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Donne vittime innocenti della mafia dal 1893 al 2011

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Donne vittime innocenti della mafia dal 1893 al 2011
Donne vittime innocenti della mafia dal 1893 al 2011
1896
Emanuela Sansone
27 Dicembre 1896, Palermo. Viene uccisa Emanuela Sansone, 17 anni. Emanuela era la figlia di Giuseppa di Sano.
I mafiosi sospettavano che la madre li avesse denunciati per
fabbricazione di banconote false. L'episodio è analizzato nei
rapporti del questore di Palermo Ermanno Sangiorgi. La
madre della vittima ha collaborato attivamente con la giustizia: uno dei primi esempi del ruolo positivo delle donne,
troppo spesso ignorato e dimenticato.
Fonte: Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" Palermo
1946
Marina Spinelli
1947
Margherita Clesceri,
madre di sei figli e incinta, uccisa a Portella delle ginestre.
Vincenza La Fata,
una bambina di nove anni, morì sul colpo, uccisa a Portella
delle ginestre.
Vincenza Spina,
morì in seguito alle ferite subite a Portella delle ginestre.
Provvidenza Greco,
morì in seguito alle ferite subite a Portella delle ginestre.
Da “Storia segreta della Sicilia. Dallo sbarco alleato a
Portella della Ginestra” di Giuseppe Casarrubea - Bompiani, Milano 2005:
"Vide cadere accanto a sé Margherita Clesceri, Giorgio
Cusenza, e Giovanni Megna. All’incredulità e al terrore
collettivo seguì un fuggi fuggi generale, tra urla di disperazione di madri che chiamavano i figli, di persone che cerca-
vano un riparo nelle scarpate o nei cunettoni dello stradale, o
dietro qualche roccia. Giovanni Grifò, dodici anni, di San
Giuseppe Jato, era andato a comprare delle nespole nei mercatini improvvisati dalle Camere del lavoro; fece in tempo a
raggiungere la madre per dirle che era stato colpito al fianco
destro da un proiettile. Venne adagiato, con gli altri feriti, su
un carro e quindi trasportato nel suo paese e poi a Palermo,
dove morì in ospedale il 15 maggio. Sorte analoga toccò ad
altri suoi compaesani: Vincenza La Fata, una bambina di
nove anni, che morì sul colpo, Giuseppe Di Maggio, tredici
anni, Filippo Di Salvo, quarantotto anni (morirà, dopo atroci
sofferenze, il successivo 11 giugno). Si contavano, poi, gli
altri morti, di Piana degli Albanesi: Francesco Vicari, Castrenze Intravaia, un ragazzo di diciotto anni, Serafino Lascari, Vito Allotta di diciannove anni. Undici morti. La furia criminale sembrava essersi abbattuta di più sui pianesi
che avevano tardato ad arrivare, come se un cupo
presentimento li avesse prima avvertiti.
Sul terreno restavano ancora ferite ventisette persone:
Giorgio Caldarella che perdeva la funzionalità dell’arto inferiore destro, Giorgio Mileto, Antonio Palumbo, Salvatore
Invernale, Francesco La Puma, Damiano Petta, Salvatore
Caruso (che resterà invalido a vita), Giuseppe Muscarella,
Eleonora Moschetto, Salvatore Marino, Alfonso Di Corrado, Giuseppe Fratello, Pietro Schirò, Provvidenza Greco
(che perderà l’uso della vista e della parola), Cristina La
Rocca, Marco Italiano, Maria Vicari, Salvatore Renna (ferite anche per lui invalidanti), Maria Caldarera, Ettore
Fortuna (che sarà costretto a rimanere per sei mesi a letto,
con postumi invalidanti), Vincenza Spina, Giuseppe Parrino, Gaspare Pardo, Antonina Caiola, Castrenze Ricotta,
Francesca Di Lorenzo, Gaetano Modica. Tutti, con una
pietosa opera di volontariato, nei modi più improvvisati, furono condotti ai loro paesi di origine per ricevere i primi
soccorsi, e da qui poi, con mezzi di fortuna o autocorriere a
2
disposizione sul posto, furono trasportati all’ospedale della
Filiciuzza di Palermo, dove giunsero nel primo pomeriggio.
Alcuni di questi feriti, come Vincenza Spina, moriranno in
seguito a causa delle lesioni riportate. Ma nessuno ha mai
fatto un calcolo dei morti in conseguenza dei danni irreparabili subiti durante la strage e anche a causa dell’assoluta
mancanza di una qualsiasi forma di soccorso da parte delle
ambulanze dei vari ospedali, che rimasero totalmente inerti”. Fonte: Centro siciliano documentazione "Giuseppe Impastato".
1959
Anna Prestigiacomo,
26 Giugno 1959 Palermo. Uccisa. 15 anni, una sera d’estate
nel giardino di casa sua nel rione San Lorenzo. Forse per
vendetta nei confronti del padre ritenuto confidente dei carabinieri. Fonte: Liberanet.org
Giuseppina Savoca
1976
Caterina Liberti
1977
Mariangela Passiatore
1980
Filomena Morlando
1982
Rosa Visone
8 gennaio 1982 a 16 anni uccisa a Torre Annunziata passando per caso durante una sparatoria.
Da “Al di là della notte. Storie di vittime innocenti della
criminalità”, di Raffaele Sardo - Editore Tullio Pironti.
3
Emanuela Setti Carraio
Palermo, 3 settembre 1982, è stata una infermiera, moglie
del generale – prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa. Meno di
due mesi dopo il matrimonio, il 3 settembre1982, a soli 32
anni, rimase anch'ella vittima dell’attentato mafioso in cui
vennero uccisi il marito e l'agente di scorta Domenico Russo.
Simonetta Lamberti
29 Maggio 1982 Cava dei Tirreni. Aveva 10 anni. E' stata
uccisa da un killer della camorra nel corso di un attentato il
cui obiettivo era il padre, il giudice Alfonso Lamberti, procuratore di Sala Consili.
Annamaria Esposito
1984
Renata Fonte
Assessore al Comune di Nardò (Lecce), si era opposta con
forza alla speculazione edilizia che minacciava la terra che
amava, la Puglia, e non fece ritorno a casa dopo un consiglio
comunale dell’84, quando fu assassinata per mano mafiosa.
Lucia Cerrato
66 anni uccisa nella strage del rapido 904 del 23 dicembre
1984 in una galleria dell’Appennino
Anna Maria Brandi
26 anni uccisa nella strage del rapido 904 del 23 dicembre
1984 in una galleria dell’Appennino
Anna De Simone
9 anni uccisa nella strage del rapido 904 del 23 dicembre
1984 in una galleria dell’Appennino
Luisella Matarazzo
25 anni uccisa nella strage del rapido 904 del 23 dicembre
1984 in una galleria dell’Appennino.
Maria Luigia Morini
45 anni anni uccisa nella strage del rapido 904 del 23 dicembre 1984 in una galleria dell’Appennino.
4
Federica Taglialatela
12 anni uccisa nella strage del rapido 904 del 23 dicembre
1984 in una galleria dell’Appennino.
Susanna Cavalli
22 anni uccisa nella strage del rapido 904 del 23 dicembre
1984 in una galleria dell’Appennino.
Angela Calvanese
33 anni uccisa nella strage del rapido 904 del 23 dicembre
1984 in una galleria dell’Appennino.
Valeria Moratello
22 anni uccisa nella strage del rapido 904 del 23 dicembre
1984 in una galleria dell’Appennino.
1985
Barbara Rizzo Asta
30 anni, 2 aprile 1985 uccisa insieme ai suoi figli gemellini
di 6 anni Salvatore e Giuseppe, nella strage di Pizzolungo,
in un attentato destinato ad un magistrato.
Giuditta Milella
17 anni, 25 novembre 1985 studente del Liceo Meli di Capaci, uccisa insieme ad un compagno in un incidente in cui
furono coinvolte le automobili della scorta dei giudici Borsellino e Guarnotta.
Graziella Campagna
17 anni, uccisa a Villafranca Tirrena il 12 dicembre 1985,
lavorava come aiuto lavandaia, un giorno trova un documento nella tasca di una camicia di proprietà di un certo
“Ingegner Cannata”. Il documento rivelerà il vero nome di
un latitante nipote di un boss. Quest’informazione le costerà la vita.
1986
Nunziata Spina
uccisa il 9 ottobre 1986, era seduta nella sala d’attesa dell’ Istituto ortopedico di Ganzirri, nell’attentato in cui fu ucciso
Pietro Bonsignore, imputato del maxi processo di Palermo.
5
Domenica De Girolamo
bastonata a morte l’11 febbraio 1986 in una tabaccheria,
con lei il marito ex sindaco del Comune di Platì.
1989
Marcella Tassone
10 anni, uccisa il 22 febbraio 1989 a Laureana di Borrello
in una faida di ‘ndrangheta, mentre si trovava in auto con il
fratello, vero obiettivo dei killer.
Ida Castellucci
al quinto mese di gravidanza, uccisa il 5 agosto 1989 a Villagrazia di Carini (Pa) insieme al marito, agente di polizia
in servizio presso la questura di Palermo.
Grazia Scimè
uccisa da una pallottola vagante a 66 anni il 12 settembre
1989 al mercato di Gela, durante una sparatoria tra mafiosi.
Anna Maria Cambri
studentessa di 16 anni, l’8 novembre 1989 passa davanti ad
un bar a Milazzo ed è uccisa in un agguato tra mafiosi.
Carmela Pannone
bambina di 5 anni, ammazzata il 24 agosto 1989 ad Afragola assieme allo zio, in una sparatoria avvenuta davanti ad un supermercato.
Nicolina Biscozzi.
Vittima inconsapevole, cittadina di Brindisi
1990
Maria Marcella
47 anni il 17 settembre 1990 viene uccisa da un sicario a
Palermiti (CZ), era moglie di un pregiudicato che era tornato in Calabria dalla Lombardia e si occupava di movimento
terra, insieme a Maria è uccisa a bruciapelo la figlia Elisabetta.
Elsabetta Gagliardi
bambina di 9 anni, figlia di Maria.
6
Raffaela Scordo
una professoressa di 39 anni, tornava a casa da una passeggiata con la famiglia, uccisa ad Ardore il 13 luglio 1990 davanti a marito e figli, forse il commando voleva sequestrare
uno dei ragazzi.
1991
Valentina Guarino
bambina di sei mesi, uccisa a Taranto nel 1991 mentre era
in braccio a suo padre, punito per uno sgarro.
Angelica Portoli
bambina di 2 anni, uccisa a Lecce nel 1991.
Sandra Stranieri
20 anni, colpita a Taranto da una pallottola vagante durante
un regolamento di conti mentre torna a casa.
Silvana Foglietta
uccisa a Brindisi.
1992
Lucia Precenzano
uccisa a Lamezia Terme il 4 gennaio, insieme al marito
Salvatore Aversa, sovrintendente della Polizia di Stato.
Francesca Morbillo
giudice, il a23 Maggio 1992 a Capaci è uccisa insieme al
marito giudice Giovanni Falcone ed agli agenti della scorta
Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.
Emanuela Loi,
agente di polizia, a 25 anni, il 19 luglio 1992, è uccisa nella
Strage di via d’Amelio a Palermo, insieme a Paolo Borsellino, giudice, Agostino Catalano, caposcorta, Vincenzo Muli, Valter Eddie Cosina, Claudio Traina, agenti di scorta.
Rita Àtria,
17 anni, testimone di giustizia, ragazza sola dopo
l’uccisione del giudice Borsellino.
7
1993
Angela Fiume,
custode dell’Accademia dei Georgofili, il 27 maggio a Firenze a muore nella strage di via dei Georgofili, attentato di
stampo mafioso. Insieme a lei muoiono:
Nadia Nencioni,
bambina di 9 anni.
Caterina Nencioni,
bambina di 50 giorni.
1994
Ilaria Alpi,
giornalista del TG 3 uccisa a 33 anni a Mogadiscio il 20
marzo 1994, si occupava della guerra civile Somala, di traffico d’armi e di rifiuti tossici.
Maria Teresa Pugliese,
casalinga, uccisa a 54 anni il 26 marzo a colpi di fucile a
Locri. Il marito era un pediatra molto noto nell’ intera Calabria.
Liliana Caruso,
moglie di un pentito, uccisa a Catania insieme alla madre
Agata, a 28 anni, il 10 luglio 1994 per ritorsione contro il
marito.
Agata Zucchero
madre di Liliana Caruso e suocera di un pentito, uccisa per
ritorsione insieme alla figlia il 10 luglio 1994.
Palmina Scamardella
uccisa sul ballatoio di casa il 12 dicembre per sbaglio; aveva 35 anni e una bimba di 15 mesi, era la nipote della vittima designata dai camorristi.
1995
Epifania Cocchiara
8
1996
Anna Maria Torno
18 anni, lavorava come bracciante agricola in Puglia, il
primo marzo stava andando a lavorava, il pulmino su cui
viaggiava ha avuto un incidente, perse la vita. Vittima del
caporalato. Viaggiavano in 14 a bordo di un pulmino che
poteva trasportare solo 9 persone.
Santa Puglisi
Maria Antonietta Savona
coinvolta in uno scontro con l’auto del magistrato di Sciacca, a Trapani il 18 novembre. Con lei perse la vita anche il
suo bambino, che aveva poco più di un mese, Riccardo Salerno.
1997
Agata Azzolina
vittima della solitudine, muore nella notte tra il 21 e il 22
marzo del 1997 a Niscemi. Non ce l’aveva fatta a resistere
all’uccisione del marito e del figlio, vittime del racket.
Raffaella Luppoli
bambina di 11 anni, uccisa per errore, il 10 giugno. I sicari
volevano colpire il padre, un operaio disoccupato.
Silvia Ruotolo
uccisa mentre torna a sua casa dopo aver preso a scuola il
figlio Francesco di 5 anni. Quaranta proiettili volano dappertutto ferendo un ragazzo e uccidendo sul colpo Silvia.
1998
Incoronata Sollazzo
è stata una bracciante agricola di Cerignola, morta il 24 aprile in circostanze ancora da chiarire.
Maria Incoronata Ramella
anche lei impegnata nel lavorare la terra, è rimasta vittima
di un gioco fatto di sfruttamento e costrizione.
Erilda Ztausci
9
Giuseppina Guerriero
42 anni, uccisa per caso da due killer su una moto di grossa
cilindrata il 3 settembre, mentre tornava dal lavoro.
I proiettili erano diretti al capozona di un clan mafioso. Lavorava come bracciante, poi in una pizzeria come cuoca.
Aveva 4 figli, la più piccola di 14 anni.
Maria Angela Ansalone,
bambina di 9 anni, uccisa insieme al nonno l’8 maggio.
L’auto su cui viaggiavano è stata scambiata dai sicari per
quella di un clan rivale.
1999
Rosa Zaza
il 25 agosto di ritorno dalle vacanze con il marito, sposati da
pochi giorni, 31 anni Rosa e 33 Ennio, sono stati travolti ed
uccisi sull’autostrada da una macchina di contrabbandieri che,
invertendo il proprio senso di marcia a fari spenti, ha attraversato uno dei tanti varchi aperti dell’autostrada Bari-Napoli.
Anna Pace
aveva 60 anni , il 12 ottobre a Fasano, in auto con il marito,
è travolta e uccisa da un furgone dei contrabbandieri carico
di sigarette.
2000
Maria Colangiuli
70 anni di Bari, è morta uccisa da uno dei colpi di pistola
sparati da appartenenti a clan rivali, mentre si trovava sul
balcone della sua abitazione al terzo piano, intenta a preparare la cena. Un colpo del fucile è entrato da una finestra
aperta.
Valentina Terracciano
bambina di 2 anni uccisa dai proiettili di una sparatoria, nel
mezzo di una guerra di camorra. Il padre era il bersaglio del
commando. La sua morte ha causato una scia di sangue. I
suoi assassini sono stati “puniti”: uccisi dalla camorra.
10
2001
Tina Motoc
moldava, 20 anni, prostituta assassinata nella notte tra il 16
e il 17 febbraio nelle vicinanze della tangenziale di Torino.
2004
Annalisa Durante
14 anni, uccisa a Napoli il 28 marzo nel quartiere Forcella,
era in corso un agguato contro Salvatore Giuliano. Una mobilitazione costante nel quartiere, guidata dal padre della
ragazza Giannino e dal parroco Luigi Merola, ne terrà viva
la memoria. Un’associazione è nata in suo nome. A lei è intitolata una scuola del quartiere. La giornalista Matilde Andolfo ha scritto “Il diario di Annalisa” per i Tipi di Pironti.
(Fonte: Un nome, una storia)
Gelsomina Verde
22 anni,impegnata in attività di volontariato nel suo quartiere, uccisa a Napoli il 22 novembre. I killer l’hanno sequestrata e interrogata e uccisa probabilmente per ottenere informazioni su un camorrista, che forse Gelsomina aveva
conosciuto per caso
Matilde Sorrentino
49 anni, è stata uccisa a colpi di arma da fuoco il 27 marzo,
probabilmente per vendetta , poiché aveva denunciato nel
1997 che il proprio figlio era rimasto vittima di una organizzazione di pedofili a Torre Annunziata. Aveva testimoniato al
processo, assieme ad altre due madri di bambini sottoposti ad
abusi (ora messe sotto protezione). Il processo è terminato
con la condanna dei pedofili. (fonte: Un nome e una storia).
2005
Carmela Fasanella
80 anni, perde la vita il 24 luglio, insieme al fratello di 68
anni, in uno spaventoso incendio doloso che ha devastato
parte della pineta del territorio di Peschici.
11
2006
Anna Politkovskaya
giornalista russa famosa in tutto il mondo per i suoi reportage sugli orrori della guerra in Cecenia e gli abusi compiuti
dalle truppe federali, uccisa il 7 ottobre nell’ascensore dell'edificio in cui viveva. Aveva due figli. Scriveva per il quotidiano dell'opposizione Novaya Gazeta.
2009
Felicia Castaniere
disabile e attiva nel sociale per la difesa dei diritti dei disabili, muore d’infarto in seguito ad una rapina a Napoli, il 9
gennaio.
2010
Teresa Buonocore
51 anni, ammazzata il 20 settembre nella sua auto. Aveva
fatto incastrare l'uomo che aveva abusato sessualmente della figlia, un geometra, suo vicino di casa.
Lea Garofalo
35 anni, ex collaboratrice di giustizia e compagna di un affiliato alla 'ndrangheta di Petilia Policastro (Crotone), sparita tra il 24 e il 25 novembre: sciolta nell’acido.
... E TUTTE LE ALTRE DONNE DI CUI NON SIAMO
ANCORA RIUSCITI A CONOSCERE IL NOME
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