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Legge di Washington sul commercio di specie esotiche protette

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Legge di Washington sul commercio di specie esotiche protette
___________________________________________________________Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline
Legge Washington
Commercio di specie esotiche protette
Legge 150 del 7 febbraio 1992
modificata con L. 59 del 13 febbraio 1993
Disciplina dei reati relativi all'applicazione in Italia della Convenzione sul
commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di
estinzione.
Art.1 / Art.2 / Art. 3 / Art. 4 / Art. 5 / Art. 5 bis / Art. 5 ter / Art.6 / Art. 7 /Art. 8 / Art.
8-bis / Art. 8-Ter / Art. 8-quater / Art. 8-quinquies / Art. 8-sexies / Art. 12 / Art. 12-bis /
Art. 12-ter / Art. 12-quater / Art. 13
Si trascrive il testo aggiornato della legge 7 febbraio 1992, n. 150, recante "Disciplina dei
reati relativi all'applicazione in Italia della convenzione sul commercio internazionale delle
specie animali e vegetali in via di estinzione, firmata a Washington il 3 marzo 1973, di cui
alla legge 19 dicembre 1975, n. 874, e del regolamento (CEE) n. 3626/82 e successive
modificazioni, nonché norme per la commercializzazione e la detenzione di esemplari vivi
di mammiferi e rettili che possono costituire pericolo per la salute e l'incolumità
pubblica", come modifica della legge 13 marzo 1993, nr. 59.
Art. 1
1. Chiunque in violazione di quanto previsto dal decreto del Ministro del commercio con
l'estero del 31 dicembre 1983, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 64 del 5 marzo 1984, importa, esporta o riesporta, sotto qualsiasi regime
doganale, vende, espone per la vendita, detiene per la vendita, offre in vendita,
trasporta, anche per conto terzi, o comunque detiene esemplari di specie indicate
nell'Allegato A, appendice 1, e nell'Allegato C, parte 1, del Regolamento (CEE) n.
3626/82 del Consiglio del 3 dicembre 1982, e successive modificazioni, è punito con le
seguenti sanzioni:
a) arresto da tre mesi ad un anno o ammenda da lire quindici milioni a lire duecento
milioni;
b) in caso di recidiva, arresto da tre mesi a due anni o ammenda da lire quindici milioni a
sei volte il valore degli animali, piante, loro parti o prodotti derivati oggetto della
violazione.
Se trattasi di impresa commerciale alla condanna consegue la sospensione della licenza
da un minimo di sei mesi ad un massimo di diciotto mesi.
2. L'importazione di oggetti ad uso personale o domestico relativi a specie indicate nel
comma 1, effettuata senza la presentazione della prevista documentazione CITES emessa
dallo Stato estero ove l'oggetto è stato acquistato, è punita con la sanzione
amministrativa da lire tre milioni a lire diciotto milioni.
Gli oggetti importati illegalmente sono confiscati dal Corpo Forestale dello Stato.
3. L'esportazione o la riesportazione di oggetti ad uso personale o domestico derivati
dagli esemplari di specie indicate nel comma 1 eccetto gli oggetti di pelletteria ad uso
personale e le calzature, è consentita previo rilascio di un Certificato da parte del Servizio
Certificazione CITES del Corpo Forestale dello Stato, ai sensi dell'articolo VII, par. 3, della
Convenzione di Washington.
Art. 2
Chiunque, in violazione di quanto previsto dal decreto del Ministro del commercio con
l'estero del 31 dicembre 1983, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 64 del 5 marzo 1984, importa, esporta o riesporta, sotto qualsiasi regime
doganale, vende, espone per la vendita, detiene per la vendita, offre in vendita,
trasporta, anche per conto terzi, esemplari di specie indicate nell'Allegato A, appendici Il
e III - escluse quelle inserite nell'Allegato C, parti 1 e nell'Allegato C, parte 2, del
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regolamento (CEE) n. 3626/82 del Consiglio del 3 dicembre 1982, e successive
modificazioni, è punito con le seguenti sanzioni:
a) ammenda da lire venti milioni a lire duecento milioni;
b) in caso di recidiva, arresto da tre mesi a un anno o ammenda da lire venti milioni a
quattro volte il valore degli animali, piante, loro parti o prodotti derivati oggetto della
violazione.
Se trattasi di reato commesso nell'esercizio di attività di impresa, alla condanna
consegue la sospensione della licenza da un minimo di quattro mesi ad un massimo di
dodici mesi.
2. L'importazione di oggetti ad uso personale o domestico relativi a specie indicate nel
comma 1, effettuata senza la presentazione della documentazione CITES, ove prevista, è
punita con la sanzione amministrativa da lire due milioni a lire dodici milioni.
Art.3
Le disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 si applicano anche nel caso di transito o trasbordo
sul territorio italiano di esemplari vivi o morti degli animali selvatici e delle piante di cui ai
suddetti articoli, o di loro parti o prodotti derivati.
Art. 4
1. In caso di violazione dei divieti di cui agli articoli 1 e 2 è disposta la confisca degli
esemplari vivi o morti degli animali selvatici o delle piante ovvero delle parti o prodotti
derivati.
Nel caso di esemplari vivi è disposto il loro rinvio allo Stato esportatore, a spese del
detentore, o l'affidamento a strutture pubbliche o private, in grado di curarne il
mantenimento a scopi didattici e la sopravvivenza, sentita la commissione scientifica di
cui al comma 2.
Nel caso di esemplari morti, loro parti o prodotti derivati, il Servizio certificazione CITES
del Corpo Forestale dello Stato ne assicura la conservazione a fini didattico - scientifici e,
ove necessario, provvede alla loro distruzione, sentita la Commissione Scientifica di cui al
comma 2. Con Decreto del Ministro dell'Ambiente, emanato di concerto con il Ministro
dell'Agricoltura e delle Foreste e con il Ministro della Sanità, è istituita presso il Ministero
dell'Ambiente la Commissione Scientifica per l'applicazione della Convenzione sul
Commercio Internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione, firmata a
Washington il 3 marzo 1973, di cui alla legge 19 dicembre 1975, n. 874.
Art.5
1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente Legge, coloro che
detengono esemplari degli animali selvatici e delle piante di cui all'art. 1, comma 1,
devono farne denuncia agli uffici del Corpo Forestale dello Stato o a quelli dei Corpi
Forestali delle Regioni a Statuto Speciale o delle Province autonome di Trento e Bolzano,
abilitati, con Decreto del Ministro dell'Agricoltura e delle Foreste, ad effettuare controlli e
certificazioni in conformità alla citata Convenzione di Washington del 3 marzo 1973, di
cui alla Legge 19 dicembre 1975, n. 874.
I suddetti Uffici rilasciano apposita ricevuta, previa verifica della regolarità
dell'importazione a suo tempo avvenuta.
2. E’ fatto obbligo a coloro che detengono esemplari vivi degli animali selvatici e delle
piante di cui all'art. 1, comma 1, di comunicare le variazioni del luogo di custodia degli
esemplari stessi al più vicino ufficio del Corpo Forestale dello Stato o dei Corpi Forestali
delle Regioni a Statuto Speciale o delle Province autonome di Trento e di Bolzano,
abilitato ai sensi del comma 1 del presente articolo.
3. E' fatto obbligo, all'atto dell'importazione o della riesportazione degli esemplari di cui
all'art. 2, ovvero di loro parti o prodotti derivati, di fare apporre dal più vicino ufficio del
Corpo Forestale dello Stato o dei Corpi Forestali delle Regioni a Statuto Speciale o delle
Province autonome di Trento e di Bolzano, abilitato ai sensi del comma 1 del presente
articolo, i necessari visti sulle licenze di importazione ed esportazione e sui certificati di
importazione e riesportazione in conformità alla citata Convenzione di Washington del 3
marzo 1973, di cui alla Legge 19 dicembre 1975, n. 874.
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4. I permessi dei Paesi di origine degli esemplari di cui all'art. 2 ovvero delle loro parti o
prodotti derivati, nei quali, dopo verifica operata dalla Segreteria di cui all'articolo XII
della citata Convenzione di Washington del 3 marzo 1973, di cui alla Legge 19 dicembre
1975, n. 874, vengono accertati errori o falsificazioni, devono essere ritirati dal Servizio
Certificazione CITES del Corpo Forestale dello Stato, che riferisce all'Autorità competente
dello Stato esportatore tramite la suddetta Segreteria.
E' in tal caso nullo qualsiasi permesso o certificato emesso dal Servizio certificazione
CITES del Corpo Forestale dello Stato sulla base dei suddetti permessi dei Paesi d'origine.
5. E' fatto obbligo di marcare conformemente a standard internazionali, con sistemi resi
operativi dal Servizio Certificazione CITES del Corpo Forestale dello Stato, sentita la
Commissione Scientifica di cui all'art. 4, comma 2, gli esemplari di cui all' art. 1, comma
1, e quelli cui si applicano le deroghe previste dal citato Regolamento (CEE) n. 3626/82,
e successive modificazioni.
6. Chiunque contravviene alle disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 è punito, salvo che il
fatto costituisca reato, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
lire sei milioni a lire diciotto milioni.
Art. 5-bis
1. Ai fini dell'applicazione dell'art. 5, comma 1, tutti coloro che detengono esemplari di
specie selvatica indicata nell'Allegato A, Appendice I, e nell'Allegato C, parte 1, del
Regolamento (CEE) n. 3626/82 del Consiglio del 3 dicembre 1982, e successive
modificazioni, classificati dalla presente Legge come oggetti ad uso personale o
domestico, non devono farne denuncia. 2. Sono fatte salve le prescrizioni ed i divieti di
cui agli articoli 21 e 30 della Legge 11 febbraio 1992, n. 157.
3. (Soppresso dalla Legge di conversione del Decreto qui pubblicato)
4. Le denunce di detenzione di esemplari dì eventuali specie che saranno iscritte
nell'Allegato A, Appendice I, nonché nell'Allegato C, parte 1, del regolamento (CEE) n.
3626/82 del Consiglio del 3 dicembre 1982, e successive modificazioni - a seguito delle
decisioni della Conferenza degli Stati Parte della Convenzione - dovranno essere
effettuate entro novanta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana - 2° serie speciale - del regolamento (CEE) che modifica i sopra citati
Allegati A e C del regolamento (CEE) n. 3626/82.
5. Chi contravviene all'obbligo di denuncia di cui al comma 4 è punito, salvo che il fatto
costituisca reato, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire sei
milioni a lire diciotto milioni.
6. Gli oggetti di uso personale o domestico derivati da esemplari di specie selvatiche
indicate nel comma 1 non possono essere commercializzati od offerti in vendita o esposti
in vendita, salvo che gli stessi siano previamente denunciati con ,le modalità previste
dall'art. 5, comma 1, ai fini della verifica della regolarità dell'importazione a suo tempo
avvenuta secondo le norme previste dalla convenzione di Washington.
7. Chiunque contravviene alle disposizioni di cui al comma 6 è punito con la sanzione
amministrativa da lire due milioni a lire dodici milioni.
8. Le istituzioni scientifiche o di ricerca pubbliche o private potranno godere
dell'esenzione dall'obbligo di denuncia solo dopo aver ottenuto l'iscrizione nel registro
delle istituzioni scientifiche previsto dall'articolo VII, par. 6, della convenzione di
Washington.
A tal fine con Decreto del Ministro dell'Ambiente, di concerto con il Ministro della Sanità e
con il Ministro dell'Università e della Ricerca scientifica e tecnologica, sarà disciplinata
l'istituzione del registro presso il Ministero dell'Ambiente e saranno previsti i presupposti,
le condizioni e le modalità di iscrizione, anche ai fini della detenzione di esemplari di cui
all'art. 6.
La Commissione Scientifica di cui all'art. 4, comma 2, rilascia i pareri per l'iscrizione nel
registro.
Art.5-ter
1. Ai sensi delle risoluzioni 7.13 e 8.12 delle Conferenze degli Stati Parte della
Convenzione di Washington, tenutesi rispettivamente a Losanna (Svizzera) dal 9 al 20
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ottobre 1989, e a Kyoto (Giappone) dal 2 a 13 marzo 1992, il personale dei nuclei del
Corpo Forestale dello Stato, di cui al decreto del Ministro dell'ambiente 4 settembre
1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 2 1 0 del 7 settembre 1992, presente nelle
dogane di cui all'art. 2 del decreto del Ministro delle finanze 26 giugno 1992, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 160 del 9 luglio 1992, in collaborazione con gli uffici veterinari
di confine, dovrà riportare su appositi moduli, conformi a quello di cui alla citata
risoluzione 7.13 della Conferenza di Losanna, la quantità di ogni spedizione in
importazione di animali vivi di specie incluse nell'Allegato A, Appendici I e Il del
regolamento (CEE) n. 3626/82 del Consiglio del 3 dicembre 1982, e successive
modificazioni, nonché il numero di esemplari morti per ogni spedizione.
i dati ottenuti saranno inviati su base annuale alla Segreteria dì cui all'articolo XII della
Convenzione di Washington.
Il Ministro dell'Ambiente, di concerto con i Ministri dell'Agricoltura e delle Foreste, e della
Sanità, stabilisce, con apposito Decreto, le modalità e i criteri atti ad ottenere il
monitoraggio della mortalità di animali vivi durante il trasporto internazionale, per
disporre, in base ai dati ottenuti e sentito il parere della commissione scientifica di cui
all'art. 4, comma 2, misure più restrittive fino all'interdizione dell'importazione per le
specie maggiormente soggette a mortalità durante il trasporto internazionale.
Il Decreto di cui all'art. 5-ter, comma 1, della Legge 7 febbraio 1992, n. 150, introdotto
dal comma 1 del presente articolo, è emanato entro centoventi giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
Art. 6
1. Fatto salvo quanto previsto dalla Legge 11 febbraio 1992, n. 157, è vietato a chiunque
detenere esemplari vivi di mammiferi e rettiti di specie selvatica ed esemplari vivi di
mammiferi e rettili provenienti da riproduzioni in cattività che costituiscano pericolo per la
salute e per l'incolumità pubblica.
2. Il Ministro dell'Ambiente, di concerto con il Ministro dell'Interno, con il Ministro della
Sanità e con il Ministro dell'Agricoltura e delle Foreste, stabilisce con proprio Decreto i
criteri da applicare nell'individuazione delle specie di cui al comma 1 e predispone di
conseguenza l'elenco di tali esemplari, prevedendo altresì opportune forme di diffusione
dello stesso anche con l'ausilio di associazioni aventi il fine della protezione della specie.
3. Fermo restando quanto previsto dal comma 1 dell'art. 5, coloro che alla data di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Decreto di cui al comma 2 detengono esemplari
vivi di mammiferi o rettiti di specie selvatica ed esemplari vivi di mammiferi o rettili
provenienti da riproduzioni in cattività compresi nell'elenco stesso, sono tenuti a farne
denuncia alla Prefettura territorialmente competente entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore del decreto di cui al comma 2.
Il prefetto, d'intesa con le Autorità sanitarie competenti, può autorizzare la detenzione
dei suddetti esemplari previa verifica della idoneità delle relative strutture di custodia, in
funzione della corretta sopravvivenza degli stessi, della salute e dell'incolumità pubblica.
4. Chiunque contravviene alle disposizioni di cui al comma 1 è punito con l'arresto fino a
tre mesi o con l'ammenda da lire quindici milioni a lire duecento milioni.
5. Chiunque contravviene alle disposizioni di cui al comma 3 è punito con la sanzione
amministrativa da lire dieci milioni a lire sessanta milioni.
6. Le disposizioni di cui ai commi 1, 3, 4 e 5 non si applicano nei confronti dei giardini
zoologici, aree protette, parchi nazionali, acquari, delfinari, circhi, mostre faunistiche
permanenti o viaggianti, dichiarati idonei dalla commissione scientifica di cui all'art. 4,
comma 2, sulla base di criteri generali fissati previamente dalla Commissione stessa.
Le Istituzioni Scientifiche e di Ricerca iscritte nel Registro istituito dall'art. 5-bis, comma
8, non sono sottoposte alla previa verifica di idoneità da parte della commissione.
Art. 7
Restano valide le deroghe previste dalla citata Convenzione di Washington del 3 marzo
1973, di cui alla Legge 19 dicembre 1975, n. 874, e dal citato Regolamento (CEE) n.
3626/82, e successive modificazioni.
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Art. 8
1. Conformemente a quanto previsto dall'art. 1, commi 4 e 5, e dall'art. 8, comma 4,
della Legge 8 luglio 1986, n. 349, il Ministero dell'Ambiente cura l'adempimento della
citata Convenzione di Washington del 3 marzo 1973, di cui alla Legge 19 dicembre 1975,
n. 874, potendosi avvalere delle esistenti strutture del Corpo Forestale dello Stato. Con
propri decreti, emanati di concerto con il Ministro delle Finanze, il Ministro del Commercio
con l'Estero ed il Ministro dell'Agricoltura e delle Foreste, il Ministro dell'Ambiente
stabilisce le modalità relative ai controlli in ambito doganale per l'esecuzione della
presente Legge e le procedure per l'adempimento della citata Convenzione di Washington
del 3 marzo 1973, di cui alla Legge 19 dicembre 1975, n. 874 (v. D.M. 4 settembre 1992,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale serie generale - n. 210 del 7 settembre 1992, n.d. r.).
Art. 8-bis
1. Tutte le nascite o riproduzioni in cattività degli esemplari appartenenti a specie incluse
nell'Allegato A, Appendici I e Il, nonché nell'Allegato C, parte 1 e 2, del Regolamento
(CEE) n. 3626/82 del Consiglio del 3 dicembre 1982, e modificazioni, devono essere
denunciate entro dieci giorni dall'evento al Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste ~
Direzione Generale per l'Economia Montana e Foreste - Servizio Certificazione CITES, il
quale ha facoltà di verificare presso il denunciante l'esistenza dei genitori e si può
avvalere di analisi genetiche per stabilire il grado di parentela fra i presunti genitori e la
prole.
Per tali esemplari, il predetto servizio rilascerà al denunciante un Certificato conforme
all'art. 22 del Regolamento (CEE) n. 3418/83 del Consiglio del 28 novembre 1983.
Articolo 1-bis
Chiunque contravviene alle disposizioni di cui al comma 1, è punito, salvo che il fatto
costituisca reato, con la sanzione amministrativa del pagamento di, una somma da lire
cinquecentomila a lire due milioni.
Art. 8-ter
1. Ai sensi della risoluzione 8.14 della Conferenza degli Stati Parte della convenzione di
Washington, tenutasi a Kyoto (Giappone) dal 2 al 13 marzo 1992, tutte le imprese che
hanno scorte di pelli, limitatamente a quelle intere, allo stato grezzo o lavorato, di specie
appartenenti all'ordine Crocodylia ed incluse nell'Allegato A, Appendici I e II, del
Regolamento (CEE) n. 3626/82 dei Consiglio, del 3 dicembre 1982, e successive
modificazioni, sono sottoposte ad inventario e marcaggio gratuito, secondo le modalità
stabilite con Decreto del Ministro dell'Ambiente, di concerto con il Ministro dell'Agricoltura
e delle Foreste e con il Ministro del Commercio con l'Estero.
Il costo delle marche necessarie per il marcaggio delle pelli da riesportazione è a carico
delle singole ditte.
2. Entro il 31 marzo 1993, tutte le imprese che hanno scorte di pelli, di cui al comma 1,
devono farne denuncia al Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste - Direzione Generale
per l'economia montana e foreste, indicando la quantità, il tipo di pelle - intera,
sostanzialmente intera, dei fianchi o dei ventri - e la specie a cui la pelle appartiene.
3. Il Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste - Direzione Generale per l'Economia
Montana e Foreste, è tenuto a realizzare il marcaggio delle pelli, denunciate ai sensi del
comma 2, entro centoventi giorni dalla scadenza dei termini di presentazione delle
denunce di cui allo stesso comma 2.
4. Il personale del Corpo Forestale dello Stato è autorizzato ad effettuare i necessari
accertamenti presso le imprese di cui al comma 2, al fine di verificare la corrispondenza
tra la documentazione comprovante la regolare importazione e le pelli denunciate ai sensi
del comma 5. Chiunque contravviene alle disposizioni previste dal comma 2 è punito, se
il fatto non costituisce reato, con la sanzione amministrativa da lire cinque milioni a lire
trenta milioni.
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Art. 8-quater
1. Con Decreto del Ministro dell'Ambiente, di concerto con il Ministro dell'Agricoltura e
delle Foreste, si provvede al pagamento del contributo annuale da versare al Segretariato
CITES, il cui ammontare è determinato in lire 240 milioni annui a decorrere dal 1993.
Art. 8-quinquies
1. Con Decreto del Ministro dell'Ambiente, di concerto con i Ministri del Tesoro e
dell'Agricoltura e delle Foreste, sono determinate la misura e le modalità di versamento
all'erario del diritto speciale di prelievo da porre a carico dei soggetti tenuti a richiedere o
presentare:
a) la licenza o il certificato di importazione, la licenza di esportazione, il certificato di
riesportazione e il certificato CITES, previsti dal decreto del Ministro del Commercio con
l'Estero di cui all'art. 2, comma 1;
b) le denunce di detenzione di esemplari di specie selvatica previste dagli articoli 5,
comma 1, e 5-bis, comma 4;
c) la domanda di iscrizione nel Registro delle Istituzioni scientifiche prevista dall'art. 5bis, comma 8;
d) l'autorizzazione alla detenzione degli esemplari vivi prevista dall'art. 6, comma 3;
e) la dichiarazione di idoneità per giardini zoologici, acquari, delfinari, circhi, mostre
faunistiche permanenti o viaggianti, prevista dall'art. 6, comma 6; il certificato di
conformità per nascite o riproduzioni in cattività previsto dall'art. 8-bis;
g) la denuncia di scorte di pelli ed il relativo marcaggio previsti dall'art. 8-ter, nonché il
marcaggio dei cui all'art. 5, comma S.
2. La misura dei diritti speciali istituiti con la presente Legge dovrà essere determinata in
modo da assicurare l'integrale copertura delle spese derivanti agli organi competenti
dall'applicazione delle relative norme.
I relativi proventi affluiscono all'entrata del bilancio dello Stato e sono rassegnati con
decreto del Ministro del tesoro allo stato di previsione del Ministero dell'Ambiente per la
parte eccedente l'importo di cui al comma 3.
3. I diritti corrisposti per il rilascio dei certificati di cui al comma 1, dovranno essere
determinati in misura tale da garantire anche la copertura della spesa annua di lire 240
milioni relativa al contributo che viene versato al segretariato CITES in adempimento
della Convenzione di Washington.
3-bis. Ai fini dell'attuazione dell'art. 8 e del Decreto del Ministro dell'Ambiente 4
settembre 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 210 del 7 settembre 1992, il
Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste provvede all'istituzione nonché al funzionamento
di appositi nuclei del Corpo Forestale dello Stato, operanti presso i varchi doganali
abilitati alle operazioni di importazione e di esportazione di esemplari previsti dalla
Convenzione di Washington. All'onere derivante dall'attuazione del presente comma,
valutato in lire 700 milioni per l'anno 1993 e in lire 500 milioni a decorrere dall'anno
1994, si provvede, per l'anno 1993, mediante corrispondente riduzione dello
stanziamento iscritto al Capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del Tesoro
per l'anno 1993 e, per gli anni 1994 e 1995, mediante corrispondente riduzione dello
stanziamento iscritto, ai fini del Bilancio triennale 1993-1995, al Capitolo 6856 dello stato
di previsione del Ministero del Tesoro per l'anno 1993.
3-ter. Ai fini dell'attuazione dell'art. 4, il Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, tramite
il Corpo Forestale dello Stato, provvede alla conservazione degli esemplari confiscati per
violazioni delle disposizioni citate nel medesimo art. 4.
All'onere derivante dall'attuazione del presente comma, valutato in lire 400 milioni per
l'anno 1993 e in lire 200 milioni a decorrere dall'anno 1994, si provvede mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del Bilancio triennale 19931995, al Capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del Tesoro per l'anno 1993.
3-quater. Ai fini dell'attuazione dell'art. 5, comma 5, il Ministero dell'agricoltura e delle
foreste, tramite il Corpo Forestale dello Stato, provvede al marcaggio, conformemente a
standard internazionali, degli esemplari previsti dalla Convenzione di Washington.
All'onere derivante dall'attuazione del presente comma, valutato in lire 400 milioni per
l'anno 1993 e in lire 200 milioni a decorrere dall'anno 1994, si provvede mediante
Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline___________________________________________________________
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corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del Bilancio triennale 19931995, al Capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del Tesoro per l'anno 1993.
3-quinquies. Ai fini dell'attuazione della presente Legge, il Ministero dell'Agricoltura e
delle Foreste, tramite il Corpo Forestale dello Stato, provvede all'effettuazione dei
controlli e delle Certificazioni previste dalla Convenzione di Washington.
All'onere derivante dall'attuazione del presente comma, valutato in lire 500 milioni per
l'anno 1993 e in lire 500 milioni a decorrere dall'anno 1994, si provvede mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del Bilancio triennale 19931995, al Capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del Tesoro per l'anno 1993.
Articolo 2
l. Chiunque, in violazione di quanto previsto dal Decreto del Ministro del Commercio con
l'Estero del 31 dicembre 1983, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 64 del 5 marzo 1984, importa, esporta o riesporta, sotto qualsiasi regime
doganale, vende, espone per la vendita, detiene per la vendita, offre in vendita,
trasporta, anche per conto terzi, esemplari di specie indicate nell'Allegato A, appendici Il
e III - escluse quelle inserite nell'Allegato C, parti 1 - e nell'Allegato C, parte 2, del
regolamento (CEE) n. 3626/82 del Consiglio del 3 dicembre 1982, e successive
modificazioni, è punito con le seguenti sanzioni:
a) ammenda da lire venti milioni a lire duecento milioni;
b) in caso di recidiva, arresto da tre mesi a un anno o ammenda da lire venti milioni a
quattro volte il valore degli animali, piante, loro parti o prodotti derivati oggetto della
violazione.
Se trattasi di reato commesso nell'esercizio di attività di impresa, alla condanna
consegue la sospensione della licenza da un minimo di quattro mesi ad un massimo di
dodici mesi.
2. L'importazione di oggetti ad uso personale o domestico relativi a specie indicate nel
comma 1, effettuata senza la presentazione della documentazione CITES, ove prevista, è
punita con la sanzione amministrativa da lire due milioni a lire dodici milioni.
Art. 8 sexies
1. Ai fini dell'applicazione della presente legge, salvo diversa specificazione, le
espressioni sotto indicate hanno il seguente significato:
a) Convenzione di Washington: la Convenzione sul Commercio Internazionale di specie di
flora e fauna minacciate di estinzione, firmata a Washington il 3 marzo 1973, altrimenti
denominata CITES, ratificata con legge 19 dicembre 1975, n. 874, pubblicata nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 48 del 24 febbraio 1976;
b) Esemplare: qualsiasi animale o pianta, vivo o morto, delle specie elencate nelle
appendici 1, Il e III della Convenzione di Washington, nell'Allegato B e nell'Allegato C,
parte 1 e 2, del regolamento (CEE) n. 3626/82, e successive modificazioni ed
integrazioni, qualsiasi parte o prodotto, facilmente identificabile, ottenuto a partire da
animali o piante di queste stesse specie, nonché qualsiasi altra merce, se da un
documento giustificativo, ovvero dall'imballaggio, dal marchio o dall'etichetta o da
qualsiasi altra circostanza risulti trattarsi di parti o prodotti di animali o di piante
appartenenti a queste stesse specie;
c) Oggetto ad uso personale o domestico: prodotto derivato ottenuto da esemplari di
specie incluse nell'Allegato A, Appendici I, II e III, e nell'Allegato C, parte 1 e 2, del
Regolamento (CEE) n. 3626/82, e successive modificazioni, che appartenga ad una
persona fisica e che non sia posto in vendita o in commercio;
d) Esemplare riprodotto in cattività: prole di un esemplare vivo, comprese le uova, nata,
o prodotta in altra maniera, da entrambi i genitori che si riproducono o da gameti
trasferiti in altra maniera in un ambiente controllato se la riproduzione è sessuale o da
genitori che siano in un ambiente controllato quando inizia lo sviluppo della prole se la
riproduzione è asessuale. Il termine "esemplare riprodotto in cattività" si riferisce alla
riproduzione di esemplari di seconda generazione nello stesso ambiente controllato;
e) Esemplare nato in cattività: esemplare, così come definito nel presente articolo,
comprese le uova, nato, o prodotto in altra maniera, da genitori, di cui almeno uno di
origine selvatica, che si riproducono o da gameti trasferiti in un altra maniera in un
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ambiente controllato se la riproduzione è sessuale o da genitori, di cui almeno uno di
origine selvatica, che siano in un ambiente controllato quando inizia lo sviluppo della
prole se la riproduzione è asessuale.
Il termine "esemplare nato in cattività" si riferisce alla produzione di esemplari di prima
generazione nello stesso ambiente controllato; esemplare propagato artificialmente:
esemplare di specie vegetale propagato per mezzo di semi, spore, diaspore, propaguli o
altri mezzi di riproduzione sessuale o asessuale in condizioni controllate;esemplare di
specie selvatica: esemplare, così come definito nel presente articolo, di origine selvatica
o esemplare animale proveniente da nascita in cattività limitata alla prima generazione.
Nota: I seguenti articoli, che non compaiono nel testo aggiornato, fanno parte integrante
della Legge 7 febbraio 1992, nr. 150. 2.
I soggetti tenuti alla denuncia di cui all'articolo 5, comma 1, della Legge 7 febbraio 1992,
n. 150, devono utilizzare il modulo allegato al presente Decreto ed effettuare la predetta
denuncia entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di conversione
del presente Decreto, ove non abbiano adempiuto agli obblighi di cui al citato articolo 5,
comma 1. 2-bis. Il Decreto di cui all'articolo 5-bis, comma 8, della Legge 7 febbraio
1992, n. 150, introdotto dal comma 1 del presente articolo, è emanato entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. 1-bis.
Il Decreto di cui all'articolo 6, comma 2, della Legge 7 febbraio 1992, n. 150, come
sostituito dal comma 1 del presente articolo, è emanato entro centoventi giorni dalla data
di entrata in vigore della Legge di conversione del presente Decreto. 1 -bis.
Il Decreto di cui all'articolo 8-ter, comma 1, della Legge 7 febbraio 1992, n. 150,
introdotto dal comma 1 del presente articolo, è emanato entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore della Legge di conversione del presente Decreto.
Art. 12
1. In conformità al disposto dell'articolo 3 della Legge 18 marzo 1989, n. 118 (a), i
professori universitari, anche se a tempo pieno, possono far parte delle Commissioni
Tecnico-Scientifiche istituite nell'ambito della gestione amministrativa del Ministero
dell'Ambiente, in qualità di esperti in singoli campi disciplinari, compatibilmente con
l'assolvimento dei propri compiti istituzionali.
1-bis. Ai fini dell’esercizio delle funzioni di coordinamento degli adempimenti prescritti
dalla Convenzione di Washington e di quelle connesse al funzionamento della
commissione scientifica, istituita dall'articolo 5, comma 2, della Legge 7 febbraio 1992, n.
150, i ruoli e le dotazioni organiche del Ministero dell'Ambiente, determinati dall'articolo
15 della Legge 8 luglio 1986, n. 349, dalle tabelle A e B allegate alla medesima Legge, e
successive modificazioni e integrazioni (b), nonché dal Decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 29 febbraio 1992 (c), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 154 del 2
luglio 1992, sono aumentati di dieci unità personale, suddivise in tre unità di ottava
qualifica funzionale, di cui due biologi direttori ed un funzionario amministrativo, quattro
unità di sesta qualifica funzionale, di cui due assistenti amministrativi e due ufficiali
ecologici, e tre unità di quarta qualifica funzionale, di cui due coadiutori ed un
dattilografo.
1-ter. Fino all'effettiva copertura dei posti di organico previsti dal comma l-bis attraverso
le procedure concorsuali e di mobilità contemplate dalle vigenti disposizioni, e comunque
fino al 31 dicembre 1993, i posti medesimi sono coperti attraverso procedure di mobilità
ovvero da personale comandato da amministrazioni dello Stato e da enti pubblici, con
oneri comunque a carico delle amministrazioni di appartenenza, nonché da due esperti
nominati dal Ministro dell'Ambiente con contratto a tempo determinato.
A detti esperti è corrisposto un compenso stabilito con decreto del Ministro dell'Ambiente,
di concerto con il Ministro del Tesoro.
Art. 12-bis
1. La Commissione scientifica di cui all'articolo 4, comma 2, della Legge 7 febbraio 1992,
n. 150, costituisce l'autorità scientifica prevista dall'articolo 1, primo comma, lettera f),
della Convenzione di Washington.
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La Commissione è nominata con Decreto del Ministro dell'Ambiente ed è presieduta dal
medesimo Ministro o da un funzionario da lui delegato.
La Commissione è composta da quindici membri scelti tra persone di riconosciuta
esperienza scientifica in campo zoologico, botanico e giuridico, con specifico riferimento
ai contenuti della convenzione di Washington e dei regolamenti che ne danno attuazione.
Fanno parte della commissione:
a) cinque zoologi specializzati rispettivamente in mammiferi, uccelli, anfibi e rettili,
invertebrati e pesci, dei quali tre scelti tra esperti designati dal Consiglio Nazionale delle
Ricerche (CNR) e due scelti tra esperti designati dall'Unione Zoologica Italiana (UZI);
b) quattro botanici, di cui due designati dalla Società Botanica Italiana (SBI) e due
designati dal CNR;
c) un esperto designato dall'Istituto Nazionale della Fauna Selvatica (INFS);
d) un esperto designato dall'Associazione Nazionale dei Musei Scientifici, orti botanici,
giardini zoologici ed acquari (ANMS);
e) un esperto designato dall'Unione Italiana Giardini Zoologici ed Acquari (UIZA); due
esperti designati dalle Associazioni Ambientaliste riconosciute ai sensi dell'articolo 13
della Legge 8 luglio 1986, n. 349 (a), di cui uno designato dal Worldwide Fund For
Nature-Italia (WWF);
g) un rappresentante del Corpo Forestale dello Stato.
2. Ai componenti della Commissione di cui al comma 1 spettano un compenso ed un
trattamento di missione nella misura determinata con decreto del Ministro dell'Ambiente,
di concerto con il Ministro del Tesoro.
Con decreti del Ministro dell'Ambiente, di concerto con il Ministro del Tesoro, sono altresì
determinati il compenso ed il trattamento di missione spettanti ai componenti del
Comitato Scientifico di cui all'articolo 11 della Legge 8 luglio 1986, n. 349 (a), nonché ai
componenti della Consulta Tecnica per le aree naturali protette prevista dall'articolo 3,
comma 7, della Legge 6 dicembre 1991, n. 394 (b).
3. Resta comunque ferma l'applicazione dell'articolo 58, commi 1, 2 e 5, del Decreto
Legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 (c).
Art. 12-ter
1. All'onere derivante dall'attuazione dell'articolo 12, comma 1-bis, valutato in lire 350
milioni a decorrere dall'anno 1994, si provvede mediante corrispondente utilizzo delle
proiezioni per gli anni 1994 e 1995 dello stanziamento iscritto, ai fini del Bilancio
triennale 1993-1995, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del Tesoro
per l'anno 1993, all'uopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero
dell'Ambiente.
2. All'onere derivante dall'attuazione dell'articolo 12, comma 1-ter, valutato in lire 50
milioni per l'anno 1993, e dell'articolo 12-bis, comma 2, valutato in lire 250 milioni a
decorrere dall'anno 1993, si provvede mediante riduzione dello stanziamento del Capitolo
1088 dello stato di previsione del Ministero del Tesoro per l'anno 1993, e corrispondenti
capitoli per gli anni successivi.
3. Il Ministro del Tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di Bilancio.
Art. 12-quater
1. Al fine di garantire il funzionamento del Ministero dell'Ambiente, i Capitoli 1068, 1079,
1551, 1552 1556, 2051, 2552, 2556 e 4200 dello stato di previsione del medesimo
Ministero per l'anno 1993 sono rispettivamente aumentati di lire 150, 40, 200,100,1650,
100, 200, 300 e 610 milioni. A tale aumento si fa fronte mediante riduzione
compensativa dei Capitoli 1021, 1065, 1067, 1072, 1081, 1087 e 1088 rispettivamente
per lire 150, 800, 150, 500, 550, 850 e 350 milioni.
Art. 13
1. Il presente Decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la
conversione in Legge.
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