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Commenti alla direttiva 2007/47/CE (formato PDF

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Commenti alla direttiva 2007/47/CE (formato PDF
Il 21 settembre è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n. 247
la direttiva 2007/47/CE che modifica le direttive 90/385/CEE sugli impiantabili
attivi, 93/42/CEE sui dispositivi medici e 98/8/CE sui biocidi.
Le modifiche introdotte dalla nuova direttiva dovranno essere recepite nelle
legislazioni nazionali dei Paesi Membri entro il 21 dicembre del 2008, per divenire
infine tassative ed inderogabili entro il 21 marzo 2010.
Le ultime due tappe del processo di revisione sono state la seduta di giovedì 29 marzo
2007 del Parlamento Europeo, che aveva espresso il proprio parere approvando in
prima lettura con emendamenti il progetto di revisione delle direttive sui dispositivi
medici proposto dalla Commissione nel dicembre 2005, e la decisione finale del
Consiglio del 23 luglio 2007.
Si conclude così un lungo percorso, avviato nel 2002 con la pubblicazione del rapporto
finale del gruppo d’esperti per i dispositivi medici e, successivamente, proseguito con
la pubblicazione di testi che, in ripetute occasioni, erano stati sottoposti alla
consultazione degli Stati Membri e delle Parti Sociali.
Nonostante tutti questi passaggi, si è giunti infine all’approvazione del testo definitivo
solo attraverso un “maxi emendamento last minute” che, come vedremo, senza
apportare adeguati miglioramenti ed auspicati chiarimenti al testo vigente, introduce
pericolosi elementi di confusione ed un non trascurabile aggravio degli oneri per i
soggetti obbligati.
In particolare, per i dispositivi su misura, il testo approvato introduce nuovi
adempimenti, accresce quelli già esistenti e contraddice le esigenze di
trasparenza più volte affermate in questi anni: per via delle modifiche introdotte
all’ultimo momento, il paziente non riceverà automaticamente la dichiarazione di
conformità e, se la richiederà esplicitamente, si renderà conto che le
informazioni fornite saranno comunque incomplete. Infatti, la dichiarazione
riporterà soltanto il nome del fornitore, che potrà anche essere semplicemente
quello dell'importatore. Nel caso di importazioni, nessuna ulteriore informazione
sarà fornita circa il reale luogo di produzione. Infine, le esigenze di tracciabilità
saranno limitate pesantemente dalla possibilità di identificare il paziente anche
attraverso un semplice codice numerico o un acronimo.
Sintesi delle modifiche
Passando ad esaminare le principali modifiche, limitatamente a quelle, tra esse, che
intervengono sulle disposizioni vigenti in materia di dispositivi medici (Dir.
93/42/CEE), la più rilevante è certamente la generalizzazione dell’obbligo di basare
l’analisi dei rischi sui dati clinici, richiesto per tutti i dispositivi, indipendentemente
dalla loro classificazione.
Per dati clinici si intendono le informazioni sulla sicurezza e/o sulle prestazioni
ricavati dall'impiego di un dispositivo.
I dati clinici provengono dalle seguenti fonti:
•
•
•
indagini cliniche relative al dispositivo in questione;
indagini cliniche o altri studi pubblicati nella letteratura scientifica, relativi a
un dispositivo analogo di cui è dimostrabile l'equivalenza al dispositivo in
questione;
relazioni pubblicate e/o non pubblicate su altre pratiche cliniche relative al
dispositivo in questione o a un dispositivo analogo di cui è dimostrabile
l'equivalenza al dispositivo in questione.
In altri termini, la dimostrazione della conformità ai requisiti essenziali dovrà
includere una valutazione clinica in conformità all'Allegato X.
Per una migliore dimostrazione della conformità, è generalizzato anche l’obbligo di
implementare una procedura per il riesame della produzione successivo alla
commercializzazione (after market), con obbligo di specifica segnalazione alle autorità
di eventuali incidenti o azioni di ritiro dal mercato, analogamente a quanto
precedentemente previsto solo per alcune limitate tipologie di dispositivi.
Sono state adottate misure per migliorare l'informazione dei pazienti e facilitare
l’identificazione del fabbricante.
Saranno consentite procedure snelle per l’autorizzazione di modalità alternative
(WEB) per la diffusione delle istruzioni d’uso da parte dei fabbricanti.
Per tutti i dispositivi impiantabili, il periodo di archiviazione obbligatoria della
documentazione tecnica da tenere a disposizione dell’autorità vigilante è elevato ad
almeno 15 anni.
Modifiche del campo d’applicazione
È confermato, attraverso l’aggiornamento del riferimento normativo, che ai prodotti
rientranti nel campo d’applicazione della Direttiva sui dispositivi medici non si
applicano le disposizioni
elettromagnetica.
prescritte
dalla
Direttiva
sulla
compatibilità
I dispositivi che sono macchine ai sensi dell'articolo 2, lettera a), della Direttiva
2006/42/CE, qualora esista un rischio pertinente, dovranno rispettare anche i
requisiti essenziali in materia di salute e sicurezza stabiliti nell'allegato I di tale
Direttiva, qualora siano più specifici dei requisiti essenziali stabiliti nell'allegato I
della Direttiva sui dispositivi medici.
Ricondizionamento dei dispositivi medici
La Commissione presenterà, entro tre anni dall'adozione della nuova direttiva sui
dispositivi medici, una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sulla questione
del ricondizionamento dei dispositivi medici.
Alla luce delle conclusioni di tale relazione, la Commissione presenterà al Parlamento
europeo e al Consiglio eventuali proposte aggiuntive che reputi atte ad assicurare un
elevato livello di tutela della salute.
Registrazione dei responsabili dell’immissione in commercio
Il fabbricante extra UE avrà l’obbligo di designare un unico mandatario nell’Unione
Europea.
Il suo obbligo di comunicazione all’Autorità Competente dovrà essere assolto verso
quella avente giurisdizione nello Stato membro in cui ha sede il mandatario.
Gli Stati membri e la Commissione potranno esigere l’accesso ai dati contenuti nelle
comunicazioni all’Autorità Competente effettuate da fabbricanti e mandatari di
dispositivi su misura e di classe I.
E’ sancito l’obbligo di dette comunicazioni anche per dispositivi di classe II A.
Banca dati europea
Escono da detta banca dati (EUDAMED) i dispositivi su misura ed entrano i dispositivi
per indagini cliniche; Eudamed dovrà essere costituita entro cinque anni dall’entrata in
vigore della nuova Direttiva.
Misure particolari di sorveglianza sanitaria
Se, in relazione ad un dato prodotto, o gruppo di prodotti, uno Stato membro dovesse
ritenere che, per garantire la tutela della salute e della sicurezza, o, per assicurare il
rispetto delle esigenze di sanità pubblica, detti prodotti dovrebbero essere ritirati
dal mercato, o che la loro immissione in commercio e la loro messa in servizio
dovrebbero essere vietate, limitate, o sottoposte a condizioni particolari, esso potrà
adottare tutte le misure transitorie necessarie e giustificate.
Lo Stato membro dovrà informarne la Commissione e tutti gli altri Stati membri,
indicando le ragioni della sua decisione.
La Commissione consulterà, ove possibile, le parti interessate e gli Stati membri.
La Commissione adotterà il suo parere, indicando se le misure nazionali sono
giustificate o meno, informandone tutti gli Stati membri e le parti interessate
consultate.
Se del caso, le misure necessarie intese a modificare elementi non essenziali della
direttiva, concernenti il ritiro dal mercato, il divieto di immissione in commercio e la
messa in servizio di un certo prodotto o gruppo di prodotti, o concernenti limitazioni o
l’introduzione di particolari requisiti per l'immissione in commercio di tali prodotti,
saranno adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo o,
ricorrendone le condizioni, secondo la procedura d'urgenza.
Indebita marcatura CE
Saranno finalmente ed opportunamente estese ai casi di assenza della marcatura CE le
disposizioni attualmente applicabili solo in caso di indebita marcatura.
Riservatezza
Non saranno trattate come riservate:
a) le informazioni sulla registrazione delle persone responsabili dell'immissione in
commercio;
b) le informazioni agli utilizzatori fornite dal fabbricante, dal mandatario o dal
distributore;
c) le informazioni contenute nei certificati rilasciati, modificati, integrati, sospesi
o ritirati.
Cooperazione
Gli Stati membri dovranno adottare misure idonee ad assicurare che le autorità
competenti degli Stati membri cooperino tra loro e con la Commissione e si
trasmettano le informazioni necessarie per consentire l’applicazione uniforme della
direttiva.
Per la medesima finalità, la Commissione provvederà all’organizzazione di uno scambio
di esperienze tra le autorità competenti responsabili della sorveglianza del mercato.
Requisiti essenziali di sicurezza
La sicurezza dei dispositivi dovrà prevedere la minimizzazione del rischio da errore
d’utilizzazione e, più in generale, dovranno essere attentamente considerate le
conoscenze tecniche, le esperienze, l’istruzione, la formazione e le condizioni mediche
e fisiche degli utilizzatori.
La dimostrazione della conformità ai requisiti essenziali dovrà includere una
valutazione clinica in conformità dell'allegato X.
La progettazione e la fabbricazione dei dispositivi, per ciò che attiene le
caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche, dovranno considerare anche, se del
caso, i risultati della ricerca biofisica o modellistica, la cui validità sia stata
precedentemente dimostrata.
Saranno introdotte prescrizioni aggiuntive sui rischi di fuoriuscita di sostanze
cancerogene, mutagene o tossiche ed un obbligo di segnalazione tramite etichetta del
contenuto di ftalati. Per i dispositivi destinati a bambini, donne incinte o che allattino,
sarà necessaria un’espressa giustificazione dell’uso di ftalati, un’adeguata
informazione sui rischi residui e l’adozione di misure precauzionali appropriate.
Ogni dispositivo dovrà essere corredato delle necessarie informazioni atte a
garantirne un'utilizzazione appropriata e del tutto sicura, tenendo conto della
formazione e delle conoscenze dei potenziali utilizzatori, ed a consentire
l'identificazione del fabbricante.
Saranno apportate limitate modifiche tecniche alle prescrizioni in materia di
etichettatura e modifiche più consistenti alle istruzioni d’uso, in particolare per
quanto attiene alla problematica del riutilizzo, agli emoderivati ed alla data di
pubblicazione o revisione delle istruzioni d’uso medesime.
Dispositivi per destinazioni particolari
I dispositivi su misura, di classe II A e superiore, dovranno essere muniti della
dichiarazione di cui all'allegato VIII, che deve essere messa a disposizione di quel
determinato paziente, identificato mediante il nome, un acronimo o un codice
numerico.
Nella dichiarazione del fabbricante di dispositivi su misura, dovrà essere inserito il
nome e l’indirizzo del medesimo.
Detta dichiarazione dovrà contenere, oltre a quanto già previsto, anche le
caratteristiche specifiche del prodotto indicate dalla prescrizione.
I fabbricanti di dispositivi su misura dovranno, a fini di sorveglianza, predisporre e
tenere a disposizione la documentazione, indicante il luogo (o i luoghi) di
fabbricazione, che consente di esaminare la progettazione, la fabbricazione e le
prestazioni del prodotto, comprese le prestazioni previste, in modo da consentire la
valutazione della conformità del prodotto ai requisiti della direttiva.
Per quanto concerne i dispositivi su misura, il fabbricante si impegnerà a valutare e
documentare l'esperienza acquisita nella fase successiva alla produzione, anche sulla
base delle disposizioni di cui all'allegato X, nonché a predisporre i mezzi idonei
all'applicazione degli interventi correttivi eventualmente necessari.
Detto impegno comprenderà per il fabbricante l'obbligo di informare le autorità
competenti degli incidenti più gravi, non appena ne venga a conoscenza, e delle misure
correttive adottate; in particolare, detta segnalazione sarà dovuta nelle circostanze
seguenti:
1°) ogni qual volta si verifichi qualsiasi disfunzione o deterioramento delle
caratteristiche e/o delle prestazioni del dispositivo, nonché qualsiasi carenza
dell'etichettatura o delle istruzioni per l'uso di un dispositivo che possano
causare o aver causato la morte o un grave peggioramento dello stato di salute
di un paziente o di un utilizzatore;
2°) per dettagliare le ragioni di ordine tecnico o medico connesse con le
caratteristiche o le prestazioni di un dispositivo che abbiano portato, per i
motivi elencati al punto precedente, al ritiro sistematico dal mercato da parte
del fabbricante dei dispositivi appartenenti allo stesso tipo.
Criteri di classificazione
Sarà precisata la definizione di durata continua d’utilizzazione.
Nel calcolo della durata di cui sopra, con utilizzo per una durata continua si intenderà
un effettivo uso ininterrotto del dispositivo per quella che è la sua destinazione. Sarà
comunque considerato un prolungamento dell'utilizzo per una durata continua l'uso di
un dispositivo che venga interrotto per consentire la sua immediata sostituzione con lo
stesso dispositivo o con uno identico.
Saranno apportate limitate modifiche alla regola 5 sui dispositivi invasivi.
Tutti i dispositivi invasivi di tipo chirurgico destinati ad un uso temporaneo
rientreranno nella classe IIa, a meno che essi non siano:
destinati specificamente a controllare, diagnosticare, sorvegliare o correggere
difetti del cuore o del sistema circolatorio centrale attraverso contatto
diretto con dette parti del corpo, nel qual caso essi rientreranno nella classe
III;
strumenti chirurgici riutilizzabili, nel qual caso essi rientreranno nella classe I;
destinati specificamente ad essere utilizzati in contatto diretto con il sistema
nervoso centrale, nel quale caso essi rientreranno nella classe III;
destinati a rilasciare energia sotto forma di radiazioni ionizzanti, nel qual caso
essi rientreranno nella classe IIb;
destinati ad avere un effetto biologico o ad essere interamente o
principalmente assorbiti, nel qual caso essi rientreranno nella classe IIb;
destinati a somministrare medicinali mediante un sistema di rilascio, se ciò
avviene in forma potenzialmente rischiosa tenuto conto della modalità di
somministrazione, nel qual caso essi rientreranno nella classe IIb.
Sarà modificata la regola 15 per i dispositivi destinati alla disinfezione dei dispositivi
medici invasivi.
Valutazione clinica
La conferma del rispetto dei requisiti relativi alle caratteristiche e alle prestazioni in
condizioni normali di utilizzazione del dispositivo, nonché la valutazione degli effetti
collaterali e dell'accettabilità del rapporto benefici/rischi, dovranno basarsi, in linea
di principio, su dati clinici.
La valutazione di tali dati, di seguito denominata valutazione clinica, che tenga conto,
ove necessario, delle eventuali norme armonizzate pertinenti ed applicabili, dovrà
seguire una procedura definita e metodologicamente valida fondata alternativamente
su:
♦ un'analisi critica della letteratura scientifica pertinente attualmente
disponibile sui temi della sicurezza, delle prestazioni, delle caratteristiche di
progettazione e della destinazione del dispositivo qualora sia dimostrata
l'equivalenza tra il dispositivo in esame e il dispositivo cui si riferiscono i dati e
i dati dimostrino adeguatamente la conformità ai requisiti essenziali pertinenti;
♦ un'analisi critica di tutte le indagini cliniche condotte;
♦ un'analisi critica dei dati clinici di cui sopra;
Per i dispositivi impiantabili e per i dispositivi appartenenti alla classe III dovranno
essere condotte indagini cliniche, salvo che non sia debitamente giustificato fondarsi
sui dati clinici esistenti.
La valutazione clinica e il relativo esito dovranno essere documentati. La
documentazione tecnica del dispositivo dovrà contenere tali documenti e/o i relativi
riferimenti completi.
La valutazione clinica e i relativi atti dovranno essere attivamente aggiornati con dati
derivanti dalla sorveglianza post-commercializzazione. Ove non si consideri necessario
il follow-up clinico post-commercializzazione nel quadro del piano di sorveglianza postcommercializzazione applicato al dispositivo, tale conclusione dovrà essere
debitamente giustificata e documentata.
Qualora non si ritenga opportuna la dimostrazione della conformità ai requisiti
essenziali in base ai dati clinici, occorrerà fornire un'idonea giustificazione di tale
esclusione in base ai risultati della gestione del rischio, tenendo conto anche della
specificità dell'interazione tra il dispositivo e il corpo, delle prestazioni cliniche
previste e delle affermazioni del fabbricante. Dovrà essere debitamente provata
l'adeguatezza della dimostrazione della conformità ai requisiti essenziali che si fondi
sulla valutazione delle prestazioni, sulle prove al banco e sulla valutazione preclinica.
Evidenziazione delle novità per il su misura
E’ introdotto l’obbligo di basare l’analisi dei rischi sui dati clinici, richiesti per tutti i
dispositivi indipendentemente dalla loro classificazione.
In altri termini, la dimostrazione della conformità ai requisiti essenziali dovrà
includere una valutazione clinica in conformità dell'Allegato X.
Per una migliore dimostrazione della conformità, si introduce una norma che prescrive
espressamente un sistema di riesame della produzione successivo alla
commercializzazione, con obblighi di segnalazione alle autorità, analogamente a quanto
già previsto per altri dispositivi.
In singolare contraddizione con questa accresciuta attenzione verso i rischi del
dispositivo su misura, si stabilisce che i dati relativi alla registrazione dei fabbricanti
e dei mandatari dei dispositivi su misura non saranno inseriti nella Banca Dati Europea
(EUDAMED).
Per migliorare l'informazione dei pazienti è prevista una norma in base alla quale la
dichiarazione di cui all'allegato VIII della direttiva 93/42/CEE, limitatamente ai
dispositivi su misura di classe II A e superiori, debba essere “a disposizione” del
paziente e contenere il nome del fabbricante.
Più precisamente, i dispositivi su misura potranno essere immessi in commercio e messi
in servizio qualora rispondano alle condizioni prescritte dal combinato disposto
dell'articolo 11 e dell'allegato VIII; i dispositivi delle classi IIa, IIb e III dovranno
essere muniti della dichiarazione di cui all'allegato VIII, che deve essere messa a
disposizione di quel determinato paziente, identificato mediante il nome, un acronimo
o un codice numerico.
La dichiarazione dovrà recare il nome e l'indirizzo del fabbricante e far menzione
delle caratteristiche specifiche del prodotto indicate dalla prescrizione; [si segnala
l’incongruità del mantenimento della previsione di specificare sulla dichiarazione il
nome del paziente rispetto alla possibilità introdotta nell’articolato (vedi punto
precedente) di identificarlo anche solo attraverso un acronimo o un codice numerico!]
La documentazione interna dovrà indicare il o i luoghi di fabbricazione e consentire di
esaminare la progettazione, la fabbricazione e le prestazioni del prodotto, comprese
le prestazioni previste, in modo da consentire la valutazione della conformità del
prodotto ai requisiti della direttiva.
Il fabbricante dovrà valutare e documentare l'esperienza acquisita nella fase
successiva alla produzione, anche sulla base delle disposizioni di cui all'allegato X,
nonché predisporre i mezzi idonei all'applicazione degli interventi correttivi
eventualmente necessari. Detto impegno comprende l'obbligo per il fabbricante di
informare le autorità competenti di eventuali incidenti, non appena egli ne venga a
conoscenza, e delle misure correttive adottate.
Le informazioni di cui alle dichiarazioni previste dall’allegato VIII dovranno essere
conservate per un periodo di almeno cinque anni. Per i dispositivi impiantabili il periodo
in questione è di almeno 15 anni.
Commenti
E’ ora possibile fare un primo bilancio dei risultati del processo di revisione, a partire da ciò
che affermava la Comunicazione della Commissione al Consiglio del luglio 2003.
Fortunatamente accantonate le ipotesi di migliorare il controllo del mercato attraverso
l’imposizione di ingiustificati ed insostenibili obblighi certificativi, come si era prospettato in
alcuni momenti, sono state tuttavia parzialmente disattese le aspettative suscitate dal
responso della Consultazione pubblica del 2005.
Nell’estate del 2005, le questioni sembravano chiarite e le modifiche allora prevedibili
investivano:
• le procedure per la valutazione della conformità
• la valutazione dei dati clinici
• la sorveglianza post-commercializzazione
• la trasparenza
• la vigilanza
Merita ricordare che l’opposizione agli obblighi certificativi proposti non ne ignorava la
motivazione, basata su una giusta preoccupazione per la facilità con cui prodotti, di
provenienza extra europea, riuscivano ad essere immessi sul mercato europeo, senza alcun
controllo ed in spregio a qualsiasi elementare cautela per la sicurezza dei pazienti.
Giudicando in ogni caso errata la “soluzione” certificativa, le rappesentanze nazionali dei
fabbricanti di dispositivi su misura lanciarono la proposta di un GMP light, volontario ed
applicabile in chiave di autoregolamentazione del settore, basata sulla decisa rivendicazione
del principio di ragionevolezza e proporzionalità degli oneri imposti alle imprese dalla
legislazione comunitaria.
Al tempo stesso, non erano mancati apprezzamenti per la ristabilita supremazia del diritto
alla salute su quello, pur importante, alla riservatezza e l’adesione convinta del settore del su
misura alle rilevate esigenze di accrescerne la trasparenza, pur fatti salvi gli sforzi per la
ricerca di ogni possibile semplificazione e la responsabilizzazione di tutti i soggetti coinvolti.
L’approdo del processo di revisione non consente di dichiarare superata la sottovalutazione
delle specificità del comparto, ma non preclude la possibilità di coninuare a lavorare per
individuare disciplinari o protocolli più idonei a cogliere le caratteristiche distintive e peculiari
rispetto a:
„ Fabbricazione su ordinazione
„ Fabbricazione su misura
„ Processi speciali
„ Prototipi finali
„ Requisiti professionali degli operatori
Si ha motivo di ritenere che un GMP light possa essere l’unica modalità disponibile per una
regolamentazione del su misura concretamente praticabile, economicamente sostenibile,
tecnicamente appropriata, integralmente rispettosa dei requisiti di sicurezza e
contemporaneamente ragionevole ed esente da qualsivoglia connotazione “da fuga in avanti”
rispetto alle caratteristiche del settore.
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