugurazione della Casa museo
Enzo Ferrari, avvenuta a marzo, con
ampia partecipazione di pubblico e
stampa internazionale, accorsa per
vedere l’avvenieristica ed ecocompatibile struttura realizzata nel cuore
della Motor Valley emiliana. Gli stessi progetti di valorizzazione e qualificazione del patrimonio ambientale e
culturale – in tutto 38, per 41 milioni
di euro di contributo – sono stati protagonisti del festival AllegroMosso,
che ha portato in Emilia-Romagna, a
maggio, 6mila i giovani musicisti
provenienti da tutta Europa, per oltre
400 concerti che si sono tenuti, in
molti dei luoghi riqualificati grazie al
Por Fesr, in 25 località della costa e
dell’entroterra
di Augusto Zanotti
OPPORTUNITÀ
Grazie al bando, spariranno dai tetti delle aziende oltre 208mila mq di manufatti pericolosi
Una regione
“libera” dall’amianto
eno amianto sui tetti
delle nostre imprese, più
energia pulita, con grande vantaggio per l’ambiente e per il portafogli. Si conclude con la pubblicazione delle graduatorie il bando per la
“Concessione di contributi finalizzati a favorire la rimozione dell’amianto dagli edifici, la
coibentazione degli edifici e l’installazione di
pannelli solari fotovoltaici”, destinato alle
piccole e medie imprese
emiliano-romagnole. A
sostegno dell’iniziativa,
la Regione ha messo
complessivamente a
disposizione oltre 13
milioni di euro, stanziando risorse aggiuntive rispetto ai
10 milioni inizialmente previsti.
Obiettivo del bando – che rientra
tra le attività stabilite dall’Asse 3 del
Por Fesr 2007-2013 – era favorire e
promuovere la qualificazione
ambientale ed energetica del sistema
produttivo regionale attraverso la
qualificazione ambientale dei luoghi
di lavoro, con la rimozione e lo
smaltimento dell’amianto, ma
anche con la realizzazione di interventi finalizzati al risparmio energetico nella climatizzazione degli edifici e alla produzione di energia tramite impianti fotovoltaici.
I risultati della misura sono stati
presentati nelle scorse settimane dal-
M
In tutto 214 i progetti
ammessi a finanziamento.
Grazie ai “pannelli”,
poi, nuova potenza
installata per 23,2 MWh
l’assessore regionale alle Attività
produttive, Giancarlo Muzzarelli.
In totale sono 286 le domande presentate, per 214 progetti ammessi a
finanziamento fino a un importo
massimo di 150mila euro per impresa. Progetti che attiveranno investimenti per oltre 87 milioni di euro, a
fronte di un contributo pubblico
pari all’intero ammontare delle
risorse impegnate (13.084.363,9
euro). “Investimenti molto importanti – ha osservato Muzzarelli – che
si tradurranno in nuova occupazione, un risultato, di questi tempi, particolarmente significativo”.
Nel dettaglio degli interventi ammessi, 214 riguardano la rimozione di
strutture in cemento amianto, per
7,1 milioni di investimento e quasi 3
milioni di contributo pubblico concesso. Sono invece 160 gli interventi
di coibentazione, per 8,6 milioni di
investimenti e 3,5 di contributo.
Infine, i 214 interventi per l’installazione di impianti fotovoltaici, che
vedono investimenti superiori ai 71,3
milioni, per 6,6 milioni di contributo
concesso.
In base ai progetti presentati, oltre
208mila metri quadrati di superficie
Gian Carlo Muzzarelli (Attività produttive)
“Questo bando è solo il primo passo nella direzione
della trasformazione dell’intero patrimonio edilizio
emiliano-romagnolo da ‘energivoro’ a ‘energetico’,
in linea con le previsioni contenute nuovo Piano
triennale dell’energia e nel Patto per la crescita”.
28
produttiva in Emilia-Romagna
saranno liberati da manufatti in
amianto. In testa, a livello provinciale, Piacenza, con quasi 54mila metri
quadrati “bonificati”; segue Bologna, con 43mila, e Reggio Emilia,
quasi 32mila. Sul fronte risparmio
energetico, si stima un minore consumo annuo superiore ai 6 milioni di
tonnellate equivalenti di petrolio,
con il capoluogo che gioca la parte
del leone – con quasi 1,8 milioni di
TEP risparmiati – seguito a breve
distanza da Reggio Emilia e
Piacenza, attorno agli 1,1 milioni a
testa. Grazie poi ai pannelli fotovoltaici realizzati, si arriverà a una
potenza installata di 23.257 kWh,
con grandi benefici in termini di riduzione delle emissioni e di risparmio
sul costo della bolletta energetica.
“Questo bando è solo il primo passo
– ha rilevato Muzzarelli commentando la misura – nella direzione della
trasformazione dell’intero patrimonio edilizio pubblico e privato emiliano-romagnolo da ‘energivoro’ a
‘energetico’, in linea con le previsioni
contenute nuovo Piano triennale dell’energia e nel Patto per la crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva”
Quaderni&documenti
CONGIUNTURA IN EMILIA-ROMAGNA
“Fatturato, produzione e ordini in calo.
Rallenta l’export”
Unioncamere Emilia-Romagna:
“La crisi di origine internazionale
è acuita dagli eventi sismici che
hanno colpito la struttura
produttiva. E’ necessario far fronte
comune tra istituzioni e
associazioni di rappresentanza
per sostenere la volontà di ripresa
di cittadini ed imprese”
Confindustria Emilia-Romagna:
“Crescenti difficoltà del quadro
economico italiano ed europeo.
Gli effetti del sisma rendono
ancora più complessa la ripresa.
Occorrono misure strutturali in
grado di alimentare la domanda
e agire nel medio lungo termine”
Intesa Sanpaolo: “Il credito alle
imprese passa in rosso a marzo:
è necessaria una più stretta
collaborazione tra banche
e imprese, per crescere,
internazionalizzare e innovare”.
N
el primo trimestre 2012 si
sono accentuati i segnali
negativi emersi alla fine dell’anno
passato. Fatturato, produzione e
ordini sono risultati in deciso calo.
Rallentano, ma riescono ancora a
crescere, le esportazioni e gli ordini esteri. La tendenza negativa
interessa tutti i settori, in particolare l’industria del legno e del mobile e quella della moda. Le piccole
imprese, meno orientate al commercio estero, subiscono i contraccolpi più duri. L’industria in
senso stretto dell’Emilia-Romagna
è entrata in un nuovo ciclo recessivo, anche se per ora meno
drammatico rispetto alla pesante
caduta del 2009, quando la produzione accusò una flessione del
14,1 per cento rispetto all’anno
precedente. Sono le imprese di
minore dimensione a pagare il
prezzo più elevato alla crisi.
Sono queste alcune indicazioni
che emergono dall’indagine congiunturale relativa al primo trimestre 2012 sull’industria manifatturiera, realizzata in collaborazione
tra Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo.
La produzione dell’industria in
senso stretto dell’Emilia-Romagna
è diminuita del 3,5 per cento
rispetto all’analogo periodo del
2011, dopo il -0,4 per cento del
trimestre precedente.
Il fatturato a valori correnti ha
subìto una flessione tendenziale
prossima al 3 per cento. Tutti
negativi gli andamenti settoriali.
Al calo di produzione e fatturato,
non è rimasta estranea la domanda che ha accusato una flessione
del 3,6 per cento, consolidando il
trend negativo degli ultimi tre
mesi del 2011.
Le esportazioni hanno rappresentato l’unica nota positiva con un
incremento dell’1,7 per cento,
rispetto allo stesso periodo del
2011, nonostante un lieve rallentamento nei confronti del trimestre precedente.
“I dati congiunturali mettono in
luce l’impatto della crisi del debito sovrano in alcuni Paesi dell’eurozona anche nell’economia
dell’Emilia-Romagna – dice il presidente di Unioncamere EmiliaRomagna, Carlo Alberto Roncarati – e confermano la fase recessiva nella quale è entrata l’industria regionale.
Ci aspettano ancora mesi difficili,
una crisi di origine internazionale
acuita dagli eventi sismici che
hanno duramente colpito la strut-
I
Quaderni&documenti
tura produttiva dell’Emilia: nei
comuni maggiormente interessati
dal terremoto si concentra oltre
l’11 per cento del PIL regionale ed
il 13,4 per cento dell’export emiliano-romagnolo proviene da
questi territori. Ciò nonostante –
aggiunge il presidente Roncarati –
bisogna guardare avanti. Se, da
un lato, il terremoto sta mettendo
a dura prova il nostro tessuto economico, dall’altro sta rafforzando
il senso di appartenenza e lo spirito di collaborazione, da sempre il
vero valore aggiunto di questa
regione. La volontà di rialzarsi e di
ripartire prontamente manifestata
da cittadini ed imprese viene
sostenuta in questa fase da interventi mirati e tempestivi delle
Istituzioni, a livello nazionale e
regionale. In questa situazione, è
del resto necessario ancora di più
far fronte comune tra Istituzioni -e
le Camere di commercio sono
impegnate in prima fila- e associazioni di rappresentanza, per supportare le imprese in modo da
garantire l’immediata ripresa delle
attività produttive colpite dal
sisma. Se ognuno continuerà a
fare con il massimo impegno la
propria parte sono certo che
l’Emilia-Romagna sarà ancora una
volta un esempio a cui fare riferimento”.
“I dati dell’indagine – dichiara il
presidente di Confindustria Emilia-Romagna, Maurizio Marchesini – confermano che il quadro
economico dell’Emilia-Romagna
è allineato con le crescenti difficoltà del contesto nazionale ed
europeo. Le indicazioni delle
nostre aziende confermano che il
2012 resterà un anno negativo in
cui l’export, che pure in terreno
positivo sta fortemente rallentando, è sempre meno in grado di
compensare a livello aggregato le
difficoltà della domanda interna e
degli investimenti. Le aspettative
pessimistiche registrate ad inizio
2012 si stanno pertanto confermando”.
Questa fotografia di sintesi è il
risultato di situazioni molto differenziate: vi sono aziende e settori
che continuano ad avere perforII
mance positive, come la meccanica strumentale e le macchine
utensili, mentre resta particolarmente pesante la situazione dei
comparti più legati alla domanda
interna e ai consumi delle famiglie,
come l’edilizia e settori collegati.
Anche la situazione del credito
resta particolarmente critica. Il credit crunch si è ulteriormente
accentuato, nonostante i tassi
abbiano smesso di salire; le banche denunciano difficoltà di raccolta e tendono a diminuire gli
attivi.
“La ripresa – sottolinea il presidente Marchesini – si allontana. In
più, i recenti eventi sismici hanno
colpito un’area ad altissima vocazione manifatturiera e cruciale per
lo sviluppo industriale del Paese,
rendendo se possibile ancora più
impegnativo il percorso di ripresa.
Le politiche di bilancio improntate
al solo rigore, invece di stabilizzare
il ciclo, stanno facendo avvitare su
se stessa l’intera economia europea. È indispensabile cambiare
strategia, mantenendo la barra
dritta sul risanamento, con misure
strutturali che agiscano nel tempo
e nell’immediato cerchino di alimentare la domanda”.
Il credito in Emilia-Romagna,
secondo l’analisi del Servizio Studi
di Intesa Sanpaolo, ha continuato
a indebolirsi nei primi mesi del
2012, in linea con la tendenza
nazionale. Il complesso dei prestiti, dopo essere cresciuto del 4,8%
in media nel 2011, nel primo trimestre 2012 è risultato invariato
rispetto allo stesso periodo di un
anno prima.
Come già osservato nell’ultima
parte del 2011, nel primo trimestre 2012 è proseguito il deciso
indebolimento dei prestiti alle
imprese che a marzo hanno
segnato una leggera contrazione
(-1,5% a/a in linea col dato
medio nazionale di -1,1%), dopo
20 mesi di crescita. I prestiti alle
famiglie hanno confermato un
rallentamento più moderato e
graduale, ma hanno segnato a
marzo 2012 un minimo del tasso
di crescita, dell’1,9% a/a rispetto
al 3,4% di fine 2011. I prestiti alle
famiglie dell’Emilia-Romagna
sono cresciuti leggermente meno
della media nazionale (+2,4%
a/a nel primo trimestre 2012
rispetto a +3,1% del dato nazionale); quelli alle imprese sono allineati (-0,2% medio trimestrale
per l’Emilia Romagna, -0,3% il
dato nazionale).
A questi numeri si aggiunge la
continua emersione delle sofferenze. Il tasso di decadimento dei
prestiti è stabilmente sopra il 2%
dalla fine del 2009 (2,2% a fine
2011 per l’insieme del settore non
finanziario dell’Emilia-Romagna).
“I fattori determinanti allo sviluppo degli impieghi, – afferma
Adriano Maestri, direttore regionale di Intesa Sanpaolo – cioè la
crescita dei fatturati, gli investimenti e l’aumento degli stock di
materie prime, registrano tutti
segni negativi, ampiamente superiori al pur negativo andamento
del credito, segno evidente di un
ulteriore peggioramento della
qualità degli impieghi delle banche. Sulla dinamica del credito
pesano una pluralità di fattori: la
debole domanda dovuta alla
recessione e alle prospettive quanto mai incerte, il livello elevato
delle sofferenze che obbliga a una
valutazione molto attenta del
merito di credito, le difficoltà di
raccolta delle banche e i vincoli
patrimoniali ad esse imposti, particolarmente stringenti in una fase
di congiuntura economica negativa Da questa impasse se ne può
uscire attraverso una più stretta
collaborazione tra banche e
imprese che non si limiti solo al
credito, ma si estenda anche all’equity, per far crescere di dimensione le imprese, farle internazionalizzare, farle investire in ricerca. E’
nei momenti di difficoltà che si
avviano fasi di forte cambiamento
strutturale. Ancor più in questa
regione, le banche si impegnano
ad accompagnare lo sforzo straordinario di ricostruzione dai danni
dei terremoti e di ripartenza delle
attività produttive, nel segno tangibile della rapida ripresa di un
forte tessuto sociale ed economico
che non si lascia abbattere dalle
calamità.”
Quaderni&documenti
CONGIUNTURA DELL’INDUSTRIA
IN SENSO STRETTO
FATTURATO, ESPORTAZIONI, ORDINI
1° trimestre 2012
Produzione
È diminuita del 3,5 per cento
rispetto all’analogo periodo del
2011, ampliando il calo dello 0,4
per cento rilevato nel trimestre
precedente.
Il calo produttivo delle piccole e
medie imprese è stato determinato da tutte le classi dimensionali, in particolare la piccola
dimensione fino a 10 dipendenti
che ha accusato un decremento
tendenziale pari al 4,5 per cento,
a fronte del trend moderatamente positivo dei dodici mesi precedenti (+0,4 per cento). Nelle
medie imprese, tra 10 e 49
dipendenti, la produzione è diminuita in misura più contenuta (3,2 per cento), ma anche in questo caso c’è stata una inversione
rispetto al trend caratterizzato da
un aumento dell’1,8 per cento.
Le imprese più strutturate, da 50
a 500 dipendenti, hanno risentito
anch’esse della sfavorevole congiuntura, evidenziando una diminuzione produttiva del 3,3 per
cento, anch’essa in contro tendenza rispetto al trend (+2,5 per
cento). E’ da sottolineare che
questo andamento è maturato in
un contesto di crescita dell’export, sottintendendo forti difficoltà sul mercato interno.
In ambito settoriale le maggiori
difficoltà hanno interessato le
imprese legate al legno e alla
moda, con cali della produzione
rispettivamente pari all’8,6 e 5,0
per cento. Se per la moda può
avere influito la riduzione dei
consumi, per il legno può avere
giocato un ruolo importante la
crisi dell’edilizia, dato che gran
parte delle imprese del campione
è impegnata nella produzione di
porte, infissi, serramenti, ecc.
Un’altra diminuzione piuttosto
accentuata ha interessato l’eterogeneo gruppo delle “altre industrie” (tra queste chimica, ceramica, carta-stampa-editoria), la
cui produzione è scesa del 6,3
per cento, a fronte del profilo
piatto rilevato nei dodici mesi
precedenti. Il sistema metalmeccanico ha mostrato una relativa
tenuta, grazie al maggiore grado
di apertura all’export. Le industrie meccaniche, elettriche e
mezzi di trasporto hanno limitato
il calo della produzione a -1,5 per
cento, che sale al 2,4 per cento
nelle industrie dei metalli, che
comprendono larghi strati della
subfornitura meccanica. Per
entrambi i comparti c’è stato un
arresto della fase positiva che
Andamento della produzione industriale, tasso di variazione tendenziale
Fonte: Unioncamere Emilia-Romagna, Centro Studi Unioncamere - Indagine congiunturale sull'industria in senso stretto.
III
Quaderni&documenti
Produzione, fatturato, ordinativi ed export nel I trimestre 2012. Emilia-Romagna
Fatturato
Emilia-Romagna
Industrie
alimentari e delle bevande
tessili, abbigliamento, cuoio, calzature
del legno e del mobile
trattamento metalli e minerali metalliferi
meccaniche, elettriche e mezzi di trasporto
Altre manifatturiere
Classe dimensionale
Imprese minori (1-9 dipendenti)
Imprese piccole (10-49 dipendenti)
Imprese medie (50-499 dipendenti)
Nord-Est
Italia
Produzione
Ordini
(1)
-2,9
Fatturato
Estero
(1)
1,7
(1)
-3,5
(1)
-3,6
Ordini
Esteri
(1)
1,5
-1,4
-3,5
-8,5
-2,8
-1,5
-4,5
5,4
0,8
-7,0
0,3
1,9
2,4
-2,9
-5,0
-8,6
-2,4
-1,5
-6,3
-1,7
-5,6
-8,7
-3,2
-2,3
-4,8
3,7
-1,5
-8,8
0,7
2,7
1,1
-4,2
-2,9
-2,5
0,2
1,0
2,5
-4,5
-3,2
-3,3
-5,1
-3,6
-2,9
0,0
0,8
2,1
-3,9
-4,5
1,7
1,6
-4,6
-5,4
-5,3
-5,7
0,3
0,9
(1) Tasso di variazione sullo stesso trimestre dell’anno precedente.
Fonte: Unioncamere Emilia-Romagna, Area Studi Unioncamere, Indagine congiunturale sull'industria in senso stretto
durava dalla primavera del 2010.
L’industria alimentare che di solito appare impermeabile ai cicli
congiunturali, ha invece accusato uno dei cali più pronunciati
della produzione dal 2003 (-2,9
per cento), interrompendo la
fase di crescita in atto dall’estate
2010.
Fatturato
È stata rilevata una flessione tendenziale a valori correnti prossima al 3 per cento, che si è
aggiunta alla diminuzione dello
0,1 per cento degli ultimi tre
mesi del 2011.
Sotto l'aspetto dimensionale, è
stata nuovamente la piccola
dimensione fino a 10 dipendenti
ad accusare la diminuzione più
sostenuta (-4,2 per cento),
aggravando il calo dello 0,4 per
cento rilevato negli ultimi tre
mesi del 2011. Negli altri ambiti
dimensionali, sono state registrate diminuzioni delle vendite più
ridotte, tra il 2-3 per cento, che si
sono tuttavia distinte anch’esse
negativamente dal trend espansivo dei dodici mesi precedenti.
In ambito settoriale gli andamenti meno negativi sono stati rilevati nelle industrie alimentari e della
meccanica-elettricità e mezzi di
IV
trasporto, con diminuzioni
rispettivamente pari all’1,4 e 1,5
per cento, in contro tendenza
rispetto al trend dei dodici mesi
precedenti. Il sistema moda ha
replicato (-3,5 per cento), l’andamento negativo dell’ultimo trimestre 2011 (-3,0 per cento),
con un peggioramento rispetto
al profilo piatto dei dodici mesi
precedenti (-0,2 per cento). Le
industrie del legno e mobili
hanno accusato la flessione più
pronunciata (-8,5 per cento),
evidenziando un netto peggioramento nei confronti del trend (1,7 per cento). Note negative
anche per le industrie dei metalli
(-2,8 per cento) e per l’eterogeneo gruppo delle “altre industrie” (-4,5 per cento).
Esportazioni
Rispetto all’analogo periodo del
2011 c’è stato un incremento
dell’1,7 per cento, pur in calo
rispetto al trend dei dodici mesi
precedenti (+3,4 per cento).
La maggioranza dei settori ha
contribuito alla crescita in un
arco compreso fra il +0,3 per
cento delle industrie dei metalli e
il +5,4 per cento di alimentari e
bevande. L’unica eccezione ha
riguardato il settore del legno e
mobili, il cui export ha subito una
flessione 7,0 per cento, a fronte
del trend moderatamente positivo dei dodici mesi precedenti
(+0,6 per cento).
Sotto l’aspetto della dimensione,
il contributo maggiore all’evoluzione della domanda estera è
venuto dalle imprese più strutturate, da 50 a 500 dipendenti
(+2,5 per cento), a fronte della
sostanziale stasi delle piccole
imprese fino a 10 dipendenti
(+0,2 per cento) e del moderato
aumento di quelle medie (+1,0
per cento). Ogni classe dimensionale ha tuttavia dato chiari
segnali di rallentamento nei confronti del trend dei dodici mesi
precedenti.
I dati Istat relativi all’export dei
primi tre mesi del 2012 hanno
confermato la tendenza espansiva emersa dalle indagini del
sistema camerale. Il valore delle
esportazioni dell’industria in
senso stretto emiliano-romagnola è ammontato a quasi 12
miliardi di euro, vale a dire il 7,4
per cento in più rispetto a un
anno prima (+5,7 per cento in
Italia). I soli prodotti metalmeccanici, che hanno costituito circa
il 55 per cento dell’export dell’industria in senso stretto, hanno
evidenziato un aumento pari al
6,7 per cento, che è stato trainato dall’ottimo andamento di
autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (+20,7 per cento). L’unica
nota negativa del comparto
metalmeccanico ha riguardato le
apparecchiature elettriche e
apparecchiature per uso domestico non elettriche, il cui export
è diminuito del 15,0 per cento. Il
sistema moda è cresciuto a tassi
soddisfacenti (+14,1 per cento),
mentre la filiera agro-alimentare
è aumentata dell’8,5 per cento,
superando di circa un punto percentuale l’incremento medio. I
prodotti della lavorazione dei
minerali non metalliferi sono
apparsi in leggera ripresa (+4,1
per cento), dopo la stasi del
2011. Si è un po’ arrestata la
corsa dei prodotti chimici (+2,9
per cento), mentre sono tornati a
correre i prodotti farmaceutici
(+9,1 per cento), dopo il magro
risultato del 2011 (-1,6 per
cento). Male il legno (-6,0 per
cento) e i mobili (-1,5 per cento).
Ordini totali
Ogni settore ha subito diminuzioni, che hanno assunto una
particolare rilevanza, tra -5 e -9
per cento, nel sistema moda e
Quaderni&documenti
nel legno e mobili, a conferma di
un primo trimestre che per questi due settori è apparso decisamente negativo. Le industrie
della meccanica-elettricità e dei
mezzi di trasporto hanno visto
scendere gli ordini del 2,3 per
cento, a fronte di un trend di
segno contrario (+2,4 per
cento).
L’industria alimentare ha evidenziato una relativa maggiore
tenuta, con una diminuzione
dell’1,7 per cento, anch’essa in
contro tendenza rispetto al trend
moderatamente espansivo dei
dodici mesi precedenti (+0,4 per
cento).
Per quanto concerne la dimensione, sono state le imprese più
piccole, fino a 10 dipendenti, a
registrare il calo più accentuato
degli ordini (-5,1 per cento), in
linea con quanto descritto precedentemente per produzione e
vendite. La diminuzione più contenuta ha riguardato la dimensione da 50 a 500 dipendenti (2,9 per cento), la cui maggiore
apertura all’export ha consentito
di diluire il trend negativo del
mercato interno.
Ordini esteri
Si ha un incremento tendenziale
dell’1,5 per cento, in controtendenza con l’andamento complessivo della domanda segnato
da una diminuzione del 3,6 per
cento. Tra i settori di attività si
sono distinte le industrie alimentari, il cui incremento del 3,7 per
cento è apparso in leggera accelerazione rispetto al trend (+3,3
per cento). Il sistema metalmeccanico, che vanta una delle più
elevate propensioni all’export
dell’industria in senso stretto, ha
evidenziato aumenti che sono
invece risultati più contenuti
rispetto al trend, in particolare le
industrie dei metalli. I segni
negativi hanno riguardato le
industrie della moda (-1,5 per
cento) e, soprattutto, quelle del
legno e mobili (-8,8 per cento).
Tra le classe è stata la dimensione da 50 a 500 dipendenti a trainare l’aumento (+2,1 per cento),
a fronte della crescita zero delle
Congiuntura industriale in Emilia-Romagna. Tasso di variazione
sullo stesso trimestre dell’anno precedente. 1° trimestre 2012
Fatturato
Fatturato estero
Produzione
Ordini
Ordini esteri
Emilia-Romagna
-2,9
1,7
-3,5
-3,6
1,5
Nord-Est
-3,9
1,7
-4,6
-5,3
0,3
Italia
-4,5
1,6
-5,4
-5,7
0,9
Fonte: Unioncamere Emilia-Romagna, Area Studi Unioncamere,
Indagine congiunturale sull'industria in senso stretto
piccole imprese e del moderato
aumento di quelle medie (+0,8
per cento).
Mercato del lavoro
Per quanto concerne l’occupazione alle dipendenze dell’industria in senso stretto, secondo
l’indagine Istat sulle forze di
lavoro il quarto trimestre del
2011 si è chiuso in EmiliaRomagna con una crescita del
3,9 per cento rispetto all’analogo periodo del 2010 (+2,3 per
cento in Italia), che è equivalsa a
circa 18.000 addetti.
Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, lo sfasamento
temporale che intercorre tra la
richiesta di Cassa integrazione
guadagni e la relativa autorizzazione Inps, fa si che i primi tre
mesi del 2012 possano avere
ereditato situazioni riferite agli
ultimi mesi del 2011, ed è quindi necessaria una certa cautela
nella valutazione dei dati.
Occorre inoltre sottolineare che
non tutte le ore autorizzate vengono effettivamente utilizzate.
L’arrivo di commesse inaspettate
dopo la richiesta di Cig è tra le
cause più frequenti di questa
situazione.
Ciò premesso, la sfavorevole
congiuntura ha comportato un
aumento delle ore autorizzate di
Cassa integrazione guadagni di
matrice anticongiunturale dell’industria in senso stretto, passate dai quasi 2 milioni dei primi
tre mesi del 2011 ai 2 milioni e
135 mila del 2012.
La crescita, pari al 10,4 per
cento, ha avuto il concorso della
maggioranza dei settori, con una
sottolineatura particolare per le
industrie tessili e chimichepetrolchimiche-gomma e materie plastiche. Le uniche eccezioni
hanno riguardato i settori alimentare e pelli-cuoio-calzature,
con riduzioni rispettivamente
pari al 7,8 e 15,0 per cento.
L’industria metalmeccanica ha
superato 1.100.000 ore, confermando nella sostanza il quantitativo dei primi tre mesi del
2011.
Le ore autorizzate per interventi
di carattere straordinario (escluso le deroghe), la cui concessione è subordinata a stati di crisi
oppure ristrutturazioni, riconversioni ecc. sono invece diminuite
del 35,0 per cento rispetto ai
primi tre mesi del 2011, con il
concorso di tutti i settori, fatta
eccezione per l’industria della
carta-stampa-editoria le cui ore
autorizzate sono cresciute del
5,8 per cento. Nel caso degli
interventi straordinari, l’intervallo di tempo che intercorre tra
richiesta e autorizzazione Inps è
significativamente superiore a
quello che si registra relativamente alla cig ordinaria, che è di
solito compreso di norma tra
uno, massimo due mesi.
Pertanto i primi tre mesi del
2012 potrebbero avere riflesso
situazioni che appartengono
nella sostanza all’anno precedente ed è quindi maggiore la
cautela da adottare nell’analisi
dei dati. Anche gli interventi in
deroga hanno dato segnali di
rientro, ma in misura più contenuta rispetto a quanto registrato
per gli interventi straordinari.
Nei primi tre mesi del 2012
sono stati rappresentati da circa
4 milioni e 719 mila ore autorizzate, vale a dire il 5,0 per cento
in meno rispetto all’analogo
periodo dell’anno precedente.
Tra i settori, alla flessione del
18,0 per cento del sistema
metalmeccanico si è contrapposto l’aumento del 50,8 per cento
delle industrie della moda.
Per riassumere, nel primo trimestre 2012 la Cassa integrazione
guadagni ha autorizzato nel suo
insieme all’industria in senso
stretto
dell’Emilia-Romagna
circa 11 milioni e 677 mila ore,
vale a dire il 18,5 per cento in
meno rispetto allo stesso periodo del 2011. Per quanto riguarda la posizione professionale, la
flessione della componente operaia è apparsa più ampia (-20,3
per cento) di quella impiegatizia
(-12,0 per cento). In ambito settoriale l’industria metalmeccanica ha registrato un calo del 20,1
per cento, mentre il sistema
moda ha lamentato una crescita
del 16,4 per cento, dovuta
all’impennata delle ore in deroga.
Registro delle imprese
Il saldo fra iscrizioni e cessazioni
dell’industria in senso stretto –
non sono considerate le cancellazioni di ufficio che esulano dall’aspetto meramente congiunturale – è risultato negativo per
691 imprese, in misura più
ampia rispetto al passivo rilevato
nell’analogo trimestre del 2011
(-347).
La consistenza delle imprese
attive, pari a fine marzo 2012 a
49.442 unità, è apparsa in diminuzione dell’1,1 per cento
rispetto allo stesso periodo del
2011. Sotto l’aspetto della natura giuridica, le forme societarie
continuano a rafforzarsi mentre
si riducono quelle di persone. Le
società di capitale e le “altre
società” hanno accresciuto la
consistenza delle imprese attive
rispettivamente dello 0,7 e 3,0
per cento, a fronte dei cali delle
società di persone (-3,2 per
cento) e delle imprese individuali (-1,5 per cento).
V
Quaderni&documenti
PER MICRO E PICCOLE IMPRESE,
UNA SOLA PAROLA: RECESSIONE
I DATI DI TRENDER L’OSSERVATORIO DI CNA E BCC IN COLLABORAZIONE CON ISTAT
Indagine sul secondo semestre
2011: in calo commesse
e fatturato. Non c’è lavoro
e manca liquidità. Fermi
gli investimenti. Aumentano costi
e imposte, in calo l’occupazione.
Imprese quasi al tappeto.
Tra gli imprenditori cresce
il pessimismo: “così non si va
da nessuna parte”
Gabriele Morelli
segretario
CNA Emilia Romagna
VI
I
l 2012 è iniziato molto male dal
punto di vista economico, ma i
dati sono ancora parziali e legati
alla prima parte dell’anno.
Purtroppo le certezze, pure di
segno negativo, sono confermate
nei dati definitivi del 2001. Tra le
micro e piccole imprese si respira
un clima di pesante recessione per
l’andamento negativo di quasi
tutti gli indici economici. Male il
fatturato, ordini e commesse.
Aumentano i costi e non si assume. Questo il quadro evidenziato
da TrendER, l’Osservatorio congiunturale della micro e piccola
impresa (da 1 a 19 addetti) realizzato da CNA Emilia Romagna e
Banche di Credito Cooperativo
con la collaborazione scientifica di
Istat sui bilanci di 5.040 imprese
associate in regione.
TrendER rileva come nel secondo
semestre 2011 si sia del tutto
interrotta la breve fase di ripresa
avviatasi timidamente a inizio
2010. C’è un calo tendenziale del
fatturato complessivo (-3,2%),
trascinato dal ridimensionamento
della componente interna della
domanda (- 3,5%), in particolare,
dal ridimensionamento del fattu-
rato conto terzi (-4%). Il fatturato
estero prende invece a crescere
decisamente (+ 19,4%), ma il suo
ridotto peso sul complessivo,
compensa solo in minima parte il
calo della domanda interna. Non
bene anche gli investimenti. Ad
un lieve aumento di quelli in
immobilizzazioni
materiali
(+2,4%) fa da contraltare un deciso calo per macchinari e impianti
(-7%). Il livello complessivo degli
investimenti resta comunque inferiore del 18%.
Sul piano delle spese, continuano
a crescere a ritmo notevole quelle
per consumi (+7,2%) mentre
riprende a calare la spesa per retribuzioni (-4,7%) a conferma di
una flessione dell’occupazione.
Relativamente all’andamento per
macrosettori e settori, si aggrava
la recessione nelle costruzioni
dove il fatturato registra a fine
anno un -10,5%. Dopo due
semestri consecutivi di crescita, la
dinamica tendenziale del fatturato, riprende a calare nei servizi (1,1%). Solo il manifatturiero prosegue anche nella seconda parte
del 2011 il processo di ripresa del
fatturato, ma a ritmo progressivamente meno elevato. Tra le attività manifatturiere, in diminuzione
il sistema moda (-2,8%). Anche
nei servizi, l’andamento del fatturato è in calo, e in particolare per
le riparazioni veicoli (-3,3%). In
sostanziale stagnazione anche i
trasporti che segnano un -0,3%.
Le imprese dunque sono quasi al
tappeto e cresce un diffuso pessimismo. E’ questo lo stato d’animo
che prevale tra i piccoli e medi
imprenditori dell’Emilia-Romagna,
come attesta un sondaggio effettuato su di un campione di Pmi
associate a CNA effettuato
dall’Istituto Freni Ricerche e
Marketing di Firenze alla fine del
mese di aprile. Per ripartire occorre lavorare per lo sviluppo e dare
ossigeno alle imprese. Ma 2
imprenditori su 3 non vedono
una via d’uscita prima del 20132014. E i motivi ci sono tutti: nessun segnale di ripresa dell’attività
per oltre il 65% degli intervistati, il
calo pesante dei consumi (73%),
la scarsità di liquidità e l’entità dei
crediti non riscossi (77%).
Pressoché azzerate le prospettive
di ripresa e le attese sono tutte di
segno negativo.
L’emergenza è reale. “E’ in atto
una nuova fase recessiva i cui
effetti sono visibili a partire dal
ridimensionamento del tessuto
produttivo - sottolinea Gabriele
Morelli, segretario CNA Emilia
Romagna - Le nostre imprese ce la
stanno mettendo tutta ma sono
consapevoli che se non ripartono
investimenti e lavoro, da sole non
possono farcela. Come CNA ci
stiamo impegnando fortemente
sul fronte del credito che resta l’elemento di maggiore criticità. Per
questo motivo abbiamo messo al
primo posto tra le richieste avanzate alla Regione, interventi per
affrontare la crisi di liquidità delle
imprese. Inoltre, abbiamo sottoscritto con i più importanti istituti
di credito in Emilia Romagna, una
convenzione che, per i nostri associati, mantiene i tassi sul credito a
breve, estremamente contenuti.
Al Governo chiediamo di mettere
in campo in fretta misure efficaci
per lo sviluppo, coniugando al
rigore fin qui espresso, equità e
sviluppo. Le piccole imprese sono
allo stremo; non possiamo lasciarle sole, se vogliamo dare un futuro al Paese”.
Banche di Credito Cooperativo
dell’Emilia Romagna
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FRUTTERANNO PER TE ED ANDRANNO
A FINANZIARE LE FAMIGLIE, LE IMPRESE,
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DELLA TUA COMUNITÀ. IN UNA PAROLA,
LO SVILUPPO DEL TUO TERRITORIO.
INDAGINE
>>
di Natascia Ronchetti
Lo racconta l’ultimo rapporto di Bankitalia sull’economia regionale
Ripresa (troppo) lenta
anche in Emilia-Romagna
l futuro è ancora incerto, l’EmiliaRomagna resta lontana da una
ripresa stabile e duratura. E sconterà anche i pesantissimi effetti del
terremoto. L’ultimo rapporto di
Banca d’Italia sull’economia regionale mostra che a brillare è solo il turismo, sostenuto dalla componente
straniera. Continua la stagnazione
del settore delle costruzioni, stretto
nella morsa della crisi del mercato
immobiliare e dal crollo delle opere
pubbliche, bloccate dal patto di stabilità che vincola gli enti locali. Tra le
imprese camminano quelle con una
forte vocazione all’export, trainate
dalla vivacità della domanda proveniente da oltreconfine. Annaspano le
aziende che si rivolgono al solo mercato domestico.
In una settantina di pagine la banca
centrale fotografa il sistema produttivo regionale ma anche l’andamento
del credito, confermando che le banche nell’erogazione di prestiti tendono a essere sempre più selettive: bene,
quindi, le aziende reputate solide, in
difficoltà, invece, le imprese con una
redditività minore e un più elevato
livello di indebitamento.
Qualche numero per mettere a fuoco
il sistema regionale. La crescita del
Prodotto interno lordo è rallentata,
fermandosi a un modesto incremento
dello 0,8%, contro l’1,9 del 2010. A
sua volta l’industria è penalizzata da
un calo degli ordini, con una perdita
dello 0,6%. E se il fatturato non
mostra comunque cedimenti, con un
volume d’affari che fa un balzo
dell’8,1%, crollano gli investimenti,
diminuiti del 5,5%, a conferma della
forte prudenza delle imprese a fronte
di prospettive ancora molto incerte.
Il settore maggiormente in crisi continua ad essere quello delle costruzioni,
che perde fatturato (-4,6%) e investimenti (-5,1%), e si confronta anche
con un dimezzamento degli appalti
banditi, diminuiti di ben il 40%.
I
Mentre il turismo continua a viaggiare con grandi numeri e un aumento
del totale delle presenze, cresciute
dell’1,6%, anche le vendite al dettaglio segnano il passo, con un calo
dell’1,6%.
La stretta creditizia è confermata: in
calo dello 0,3% gli impieghi a favore
delle imprese, stessa percentuale per
le famiglie, con previsioni tutt’altro
che rosee, visto che Banca d’Italia
stima un calo complessivo dei prestiti pari al 2,5%. Il credit crunch non
interessa però tutte le imprese. Ad
essere penalizzate sono le aziende
classificate ad alto rischio, sulla base
del rating assegnato dalla Centrale
dei bilanci. Al contrario le imprese
caratterizzate da un basso livello di
rischio hanno usufruito di un aumento del credito pari al 7%.
Del resto anche la raccolta è diminuita, con una perdita secca dei depositi
delle aziende, che sfiora il 4%. “Pur
rimanendo su livelli elevati nel confronto internazionale – spiegano a
Banca d’Italia –, in Emilia-Romagna
si è interrotta la crescita del rapporto
tra ricchezza totale delle famiglie e
reddito disponibile, anche a causa
della decelerazione dei prezzi degli
immobili”. E a partire dal 2013
entreranno in vigore le nuove regole
di Basilea 3, che impongono alle banche di rafforzare la patrimonializzazione, con una conseguente maggiore
selettività nell’erogazione di prestiti.
L’Emilia-Romagna si conferma terza
regione italiana, dopo
Lombardia e Veneto,
per numero di imprese
esportatrici, che sono
23mila. E la forte vocazione all’export del sistema produttivo è stata
sostenuta da una crescita della domanda proveniente dall’estero, anche
se in rallentamento nel
corso della seconda
parte del 2011, con un più 13,1%.
Quanto ai bacini commerciali le
aziende hanno prima di tutto beneficiato della crescita dei Paesi dell’area
Bricst, con un balzo di circa il 20%.
Sui mercati europei, invece, la
domanda, seppure in aumento, risulta meno dinamica. Francia, Gran
Brilla il turismo,
corrono le imprese
vocate all’export
ma arranca
chi vende in Italia
29
INDAGINE
Bretagna, Germania, continuano ad
essere i principali sbocchi, ma per le
piccole imprese resta la difficoltà di
presidiare i bacini esteri.
Tra i settori profondo rosso, ancora,
per le costruzioni. In questo caso
oltre che con la perdita di fatturato, le
aziende si confrontano con prospettive che per il 2012 restano pesantemente negative. La banca centrale ha
analizzato un campione di imprese
del settore con almeno venti addetti:
oltre la metà, lo scorso anno, ha subito un forte arretramento. Dato confermato da Ance, l’associazione
nazionale dei costruttori, che denuncia una diminuzione degli investimenti in costruzioni pari a oltre il
5%. La contrazione si rileva sia nell’edilizia privata, a causa della forte
IL CASO
Ma le multinazionali non abbandonano il territorio
Biomedicale, il sisma ha colpito
un distretto da un miliardo di euro
O
ltre una novantina di aziende. Un giro
d’affari di un miliardo. Questo, almeno, prima del terremoto che ha devastato
parte dell’Emilia. Il distretto biomedicale di
Mirandola, nel modenese, è in ginocchio. È
uno dei più importanti d’Europa, un fazzoletto di un sistema produttivo d’eccellenza,
che annovera una rete di piccole e medie
imprese e grandi multinazionali.
“Abbiamo stimato che il terremoto alle
nostre aziende provoca una perdita di 20
milioni di euro alla settimana”, dice Maria
Gorni, presidente del consiglio di amministrazione di Ri.Mos., e del consorzio
Consobiomed, che associa una trentina di
aziende. Numeri da far tremare ii polsi, per
questo distretto ad altissimo contenuto di
ricerca e innovazione che aveva appena
festeggiato il 50esimo anniversario. Una
ricorrenza che avrebbe dovuto essere
festeggiata da numerose iniziative lungo
tutto l’arco dell’anno, tra mostre e convegni. Tutto annullato, ora le imprese cercano
solo, tra mille difficoltà, di riprendere l’attività produttiva. Quasi tutte hanno subito
gravi danni. Chi non ha visto crollare il
capannone, si trova comunque con uno stabilimento inagibile. Per gli oltre 5mila addetti del distretto cassa integrazione e posto di
lavoro a rischio.
“Solo il 20% delle imprese – spiega Gorni –
è riuscito, a poca distanza dal sisma, a far
ripartire l’attività. La situazione è drammatica. Siamo tutti scossi, cerchiamo di non
ricorrere, per quanto si può, agli ammortizzatori sociali. E si cercano soluzioni provvisorie di fortuna come tensostrutture dove
riorganizzare l’attività. Molti stanno ancora
cercando di salvare un po’ di merce. Tanti
30
delocalizzano, in attesa di poter tornare a
Mirandola, dove non si trova un capannone
agibile. Vanno nel Mantovano, nel
Bolognese. Mirandola è una distesa di tende
dove gli imprenditori cercano di sopravvivere, di rimettere in moto l’azienda. L’Asl ci sta
dando una mano ma la situazione è difficilissima”.
Per ora le multinazionali, che nei giorni
immediatamente successivi alla scossa sembravano pronte a fare i bagagli per trasferire altrove l’attività, non sono in fuga. “Ma
abbiamo bisogno che le istituzioni e il
Governo non si dimentichino di noi”, dice
Gorni. “Il terremoto è stato devastante e il
settore biomedicale è particolarissimo. Ogni
volta che produciamo, se lo facciamo in una
nuova sede, dobbiamo procedere nuovamente con la certificazione. Nei prossimi
mesi dovremmo capire meglio come e in
che modo proseguire, alla luce del decreto
che impone l’adeguamento delle strutture
produttive alle normative antisismiche. Per
ora lottiamo per riprenderci. Ma ci sono
ancora tante aziende ferme”
crisi del mercato immobiliare, sia nell’edilizia pubblica, che paga il prezzo
di una limitata capacità finanziaria.
Per uscire dalla strettoia della scarsità
delle risorse pubbliche per le infrastrutture sono aumentati gli interventi in partnership tra pubblico e privato, operazioni che l’anno scorso
hanno interessato il 24% del mercato regionale delle opere pubbliche.
Una quota rilevante ma non destinata, secondo l’analisi di Banca d’Italia,
ad aumentare.
Le difficoltà si riflettono sull’occupazione, nonostante un aumento dello
0,5% del tasso di occupazione, crescita trainata dalla componente femminile. Ma sono soprattutto i numeri sul ricorso agli ammortizzatori
sociali a manifestare ancora una
volta impietosi la stagnazione del
mercato del lavoro. Certo, l’EmiliaRomagna riesce a contenere la cassa
integrazione rispetto ad altre aree del
Paese, ma ha chiuso comunque l’anno con 80 milioni di ore di Cig che
hanno riguardato quasi 50mila lavoratori. Su questo fronte la situazione
è migliorata rispetto al 2010 (una
diminuzione del 30%), ma dal primo
semestre di quest’anno non sono arrivati segnali positivi. Nell’industria e
nei servizi si assiste, infatti, a una fuoriuscita di manodopera, pari allo
0,8% nel manifatturiero e allo 0,2 nel
terziario. Aumenta però la precarietà:
nel 2011 le nuove posizioni di lavoro
sono state prevalentemente regolate
con contratti a tempo determinato.
Con il risultato che l’Emilia
Romagna riesce comunque a contenere, rispetto alle altre regioni italiane, gli effetti della recessione, ma
deve comunque confrontarsi con un
tasso di disoccupazione che quest’anno arriverà a superare il 7%
EXPORT
di Giuseppe Sangiorgi
Missione emiliano-romagnola nel Paese sudamericano emergente
Brasile, mercato
che vale un mundial
atturare la domanda e conquistare spazi di mercato laddove l’economia galoppa. E’
una necessità per le imprese
per andare oltre la crisi e superare la
stagnazione.
Il Brasile, sesta economia mondiale,
porta di ingresso del Mercosur - il
mercato comune dei Paesi dell’America Latina- corrisponde a questo identikit: un bacino inesauribile di materie prime,
Pil in costante aumento (+3,2% nel 2012 e
+4,5% nel 2013 secondo stime Ice), debito
pubblico basso (37%
del Pil) e un avanzo primario tale da spingere il
governo alla creazione
di un fondo sovrano.
Il Paese verde-oro sta vivendo una
fase di solidità politica e di forte sviluppo economico, sostenuto da
importanti riforme in campo sociale,
C
Nel Paese verde-oro
la crisi non arriva:
nel 2012 il PIL
crescerà del 3,2%,
del 4,5% l’anno dopo
32
con l’ascesa della classe media ed una
conseguente forte propensione al
consumo interno, tanto da essere una
delle principali mete per il commercio internazionale e per gli investimenti delle imprese, ovviamente
comprese quelle tricolori.
L’interscambio tra Italia e Brasile sale
anno dopo anno, tanto che nell’ultima decade è aumentato del 125%.
L’Italia è diventato l’ottavo partner
commerciale del Brasile, secondo, tra
gli europei, solo alla Germania, grazie forse anche di un feeling particolare fondato su forti affinità culturali: su 193 milioni di abitanti, 25 sono
oriundi italiani.
Un Eldorado degli affari insomma, a
cui l’Italia si è approcciata di recente
con una missione di sistema promossa dai Ministeri dello Sviluppo economico e degli Affari Esteri in collaborazione con le Regioni, il supporto
dell’Ice e dell’Ambasciata italiana in
Brasile e la partecipazione della rete
delle Camere di commercio.
A sbarcare nel “Paese del futuro”
sono state circa 230 imprese, portabandiera delle diverse filiere produttive italiane d’eccellenza, alla cui
valorizzazione era indirizzata l’iniziativa inserita nella rassegna promozionale del Made in Italy denominata
“Momento Italia Brasile 20112012”.
Il Brasile è stato individuato come
Paese prioritario, anche in considerazione della possibilità di trovare
sinergie collegate allo svolgimento
della Coppa del Mondo di Calcio nel
2014 e delle Olimpiadi nel 2016,
grandi eventi sportivi che fanno da
volano ad importanti programmi di
sviluppo infrastrutturale. La formula
della missione, fondata su un’azione
istituzionale comune, ha puntato sul
protagonismo dei territori: ad ognuna delle Regioni partecipanti (Marche coordinatrice), ha fatto capo l’organizzazione e il coordinamento del
settore produttivo di riferimento. Il
fulcro è stato a San Paolo, porta di
ingresso all’economia del Paese, dove
si è svolta una sessione plenaria unificata di presentazione del Sistema
Italia e delle opportunità di collaborazione commerciale, imprenditoriale e di investimento ai principali operatori economici e alle istituzioni.
La missione ha toccato poi Curitiba,
Belo Horizonte, Santos e San Josè
Dos Campos dove si sono svolte sessioni parallele composte da incontri
bilaterali con controparti locali selezionate ed iniziative promozionali in
base ai settori d’interesse e agli ambiti di specializzazione delle Regioni
italiane (agroindustria, legno/arredo,
moda, aeronautica, automotive, edilizia, agroalimentare, innovazione
tecnologica, nautica).
La Regione Emilia-Romagna è stata
capofila nazionale per le imprese
della filiera agroindustriale con focus
a Curitiba nello Stato del Paranà.
“Il sistema Italia si è presentato con
una dinamica nuova – sottolinea l’assessore regionale alle Attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli – Il Brasile è un Paese a cui l’EmiliaRomagna guarda con attenzione per
numeri ed opportunità. Le aziende
emiliano romagnole già stabilmente
presenti sono 54 con uffici di rappresentanza, distributori e stabilimenti
produttivi”.
L’Emilia-Romagna si è impegnata in
un’azione di diplomazia economica e
in affiancamento alle attività imprenditoriali. Nella missione, insieme alla
Regione, diversi altri attori: Confindustria Emilia-Romagna, Confartigianato Modena, Centro Servizi
Ortofrutticoli (Cso) di Ferrara, Caab
di Bologna, Comune di Ravenna e le
Università di Bologna e Parma.
Oltre alle tappe del programma ufficiale, la Regione ha accompagnato
alcune imprese anche a Laguna e
Joinville nello Stato di Santa
Catarina. Le 30 imprese regionali
partecipanti - le filiere più rappresentate, meccanica (43%), agroalimentare (26%), abitare-costruire (14%) –
hanno avuto l’opportunità di conoscere il mercato brasiliano, le sue istituzioni, le sue regole, fare incontri
con le aziende locali e porre le basi
per future collaborazioni commerciali e produttive in una realtà non facile. Non poche sono infatti le problematiche con cui confrontarsi: lentezza delle procedure e della burocrazia,
sistema fiscale complesso e stratificato, stringente politica doganale. Il
tema più spinoso è quello dei dazi
all’importazione (a protezione delle
produzioni locali) che possono arrivare all’80% del valore del prodotto.
Quindi per avere successo e superare
una concorrenza agguerrita, una logica di sola vendita di prodotti
dall’Italia può non può essere sufficiente. La strategia del governo brasiliano è di attrarre partner e progetti
che possano coinvolgere il nascente
tessuto di Pmi locali. Meglio quindi
pensare ad un modello misto di vendita e produzione, attraverso joint
venture e accordi commerciali con
imprese locali. Possono essere vincenti progetti imprenditoriali di ampio
respiro basati su relazioni stabili e
accordi istituzionali. Sotto quest’ultimo aspetto, la Regione EmiliaRomagna ha sviluppato da tempo
azioni di collaborazione nell’ambito
della cooperazione decentrata con
lo Stato del Paranà, 10 milioni di
abitanti, quinta economia del
Brasile.
La missione di sistema è stata l’occasione per rafforzare la partnership con il Paranà: è stata infatti
siglata una intesa (ad integrazione
del protocollo di collaborazione firmato nel 2009) per scambi di esperienze nel settore agroalimentare,
incentrata su agroindustria, infrastrutturazione, servizi e assistenza
tecnica nel comparto ortofrutticolo.
“La firma e il potenziamento di
diversi accordi sono la dimostrazione concreta che la collaborazione
può svilupparsi ulteriormente. –
commenta l’assessore Muzzarelli –
Passiamo alla fase operativa rafforzando il fondamentale asse agroindustria e creando nuove opportunità nella meccanica agricola”.
A Curitiba, la firma dell’accordo ha
concluso due giorni intensi con
incontri istituzionali con il Console
italiano, alla Fiep (Confidustria) e
Fecomercio (rappresentanza dei
commercianti), con il vice Governatore del Paranà ed i Ministri dell’Industria e Agricoltura. Nel programma anche un seminario tecnico bilaterale sulla filiera agroindustria e la
visita al Tecpar, il parco tecnologico. Il Paranà è il secondo maggior
esportatore di prodotti agricoli, ma
sono ancora non adeguate la catena
della conservazione-trasporto su
lunghe tratte e la filiera di trasformazione agroindustriale. Opportunità potrebbero prendere forma per
la fornitura di tecnologie all’avanguardia nelle linee di lavorazione di
magazzino e nel packaging.
Il Caab, mercato ortofrutticolo di
Bologna, è stato preso a modello.
“Riteniamo l’esperienza interessante sotto l’aspetto della logistica e
della fornitura di alimenti – osserva
Norberto Ortigara, ministro dell’Agricoltura del Paranà – per riorganizzare e ristrutturare il Ceasa, il
centro ortofrutticolo di Curitiba”
“Vista da Vicino” il magazine televisivo della
Giunta regionale, ha dedicato due puntate al Brasile.
I video sul sito www.inform.er.it, documentano
gli accordi firmati con lo Stato del Paranà
e raccolgono le testimonianze degli imprenditori
emiliano-romagnoli.
IL PROGETTO
Coinvolte 16 imprese dell’Emilia-Romagna
Deliziando sbarca in Brasile
esplorazione del mercato verdeoro è proseguita con la partecipazione alla prima edizione della fiera
“Sial Brazil” a San Paolo, dove sono
state protagoniste 16 aziende emiliano-romagnole. Una cospicua presenza
che conferma le potenzialità ricettive
del mercato brasiliano e consolida l’attività di incoming svolta negli ultimi
anni da Deliziando, il progetto di promozione e valorizzazione dei prodotti e
vini regionali a qualità regolamentata
sui mercati esteri promosso da
Regione, sistema delle Camere di commercio dell’Emilia-Romagna ed Unioncamere regionale, con i Consorzi di
L’
Tutela e l’Enoteca Regionale come
partner operativi.
A buyer, operatori specializzati e pubblico sono stati proposti i prodotti compresi nel paniere di “Deliziando”.
Al Sial sono stati coinvolti gran parte dei
soggetti che in Emilia-Romagna fanno
attività di promozione per il food&wine:
le Camere di commercio ed Unioncamere con l’Assessorato all’Agricoltura,
Enoteca e consorzi tutela, il sistema fieristico attraverso Fiere di Parma in accordo con l’Assessorato alle Attività produttive, oltre al Consorzio export Piacenza
Alimentare. Per la prima volta l’Ice era
presente nello stand regionale
33
INCHIESTA
di Sara Scheggia
Le start up vincitrici del bando Incredibol!: idee giovani che guardano lontano
La creatività
diventa impresa
on è un paese per creativi?
Bologna prova ad esserlo.
Attraverso il bando Incredibol! L’Innovazione creativa
di Bologna, il Comune ha scelto 20
tra imprese appena nate o aspiranti
tali, con base soprattutto a Bologna
ma anche nel resto della regione,
garantendo sostegno economico e
manageriale. Un modo
per tendere una mano
alle professioni in cui è
la creatività a fare la
differenza, le stesse che
in fase di start up
hanno bisogno di un
aiuto prima di poter
camminare sulle proprie gambe. A vincere
sono stati i progetti
giovani dietro ai quali
si sono fiutate le idee migliori: laboratori artigianali di arti grafiche,
atelier di abiti sartoriali o web tv
per bambini e architetti dediti alla
riqualificazione urbana partecipata.
Incredibol! offrirà loro spazi, consulenza in tema di business e piani
di sviluppo, fondi (10mila euro in
tutto) e supporto promozionale.
Un’attività resa possibile grazie
all’appoggio di Comune e Fondazione Carisbo, in collaborazione con
Bam! Strategie culturali, Provincia di
Bologna, Regione, Università, Emilia-Romagna Startup e Arci.
Al bando 2012, diretto a imprese
della cultura del materiale, come il
design, e alla creatività in generale
in ambiti artistici, storici e musicali,
hanno partecipato 148 progetti: un
buon incremento rispetto ai 92 dell’anno scorso. Due le categorie: le
neoimprese, tra cui sono state scelte 6 società su 19, e le aspiranti
imprese, dove a vincere sono state
in 14 su 129.
Nelle scorse settimane sono state
avviate le consulenze a due start up
dell’audiovisivo, promosse dalla
N
148 i candidati,
dalla piattaforma
di idee geniali,
alla web tv
per bambini
34
Cineteca di Bologna (grazie al contributo della Regione e il supporto
di Aster) e affidati ad altre imprese
vincitrici posti gratuiti nei corsi di
specializzazione di Fondazione Ater
Formazione. L’obiettivo è vedere
questi giovani, tra qualche anno, a
capo di società di successo.
Per le “neo-imprese”, in ordine di
punteggio, sono stati scelti: Les
Libellules, atelier di abiti sartoriali
per bambini; Bottega Finzioni,
scuola di scrittura per cinema e tv
fondata da Carlo Lucarelli; Ren
Studio, che ha lanciato fumetti sul
web; Ciclostile Architettura, che
idea riqualificazioni attraverso l’urbanistica partecipata; Comuni-
chiamo, che si occupa di crowdsourcing; Italica Edizioni, casa editrice di saggistica sulla cultura
popolare italiana.
Le 14 “aspiranti imprese” sono
invece: Laboratorio di arti grafiche
classiche e contemporanee, che
aggiorna al 2.0 le antiche tecniche
di stampa; Manoteca, arredamento
fatto a mano; Sfera cubica, cooperativa di produzione e promozione
musicale; Edgelab S, progetti tra
architettura, design e ingegneria;
Tesla Consulting, start up di servizi
informatici e cyber-intelligence;
Seiperdue Snc, audiovisivo sul web.
E ancora: Youtool design out of the
box, piattaforma on line per il design; Wunderkammer, collettivo che
opera anche in co-working; Dhand_design a mano; Elecktrochic
– Art you wear, accessori e gioielli
in materiali elettronici. Infine ci
sono: Ginger: Gestione idee nuove e
geniali in Emilia-Romagna, piattaforma di raccolte fondi per idee
dei cittadini; Minimess.tv, tv su
internet per bimbi; Millewatt studio, comunicazione hi-tech sul web,
Proget-art, arte e architettura
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SETTORI
di Carolina Vaccari
Aziende dell’Emilia-Romagna in vetrina a Ecobuild 2012. Per reagire alla crisi innovando
Edilizia ecosostenibile,
missione a Londra
ziende emiliano-romagnole
in vetrina all’edizione 2012
di Ecobuild, la fiera internazionale dell’edilizia ecosostenibile tenutasi a Londra. Rilevante,
rispetto alla quota di espositori italiani, la presenza di realtà regionali
dell’indotto legato alla produzione
di materiali per l’edilizia. Una scelta
non casuale per il settore edile dell’EmiliaRomagna, già proiettato al dopo congiuntura
economica con strategie
di sviluppo in chiave
internazionale.
Ecobuild, infatti, è la
più grande manifestazione mondiale in materia di edilizia ecosostenibile ed energie rinnovabili e, sotto il profilo degli scambi
commerciali, è la prima nel Regno
Unito. A Londra, associazioni d’imprese e distretti industriali, architetti e amministrazioni regionali negli
ultimi anni sono andate a mostrare
le innovazioni e le eccellenze messe
in campo per la ricerca e lo sviluppo
nel campo energetico e dell’edilizia
A
Imprese e distretti
industriali
protagonisti
al padiglione
italiano
36
ecosostenibile: dalle ultime novità
presentate
da
Confindustria
Ceramica, ai progetti dell’Agenzia
Casa Clima ai sistemi di certificazione. L’edizione 2012 di Ecobuild ha
permesso di rilanciare su scala mondiale le esperienze italiane nel campo
dell’ecosostenibilità, aprendo agli
espositori una corsia preferenziale
per le prossime edizioni di Ecobuild
in Cina, India e Australia, i mercati
emergenti per l’edilizia green. Settore
con margini di crescita importanti
cui stanno guardando con interesse
le imprese emiliano-romagnole più
dinamiche.
A coordinare la presenza di aziende
“nostrane” è la Camera di commercio italiana per il Regno Unito
(Icciuk). Nel 2011 è riuscita a portare oltre Manica più di 100 espositori italiani, la maggiore rappresentanza, per un solo Paese, a una manifestazione che coinvolge in media
1.300 partecipanti da ogni parte del
pianeta e che, quest’anno, per la
prima volta, inaugura le edizioni
cinese e indiana, a Shanghai (è stata
ad aprile) e Mumbai (a settembre).
“L’export italiano nel settore delle
rinnovabili e dell’ edilizia ecosostenibile – dichiara Giuseppe Paoletti,
vicesegretario generale della Camera
di commercio italiana per il Regno
Unito - sta continuando a crescere. I
prodotti italiani in questo campo
sono particolarmente apprezzati, sia
per la ricerca tecnologica sia per il
design e l’estetica. Si tratta di mirare
ai Paesi con maggiore potenziale di
crescita, non potendo più contare,
esclusivamente, sul mercato interno.
Per questo servono efficaci piattaforme di vendita, che assicurino risultati e contatti chiave. In un mercato
estremamente competitivo e su una
scala globale, le Pmi devono essere
disposte a investire direttamente nell’internazionalizzazione, contando
su collaborazioni con agenzie e partecipazioni a manifestazioni internazionali che garantiscano risultati,
visibilità, contatti e, quindi, reali
possibilità di penetrazione nei mercati, più che attendere l’assistenza
dell’ente pubblico nazionale”.
Un invito che l’Emilia-Romagna
sembra aver colto in pieno. A Londra ha portato materiali innovativi,
componentistica, soluzioni per il
risparmio di materiali e costi oltre
al rispetto dell’ambiente e l’eccellenza del comparto regionale. Non
è un caso. Il mercato britannico è
divenuto molto attraente, ma
estremamente competitivo e bisogna usare la testa per conquistarlo.
“Il governo britannico - aggiunge
Paoletti – sta stimolando ricerche e
investimenti sulle rinnovabili applicate a tutti i settori dell’economia
con meccanismi per promuovere e
incoraggiare l’adesione alle tecnologie verdi. La tendenza verso il
green building ha subito un’accelerazione. Tali azioni avranno senso,
però, se si potrà sviluppare una
ricerca su base europea, con conseguenti ricadute sulle industrie
manifatturiere di esportazione”.
L’Inghilterra, per esempio, sta puntando decisamente sul solare fotovoltaico, mentre la Scozia vuole
diventare un hub europeo dell’eolico - soprattutto offshore - e di fonti
che sfruttino, per esempio, l’energia delle maree. Ecobuild è quindi
una piattaforma privilegiata per
coniugare know how e risorse, e
favorire un’industria europea delle
rinnovabili. Non è casuale che, per
l’edizione 2012, gli spazi espositivi
siano stati “bruciati” a tempo di
record dalle richieste. Segno che le
aziende italiane hanno ben chiaro il
trend del mercato. Il 2012 ha superato i dati già ottimi 2011: 55mila
visitatori per il padiglione italiano
con più di 100 aziende (erano 16
nel 2010) su oltre 1.300 metri quadrati di superficie espositiva tra
materiali da costruzione e accessori (37,8% degli spazi), energie rinnovabili (21,6%) e Interior design
(8,1%). Una strada, quella della
rigenerazione urbana, su cui gli
operatori edili chiedono di muoversi con decisione. “Sono interventi
che possono dare un forte contributo al settore, anche se non a
breve termine – concorda Gabriele
Buia, presidente regionale di Ance
Emilia-Romagna – ma dobbiamo
stringere i tempi per essere pronti
quando la congiuntura sarà più
favorevole iniziando dal semplificare e rendere più omogenee le
regole in materia di rigenerazione
urbana e introducendo un sistema
di premialità”
L’ANALISI
Edilteco Group, Sistemi Fotovoltaici e TeTa Ecoliving
In vetrina tre casi di successo
commettono sui mercati internazionali le
aziende emiliano-romagnole volate
all’Ecobuild di Londra. Aziende come le reggiane Graniti Fiandre, Nilo, Alubel, ma anche
la Metalarch da Bologna. Trasferta oltre
Manica per Edilteco Group di San Felice sul
Panaro (Modena), da un trentennio produttrice di malte leggere termoisolanti a base di
inerti superleggeri. Nata e cresciuta come
impresa familiare (Paolo e Carlo Stabellini), è
divenuta una fucina di prodotti innovativi per
l’edilizia con stabilimenti produttivi in Italia,
Francia, Belgio, Argentina e Spagna. Oggi
conta una sessantina di dipendenti e un fatturato di 21 milioni (dato 2010), di cui il 65%
derivante dall’export, ed è sempre più orientata verso i mercati internazionali. Nel 1981
con le malte a intonaci leggeri termoisolanti a
base di polistrene espanso vergine, rivoluzionò il mercato edile. Vanta tuttora la più
importante e moderna linea di produzione di
prodotti premiscelati per la realizzazione di
sottofondi ed intonaci isolanti e forte del proprio know how collabora con aziende di tutto
il mondo realizzando produzioni locali su
licenza e componenti speciali.
La tecnologia avanzata nel solare è invece nel
dna della SistemiFotovoltaici.com di Cesena.
Nata nel 1978 dall’idea di Alberto Emiliani,
Alessandro Valletta e Marco Lucchi (cui si è
aggiunto nel 1989 Carlo Battistini), oggi è
un’azienda che “coltiva energia”. “È un
nostro nuovo sistema brevettato, che rende il
6% in più rispetto al sistema fisso”, sottolinea Alberto Emiliani. “In più l’impatto visivo
è contenuto e rende l’impianto integrato con
l’ambiente rurale”. L’installazione degli
impianti fotovoltaici sul terreno avviene con
una struttura di sostegno a inclinazione variabile, con la tecnica e le attrezzature utilizzate
per l’impianto di vigneti e frutteti, senza
necessità di basamenti o zavorre. Una soluzione non invasiva che abbatte costi accessori di installazione e facilita “l’inseguimento”
del sole. Nel 2010 l’azienda ha installato il
2% del fatturato nazionale di impianti fotovoltaici e punta a crescere ancora: oltre 40 le
sue squadre di elettricisti specializzati nel
montaggio.
A Londra è andata anche TeTa Ecoliving,
azienda di progettazione di Reggio Emilia
S
forte di un team di esperti nel campo dell’edilizia a risparmio energetico, acustica, termotecnica ed elettronica. Opera in tutti i settori delle rinnovabili realizzando impianti
“chiavi in mano” con soluzioni che si concentrano sul rapporto fra uomo, ambiente,
tecnologia ed energia. TeTa offre geotermia,
fotovoltaico, solare a cogenerazione, demotica, passando per interior design e progettazione di giardini e, soprattutto, un sistema
costruttivo innovativo per il territorio italiano
nel campo dell’edilizia residenziale: il
Metalframing, un metodo brevettato in
grado di sfruttare al massimo la potenzialità
dell’acciaio. Un prodotto ad alta praticità,
resistenza al fuoco, prestazione antisismica
ed elevata performance acustica e termica.
“Il tradizionale modo di costruire e progettare - spiega Andrea Azzali, presidente di TeTa
Eco Living - non è più in grado di far fronte
all’alta qualità richiesta dall’utenza e alle
molteplici esigenze del mondo delle costruzioni”
37
STORIE
Nato nel 1912, il consorzio cooperativo affronta la crisi forte dei valori di sempre
di Milena Sala
CCC, un secolo di vita
dai birocciai all’AV
utto inizia cento anni fa. Era il
1912 quando otto cooperative
con 400 soci, birocciai e scariolanti,
costituirono
il
“Consorzio fra le cooperative di
birocciai, carrettieri e affini della
Provincia di Bologna”. All’indomani
dell’approvazione della legge che istituiva la figura giuridica del Consorzio fra Cooperative, utilizzarono quella normativa innovativa per
poter crescere autonomamente, per partecipare direttamente alle gare
pubbliche ed evitare
quindi il lavoro in
subappalto.
Il primo bilancio del
Consorzio che compie
quest’anno un secolo di
vita fu di 300 mila lire (corrispondenti circa a un milione di euro
attuali) e la prima importante acquisizione nel 1914 fu l’appalto novennale di manutenzione delle strade di
Bologna. Oggi, dopo aver attraversato situazioni critiche ed altre più fortunate, l’allora Consorzio di birocciai è diventato uno dei più importanti soggetti imprenditoriali del settore delle costruzioni con 300 soci ed
un fatturato che da anni si attesta
oltre il miliardo di euro.
Nel corso del suo secolo di vita,
aveva cambiato nome nel 1946 e
ancora nel 1979 quando, dopo l’unificazione con i consorzi delle cooperative di produzione e lavoro di
Modena e Ferrara, assunse la denominazione attuale: Consorzio Cooperative Costruzioni. Il CCC è un
buon testimone delle crisi e delle fasi
di sviluppo del Paese: ha vissuto
momenti difficili, sia per le condizioni economiche di contorno, sia per i
travagli che periodicamente hanno
investito il corpo sociale. Tuttavia, la
solidarietà della base sociale e l’attaccamento alla funzione consortile,
T
L’utile si è ridotto
a 500mila euro,
ma al Consorzio
non mancano
i progetti per il futuro
Anni ’30:
La famiglia
di un capocantiere
di opere stradali.
Sono il padre,
la madre e i fratelli
di Vincenzo Martino,
per molti anni
presidente della
Coop Costruzioni,
associata al CCC.
Foto da Archivio
Ferri/Roversi
Al centro,
la terza torre
della Regione
realizzata da CCC
38
hanno fatto sì che ogni volta il Ccc
ne sia uscito risanato e più forte di
prima.
Per quanto attiene ai dati economici,
il Consorzio ha archiviato un 2011
difficile con un utile di soli 500mila
euro, con un ‘portafoglio lavori’
acquisiti destinato a garantire nei
prossimi anni una produzione per
circa 1.650 milioni di euro (nel 2010
erano 1.579 milioni di euro). Ma,
cifre a parte, qual è il futuro del CCC
e, in generale, del settore delle
costruzioni?
“Il consorzio – dichiara Piero
Collina, ventunesimo presidente, in
carica dal 1998 - vive la situazione di
grave crisi del settore delle costruzioni come tutte le altre imprese e, operando prevalentemente in Italia, e nel
settore pubblico, è fortemente condizionato dai vincoli posti dal Patto di
Stabilità. Il problema che si apre nell’immediato futuro è legato alla compressione del mercato ed alla restrizione del credito. E’ ormai scontato
che il budget delle acquisizioni predisposto nel dicembre 2011 sarà fortemente ridimensionato, ma anche le
prospettive per il 2013 non sono
molto rassicuranti”.
Pur tuttavia, da un semplice Consor-
zio provinciale fatto per la volontà di
lavoratori determinati, oggi per la
convinzione delle cooperative associate e dei suoi lavoratori il CCC si
appresta a nuovi traguardi, migliorando ulteriormente la qualità della
sua funzione, a fronte dei mutamenti economici e sociali, che hanno contraddistinto i 100 anni trascorsi e,
soprattutto, di quelli che verranno.
Cent’anni nel corso dei quali la cooperazione si è affermata anche come
idea imprenditoriale valida, competitiva, sempre eticamente rigorosa e
rispettosa delle regole che governano
la vita del nostro Paese, verso il
quale, nel corso dei 150 dell’Unità di
Italia, il secolo di vita del Consorzio
ha sicuramente portato un piccolo
contributo alla crescita economica e
al miglioramento delle condizioni
sociali.
Significativo è stato il ruolo del CCC
nelle opere infrastrutturali, fra le
quali sono da segnalare la realizzazione della Direttissima BolognaFirenze degli anni trenta del XX secolo e l’Alta Velocità del XXI secolo,
per non parlare di strade, ponti, case,
interi quartiere, scuole. Nell’ultimo
decennio l’impegno del Consorzio si
consolida in campo nazionale con la
realizzazione di grandi opere a rete
come le linee Alta Velocità MilanoBologna e Roma-Napoli, con qualificati restauri quali quello del Teatro
alla Scala di Milano e quello (ancora
in corso) della Galleria degli Uffizi di
Firenze. Tra i cantieri di prossimo
avvio figura la costruzione e gestione
di un’infrastruttura a trasporto rapido di massa collegamento tra l’aeroporto Marconi e la stazione centrale
ferroviaria di Bologna.
“Il progetto del people mover – spiega il presidente – è una infrastruttura
innovativa, adatta ad un pubblico
prevalentemente di ‘viaggiatori’, che
può essere un forte aiuto ai collegamenti con alcuni punti nevralgici
della città come la stazione ferroviaria e l’aeroporto del capoluogo emiliano, ed è prevedibile che possa concentrare su quest’ultimo più passeggeri delle città vicine che, anche grazie all’alta Velocità, vedono ridotti i
tempi degli spostamenti. Ci auguriamo, pertanto, di arrivare a breve ad
una conclusione del percorso autorizzativo della monorotaia, allo scopo
di contribuire alla crescita della città
e, non ultimo, alla creazione di occupazione”.
“Il CCC – conclude Collina - non si
sottrarrà all’impegno ad affrontare le
difficoltà dei prossimi anni. Cambieranno le persone, ma i fondamentali
etici, i principi di base, la sua modernità, nonostante gli anni, saranno
l'involucro che aiuterà i futuri dirigenti cooperativi e consortili a mantenere alti i valori della tradizione
cooperativa. Da qui, la fiducia che l’idea cooperativa si svilupperà anche
nei prossimi decenni e che quindi
anche l'importante funzione consortile sarà confermata e valorizzata dai
suoi soci”
Piero Collina
presidente del Consorzio
IL FOCUS
Una modalità per realizzare le opere sempre più diffusa
Il project financing in Emilia-Romagna
l Consorzio Cooperative Costruzioni ha
realizzato importanti lavori in project financing ed occupa un posto di rilievo fra i principali player nazionali, in questo specifico comparto, che ha consentito a cooperative piccole, medie e grandi di sperimentarsi – anche in
alleanza con imprese private – sulla finanza di
progetto sulla base delle migliori pratiche di
mercato.
A 12 anni dall’introduzione del project financing nella legislazione nazionale dei lavori
pubblici può essere delineato un primo bilancio dell’utilizzo in ambito regionale di questo
istituto che è stato utilizzato in una ampia
gamma: dai progetti di ampia valenza sociale e piccolo taglio quali asili nido, scuole
materne, residenze per anziani, piscine ed
attrezzature sportive agli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili; dalle
infrastrutture per il trasporto rapido di massa,
ai parcheggi, ai porti turistici, dal social housing agli studentati, agli ospedali, ai cimiteri;
ai grandi progetti come le autostrade.
La Regione, i Comuni capoluogo di provincia, le ASL e le Aziende Ospedaliere, ma
anche i piccoli Comuni, gli enti pubblici economici, fino alle Provincie che sono rimaste in
I
generale più ai margini, si sono attivate per
soddisfare i bisogni ed offrire servizi qualificati ai cittadini utenti in un decennio che è stato
caratterizzato dal contrarsi progressivo dei
volumi della finanza locale.
“Ma l’avvio lento dell’applicazione del
project financing e l’esplodere della crisi sui
mercati finanziari con le conseguenze sul
mercato del credito e del private equit - afferma Massimo Cavrini, direttore attività complesse del CCC - non hanno permesso di
cogliere il massimo risultato possibile a beneficio dell’economia regionale e delle comunità locali”.
Tuttavia, il project financing non può essere
letto solamente come una modalità per realizzare opere pubbliche ovvero come contributo al Pil regionale. “Esso – precisa Cavrini determina anche un contributo al miglioramento alla vita del cittadino utente attraverso l’erogazione di servizi di qualità, crea occupazione in una certa misura stabile nel
medio-lungo termine ed infine ha quale ricaduta la diffusione di una cultura economicofinanziaria e tecnica superiore che promuove
e qualifica gli operatori economici e la
Pubblica Amministrazione”
39
OLTRE LA CRISI
L’azienda lughese di logistica festeggia i 30 anni e avvia una partnership con Toyota
di Milena Sala
Rob-Car
soluzioni in movimento
na lunga crescita nell’attività
d’impresa e nel saldo legame
con il territorio. Rob-Car,
l’azienda lughese leader nella
movimentazione e nella logistica
delle merci di strada ne ha fatta dal
1982, quando Mario Betti diede
concretezza all’idea imprenditoriale
che oggi coinvolge tutta la famiglia.
Attualmente la compagine sociale è costituita
oltre che dal fondatore
Mario, anche dai figli
Ylenia e Valentino.
“Festeggiare trent’anni
di attività è sicuramente
un traguardo, ma raggiungerlo con la consapevolezza che ciò che si
è costruito avrà un
futuro, riempie di soddisfazione – osserva Mario Betti –
gratifica sapere che sono i figli a dare
continuità ai sacrifici e alle aspettative di una vita”.
Rob-Car, superando anche momenti
di difficoltà, oggi dà lavoro a una
quindicina di addetti. Nel 2011 ha
fatto segnare un fatturato record,
superando quota 2,7 milioni di euro.
“Lo sforzo di una vita non si appaga solo con il raggiungimento degli
obiettivi, ma esistono momenti di
incontro che solidificano le tracce
che ognuno di noi cerca di lasciare”,
aggiunge Betti. “Il lavoro fine a se
stesso è indispensabile, ma se questi
momenti non si possono condividere con gli altri, rimangono privi di
sostanza. È importante avere un
bilancio fatto non solo di traguardi
produttivi, ma anche di tracce sul
territorio”.
In questo trentennio la Rob-Car si è
distinta non solo per il lavoro svolto
o per il servizio offerto, ma perché
impegnata nel sostenere la comunità
locale, tanto da rappresentare un
esempio di impresa socialmente
responsabile nel promuovere lo
U
Grande attenzione
al tema della sicurezza
per contrastare
l’uso improprio
delle attrezzature
40
sport, con piccoli contributi alle
richieste di numerosissime società,
ma anche la cultura, sponsorizzando
mostre, iniziative teatrali, pubblicazione di riviste e cataloghi, e infine il
sociale, sostenendo iniziative di
sanità e welfare, oltre alle adozioni a
distanza. Questo impegno costante,
Betti lo ha espresso a lungo anche
nell’attività amministrativa, come
assessore comunale e come dirigente
della Cna.
Nel contesto dei festeggiamenti per i
30 anni Rob-Car ha organizzato un
convegno sulla sicurezza nello spostamento delle merci nella convinzione che la prevenzione degli infortuni sia fondamentale per la crescita
economica e sociale. Tra le principali causa di incidenti e infortuni in
ambito lavorativo c’è l’uso improprio delle attrezzature di sollevamento. L’uso corretto del carrello
elevatore concorre a ridurre quindi
un fattore di rischio. Toyota
Industrial Equipment, azienda leader mondiale nel settore della
movimentazione e della logistica (7
mila carrelli venduti all’anno sul
mercato italiano e 155mila nel
resto del mondo), che investe fortemente nella ricerca della sicurezza e
nella formazione, ha trovato in
Rob-Car il partner ideale e in sintonia di valori per avviare un
accordo commerciale che è foriero
di mutui vantaggi. Un contributo
alla comunità e insieme una scelta
significativa di un nuovo inizio, di
una ripartenza.
“Con questo accordo alziamo il
livello della nostra offerta”, conclude Betti. “Scegliere Rob-CarToyota per un cliente vuol dire
poter accedere a un full-service che
mette al riparo dalla superficialità e
dal pressapochismo, garantendosi
sicurezza e risparmio”
FINANZA
Inserto redazionale
di Enrico Vincenzi
Approva il bilancio 2011 e getta le basi per un nuovo rapporto con le banche
Fidindustria ER:
al fianco delle imprese
idindustria ER conferma la
propria presenza al fianco
delle imprese emiliano romagnole. In un contesto economico finanziario caratterizzato dalla
forte congiuntura negativa internazionale, l’Assemblea dei soci di
Fidindustria Emilia Romagna ha
approvato all’unanimità il bilancio
2011, a quasi due anni
di distanza dall’iscrizione nell’elenco speciale ex art. 107 del
testo unico bancario. Il
Confidi non si è risparmiato ed ha prodotto
un notevole sforzo
totalmente orientato al
supporto delle imprese
del territorio, agevolando l’erogazione del
credito a particolari
condizioni, anche grazie all’utilizzo del
Fondo di Cogaranzia
Regionale stanziato
dalla Regione EmiliaRomagna.
All’Assemblea, nella
prestigiosa sede del
Museo del Patrimonio
Industriale di Bologna
hanno
partecipato
numerose
imprese,
banche, Associazioni di categoria,
rappresentanti dell’Assessorato alle
Attività Produttive della Regione
ER e della Camera di commercio di
Bologna. Appena prima, l’Assemblea Straordinaria aveva sancito la
fusione per incorporazione di Cofim
Modena: un fondamentale passo in
avanti verso la massima integrazione e sinergia tra i confidi territoriali.
Nel 2011 Fidindustria ha confermato il proprio ruolo di Confidi garante delle imprese del territorio, sostenendo senza indugio il tessuto
imprenditoriale locale duramente
provato dalla negativa congiuntura
F
Nel 2011 oltre 150
milioni di finanziamenti
Sono 147 i nuovi
iscritti, per un totale
di 3.280 soci.
Alessandro Volta
presidente
di Fidindustria
A destra,
Stefano Borchini,
presidente
del Consiglio
di Sorveglianza
42
economico finanziaria: l’anno passato registra di fatto una perdita
pari a circa 1.5 milioni di euro, a
fronte delle insolvenze registrate
sulle garanzie prestate dal Confidi al
sistema bancario.
Ciò nonostante, sono stati mantenuti i volumi registrati nel 2010,
anche a fronte degli effetti della crisi
sulla stretta creditizia verso le
imprese. Dal punto di vista operativo, Fidindustria ha erogato nel
2011 oltre 150 milioni di finanziamenti, con un incidenza dell’83%
sulle richieste presentate pari a 190
milioni di euro; inoltre registra 147
nuovi iscritti, in crescita del 3%
rispetto al 2010, per un totale di
3.280 soci aderenti al Confidi.
“Su 44 confidi vigilati ben 29 hanno
dichiarato nel 2010 perdite per complessivi 25 milioni – spiega il presidente di Fidindustria, Alessandro
Volta – contro un utile di soli 6,5
milioni registrati dai restanti 15.
Nell’attuale contesto, solo il 9%
delle imprese dichiara un fatturato
2012 in crescita, mentre il costo del
denaro è in costante aumento già dal
secondo semestre 2011, e le operazioni di investimento lasciano il
posto alle numerose richieste di
liquidità e consolidamento”.
Un quadro preoccupante che Fidindustria intende affrontare con la
forza della collaborazione del sistema bancario: il Confidi ha recentemente siglato un accordo che mette
a disposizione delle imprese un
plafond di oltre 120 milioni di euro
per rilanciare l’economia locale e
costruire insieme un rimedio concreto contro il credit crunch. Sono 9 i
gruppi bancari che hanno aderito al
plafond: Banca di Bologna, Banca di
Piacenza, Banco Popolare, BNL,
BPER, Cariparma, Cassa di Risparmio di Cento, Federazione Banche di
Credito Cooperativo, Unicredit. Un
nuovo modo di gestire il rapporto
banca/impresa, attraverso un supporto costante in termini di analisi e
formazione dell’azienda verso una
corretta e consapevole gestione della
propria capacità di rimborso.
Per il triennio 2012 - 2014 Fidindustria ha predisposto un piano industriale vigoroso che poggia su tre
punti fondamentali: una congrua
patrimonializzazione per mantenere
i requisiti richiesti da Banca d’Italia,
un nuovo modo di gestire le relazioni con le banche attraverso accordi
specifici e concreti, una costante
riorganizzazione interna e l’obiettivo di massima integrazione e sinergia con i confidi territoriali.
“Il valore di un confidi - sottolinea
Stefano Borchini, presidente del
Consiglio di Sorveglianza - risiede
nella salvaguardia della prossimità
e nel mantenimento di un’approfondita conoscenza, anche per
il tramite delle strutture delle associazioni territoriali d’appartenenza, con le imprese affidate. Durante
la crisi, i finanziamenti alle imprese
si sono deteriorati più rapidamente. Questo è il nostro mestiere e
noi, con le nostre debolezze e le
nostre incertezze, proviamo a farlo
ogni giorno, consentendo alle
imprese l’accesso al credito alle
condizioni migliori”
SPECIALE LOGISTICA E TRASPORTI
Inserto redazionale
Leva competitiva
e motore per lo sviluppo
L
ogistica, mobilità delle merci, intermodalità, innovazione
tecnologica nell’autotrasporto, sostenibilità: è sulla
migliore combinazione possibile di questi fattori strategici
che si gioca il futuro di un mercato di estrema rilevanza ed in
continua evoluzione. Le aziende chiedono agli attori della
filiera logistica-trasporti la capacità di disegnare percorsi di
integrazione.
Non cercano più soltanto un fornitore, ma un partner innovativo e flessibile nell’offerta dei servizi in grado di aiutarle a
migliorare la capacità competitiva, elemento indispensabile
per affrontare l’internazionalizzazione. La recessione ancora
in atto rende infatti evidente come il processo produttivo sia
legato in modo determinante alla migliore organizzazione dei
trasporti e della logistica.
Ciclat, quale ruolo per le cooperative?
Q
uando si parla di logistica inevitabilmente si deve toccare il
tema del trasporto, aspetto che si configura come la vera
chiave di volta tenuto conto che assorbe circa il 50% dell’intero
costo della mobilità della merce.
La difficoltà in Italia si legge nelle cifre: la media del costo della
consegna in Europa è del 16%, mentre in Italia è al 20%.
Secondo Domenico Greco, presidente della cooperativa Ciclat
Trasporti, presente sul mercato dell’autotrasporto merci per
conto di terzi da circa trent’anni, partner logistico per la distribuzione, si possono sintetizzare alcuni precisi punti che generano
le criticità e sono causa di una minore competitività delle aziende italiane. “Innanzitutto – sostiene Greco - una scarsa diffusione dell’outsourcing logistico. Sebbene il nostro paese sia il quarto più grande mercato logistico europeo il ricorso alla terziarizzazione delle attività logistiche è relativamente poco diffuso
rispetto al resto del continente”.
Va comunque ricordato che il tessuto produttivo del nostro
paese è costituito principalmente da piccole e medie imprese che
esprimono una domanda di logistica molto frammentata e personalizzata basata quasi esclusivamente sul fattore costo.
“Quindi – aggiunge Greco - una scarsa diffusione e standardizzazione di sistemi informatici e telematici per la logistica. Ancora,
una mancata ottimizzazione tra gli attori delle supply chain. In
Italia, anche per ragioni storiche, è sempre prevalso un approccio di chiusura dell’azienda verso i suoi business partner con
grandi difficoltà nello scambio di informazioni fra gli attori della
stessa filiera logistica. Infine, una elevata incidenza dei tempi di
inattività del trasporto. L’assenza di coordinamento tra interlocutori logistici e commerciali delle aziende genera ricadute
importanti sui tempi di sosta che comportano inefficienze; e
maggiorazioni di costo”.
In Italia nel largo consumo la media è di tre ore di attesa contro
esattamente la metà degli altri paesi europei.
“Altro dato che costituisce un grosso gap da recuperare – rimar-
45
SPECIALE LOGISTICA E TRASPORTI
ca il presidente di Ciclat -riguarda il costo dell’impresa di autotrasporto”. Il benchmarking realizzato dal comitato centrale dell’albo evidenzia che in Italia il livello fiscale sul risultato economico delle imprese oscilla dal 51 al 53% mentre va dal 43 al 51
per la Francia dal 40 al 48% per la Germania dal 26 al 33% per
l’Ungheria e la Spagna, nostri principali competitor, per non parlare della Slovenia e della Polonia.
Questo è il complicato scenario, reso ancor più difficile dall’ascesa del costo dei carburanti assolutamente non compensati
dalle tariffe che la committenza riconosce, in cui si muovono i
soggetti che compongono la filiera dell’autotrasporto.
“Il gap fra i costi italiani e quelli europei – osserva Greco - viene
in gran parte coperto dai trasportatori i quali devono sopperire
alla differenza del costo del gasolio alla carenza delle infrastrutture ai maggiori oneri burocratici esclusivamente con la propria
disponibilità e con la buona volontà tipica dei padroncini e degli
autotrasportatori”.
Questa caratterizzazione trova un comune denominatore: la
stretta dipendenza della rete dei trasporti dalla organizzazione
logistica, dalla qualità dei servizi di trasporto, dalla ottimizzazione dei processi di scambio.
“Purtroppo, nella maggior parte dei casi, gli operatori legati ai
processi produttivi e quelli legati al consumo hanno finito per
costruire un proprio modo autonomo, propri sistemi e logiche di
governo organizzativo dei processi senza instaurare una logica
collaborativa lungo la filiera della logistica”.
Poiché la variabilità dei costi viene scaricata sull’ultimo anello
della catena, l’autotrasporto cerca di farvi fronte introducendo
tutti gli elementi di flessibilità che il mercato e la tipicità dell’impresa italiana può offrire.
“Prestare la propria opera come autotrasportatore per un grosso operatore logistico mette in condizione il trasportatore stesso
di essere e di restare un numero – considera Greco Diversamente la cooperativa mette in condizioni il socio di essere protagonista e parte attiva della vita aziendale”.
In questo nuovo contesto il padroncino è ormai un concetto
radicato che riflette la necessità di saturazione e l’accorpamento
di merci e di aziende differenti, mentre ai committenti, che perdono progressivamente l’operatività, restano le scelte strategiche, la regia lungo la catena, il grado di terziarizzazione, l’operatore e la logica retributiva.
“L’essere e lo stare coordinati in un gruppo di lavoro – conclude
il presidente di Ciclat Trasporti - consente sicuramente di guardare allo sviluppo della logistica e parlare di mobilità delle merci
e non solo di autotrasporto”
Trasporto delle merci su brevi distanze e logistica collaborativa
Oltre il 55% delle merci trasportate sul contesto nazionale si muovono sul corto raggio (ossia originano e destinano entro i 50 km.)
e la percentuale arriva al 70% in Emilia-Romagna. Su questo segmento si riscontra una diffusione dell’utilizzo di veicoli in conto
proprio per la gestione diretta dei trasferimenti da parte delle
imprese. E’ quanto emerge dall’indagine “Trasporto delle merci
sulle brevi distanze e logistica collaborativa” curata dall’Istituto
Trasporti e Logistica e presentata di recente alla Camera di commercio di Ravenna, che l’ha promossa assieme alla Provincia, alle
istituzioni locali e alle Associazioni del trasporto.
Degli oltre 469.000 unità veicoli adibiti al trasporto merci, intestati a residenti in Emilia-Romagna, oltre il 91% risulta immatricolato in conto proprio. Questa presenza si concentra soprattutto nella fascia dei veicoli leggeri (inferiori a 3,5 tonnellate). Il
conto terzi è limitato quindi a meno del 10% delle unità totali.
Questo fenomeno, in parte dovuto alla forte polverizzazione del
tessuto produttivo imprenditoriale regionale, ha favorito la diffusione di un modello di trasporto non ottimizzato. Così, ad una
polverizzazione della domanda corrisponde una frammentazione
dell’offerta di servizi di logistica. Ciò, secondo l’indagine
dell’Istituto Trasporti e Logistica, ha dato vita al proliferare di un
sistema di gestione dei trasferimenti delle merci, che genera inefficienza perché utilizza in maniera eccessiva la risorsa trasporto e
favorisce un incremento dell’incidenza dei costi del servizio a
causa della mancata possibilità di avvio di processi di integrazio46
ne tra le imprese. Questa modalità sarebbe in grado di sfruttare
le sinergie derivanti dal consolidamento su più ampia scala e da
una maggior propensione alla terziarizzazione delle attività “non
core”.
Ampi margini di miglioramento si intravedono attraverso l’avvio
di progetti di innovazione e razionalizzazione della supply chain,
trainati da imprese focali in grado di stimolare l’implementazione
di una gestione ottimizzata dei flussi di alimentazione e di coinvolgere tutti gli attori della catena della subfornitura. Per questo,
l’analisi svolta dall’Istituto Trasporti e Logistica ha voluto mettere
in luce i benefici ottenibili dall’attivazione di sinergie tra domanda ed offerta, in grado di rappresentare una politica vincente per
imprese, operatori della logistica e territorio, primo destinatario
delle ricadute benefiche dovute alle minori emissioni inquinanti e
alla riduzione del tasso di congestione sulla viabilità urbana ed
extra-urbana.
La ricerca è nata dalla volontà di indagare la domanda di trasporto generata dal tessuto produttivo locale per comprendere le
dinamiche di gestione del processo di approvvigionamento, per
verificare il livello di integrazione a monte ed a valle, per analizzare il modello di gestione dei trasporti, il grado di efficienza e il
livello di servizio, per esplorare le filiere maggiormente vocate al
conto proprio ed infine per stimolare l’avvio di processi di aggregazione e progetti innovativi in grado di incidere sull’ottimizzazione dei flussi di trasporto di corto raggio
Inserto redazionale
Morini Rent, lo specialista del noleggio commerciale
Morini Rent è una delle principali realtà italiane nel settore del noleggio commerciale.
L’autonoleggio in franchising ha le proprie
bandiere nella presenza sul territorio, nella
vasta gamma di automezzi e nella flessibilità
dei servizi.
Conosciuta per i veicoli commerciali, Morini
Rent ha tra i suoi punti di forza anche il
noleggio di auto e minibus, per privati ed
aziende.
Il cliente-tipo è costituito da persone che
hanno bisogno di un veicolo sostitutivo per
un fermo-mezzo o di uno o più furgoni per
fronteggiare un inatteso picco di lavoro.
Attualmente Morini Rent è presente sul territorio italiano con 28 filiali operative di
noleggio in 7 regioni e 20 province. In
Emilia-Romagna, Morini Rent è a Bologna,
Modena, Parma, Reggio Emilia.
Oltre alle auto ed i minibus, i clienti possono
trovare tutte le tipologie di veicoli commerciali guidabili con patente B, in grado di soddisfare le più svariate esigenze. Nelle filiali
lavorano veri e propri consulenti nel settore
del trasporto commerciale che possono offrire a tutti i clienti consigli ed informazioni sui
veicoli commerciali. La forza di Morini Rent
sta anche nell’innovativa formula Pluriflexy,
la soluzione di noleggio plurimensile che
coniuga i vantaggi economici e le comodità
del “tutto compreso” tipici del lungo termine con l’elasticità e la semplicità del breve
termine. Con il noleggio Plurifexy il cliente
ha a disposizione un veicolo sempre nuovo e
controllato con un unico canone mensile,
che può essere sospeso in ogni momento
senza preavviso: per esempio, nel mese di
agosto quando la quantità di lavoro cala,
senza il pagamento di penali e soprattutto
senza l’obbligo di tenere il veicolo noleggiato fino a scadenza. Con questa formula, se
cambiano le esigenze di trasporto, al cliente
basta chiamare la filiale e chiedere un veicolo diverso.
Per Morini Rent non esiste il concetto di
accessori o servizi extra: nelle tariffe sono
compresi guide supplementari, carrellino
porta oggetti, corde, catene da neve, barre
appendiabiti. Basta richiederle in filiale. Sono
soluzioni che cercano di venire incontro alle
aziende che cercano flessibilità nel gestire in
maniera snella il proprio business. La politica
di Morini Rent è di supportare le aziende: per
rafforzare questa scelta, ha iniziato a rafforzare relazioni con associazioni di categoria ed
organizzazioni di imprese.
Morini Rent continua a crescere: ha infatti
aperto nuove filiali, ultime a Reggio Emilia e
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lavoro.
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SPECIALE LOGISTICA E TRASPORTI
Inserto redazionale
Italsempione si rafforza in Cina
Italsempione S.p.A è diventato un importante punto di riferimento per tutte le aziende, di qualsiasi settore merceologico,
che operano con la Cina, dove ha saputo costruire con grande
abilità un network capace di assistere la propria clientela in
ogni fase del processo produttivo, di creare sinergie tra i diversi operatori, di ottimizzare i costi del trasporto e
razionalizzarne le diverse fasi. Attore di rilievo
internazionale nel settore trasporti e logistica,
Italsempione S.p.A è presente con oltre 20 uffici operativi in tutti i principali porti e aeroporti
della Cina, con strutture condotte da personale
italiano a Shanghai, Hong Kong, Shenzhen e
Beijing, che fungono da supporto e coordinamento delle attività logistiche nonché punto di
assistenza e consulenza per tutta la clientela,
Italsempione S.p.A. organizza e gestisce qualsiasi tipo di trasporto via mare e via aerea, dal
full container al groupage, seguendo tutte le
Gian Marco Ucci
Branch Manager fasi del trasporto dall’imbarco allo sbarco allo
sdoganamento e alla successiva distribuzione.
Per meglio assistere la clientela dell’Emilia-Romagna,
Italsempione S.p.A. ha costituito presso la piattaforma di
Campogalliano (Modena), un terminal di distribuzione, dotato
di magazzino doganale e di deposito di temporanea custodia,
dove settimanalmente vengono scaricati numerosi container
groupage provenienti dai porti di Hong Kong, Shanghai,
Shenzhen, Qingdao, Ningbo Xiamen e Foshan.
Attraverso lo svolgimento delle operazioni doganali grazie alle
proprie filiali in tutti i principali porti e aeroporti italiani con personale qualificato, e utilizzando sistemi informatici all’avanguardia in collegamento on line, Italsempione S.p.A. offre nella
struttura di Campogalliano servizi di controllo qualità all’atto
del ricevimento, magazzinaggio di merce allo stato estero e
nazionalizzata, preparazione ordini, imballo, etichettatura e
marcatura, emissione documenti e trasporto con l’incasso dei
corrispettivi, usufruendo del proprio sistema di distribuzione in
Italia e in Europa.
Le armi vincenti di Italsempione S.p.A. sono servizi sempre più
veloci, regolari e a buon mercato, informazioni in tempo reale,
assistenza e consulenza in materia doganale, sono
Più di 700 anni fa Marco Polo fu il primo far conoscere la Cina
all’Occidente, oggi Italsempione S.p.A. ha creato un ponte tra
l’Oriente e l’Italia
Interporto Bologna spa: la road map dopo un anno di passaggio
L’Assemblea dei soci di Interporto Bologna SpA ha approvato il
bilancio d’esercizio 2011 che registra un utile prima delle imposte
di 214.412 euro, un EBITDA di 8,1 milioni 8,1, un EBIT di 3,3, e
una significativa contrazione dei costi operativi di -56% rispetto al
2010.
Il 2011 è stato un anno positivo per l’Interporto di Bologna che ha
registrato un traffico merci totale di 4.813.246 tonnellate
(+22,39% rispetto al 2010), di cui 2.797.678 movimentante su
gomma e 2.015.568 su ferro (+30% rispetto al 2010) con un
numero di treni di 5.510 (+34,8% rispetto al 2010).
Sono anche iniziati i lavori che porteranno nelle prossime settimane all’apertura del secondo gate dell’Interporto anch’esso provvisto di tecnologia Interpass per i controlli degli accessi.
“Un anno di passaggio, questo è stato per noi il 2011 – afferma il
presidente Alessandro Ricci Un anno di preparazione al 2012 che
vedrà il concretizzarsi di tanti progetti e iniziative frutto di studi e
ricerche che l’Interporto ha sostenuto e sostiene unitamente al
potenziamento degli appuntamenti promozionali che hanno visto
la nostra infrastruttura promossa a Monaco di Baviera, Istanbul,
Parigi, Mosca e Shanghai”.
Per lo sviluppo, l’ Interporto di Bologna ha individuato specifiche
linee di indirizzo principali, che consistono tra l’altro nel consolidamento della rete dei collegamenti ferroviari, nell’allargare il perimetro dei servizi offerti per lo sviluppo delle attività intermodali,
nel proseguimento del processo di attrazione di operatori logistici
e del trasporto. Un processo di integrazione e di costituzione di
una rete nella direzione dettata dalle politiche della Unione
Europea, prevede poi la collaborazione con altri interporti, nazionali ed europei, oltre all’incremento della partecipazione a progetti e iniziative internazionali. Infine il dialogo con il territorio: con gli
enti locali (Università e Camera di Commercio di Bologna) e le
associazioni di categoria (Unindustria, Cna) per incentivare soluzioni innovative per la logistica attraverso una strategia di collaborazione
49
SPECIALE LOGISTICA E TRASPORTI
Inserto redazionale
Porrini: “lasciati trasportare in un mondo migliore”
L
a società Porrini rappresenta un importante punto di riferimento in ambito regionale e nel nord Italia per tutte le
aziende che necessitano di servizi nel mondo dei trasporti e
della logistica. La passione e la professionalità hanno sempre
contraddistinto l’operato di tutte le attività del gruppo di
Campogalliano (Mo) che offre una vasta
gamma di servizi personalizzati per le imprese. È
per far fronte alle nuove esigenze del mercato
che il trasporto cambia volto e da semplice strumento di collegamento acquista i caratteri di un
servizio puntuale, veloce e sicuro.
Il punto di forza della Porrini Srl, infatti, è la
capacità, grazie ad uno staff dedicato di professionisti, di condividere con i propri clienti l’organizzazione e la gestione dei servizi di trasporto
attraverso l’assistenza immediata, il problem
solving e l’attitudine ad accompagnare chi speMassimo Porrini disce la propria merce verso soluzioni ad alto
valore aggiunto.
Il “sistema espresso” dell’azienda offre diverse possibilità di
personalizzazione ovvero il coordinamento ed il supporto alla
gestione del traffico merci in outsourcing, la consulenza logistica sul traffico esistente, l’interfaccia informatico tramite l’accesso dedicato ai propri dati e la gestione telematica dei servizi.
Grazie a queste soluzioni, il cliente può sentirsi “unico e privilegiato”.
Come ribadisce Massimo Porrini, amministratore del Gruppo,
“il potenziamento dei servizi informatici e lo sviluppo costante
di software avanzati, rendono il mondo del trasporto totalmen-
te adattabile alle esigenze operative dei nostri clienti”.
L’azienda propone soluzioni Edi (Electronic Data Interchange)
come reportistica dettagliata, avvisi automatici ed interfacciamento con i gestionali dei clienti, a cui viene data la possibilità di
controllare tutti i dati relativi ai servizi commissionati nel modo più
semplice ed immediato. Offre inoltre, l’opportunità di effettuare
statistiche, esportazione dati e stampe di tutto ciò che è presente nei gestionali operativi aziendali, per garantire un controllo
funzionale ed efficace.
Con un solo Tap, dal 1 luglio, ovunque tutti i servizi
della Porrini Srl.
Con la nuova “App” per Ipad Porrini Hd scaricabile gratuitamente sull’AppStore, è possibile accedere a tutti i servizi aziendali, ai dati
dei trasporti in mobilità per il cliente e richiedere info commerciali in tempo reale.
L’obiettivo è cavalcare l’onda dell’innovazione
tecnologica quale strumento di ottimizzazione
dei servizi. Porrini esprime un modo pratico
ed innovativo di intendere il trasporto.
Un mondo, il trasporto, che non è fatto soltanto dall’immagine di autocarri ingombranti
e fumosi, che viaggiano sulle strade percorrendo instancabilmente centinaia di chilometri, ma dalla sinergia
di forza-lavoro e innovazione tecnologica in un connubio vincente. “Il nostro core business – commenta Massimo Porrini - è
tutto questo”
di Raffaella Marinaccio Ufficio Marketing
Chimar, sviluppo sostenibile leva per il futuro
S
aper integrare in modo virtuoso la ricerca dell’economicità
con lo sviluppo sostenibile. E’ la direttrice lungo la quale le
scelte produttive, commerciali e finanziarie di una impresa possono avere una apertura al futuro e si possono trovare le soluzioni per reggere la sfida competitiva e continuare a generare
profitto.
La sostenibilità si può applicare in modo concreto nelle imprese
attraverso un concetto di pianificazione. Convinta del valore
fondamentale della salvaguardia dell’ambiente come patrimonio
di tutti, Chimar ha scelto di utilizzare per la produzione di imballaggi solo legno proveniente da foreste gestite in modo responsabile, legale e sostenibile. In questo modo, sostengono i vertici
dell’azienda di Limidi di Soliera “si creano le condizioni per produrre imballaggi anche in futuro”. Con uno specifico programma informatico in Chimar si progettano gli imballaggi per sviluppare una struttura che permetta di ridurre al minimo gli spessori di legno utilizzati ottenendo minor consumo di materie
prime, di energia, di peso da trasportare e quindi una maggiore
economicità produttiva. Recentemente anche in ambito energetico è stato realizzato un importante progetto installando nello
stabilimento di produzione di Chimar un innovativo impianto di
cogenerazione da biomassa. Bruciando i residui delle lavorazioni, legno e cartone, l’impianto produce energia elettrica ed ener-
gia termica e rende indipendente da questo punto di vista lo stabilimento con un consistente abbattimento dell’emissione di
CO2. “Le scelte strategiche di Chimar – osserva il presidente
Giovanni Arletti (nella foto) – nascono dalla convinzione che
l’impresa debba tornare al centro del processi di sviluppo ed
essere il luogo in cui si crea ricchezza e dove si produce valore
per la società. Il ruolo dell’imprenditore che si assume l’onere e
ha il coraggio di intraprendere deve essere maggiormente valorizzato –aggiunge Arletti - in modo che anche i giovani siano
disposti a mettersi in gioco, animati non solo dalla realizzazione
di un profitto, ma anche dal desiderio di realizzare un sogno per
loro e per il futuro di tutti”
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Inserto redazionale
Om Still: l’industria meccanica sul Po è diventata “grande”
A
nni ’60, Luzzara, poco lontano dal fiume Po: nasce un’azienda meccanica che produce contenitori metallici e piccoli sistemi di sollevamento a cui viene dato il nome di Pimespo
(Piccola Industria meccanica sul Po). Mentre nello stabilimento
OM di Brescia si producono auto e autocarri, la Piccola industria
meccanica sul Po inizia a produrre carrelli elevatori da magazzino. Il nome Pimespo, seppure non più utilizzato è ancora riconosciuto in tutto il mercato: il carrello retrattile Recu, ad esempio, rappresenta un pezzo di storia per molti magazzini in Italia.
Nel corso del tempo, la OM PIMESPO cambia il proprio modello di business e la struttura societaria, entrando prima a far
parte del gruppo Fiat, poi di Iveco. Negli anni ‘80 la società si
concentra sulla produzione di carrelli elevatori: gli ottimi risultati raggiunti attirano l’attenzione del gruppo Linde che nel 1992
la rileva da Iveco ma ne preserva il marchio, ormai molto noto
e apprezzato.
Oggi parte del gruppo Kion, OM ha recentemente siglato una
fusione con STILL: le due aziende operano ora in Italia con il
nuovo logo OM STILL e, soprattutto, un’unica gamma di prodotti, caratterizzati da una nuova livrea. La fusione rappresenta una grande opportunità per i clienti, che possono ora beneficiare della più solida e capillare rete di vendita e assistenza sul
territorio italiano e, soprattutto, attingere da un catalogo prodotti ampio e completo, che comprende il meglio delle soluzioni logistiche proposte da OM e STILL.
Nonostante tutti questi mutamenti, lo stabilimento di Luzzara –
di proprietà del gruppo Still –rimasto fedele al proprio modello
produttivo, costruisce carrelli da magazzino sempre più sofisticati e con volumi in continua crescita. Grazie alla qualità dei carrelli prodotti ed alla competenza dei dipendenti che vi lavorano, lo stabilimento ha nel tempo aumentato i volumi ed è oggi
per la produzione e lo sviluppo di carrelli elevatori a timone l’intero gruppo Kion. In Italia questi prodotti vengono commercializzati con il marchio OM STILL. Per far fronte a tutta la domanda del mercato europeo, lo stabilimento è stato ulteriormente
ampliato nel 2012 e ora conta una superficie coperta di quasi
20.000 mq. A breve, l’impianto dovrà inoltre operare su 2 o 3
turni per arrivare ad una produzione di oltre 20.000 carrelli ele-
vatori, volumi quasi doppi rispetto a due o tre anni fa.
Allo scopo di massimizzare l’efficienza sono inoltre state ridisegnate le linee di montaggio, implementanti gli ultimi principi
della “lean manufactoring”: “La produzione – spiega Loreno
Lori, head of marketing and intralogistic services OM STILL inizia solo nel momento in cui si riceve l’ordine. E’ quindi necessario che il processo sia estremamente organizzato, flessibile e
snello”. Nello stabilimento è stato recentemente installato un
nuovo modernissimo impianto di verniciatura, automatizzato e
altamente ecologico.
Fiore all’occhiello della produzione dello stabilimento è certamente il transpallet Ecu, disponibile in un’ampia gamma di versioni. Il prodotto è adatto ad ogni tipo di applicazione: dalle più
leggere (Ecu 14 porta 1400 kg), alle più intensive fino a 2000
kg, passando per carichi di 1600 e 1800 kg (Ecu 16 e Ecu 18)
tipici delle applicazioni più comuni. Recentemente rinnovato, il
nuovo Ecu è caratterizzato da un timone di nuovo disegno:
l’impugnatura è stata studiata per ottenere il miglior livello di
ergonomia possibile e la dislocazione simmetrica dei pulsanti di
comando sul timone rende inoltre possibile utilizzare il carrello
con una sola delle due mani indifferentemente. In alternativa
alla chiave di accensione è previsto il tasto “Pincode”, necessità
sempre più diffusa ai giorni nostri.
La “Piccola” Industria Meccanica Sul Po è diventata “grande”,
ed è oggi polo di eccellenza per la produzione e lo sviluppo di
macchine di carrelli elevatori a timone per un gruppo leader a
livello mondiale. “E’ un risultato straordinario, frutto della passione e dell’impegno degli uomini che ci lavorano – conclude
Lori - è infatti grazie a loro che questo stabilimento non è più
solo un fiore all’occhiello dell’industria locale, ma un vero e proprio modello di eccellenza a livello internazionale”
53
Soluzioni per la distribuzione
Una squadra ancora più forte
Con 6 filiali, oltre 50 Concessionari esclusivi e più di 700 officine mobili per l’assistenza
OM STILL dispone della rete più capillare d’Italia.
Una gamma di prodotti e di soluzioni in grado di rispondere sia alle esigenze del magazzino
delle piccole e medie aziende che alle necessità delle grandi realtà intralogistiche.
Più scelta, più servizio e più assistenza: da oggi potete guardare alla nostra
organizzazione con occhi diversi.
FLASH EUROPA
Unioncamere Emilia-Romagna
www.rer.camcom.it/flash_europa
IL PORTALE "YOUR EUROPE - BUSINESS":
UNA GUIDA PRATICA PER FARE IMPRESA IN EUROPA
Il portale “ Your Europe –Business” è un servizio messo a disposizione dalla Commissione europea in collaborazione con le
amministrazioni nazionali e costituisce un utile strumento per
ottenere informazioni pratiche e servizi di consulenza a livello
europeo e nazionale per le imprese che desiderano estendere la
loro attività ad altri paesi dell'UE.
Nello specifico gli utenti hanno la facoltà di consultare pagine
informative che abbracciano tutte le tematiche riguardanti le
varie fasi del ciclo di vita di un’impresa. Attraverso il portale le
PMI di tutta Europa possono ottenere risposte a domande sui
requisiti di legge, possibilità e vincoli per fare business in ogni
Stato membro dell'Unione europea e a livello comunitario. In
più il portale offre alle aziende una corsia preferenziale di accesso ai servizi di sostegno alle imprese del Paese di proprio interesse. Sul sito è infatti presente una sezione dedicata all'accesso ai finanziamenti per ciascun Paese. Il portale, inoltre, informa
gli imprenditori su: diritti e doveri di un'azienda, procedure
amministrative richieste, offrendo alle aziende la possibilità di
scaricare moduli on line e collegarsi a organizzazioni che forni-
Notizie
dall’Unione Europea
CONSULTAZIONE PUBBLICA
SULLA POLITICA INDUSTRIALE
DELL’UNIONE EUROPEA
L'innovazione industriale è uno dei principali
strumenti utili per migliorare la competitività
dell’Unione europea. Per questo motivo la
Commissione ha indetto una nuova consultazione pubblica destinata a fornire un input per
il riesame della comunicazione sulla politica
industriale. Questo riesame si concentrerà
sullo sviluppo di un numero limitato di nuove
iniziative atte a produrre risultati sostanziali nel
breve-medio termine. I principali obiettivi della
consultazione consistono nel discutere su quali
priorità la Commissione europea dovrebbe
concentrarsi nonché raccogliere raccomandazioni dalle parti interessate sul miglior modo
per promuovere la competitività delle industrie europee. Sono invitati ad esprimere la
propria opinione i cittadini dei Paesi
dell’Unione europea, le associazioni (in particolare le associazioni dei consumatori, le associazioni di categoria ed i sindacati), i membri
dei governi e delle amministrazioni regionali.
Per partecipare alla consultazione è necessario
scono assistenza e consulenza personalizzate alle imprese.
Le informazioni sono disponibili in 23 lingue.
Tra gli altri contenuti del portale:
- Sostegno alle imprese
- Trarre beneficio dal mercato UE
- Vendita di merci
- Prestazione di servizi
- Espandere l’attività Collaborazione con altre imprese
- Succursali e filiali
- Fusione tra imprese
- Attività imprenditoriali al di fuori dell'UE
- Competere attraverso l'innovazione Condividere nuove idee
- Ricerca
- Tutela della proprietà intellettuale
Il sito di riferimento è: http://ec.europa.eu/youreurope/business/index_it.htm
Le pagine che è possibile consultare contengono anche una
serie di link a fonti esterne di informazioni specifiche.
compilare, entro il 7 agosto 2012, un breve
questionario on-line all’indirizzo:http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=Indust
rialPolicy. Il questionario identifica una serie di
ambiti chiave suscettibili di un eventuale intervento politico e chiede il parere delle parti interessate in merito alle opzioni di cambiamento.
Rif.: http://ec.europa.eu/enterprise/policies/industrial-competitiveness/industrial-policy/consultations/index_en.htm
VIA LIBERA AI PRIMI
PROJECT BONDS
Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno
deciso di stanziare 230 milioni di euro per
garantire l'emissione di "project bonds" mirati a finanziare infrastrutture nei settori dell'energia, dei trasporti e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione in
Europa. Il budget utilizzerà parte delle risorse
disponibili nel bilancio UE del 2012 e 2013 e,
secondo le stime della Commissione, dovrebbe attrarre circa 4,6 miliardi di investimenti privati.
Rif.: http://www.europarl.europa.eu/news/en/pressroom/content/20120522IPR45590/html/Projectbonds-MEPs-secure-deal-with-member-stateson-pilot-scheme
Normativa
comunitaria
NUOVA DIRETTIVA
SUL DIRITTO ALL’INFORMAZIONE
NEI PROCEDIMENTI PENALI
Al fine di garantire l’uniformità in tutti gli Stati
UE per quanto riguarda la possibilità per i cittadini di essere informati in maniera appropriata dei loro diritti qualora vengano arrestati
e debbano rispondere di accuse penali, la
Commissione e il Parlamento hanno emanato
una specifica direttiva. La direttiva
2012/13/UE stabilisce norme relative al diritto
all’informazione sia dei diritti processuali di cui
gli accusati godono nel procedimento penale
(diritto a un avvocato; condizioni per beneficiare del gratuito patrocinio; diritto di essere
informato dell’accusa; diritto all’interpretazione e alla traduzione; diritto al silenzio), sia della
imputazione formulata a loro carico.
L’informazione deve essere tempestivamente
fornita alle persone indagate o imputate onde
consentire l’esercizio effettivo di tali diritti. Per
questa ragione la direttiva stabilisce che la
comunicazione dei diritti processuali debba
essere redatta in linguaggio semplice e accessibile, predisponendone un modello indicati55
FLASH EUROPA
vo. La direttiva infine, stabilisce norme relative
al diritto all’informazione anche per colui che
è arrestato ai fini dell’esecuzione di un mandato d’arresto europeo; nello specifico è previsto che allo stesso sia tempestivamente fornita un’idonea comunicazione contenente
informazioni sui suoi diritti. Anche in questo
caso è sato predisposto un modello.
Rif.:http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUri
Serv.do?uri=OJ:L:2012:142:0001:0010:IT:PDF
Bandi comunitari
e appuntamenti
LIFE+ : INVITO A PRESENTARE
PROPOSTE 2012
Obiettivo generale del programma LIFE+ è
contribuire alla formulazione, all’attuazione,
all’aggiornamento e allo sviluppo della politica
e della legislazione comunitarie in materia
ambientale. In particolare, LIFE+ favorisce l’attuazione del sesto programma comunitario di
azione in materia di ambiente, comprese le
strategie tematiche. Nell’ambito del programma possono essere finanziate le seguenti attività: sviluppo e manutenzione di reti, di banche
dati e di sistemi informatici collegati all’attuazione della politica e della normativa comunitarie in materia di ambiente; attività operative
di ONG che si occupano prevalentemente
della protezione e del rafforzamento dell’ambiente; formazione, workshop e riunioni e formazione; collegamenti in rete e piattaforme
per le migliori pratiche; azioni di informazione
e comunicazione, comprese campagne di sensibilizzazione dimostrazione di approcci strategici, tecnologie, metodi e strumenti innovativi.
Possono ricevere finanziamenti tramite LIFE+
organismi, soggetti e istituzioni pubblici e/o
privati. La percentuale massima del sostegno
finanziario dell'UE è pari al 50% delle spese
ammissibili. L’importo complessivo per questo
bando è di circa 277.000 euro. L’importo indicativo degli stanziamenti finanziari per per
l'Italia è di circa 24.300.000 euro. Il termine per
la presentazione delle proposte è il 26 settembre 2012. Entro il 2 ottobre l’autorità nazionale competente trasmetterà le proposte alla
Commissione.
Rif.: http://ec.europa.eu/environment/life/funding/
lifeplus2012/call/index.htm
Finanziamenti
alle imprese
DA BEI E BNL 325 MILIONI DI EURO
PER LE PMI ITALIANE
325 milioni di euro destinati a finanziare PMI
italiane. La prima linea di finanziamento,
pari a 250 milioni di euro, è dedicata a PMI e
medie imprese. Alle imprese di minori dimensioni è riservata una quota pari ad almeno il
70% del totale di quest’operazione. La
seconda linea di finanziamento è per le
imprese di media capitalizzazione mentre 25
milioni saranno dedicati alle reti d’impresa.
L'importo complessivo dell'operazione è di
100 milioni di euro da stipularsi con diversi
istituti di credito italiani. In generale, oggetto
dei prestiti saranno sia nuovi progetti sia
quelli in corso non ancora ultimati. Per quanto riguarda le PMI, i finanziamenti potranno
arrivare a coprire il 100% dell'investimento
(con un massimo di 12,5 milioni di euro per
progetto) e potranno riguardare l'acquisto, la
costruzione, l'ampliamento e la ristrutturazione di fabbricati; l'acquisto di impianti,
attrezzature, automezzi o macchinari; le
spese, gli oneri accessori e le immobilizzazioni immateriali collegate ai progetti, incluse le
spese di ricerca, sviluppo e innovazione e la
necessità permanente di capitale circolante
legata all'attività operativa.
Rif.: http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do
?reference=BEI/12/68&format=HTML&aged=0&la
nguage=IT&guiLanguage=en
La Banca europea per gli investimenti (BEI)
ha messo a disposizione di BNL un totale di
CONTATTI
Unioncamere Emilia-Romagna
Viale Aldo Moro, 62 - 40127 Bologna
Tel. 051 6377011 - Fax 051 6377050
E-mail: [email protected]
SIDI Eurosportello - CCIAA di Ravenna
Viale L.C. Farini, 14 - 48121 Ravenna
Tel. 0544 481443 - Fax 0544 218731
E-mail: [email protected]
56
Camera di commercio di Bologna
Piazza Costituzione, 8 - 40125 Bologna
Tel. 051 6093287 - Fax 051 6093211
E-mail: [email protected]
Camera di commercio di Parma
Via Verdi, 2 - 43121 Parma
Tel. 0521 210241 - Fax 0521 233507
E-mail: [email protected]
Camera di commercio di Ferrara
Largo Castello,6 - 44121 Ferrara
Tel. 0532 783812 - Fax 0532 205100
E-mail: [email protected]
Camera di commercio di Piacenza
Piazza Cavalli, 35 - 29121 Piacenza
Tel. 0523 386255 - Fax 0523 334367
E-mail: [email protected]
Camera di commercio di Forlì-Cesena
Corso della Repubblica, 5 - 47121 Forlì
Tel. 0543 713524 - Fax 0543 713502
E-mail: [email protected]
Camera di commercio di Reggio Emilia
Piazza Vittoria, 3 - 42121 Reggio Emilia
Tel. 0522 796236/301 - Fax 0522 046453
E-mail: [email protected]
PROMEC - CCIAA di Modena
Via Ganaceto, 134 - 41121 Modena
Tel. 059 208270 - Fax 059 218520
E-mail: [email protected]
Camera di commercio di Rimini
Via Sigismondo, 28 - 47921 Rimini
Tel. 0541 363752 - Fax 0541 363747
E-mail: [email protected]
lessismorecom.it
Interporto
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