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Alta Via dei Monti Liguri - Le Macine Del Confluente

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Alta Via dei Monti Liguri - Le Macine Del Confluente
itinerari
natura
cultura del territortio
fruizione e servizi
Alta Via
dei Monti Liguri
G U I D A
P R A T I C A
aree protette
regione liguria
Altavia dei Monti Liguri Carlo.i1 1
24/03/2006 12.19.20
L’Alta Via dei Monti Liguri
Qualcuno la definisce “L’autostrada dei Monti Liguri”, ma è un paragone improprio. Una sola analogia: l’Alta Via, così come le principali infrastrutture autostradali, percorre trasversalmente tutta la Liguria, da Ventimiglia alla Spezia. L’Alta
Via però è panoramica ed ecologica, con i suoi 440 chilometri di itinerario che
si snoda lungo la dorsale montuosa, da percorrersi senza fretta, da scoprire con
calma, attraverso 43 tappe che compongono l’intero percorso.
Un percorso di “confine”: da un lato il versante costiero, con la macchia mediterranea (o almeno, ciò che ne resta) e le peculiarità dei suoi habitat; dall’altro lato, il versante padano, boscoso e con condizioni climatiche opposte
ma, soprattutto, più selvaggio in quanto sottoposto ad una minore pressione
antropica.
L’Alta Via non presenta, nel complesso, particolari difficoltà; certo la bellissima
variante del “Sentiero degli Alpini”, nelle Alpi Liguri, è consigliabile solo a escursionisti esperti, così come, sempre nelle Alpi Liguri, la salita al monte Saccarello,
vetta della Liguria (2200 metri), può risultare impegnativa. Nell’insieme però si
tratta di un tracciato percorribile tranquillamente da escursionisti medi e caratterizzato da affascinanti punti panoramici che, nelle belle giornate, consentono
di ammirare la Corsica e, allo stesso tempo, l’arco alpino, con il Monviso e il
Monte Rosa.
L’Alta Via incrocia tutte le strade di valico; ciò permette di spezzare l’itinerario
a proprio piacimento, o quasi. Chi intendesse cimentarsi in trekking di più giorni
o percorrere per intero l’Alta Via, potrà disporre della rete di strutture ricettive
convenzionate e non, oltre ad altri servizi che, assieme alle strutture stesse, sono
in lento ma costante potenziamento.
Per sapere tutto (o quasi) sull’Alta Via dei Monti Liguri è possibile consultare
il sito www.altaviadeimontiliguri.it oppure telefonare al numero verde gratuito
(anche da cellulare) 800 072757.
Alta Via
dei Monti Liguri
Carta d’identità
Istituzione:
L.R. 25.1.1993 n.5 e s.m.i.
Sviluppo:
440 km circa
Gestione:
Associazione Alta Via dei Monti Liguri
Sito internet:
www.altaviademontiliguri.it (.org)
Province:
Imperia, Savona, Genova, La Spezia
Comunità Montane:
Intemelia, Argentina-Armea, Alta Valle Arroscia, Ingauna, Pollupice, Alta Val Bormida, Del Giovo, Valli Stura e Orba, Argentea, Alta Val Polcevera, Alta Valle Scrivia,
Alta Val Trebbia, Val Fontanabuona, Valli Aveto-Graveglia-Sturla, Alta Val di Vara,
Media-Bassa Val di Vara.
In copertina: panorama dal monte Saccarello, la “vetta” della Liguria.
Nel frontespizio: il monte Pietravecchia, nelle Alpi Liguri.
Altavia dei Monti Liguri Carlo.i2-3 2-3
24/03/2006 12.19.22
Il racconto, in 43 avvincenti puntate, dell’ Alta Via dei Monti Liguri (vd. mappa a pag. 17)
Val Nervia (tappe 1-4) - vd. itinerari
/
1
2
L’itinerario, che ha inizio nei pressi della stazione ferroviaria di
Ventimiglia, risale il crinale che separa la val Roja dalla val Nervia,
passando gradualmente dalla gàriga alla macchia mediterranea
(vd. foto), dalle aree terrazzate e coltivate a Rossese alle zone di
rimboschimento a conifere, dai lariceti alle praterie subalpine.
Una deviazione lungo la seconda tappa conduce ai resti di un
castello sul Monte Abellio. Impegnativa è la quarta tappa (Colle Scarassan-Sella d’Agnaira). È uno dei tratti più belli dell’Alta
Via, con i monti Toraggio (1971m) e Pietravecchia (2038m)
e la spettacolare variante lungo il Sentiero degli Alpini, inciso sui fianchi orientali delle montagne dai militari italiani.
Alpi Liguri (tappe 5-9)
Impegnativa, quanto suggestiva, è la salita al monte Saccarello, tetto della Liguria, con i
suoi 2200 metri, dal quale si gode uno spettacolare panorama mare-monti e, ai piedi dello
scosceso versante occidentale, una vista privilegiata sugli antichi borghi di Realdo e Verdeggia. Superato San Bernardo
di Mendatica, si giunge al Colle di Nava, importante valico
fra le valli Tanaro e Arroscia, dove appaiono con evidenza i
primi segni del sistema di fortificazioni sabaude.
Melogno (tappe 10-15) - vd. itinerario
3
Dal Passo Prale l’Alta Via sconfina in Piemonte per rientrare in Liguria nei pressi del Bric Tencione (tappa numero 11) vicino a Colle Scravaion, in provincia di Savona. In questo tratto si
ergono imperiosi i torrioni rocciosi del monte Galero (1704m), la cui vetta offre un panorama
eccezionale sulle valli Tanaro e Pennavaira e sulle Alpi Marittime. Aggirata a nord la vertiginosa Rocca Barbena (1140m) si raggiunge il Giogo di Toirano per salire ai 1389 metri del
Monte Carmo, scendere al Giogo di Giustenice e attraversare la Foresta Barbottina, faggeta
fra le più belle e meglio conservate della Liguria.
Nei pressi del Melogno si possono ammirare altre fortificazioni, tra cui il Forte Tartagna, magistralmente integrate nel paesaggio grazie all’accurata progettazione e realizzazione del
genio militare sabaudo. In lieve e comoda discesa il tratto fino
alla Colla San Giacomo (tappa 15), che prosegue in parte fra
i boschi, quindi lungo tratti affacciati sulla costa del Finalese.
Beigua (tappe 16-20) - vd. guida pratica Parco Beigua
L’entroterra savonese, ovvero una fra le zone più boscose d’Italia. Dal Colle di San Giacomo al Colle di Cadibona si procede fra fitte foreste, lungo un tratto intervallato da valichi
presidiati da antiche fortificazioni come quella che domina il monte Baraccone. Poi, nei
pressi della località Le Meugge, il percorso fiancheggia la Riserva Naturale dell’Adelasia, con
l’omonima rocca e il Bric dell’Amore a dominare splendide foreste di faggi, di castagni, di
querce, abitate da numerosi caprioli. Oltre il Colle del Giovo, presidiato da fortificazioni,
si entra nel Parco Naturale Regionale del Beigua, lungo un
tratto affacciato per buona parte sulla costa, con diverse
vette intorno ai 1000 metri. In queste zone, aspre e selvagge
per la particolare conformazione rocciosa e per i forti venti,
si avvistano diverse specie di uccelli rapaci quali il biancone
o l’aquila reale, mentre i boschi sono popolati da daini e altri
ungulati.
Altavia dei Monti Liguri Carlo.i4-5 4-5
Praglia (tappe 21-26) - vd. itinerari
4/
5
Dal Passo del Faiallo, che offre un bel panorama su Genova, si scende verso il Passo del Turchino, sempre affacciati sulla costa. Una
lieve deviazione conduce alla vetta del Bric del Dente (1107m), suggestiva per la sua rude conformazione rocciosa. Più avanti, il Forte Geremia e il Sacrario dei Martiri del Turchino. Fra il Turchino e
Praglia, le vette del monte Pennello e di Punta Martin, entrambe
intorno ai 1000 metri, in una zona in cui si possono individuare
tuttora alcune neviere e caselle. Oltre il Passo della Bocchetta e il
Passo dei Giovi si giunge a Crocetta d’Orero, punto di partenza per
un’escursione fino ai forti di Genova.
Scoffera (tappe 27-31) - vd. guide pratiche Antola e Aveto
Superato il Colle di Creto, un tratto alle spalle di Genova
permette di raggiungere, con brevi varianti, le vette dei monti Alpesisa e Candelozzo, con suggestive panoramiche sulla
città. Dal Passo della Scoffera si attraversano sentieri fra vasti
boschi di latifoglie fino a Barbagelata, abitato più “alto” (1090
metri) dell’intero percorso. Al monte Lavagnola si incontra la
deviazione che conduce a Torriglia e quindi al monte Antola. Sulla via per il Passo della
Forcella si incontrano i valichi della Scoglina e di Ventarola (pedonale).
L’Alta Via entra nel Parco Naturale Regionale dell’Aveto. Oltre “Prato Lungo”, con le sorgenti
del torrente Aveto si raggiunge la zona del monte Ramaceto (1340m) riconoscibile per la
caratteristica conformazione ad anfiteatro.
Zatta (tappe 32-37) - vd. itinerario
6
La tappa 33 risulta fra le più interessanti. Dal Passo delle Lame
si sale lungo sentieri nei boschi in una zona non lontana dagli stagni della Riserva delle Agoraie. Si raggiunge quindi la
vetta del Monte Aiona (1701m), che in pieno inverno assume
spesso un aspetto quasi lunare, con ripidi canalini ghiacciati
e una vista a 360° gradi sulle Alpi, sull’Appennino Ligure e
Tosco-Emiliano nella zona fra il monte Penna e il Passo dell’Incisa. Nei pressi del Passo della
Spingarda si trova la zona umida di Prato Mollo, caratteristico per una pietra che attirerebbe
i fulmini. Oltre il Passo del Bocco si sale ai 1404 metri del monte Zatta, il cui versante nord
è coperto da una stupenda faggeta. Scesi alla Colla Craiolo si percorre un lungo tratto, con
ampi panorami sulle valli del Vara e del Taro. Fino al Passo di Cento Croci, antico valico fra
il Ducato di Parma e la Repubblica di Genova, e al successivo Passo della Cappelletta.
Vara (tappe 38-43) - vd. guida pratica Parco Montemarcello-Magra
È impegnativa la salita al monte Gottero, che con i suoi
1640m è la vetta più elevata in provincia della Spezia. Il
massiccio è interessante non solo sotto il profilo panoramico
ma pure come oasi faunistica e realtà botanica. Oltre i valichi Calzavitello e Rastello si raggiunge il monte Cornoviglio
(1160m), affacciato sulle Alpi Apuane e sul Golfo dei Poeti.
Quindi Ceparana. Da qui l’Alta Via prosegue, ormai in piano, lungo il percorso fluviale del
Parco Naturale di Montemarcello-Magra fino alla foce di Bocca di Magra.
Associazione Alta Via dei Monti Liguri
c/o Unione Camere di Commercio Liguri - Via San Lorenzo, 15/1 - 16123 Genova
Tel. 010.24852205 - Fax 010.2471552 - Numero verde 800.072757 - www.altaviademontiliguri.it (.org)
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479
465
Periodo consigliato:
Tutto l’anno (da evitare le
giornate più calde).
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Durata del percorso:
4h30’
Caratteristiche:
panoramico - botanico - storico - artistico - architettonico - rurale.
475
Ventimiglia - La Colla - Dolceacqua
1
Ventimiglia
La città della frontiera che
non c’è più pullula ancora
di sfavillanti negozi “duty
free”. Perenni, per contro,
le tracce storiche, a cominciare dal pressoché integro
anfiteatro romano (fine II
secolo), fra Aurelia e ferrovia. Nella città “alta”, a
picco sulla foce del Roja e
originaria del periodo longobardo, spicca la Cattedrale romanica con il Battistero
ottagonale e la medievale
chiesa di San Michele.
La prima tappa dell’Alta Via comprende i dieci chilometri
fra Ventimiglia e La Colla. Con numerosi motivi di interesse:
la vegetazione, tipica ed esuberante, della macchia mediterranea; specie botaniche riconducibili a epoche remote; gli
spettacolari calanchi delle Terre Bianche; i panorami maremonti, quelli sulla val Roja e sulla val Nervia. Infine lo scenario dei vigneti, con le uve per il “Rossese di Dolceacqua
doc”: il miglior rosso (unitamente all’Ormeasco) della Liguria.
spazia fino alla Costa Azzurra. Poi il sentiero: immerso nella macchia mediterranea, ma anche costellato da agavi, fichi
d’india e bellissime fioriture. Fino
Colle Sgarba (230m/45’)
dove si avvistano tracce di strutture murarie romane sovrapposte ai resti di un primitivo castellaro. Ancora un
tratto asfaltato, ed ecco la medievale cappella votiva di
San Giacomo (269m/1h)
Un sentiero aggira quindi a ponente il
Monte delle Fontane (475 m/1h50’)
È un tratto intenso, ma non si arriva certo col fiatone. Si procede poi lungo lo spartiacque fra le valli Roja e Nervia: da
uno slargo si può gettare un’occhiata sulla sottostante Camporosso, poi il sentiero procede affacciato sulla val Roja e
immerso nella macchia mediterranea. L’occhio esperto potrà
individuare qui la Ballota frutescens, una rarissima e antica
specie floricola presente solo in questa zona. Nei pressi del
piccolo abitato di
Ciaixe (355m/2h15’)
si trova il santuario della Madonna della Neve, originario del ‘400. Il successivo tratto di sentiero conduce al
Monte Baraccone (515m/2h45’)
e offre, poco oltre, il momento forse più spettacolare di tutta l’escursione. I candidi e suggestivi calanchi delle “Terre
Bianche”: un paesaggio di guglie quasi fiabesche modellate
dall’erosione. Più in basso è possibile osservare, sempre sul
versante della val Roja, l’antico nucleo di Brunetti. Da qui
in poi il sentiero si fa pianeggiante: si procede fra i vigneti,
affacciati sulla val Nervia. Poi ecco laggiù Dolceacqua, meta
dell’itinerario. La prima tappa dell’Alta Via termina alla
Colla (479m/3h30’)
Per scendere a Dolceacqua occorre procedere per un tratto
lungo la strada provinciale in direzione Rocchetta Nervina e
seguire le indicazioni per San Bernardo o Dolceacqua. Non è
facilissimo orientarsi in quanto alcuni pannelli sarebbero stati
rimossi dai vandali. Funge da “faro” la sottostante Dolceacqua
e l’incrociare di una stradina asfaltata. Nell’ultima parte del
percorso una mulattiera conduce alla chiesa di San Bernardo,
del XV secolo, con affreschi del Maccari. Infine, Dolceacqua. Con i suoi vicoli coperti e l’inconfondibile profumo del
Rossese. Si sbuca, a un’ora e mezza dalla Colla, sulla piazza
principale, sulla quale si affacciano negozi di alimentari, bar,
ristoranti. E la fermata della corriera per Ventimiglia.
Nella pagina precedente: fichi d’India nel primo tratto
del percorso e panoramica
su Ventimiglia. Sopra: i calanchi di Terre Bianche e, in
basso, una panoramica di
Dolceacqua.
Dolceacqua
Bandiera arancione della
Liguria, Dolceacqua vanta più di un motivo di
visita, a cominciare dal
suo centro più antico,
la Terra, compreso fra il
medievale ponte a schiena d’asino sul Nervia e
la sagoma scheletrica del
quattrocentesco Castello
Doria. Il centro storico
è un dedalo di vicoli in
parte coperti, di ruvide
case in pietra, di cantine
che emanano inconfondibile l’odore del Rossese di
Dolceacqua, uno dei vini
più pregiati della Liguria.
Accesso e punto di partenza
Conviene arrivare in treno, a Ventimiglia. Dalla stazione si raggiunge la via Cavour che, procedendo in direzione levante, cambia presto il nome in “corso Genova”.
Giunti a un semaforo pedonale si noterà, sulla sinistra rispetto alla direzione di marcia, un tunnel che sottopassa la ferrovia: un pannello annuncia l’inizio dell’Alta Via.
Il primo tratto, asfaltato, offre una bella panoramica sulla Ventimiglia vecchia (la cosiddetta “città alta”) con l’occhio che
Altavia dei Monti Liguri Carlo.i6-7 6-7
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Valle Argentina

Periodo consigliato:
Tarda primavera, inizio estate, per le splendide fioriture
dei rododendri; l’autunno
grazie alla tonalità dei larici.
Insidioso in inverno.

Durata del percorso:
6h30’ ca
Caratteristiche:
panoramico - ambientale botanico - storico
Anello dei monti Pietravecchia e Toraggio
2
A 20 km dalla costa, le vette del Toraggio e del Pietravecchia serbano ambienti montani e subalpini unici, impreziositi dalla presenza di specie botaniche rare. Il versante
occidentale del Sentiero degli Alpini presenta inoltre larici, stupendi nei colori autunnali, con bellissimo sottobosco di mirtilli e rododendri, incantevoli tra giugno e luglio
durante la fioritura.
Sopra: il Rifugio Allavena.
Sotto: il Sentiero degli Alpini.
Nella pagina a fianco: panorama sulla Francia dal Toraggio;
sentiero scavato nella roccia
presso il Passo della Gava; un
esemplare di giglio pomponio; panorama dal tratto che
scende a Colla Melosa.
Altavia dei Monti Liguri Carlo.i8-9 8-9
Accesso e punto di partenza
Il Rifugio Nuovo Franco Allavena (1545m) è perno di
questa escursione, considerata la più affascinante del
Ponente ligure. L’itinerario si svolge lungo l’ex strada militare che da Colla Melosa (1541m) sale al Rifugio Grai.
La sterrata viene abbandonata dopo un chilometro, in
corrispondenza di un tornante a destra, presso Fontana
Italo (1660m, 20’).
Il sentiero, malagevole, taglia un pendio roccioso per immettersi in un rado bosco a conifere fino ad intersecare
una traccia che si segue a sinistra, perdendo quota per
poi procedere in piano nella penombra di un ricco sottobosco di rododendri. Lasciata la macchia alpina, il percorso, ora in ambiente aperto e luminoso, offre un ampio
panorama sulla dirupata parete del monte Corma e sui
contrafforti rocciosi del Pietravecchia. In quest’ambiente
unico e selvaggio, affacciato sulle pareti strapiombanti, non
è raro apprezzare il volo dell’aquila reale o del biancone,
predatori che pattugliano i boschi e le valli incassate che
si succedono fino al mare. Una mulattiera panoramica
costeggia le prime bastionate di calcari nummulitici del
Pietravecchia, il “2000” più meridionale delle Alpi. Lungo
l’ardito Sentiero degli Alpini, tra cenge e rocce verticali, sono state collocate corde fisse nei punti più esposti.
Rasentata una sorgente perenne che sgorga da una spaccatura nel calcare (Fonte di San Martino, 1580m) la vista
spazia anche sull’elegante punta rocciosa del Toraggio.
Trascurando l’attacco di una via ferrata, riservata agli
alpinisti esperti e attrezzati, il sentiero scende di quota
con alcune serpentine per poi tagliare in costa le pareti
meridionali del Pietravecchia. Al sentiero, scavato nella
roccia, segue una serie di ripidi e incalzanti tornanti che
guadagnano quota fino a un valico disagevole, inciso tra
i monti Pietravecchia e Toraggio. Dalla
Gola dell’Incisa (1680m/2h15’)
si taglia il lato italiano del monte Toraggio, lungo un sentiero esposto, intagliato nella roccia, eseguito negli anni
Trenta per consentire il passaggio di soldati e muli. Percorrendo il Sentiero degli Alpini si possono ammirare da
maggio a giugno le pendule fioriture della Saxifraga lingulata, uno dei 25 endemismi botanici delle Alpi Liguri.
La mulattiera, superato il crinale orientale del Toraggio,
perde quota fino a congiungersi all’Alta Via dei Monti Liguri, che scende a sud verso la Gola del Corvo, il monte
Lega e il rifugio Muratone. Dal bivio, 1660m, il sentiero
risale per prati, verso il
Passo di Fonte Dragurina (1810m/3h30’)
una sorgente ricca di nitrati che sgorga da un anfratto
di roccia, sul lato sud-ovest del Toraggio. Una variante
consente di guadagnare la cima occidentale (1973m) in
meno di mezz’ora; la vetta orientale si raggiunge invece lungo una crestina che richiede sufficienti capacità
alpinistiche. Prestando la necessaria attenzione si ritorna
a Fonte Dragurina. Si procede lungo l’Alta Via, sotto le
balze rocciose del versante ovest del Toraggio, tra larici
che a settembre restituiscono splendide tonalità di colore.
Splendidi sono pure gli arbusti sempreverdi, come mirtilli,
lamponi e rododendri. Oltrepassata la Gola dell’Incisa, si
sale gradualmente sulla cresta di confine. Al
Passo della Valletta (1910m/5h)
dove vive una consistente colonia di camosci alpini, si avvista Colla Melosa; poco prima di sbucare sulla carrozzabile che sale al Rifugio Grai, all’altezza di una fonte si può
prendere un sentiero (segnavia triangolo rosso) che scende
a destra per convergere sul percorso iniziale, presso Fontana Italo, e rientrare al Rifugio Nuovo Franco Allavena.
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Anello di Bardineto
3
Difficoltà:
E per dislivello e lunghezza
del percorso, EE in inverno,
con neve o ghiaccio.
Periodo consigliato:
Dalla primavera all’autunno.
Durata del percorso:
6h ca.
Caratteristiche:
panoramico - ambientale
architettonico
Sopra: il borgo di Bardineto. Nella pagina seguente:
Il rifugio Pian delle Bosse; il
sentiero innevato; panoramiche sulle vette alpine e sulla
costa ligure di Ponente, con
l’Isola Gallinara, dal monte
Carmo.
Posto sullo spartiacque tra il Giogo di Toirano e il Giogo di Giustenice, il monte Carmo di Loano chiude a sud
la val Bormida, offrendo uno dei panorami più ampi e
suggestivi della Liguria. Perno del percorso è Bardineto,
classica località di villeggiatura estiva posta in una vasta
zona di prati su un altipiano dell’alta valle Bormida
Accesso e punto di partenza
In località San Nicolò (741m), presso una sorgente di
acqua diuretica e curativa, si stacca un sentiero che
sale a ovest.
Il primo tratto, più erto, procede nel bosco di abeti e
pini, giungendo nei pressi della cappella romanica di San
Nicolò (pregiati gli affreschi del ‘400). Oltre un bosco
misto di faggi e castagni si arriva a un crocevia. Con
lievi saliscendi si prosegue lungo il crinale, in un ambiente isolato e affascinante in cui è possibile avvistare
rapaci quali la poiana e il falco pecchiaiolo. A ponente,
il panorama è caratterizzato dall’imponente Rocca Barbena, ripida e rocciosa. In località Valloni (50’), s’incontra
l’Alta Via: si prende a sinistra lungo una pista nel bosco
che perde gradualmente quota fino all’antico valico tra la
costa e la Bormida di Millesimo. Al
Giogo di Toirano (807m/1h25’)
l’Alta Via risale il crinale guadagnando gradualmente quota fra praterie e boschi; il percorso si affaccia sull’abbagliante golfo ligure e sulla verdissima val Bormida. Forte è
il contrasto tra il versante tirrenico -prativo e soleggiatoe quello padano dominato dal bosco. Salendo di quota
compare all’orizzonte, verso ovest, la sagoma delle Alpi
Liguri: spiccano l’aguzzo Pizzo d’Ormea e, più a nord,
il Monviso e il Rocciamelone. La scena è dominata da
faggi, querce e praterie. La traccia, più ripida e con brevi
digressioni sul versante meridionale, supera il Bric Paglia-
rina (1215m), da cui è ben visibile la sottostante conca
pianeggiante di Bardineto, abbracciata dalle montagne
che danno inizio all’arco della catena alpina.
Mentre il Carmo compare alla vista, si prosegue lungo il
crinale, con brevi distacchi sul lato nord, nella penombra della faggeta. Giunti a una sella, superato un costone
roccioso, si esce sul prato e si affrontano gli ultimi 80
metri di dislivello, fino alla cima del
Monte Carmo di Loano (1389m/3h25’)
che presenta a sud versanti ripidi e brulli, mentre dalla
parte opposta scende verso la conca di Bardineto con
dolci pendii coperti di faggi. Presso la vetta ci sono i rifugi “Monte Carmo” e più a est “Pian delle Bosse”. Dalla
cima il colpo d’occhio sul Finalese e sui centri di Pietra
Ligure, Loano e Borghetto Santo Spirito è formidabile.
Scesi ancora alla selletta il sentiero entra nella faggeta,
sul versante settentrionale del Carmo. Una serie di tornanti affronta la scoscesa spalla boscosa; a un crocevia,
si scende quindi a sinistra (triangolo giallo vuoto), incrociando il sentiero proveniente da Pian della Bosse. Dal
Giogo di Giustenice (1143m/4h)
si scende per 450 metri lungo una strada immersa in un
sottobosco umido dove vivono anfibi quali la salamandra
pezzata, il tritone alpestre e la rana temporaria. La sterrata, inizialmente in forte pendenza, contnua a scendere
tra faggi, betulle e vecchi castagneti da frutto. Oltre Tetti Madonna (976m), la strada si inserisce nella valle del
Rio Giaire. Quindi, in località Case Principe, si raggiunge
l’asfalto. A un bivio si trascura la via a sinistra e proseguendo, dopo appena un chilometro, si lascia sulla destra
un ponticello. Mezzo chilometro ancora e si sbuca sulla
strada principale, presso una fontana, in località Geirolo.
La si percorre verso nord per un centinaio di metri; prima
di entrare nel centro di Bardineto si prende il bivio a sinistra, attraversando Marcagiolo Montela. Sempre lungo la
strada asfaltata, si attraversa il rio San Giovanni, si prende a sinistra e, fiancheggiato il campo santo, si raggiunge
il punto di partenza dell’itinerario.
Altavia dei Monti Liguri Carlo.i10-11 10-11
24/03/2006 12.19.36
SN
Periodo consigliato:
Dalla primavera all’autunno.
La zona del monte Pennello
è esposta a forti venti che
possono provocare disagi in
inverno.
779
SN
Durata del percorso:
6h
Caratteristiche:
panoramico - ambientale
storico
aperto a splendidi panorami. Nei pressi del Pennello si trova una neviera. Per salire in vetta si prende a destra il sentiero segnato con due barre rosse verticali. Dalla cima del
Monte Pennello (997m/2h45’)
è possibile, in giornate terse, godere di un panorama indimenticabile sulle vette delle Alpi Liguri, del Monviso,
del Monte Rosa, mentre sul mare si scorgono la Corsica
all’orizzonte, il disegno della costa ligure di ponente e
quello inconfondibile del monte di Portofino. Affascinati
dal panorama, si rischia di trascurare una neviera proprio sulla cima del monte. Lungo l’Alta Via si ritorna alla
Colla del Proratado, prendendo (3h30’) in direzione di
Praglia. Oltre la Colla del Canile (844m) si raggiunge la
Colla di Praglia (880/3h45’)
e si percorre un tratto di strada asfaltata fino a
4
Monte Figogna- Pennello - Praglia-Isoverde
Le Neviere
Gli “antenati del freezer”
sono costituiti da buche
profonde e piuttosto larghe,
a prevalente pianta circolare (ma lungo l’Alta Via se
ne trovano anche a sezione quadrata - ad esempio
nel tratto Bocchetta-Giovi),
in cui in inverno veniva
accumulata e pressata la
neve che, date le rigide
temperature, ghiacciava.
Bastava coprire la neviera
con fogliame sormontato
da un cono di paglia per
conservare il ghiaccio fino
all’estate, quindi trasportarlo e venderlo in città. Anche se resta poco chiaro
come facesse a non sciogliersi durante il trasporto.
In alto: conformazioni rocciose
nei pressi di monte Torbi. Nella
pagina seguente: panorama dal
Pennello.
10
Altavia dei Monti Liguri Carlo.i12-13 12-13
Uno spettacolare sentiero panoramico, affacciato sul
crinale “fortificato” dei monti genovesi fino alla catena
dell’Antola nel primo tratto, quindi disteso sul mare del
Ponente genovese, e ancora aperto, dalla vetta del monte
Pennello, sulle Alpi Liguri, sul Monviso, sul Monte Rosa e,
all’orizzonte marino, sulla Corsica e, talvolta, perfino sulle
isole dell’Arcipelago toscano.
Accesso e punto di partenza
Si sale in corriera al monte Figogna (806m). Poco prima del piazzale, sulla sinistra per chi sale, una scaletta
indica i sentieri per San Carlo di Cese e Sestri Ponente.
Oltre la trattoria del Bossero, si prosegue sull’asfalto fino
Lencisa Bassa (568m/30’)
Ci si immerge (triangolo rosso pieno) nella boscaglia. In
breve il sentiero si apre, offrendo una bella panoramica
fino alla catena dell’Antola. Si sale fino alle pendici sudoccidentali del monte Torbi (50’) quindi, oltre uno stretto
passaggio, in lieve discesa lungo un tratto aperto e selvaggio, affacciato sul mare del Ponente genovese. Nei pressi
della Rocca Maia c’è una cappelletta, buona come riparo.
Il nome della rocca, un cocuzzolo roccioso dalle linee aguzze, deriverebbe da “marcia” per la sua fragilità. Il sentiero prosegue nel bosco e si apre in
un’ampia sterrata; un balcone sul mare, battuto dai
venti, in cui la vegetazione è rada: qua e la si individua giusto qualche pino, “spettinato” dalle correnti.
Voltandosi, si osservano i crinali montuosi che abbracciano Genova, e i profili della Guardia e dei forti. Quindi la
Colla del Proratado (897m/1h50’)
Si prosegue lungo l’Alta Via verso il monte Pennello, in
uno scenario selvaggio, e affascinante, da montagna vera,
Prou Renè (800m/4h)
dove ha inizio il sentiero naturalistico ad anello dei Laghi del Gorzente. L’Alta Via prosegue nella natura, lungo
il confine con il Parco Capanne di Marcarolo; una breve deviazione conduce nel luogo ove è stato individuato
uno dei termini di confine citati nella “Tavola Bronzea del
Polcevera” (117 a.C.): il limite è identificato da un grosso
masso che definirebbe uno dei confini tra le tribù liguri
dei Genuanti e dei Vitutii. Si continua nel bosco misto,
quindi lungo una sterrata di crinale (il limite polceverasco
della tavola bronzea) dove è possibile individuare ancora
una serie di neviere tra cui una parzialmente restaurata
dal CAI – sottosezione di Bolzaneto. Si arriva quindi al
I Laghi
del Gorzente
Una variante (proponibile,
dati i tempi totali di percorrenza, solo in estate,
quando le giornate sono
lunghe) è rappresentata
dal giro dei Laghi del Gorzente, nel Parco Capanne
di Marcarolo, lungo un
sentiero di 13 chilometri
realizzato da volontari del CAI di Bolzaneto.
Il sentiero (segnavia SN)
offre numerosi motivi
d’interesse
naturalistico, fra cui in particolare
il panorama sui laghi,
e alcune testimonianze
del passato; fra queste,
la Fontana dei Segaggin
(cioè dei falciatori d’erba, che vi si fermavano a
dissetarsi) e la Pietra del
Grano (un grosso masso
dove, secondo tradizione, sarebbero avvenuti
scambi commerciali fra le
popolazioni della costa e
dell’entroterra padano).
Passo di Prato Leone (779m/4h45’)
zona di insediamenti in epoca neolitica. Il sentiero per
Isoverde scende a destra (quadrato rosso pieno): un tracciato stretto, sassoso, lungo la ripida parete delle pendici
sud del Bric di Guana. Poi il sentiero si allarga fino a
divenire sterrata e procedere, in lieve discesa, nel bosco,
dove si incontrano alcune case abbandonate.
Si raggiunge l’asfalto a Casa Dellepiane giungendo a Gallaneto, dove si trova la centrale idroelettrica dell’Acquedotto De Ferrari-Galliera, alimentata con le acque provenienti (attraverso una galleria, quindi una condotta forzata)
dai Laghi del Gorzente. Si arriva infine a
Isoverde (207/6h)
nei pressi della fermata della corriera per Pontedecimo.
11
24/03/2006 12.19.40
Periodo consigliato:
Tutto l’anno.
Durata del percorso:
6h
Caratteristiche:
ambientale - architettonico
Funicolare Righi-Zecca
5
Genova-Crocetta d’Orero-Righi-Genova
Un itinerario periurbano di grande interesse e panoramicità, esplorativo, che consente
di raggiungere, o di abbandonare, l’Alta Via e con essa lo spartiacque tirrenico-padano,
utilizzando, oltre alle proprie gambe, mezzi di trasporto ecologici e suggestivi quali il
famoso trenino a scartamento ridotto della ferrovia Genova-Casella e la funicolare Zecca-Righi. Parte del percorso si snoda, a piacimento dell’escursionista che in qualunque
momento può abbandonare il crinale per tornare sulla più agevole e breve “Via delle
Baracche”, lungo il sistema di fortificazioni della Superba con i forti Diamante, Puin,
Sperone, Begato e Castellaccio. Una variante all’itinerario include il paese-fantasma di
Canate e un tratto dell’antico acquedotto genovese.
Accesso e punto di partenza
Il mezzo più suggestivo per raggiungere Crocetta d’Orero, punto di partenza dell’itinerario, è il trenino di Casella, con partenza dalla stazione di Genova-Manin.
Giunti alla stazione di Crocetta d’Orero, si sale alla strada principale voltando a sinistra, quindi ancora a sinistra, in salita. La strada, aperta sulla val Polcevera, offre spunti
panoramici estesi verso Genova; si riconosce la sagoma di Forte Diamante.
Oltre la Cappelletta di Orero occorre fare attenzione per individuare, sulla destra, il
sentiero che si inoltra nel bosco. Si sale decisamente per un tratto, procedendo quindi
in piano, a mezza costa, nel bosco. Fino a raggiungere
Casale di Sella (733m/1h)
in cui si trovano una cappelletta e un’area picnic. Una
deviazione in discesa a destra condurrebbe in due ore al
Rifugio di Ciaè, ubicato al termine dell’omonimo sentiero
botanico gestito dai V.A.B. di S. Olcese.
Proseguendo lungo l’Alta Via, si raggiunge la località
Il Colletto (798m/1h20’)
fra i monti Carossino e Alpe. Si abbandona il tracciato
dell’Alta Via e si continua in discesa, (segnavia X rossa)
dapprima attraverso un bosco per sbucare quindi nei
pressi di una panoramica sella. Quii lo scenario si apre
sulla val Bisagno.
Si continua a scendere in una zona caratterizzata, sotto
il profilo vegetazionale, da latifoglie e macchia mediterranea. Si prosegue quindi in piano, lungo una sterrata,
nella boscaglia affacciata sulla val Bisagno. Fino a
Crociera di Pino (362m/3h15’)
toponimo che indica un crocevia di antiche vie di comunicazione. Sul valico è la piccola cappella di San Bernardo. Si procede ancora nel bosco fino al
Valico di Trensasco (391m/3h30’)
La sterrata prosegue pianeggiante verso il Righi. Sulla destra, nei pressi del bar-trattoria “La Baita di Diamante”, è
il sentiero che ripido sale al forte, lungo tratti altamente
panoramici sulle valli Polcevera e Bisagno mentre l’occhio spazia, raggiunta la vetta dominata dal forte, fino al
massiccio dell’Antola. Oltre
Forte Diamante (651m/4h)
Il sentiero è contrassegnato da un cerchio rosso vuoto.
Lasciato a destra il Forte Fratello Minore (620m, raggiungibile con una deviazione), l’ampio sentiero di crinale
affacciato sulla val Polcevera e su Genova, conduce a
Forte Puin, Forte Sperone e
Forte Begato (453m/5h15’)
Nei pressi di quest’ultimo, attraverso una cancellata, si
raggiunge la strada asfaltata per il Righi; appena imboccata la carrozzabile, una deviazione a sinistra conduce
all’ingresso di Forte Sperone. Si scende quindi al Righi,
dopo avere fiancheggiato il Forte Castellaccio.
Per scendere a Genova-centro si può prendere la funicolare, panoramica e suggestiva.
Nella pagina precedente: sopra il titolo, il trenino di Casella e, in
basso, forte Puin. Sotto: i forti Begato e Sperone in un’inquadratura
aerea.
Il nucleo rurale di
Canate e l’antico
acquedotto
Una impegnativa (ci vogliono almeno 10 ore) e interessante alternativa all’itinerario prevede il percorso a
ritroso dal Righi ai forti fino
all’Alta Via (monte Alpe,
quindi Colle di Creto).
Dal Colle di Creto si attraversa la Gola di Sisa, suggestiva per le sue argille
rossastre, fiancheggiando
il monte Alpesisa fino al
Colletto tra monte Lago e
monte Lago Est (847 m).
Da qui un sentiero (segnavia cerchio rosso sbarrato)
scende ripidamente al villaggio abbandonato di Canate (540m).
Si scende ancora, fino a
San Martino di Struppa
e quindi Prato. Da qui si
può raggiungere la zona
di Cavassolo, dove si trova
un imponente ponte canale dell’antico acquedotto
che, dalla presa di Bargagli,
giunge fino al molo antico
di Genova. “La via dell’acqua” offre un susseguirsi
di architetture e scorci
panoramici di grande suggestione: dal complesso di
ponti-canale nei pressi della
medievale abbazia di San
Siro di Struppa allo spettacolare ponte-sifone sul Rio
di Veilino.
Quest’ultimo rappresenta
uno scenografico “ottovolante” che scende lungo la
collina per attraversare in
sopraelevata il cimitero di
Staglieno e risalire sulla collina opposta. E si può continuare, lungo le vie Burlando e la Circonvallazione a
Monte costruite sopra l’Acquedotto, fino a Castelletto,
a Caricamento e infine al
Molo Antico.
13
Altavia dei Monti Liguri Carlo.i14-15 14-15
24/03/2006 12.19.45
Periodo consigliato:
Dalla primavera all’autunno. Affascinante l’inverno,
salvo eccessiva presenza di
neve e rigide temperature
(con vento gelido)
30
49
Durata del percorso:
6h15’
Caratteristiche:
ambientale - storico artistico - architettonico
6
Anello di Varese Ligure
Un itinerario non difficile ma intenso, nelle zone di pascolo della “Valle del Biologico”
intorno a Varese Ligure. Molto panoramico anche il tratto dell’Alta Via che, dal Passo
Chiapparino, sale al Passo di Cento Croci e verso il Passo della Cappelletta.
Accesso e punto di partenza
L’itinerario prende il via dal ponte medievale di Grecino, a Varese Ligure; si sale una
scalinata fra le case dell’antico nucleo per giungere, dopo breve tratto su mulattiera
(l’antico tracciato che da Varese saliva al passo Chiapparino), sull’asfalto. Si prosegue
in lieve salita (segnavia bianco e rosso, a tratti caratterizzato dal numero 30).
Ci si muove dapprima nel bosco, quindi in campo panoramicamente aperto sul borgo
di Varese Ligure e sulla corona di montagne, nel silenzio. Tre i bivi: il primo a Case
Boschetto, a quota 572 (si prosegue a sinistra); quindi Case Piazze (645m, si continua a
destra) e ancora Case Camou (674m, bivio a sinistra). Compaiono infine alla vista le
Case Forcelle (751m/1h30’)
scenograficamente incorniciate dalle montagne. Al bivio che conduce alle case stesse
si prende a destra; l’asfalto lascia il posto a una carrareccia che sale in un paesaggio
di pascoli, sempre panoramicamente contornato dalle montagne, fra cui lo Zatta e il
14
Altavia dei Monti Liguri Carlo.i16-17 16-17
Penna verso ponente e il monte Gottero verso levante. Si
arriva infine sull’Alta Via, nelle immediate vicinanze della
cappelletta-ricovero del
Passo Chiapparino (982m/2h30’)
Da qui al Passo di Cento Croci il percorso alterna tratti
nel bosco ad altri aperti sulle valli del Vara e del Taro;
piuttosto ripido, ma certo non proibitivo è il segmento
che dal Passo sale ai 1177 metri del monte Ventarola,
riconoscibile per la presenza di un’antenna. Si scende
quindi, passando per un bosco, fino al Passo di Pianpintardo (1120m). Oltre un tratto su strada sterrata si sale
ancora nel bosco, per alternare ancora, procedendo in
costante ma non ripida salita, tratti panoramici a passaggi nella foresta. Oltre il versante sudoccidentale del
monte Zuccone (1210m), si scende piuttosto ripidamente
in una zona di pascoli fino al
Passo di Cento Croci (1055m/5h)
storico valico fra la Liguria e l’Emilia. Raggiunto l’asfalto,
si prosegue a sinistra, seguendo le indicazioni per l’Alta
Via, facendo attenzione a imboccare, percorsi una cinquantina di metri, il sentiero, che si inoltra a destra nel
bosco. Si procede in lieve discesa, sempre seguendo il
segnavia, nel bosco di abeti e di faggi e aggirando un
rilievo in cui spiccano alcuni ripetitori. Si raggiunge quindi una stradina asfaltata per proseguire verso sinistra, in
direzione del Passo della Cappelletta, facilmente riconoscibile per la presenza di due pale per l’energia eolica. Il
panorama, affacciato sui pascoli di questo versante dell’Alta Val di Vara, è scenografico e suggestivo. Occorre
però non distrarsi troppo per non perdere il
Bivio del Monte Scassella (1075m/5h30’)
Da qui si scende a destra, lungo una stradina, sempre
asfaltata, che conduce a Caranza. L’itinerario è contrassegnato da un segnavia bianco-rosso con il numero 49.
È un percorso distensivo e rasserenante, immerso nei pascoli e caratterizzato, oltre che dall’ormai familiare panorama, dalla presenza di bovini al pascolo e da alcuni
esempi di antiche costruzioni rurali con il tetto in ciappe.
La discesa a Caranza richiede circa un’ora e un quarto.
Si giunge alle prime, antiche case del paese, anch’esse
esempio di architettura rurale, proprio nel punto in cui
è la fermata della corriera per Varese Ligure. Volendo
ingannare i tempi dell’attesa, si può raggiungere il centro
della frazione, dove si erge una notevole chiesa.
La “Valle
del Biologico”
Agricoltura e allevamento
biologici caratterizzano le
attività di Varese Ligure,
regolate secondo canoni
e disciplinari di genuinità
e qualità, a cominciare
dall’impiego di concimi,
prodotti organici e antiparassitari non tossici. Il risultato è il livello dei prodotti caseari e della carne
di Varese Ligure, acquistabili direttamente in loco.
Nella pagina precedente: In
alto, il ponte di Grecino, a
Varese Ligure e l’Alta Via nei
pressi del bivio di Monte Scassella.
Varese Ligure
Il borgo “rotondo” di Varese Ligure è in lizza per
il concorso che determinerà le 10 località più
belle e “vivibili” d’Italia.
Noto per la sua conformazione urbanistica (sottolineata dalle facciate
dipinte delle case), per il
Castello dei Fieschi e il
ponte medievale di Grecino, Varese Ligure è un
borgo ideale per trascorrere un weekend o una
vacanza
rasserenante,
approfittando di genuini
e prelibati prodotti del
territorio e dei sentieri escursionistici. Non a
caso alberghi e aziende
agrituristiche sono nate
come i funghi (buoni anche quelli, da queste parti) negli ultimi anni.
15
24/03/2006 12.19.48
Servizi dell’Alta Via dei Monti Liguri
Un progetto di rilancio per l’Alta Via
Per valorizzare, ai fini della fruizione turistico-escursionistica, il patrimonio naturalistico, ambientale, paesaggistico e antropoplogico dell’Alta Via dei Monti Liguri, la Regione Liguria ha avviato un complesso di
azioni che riguardano: gli interventi sul territorio, l’organizzazione di servizi e le azioni di comunicazione.
Di principale importanza la rete di Centri di Servizi Territoriali (CST), pensati per fornire, prioritariamente, servizi di mobilità nelle aree interne (con precedenza agli spostamenti da e per l’Alta Via e per
i residenti) e di accompagnamento da parte di Guide Ambientali Escursionistiche e Guide Turistiche
(contattando il numero verde 800 072757).
Sono inoltre previsti servizi di trasporto integrativo volti ad agevolare gli spostamenti di persone diversamente abili e il trasporto di mountain bike.
Il rifacimento della segnaletica riguarderà i sentieri di raccordo e il percorso principale mentre, in alcune
aree, sono previsti percorsi ad accesso facilitato per persone con difficoltà motorie e/o visive.
Una fitta rete di “proposte ecomuseali” contribuisce poi a integrare le realtà espositive, culturali e ambientali già in atto sul territorio e permette di leggere ogni tematismo che gravita intorno all’Alta Via
favorendone la valorizzazione culturale e turistica.
Un modo importante per qualificare l’entroterra, da antica zona di villeggiatura, come concreta alternativa di fruizione e di conoscenza rispetto al mondo della città e della costa.
strutture ricettive (POSTI TAPPA) convenzionate
con l’Associazione Alta Via dei Monti Liguri:
✦ “Patrick Gambino”, loc. Gerri - M. Grammondo (Olivetta San Michele) - diramazione Val Roia, nel punto
di connessione tra L’AV e la Grande randonnee 52-. Proprietario: CAI Ventimiglia (tel. 0184.357784).
✦ “Gola di Gouta”, loc. Gola di Gouta (Pigna) - Tel. 0184.241068 - 335.5393560.
✦ “Passo Muratone”, loc. Passo Muratone (Pigna) - Tel.: Comune di Pigna (tel. 0184.241016).
✦ “Monte Grai”, loc. Monte Grai (Pigna) - Proprietario e Gestore: CAI Ventimiglia (tel. 0184.357784).
✦ “Nuovo Franco Allavena”, loc. Colla Melosa (Pigna) - Tel.: 333.2264017
✦ “Centro Accoglienza Colla Melosa”, loc. Colla Melosa (Pigna)
Proprietario e Gestore: CAI di Bordighera (tel. 0184.262797).
✦ “Realdo”, loc. Realdo (Triora) - Gestore: Chiara Marras (tel. 0184.94008 - 348.2713278).
✦ “Bassa di Sanson”, loc. Bassa di Sanson (Triora)
Gestore: Chiara Marras (tel. 0184.94008 - 348.2713278)
✦ “Verdeggia”, loc. Verdeggia (Triora) - Gestore: Chiara Marras (tel. 0184.94008 - 348.2713278).
✦ “Sanremo”, loc. Cima della Valletta (Triora) - Proprietario: CAI Sanremo (tel. 0184.505983).
✦ “Pian delle Bosse”, loc. Pian delle Bosse (Pietra Ligure)
Gestore: MC Giochi e Sport di Menozzi, via Ghirardi 4, 17027 Pietra Ligure (SV) (tel: 019.672363).
✦ “Heidi”, loc. Melogno (Magliolo) - Tel.: 019.64193 - 333.6042341
✦ “Il Frutteto”, loc. Cadotto (Mallare) - Tel.: 333 8518176.
✦ “Il Respiro del Tempo”, loc. Quiliano (Quiliano) - Tel.: 019.8878728 - 339.6646785
✦ “Cascina Miera”, loc. Miera (Cairo Montenotte) - Proprietario: Ferrania Spa (tel. 019.5221).
✦ “Planet Horse”, loc. Giovo Ligure (Pontinvrea) - Tel.: 019.705511 - 349.7477437
✦ “Prato Rotondo”, loc. Prato Rotondo (Cogoleto) - Tel.: 010.9133578 - 349.4715968
✦ “Faiallo”, loc. Passo del Faiallo (Urbe) - Tel.: 019.733101.
✦ “Ciaè”, loc. Ciaè (Sant’Olcese) - Gestore: Guardia Antincendio (tel. 010.7092223 - 333.3070528).
✦ “Centro Turismo Equestre Torriglia”, loc. Molino del Lupo (Torriglia) - Tel.: 010.944494 - 335.8113375
✦ “Barbagelata”, loc. Barbagelata (Lorsica) - Gestore: Gloria Arquà (tel. 0185.975011).
✦ “Antonio Devoto”, Loc. Passo del Bocco, Strada Provinciale 26 bis (Mezzanego), 956 m,
custodito, 44 posti letto, bar, ristorante – Tel. 0185.342065
✦ “Cabanne”, loc. Cabanne (Rezzoaglio)
Proprietario e Gestore: Vittorio Battistoni (tel. 0185.86829 - 0185.350693).
✦ “Casermette delle Lame”, loc. Passo delle Lame - Proprietario e Gestore: CAI di Rapallo (tel. 0185.57862).
✦ “Monte Aiona” (o “Prato Mollo”), loc. Prato Mollo (Borzonasca)
Gestore: Angela Patrizia Benvenuto (tel. 0185.395362).
✦ “Colla dei Faggi” loc. Colla Craiolo (Varese Ligure)
Proprietario e Gestore: Maria Pietronave (tel. 0187.843003).
✦ “Ranch Camillo”, loc. Passo di Cento Croci (Varese Ligure) - Tel.: 0187.842128 - 339.8568144.
✦ “La Debbia”, loc. La Debbia (Rocchetta di Vara) - Tel.: 338.9638566 - 339.3165366.
✦ “Monte Alpicella”, loc. Passo Alpicella (Calice al Cornoviglio)
Referente: Manlio Andreoni, frazione Santa Maria di Calice (tel. 0187.936354).
Verifica le eventuali variazioni sul sito internet www.altaviadeimontiliguri.it, chiamando il numero verde
800 072757 oppure presso l’associazione Alta Via dei Monti Liguri (Tel. 010.24852205).
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Altavia dei Monti Liguri Carlo.i18 18
24/03/2006 12.19.48
PRAGLIA
4
BEIGUA


SCOFFERA
ZATTA





5




MELOGNO



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VARA


ALPI LIGURI

3


VAL NERVIA
2


1
Note per l’escursionista
✓ Rispetta l’ambiente: non abbandonare rifiuti; evita i rumori inutili; non abbandonare il percorso
per non causare danni alle specie protette e alle colture e per non rischiare di smarrirti.
✓ Indossa abiti e calzature adeguate al tipo di escursione che vuoi effettuare.
✓ Porta con te una mantellina antipioggia e un kit per il pronto soccorso.
✓ Tieni presente che: uno zaino grande distribuisce meglio il peso.
✓ Parti con una scorta d’acqua adeguata. Difficilmente ne potrai trovare altra lungo il percorso.
✓ Non sottovalutare le difficoltà del percorso e attrezzati di conseguenza.
✓ Valuta tempi e difficoltà di percorrenza per non farti sorprendere dall’oscurità.
✓ Informati sulle condizioni meteo e non trascurarne mai la variabilità.
Come leggere la Guida Pratica
La difficoltà di ciascun itinerario è segnalata dal colore del riquadro posto a fianco del titolo della
scheda, secondo la legenda sottoriportata (il riquadro, col numero progressivo del percorso, è riportato anche nella cartina generale):
1 Turistico (T) 1 Escursionisti medi (E) 1 Escursionisti esperti (EE) 1 Difficoltoso (EEA)
I tempi di percorrenza indicati sono relativi al senso di marcia degli itinerari descritti; essi tengono
conto delle caratteristiche di un escursionista mediamente allenato e prevedono brevi soste per le
osservazioni e il ristoro.
Altavia dei Monti Liguri Carlo.i19-20 19-20
Legenda della cartina
Alta Via dei Monti Liguri
Sentieri descritti nella Guida
Strutture Ricettive Convenzionate
di
 Complesso
strutture ricettive  Struttura
ricettiva
Parco Nazionale o regionale
Autostrada
Numeri di
emergenza
Emergenza
infortuni
118
Segnalazione
incendi boschivi
1515
Viabilità veicolare
24/03/2006 12.19.58
Parchi e Aree protette
della Liguria
Guide pratiche dei Parchi
e delle Aree Protette liguri.
(*) comprese aree contigue.
(**) compresa area contigua e Sic (siti di interesse comunitario) gestiti dall’Ente parco.
Aree protette marine previste
c-Bergeggi; d-Gallinara;
e-Capo Mortola; f-Portovenere
a-Cinque Terre; b-Portofino
Alta Via
dei Monti Liguri
12-Giardino Botanico
8-Portofino (**)
Pratorondanino
9-Aveto (*)
10-Portovenere
Altre Aree Protette Regionali
11-Montemarcello 13-Giardini Botanici
Hanbury
Magra (*)
Aree Protette Provinciali
1-Isola Gallinara
2-Rio Torsero
3-Bergeggi
Aree protette
4-Bric Tana
5-Piana Crixia
6-Beigua
7-Antola (*)
Riserve Naturali Regionali Parchi Naturali Regionali
a cura del Servizio Parchi e Aree protette della Regione Liguria - Agosto 2004
Olivetta
S. Michele
VENTIMIGLIA
e
M
T
Pigna
Dolceacqua
I E
N
F
RA
N
C
IA
Altavia dei Monti Liguri Carlo.i21-22 21-22
13
Monte Monega
P
O
Colle
di Nava
Triora
Pieve di Teco
IMPERIA
Albenga
Isola
Gallinara
1
d
Finale Ligure
2
Rocca
Barbena
Monte Carmo
Millesimo
Parco Nazionale
delle Cinque Terre
alta via dei monti liguri
c
Isola di
Bergeggi
3
Colle di
Cadibona
4
Aree protette marine
Lerici
f
Riomaggiore
a
b
Varazze
SAVONA
Monte Beigua
Colle del
Giovo
Piana Crixia
LA SPEZIA
11
10
Rapallo
GENOVA
Passo della
Scoffera
P. del
Turchino
Crocetta
d'Orero
Punta
Martin
Bric
Dente
Sassello
Urbe
Levanto
Sestri
Levante
Monte
Ramaceto
Borzonasca
8
Torriglia
Passo
dei Giovi
Campo
Ligure
6
5
E
Colle del
Melogno
9
S.Stefano
d'Aveto
Monte
Antola
Busalla
12
Monte
S.Nicolao
Monte Penna
R
O
M
A
Passo di
Cento Croci Monte
Gottero
G
N
A
IA
IL
EM
7
S
A
Passo del
Rastrello
TO
CA
CEPARANA
N
A cura di Stefano Ardito
Per conoscere e vivere i Parchi della Liguria.
Con tutta calma.
TITOLI PUBBLICATI
1 - Parco nazionale delle Cinque Terre
2 - Parco naturale regionale dell’Antola
3 - Parco naturale regionale dell’Aveto
4 - Parco naturale regionale del Beigua
5 - Parco naturale regionale di Montemarcello Magra
6 - Parco naturale regionale di Portofino
7 - Aree protette regionali del Savonese
Parco naturale regionale di Bric Tana
Parco naturale regionale di Piana Crixia
8 - Aree protette regionali della Costa Ligure
Riserva naturale regionale di Bergeggi
Area protetta regionale Giardini Botanici Hanbury
Riserva naturale regionale dell’Isola Gallinara
Parco naturale regionale di Portovenere
Riserva naturale regionale di Rio Torsero
9 - Alta Via dei Monti Liguri
10 - Area protetta provinciale Giardino Botanico di Pratorondanino
Guida pratica Alta Via dei Monti Liguri
Edizione Erredi Grafiche Editoriali - Genova
Stampa Erredi Grafiche Editoriali - Genova
Direzione editoriale Fabrizio Càlzia
Testi Enrico Bottino, Fabrizio Càlzia
Fotografie Enrico Bottino, Fabrizio Càlzia, Dino Magagna,
Paolo Gassani, Corrado Leoni, Maurizio Re, Archivio servizio
Parchi (Federico Beltrami, Andrea Parodi, Maurizio Robello).
Cartografia Daniela Blandino
Art direction Mario Benvenuto
Impaginazione Carlo Di Campi
Regione Liguria
Dipartimento Pianificazione Territoriale
Servizio Parchi e Aree protette
Euro 1,50 iva inclusa
24/03/2006 12.20.03
Fly UP